domenica 13 novembre 2022

pc 13 novembre - Sulle vergognose condanne al Comitato Giambellino Lorenteggio

Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant” –

Si è chiuso mercoledì 9 novembre il processo milanese a carico di nove compagni del ‘Comitato abitanti Giambellino-Lorenteggio.

I nove imputati nell’inchiesta “Robin Hood” sono stati tutti condannati in primo grado dal Tribunale di Milano. Secondo l’accusa, sono stati promotori di associazione per delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica. Le pene, pesantissime, vanno da un anno e sette mesi a cinque anni e cinque mesi.

Di Prendocasa Torino

Nella giornata di ieri, il tribunale di Milano ha condannato nove compagnə del Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio a pene tra i quattro e i cinque anni per il reato di associazione a delinquere: un precedente giuridico inquietante, che si inserisce a pieno titolo nella traiettoria di criminalizzazione della solidarietà e dell’attività politica che, dall’utilizzo di capi d’accusa come devastazione e saccheggio alle recenti norme “anti-rave”, viene sempre più affinata per colpire ed invisibilizzare le esperienze e le pratiche di chi, in questo paese, prova ad alzare la testa. Spesso si tende a vedere la repressione come un’azione reattiva e fondamentalmente ristretta, circostanziata a casi specifici che vanno di volta in volta contestati e rispediti al mittente, perdendo così di vista la sua dimensione strutturale, preesistente al supposto reato, di campo di forza, di forma di contrasto irriducibile a ciò che mina le fondamenta del presente. La repressione non produce soltanto sconquassamenti delle vite, solitudini ed isolamenti, ma soprattutto fonda immaginari, impone letture e categorizzazioni, spunta armi: organizzarsi per avere un tetto diventa un disegno criminoso, le relazioni che si sviluppano nella solidarietà una contropartita economica, costruire qui ed ora un mondo altro un illecito mosso da bieco tornaconto personale. Un’azione collettiva che risponde a bisogni e desideri collettivi viene disarticolata in un grande complotto che si muove sui binari dell’egoismo e dell’interesse economico, in un’operazione che prova a restituire un messaggio semplice e brutale: isolati, ché ogni collettività è di per sé un crimine, accetta remissivo la tua vita, ché tanto non cambierà, combatti la tua guerra tra poveri, nella simmetria delle tue condizioni, ché ogni sguardo verso l’alto, di rabbia o di assalto al cielo, è già peccato, ogni amicizia è moneta sonante di un mercato, e raggiro. Si pensa spesso che la repressione vinca sempre, o che abbia vinto in questo caso, e mai che la forza accumulata da un’esperienza di lotta abbia già vinto in qualche misura, che abbia aperto crepe di vite altre, da allargare, da curare, da replicare. Da rompere nuovamente una volta rimarginate, una volta rimarginalizzate. 

pc 13 novembre - A Madrid 650mila in piazza per la sanità pubblica: Dimissioni di Isabel Ayuso!


Questa imponente manifestazione segue scioperi e proteste nella regione di Madrid in merito a un piano del governo di Isabel Díaz Ayuso per la riapertura di pronti soccorso extra-ospedalieri, rimasti chiusi nel periodo di pandemia. Dopo che le condizioni in cui è avvenuta tale riapertura sono state descritte come “un caos”. Uno dei principali argomenti di protesta è l’accusa all’esecutivo di non aver dotato i centri del personale necessario: diversi media hanno documentato situazioni al limite dell’insostenibilità, ad esempio turni coperti solo da un infermiere, senza il supporto di un medico. Inizialmente, il governo ha negato che ci fosse un problema di mancanza di personale, attribuendo la maggior parte dei problemi al fatti che diversi lavoratori “hanno chiesto congedi”. Una versione dei fatti, quest’ultima, non condivisa da molti sanitari: alcuni hanno segnalato di non aver potuto presentarsi sul loro posto di lavoro abituale perché, intanto, erano stati assegnati d’urgenza in altri centri. Tutti i responsabili degli ambulatori dell’area del sud-est, scrive El País, si sono dimessi, diversi sindacati hanno convocato scioperi. “Niente appuntamenti con il medico di base, mesi di attesa per lo specialista, non ci sono dottori nei pronto soccorso extra-ospedalieri. Il caos è il piano di Ayuso per la salute pubblica”.




pc 13 novembre - Stellantis Melfi, la proposta shock: “Prolungare i turni oltre le 8 ore”

Operai e operaie o a casa perchè non c'è lavoro o in fabbrica in turni lunghi e al freddo


Da Basilicata24.it
- Sarebbe questa l’offerta che l’azienda avrebbe fatto ai sindacati in camera caritatis ricevendo il no delle sigle convocate. “Ma intanto lavoriamo sempre peggio, questa settimana faceva freddo la notte e niente riscaldamenti, dicono che ci daranno maglie pesanti in pile”, racconta un operaio

Si procede per continui stop and go alla Stellantis di Melfi. Giornate a “410 auto a turno”, poi fermi improvvisi per mancanza di “un componente”, come è accaduto negli ultimi giorni. La prossima settimana, per la cronaca, le ultime news arrivano dall’Unità Montaggio. Si lavorerà per tre giorni, stando a ciò che è stato sin qui formalizzato, e intanto i sindacati hanno già annunciato, con un

pc 13 novembre - Verso la manifestazione delle donne del 26 novembre - Prossima Assemblea Donne/Lavoratrici

In preparazione della manifestazione del 26 novembre, per portare in essa il coraggio, la marcia in più delle donne più sfruttate e oppresse, delle ragazze ribelli, per esprimere la nostra rabbia e determinazione contro questo "nuovo/vecchio" governo della Meloni che ha come prossimo attacco generale il diritto d'aborto, in nome della riproposizione moderno fascista di "Dio, patria, famiglia" e soprattutto figli;

e dopo la bella assemblea operaie della Beretta, per estendere questa prassi dovunque è possibile



GIOVEDI' 17 NOVEMBRE ALLE ORE 17,30
ASSEMBLEA DONNE/LAVORATRICI ON LINE

IL LINK PER COLLEGARSI E INTERVENIRE NELL'ASSEMBLEA
ASSEMBLEA DONNE/LAVORATRICI

per info:
tel e WA 3408429376

pc 13 novembre - Manifestazione in solidarietà ad Alfredo Cospito, in sciopero della fame - Presente Soccorso rosso proletario - "Fuori Alfredo dal 41 bis"


La manifestazione a Roma in solidarietà con Alfredo Cospito che da 30 giorni è in sciopero della fame a tempo indeterminato; Alfredo è detenuto da dieci anni, per l'ultimo reato, un attentato del 2006 che non ha causato morti o feriti e che invece la Cassazione ha classificato come "strage politica", chiedendo che la pena sia rivalutata, Cospito rischia l'ergastolo ostativo, anche se non c'è stata nessuna vittima. Vuol dire che rischia di non uscire mai dal carcere.

La manifestazione è arrivata prima nei pressi del Ministero della Giustizia e poi al circo massimo - una manifestazione che ha visto al solito intimidazioni all'inizio e un massiccio schieramento della polizia. 

Contro il 41 bis per i prigionieri politici quali Cospito e altri compagni, contro l'ergastolo ostativo in solidarietà con tutti i prigionieri politici e i compagni colpiti dalla repressione

Stralci dalla cronaca di Fanpage

Un gruppo di circa quattrocento anarchici si sono riuniti questo pomeriggio a Roma, in piazza Gioacchino Belli nel cuore di Trastevere, per protestare contro il 41bis, il regime di carcere duro cui è sottoposto Alfredo Cospito.

"Fuori Alfredo dal 41 bis", lo striscione di apertura della manifestazione, che ha bloccato tutto il quartiere di Trastevere nel pomeriggio di oggi, sabato 12 novembre, paralizzando completamente il traffico. "La rivoluzione è un fiore che non si spezza con l'abiura, solidarietà ad Alfredo Cospito" e "41 bis=tortura", gli slogan e gli striscioni ul posto, gli agenti della Polizia di Stato. La manifestazione è stata sorvolata da un elicottero delle forze dell'ordine per tutta la sua durata.

Momenti di tensione si sono registrati tra piazza Gioacchino Belli e piazza Sonnino quando un gruppo di manifestanti ha tentato di raggiungere il carcere di Regina Coeli. La polizia ha respinto il corteo e si è avuto qualche tafferuglio, rientrato dopo poco. la manifestazione si è conclusa in largo Arenula.

pc 13 novembre - "Ex Ilva, a Taranto dal 14 novembre sospese 145 aziende dell'indotto da lunedì 14 novembre" - Un grave atto ricattatorio

Rispondere subito da lunedì con la mobilitazione di tutta la fabbrica. 

Ma in autonomia dai padroni delle Ditte.  

L'intervento all'appalto dello Slai cobas giovedì scorso

Da Repubblica
- La comunicazione di Acciaieri d'Italia sabato 12 novembre. A darne notizia la Fim Cisl: "La sospensione è a tempo indeterminato". Secondo la stima dei sindacati sarebbero almeno 2mila gli operai colocati in cig
12 NOVEMBRE 2022

Acciaierie d'Italia ha comunicato ai sindacati che da lunedì 14 novembre nello stabilimento siderurgico di Taranto sono sospese le attività di 145 imprese appaltatrici. Lo riferiscono il segretario nazionale Fim Cisl, Valerio D'Alò, e il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Biagio Prisciano, aggiungendo che "la sospensione è a tempo indeterminato" e che "si tratta di un gesto gravissimo che mette a rischio centinaia di posti di lavoro. La ricaduta occupazionale sarà massiccia".

Secondo i sindacati potrebbero essere circa 2mila i lavoratori collocati in cassa integrazione dopo la decisione di Acciaierie d'Italia. È solo una stima sindacale per il momento, ma se è vero che si è ancora

sabato 12 novembre 2022

pc 12 novembre - Sulla manifestazione del 5 novembre di Napoli

La manifestazione del 5 novembre a Napoli con oltre 10mila persone - è sbagliato parlare di 20mila, non serve gonfiare i numeri, autoincensarsi, è un malcostume del sindacalismo di base che oggi è illusorio e controproducente – ha avuto la capacità di chiamare a raccolta i settori proletari e i pezzi di movimento in lotta, con una grossa partecipazione del movimento dei disoccupati e precari di Napoli, i lavoratori del Si.Cobas della logistica e parte delle realtà attive in altre città del sud; 
le delegazioni rappresentative della Gkn, del movimento di lotta per la salute, del movimento per la casa, spezzone del movimento degli studenti e di Friday for future, infine rappresentanze ristrette del sindacalismo di base e di classe. Una manifestazione combattiva, sentita e che si è fatta sentire, un passo avanti verso un movimento generale di lotta contro padroni e governo.

All’interno di essa centrali la questione del carovita e della guerra, la questione del lavoro, del salario, la denuncia generale della politica dei governi e oggi di questo governo, sono stati una forte base di unità. In questo senso è giusto parlare di una tappa del percorso per un’opposizione politica e sociale che

pc 12 novembre - Assemblea operai ex Gkn del 9 novembre

Dal report di un compagno dello Slai cobas sc di Taranto che ha partecipato

RIPORTIAMO ALCUNI INTERVENTI

L’assemblea è stata partecipata da oltre 200 persone, si è tenuta in un clima piuttosto cupo, sotto la cappa della minaccia di sgombero della fabbrica di due giorni prima e, soprattutto dall’annuncio dell’azienda che non avrebbe più corrisposto gli stipendi fino a quando non avrebbe recuperato l’agibilità nello stabilimento. Gli interventi sono stati pochi, intervallati da lunghi silenzi e appelli della presidenza a prendere la parola.

Stralci dell’introduzione di Dario Salvetti.

Ha parlato di assemblea di “restituzione e ricapitalizzazione”: “Restituire” a chi ha “investito” nei 16 mesi del presidio solidarietà, tempo e intelligenze l’analisi della situazione e il valore delle convergenze che si sono sviluppate nel frattempo, “ricapitalizzare” le energie per continuare la battaglia dedicando ancora tempo e sostegno anche materiale, in particolare ai progetti del mutualismo conflittuale, la

venerdì 11 novembre 2022

pc 11 novembre - Scontri e massacri in Iran

Iran: Nouveau massacre de manifestants au Baloutchistan

Ce week-end, au moins 16 autres personnes ont été tuées par des coups de feu tirés par les forces de sécurité iraniennes au Sistan et dans la province du Balouchistan. Les forces de sécurité avaient ouvert le feu le 4 novembre contre un rassemblement dans la ville de Jash, au Sistan-et-Balouchistan, théâtre d’un nouveau « vendredi noir » après la mort de près de 100 manifestants le 30 septembre dans la ville de Zahédan.

Ce 8 novembre, les travailleurs de la sidérurgie d’Ispahan se sont mis en grève, tandis que les habitants de Marivan se rassemblaient à l’occasion du troisième jour de deuil de Nasrine Qaderi. Doctorante de 35 ans, Nasrin Ghadri étudiait la philosophie à Téhéran, elle a été matraquée à mort par les forces de sécurité lors des manifestations de vendredi. Les autorités ont interdit ses funérailles dans sa ville natale. A Zandjan, de jeunes insurgés ont attaqué une base de la milice du Bassidj avec des cocktails molotov. A Gonbadkavous, ils ont attaqué la permanence d’un député du régime et y ont mis le feu.La mobilisation étudiante se poursuit. Les protestations ont touché ce mardi dans la capitale la faculté de mathématiques de l’université Melli, l’université des sciences et technologies, l’université des sciences et de la culture de Téhéran, l’université Allameh, l’université Charif, l’université Ershad Damavand, et en province la faculté d’Architecture de l’université Azad de Najafabad et l’université Noshirvani de Babol. Les étudiants et professeurs de la faculté de médecine du Kurdistan ont protesté et organisé un sit-in.

pc 11 novembre - Scontri in Bretagna in occasione di una manifestazione antifascista

Bretagne: Affrontements lors d’une manifestation antifasciste

Ce samedi, le bourg de Callac était cerné par plus de 200 membres des forces de l’ordre: Vérification des identités, fouille des coffres en prévision des deux manifestations opposées. L’une de 600 personnes, sous la bannière « Bretagne ouverte et solidaire » en faveur de l’accueil des réfugiés, l’autre de 350 personnes à l’appel du parti d’Éric Zemmour avec plusieurs manifestants ouvertement néo-nazis arborant le drapeau de l’European Brotherhood. Un cortège d’environ 200 antifascistes, certains cagoulés et masqués, a tenté de venir au contact des fascistes. Ils ont été repoussés à plusieurs reprises par les gendarmes mobiles, qui ont usé de grenades lacrymogènes dont le gaz irritant a nappé tout le bourg pendant de longues minutes. Plus tard, alors que les manifestants se dispersaient, un groupe de fasciste a à son tour cherché l’affrontement. Ils ont été contrés, à plusieurs reprises, dans leurs tentatives d’avancées par les gendarmes.

pc 11 novembre - Ancora sulla circolare del "Ministro" Valditara - Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Un ministro spergiuro

10/11/2022 di giuseppearagno

Compagne e compagni,

non intendo qui rispondere a un ministro spergiuro, che dopo aver giurato sulla Costituzione firmata dal Comunista Umberto Terracini, si presenta agli studenti, alle studentesse e ai loro docenti nei panni di un gerarca posto alla testa del Minculpop.

Chiedo invece, questo sì, una risposta forte e collettiva.

Stanotte Antonio Gramsci, morto di carcere fascista, è venuto a rimproverarmi del silenzio complice con quale ho accolto il foglio di propaganda del Partito Nazionale Fascista, firmato dallo spergiuro Valditara. Il grande maestro di Comunismo, morto di galera fascista, indossava l’abito del detenuto; a

pc 11 novembre - Anche i dati ufficiali dell'arrivo, accoglienza migranti mostrano, alla faccia delle lamentele di Governo e Ministri, tutta la loro falsità e... la verità: sono razzisti

 Da "Migranti: quale paese ne accoglie di più?"


Gabriella De Rosa

- 10 Novembre 2022

...l’Italia non è uno dei paesi che accoglie più migranti come mostrano i numeri.

I dati del 2021 sugli ingressi irregolari in Unione europea sono circa 87.300 che arrivano via terra e 112.600 che arrivano via mare. Le rotte principali di migrazione in Europa sono quelle del Mediterraneo e la rotta balcanica. La rotta del Mediterraneo ha portato oltre 70mila persone in Ue, ed è quella che arriva in Italia via mare. Attraverso il mare c’è anche quella che conduce verso Cipro che nella prima metà del 2022 ha accolto 20mila persone, così come la Spagna.

Attraverso la rotta balcanica, che è la più complessa perché non si tratta di sbarchi via mare ma di un percorso impervio pieno di difficoltà attraverso l’Asia fino alle porte dell’Ue in Croazia, ha portato 86mila migranti verso il centro Europa.

In Italia, la maggior parte dei migranti arriva con sbarchi autonomi. Tra il 2020 e il 2021 sono stati oltre

giovedì 10 novembre 2022

pc 10 novembre - Grande sciopero generale contro il carovita in Grecia - Un esempio da seguire

Ieri è andato in scena in Grecia uno sciopero generale di ventiquattro ore contro carovita ed inflazione. Decine di migliaia di manifestanti ad Atene e Salonicco, trasporti bloccati e scontri nei pressi del Parlamento.

Decine di migliaia di persone hanno manifestato ad Atene contro le politiche del governo conservatore di Kyriakos Mitsotakis. I greci pagano una delle IVA più alte d’Europa con un’aliquota generale del 24%, mentre l’inflazione è arrivata al 12% e lo stipendio interprofessionale minimo è di 713 euro.

Un recente rapporto dell’Istituto del lavoro della Confederazione generale dei lavoratori greci (INE/GSEE), ha rivelato che la combinazione di aumenti dei prezzi e redditi molto bassi ha portato a una perdita del potere d’acquisto delle famiglie a basso reddito che ha toccato punte del 40% .

Gli alloggi a prezzi accessibili sono diventati il ​​problema più grande per molti. In un sondaggio del think tank Eteron, con sede ad Atene, quest’anno, quasi la metà dei 1.007 intervistati ha affermato di essere in difficoltà o incapace di pagare l’affitto, con il 77% che riesce a malapena a sbarcare il lunario.

Le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici in sciopero sono l’aumento del salario minimo, un aumento del 20 per cento per tutti i lavoratori del settore pubblico, la retribuzione in base ai contratti collettivi

pc 10 novembre - Nuovo assassinio in fabbrica a Torino, un operaio marocchino interinale schiacciato da tubi d'acciaio

Torino, infortunio sul lavoro: operaio di 41 anni muore schiacciato da due tonnellate d’acciaio

Era un interinale al lavoro nella fabbrica «Alessio Tubi» di La Loggia

Mustapha El Miski era arrivato in Italia dal Marocco con pochi soldi e un grande carico di sogni e speranze. Aveva 41 anni, faceva l’operaio, si era stabilito a Torino con la moglie e i due figli e abitava a Barriera di Milano. Palazzina in corso Giulio Cesare e finestre con «vista» sul trincerone di via Gottardo. Ogni giorno Mustapha si sobbarcava 25 chilometri di traffico per andare al lavoro a La Loggia e prendere servizio nello stabilimento della Alessio Tubi. Era un «interinale», il contratto a tempo indeterminato per lui era ancora un miraggio, ma lavorava per conto della Maw Spa di Moncalieri con contratti di somministrazione. Lunedì mattina, assieme a un collega, stava

pc 10 novembre - La prima circolare del Ministro dell' "Istruzione e merito" agli studenti è per fare un attacco umorale, osceno , ma anche da ignorante, al comunismo

Gli studenti, le studentesse stanno lottando per mettere fine alla scuola-lavoro che serve solo a sfruttare fino a far morire i giovani; stanno lottando contro gli aumenti dei prezzi dei libri di testo, delle mense nelle università (leggi altro post su Torino), contro scuole che crollano; stanno lottando contro una scuola al servizio dei padroni, e che li vuole preparare culturalmente, ideologicamente alla guerra; contro il ritorno della selezione di classe tra studenti di serie A e studenti di serie B, ecc, ecc.

e la prima circolare che il Ministro Valditara della Lega è questa di attacco al comunismo, prendendo a pretesto l'anniversario del "crollo del muro".

Una circolare che unisce all'esaltazione del capitalismo squallide e banali falsità sul comunismo, sull'esperienza dei paesi socialisti, per affermare di fatto l'ideologia fascista - sembra nei toni un macabro ritorno alla "guerra fredda", ai vecchi proclami fascio/democristiani del tipo "i comunisti mangiano i bambini"...

Tutto quello di cui questo ignorante personaggio - che dovrebbe andare un pò a scuola per conoscere un pò di storia reale - usa come accuse verso il "comunismo", è in realtà la politica, la pratica quotidiana del capitalismo/imperialismo che tutti i proletari, i giovani che vogliono pensare, le masse popolari sperimentano ogni giorno oggi sulla propria pelle - "Annientamento delle libertà individuali, persecuzioni, povertà, morte", e oggi guerre imperialiste, soldi per le armi e non per il lavoro e i salari, attacchi ai diritti delle persone, delle donne, futuro nero per i giovani, e tanto altro in termini di oppressione, attacco ai diritti democratici li conosciamo purtroppo bene nel nostro "dorato e santificato" paese capitalista. Per cui parlare come fa questo squallido omino nella circolare di "unico ordine politico e sociale di garanzia umanità, giustizia, libertà, verità" è osceno ma anche drammaticamente ridicolo. 

Questo misero personaggio, che stravolge la storia, che cerca di imporre subito nella scuola una sub cultura non può essere Ministro dell'Istruzione (e non parliamo del "merito", che se venisse applicato a lui verrebbe subito "bocciato")

Questa circolare, di cui è bene che gli studenti facciano carta straccia, mostra - insieme e al di là di provvedimenti reazionari, antiproletari e antipopolari che questo governo sta prendendo e prenderà, ma che sono anche in continuità/mediazione con la politica dei governi precedenti e quella della UE - che il carattere moderno fascista di questo governo e dei suoi ministri emerge ed emergerà sempre più soprattutto sul fronte ideologico, culturale; dove è il vero humus nero vero che viene fuori. 
Loro: Meloni e la sua accozzaglia di ministri sono "fascisti dentro...".

IL18 NOVEMBRE GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE SAPRANNO COME RISPONDERGLI

pc 10 novembre - Università di Torino, gli studenti occupano la mensa «contro i rincari» - Il mondo reale della condizione studentesca con istituzioni in mano al partito della Meloni

Dalle finestre calato uno striscione con scritto: «Chiorino basta prese in giro. Blocchiamo i rincari Edisu»

Caro mensa, studenti universitari occupano gli uffici dell’assessora Chiorino

Dalla stampa - I manifestanti: «Aumenti fino al 45%, possono incidere per 50 euro al mese»

Una decina di studenti universitari hanno occupato questa mattina, lunedì 7 novembre, gli uffici dell’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino, in via Magenta 12 a Torino. «Bollette, affitti e rincari mense Chiorino vergogna. Benvenuta nel mondo reale». Così recita lo striscione che hanno

pc 10 novembre - Lukoil Priolo: per il futuro della raffineria e dei 10.000 operai incontro al Mise e sciopero il 18 novembre


Mentre si entra nell’ultima settimana utile per risolvere il problema della possibile chiusura della Lukoil che insieme a tutto l’indotto dell’area siracusana impiega circa 10.000 lavoratori, i sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil (bontà loro!) hanno indetto uno sciopero generale di tutte le categorie impegnate nell'area industriale: Chimici, Energia, Metalmeccanici, Trasporti, Edilizia, Servizi per il 18 novembre, lo stesso giorno in cui ci sarà un incontro, a Palazzo Piacentini a Roma, tra i rappresentanti della società che gestisce la grande raffineria siracusana ed il ministro per le imprese, Adolfo Urso!

Il 18 novembre! cioè, quando potrebbe essere troppo tardi.

Gli incontri con il governo infatti durano da agosto! Come si legge in un comunicato della stessa

pc 10 novembre - Blutec (ex Fiat Termini Imerese): per il padrone fallito Ginatta chiesti nove anni di carcere per aver “sottratto” 16 milioni di euro

Per un euro (!) la ex Fiat-Fca vendette nel 2015 lo stabilimento di Termini Imerese a Roberto Ginatta, padrone della Blutec, che doveva rilanciarne la reindustrializzazione!

Mentre così la ex Fiat degli Agnelli si liberò dello stabilimento e dei suoi operai, per i Ginatta, invece, come dicono i giudici “Non c’è mai stata volontà di realizzare i progetti, ma solo di gettare fumo negli occhi”, e per questo hanno chiesto la condanna a 9 anni per lui, 5 per il figlio e 2 anni e 8 mesi per la segretaria, mentre un quarto imputato, l’ex amministratore delegato Cosimo di Cursi, ha patteggiato una

pc 10 novembre - Dichiarazione comune internazionale "diamo impulso alla lotta rivoluzionaria contro i preparativi di guerra imperialista mondiale! Inglese/spagnolo/italiano

 proletari comunisti invita partiti e organizzazioni italiane a sottoscrivere la dichiarazione

Proposal Joint Declaration English/Spanish LET’S DEVELOPE THE REVOLUTIONARY STRUGGLE AGAINST THE IMPERIALIST WORLD WAR PREPARATIONS!

LET’S DEVELOPE THE REVOLUTIONARY STRUGGLE AGAINST THE IMPERIALIST WORLD WAR PREPARATIONS!

—DECLARATION—

All the imperialist countries proclaim to be defenders of freedom, democracy and world peace. They all pretext to fight against dictatorships and international terrorism. But indeed they are the worst terrorist dictators in the world. They speak about peace but frantically prepare for a new war of global robbery. They strengthen the arms industry. They increase their arsenals. They mobilize huge war machines mainly towards Eastern Europe. They sponsor the already prolonged wars against the peoples of Palestine, Syria, Yemen. They are inciting the outbreak of new reactionary wars in the Taiwan Strait, on the Korean peninsula, in the East China Sea, on the Ukrainian-Belarus border, on the sea border between Greece and Turkey. NATO, commanded by Yankee imperialism, in Ukraine through the puppet regime of Kiev, confronts its mercenary armies, weapons and military chiefs, with the military might of Russian imperialism. Both sides concoct pretexts to use nuclear weapons. The inter-imperialist contradictions sharpened to the point that a new nuclear world war is no longer a latent imperialist danger, but an imminent risk for the existence of world society and its habitat.

The world imperialist system, decadent and decomposed, in its inevitable one-way march towards the

mercoledì 9 novembre 2022

pc 9 novembre - Sbarcati i migranti sequestrati dal governo Meloni dalle navi a Catania!

A terra tutti i migranti della GeoBarents (erano 572) e i 35 migranti (su 179) dell' Humanity1, la Rise Above di Mission Lifeline, con con a bordo 95 migranti, ha potuto far scendere a terra tutti a Reggio Calabria!


A Catania i migranti vengono accolti dal movimento antirazzista al grido di “Freedom, Hurryia, Libertà”! Dalla banchina del porto cantano "Bella Ciao".

Davanti al Ministero dell'Interno un gruppo di antirazzisti ha esposto uno striscione: “No selezioni, tutti, fateli sbarcare”. Sullo striscione è disegnata anche la nave di una ong e la “S” di selezione ricorda una svastica.


La mobilitazione antirazzista e degli studenti che insistentemente hanno presidiato il porto di Catania e occupato il liceo Spedalieri, gli appelli e la protesta dei migranti tenuti in ostaggio sulle navi, il rifiuto di obbedire da parte delle navi soccorso ai diktat disumani ed illegittimi di questo governo, hanno pagato, hanno fatto ingoiare al governo Meloni e ai suoi ministri xenofobi la decisione presa

Solo la nave Ocean Viking, bandiera norvegese, della ong francese Sos Mediterranee, che si trovava al largo della costa di Catania con 234 migranti richiedenti asilo a bordo, è stata costretta a dirigersi verso la Francia, al porto di Marsiglia. «Di fronte al silenzio dell’Italia e a causa dell’eccezionalità della situazione, la Ocean Viking è stata costretta a richiedere un Porto sicuro alla Francia».

La "selezione" di tipo nazista dell'abietto ministro degli Interni Piantedosi - che ha firmato il famigerato decreto assieme ai ministri Salvini e Crosetto -, il suo disprezzo razzista e la sua disumanità nei confronti dei migranti, mettono in luce la natura di questo governo capace di mistificare le norme del diritto pur di usare in maniera cinica i migranti per propagandare il razzismo di Stato e mandare un chiaro segnale che è col pugno di ferro che il governo Meloni intende trattare l'arrivo e la presenza dei migranti nel nostro paese. 

L'ex prefetto razzista non ha voluto considerare gli appelli delle navi-soccorso. "La nave ha i suoi limiti in termini di assistenza medica, una nave è come un'ambulanza e le persone sono ancora nell'ambulanza", molti a bordo soffrivano di "malattie dermatologiche infettive" e che "i loro livelli di stress psicologico sono molto, molto alti" aveva denunciato all'AFP Riccardo Gatti, capo della ricerca e soccorso di MSF.

La politica razzista e criminale dei governi imperialisti italiani che ha portato alla morte in mare di migliaia di migranti nel Mediterraneo è stata inaugurata dal PD e ha aperto la strada al governo fascio-razzista Meloni.  Quando servono a legittimare la guerra imperialista per i governi italiani  171mila profughi ucraini fanno comodo alla loro infame propaganda, mentre per chi fugge da fame, miseria e guerre dall'Africa, dall' Asia - di cui sono responsabili proprio gli stessi governi che gli rapinano le risorse, che li bombardano, che fomentano la guerra civile, che finanziano lager e bande criminali in Libia per i respingimenti -, in questo caso i governi fascio-razzisti in Italia mettono in campo la politica dei porti chiusi e della becera propaganda razzista.