venerdì 10 ottobre 2014

pc 10 ottobre - Da Napoli con la resistenza del popolo curdo! Contro l'ISIS e gli imperialisti, un invito alla solidarietà!

Da Napoli con la resistenza del popolo curdo! Contro l'ISIS e gli imperialisti, un invito alla solidarietà!


"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”
Nella complessità con cui il mondo ci si presenta, accanto a situazioni confuse e ingarbugliate ci sono anche situazioni chiare:avvenimenti limpidi, su cui prendere posizione è facile, perché ci indignano, toccano la nostra coscienza, ci fanno sentire un'empatia con chi soffre.
Avvenimenti in cui appare subito chiaro chi è la parte offesa, chi ha ragione, chi porta più avanti il processo di liberazione dei popoli e dell'umanità.
Avvenimenti che non vengono dal nulla, ma sono parte di una storia lunga secoli, che vivono nella nostra memoria.
A volte non c'è bisogno di motivare l'odio: "è un fatto di appartenenza", come diceva qualcuno.

A quest'ordine di fatti va iscritta la resistenza che in questi mesi il popolo curdo sta frapponendo all'avanzata delle milizie dello Stato Islamico, l'ISIS.
A quest'ordine di fatti va iscritta la difficile ed eroica esperienza degli ultimi due anni di autogoverno laico, socialista, libertario e femminista della regione curda di Rojava e della sua città Kobane.
A quest'ordine di fatti va iscritta la nostra solidarietà al popolo curdo che - proprio come quello palestinese che tutti amiamo - negli anni ha combattuto contro tutti semplicemente per esistere, per avere un futuro, per vedere riconosciuto il proprio diritto alla terra e alla libertà.
Da tempo ormai leggiamo sui giornali del "pericolo islamista" rappresentato da ISIS. Leggiamo dell'ennesimo intervento degli Stati Uniti, dei poliziotti del mondo, e dei loro complici/concorrenti europei, che dopo aver occupato, smembrato, distrutto il Medioriente, finanziato l'islamismo più fondamentalista e attaccato tutte le tendenze socialiste e comuniste che pure erano largamente presenti su quei territori, pretendono ora di intervenire per riportare il loro "ordine democratico"... Più difficilmente leggiamo di chi invece da anni si sta opponendo, pagando con la vita, sia alle barbarie dell'ISIS sia alla barbarie esportata dall'Occidente e dalle sue potenze imperialiste. curdi-napoli-solidarietà
Pensiamo al popolo curdo. Un popolo che proprio in questi giorni è da un lato sotto attacco dell'ISIS, che sta sterminando la sua popolazione, decapitando i suoi combattenti. dall'altro aggredito dagli alleati dell'Occidente e della NATO, ovvero dalla Turchia, che vuole approfittare di quest'occasione per invadere il Kurdistan diventato, in questi anni, almeno in parte autonomo.
Il popolo curdo si trova ora stretto in una morsa mortale: davanti ha l'esercito nero dell'ISIS, dietro ha la Turchia del fascista Erdogan, che vuole finalmente sbarazzarsi della spina nel fianco rappresentata dai guerriglieri curdi e dal loro progetto socialista.
In queste ore, nel silenzio assordante del mondo, si combatte a Kobane, dove sta avvenendo un grande massacro di civili e combattenti curdi. Per rompere questo silenzio da giorni i compagni curdi mettono in atto azioni di vario tipo: l’occupazione temporanea di una stazione della metropolitana di Londra, scontri e manifestazioni in diverse parti della Turchia, manifestazioni in Germania. In Italia qualche giorno fa in cinquanta hanno provato a fare irruzione a Montecitorio, oggi hanno occupato gli areoporti di Pisa e Fiumicino. La loro straordinaria generosità, il rischio che prendono famiglie intere - perché la polizia e la magistratura non sono mai state tenere con questi compagni - ci deve spingere a sostenerli. Bisogna rompere il silenzio, dare la nostra solidarietà militante.
Per questo oggi abbiamo appeso uno striscione nel centro di Napoli, davanti all'università. Un piccolo gesto di solidarietà per parlare con la città e con tanti ragazzi dell'eroica resistenza dei curdi in patria e nella diaspora. Sperando che trovi un'eco nel resto del movimento, sperando di poter mettere su presto qualche iniziativa più grande e forte. Perché la lotta di queste donne e di questi uomini ci riguarda da vicino, è un capitolo, ancora tutto da scrivere, della storia dell'umanità verso l'emancipazione sociale e politica.
Collettivo Autorganizzato UniversitarioSpazio Me-ti, Napoli

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