mercoledì 29 febbraio 2012

pc 29 febbraio - battaglia in val susa - sgombero del blocco, cariche, barricate resistenza.. giù le mani dalla val susa !




News, top — 29 febbraio 2012 18:04 Autostrada sotto sgombero, secondo round

Ore 18:42 buone notizie dal Cto di Torino, sospesa la dialisi a luca che risponde bene alle cure #forzaluca

Ore 18:28 la polizia aggredisce #notav seduti sulla carreggiata Ore 18:25 ancora idranti sui #notav


Ore 18:14 anche operatore di Repubblica colpito dall’idrante

Ore 17:51 #notav ancora seduti sull’autostrada e circondati dalla polizia cantano “luca,luca” e “la val susa paura non ne ha” in diretta: Nicoletta

Ore 17:40 Nuova diretta in puro stile #NOTAV risate tra la polizia

Ore 17:21 ruspe iniziano a pulire le barricate. Ci sono ancora persone che resistono sull’autostrada, tra di loro Cremaschi dell Fiom

Ore 17:15 momento di tregua le ruspe e gli uomini in divisa si fermano mentre la valle resiste. Da entrambe le parti si infoltiscono le fila

Ore 17:10 Diretta dalle barricate con Francesca from RadioBlackout

Ore 16:57 un centinaio di #notav restano seduti sulla carreggiata circondati dalle fdo, tra loro anche Cremaschi della Fiom, la ruspa ha sfondato le barricate, sparano CS e tentano di spegnere le barricate con gli idranti

Ore 16:47 le fdo giunte al blocco autostradale, per rallentare l’avanzata delle ruspe date a fuoco le barricate, i #notav si preparano a resistere

A partire dalle 16:15 un ingente numero di forze dell’ordine proveninete contemporaneamente dalle due direzioni, Susa e Torino, sta avanzando sui manifestanti con ruspe uomini e lacrimogeni per sgomberare l’autostrada dopo circa 48 ore di blocco continuo. Un cinquantina di manifestanti resistono seduti a terra mentre gli uomini in divis si avicinano.

dalla cronaca di repubblica


La polizia sta sgomberando l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia dai blocchi stradali attuati dai No Tav all'altezza di Chianocco. In un paesaggio segnato dagli incendi delle barricate e da alte colonne di fumo, tra sassaiole e lanci di lacrimogeni e di idranti, le forze dell'ordine si sono fatte avanti per liberare l'arteria. In questo momento gli ultimi cinquanta "irriducibili" che si erano seduti sulla carreggiata opponendo resistenza passiva vengono portati via di peso, uno a uno, dagli agenti. Qualcuno avrebbe anche ricevuto qualche colpo di manganello.

L'intervento era cominciato poco prima delle 17. Una ruspa seguita da poliziotti in assetto antisommossa si era aperta la strada abbattendo la barricata su una delle rampe dove i manifestanti protestavano. A centinaia i No Tav sono indietreggiati, mentre altri sono restati sull'autostrada fronteggiati da centinaia i poliziotti. E' stata così sgomberata la prima rampa di accesso all'autostrada, passata sotto il controllo della polizia, mentre gli agenti hanno preso ad avanzare con un cellulare verso la seconda.

Una cinquantina di manifestanti si è quindi sdraiata sull'asfalto mentre le ruspe della Sitaf liberavano la carreggiata dai detriti. Il gruppo, del quale faceva parte anche il leader dei No Tav Alberto Perino, è stato identificato
dagli agenti. Sulla vicina rampa autostradale si è fermato a motore acceso un mezzo con gli idranti. Alcune decine di attivisti si sono riavvicinati all'autostrada ma la situazione è rimasta relativamente calma. L'intervento di sgombero, informa la Questura di Torino, prosegue "con decisione e con l'utilizzo di idranti e di mezzi tecnici idonei".

Le operazioni, spiegano le forze di polizia, sono iniziate dopo che i manifestanti hanno rifiutato l'invito a lasciare l'autostrada: "Intimazione rimasta inascoltata - aggiunge la Questura - e seguita da un fittissimo lancio di oggetti e pietre". I manifestanti, riferiscono le forze dell'ordine, hanno dato fuoco ad alcuni pneumatici che hanno originato un fitto fumo nero.

Difficile dire quando l'autostrada potrà essere riaperta al traffico: gli incendi e l'opera delle pale meccaniche hanno provocato vistosi buchi nell'asfalto e in più punti il guard rail è stato piegato fin sulla carreggiata, perciò saranno probabilmente necessari alcuni lavori di ripristino per farla tornare percorribile.

Nel pomeriggio alcune decine di No Tav hanno occupato i binari della stazione di Bussoleno fermando anche il traffico ferroviario, per poi ritirarsi poco dopo dallo scalo. Intanto si registra un brutto episodio di intolleranza nei pressi del presidio No Tav di Chianocco, dove una troupe del "Corriere. tv" è stata aggredita, malmenata e costretta alla fuga da un folto gruppo di manifestanti. E' accaduto intorno a mezzogiorno ed è stato probabilmente una conseguenza della diffusione, ieri, di un video in cui si vede un dimostrante apostrofare sarcastico con il termine "pecorella" un carabiniere che assiste impassibile allo sfogo e che oggi ha ricevuto per questo un encomio dai superiori.

I due giornalisti del "Corriere. tv", che si erano recati sul posto attraverso i campi per documentare la terza giornata consecutiva di protesta, sono stati notati per le antenne sul furgone e additati come "sbirri": "Ci sono due sbirri che ci filmano". Circondati da 30-40 persone, stando alle prime notizie a volto coperto, sono stati minacciati e spintonati. Uno di loro avrebbe ricevuto un pugno al volto. Secondo le ultime ricostruzioni, le attrezzature degli operatori sono state gettate a terra e danneggiate, mentre al loro pick up sono state sgonfiate le gomme. Gli operatori si sono poi allontanati a bordo di un'altra auto: "Abbiamo avuto molta paura - hanno detto - ma ora stiamo bene". Secondo i No Tav l'episodio sarebbe stato frutto di un malinteso: i giornalisti sarebbero stati scambiati per agenti della Digos e "invitati" ad allontanarsi "per la loro incolumità".

In seguito all'aggressione, deplorata fermamente dal sindacato dei giornalisti, l'Associazione Stampa Subalpina, il presidente della comunità montana Sandro Plano ha dichiarato: "Chiedo ai movimenti e a chi protesta in Valsusa di rispettare il lavoro dei giornalisti e la libertà di stampa e chiedo altresì che l'informazione sia più corretta".

Sull'incontro dei sindaci della Valle con il prefetto di Torino svoltosi a mezzogiorno, Plano ha poi spiegato: "Abbiamo chiesto lo stop alle operazioni di esproprio e un incontro con il Governo. Il prefetto ci ha detto che non è nelle sue possibilità fermare i lavori, ma chiederà al governo di incontrare i sindaci. Chiediamo al movimento di rimuovere i blocchi sull'autostrada per consentire la viabilità e l'arrivo dei turisti, anche per rispetto all'alta valle che fonda gran parte della sua economia sul turismo".

"Parliamone. Non solo io ma anche tutto il governo è pronto, per vedere se si può fare qualcosa di più e di meglio, fermo restando la fermezza assoluta sulla realizzazione dell'opera". Così il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha risposto indirettamente. Aggiungendo però: "Si tratta di un'opera talmente importante per la nazione e per le generazioni future, che non è ripensabile l'impegno preso sulla sua realizzazione".

L'incontro con il rappresentante del governo era stato chiesto dai sindaci della Comunità montana subito dopo il blitz di lunedì mattina alla Maddalena, quando operai e forze dell'ordine hanno recintato l'intera area del cantiere. "E' una procedura illegittima - ha ribadito Plano - e faremo anche noi, come il Movimento, ricorso al tribunale amministrativo".

Intanto ha trascorso una notte tranquilla Luca Abbà, ricoverato da lunedì nel reparto di rianimazione del Cto a seguito della caduta da un traliccio dell'alta tensione in Valsusa. Le sue condizioni sono stabili anche se gravi a causa delle ustioni e dei traumi riportati. In tarda mattinata è stato diramato un nuovo bollettino medico moderatamente ottimistico: il paziente muove le gambe e risponde agli stimoli.


Frattanto Ltf ha comunicato di aver spedito questa mattina le lettere di occupazione temporanea ai proprietari dei terreni già recintati durante il blitz di lunedì mattina.

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