giovedì 16 giugno 2016

pc 16 giugno - Polizia fascista a Roma

Roma: police on our back

Ancora poliziotti nelle nostre case, ancora procuratori a caccia di fantasmi, ancora antifascisti sotto inchiesta.
Questa mattina la questura di Roma ha eseguito una perquisizione a casa di un nostro compagno.
Il P.M. Monteleone aveva richiesto che venissero sequestrati alcuni indumenti, il computer e il cellulare per utilizzarli come prove nell'indagine in corso per i fatti di via dell'acqua bullicante del 14 maggio.
Il risultato è stato un fermo di qualche ora e il sequestro di alcuni oggetti che nulla hanno a che fare con quelli indicati nel mandato di perquisizione.
Non ci interessa utilizzare questo comunicato per rispondere all'ennesimo castello di carte costruito dalla procura e dalla DIGOS, ci penserà a tempo debito il nostro avvocato.
Del resto I fatti sono già noti a tutti:
Una settimana prima della marcia di casapound a colle oppio i militanti di estrema destra avevano organizzato un banchetto elettorale in un quartiere multiculturale e antifascista, il risultato è stato che alcuni abitanti della zona hanno impedito questa ennesima provocazione. 
Nonostante in quei giorni furono quotidiane le aggressioni e le intimidazioni di cui sono stati protagonisti i militanti di casapound, l'atteggiamento della polizia è stato subito eloquente: l'unico intervento è consistito nel tentato arresto di uno degli abitanti antifascisti. 
Dunque non stupisce che oggi si continui ad indicare negli antifascisti i nemici dell'ordine pubblico.
Cogliamo l'occasione, invece, per segnalare con quali modalità procura e questura continuino la loro campagna di criminalizzazione degli antifascisti: sono ormai ordinarie le perquisizioni arbitrarie, le inchieste costruite su testimonianze false di agenti di polizia, le misure amministrative che eludono l'onere della prova, è consuetudine in questura essere invitati a firmare verbali falsi e incriminanti. 
Lo segnaliamo per chiarire che la legalità è poco più di un feticcio anche per chi per mestiere sarebbe chiamato a far rispettare le leggi.
Antifasciste e Antifascisti di Roma

pc 16 giugno - CCNL metalmeccanici: lo "stallo" della trattativa non aiuta la ripresa. Ma lo scontro sui contratti è uno scontro sindacale nella forma, tutto politico nella sostanza

....LO DICONO APERTAMENTE ANCHE GLI ANALISTI BORGHESI COME DARIO DI VICO: 

Lo slittamento a settembre dell’accordo non è di per sé drammatico, ma le attuali condizioni economiche, oltre alle incombenti raccomandazioni di Bruxelles, spingerebbero a prendere decisioni coraggiose - stralci dal corriere della sera

È sempre più probabile che il «rinnovamento» del contratto nazionale dei metalmeccanici venga rimandato a settembre. 
In questi giorni con una serie di azioni articolate sul territorio i sindacati di categoria stanno facendo sentire la loro pressione ma appare comunque più come una risposta dovuta che il tentativo di dare una spallata. 
Va riconosciuto a Fiom-Fim-Uilm di aver osservato finora una linea di grande compostezza....... le organizzazioni sindacali hanno saputo tenere i nervi a posto e esibire la loro «forza tranquilla». 

Il guaio è che lo slittamento a dopo le ferie corrisponde a uno stallo e non si capisce come se ne possa venir fuori. La Federmeccanica ha spiazzato i sindacati presentando una piattaforma giudicata da molti innovativa e che sostanzialmente prevede concessioni in materia di sanità integrativa, il principio delle formazione garantita per tutti i lavoratori e l’erogazione di aumenti salariali legati ad effettivi incrementi della produttività. 

pc 16 giugno - 50° Grande Rivoluzione Culturale Proletaria - ottima iniziativa del sito Resistenze.org

Scritti sulla rivoluzione culturale proletaria 


Mao Tse-tung | bibliotecamarxista.org

A 50 anni dalla Rivoluzione culturale proletaria proponiamo alcuni scritti da: Mao Tse-tung, Opere, Edizioni Rapporti sociali, Milano, 1991.

Parte prima
- 17/03/1966, Sul bisogno di una grande rivoluzione culturale
- 18/04/1966, Innalziamo la grande bandiera rossa del pensiero di Mao Tse-tung; partecipiamo attivamente alla grande rivoluzione culturale socialista

Parte seconda
- 16/05/1966, Circolare del 16 maggio
- 01/08/1966, Lettera alle guardie rosse della scuola media dell'università Chinghua
- 08/08/1966, I sedici punti

Parte terza
- 12/02/1967, Discorso sulla grande rivoluzione culturale a Shanghai
- 24/02/1967, Direttiva sulla lotta per il potere
- 1967, Sulle venti forme nelle quali il burocratismo si manifesta
- 01/07/1976, Edificare il Partito nel corso della lotta

pc 16 giugno - HOTSPOT TARANTO: COSA AVETE DA NASCONDERE? O CI FATE ENTRARE O ENTRIAMO.....

(dal blog tarantocontro)

HOTSPOT TARANTO
Perchè non volete una verifica e un monitoraggio di associazioni e stampa?
Cosa avete da nascondere?
Siamo stanchi di visite propagandistiche e pilotate di parlamentari ipocriti che vanno dentro e dicono 'tutto va bene madama la marchese, il rancio è buono e il sole splende...';
mentre intanto chi riesce a parlare con noi, dice tutt'altro.
Aspetteremo il 20 giugno, dopo di che o ci fate entrare nell'hotspot di
Taranto, come già richiesto alla Prefettura, o saremo costretti a usare altri mezzi e modalità.

A livello nazionale diverse associazioni raccolte nella sigla LasciateCIEntrare, con il sostegno di Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Usigrai, Carta di Roma e Articolo 21 ha scelto di dedicare il 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato, alla verifica delle condizioni delle strutture d’accoglienza per migranti italiane, facendo richiesta alle prefetture competenti affinché sia consentito l’accesso di delegazioni composte da organizzazioni della società civile, giornalisti e avvocati.
E' stata fatta richiesta per l’accesso di strutture in tutta Italia allo scopo di garantire l’ingresso di organizzazioni, giornalisti e avvocati, per svolgere attività di monitoraggio e denuncia nei Cas, Cara, Cie e hotspot che sono l’obiettivo di questa iniziativa, che ha
come scopo quello di garantire l’accesso all’interno dei centri, unica modalità attraverso la quale è possibile continuare a monitorare e denunciare le eventuali violazioni dei diritti umani.
Gli organi competenti hanno risposto finora negativamente alla richiesta.
Sempre queste associazioni dichiarano che 'l'unica visita all’interno di un centro è stata realizzata il 10 giugno da LasciateCIEntrare e Melting Pot Europa, che hanno avuto accesso a una ex base militare oggi utilizzata come Cas, in provincia di Venezia. Si tratta della struttura situata nel piccolo borgo di Conetta: tende e casolari con letti a castello alternano nel centro che al momento ospita 620 persone provenienti da oltre 25 paesi diversi, 80 in più rispetto al tetto massimo previsto. Diverse le criticità osservate: sovraffollamento, mancanza
di mediatori linguistici per gli ospiti eritrei, situazioni individuali di criticità.
Le associazioni dichiarano: la visita è avvenuta sotto lo stretto controllo della prefettura, dell’ente gestore e di alcuni operatori. Ogni contatto diretto contatto con gli ospiti, fa
sapere LasciateCIEntrare, ha avuto luogo sotto l’osservazione dei responsabili e, aggiunge, “i mediatori presenti hanno fatto intendere ai migranti che gli attivisti della delegazione erano carabinieri”. Non è inoltre stato possibile scattare foto, nonostante una troupe Rai avesse in precedenza realizzato un servizio all’interno della struttura.

Bene all'HOTSPOT DI TARANTO l'entrata deve essere possibile e le cose non possono andare così.

Riteniamo il Ministero degli Interni e della Difesa, la Prefettura, il SINDACO, l'ASSESSORE LONOCE, il tuttofare MATICHECCHIIA, l'associazione servile NOI e VOI - a proposito quanti soldi riceve? Sarebbe giusto in nome della trasparenza che sia reso pubblico - responsabili di tutto quello che potrà succedere.
Dopo il 20 - verificando quello che accade a livello nazionale e coordinandosi con le associazioni di LasciateCIEntrare - reiteremo la richiesta.
In caso di rifiuto, non faremo più richieste ma proseguiremo con altri mezzi

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
resp. settore immigrazione Fiorella Masci 3339199075
coord. prov. le margherita calderazzi 3475301704
16-6-2016

pc 16 giugno - Marcegaglia Milano - operai in lotta... ma con tanta disperazione - massima solidarietà

Milano, i sette operai della Marcegaglia: «Abbiamo occupato, non usciremo più»

15 giugno 2016

Ore drammatiche alla Marcegaglia di Milano. I 7 operai in lotta da stamattina hanno occupato una palazzina, portandosi delle taniche

di Alessio Di Florio
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“Abbiamo occupato la palazzina di via della casa dodici… ci siamo portati le taniche. .. qui devono venire a prenderci con i lagunari. … non usciamo più! Accorrete e fate girare. Via della casa 12 milano” questo il messaggio che da stamattina rimbalza sui social e sui siti web di movimento. L’hanno inviato i 7 operai della Marcegaglia di Milano che da due anni stanno portando avanti la lotta per difendere il loro posto di lavoro. Dopo il fallimento ieri delle trattative in Prefettura hanno deciso quest’azione di protesta.
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La Marcegaglia è una delle principali aziende italiane ed europee (la sua presidente è oggi presidente della Confindustria europea) nel settore siderurgico, con interessi anche in altri settori. Ormai da due anni, in Marcegaglia 7 operai dello stabilimento di Milano stanno andando avanti la lotta contro la proprietà in difesa del posto di lavoro. Una lotta che, nelle ultime settimane, è tornata ad acuirsi. Massimiliano Murgo, delegato FIOM nello stabilimento, nei giorni scorsi è venuto a raccontare

mercoledì 15 giugno 2016

pc 15 giugno - La Francia ribelle - un milione di persone in piazza e duri scontri con la polizia - solidarietà internazionalista e lotta nel nostro paese








La movilización, iniciada hace tres meses contra la reforma laboral, ha culminado este martes con la primera manifestación convocada a nivel estatal en París en plena Eurocopa.

Han acudido un millón de personas según los organizadores y 80.000 según la policía y se han registrado enfrentamientos con los agentes por los que han sido detenidas 60 personas y 40 han resultado heridas (incluidos 29 uniformados), según la prefectura. La CGT ha protagonizado así una demostración de fuerza frente al Gobierno francés.

El recorrido de París, de más de cinco kilómetros entre la plaza de Italia e Inválidos, se ha llenado totalmente con los cortejos de las diferentes secciones locales y regionales de sectores industriales o de servicios. La manifestación ha reunido a  1,3 millones de asistentes según los sindicatos.

Hora y media después de arrancar, en la manifestación de París se han registrado graves incidentes y enfrentamientos con la policía. Decenas de encapuchados han destruido escaparates y mobiliario urbano, han volcado coches y han incendiado vehículos aparcados, a la que vez que lanzaban botellas y otros objetos a los agentes.

Estaciones de metro cercanas a los bulevares de Montparnasse o Raspail han sido cerradas debido a los incidentes. La policía había prohibido a 130 personas su participación en la marcha por ser presuntos autores de actos violentos en protestas recientes. 
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pc 15 giugno - RENZI LE PENSA TUTTE... IN UN SOL COLPO: RENDERE PER 20 ANNI I PENSIONATI DEBITORI, FAVORIRE LE BANCHE



"L’ipotesi a cui si starebbe lavorando consiste nell’anticipo finanziario della pensione netta per gli anni che mancano alle pensioni di vecchiaia. Nell’Ape – questo l’esotico acronimo scelto dal governo – non sarebbe prevista una penalizzazione ai danni dell’assegno, ma rate fino a 20 anni che il lavoratore dovrà versare con gli interessi. Secondo l’ipotesi dell’esecutivo, l’Inps dovrebbe essere il garante o l’intermediario di questa finanziarizzazione della pensione con banche e assicurazioni. A loro volta, queste ultime dovrebbero anticipare la somma che i lavoratori restituiranno nel tempo"
Si stima che "il lavoratore perderebbe il 6,9% della pensione pari a un importo mensile netto in meno di 898 euro ogni anno. Questa cifra andrà moltiplicata per ogni anno di anticipo richiesto, e accordato. Quindi tre anni di pensione anticipata potrebbe arrivare a costare 2.694 euro netti. In questa situazione si troveranno i nati negli anni 51, 52, 53 che dovranno andare in pensione a 66 anni.

I Sindacati sono soddisfatti. «C’è qualche novità positiva – ha detto la segretaria della Cgil Susanna Camusso – abbiamo bisogno di un quadro di insieme e abbiamo ribadito che il nostro obiettivo è andare ad una modifica effettiva della legge Fornero». (da Il Manifesto)

E I LAVORATORI SONO FREGATI

pc 15 giugno - Solidarietà sempre con i compagni processati - Soccorso Rosso Proletario

PROCESSO CONTRO IL MOVIMENTO FIORENTINO. IL 7 OTTOBRE 2016 LA SENTENZA!

Il 13 giugno si è tenuta un'altra udienza del Processo contro il movimento fiorentino.
Dopo gli slittamenti dei mesi scorsi, anche le difese hanno portato a termine le loro arringhe.
Il 7 ottobre 2016 sarà il giorno in cui il tribunale di Firenze emetterà la sentenza di primo grado partendo dalle richiesta dell'accusa: 71 anni e 9 mesi di condanna.
Noi invece ripartiremo dal 9 aprile, quando più di 3000 persone sono scese in piazza a Firenze in solidarietà con gli 86, dalle iniziative e dal dibattito con cui abbiamo preparato quella mobilitazione. Pensiamo sia importante rilanciare la solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne e invitiamo sin da ora tutti coloro che hanno aderito e partecipato alla giornata del 9 aprile a segnarsi sulla propria agenda il giorno della sentenza del processo. La lotta è l'unica via… SOLIDARIETÀ!

Cpa fi-sud
Rete dei Collettivi Fiorentini Collettivo politico di Scienze politiche
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione

pc 15 giugno - Marx... per tutte le stagioni della lotta e dell'organizzazione di classe

Da "Le lotte di classe in Francia  - dal 1848 al 1850" Karl Marx
(Da "Neue Rheinische Zeitung"):
....La rivoluzione di febbraio era stata la bella rivoluzione, la rivoluzione della simpatia generale, perché gli antagonismi che erano scoppiati in essa contro la monarchia, sonnecchiavano tranquilli l'uno accanto all'altro, non ancora sviluppati; perché la lotta sociale che formava il loro sostrato aveva soltanto raggiunto una esistenza vaporosa, l'esistenza della frase, della parola. La rivoluzione di giugno è la rivoluzione brutta, la rivoluzione repugnante, perché al posto della frase è subentrata la cosa, perché la repubblica stessa ha svelato la testa del mostro, abbattendo la corona che la proteggeva e la copriva. Ordine! - era stato il grido di battaglia di Guizot. Ordine! - aveva gridato Sébastiani, il Guizot in sedicesimo, quando Varsavia era diventata russa. Ordine! - gridava Cavaignac, eco brutale dell'Assemblea nazionale francese e della borghesia repubblicana. Ordine! - tuonavano le sue granate, mentre laceravano il corpo del proletariato. Nessuna delle numerose rivoluzioni della borghesia francese a partire dal 1789 era stata un attentato contro l'ordine, perché tutte avevano lasciato sussistere il dominio della classe, la schiavitù degli operai, l'ordine borghese, benché spesso fosse cambiata la forma politica di questo dominio e di questa schiavitù. Giugno ha intaccato questo ordine. Maledetto sia giugno!" ("Neue Rheinische Zeitung", 29 giugno 1848).
Maledetto sia giugno! ripete l'eco europea.
Il proletariato parigino era stato costretto all'insurrezione di giugno dalla borghesia. In ciò era già contenuta la sua condanna. Né un consapevole bisogno immediato lo spingeva a combattere per rovesciare con la violenza la borghesia; né esso era pari a questo compito. Il "Moniteur" dovette spiegargli ufficialmente che era passato il tempo in cui la repubblica considerava opportuno rendere gli onori alle sue illusioni; e solo la sua sconfitta lo convinse della verità che il più insignificante miglioramento della sua situazione è un'utopia dentro la repubblica borghese, un'utopia che diventa delitto non appena vuole attuarsi. Al posto delle sue rivendicazioni, esagerate nella forma, nel contenuto meschine e persino ancora borghesi, e che esso voleva strappare come concessioni alla repubblica di febbraio, subentrò l'ardita parola di lotta rivoluzionaria:
Abbattimento della borghesia! Dittatura della classe operaia!
Mentre il proletariato faceva della sua bara la culla della repubblica borghese, costringeva questa a presentarsi nella sua forma genuina, come lo Stato il cui scopo riconosciuto è di perpetuare il dominio del capitale, la schiavitù del lavoro. Avendo continuamente davanti ai propri occhi il suo nemico coperto di cicatrici, irreconciliabile, invincibile - invincibile perché la sua esistenza è condizione dell'esistenza stessa della borghesia - il dominio della borghesia, sciolto da ogni catena, doveva trasformarsi ben presto nel terrorismo della borghesia. Eliminato provvisoriamente dalla scena il proletariato, riconosciuta ufficialmente la dittatura della borghesia, gli strati medi della società borghese - piccola borghesia e classe dei contadini - nella misura in cui la loro situazione si faceva più insopportabile e più acuto il loro contrasto con la borghesia, dovevano sempre di più unirsi al proletariato. Come prima l'avevano trovata nella sua ascesa, così ora dovevano trovare la ragione della loro miseria nella sua disfatta.
Se l'insurrezione di giugno rafforzò dappertutto sul continente la coscienza di sé della borghesia, e la spinse ad una alleanza aperta con la monarchia feudale contro il popolo, chi fu la prima vittima di questa alleanza? La stessa borghesia del continente. La disfatta di giugno le impedì di consolidare il suo dominio, e di mantenere il popolo, mezzo soddisfatto e mezzo illuso, sull'ultimo scalino della rivoluzione borghese...
...Solo con la disfatta di giugno dunque sono state create le condizioni entro le quali la Francia può prendere l'iniziativa della rivoluzione europea. Solo immergendosi nel sangue degli insorti di giugno il tricolore è diventato la bandiera della rivoluzione europea: la bandiera rossa!

E il nostro grido è: La rivoluzione è morta! Viva la rivoluzione!...

pc 15 giugno - Presidio di solidarietà con la lotta in Francia a Roma

Il sit-in/presidio si è tenuto a campo de Fiori, poco distante dall'ambasciata francese interdetta alla manifestazione. Hanno dato la loro adesione alcune forze del sindacalismo di base
Una cinquantina di compagni riuniti attorno ad un gazebo dove si raccoglievano firme contro l'italicum e qualche intervento al microfono per esprimere solidarietà, lotta al ttip come principale responsabile delle politiche di attacco alle condizioni di vita e di lavoro dei governi in francia, italia, spagna, unire le lotte, resistenza e sostegno all'obiettivo dello sciopero "sociale" europeo.
Un presidio espressione della frammentazione esistente, della necessità invece di un vero sindacato di classe e di un partito politico, rivoluzionario, comunista, capace di unire le istanze proletarie e popolari per rovesciare i governi del capitale.

Una ulteriore conferma alla frammentazione/settarismo è venuta da un compagno che ricordava che la piazza era già stata occupata qualche ora prima da un altro presidio solidale con la lotta in francia, quello della rete dei comunisti/usb e pdci, con qualche decina di compagni.

pc 15 giugno - Germania-Cina: gli affari sono affari, altro che dazi, la contesa interimperialista sulle aree strategiche del mondo

Merkel chiude la visita in Cina con accordi per 15 miliardi di dollari e garanzie sull’acciaio

PECHINO - Ben 15 miliardi di dollari di contratti, un bel bottino per il cancelliere Angela Merkel. Si conclude alla grande la sua nona, trionfale, trasferta pechinese in un decennio di potere, questo è il quarto round bilaterale con la Cina. Non è una novità, Merkel è molto amata e apprezzata dai vertici cinesi con i quali il feeling non ha mai registrato alcuna battuta di arresto.
Ma è stato quello con il presidente Xi Jinping il momento più complicato, quando Xi ha ricordato le procedure antidumping europee che coinvolgono aziende cinesi e la questione della mancata concessione dello status di economia di mercato alla Cina. Toni abbastanza pragmatici, la richiesta del presidente è stata quella di superare questi problemi, anche se il cancelliere tedesco è stato accolto come la più genuina portavoce dell’Europa.

pc 15 giugno - Palermo: manifestazione di solidarietà con la lotta delle masse in Francia

Alcuni momenti della manifestazione di ieri davanti al Comune di Palermo

pc 15 giugno - Per il Partito Comunista maoista - Prolegomeni 10

La formazione delle avanguardie operaie per un Partito comunista agli inizi del suo lavoro è un lavoro su diversi piani, il cui ordine può variare di fase in fase. 
Elenchiamoli 
1) Aiutare a fare la lotta sindacale di classe per saper contrastare il padrone e diventare punto di riferimento quotidiano degli operai. 
2) Essere avanguardia che partecipa e dirige gli altri lavoratori di altri posti di lavoro 
3) Riconoscere la direzione del Partito in questo campo con disciplina organizzativa e determinazione

pc 15 giugno - Parigi nella giornata di lotta del 14 giugno l'importante è la ribellione e l'organizzazione comunista

La répression ne nous fera pas faiblir! Continuons la lutte jusqu'au retrait! Soyons nombreux et nombreuses sur les blocages, multiplions les grèves et occupations !

foto di Taranis News.

pc 15 giugno - GOVERNO RENZI MERCANTE D'ARMI ALL'ASSASSINO AL SISI - GLI AFFARI VALGONO BENE LE UCCISIONI DEI GIULIO REGENI... - dal n. 9 di proletari comunisti

(Da Il Manifesto)

Egitto. Roma aumenta il business: nel 2015 da 32 a 37 milioni di euro. Gran parte della «merce» è finita nelle mani delle forze di sicurezza del golpista al Sisi.

Un paio di mesi fa il governo italiano ha richiamato per consultazioni l’ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari (mandato poi a sostituire Calenda a Bruxelles), salvo poi sostituirlo un mese dopo con Giampaolo Cantini, che ancora non ha preso possesso della sede. Si cambia ambasciatore per continuare a far finta di niente sul caso Regeni.

Qualcosa però nel frattempo è cambiato: le nostre esportazioni di armi verso l’Egitto. Che sono aumentate. Dai 32 milioni di euro di armi vendute nel 2014 ai 37 milioni di euro nel 2015...

Intanto quella relazione registra un terribile aumento delle vendite di armi italiane nel mondo: da 2,9 miliardi (2014) a 8,2 miliardi (2015) di valore di armi smerciate a destra e a manca. Un business che dà sicuramente lavoro, o meglio procura affari: ai mercanti di morte. Va ricordato che la legge 185 del 1990 regolamenta il commercio di armamenti e stabilisce il divieto della vendita di armi a paesi in guerra o che violano i diritti umani.

Per il governo italiano il regime di Al Sisi evidentemente non rientra in questa categoria. I diritti umani vengono invocati per fare le guerre (come in Iraq e in Afganistan) e mai per vietare la vendita delle armi ai regimi che quei diritti li violano.

Il governo italiano è di «bocca buona» e continua a fare affari con un paese che incarcera gli attivisti democratici delle organizzazioni umanitarie e magari fa uccidere i ricercatori come Giulio Regeni...

...gran parte di quelle armi sono andate a finire alle forze di sicurezza egiziane che magari le hanno usate per reprimere le manifestazioni democratiche e sindacali ed impedire l’esercizio delle attività delle organizzazioni umanitarie. Si tratta di 30mila tra pistole e carabine e molto altro.

Importanti sono le (solite) aziende italiane coinvolte: la Beretta, la Oto Melara, la Benelli, la Selex. Nel 2014, la ministra Pinotti ha sottoscritto con il sanguinario regime di Al Sisi una prima dichiarazione congiunta di cooperazione militare (e sono state concretamente avviate le iniziative comuni) in vista di un accordo vero e proprio, che -per fortuna- non è stato ancora siglato...

Mesi fa un appello di Roberto Saviano, Stefano Benni, Valerio Mastandrea ed altri (appello che ha raccolto decine di migliaia di firme) ha chiesto al governo italiano di sospendere gli effetti della «dichiarazione congiunta» in materia di cooperazione militare con l’Egitto. E invece non solo la cooperazione militare continua, ma la vendita di armi sta aumentando....


Dal n. 9 del giornale proletari comunisti, con uno speciale su Giulio Regeni:
I legami al-Sisi/Renzi è uno dei nessi tra questione Egitto e questione Libia

“Dietro la guerra? Profitti!” Questo diceva il grande giornalista comunista John Reed.
Ma, ancor prima di lui Robert Clive, che creò la potenza delle Indie orientali britanniche e fu anche governatore del Bengala, spiegò e teorizzò l'interdipendenza tra espansione commerciale e forza delle armi, sintetizzandola in una frase: “I commerci finanziano le armi e le armi proteggono i commerci”.
Questo oggi è particolarmente evidente nell'attivismo commerciale e militare in progress dell'imperialismo italiano. In particolare se si pensa al regime di al-Sisi, Matteo Renzi è stato il primo capo di governo europeo a visitare il Cairo e ha partecipare ad un mega Forum economico a Sharm el Sheikh.
L'Eni è impegnato nella nuove esplorazioni con la mega scoperta del giacimento di Al-Zhor che vale a regime ben 200mila barili di petrolio al giorno e investimenti per almeno 12 miliardi di dollari.
Quella scoperta ha cementato un'amicizia che vale, in scambi commerciali (nel 2014), oltre 5 miliardi di euro e che in prospettiva mira a progetti per i quali complessivamente il governo egiziano ha annunciato di voler investire 80/90 miliardi di dollari nei prossimi anni.
Infine l'Egitto confina con la Libia, dove l'Italia nel 2011 ha perso terreno a causa dell'intervento franco-britannico per abbattere Gheddafi - sostenuto dalla Clinton, rispetto alla posizione più tiepida del suo presidente Obama. Quindi, l'Egitto è anche il garante, l'alleato principale nella zona dell'Italia, nel quadro dell'intervento-tentativo di riprendersi la Libia, o almeno riuscire a salvare la restante presenza dell'Eni che gestisce impianti strategici per il gas. Ma non ci sono solo i commerci e il petrolio, ma anche le telecomunicazioni e tutta la rete di presenza nel Mediterraneo, dato che la Libia è la porta dell'Africa Sub sariana dove vi sono importanti materie prime e tassi di crescita economica forti, su cui l'Italia vuole mettere le mani o almeno non essere tagliata fuori

pc 15 giugno - della guerra popolare in India.. non basta parlare - la guerra popolare più grande del mondo guidata dal partito comunista oggi più grande del mondo si sostiene con iniziative e organizzazione internazionale e internazionalista



Sciopero totale a Gadchiroli il 31 maggio indetto dai maoisti per protesta contro l'uccisione di 5 compagne guerrigliere


     
Written by Vivek Deshpande | Nagpur | Published:May 27, 2016 3:51 am
gadhchiroli759 The five women Naxals killed in different encounters are Rajita Usendi, Minko Naroti, Aarti Pudo, Nirmala Dumma and Sarita Kowasi.
- See more at: http://indianexpress.com/article/cities/mumbai/killing-of-women-naxals-maoists-call-gadchiroli-bandh-on-may-31-2821189/#sthash.fClTiRQM.dpuf
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Written by Vivek Deshpande | Nagpur | Published:May 27, 2016 3:51 am
gadhchiroli759 The five women Naxals killed in different encounters are Rajita Usendi, Minko Naroti, Aarti Pudo, Nirmala Dumma and Sarita Kowasi.
- See more at: http://indianexpress.com/article/cities/mumbai/killing-of-women-naxals-maoists-call-gadchiroli-bandh-on-may-31-2821189/#sthash.fClTiRQM.dpuf

16 maggio, sciopero totale (bandh) dei maoisti nell'Andra Pradesh

Intesifichiamo un mese di CAMPAGNA DI RESISTENZA contro le DEPORTAZIONI!



pc 15 giugno - Lottare per chiudere gli hotspot - l'appello lavoratori-migranti per Taranto

...nella necessaria mobilitazione contro l'hotspot, e  per i diritti dei migranti già nella nostra città (diritto d'asilo, lavoro, ecc.), i migranti sono la prima fila e non "l'ultima", per una falsa e sbagliata idea di "protezione", presente in parte del movimento e associazioni
Nei mesi scorsi la lotta in prima persona dei migranti del Bel sit, una bella, forte, orgogliosa lotta, che ha fatto anche conoscere a parte della città chi sono i migranti al di là di pregiudizi stupidi e fomentati, è stata la via giusta e decisiva per ottenere il documento di identità. I migranti, con l'aiuto dello Slai cobas per il sindacato di classe, si sono uniti, si sono autorganizzati, hanno deciso tutti i passaggi della lotta, E HANNO VINTO!
Lo stesso avvenne a Manduria nel 2011, quando anche allora la "miccia" dell'unità nella lotta tra compagni antirazzisti, movimento di opposizione, precari e disoccupati slai cobas e migranti tunisini permise la forte rivolta del 2 aprile e l'ottenimento per tutti del permesso di soggiorno umanitario.
Questo accade oggi a Ventimiglia, come nelle campagne del foggiano, ecc.
I migranti non hanno bisogno di "italiani che li proteggono", ma hanno bisogno di antirazzisti, antimperialisti, associazioni, sindacati di base che li sostengano, che stiano al loro fianco, che si mettano in gioco contro lo Stato, il governo, la polizia.
Gli immigrati devono poter essere protagonisti delle decisioni, della loro vita! Non aspettare, a volte anche per anni, vedi Taranto, senza poter far nulla, senza sapere cosa gli tocca, quando la maggiorparte di loro vuole andar via e sa già dove andare.
L'accoglienza dignitosa e l'assistenza è necessaria, ma queste non si devono trasformare in "catene". NON BASTA L'ASSISTENZA, OCCORRE IL RISPETTO!

Anche ora, per dire NO all'Hotspot, "fabbrica di respingimenti e di messa in clandestinità dei migranti", serve l'unità e l'iniziativa unitaria, "fuori e dentro l'hotspot"

Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
giugno 2016
slaicobasta@gmail.com

pc 15 giugno - Al tribunale di Taranto il 14 giugno per il maxi processo Ilva - se ne parla a Torino 16 giugno - Brescia 17 giugno - Bergamo 18 giugno - Milano 19, nelle presentazioni del libro "Ilva la tempesta perfetta"


pc 15 giugno - Si... il movimento 5 stelle è un movimento reazionario di massa - chi vota 5 stelle serve la reazione e non l'opposizione proletaria al governo e meno che mai la rivoluzione

...Impressiona l'avallo politico fornito al grillismo da parte di ambienti diversi di estrema sinistra. Ancor più l'esplicito gioco di sponda col M5S del gruppo dirigente USB, sino all'aperta campagna politica per i suoi candidati o le sue candidate negli imminenti ballottaggi. Più in generale colpisce la rappresentazione dell'avanzata del Movimento 5 Stelle quale risultante di un'asserita “ribellione sociale strisciante e diffusa”, come teorizza la Rete dei Comunisti.

Queste tesi non misurano solamente la rimozione di ogni criterio di classe dall'analisi politica. Configurano il serio rischio di una forma indiretta di subordinazione a un movimento reazionario di massa. Perché tale è la natura del Movimento 5 Stelle. Il carattere poliedrico ed eclettico di tante sue posizioni, il suo profilo culturale apparentemente evanescente, fragile, “inoffensivo”, e persino le posizioni progressiste occasionalmente esibite su alcuni temi (scuola , acqua pubblica...) mascherano questa natura, fuorviando molte letture. Eppure proprio il carattere ambiguo e polivalente delle posture ideologiche segna la natura di tanti movimenti reazionari. Oltre a rappresentare un utile strumento di penetrazione di massa in ambienti sociali diversi, che è la vocazione naturale di ogni movimento populista mirato alla conquista del potere.

Qual è il reale progetto sociale e politico del M5S? Come si posiziona nella lotta fra le classi? Da quale dinamica di classe nasce il suo successo e prende forma il suo blocco sociale di riferimento? Questi sono gli interrogativi di fondo da porre alla base di un'analisi seria. E la risposta è inequivocabile.

UN MOVIMENTO CONTRO GLI OPERAI, CONTRO IL LAVORO

Il Movimento 5 Stelle incassa il voto di ampi settori operai, in particolare tra i giovani. Ma la sua cultura, il suo programma, la sua politica, sono contro le ragioni degli operai. Dalla vicenda

pc 15 giugno - A Parigi il 19 giugno manifestazione per la liberazione G.I.Abdallah

Pour la libération de Georges Ibrahim Abdallah : manifestation dimanche 19 juin

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El 19 de junio es el Día Internacional de los Presos Revolucionarios. Una oportunidad más para expresar nuestra solidaridad con Georges Abdallah, militante comunista árabe, combatiente por la lucha de liberación nacional de Palestina y preso en las cárceles del Estado francés desde hace más de 31 años. Condenado a cadena perpetua por complicidad en actos de resistencia reinvindicados