martedì 16 aprile 2024

pc 16 aprile - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Speciale Iran: menzogne e verità, dalla parte dei proletari e i popoli

 

pc 16 aprile - Corteo del 25 Aprile a Milano: La Resistenza di Gaza è al centro non ai margini! Conferenza stampa congiunta sindacati e comunità palestinesi il 17 aprile....

 ....come denunciato sabato 13 al presidio, Sala, al servizio e per conto di Israele, vuole impedire che questo 25 APRILE sia un fiume in piena di solidarietà e al fianco della RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE, dobbiamo denunciare e impedire che ciò avvenga

Milano

Nella discussione preparatoria alla manifestazione, gli organizzatori del Tradizionale Corteo del 25 aprile – ANPI in testa- hanno deciso che la parte di corteo composta dalle comunità palestinesi e dai sindacati di base e dalle realtà sociali che ne supportano la causa non debba avere visibilità, né nel corso del corteo, né dal palco, né, a quanto sembra, nello striscione di apertura.

In testa al corteo nessuno striscione che richiami il dramma di Gaza (proposto dagli organizzatori uno che recita “cessate il fuoco ovunque” che suona ipocrita quando l’ONU ha da poco approvato una risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza), nessuna bandiera palestinese; negata persino la lettura di una poesia dal palco.

Condizioni inaccettabili, soprattutto in occasione di una ricorrenza come quella del 25 aprile che richiama i valori di Resistenza e Libertà, gli stessi che il popolo palestinese sta mettendo in campo contro il genocidio sistematico operato dall’esercito israeliano, quasi sempre contro civili inermi, tra i quali circa 10.000 bambini.

Noi invece riteniamo che a Milano, Città Medaglia d’Oro della Resistenza, la comunità e la questione palestinese non dovrebbero essere relegate ai margini.

Non accettiamo una politica prona alla volontà di Israele, tanto più il giorno della Festa della Liberazione dal nazifascismo. e rivendichiamo un corteo che dia centralità alla questione palestinese e non chiuda gli occhi sul genocidio del popolo palestinese e sull’operazione di sostituzione etnica in atto a Gaza da parte di Israele, culmine di 80 anni soprusi. Un’operazione sostenuta da tutti i governi occidentali, Italia compresa.

Conferenza Stampa unitaria: Comunità Palestinesi, USB, CUB mercoledì17 aprile ore 11 a piazza Mercanti a Milano

pc 16 aprile - ANCORA MOBILITAZIONI IN UNIVERSITÀ: A MILANO OCCUPATO IL RETTORATO DELLA STATALE, A ROMA TENDE PERMANENTI DAVANTI A LA SAPIENZA. Sosteniamo e diffondiamo

 

Da radio onda d’urto

15 Aprile 2024 - 18:17

Non si arresta la mobilitazione di studenti e studentesse nelle Università italiane per fermare il genocidio in corso a Gaza e per rilanciare la richiesta di stop agli accordi con gli atenei israeliani.

A Roma, da questo weekend, tende permanenti presidiano l’ingresso principale dell’Università La Sapienza e chiedono un incontro alla rettrice Antonella Polimeni in vista del Senato Accademico di martedì 16 aprile. Non solo. Dalle tende viene rilanciata anche la settimana di agitazione contro la conferenza internazionale con i rappresentanti politici e militari dei Paesi membri della Nato, per celebrare i 75 anni dell’Alleanza e per discutere della nuova agenda di guerra euroatlantica. Con noi dalle tende in presidio a Roma c’è Sara, di Cambiare Rotta. Ascolta o scarica.

A Milano il collettivo Rebelot e Students 4 Palestine ha occupato il Rettorato della Statale: calato lo striscione, in solidarietà con il popolo palestinese, e “Unimi prendi posizione. Stop genocidio”. “Chiediamo – dicono studentesse e studenti – che l’università condanni l’operato genocida di Israele e

pc 16 aprile - Sulla manifestazione Stellantis di Torino - Voci operaie, commenti - la nostra posizione - il volantino diffuso a Torino e a Melfi

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VOCI E COMMENTI

Il 12 aprile lo sciopero del settore auto e indotto, che chiede nuovi modelli, una produzione di almeno 200.000 auto a Torino, ha portato migliaia di lavoratori a manifestare in città. 

Partendo dai numeri è necessario dire che in corteo erano almeno la metà dei 12.000 dichiarati dai sindacati confederali e padronali. Non per una guerra di cifre fine a se stessa, ma per osservare come questi dati amplificati sulla presenza al corteo, cerchino solo di dare un immagine aumentata del seguito goduto dai sindacati confederali e consolidarne il ruolo. Ma questo non restituisce forza e convinzione agli operai del settore auto e non solo, che invece hanno bisogno di tornare a lottare ed organizzarsi in autonomia da padroni e governo, sulla base dei propri interessi di classe, quindi hanno anche bisogno di sapersi liberare dalla morsa dei sindacati confederali.

La manifestazione si è spenta in piazza Castello, con i comizi di rito dentro una piazza che si dimezzava a vista d’occhio via via che arrivano i vari spezzoni. Un altro segno del distacco passivo degli operai.

Ciononostante, gli operai hanno sentito lo sciopero positivamente, uno sciopero visto come riscossa a tutto quanto c’è stato in questi anni, sono rimasti però delusi dalla non alta partecipazione di Mirafiori, concentrata in maggior parte dietro i rumorosi striscioni di fabbrica della Fiom. In generale i lavoratori della Fiom hanno scioperato, mentre gli spezzoni di Uilm e cisl, questa ormai passata al servizio del governo e dei padroni, tranne delle mosche bianche, erano tutto apparato allineati e coperti. 

Nelle discussioni tra i pezzi della Fiom il contenuto del nostro volantino e le nostre proposte erano ben accolte - quando i dirigenti vedevano che gli operai si attardavano a discutere con noi iniziavano azioni di disturbo. Altra questioni che sono state ben accolte, la questione Palestina, la necessità di un coordinamento come gruppo Stellantis contro l'economia di guerra. 

Gli operai hanno riempito la giornata di aspettative e di preoccupazioni, un insieme di contraddizioni, con la coscienza di essere quelli della grande fabbrica che segna le sorti dell’intera città e dell’indotto, ma da tempo senza un ruolo, perché il loro peso è escluso dai tavoli, aziendali, ministeriali, dallo scontro con Stellantis, che è dentro il quadro generale della crisi dell’auto e dell’economia di guerra.

Non è stato semplice ma alcune voci raccolte alla manifestazione ci portano dentro questi punti di vista.

Un operaio dell’indotto: “Stellantis sta mettendo in ginocchio tutto” e racconta anche come il lavoro in fabbrica sia peggiorato, tra cassa integrazione e futuro incerto, ma che questi attacchi hanno portato la loro fabbrica in piazza a lottare con Mirafiori.

 “Fin dai giorni precedenti nelle linee si è parlato dello sciopero – Dice ancora un operaio della linea 500 - Dentro questa giornata positiva sono un pò deluso da quegli operai che si giustificano ‘io domani lavoro, perchè sono in difficoltà a capire da che parte stare, abbiamo visto cosa ha fatto il sindacato davanti ai piani di Stellantis. Ma questo favorisce Stellantis nell’azione contro lo sciopero, con i cassintegrati chiamati all’ultimo, i team leader mandati in linea a produrre, e per gli operai scomodi c’è sempre un quota maggiore di cassintegrazione che pesa molto”; ancora: “Gli impiegati, i dirigenti poi, in corteo! Una porcheria, loro non hanno mai perso 10 minuti del loro stipendio per i problemi degli operai, ora che si sentono mancare la terra sotto i piedi si svegliano. Non mi fido di loro. Usano la lotta degli operai e sono li pronti a tradirti”

Un altro operaio dell’indotto con poche parole rende chiara un’idea diffusa, dentro una giornata di sciopero vista come inizio “Torino è il centro, sono sempre partiti da qui gli scioperi per l’auto, poi seguiranno altri scioperi, poi andremo a Roma…”. “Ma la giornata di sciopero non è stata organizzato ‘per invertire la rotta’ - dice un altro operaio - perché il primo segnale necessario è quello di unire gli stabilimenti nella lotta. Tavoli separati, modelli distribuiti in concorrenza stabilimento per stabilimento, sono il piano di Tavares, non quello degli operai... è dall’80 che stiamo giocando in difesa”. 

“Perché sta scioperando solo Torino?” - Si chiedono altri operai - “Non è giusto, dovremmo scioperare tutti. La gestione dei sindacati non va bene, trattative con il governo ma risultati niente”. “vogliono solo le nostre tessere ma poi non lottano veramente, fanno morire ai ministeri le vertenze”. In generale non mancano le critiche ai sindacati confederali, ma ammettono anche che l’operaio in generale segue il sindacato, questo pesa e per fare qualcosa di diverso, qualcuno deve cominciare.

Al corteo ci sono delegazioni da altre fabbriche e provincie, Brescia, Siena, Bergamo, Ferrara e così via. Tutte Fiom. Rumorosi e orgogliosi che trasferiscono negli slogan questo orgoglio sindacale: “un solo sindacato, la Fiom”. “Lo sciopero più largo lo faremo, oggi ci sono delegazioni, abbiamo solo iniziato, il sindacato nel suo piccolo fa”.

Delgrosso e Lear, due fabbriche dell’indotto senza prospettive nei piani dei padroni, sono in tanti dietro gli striscioni, in maggioranza operaie. La prima fabbrica è in amministrazione giudiziaria dall’8 marzo - “la fabbrica – dicono gli operai - ha prosperato proprio grazie alla nostra manualità, ora ci scaricano”.

Altre operaie denunciano: “Da quando sono a casa non compro più nulla. Vogliamo il lavoro a Torino, non campare di cassintegrazione, che sono sempre soldi nostri che abbiamo versato da una vita. Chiude Torino ma a Pozzo D’Adda devono affittare uno stabilimento per l’alto numero di ordini per Ferrari e Lamborghini”. E non mancano le critiche ai sindacati: “Non dobbiamo più lasciare che siano loro a decidere della nostra lotta! Non hanno provato tutto! C’è tanta rabbia, voglia di non arrendersi”. Un’altra aggiunge “ricostruire una cultura, una educazione, l’orgoglio della classe, una cultura anni ‘70 quando si condivideva la condizione degli altri; allora le manifestazioni bloccavano tutto, era la forza degli operai che portava risultati... serve la lotta anche a rischio denuncia, anche contro le leggi repressive”. 

Con questi ed altri operai e operaie con il nostro volantino si parla di autonomia operaia, di una piattaforma con le rivendicazioni rese forti dalle assemblee, di ricostruire il partito della classe operaia, della lotta rivendicativa inserita nella prospettiva della lotta per il potere.

Gli operai prendono le copia della Controinformazione Rossoperaia. Si discute di questa autonomia  operaia da padroni e governo. Noi parliamo del nostro lavoro alle grandi fabbriche, con l’intervento specifico a Mirafiori e Melfi in cui portiamo le nostre proposte, la nostra linea.  

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LA NOSTRA POSIZIONE E VALUTAZIONE

Il report dei nostri compagni che sono intervenuti dà un’immagine diversa del trionfalismo dei sindacati confederali sullo sciopero del 12 aprile a Torino. Non erano 12 mila ma molto meno; mancavano molti operai di Mirafiori ed erano presenti invece tutta una serie di realtà dai quadri, sindacalismo giallo, dal codazzo para istituzionale e para politico che lungi dall’aver reso più forte la manifestazione l’hanno confusa e in parte addormentata. 

Certo, gli operai presenti si sono fatti sentire ed erano anni che non c'era una manifestazione di quel tipo a Torino e il fatto che la maggior parte faceva riferimento alla Fiom dipende essenzialmente dalla intenzione di Tavares di tenere la Fiom fuori dai Tavoli che contano, e questo chiaramente favorisce il fatto che tra gli operai che hanno partecipato a questa manifestazione la Fiom venga concepita come alternativa e di opposizione ai piani del padrone. 

Abbiamo già detto e scritto che è necessaria la lotta. Abbiamo detto e scritto che questa lotta ha senso se mobilita e via via unisce innanzitutto gli operai. 

I dirigenti sindacali confederali hanno detto che questo è solo l’inizio. Dicono sempre cosi e ce lo ripeteranno non sappiamo tra quanto tempo. Dicono che ora si parte da Torino e poi ci sarà la mobilitazione generale e nazionale di tutti gli stabilimenti. Ma anche su questo non abbiamo gran fiducia. La scelta di padroni, governo e la parte sindacale più complice è quella che si è espressa con l’accordo per gli esuberi, travestiti da incentivi per licenziamenti “volontari”. Nessuna critica esplicita è stata fatta nella manifestazione a questo accordo. 

L’unità di cui parlano i vertici sindacali, e De Palma della Fiom, è una farsa, non è quella che serve a Torino e ancora di più in tutti gli stabilimenti Stellantis e appalti. 

Noi non pensiamo che la strada sia questa, e neanche siamo d’accordo con quanto dice una parte degli operai, con i quali abbiamo pure dialogato nella manifestazione di Torino. Noi pensiamo che dopo il 12 aprile, sotto il vestito del 12 aprile, se si continuerà così c’è poco o niente, né l’unità di classe, né la lotta vera, né la piattaforma operaia, né risultati concreti per gli operai ai Tavoli aziendali, regionali e romani.

In questi Tavoli c’è la gestione degli esuberi, c’è la cassintegrazione permanente gestita con flessibilità a misura del padrone, c’è lo sfruttamento per chi riesce a lavorare, c’è la mancanza di salute e sicurezza; c’è infine una qualche forma di guerra tra poveri, che vive di straordinari, di trasferimenti, ecc. ecc.

Quello che serve oggi è l’autonomia operaia, autonomia dai padroni e governo innanzitutto, ma anche dalle direzioni sindacali. Prima di unirsi bisogna delimitarsi, dentro ogni stabilimento e su scala nazionale.

E’ presente nella stampa in forme banali e contraffatte il ricordo degli anni ’70 e in parte anche nelle fila operaie. 

Uno degli striscioni portati diceva “Né nostalgici né rancorosi ma orgogliosi”. “Nostalgici” dell’Autunno caldo? Questo è essere orgogliosi. Cioè che veniamo da una lunga storia che bisogna trasformare oggi in condizioni diverse, in forme semplici di lotta autonoma, di unità dal basso e di non accettazione né che mancano le bottiglie d’acqua, né che ci mandano a casa, né che ci chiamano a lavorare quando cazzo gli pare all’ultimo momento, e dobbiamo essere pure contenti… Per non parlare dell’indotto dove finora le lotte fatte si sono concluse senza risultati.

Pensare di essere “orgogliosi” senza riempire questo orgoglio dei contenuti dell’autonomia operaia, è impotente e retorica.

Nella manifestazione è stato notato che non c’erano gli studenti né le realtà combattive, genericamente chiamate “centri sociali”. E perché avrebbero dovuto esserci per riempire la piazza del sindacalismo confederale, compreso quello apertamente venduto e per stare insieme agli uomini della del padrone nelle Istituzioni. Gli studenti in lotta, le realtà antagoniste accorrono quando gli operai si ribellano, quando lottano per davvero ; questo non si è dato nella manifestazione di Torino. Per questo essa non cambia  le cose.

Dal 12 aprile bisogna partire, ma non è l’inizio. Il nuovo inizio deve ancora venire. E’ su questo che si misura anche la continuità del nostro lavoro, a Mirafiori, come a Melfi e negli altri stabilimenti. 

In primavera serve seminare e in autunno qualcosa deve succedere. E l’obiettivo è, questa volta di parte operaia, far dire ai padroni e alla grande stampa “non ci hanno visto arrivare”.

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IL VOLANTINO DELLO SLAI COBAS SC

pc 16 aprile - Mercoledì missione-lampo di Meloni in Tunisia nell’ambito del "Piano Mattei" - info - ma anche noi siamo in missione in Tunisia...

Il FTDES ha organizzato un sit-in alle 10:00 davanti l'Ambasciata d'Italia in Tunisia per protestare contro le politiche migratorie italiane, il trattamento disumano dei migranti tunisini nei centri italiani (CPR) e contro le pressioni dell'Italia per far svolgere alla Tunisia il ruolo di "guarda costiera" per conto dell'Italia/UE:

E’ tutto pronto a Tunisi per la missione-lampo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni prevista nella mattinata di mercoledì 17 aprile. La premier sarà accompagnata in Tunisia dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e dalla ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini. Dopo l’incontro con il capo dello Stato tunisino, Kaies Saied, al palazzo di Cartagine, sede dell’amministrazione presidenziale tunisina, Meloni ripartirà alla volta di Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo di mercoledì e giovedì 18 aprile. Sono almeno due gli argomenti al centro dei colloqui: i flussi migratori irregolari verso l’Italia, che nell’ultimo mese hanno visto un’impennata; il ruolo che può giocare la Tunisia nel Piano Mattei lanciato dal governo per lo sviluppo dell’Africa.

pc 16 aprile - Perù repressione e guerriglia - info

Pérou: Vaste opération militaire contre la guérilla maoïste

Depuis les premières heures de ce lundi, une vaste opération militaire a lieu dans la région de Vizcatán del Ene, dans le but de neutraliser la guérilla maoïste. Les forces terrestres, aériennes, navales et les forces spéciales péruviennes, mènent conjointement cette opérations destinées à éliminer les bases du Parti communiste du Pérou Militarisé.

secours rouge

pc 16 aprile - Venti di guerra nell'Indo Pacifico - protesta dei compagni filippini contro il Summit trilaterale USA/Giappone/Filippine


From Ang Bayan: Protests Greet Marcos’ Attendance At The Trilateral Summit In The US

April 13, 2024

A series of protests greeted Ferdinand Marcos Jr’s return visit to the US for the US-Japan-Philippine Trilateral Summit held on April 11-12. The rally goers denounced Marcos and the US for funding and giving military support to his regime. Filipino activists in the US and those supporting the Filipino struggle participated in the protests. It was led by Bayan USA, Malaya Movement USA, Tuloy ang Laban Coalition, and ICHRP-US.

“This trilateral summit will lead to an increase in tension between the U.S. and China, with the Philippines and other countries in the region caught up in the crossfires between the two superpowers,” they said.

On April 11, they marched in Washington D.C. where the meeting was held. “Marcos Jr. has shown he

lunedì 15 aprile 2024

pc 15 aprile - Sicilia - La scuola diventa scuola di guerra - serve una vera mobilitazione studentesca locale e nazionale

Fucili a raggi laser e caccia ai droni per gli studenti delle scuole siciliane

Le foto di questa gallery degli orrori (vedi in calce) sono state pubblicate il 16 febbraio 2024 sul sito internet dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera “Giovanni Falcone” di Giarre (Catania), una delle scuole siciliane che purtroppo ha anche stipulato più di dieci anni fa un patto di cooperazione con i militari di US Navy in forza alla stazione aeronavale di Sigonella, la principale base di guerra USA e NATO del Mediterraneo.

di Antonio Mazzeo da stampa libera

Le immagini ritraggono alcuni dei momenti clou della “gara di tiro al bersaglio rotante con raggi laser e dimostrazione softair” promosse dall’Istituto alberghiero per una trentina di alunne ed alunni delle quinte classi, attività realizzate all’interno della palestra in orario scolastico.

La sperimentazione e promozione di questo nuovo “sport parabellico” ha arricchito l’offerta educativa siciliana della scuola secondaria di Giarre. “Il tiro a segno con raggi laser è un’attività sportiva che è stata proposta sotto la supervisione del dirigente scolastico prof.ssa Monica Insanguine, presso l’Alberghiero “Falcone”, con una gara di tiro a segno svolta con raggi laser al posto dei comuni proiettili sparati dalla replica di un fucile adattato allo scopo mediante apposita circuiteria elettronica”, spiega un’insegnante di Giarre che ha dedicato un lungo articolo alla più che discutibile iniziativa.

“Onde evitare spiacevoli incidenti, il fucile può sparare soltanto durante la partita e soltanto se è puntato verso il bersaglio; pur essendo il raggio laser innocuo, il sistema di tiro esclude che esso possa colpire accidentalmente qualcuno dei presenti”, tranquillizzano i docenti. “La tecnologia applicata allo sport può fare entusiasmare lo studente con ricadute molto positive nella sua crescita psico-fisica”.

pc 15 aprile - A Taranto una importante e nuova strada: Studenti ai processi per la morte sul lavoro di operai ex Ilva

Ex Ilva: 50 studenti al processo per la morte di operaio 25enne

Questa è una iniziativa giusta, di unità studenti/operai nella lotta contro padroni, governo, Stato - Contro un certo ambientalismo che invece vuole separare, colpevolizza gli operai dell'Ilva e li vorrebbe mandare tutti a casa. 

Semeraro dell'Associazione 12 giugno e il Prof. Marescotti interverranno al convegno del 19 aprile a Taranto


Circa cinquanta studenti di Taranto, accompagnati da alcuni insegnanti e dal presidente dell'associazione 12 giugno Cosimo Semeraro, questa mattina si sono recati al tribunale di Taranto per manifestare solidarietà e vicinanza alla famiglia di Giacomo Campo, il 25enne operaio della ditta Steel service morto in un incidente sul lavoro il 17 settembre 2016 nello stabilimento ex Ilva di Taranto.

Nelle settimane precedenti studenti di altre scuole erano andati al processo per la morte di un altro operaio ex Ilva, Alessandro Morricella

Oggi (9/4) era infatti in programma una nuova udienza del processo a carico di nove imputati (sei alle dipendenze del siderurgico e tre dell'azienda dell'appalto in cui prestava servizio l'operaio) accusati di cooperazione in omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Giacomo Campo morì schiacciato da un rullo di un nastro trasportatore su cui stava facendo attività manutentiva nel reparto Afo4 per la rimozione di materiale ferroso attraverso un tubo aspirante.

Gli studenti hanno mostrato lo striscione con la scritta 'Per non dimenticare mai'. Per Peacelink era presente il presidente Professore Alessandro Marescotti. "Questa iniziativa - ha sottolineato l'ambientalista - mira a offrire ai giovani un'esperienza di apprendimento dal vivo sui temi della giustizia e della responsabilità sociale e rappresenta un'opportunità per promuovere l'educazione civica e la cittadinanza attiva".
    Il presidente dell'associazione 12 giugno Cosimo Semeraro ha evidenziato il problema della lentezza dei processi legati alle morti e ai gravi infortuni sul lavoro. "Il mio cuore - ha detto - scoppia perchè non è possibile che ci siano continui rinvii. Così le persone muoiono due volte, la prima per il profitto, la seconda per la prescrizione".

pc 15 aprile - La mobilitazione nelle Università contro i progetti con Israele e industrie belliche continua: Siena, Bologna

Università di Siena. Il Senato accademico mantiene i progetti con Israele - Presidio al rettorato

Il Comitato Palestina Siena e l’Unione Sindacale di Base (USB) Siena hanno coordinato un presidio nel cortile del rettorato dell’Università di Siena, in coincidenza con la seduta del Senato Accademico. Questa azione si inserisce nella settimana di mobilitazione nazionale e nello sciopero proclamato dall’USB, con il sostegno di varie realtà studentesche.

Le iniziative di solidarietà erano previste in tutta Italia: a Roma, le biblioteche dell’Università La Sapienza sono rimaste chiuse a causa dello sciopero del personale; a Napoli, gli studenti della Federico II hanno occupato il rettorato, seguiti dagli studenti del Politecnico di Milano. A Bologna, le lezioni sono state interrotte, mentre a Torino e Pisa sono state convocate sedute straordinarie del Senato Accademico per discutere degli accordi con Israele e del bando Maeci.

Il presidio a Siena ha visto la partecipazione di docenti e ricercatori dell’Università, che si uniscono ai 150 membri del corpo accademico che hanno firmato un appello per il cessate il fuoco permanente e la rescissione degli accordi con le Università israeliane. Inoltre, 22 docenti hanno firmato una lettera aperta al Ministro degli Esteri per bloccare il bando Maeci di collaborazione scientifica con Israele, riaffermando così il sostegno alla causa del boicottaggio accademico.

La giornata odierna è parte di un lungo impegno per ottenere posizioni chiare da parte delle Università italiane, non solo in solidarietà con il popolo palestinese, ma anche contro il genocidio in atto. A questo scopo, è stata ripresentata una mozione in Senato Accademico per la rescissione degli accordi con le università israeliane e con l’industria bellica, in particolare con Leonardo SpA e l’azienda farmaceutica Teva.

Nonostante alcuni risultati positivi, come lo stanziamento di 25.000 euro di fondi per studenti rifugiati palestinesi, l’approvazione di borse di studio per studenti palestinesi e l’impegno a lavorare sull’istituzione di un canale umanitario, la mozione è stata bocciata, con quattro voti a favore, a causa di accuse di “ideologia” e di argomentazioni che hanno definito le università israeliane come “libere, democratiche ed autonome”.

Le pressioni esterne e gli interessi economici hanno influenzato la decisione del Senato Accademico, che ha preferito ignorare le richieste della comunità accademica a favore del popolo palestinese.

Inoltre, vogliamo sottolineare quanto accaduto nel dicembre scorso, quando presentammo per la prima volta una richiesta di rescissione degli accordi con le università israeliane. Il Senato si pronunciò favorevole all’istituzione di una commissione per riesaminarli, ma subito i rappresentanti dello Stato di Israele contattarono i vertici dell’Università per esprimere il loro dissenso verso questa presa di posizione.

Oggi abbiamo avuto conferma che non sono le richieste e la sicurezza degli studenti e del personale dell’università ciò che sta a cuore al Rettore: durante il presidio sono infatti avvenute ben due aggressioni razziste e islamofobe, e quando è stato chiesto che il Senato si esprimesse in solidarietà con le vittime dell’aggressione, la risposta è stata sbrigativa e negativa.

Questo dimostra chiaramente quali sono gli interessi reali degli Atenei italiani e perché non possiamo considerare i fondi stanziati come una vittoria definitiva, ma dobbiamo continuare a mobilitarci per pretendere che tutti gli accordi in atto con Israele e multinazionali impegnate nella ricerca e produzione bellica vengono rescissi.

Bologna. Protesta alla facoltà di Matematica, stop accordi con Israele e industria bellica

Giovedì eravamo in presidio davanti al Consiglio di Dipartimento di Matematica dove, su pressione

pc 15 aprile - Ancora sulla elezioni in India - People's March - Manifesto alternativo del PCI (maoista) - 2

 seconda parte

Manifesto alternativo del PCI (maoista)

Un manifesto alternativo è stato presentato al popolo dal PCI (maoista) per le elezioni generali come via per la liberazione dallo sfruttamento e dall'oppressione degli imperialisti, dei capitalisti burocratici compradori e dei proprietari terrieri e per la formazione del potere statale popolare. 

Estratti dal manifesto

"... Crediamo che sia possibile portare un cambiamento rivoluzionario solo attraverso la mobilitazione politica delle persone che soffrono per lo sfruttamento e l'oppressione nella guerra popolare di lunga durata. Un tale governo sarà formato in tutto il paese solo dopo il successo della Rivoluzione di Nuova Democrazia. Questo nuovo potere statale democratico cambierà radicalmente le fondamenta dell'economia, della politica e della cultura attuali delle classi dominanti marce...".

"... In primo luogo, è necessario formare una nuova macchina statale e una nuova Costituzione per il nuovo ordine sociale e il suo sviluppo...".

"... La Costituzione dell'apparato statale della Nuova Democrazia sarà una Costituzione dell'apparato statale democratico degli operai, dei contadini, della classe media urbana, dei capitalisti nazionali, dei settori sociali oppressi e delle nazionalità oppresse sulla base dell'alleanza operaio-contadina nella direzione del proletariato. Esso rappresenterà gli interessi di queste quattro classi, dei settori sociali oppressi e delle nazionalità oppresse, e sarà lo strumento principale del loro sviluppo e della loro trasformazione superiore. Per raggiungere questo obiettivo, in primo luogo devono essere smantellati i rapporti di produzione che sono alla base dell'attuale sfruttamento e oppressione e devono essere stabiliti quei rapporti di produzione che funzioneranno come base dello Stato di Nuova Democrazia. Questo abolirà anche la politica e le istituzioni che si basano sui precedenti rapporti di produzione che servivano e rappresentavano le classi sfruttatrici. Sradica l'oppressione sociale e la discriminazione.

"Ci vorrà una rivoluzione continua nel settore culturale. Controllerà ciò che resta delle classi sfruttatrici

pc 15 aprile - L'"infinita indegnità" della Chiesa in sintonia col governo fascio-sessista contro le donne (da Controinformazione rossoperaia del 12/04)

 

"Infinita dignità" è il nuovo documento del Vaticano e nello specifico del Dicastero per la Dottrina della Fede presentato in occasione del 75 anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma possiamo ben dire che nei riguardi delle donne in primis i cosiddetti diritti non devono invece esistere. "Infinita indegnità", e possiamo dirlo forte, della chiesa cattolica con oggi a capo Papa Bergoglio. E' di fatto l’indegnità contro la maggioranza delle donne e non solo. Un documento in cui si elenca tutta una serie di violazioni della dignità umana… la guerra, la povertà, il dramma dei migranti, la tratta delle persone e degli organi, la tortura, la pena di morte, l’omicidio, la violenza di genere, la violenza digitale…”, ma il disco della narrazione di questa Chiesa si rompe appena si arriva ad alcuni temi che riguardano l’ambito dei diritti e della vita delle donne oggi sempre più sotto attacco che non sono più definiti “violazioni della dignità umana” ma si riaffermano come “delitti” da condannare senza se e senza ma, primo fra tutti il diritto di aborto “contro la vita” che “presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave e deprecabile” si legge nel documento del Vaticano.

Il diritto di aborto, la libertà delle donne di scegliere della loro vita sono nuovamente attaccati, e nella fase attuale che stiamo vivendo di moderno fascismo e moderno medioevo che avanzano, la Chiesa, (lo scrivemmo anni fa in un opuscolo che abbiamo prodotto ai tempi della Chiesa di Ratzinger e che ritorna attuale dal titolo “Ratzinger, l’infamia originaria”) “…è sempre stata pronta a sfoderare nuove armi per legittimare la condizione di subordinazione e oppressione delle donne, non rimane indietro…”. Oggi usa il volto e le parole del Papa Francesco aggiornati, innovativi per certi aspetti e a volte anche scomodi su certi temi rispetto alla chiesa di Ratzinger, vedi le denunce sulla pedofilia, ma su temi come appunto l’aborto e oggi anche la questione della maternità surrogata “che deve essere proibita a livello universale”, tutto resta come prima. In una chiesa che dice di aprire alle donne, di

pc 15 aprile - 2 anni di governo Meloni e il potere d’acquisto cala a meno 0,5%, mentre aumentano ancora i profitti

 

la propaganda sul "carrello tricolore"

Continuiamo con la serie “la Meloni racconta balle”: parliamo della propaganda bugiarda fino al ridicolo della fascista Meloni che insiste nel raccontare che in questo Pase tutto va bene, mentre uno degli ultimi rapporti dell’Istat dice che c’è stato “un calo dello 0,5% del potere di acquisto delle famiglie … nel 2023. E questo è accaduto nonostante il recupero del reddito disponibile che è salito del 4,7%, pari ad un incremento di 58,7 miliardi di euro. Ma questi soldi sono stati rimangiati dal rialzo dei prezzi che ha neutralizzato il recupero.” È chiaro che l’inflazione incide su tutti, anche su chi ha “recuperato il reddito”, e cioè chi è già ricco e incassa sia profitti che rendita, figurarsi su chi “vive” di salario, di pensione o di sussidi!

E infatti lo 0,5% (ma già nel 2022 era calato dell’1,6%) è una media come quelle che fanno i dati dell’Istat, che si sa, vanno analizzati perché mettono insieme cose diverse, ma comunque è certo che già questi dati significano che vanno a farsi benedire anche tutte le chiacchiere sugli aumenti

pc 15 aprile - Avanza la guerra anticinese nello scenario Indo/pacifico - in nodo Filippine

 «Fronte unito» anticinese. E c’è anche Marcos Jr.

Internazionale

«Fronte unito» anticinese. E c’è anche Marcos Jr.

La guerra imperialista si può fermare solo se avanza la guerra popolare

Sostieni la guerra popolare nelle Filippine guidata dal PC delle Filippine

pc 15 aprile - Esselunga non paga... uccide! - Cambiare rotta nella lotta degli operai e lavoratori sul fronte sicurezza contratti e salari

 Uno scorcio del cantiere crollato a Firenze

Insicurezza sul lavoro - In sit-in davanti al cantiere crollato in via Mariti i lavoratori di una ditta in subappalto che non c'entra con il disastro. "Siamo senza paga da gennaio". I sindacati denunciano: "Tanti lavoratori di quel cantiere sono nelle stesse condizioni, l'azienda appaltatrice e quella che ha commissionato i lavori devono pagarli subito"

pc 15 aprile - Contro la Conferenza internazionale Nato - massimo appoggio a tutte le iniziative


Agitazione contro la conferenza internazionale per i 75 anni della Nato, rispondiamo al meeting di guerra!

Il 15 e il 16 aprile a Roma si terrà nella Caserma Salvo D’Acquisto una conferenza internazionale alla presenza dei rappresentanti politici e militari dei membri della Nato per celebrare i 75 anni dell’Alleanza e soprattutto per discutere della nuova agenda di guerra euroatlantica.

Chiamiamo a raccolta tutte le forze cittadine a costruire momenti di agitazione in città, nelle scuole, nelle università, nei posti di lavoro e nei quartieri contro la guerra per impedire che Roma, Medaglia d’Oro per la Resistenza, venga trasformata anche per soli due giorni nella “capitale della Nato”, come ha dichiarato l’ambasciatore Riccardo Sessa, trai i promotori del meeting.

Via la Nato da Roma!

Fuori l’Italia dalla Nato!

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pc 14 aprile - Mobilitazione popolare per la Palestina anche a Treviglio - Adesione e appello ai lavoratori dello Slai cobas sc BG

Nella bassa bergamasca sabato 13 si è  tenuta una prima manifestazione a sostegno della lotta del popolo palestinese, per dire stop genocidio, contro la complicità del governo Meloni.

Tante famiglie arabe musulmane con in prima fila tanti bambini, giovani, donne, lavoratori sullo stile, anche se in piccolo, dei cortei popolari e proletari di Milano, hanno ribadito con forza per le strade cittadine che l'unico terrorismo sono le bombe del sionismo dello stato criminale di Israele, così come la denuncia del governo "Meloni fascista, complice sionista" e che il miglior aiuto al popolo di Gaza è lottare contro il nostro imperialismo, il nostro governo e gli interessi che sostiene dei padroni delle armi e non solo.

Abbiamo portato anche la necessità di rafforzare la partecipazione diretta e cosciente dei lavoratori, invito a partecipare nella grande fabbrica della Same e tra gli operai immigrati che lavorano tra fabbriche e e logistiche, la loro presenza organizzata nelle mobilitazioni deve crescere e diventare una

domenica 14 aprile 2024

pc 14 aprile - Ex Fiat Termini Imerese: le soluzioni di padroni e governo e invece quelle necessarie per gli operai

da Controinfo rossoperaia del 12/04

Da ben 13 anni gli operai della ex Fiat, poi ex Blutec di Termini Imerese, aspettano una soluzione alla lunghissima vertenza iniziata dopo la chiusura dello stabilimento voluta dal fascismo padronale di Marchionne il 31 dicembre del 2011 che ha scaricato sugli operai la crisi dell'auto cominciata tanti anni prima. Marchionne prendeva pure la scusa che perdeva 1.000 € per auto prodotta a Termini, ma poi ammetteva lui stesso che riusciva a vendere auto in Italia - e quindi a fare profitti - solo grazie agli incentivi statali. Insisteva per avere mano libera come unico produttore di auto in Italia. Proprio quello che dice Tavares adesso, impedendo, ostacolando in tutti i modi la presenza di altri produttori di auto a termine Imerese. Per esempio, per un periodo si parlava della DR Motors che assemblava macchine provenienti dalla pezzi provenienti dalla Cina. 

Quindi 13 anni, sempre in attesa di progetti di una reindustrializzazione e i progetti di questi anni sono stati davvero tanti, ma quasi tutti bocciati, spesso prima ancora di nascere. Quello della Blutec di padron Ginatta, che era legato strettamente in affari con gli Agnelli della ex Fiat, adesso Stellantis, era sembrato quello giusto e l'azienda infatti è passato di mano agli inizi del 2015. Ma una volta entrato in possesso dello stabilimento per il prezzo simbolico di 1 €, quando il valore complessivo degli impianti, secondo i calcoli fatti allora, era stato valutato circa 30 milioni, Ginatta impiegò solo qualche centinaio di operai di circa 800 addetti e circa 300 dell'indotto. Gli altri sono stati sempre in cassa integrazione. Ginatta, che è un padrone di diversi stabilimenti in Italia di uno importante in Brasile, si è barcamenato tra un progetto e l'altro di industrializzazione, poi alla fine rivelatesi finta, e ha messo in campo solo dei corsi di riqualificazione a cui far partecipare gli operai. E basta.

Dopo quasi 5 anni, fino alla metà del 2019, si è scoperto che tutta questa manfrina era tesa ad accaparrarsi i soldi pubblici e infatti fu accusato e condannato a 7 anni di galera e prima messo in carcere e poi rilasciato. Ma quanta premura in queste cose ci sono per i padroni che hanno fatto letteralmente sparire 20 milioni - ma complessivamente avrebbe dovuto restituire 60 milioni - e l'azienda poi venne commissariata. Bisogna dire che per tutti quelli che hanno presentato i progetti l'obiettivo è stato sempre lo stesso in questi anni: accaparrarsi i soldi pubblici che allora, fra quelli dei vari accordi di programma insieme a Regione e ministero, erano circa 300 milioni.

In questi giorni gli operai stanno assistendo ad un altro capitolo della lunga storia fatta di cassa integrazione e perdita di salari, operai che sono diminuiti di numero tra chi è andato in pensione, tra chi

pc 14 aprile - Nella manifestazione per la Palestina di sabato a Milano Il nostro intervento


 

pc 14 aprile - Ancora sulle elezioni in India - People's March giornale PCI(Maoista) - 1

 prima parte

INDIA: PEOPLE´S MARCH - Mettere il tallone di ferro del fascismo brahmanico dell'Hindutva sul popolo del Paese Le classi dirigenti indiane tentano l'ennesima farsa elettorale

Le classi dominanti indiane puntano all'ennesima farsa elettorale

L'India si appresta a partecipare alle elezioni per la 18a Lok Sabha in 7 fasi a partire dal 19 aprile al 1° giugno 2024. Il Bjp, il partito fascista brahmanico Hindutva, è ben preparato con quasi tutto ciò che vuole per trasformare il paese in uno stato indù. Dopo che tutte le sue bacchette per corteggiare gli elettori sono state esaurite, di recente è uscito con il Citizenship (Amendment) Act (CAA). La legge è stata nella sua agenda per molto tempo insieme al Codice Civile Uniforme (UCC) e l'attuale decisione di attuare la CAA poco prima dell'annuncio del programma elettorale è senza dubbio destinata a ottenere i voti della maggioranza numerica indù. La legge calpesterà i diritti minimi delle persone di tutte le altre religioni. Il BJP è ora pronto a creare scompiglio attraverso le sue forze zafferano negli stati non governati dal BJP e a cercare di far credere alla gente di essere l'unico campione a governare il paese. Mentre i partiti elettorali sono impegnati a cercare di stringere alleanze per sconfiggere il BJP, la loro disunione nella spartizione dei seggi non fa che aiutare il BJP. L'NDA e l'UPA sono in competizione per il potere. Il Bjp è in prima linea con la forza del suo potere e delle forze dell'Hindutva. Sta indulgendo in ogni sorta di metodi di trucco per corteggiare i membri dei partiti di opposizione e dividerli. ED e NIA sono due armi nelle mani del BJP al governo per controllare i partiti di opposizione e uno che mette in discussione o critica le sue politiche.

Il Rashtriya Swayam Sevak Sangh (RSS), l'organizzazione Hindutva che sta per completare il centenario della sua formazione, ha fondato il BJP nel 1980 per attuare la sua agenda nella sfera