sabato 14 marzo 2026

pc 14 marzo - Smascheriamo le menzogne della Meloni in Parlamento

La Meloni in Parlamento non ci va, prova fastidio per il Parlamento, fastidio per la stampa che accetta solo quando deve fare monologhi o interviste esclusive, ma si rifiuta di incontrarli per rispondere alle domande effettive. In sostanza, la sua presenza in Parlamento è stata un cumulo di menzogne, a partire dal fatto che l'Italia non è in guerra.

L'Italia non è in guerra, ma le navi da guerra italiane sono a Cipro, l'Italia non è in guerra ma la Base militare ad Erbil in Iraq è stata fatta segno - e giustamente - delle azioni di reazione dell'Iran all'aggressione imperialista, Stati Uniti/Israele. L'Italia non è in guerra eppure tutte le Basi militari sono a disposizione o pronte ad essere a disposizione dell'imperialismo americano, della NATO, proprio per partecipare a questa guerra. L'Italia non è in guerra, ma allo stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, navi italiane ci sono da tempo con una funzione a protezione di Israele e delle stesse vie di comunicazione che vengono considerate cosa propria dall'imperialismo, dai signori del petrolio, dai governi quando legittimamente sono in territorio iraniano o nei territori dei Paesi vicini.

Quindi è una menzogna assoluta che viene sostenuta dalla claque rappresentata dai suoi parlamentari e

pc 14 marzo - Referendum 2: tante voci dicono NO! - Militante politico e sindacale Slai Cobas di Ravenna

Sono dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna, impegnato nelle lotte dei lavoratori, nella solidarietà internazionalista, antifascista, e intervengo sul referendum perchè l’attacco alla magistratura non allineata al governo è un tema che come lavoratori ci riguarda. Il Referendum è politico, lo affermano ogni giorno governo, ministri, parlamentari, quindi è sul terreno politico che dobbiamo agire.

Voterò nettamente NO al Referendum del 22 e 23 marzo!

Ora, a parte il peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, il carobollette, i provvedimenti di un governo fascista e guerrafondaio che trova sempre i soldi per la guerra, per questo governo infame cosa è una priorità in questo momento? Attaccare i giudici.

Non abbiamo certo fiducia o simpatia per chi amministra la giustizia borghese, è una giustizia di classe, che va bene al governo dei padroni fin quando reprime l'opposizione dei proletari, dei lavoratori, dei giovani, ma che va punita e riportata sotto il suo controllo se indaga sul potere politico, cioè sui personaggi al governo, o sottogoverno; questi magistrati il governo non vede l’ora di toglierseli di torno.

Il governo nella sua campagna referendaria dice solo menzogne, come le rapine in casa, la famiglia nel bosco, i campi Rom, il caso Tortora, e altro ancora, che non centrano nulla con gli obiettivi della controriforma che sono fumo negli occhi per disorientare le masse, i cittadini, i lavoratori.

Ma i processi che riguardano i lavoratori, le morti sul lavoro, saranno forse accelerati da questa

pc 14 marzo - Trapani/sostegno a tutte le manifestazioni contro la guerra imperialista e le basi militari in Italia - info

pc 14 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale Referendum costituzionale: tante voci dicono NO!

pc 14 marzo - Ex Ilva - Nessuna soluzione dal Governo, dai padroni, dai sindacati in fabbrica - La voce differente dello Slai cobas sc


Questo governo sembra non in grado di risolvere alcune delle vertenze su cui sono impegnati i lavoratori. In particolare quelle legate alle grandi fabbriche, ai due grandi gruppi che sono maggiormente in sofferenza in questa fase, Stellantis e ex Ilva.

Innanzitutto il gruppo ex Ilva dove in questi giorni è passato di tutto e di più.

Prima di tutto vi sono stati i due operai morti sul lavoro a breve distanza e in circostanze simili che hanno messo in luce che assassino non è la fabbrica ma chi la gestisce. I commissari dell'ex Ilva avevano come uno dei compiti fondamentali in questa fase quello appunto di assicurarne la messa in sicurezza, di assicurarne la manutenzione, di assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori in un periodo di cassa integrazione, di scarso lavoro e di bassa produzione e di difficile attesa di un esito futuro. Ebbene, su questo commissari hanno totalmente fallito perché le due morti sono avvenute proprio per mancanza di manutenzione, per mancanza di controllo della manutenzione: e per questo sono morti prima un operaio diretto dell'Acciaieria e un mese e mezzo dopo un operaio dell'appalto, la Geopower.

Purtroppo su questo la risposta sindacale è stata fiacca e la risposta dei lavoratori è stata di sconcerto, preoccupazione e attesa e ricerca di una soluzione. Atteggiamenti che non hanno certo favorito né una ripresa effettiva della lotta dei lavoratori né di porre come centrale che nessun operaio debba più morire in questa fabbrica.

Analogamente, la soluzione di questa fabbrica anche sul terreno dell’inquinamento sul territorio ancora

pc 14 marzo - A Torino si torna a manifestare - sabato 14 marzo ore 14.30 corteo da Porta Susa: «Noi continuiamo a lottare»

L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XVIII Dicembre. Poi la sfilata in città

«Non c’è altro da fare che continuare a lottare». Così, poche ore dopo l’esecuzione di 18 misure cautelari, il comitato Torino per Gaza aveva annunciato un corteo regionale per la Palestina sabato 14 marzo pomeriggio i manifestanti pro Pal torneranno a sfilare per le strade del centro cittadino. L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XVIII Dicembre per una manifestazione che vuole tenere alta l’attenzione sulla Palestina e «rispondere» all’operazione della Digos dopo i disordini di settembre e ottobre.

«Sappiamo di essere dalla parte giusta della storia e l’accanimento dello Stato contro chi si assume la responsabilità di lottare per la giustizia ce lo conferma — spiegano gli attivisti di Torino per Gaza nell’annunciare il corteo regionale —. Se per loro siamo un problema, allora rappresentiamo un pezzo della soluzione alle barbarie che la storia sta consumando contro i popoli di tutta la terra. Ovunque nel

pc 14 marzo - ISRAELE STA INTENSIFICANDO GLI ATTACCHI CONTRO I PRIGIONIERI:

Nel contesto della guerra di aggressione imperialista condotta da Stati Uniti e Israele contro Iran e Libano, Israele sta intensificando gli arresti di palestinesi e le violenze contro i prigionieri, portando il numero totale degli arresti registrati in Cisgiordania dall’ottobre 2023 a 22.000.

La repressione dei prigionieri palestinesi e i bombardamenti contro Iran e Libano sono espressioni della stessa logica imperialista.

vedi su https://www.instagram.com/p/DV1pnPpDAz9/?igsh=aXJtaTI2MzdqaTAw

pc 14 marzo - Binario 3 della stazione centrale di Pisa: treno carico di mezzi militari e munizioni bloccato! - Massima condivisione

Erano circa un centinaio i manifestanti che dal tardo pomeriggio di giovedì hanno invaso il binario 3 della stazione centrale.  

Paralizzano la stazione di Pisa per bloccare il treno di mezzi militari: i manifestanti si siedono sui binari e il convoglio è costretto a tornare indietro.

Ore di caos e disagi in stazione dal pomeriggio di giovedì a notte fonda, la polizia non interviene: dopo le 23 il treno «delle armi» fa dietrofront

Hanno tenuto in stallo  la stazione di Pisa dal pomeriggio fino a oltre le 23 per impedire il passaggio a un treno di mezzi militari. Che alla fine si è  visto costretto a tornare indietro. Erano circa un centinaio i manifestanti che dal tardo pomeriggio di giovedì hanno invaso il binario 3 della stazione  centrale. Esponenti del Movimento No Base si sono seduti sul binario bloccando il transito di un treno

pc 14 marzo - “Il diritto di sciopero è troppo limitato”: Italia bocciata dal Comitato europeo dei diritti sociali

Appena pubblicata la decisione dell'organismo internazionale. Anche la Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali dovrà tenerne conto, malgrado le pressioni di Matteo Salvini per precettare i lavoratori
“Il diritto di sciopero è troppo limitato”: Italia bocciata dal Comitato europeo dei diritti sociali. Ora Meloni dovrà adeguarsi

“In Italia è eccessivamente limitato il diritto di sciopero”; questa è la sonora bocciatura arriva dal Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds), con una decisione appena pubblicata. Secondo l’organismo internazionale, infatti, le nostre norme sono troppo restrittive, riducono in modo esagerato il diritto di scioperare per i lavoratori dei servizi pubblici. Questo rappresenta un bel guaio per il governo Meloni, che ora dovrà adeguarsi al provvedimento arrivato dopo un ricorso presentato nel 2022 dall‘Unione sindacale di base (Usb), curato dal giuslavorista Giovanni Orlandini e dagli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo. L’obiettivo dichiarato del centrodestra, in questi anni, era semmai ridurre ancora di più il diritto di sciopero con regole ancora più aspre. 

Il Ceds è il comitato che vigila sul rispetto della Carta sociale europea da parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa - da non confondere con l’Unione europea; anche l’Italia ne fa parte, quindi è tenuta a rispettare le norme della Carta. La nostra legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, la 146

pc 14 marzo - “Il decreto Sicurezza è un assalto alla Costituzione. Si vuole arrivare allo Stato di polizia”. Dossier dei Giuristi Democratici - piena condivisione e sostegno di proletari comunisti

Nel documento si analizza quello che è ritenuto "un grave attacco alla libertà di riunione e manifestazione del pensiero". 
Oggi appuntamento a Torino dalle 14 alle 19 dove si lancerà l’allarme sull’uso dei “reati associativi contro i movimenti sociali”.
“Il decreto Sicurezza è un assalto alla Costituzione. Si vuole arrivare allo Stato di polizia”. Il dossier dei Giuristi Democratici

Il dl Sicurezza voluto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in vigore da quasi un mese, è stato definito un “assalto alla Costituzione” dai Giuristi Democratici, che in un dossier di tredici pagine presentato oggi in Senato e distribuito alla stampa insieme a una copia della Carta, elencano tutti i punti critici del provvedimento e parlano esplicitamente di una “escalation autoritaria” nelle politiche sulla sicurezza.

Secondo gli autori del dossier, rappresentati da Antonello Ciervo, infatti, il decreto rappresenterebbe “un tassello organico di un progetto eversivo” volto a trasformare progressivamente “lo Stato di diritto in uno Stato di polizia“, riducendo le garanzie costituzionali e comprimendo l’esercizio delle libertà civili. Nel mirino dei giuristi c’è innanzitutto la legittimità stessa dello strumento utilizzato dal governo. Il decreto legge, sostengono, sarebbe stato adottato in assenza dei presupposti richiesti dalla Costituzione. Nel testo si legge infatti che “nel Decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale non sono motivate né presenti in fatto e diritto le premesse circa la sussistenza dei presupposti di straordinaria

venerdì 13 marzo 2026

pc 13 marzo - Referendum 1: tante voci che dicono NO! Lavoratore Sanità, militante politico, sindacale, sociale

da ORE12 Controinformazione rossoperaia dell'11.03.26

Io, Giuseppe, lavoratore della Sanità in pensione, militante politico, sindacale, sociale, al referendum voterò un NO convinto per tante ragioni ma principalmente per contrastare la bufala del governo fascista Meloni sulla giustizia uguale per tutti, vista dal fronte dei lavoratori e delle lavoratrici.

Perché è una bufala? Prendiamo a pretesto, ultime in ordine di tempo, le dichiarazioni della Bartolozzi, vice del ministro Nordio, che ha detto che i magistrati sono un “plotone di esecuzione”, facendo leva su un populismo becero. Gli esponenti di questo governo cercano di confondere ed influenzare la cosiddetta opinione pubblica nell'ottica di far credere che questa riforma renderebbe giustizia contro lo strapotere dei magistrati. Ma sono i fatti che mostrano che la riforma mira all'impunità per i corrotti del governo, come lo scandalo che ha investito la Regione Sicilia su mafia e corruzione nel campo della Sanità, proprio loro che gridano ai risultati ottenuti nel contrasto alla mafia, e questi risultati sono i

pc 13 marzo - Il caso Bartolozzi, il lato oscuro del sistema di potere della Meloni

 ORE 12 Controinformazione rossoperaia dell'11-03

La questione della Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, ha preso le prime pagine dei giornali e delle televisioni in questi ultimi giorni, a causa delle dichiarazioni della stessa, riguardanti i magistrati, in cui in un'occasione ha detto in forme esplicite "votiamo Sì così ci liberiamo dei magistrati". 

Chiaramente questo ha creato, oltre che il teatrino politico dell'opposizione che ha parlato, come ha fatto Conte, di "dichiarazioni violente ed eversive contro la magistratura", e altri parlamentari hanno parlato di dichiarazioni indecenti, una attivazione dell'opposizione per vedere se la Bartolozzi poteva o no per il ruolo che svolge nel Ministero fare queste dichiarazioni nel corso di una campagna elettorale per il referendum. 

Perché tutto questo casino intorno a quella che viene esplicitamente definita come "la zarina" del Ministero, cioè quella che comanda realmente? Lo stesso Nordio è considerato un uomo al servizio del potere, una figura spendibile sul piano istituzionale ma obiettivamente un ministro non in condizione di rappresentare linee e piani del governo in merito alla magistratura. Nordio in un certo senso è stato blindato ed è di fatto 'guidato da un comitato oscuro' di cui fa parte la Bartolozzi, ma di cui fa parte, questo senza possibilità di smentita, anche Dalmastro, il sottosegretario filo nazista, uomo di punta del governo Meloni, quello che si occupa delle carceri, ma in senso lato, ed è quello che fa parte del "cerchio magico" che circonda  Nordio.

Questa cosa esiste ormai in tutti i ministeri della Meloni, c'è un ministro e c'è un comitato di controllo e

pc 13 marzo - Formazione rivoluzionaria delle donne - Presentazione dell'opuscolo "Riprendiamoci la Kollontaj" - dal blog femminismorivoluzionario

Riportiamo la presentazione fatta on line nel giorno del 9 marzo, giorno dello sciopero delle donne, di questo importante lavoro. 

La presentazione è stata fatta a tre

voci, dalle tre compagne del Mfpr di Milano

che hanno scritto questo opuscolo.


Ora l'opuscolo è stampato, in uscita, si può 

già richiedere a mfpr.naz@gmail.com. 

Nello stesso tempo, possiamo fare delle 

altre presentazioni in presenza o on line, 

se ce lo chiedete. 




pc 13 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Ex-Ilva: Nessuna soluzione dal governo, dai partiti parlamentari e sindacati ufficiali - Referendum costituzionale: tante ragioni per votare NO!

 

pc 13 marzo - Formazione sul Capitale di Marx: Palermo 20 marzo, 7a lezione

dice Marx:

“… fine ultimo al quale mira quest’opera è di svelare la legge economica del movimento della società moderna”, e per svelare questa legge serve lo studio scientifico, ma “La natura peculiare del materiale che tratta chiama a battaglia contro di essa le passioni più ardenti, più meschine e più odiose del cuore umano, le Furie dell’interesse privato”…

Marx, dice un critico, “proponendosi il fine di indagare e di spiegare l’ordinamento economico capitalistico da questo punto di vista, non fa che formulare con rigore scientifico lo scopo che non può non proporsi ogni indagine esatta della vita economica…

E apprezzando l’uso della scienza dialettica da parte di Marx, continua: “… il valore scientifico di tale indagine sta nella spiegazione delle leggi specifiche che regolano nascita, esistenza, sviluppo e morte di un organismo sociale dato, e la sua sostituzione da parte di un altro, superiore…”

Ecco, contribuire alla morte definitiva dell’“organismo sociale dato” causa di sfruttamento, distruzione e guerre, e alla sua “sostituzione da parte di un altro, superiore…” è il fine ultimo di queste nostre “lezioni” facendo nostro naturalmente il “valore scientifico” dell’opera di Marx.

giovedì 12 marzo 2026

pc 12 marzo - Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar - Manifestazioni in tutto il mondo - Manifestazione internazionale a Zurigo 28 marzo

Campagna Internazionale di Emergenza 

contro l’Operazione Kagaar

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.

Coerenza e continuità rivoluzionarie

Nonostante le pesanti perdite, il movimento rivoluzionario in India rimane saldo sul suo cammino. In diversi documenti pubblici, il CPI (Maoista) ha chiarito che non ci saranno né l’abbandono della lotta armata né la resa allo stato. Invece, il partito analizza apertamente i propri errori, trae insegnamento dalle proprie perdite e si riorganizza sulla base delle mutate condizioni. La guerra popolare di lunga durata resta l'unica via per superare lo sfruttamento, l'oppressione nazionale, il sistema delle caste, il patriarcato e la penetrazione imperialista.

Elemento centrale della repressione è la carcerazione di massa. Grazie a leggi come l'Unlawful Activities Prevention Act (UAPA), in India migliaia di persone sono detenute per anni senza processo. Giornalisti sono criminalizzati per aver pubblicato articoli critici, studenti sono arrestati per possesso di pubblicazioni marxiste e gli attivisti sono torturati e isolati. L'India si presenta a livello internazionale come "la più grande democrazia del mondo", ma in realtà è una prigione per il suo popolo, in cui i diritti democratici fondamentali sono sistematicamente sospesi.

Questo sviluppo non è una caso ma piuttosto espressione della crescente fascistizzazione dello Stato indiano. Sotto il regime dell'Hindutva, le minoranze religiose sono perseguitate, l'oppressione nazionale si intensifica e le proteste sociali vengono affrontate con la forza militare. Allo stesso tempo, l'India funge da pilastro strategico dell'imperialismo americano nell'Asia meridionale e stretto alleato di Israele. L'oppressione interna e un ruolo esterno aggressivo sono due facce della stessa politica.

Importanza internazionale della lotta in India

È proprio per questo che la lotta del popolo indiano ha importanza internazionale. La Rivoluzione di Nuova Democrazia in India rappresenta uno dei fronti più importanti della lotta antimperialista mondiale. La sua sconfitta o vittoria avrà un impatto diretto sui rapporti di forza tra imperialismo e rivoluzione proletaria mondiale a livello mondiale. La solidarietà con la guerra popolare in India significa quindi anche solidarietà con tutti i popoli oppressi e i prigionieri politici in tutto il mondo.

In questo contesto, l'ICSPWI fa appello a una Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar. Obiettivo di questa campagna è denunciare i crimini dello Stato indiano a livello internazionale, esercitare pressione politica, chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici e fornire supporto pratico alle forze rivoluzionarie in India. Azioni, presidi, eventi e pubblicazioni hanno già avuto luogo in numerosi paesi in diversi continenti. Questa mobilitazione si deve ancor più ampliare, approfondire e coordinare.

Appello alla partecipazione

Chiamiamo tutti i compagni e le organizzazioni solidali a partecipare al mese di azione contro l'Operazione Kagaar nel marzo 2026. Il 28 marzo 2026 si terrà a Zurigo una manifestazione internazionale in solidarietà con il movimento rivoluzionario in India.

Oggi più che mai è importante prendere una posizione chiara. L'Operazione Kagaar deve essere fermata. I massacri della popolazione Adivasi devono essere fermati. Tutti i prigionieri politici in India devono essere rilasciati immediatamente. Il sostegno imperialista al regime indiano deve cessare.

La lotta dei rivoluzionari indiani è la nostra lotta. La loro fermezza è un appello a tutti noi a rafforzare la solidarietà internazionale e promuovere la lotta comune contro l'imperialismo, il fascismo e l'oppressione.

STOP OPERAZIONE KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI

VIVA LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

SOLIDARIETÀ CON LA GUERRA POPOLARE IN INDIA!


  • marzo 2026 – Mese si azioni contro l’Operazione Kagaar

28 MARZO- ZURIGO

MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO L’OPERATION KAGAAR

azioni contemporanee in Europa, Nord e Sud America, Sud Asia, Australia e Nord Africa.


International Emergency Campaign Against Operation Kagaar

international Coordination


Per l'Italia e la partecipazione a Zurigo info csgpindia@gmai.com WA 3519575628

gennaio 2026

pc 12 marzo – Iran, i pretesti dell’imperialismo USA per la guerra… che avanza a grandi passi verso la guerra mondiale

 

In una intervista ad un iraniano riportata oggi dal quotidiano Il manifesto si fa l’elenco dei pretesti usati dal nazimperialismo USA e di Israele per scatenare la guerra contro quel paese e dove poi sono andati realmente a parare:

«… prima Netanyahu e Trump dicevano di voler liberare gli iraniani dalla tirannia, poi si è tirato fuori il nucleare che secondo Trump era già stato “obliterato” a giugno, poi Israele voleva lo smantellamento del nostro arsenale missilistico, poi si è parlato di missili capaci di colpire gli Usa e l’Europa. E ancora, prima si voleva il regime change, poi la resa totale dell’Iran, poi è emersa l’idea di coinvolgere le milizie curde contro Teheran. E infine sono stati bombardati i serbatoi di petrolio, con le piogge e l’aria inquinata…” e, infatti, tutti questi pretesti finiscono in “… un atto rivolto non contro il regime ma contro la gente, che muore o finisce in ospedale, e che ora subisce le conseguenze di una catastrofe terribile. E allora la gente ha cominciato a pensare che tra tutte queste azioni una sola cosa era certa: al di là di tanti pretesti, si vuole un Iran distrutto nelle sue strutture di base, indebolito per quanto possibile, se non disintegrato».

“Disintegrato” è esattamente l’obiettivo dell’entità sionista di Israele, mentre non ci sono dubbi che da parte dell’imperialismo Usa, si punti almeno ad un forte indebolimento e certamente a un “cambio di regime” non solo per avere il controllo dell’area dal punto di vista politico e militare, ma anche per il controllo del petrolio, così come fatto con il Venezuela, e soprattutto per tagliare le forniture alla Cina, definito dagli Usa il loro principale nemico.

È questa la “logica” che l’iraniano intervistato “non riesce a trovare in questo conflitto” soprattutto

pc 12 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Referendum costituzionale: tante voci dicono NO! - Smascheriamo le menzogne della Meloni in parlamento

 

pc 12 marzo - L'8 marzo: proletario femminista rivoluzionario internazionalista- dal blog femminismorivoluzionario

pc 12 marzo - Contro genocidio/massacri/repressione in India - Manifestazione internazionalista a Zurigo 28 marzo


Aperta a tutti - delegazione dall'Italia - info csgpindia@gmail.com WA 3519575628

Disponibili materiali, video, interventi diretti e telematici