da avvenire
lunedì 9 marzo 2026
pc 9 marzo - L'Italia è in guerra e la Meloni mente sapendo di mentire e il giornale del papa Avvenire timidamente lo documenta
pc 9 marzo - Il maiale Crosetto chiama i padroni a raccolta per l'economia di guerra
...per l'economia di guerra e i profitti del riarmo e della guerra e pratica verso il popolo la politica dell''armiamoci e partite! come la sua vacanza/affaristica a Dubai ha dimostrato.
Mandarlo a fare in c... e lottare per rovesciare lui e il suo governo!
proletari comunisti
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Crosetto convoca l'industria, 'lavori per rafforzare la difesa'
Un vertice d'emergenza per sollecitare l'industria italiana a rafforzare la difesa, soprattutto aerea. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha riunito in videoconferenza ben 130 persone per fare il punto della situazione: con il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano e con il Direttore nazionale degli Armamenti Giacinto Ottaviani, erano collegati i rappresentanti di diverse di industrie della difesa.
Il ministro ha invitato "a segnalare tutte le proprie disponibilità operative, i programmi in fase di finalizzazione e ogni iniziativa che possa contribuire, in tempi brevissimi, a rafforzare ulteriormente la difesa, specie quella aerea" dell'Italia e anche quella dei "Paesi alleati e dei Paesi amici". Per il ministro, "è di fondamentale importanza che il sistema Paese operi in stretta sinergia e con rapidità di fronte a una
pc 9 marzo - Piantedosi, 'guerra rischia di trasferirsi nelle piazze'. Allerta su corteo 28 marzo - chi semina vento raccoglie tempesta - proletari comunisgti
il lurido e menzognero ministro di polizia della Meloni continua a fare il suo sporco mestiere di attacco e criminalizzazione delle manifestazioni per aizzare polizia e opinione pubblica contro le manifestazioni.
Va denunciato e gli va ricordato che come il grande riuscito e combattivo corteo del 31 marzo a torino ha dimostrato - chi semina vento raccoglie tempesta, e che il movimento quello vero non ha paura , è in grado di 'non fare alcun passo indietro' e di rispondere colpo su colpo' - pc
l'allarme lanciato dal il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, sulle ricadute che la guerra può avere sulle manifestazioni di piazza.
Già lo stesso giorno dell'inizio dell'attacco di Israele e Usa all'Iran, il Viminale aveva disposto l'innalzamento al massimo delle misure di sicurezza non solo ai circa 28mila obiettivi sensibili ma anche in occasione di mobilitazioni ed eventi di rilievo. Ma per il titolare del Viminale è necessario "prestare attenzione alle evoluzioni della discussione pubblica legata alle vicende" internazionali perché con il passare dei giorni "questi conflitti e le ragioni che ci sono dietro si trasformano in contrapposizioni radicali che si trasferiscono sulla piazza".
Parole in linea con l'ultima relazione annuale dell'intelligence che evidenzia come resti "centrale il tema dell'opposizione alla guerra e agli investimenti bellici" nella "evoluzione dello scenario contestativo ed eversivo interno".
L'attenzione è alta, in particolare, sulle reazioni dell'eterogenea galassia antagonista all'attacco in Iran per cogliere eventuali tentativi di saldature tra ambienti diversi con l'obiettivo di ricompattare il 'fronte del dissenso'. Sotto la lente, in particolare, la manifestazione 'Together' lanciata per il 28 marzo a Roma dalla rete No Kings Italia - Contro i re e le loro guerre. Una mobilitazione che si svolgerà in contemporanea nel Regno Unito, in Francia e negli Stati Uniti a cui parteciperanno tante realtà: dagli studenti palestinesi ai movimenti, alla Global Sumud Flotilla.
Ad aderire alla piattaforma anche gli attivisti di Askatasuna, lo storico centro sociale sgomberato a Torino, che hanno dato appuntamento per quel giorno nella Capitale.
Gli organizzatori prendono le distanze dalle parole di Piantedosi etichettandole come "strategia della tensione". Per il coordinamento No Kings Italia "mostrano quanta paura il dissenso mette al governo. Vogliono spaventare chi si prepara a scendere in piazza" attaccano.
Si tratta di "un governo che porta il Paese in guerra - dicono -, punta il dito contro chi la guerra non la vuole e sferra l'ennesimo attacco contro la magistratura". "Meloni, Tajani, Salvini e Piantedosi si possono mettere l'anima in pace: il movimento contro le guerre e per la giustizia sociale non si fa intimidire dai decreti sicurezza e dall'allarmismo mediatico", concludono annunciando che manifesteranno a Roma in "centinaia di migliaia".
pc 9 marzo - Contro l'aggressione guerrafondaia di Trump/Netanyahu, al fianco delle donne iraniane - dal blog femminismorivoluzionario
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| A PALERMO |
pc 9 marzo - Appello a una Giornata Internazionale di Azione Stellantis il 24 marzo
Appello a una Giornata Internazionale di Azione Stellantis il 24 marzo
Non
staremo ad aspettare!
Lottiamo per ogni posto di lavoro!
compagni operai
Stellantis sta attaccando i nostri posti di lavoro, i nostri stabilimenti, il nostro futuro: ha già cominciato con tagli di posti di lavoro, orari di lavoro più lunghi, più pressione per lavorare più velocemente, persino chiusure di stabilimenti!
Gli stabilimenti vengono ridimensionati, i reparti riorganizzati, i posti di lavoro tagliati o lasciati vacanti, il carico di lavoro aumenta e, allo stesso tempo, cresce la precarietà.
Conosciamo lo schema: a una sede non vengono fornite prospettive chiare, i modelli vengono gradualmente eliminati, non si fanno investimenti e, alla fine, dicono che "purtroppo, non c'è più futuro".
Stellantis sta cercando di dipingere questi attacchi come "inevitabili", scaricando la responsabilità sulla "politica" o sulla mobilità elettrica. Ma noi sappiamo che i capitalisti puntano a competere per prevalere nella scena internazionale, per i loro profitti e a nostre spese.
Ovunque, il management usa metodi subdoli per far passare questi attacchi: la divisione, mettendo stabilimenti e paesi l'uno contro l'altro, personale fisso contro lavoratori precari. Sempre altrove c'è qualcosa di più economico. Sempre si aspettano che cediamo, che diventiamo ancora più economici. Alla fine, questo peggiorerebbe la situazione per noi in ogni stabilimento e non salverebbe nessun posto di lavoro.
Ecco perché diciamo: non ci lasceremo dividere. Siamo un'unica forza lavoro in Stellantis, indipendentemente dal Paese da cui proveniamo. Nessuno stabilimento è isolato. Se c'è meno lavoro, sia a causa della mobilità elettrica che di problemi di
pc 9 marzo - Cagliari - libertà per la prigioniera politica spagnola María José Baños - solidarietà in presenza di Soccorso rosso proletario
pc 10 marzo - dichiarazione del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina sull'attacco all'IRAN
in via di traduzione
PFLP condemns U.S.-Israeli attack on Iran
The Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) condemns in the strongest terms the treacherous U.S.-Zionist aggression that targeted the Islamic Republic of Iran this morning. It affirms its principled and unwavering support for Iran—its leadership, people, and army—in its legitimate resistance to this blatant aggression.
This extensive aggression, orchestrated by the U.S. administration and its Zionist partner, represents a stark embodiment of the policies of “colonial barbarity” aimed at imposing absolute hegemony over the region’s resources and wealth, particularly oil. It is a desperate attempt to redraw political maps to serve Zionist-U.S. strategic interests and exposes the true expansionist intentions of this criminal alliance, which lacks any moral or humanitarian restraint and seeks in vain to subdue the will of the people and break the authentic path of resistance.
This brutal attack constitutes a flagrant violation of the UN Charter and the principles of international law that guarantee the sovereignty and territorial integrity of states. In this context, the Front affirms that the Islamic Republic of Iran has the natural and internationally guaranteed right to respond to this aggression by all available means and methods, emphasizing that the aggressor forces alone bear the catastrophic consequences of this dangerous escalation.
This brutal aggression transcends the borders of Iran, its impact extending to the future of the entire region. It represents an expansion of the brutal war of extermination against our people and the peoples of the region, in an attempt to achieve the aggressive and colonial objectives of the criminal Zionist entity and its colonial supporters.
We in the Popular Front view this aggression as a highly dangerous event with far-reaching consequences, requiring the highest levels of resistance and steadfastness, as this is the only effective way to thwart Zionist and U.S. schemes and break the enemy’s arrogance.
In conclusion, we call upon all liberation movements and freedom-loving people worldwide to declare their solidarity with Iran, escalate popular protests in all arenas, and work towards building a broad global front to oppose this protracted criminal war against the peoples of the region, and to bring war criminals in Washington and Tel Aviv to justice before international tribunals.
Glory to the Resistance… and victory to the struggling peoples!
Popular Front for the Liberation of Palestine
Central Media Department
February 28, 2026
pc 9 marzo - Caso Solvay: presidio davanti al tribunale per l’udienza del 12 marzo - infosolidale
Il Movimento “Ce l’ho nel sangue” non è solo una denuncia, è un grido d’appartenenza. Gli attivisti: "Dietro questo processo ci sono corpi, famiglie, territorio...»
ALESSANDRIA – Caso Solvay: la Procura della Repubblica di Alessandria aveva chiuso l’inchiesta nei confronti del polo chimico di Spinetta Marengo contestando a Stefano Bigini (dal 2008 e fino al dicembre 2018 direttore di stabilimento) e Andrea Diotto, (dal 1° gennaio 2013 direttore dell’Unità di produzione fluidi e dal 1° settembre 2018 direttore di stabilimento) un’ipotesi di disastro ambientale colposo.
Imputando, inoltre, all’azienda la responsabilità amministrativa (ex articolo 25 del 18 giugno 2001 con riferimento al reato di disastro ambientale colposo), commessa a vantaggio e nell’interesse dell’ente per il risparmio dei costi di bonifica e la maggiore efficacia della produzione industriale.
Ora dal Gup - Il caso ora è davanti al Gup del Tribunale di Alessandria. Le udienze, in due anni, hanno
domenica 8 marzo 2026
pc 8 marzo - A Tunisi importante manifestazione che unisce la protesta contro la repressione di membri della Flottilla con la solidarietà all'IRAN
Abbiamo informato con materiali diretti per primi in Italia sulla situazione e invitiamo tutti a denunciare e mobilitarsi anche nel nostro paese
Manifestazione a Tunisi per Palestina e Iran, appello per i fermati di Sumud
Corteo contro la 'criminalizzazione' del sostegno a Striscia, solidarietà a Teheran
TUNISI, 08 MAR - Un gruppo di attivisti ha sfilato ieri sera nel centro di Tunisi nell'ambito di una manifestazione pro Palestina e pro Iran, con al centro anche la richiesta di liberazione degli arrestati dei giorni scorsi legati alla Sumud Flotilla. Il corteo, secondo diversi media locali, è partito da Place de la République, nota come Passage, per dirigersi verso il Teatro municipale, nel cuore dell'Avenue Habib Bourguiba. L'iniziativa è stata presentata, nelle convocazioni diffuse alla vigilia, come una marcia di solidarietà con il popolo iraniano contro quella che gli organizzatori definiscono "aggressione americano-sionista", ma anche come protesta contro il giro di vite sulle attività di sostegno alla causa palestinese in Tunisia, che ha portato al fermo negli ultimi giorni di almeno 5 componenti tunisini della Sumud Flotilla, nell'ambito di un'inchiesta per presunta appropriazione indebita e frode legate a donazioni e raccolta fondi per il movimento. Secondo i testi rilanciati da media tunisini e pagine vicine al movimento, la mobilitazione è stata sostenuta dalla Commissione nazionale per il sostegno alla resistenza in Palestina, dalla Rete tunisina contro il sistema della normalizzazione e dalla struttura tunisina della Sumud Flotilla. La manifestazione arriva dopo il fermo di diversi attivisti della Global Sumud Flotilla e dopo i divieti che nei giorni scorsi hanno colpito alcune iniziative collegate alla campagna pro Gaza a Tunisi. Fonti internazionali e regionali hanno riferito del fermo di membri del coordinamento tunisino della flottiglia, vicenda che gli organizzatori della marcia hanno esplicitamente collegato all'appello a scendere in piazza ieri sera. (ANSA)
Tunisie - Liberté pour les combattants, Wael Nawar, Jawahar Shanna et Nabil Al-Shnoufi en Tunisie
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:
condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.
denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.
chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.
Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina
info per l'italia srpitalia@gmail.com
pc 8 marzo - Dobbiamo essere pericolose! Il nuovo foglio del MFPR
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| Diffondetelo - Richiedetelo a WA 3408429376 - mfpr.naz@gmail.com |
pc 8 marzo - Disgustoso comizio guerrafondaio del generale Masiello alla faccia dell'art. 11 della Costituzione - Alla guerra vacci tu, maiale in divisa!
Masiello una pernacchia ti seppellirà!

"Quando la guerra arriva, non chiede permesso", le parole del generale Masiello agli allievi ufficiali
Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito all'Accademia di Modena: ''Dobbiamo prepararci anche all'imponderabile, alla peggiore eventualità''
"Il dovere viene prima dei diritti, sempre". Con queste parole il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, ha scandito uno dei passaggi centrali del suo discorso al giuramento del 207° corso "Fermezza" dell’Accademia militare di Modena.
Davanti agli allievi ufficiali, alle autorità militari e al ministro della Difesa Guido Crosetto, Masiello ha ricordato che il giuramento non è un semplice passaggio formale ma "un patto sacro con la nazione".
"Con il giuramento di oggi non firmate solo un contratto con la Repubblica italiana. Vi impegnate a dare il massimo di voi stessi per la Patria. Fino all’estremo sacrificio, se necessario".
Un passaggio che richiama esplicitamente la dimensione più dura della professione militare: la disponibilità a rischiare la propria vita.
"Non scegliete la guerra, scegliete la Patria"
Nel suo intervento il capo di Stato maggiore ha insistito sul senso della scelta militare. "Non si decide di
pc 8 marzo - Bologna, sgomberi, repressione, multe - il governo dello Stato di polizia semina vento raccoglierà tempesta! Massima solidarietà - proletari comunisti
Pilastro, presidio smantellato. Maxi-multe della Digos a tre attivisti. Applicato il nuovo decreto sicurezza
L’ammenda da pagare va da mille a diecimila euro ed è relativa al mancato preavviso della manifestazione. Ieri sera altra assemblea convocata dal comitato MuBasta, che accusa il Comune: "Non c’è dialogo".

Gli attivisti di MuBasta ieri mattina hanno dovuto smantellare il gazebo allestito in presidio permanente nel parco.
- Articolo: Scontri al Pilastro, i sindacati di polizia: “Le regole vanno rispettate, gli agenti non sono obiettivi”
- Articolo: Guerriglia al Pilastro, smantellato il presidio degli attivisti contro il Museo dei Bambini
- Articolo: Attivisti sul tetto del Comune di Bologna, tutti prosciolti
- Articolo: Protesta a Bologna, operai al lavoro nel parco. Sotto il carcere presidio in solidarietà con gli arrestati
Al parco al Pilastro intitolato ai tre carabinieri uccisi della Uno Bianca il gazebo dei MuBasta non c’è più. Ieri mattina, Digos e polizia locale hanno identificato i (pochi) attivisti in presidio e tre di loro sono stati multati. In applicazione, per la prima volta in Italia, dell’ultimo decreto legge sicurezza in materia di manifestazioni non autorizzate.
I tre, ritenuti tra i promotori e organizzatori del presidio e delle proteste che hanno portato all’abbattimento del cantiere del Museo dei Bambini, hanno ricevuto infatti, oltre a una multa da 400 euro elevata dalla polizia locale per violazione del divieto di ‘campeggio’, le tre nuove sanzioni dalla
pc 8 marzo - Mentre la Meloni fa la belante servetta di Trump e ci trascina al suo carro nella guerra di aggressione USA/Israele all'Iran, l'imperialismo USA prepara provocazioni contro la Cina
Donald Trump: "Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare: è un'ottima leader e un'amica"
di Huffpost
Così scrive il fogliaccio il Giornale non un giornale ma un ufficio informazione dei padroni e governo
Azioni mirate in Cina”: ecco le mosse segrete del Pentagono
Il Pentagono sta usando l’intelligenza artificiale per mappare e penetrare le infrastrutture cinesi
Il Pentagono vuole integrare l’intelligenza artificiale nelle operazioni cibernetiche offensive contro la Cina. L'obiettivo degli Usa? Creare strumenti avanzati capaci di mappare, analizzare e, in caso di necessità, penetrare le infrastrutture critiche di Pechino. Ci sarebbero piani strategici in fase di sviluppo, mentre il Dipartimento della Difesa starebbe effettuando dialoghi serrati con i colossi del settore tech, proprio per implementare sistemi di ricognizione automatizzata. Questi software dovrebbero essere in grado di scandagliare le reti elettriche, i sistemi di distribuzione idrica e le dorsali digitali della Cina alla ricerca di vulnerabilità software, trasformando ogni falla di sicurezza nemica in un potenziale punto di leva strategica in caso di conflitto militare.
La strategia degli Usa
Secondo quanto riportato dal Financial Times, il Pentagono vorrebbe superare il limite umano, spesso
pc 8 marzo - Corteo per votare NO al referendum a Palermo e... Controinformazione contro il governo moderno fascista Meloni
Un corteo vivace e colorato, aperto da un grande striscione “Palermo vota NO” con slogan: “Palermo vota NO! La
Costituzione si difende con questo voto e la lotta” “Siamo tutte e tutti
antifascisti” e con il canto di Bella Ciao in più riprese.
Abbiamo partecipato al corteo diffondendo alcune centinaia di volantini con la nostra posizione tratta dalla Controinformazione rossoperaia, accolti molto bene e diverse copie della Controinformazione il cui titolo centrale “Che governo di m…” è stato ben condiviso e fotografato così come il pannello portato che ha suscitato commenti sul concetto di moderno fascismo, un partecipante in particolare condividendo la frase ha detto che è proprio giusto dire oggi moderno. Ma ci sono stati tanti momenti di discussione anche con giovani studenti, diversi avvocati e avvocatesse e precarie della giustizia che denunciavano la condizione di instabilità lavorativa per nulla risolta insieme agli altri problemi da questa riforma del governo Meloni.
La campagna di propaganda e controinformazione per il NO al
referendum del 22 e 23 marzo continua nei prossimi giorni in alcuni quartieri popolari
e nei posti di lavoro.
pc 8 marzo - Appello internazionale per l'8 marzo nelle fabbriche - Coordinamento Internazionale operai/operaie Auto
International
Coordinating Group
Internationale Koordinierungsgruppe
Grupo Internacional de Coordinación
Grupo Internacional de Coordenação
Groupe de coordination internationale
Gruppo di coordinamento internazionale
1 marzo 2026
Appello dell’ICOG per la Giornata Internazionale della Donna, 8 marzo 2026:
Combattiamo contro l’oppressione, sfruttamento e
discriminazione delle donne in tutto il mondo!
In tutto il mondo, sempre più persone si ribellano contro fascismo, guerra, smantellamento delle conquiste sociali e contro l'offensiva dello sfruttamento sui posti di lavoro. Negli Stati Uniti, sfidando il gelo, molte donne hanno preso parte alla resistenza contro le squadre terroriste dell’ICE di Trump. E Trump ha dovuto ritirarle. Negli ultimi tre anni, circa 30 milioni di persone hanno manifestato contro il genocidio perpetrato a Gaza dal governo israeliano. Aumentano anche le proteste contro i licenziamenti, il lavoro precario nei luoghi di lavoro e tra i giovani, per un futuro senza sfruttamento e oppressione.
Non è un caso che le donne siano in prima linea nelle proteste. Nella nostra società, affrontano molteplici forme di oppressione, sfruttamento e discriminazione. La situazione è aggravata da disastri come le guerre, le calamità naturali, inondazioni, incendi ecc. che spesso portano allo sfollamento di persone, donne e bambini che, in fuga da un paese all'altro, si trovano ad affrontare I rischi della migrazione e oggetto dell'odio di fascismo e razzismo, vittime stupri e violenze.
In alcuni paesi, come il Brasile, la violenza gli omicidi di genere e sono di nuovo in aumento.
Anche in paesi apparentemente stabili e liberi dalla guerra, le lavoratrici subiscono quotidianamente sui luoghi di lavoro lo sfruttamento del capitale monopolistico. Sono particolarmente colpite a per il loro genere e spesso anche per il colore della pelle, in violazione di tutte le leggi vigenti sul lavoro e i diritti umani.
In diversi settori le donne hanno difficoltà a trovare lavoro perché i colleghi maschi hanno priorità
pc 8 marzo - l'Italia non è in guerra? il governo mente / Sigonella, droni Triton statunitensi partiti dalla base in Sicilia e diretti verso il Golfo
info stampa
Gli Stati Uniti non hanno ancora chiesto ufficialmente l'utilizzo di Sigonella per scopi bellici
Negli ultimi giorni diversi droni di sorveglianza statunitensi MQ-4C Triton sono stati osservati decollare dalla base siciliana di Sigonella per missioni di lunga durata dirette verso il Mediterraneo orientale e, con ogni probabilità, verso l’area del Golfo. Il pattern dei voli suggerisce un possibile cambiamento temporaneo nel modo in cui la Marina degli Stati Uniti gestisce le proprie operazioni di intelligence nella regione.
Missioni più lunghe ma basi più sicure
Tradizionalmente, quando questi velivoli senza pilota sono impegnati nel monitoraggio del Golfo Persico, vengono schierati in basi avanzate negli Emirati Arabi Uniti, in particolare nell’area di Abu Dhabi. Da lì possono sorvegliare rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e parte del Mar Arabico.
Negli ultimi giorni, tuttavia, alcuni tracciamenti di volo indicano che determinate missioni di sorveglianza potrebbero essere effettuate direttamente dalla base di Sigonella, in Sicilia. Questa scelta
pc 8 marzo - In piazza solidali con l'Iran in diversi paesi arabi
video https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/07/manifestazioni-proiran-iraq-yemen-notizie/8316479/
Manifestazioni in Iraq e Yemen in sostegno del governo iraniano. Sostenitori Houthi, come si vede nel video, si sono radunati a Sana’a, la capitale dello Yemen, sventolando bandiere iraniane. La stessa scena, anche se con meno persone, si è verificata a Baghdad, in Iraq, coi manifesti della defunta Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.
La solidarietà è stata espressa anche nei confronti del Libano, che ha subito nuovi attacchi israelo-statunitensi venerdì 6 marzo. Il leader degli Houthi ha dichiarato in tv che il suo gruppo è pronto a entrare in guerra.
pc 8 marzo - Torino - prima info - «Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo»: a Torino il corteo per l'8 marzo organizzato da «Non una di meno»
Migliaia di persone hanno sfilato nel centro di Torino nella prima delle tre giornate di mobilitazione per l’8 marzo. Il lungo serpentone, partito da piazza XVIII Dicembre, ha raggiunto piazza Vittorio Veneto a ritmo di musica tra interventi, slogan e fumogeni colorati
Migliaia di persone hanno sfilato sabato pomeriggio, 7 marzo, nel centro di Torino nella prima delle tre giornate di mobilitazione per l’8 marzo. «Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo», recitava lo striscione che ha aperto il corteo organizzato dal collettivo transfemminista Non una di meno.
Il lungo serpentone, partito da piazza XVIII Dicembre, ha raggiunto piazza Vittorio Veneto dopo aver attraversato le vie del centro a ritmo di musica tra interventi, slogan e fumogeni colorati.
La
mobilitazione proseguirà domenica 8 marzo con iniziative diffuse in
vari quartieri della città dalla tarda mattinata fino alla sera. Lunedì 9
marzo, in occasione della giornata di sciopero transfemminista, è previsto a partire dalle 10 un presidio davanti al tribunale di Torino per contestare il ddl Bongiorno: «Se fosse approvato sarebbe un salto indietro inaccettabile e pericoloso, tutela chi ha abusato».
pc 8 marzo - Tajani, Meloni, Crosetto mentono: l'Italia è già in guerra
Tajani ha dichiarato che l'Italia non è in guerra con nessuno. Si tratta dell'ennesima balla a cui il governo Meloni ci sta abituando da quando è al governo, ma in particolare lo fa in questi giorni drammatici per la guerra d'aggressione Usa-Israele all’Iran, che sta progressivamente diventando un incendio di tutta l'area e anche oltre, se si pensa a quello che sta succedendo in Turchia, a Cipro, in Sri Lanka.
Ritorniamo a quello che abbiamo detto all'inizio. Il governo dice che non è in guerra, ma in realtà lo è. Lo è perché ha già messo a disposizione, anche se su questo il governo mente, prima di qualsiasi dibattito parlamentare le Basi presenti sul nostro territorio, basi USA-NATO, basi italiane, e già appare l'elenco delle basi militari già predisposte e messe a disposizione dell'imperialismo americano e di ogni forza che è in allerta ed è pronta a intervenire o già interviene nella guerra contro l'Iran, sia in forme dirette sia in forme indirette, sia in forme di predisporsi a intervenire. Tra queste vi sono chiaramente le basi che già conosciamo, segnaliamo quelle su cui noi intendiamo fare massima opposizione: la base navale di Taranto, le altre basi militari in Puglia e in particolare tutto lo scenario siciliano.
Sullo scenario siciliano auspichiamo che i compagni siciliani di vario ordine e tipo prendano posizione, documentino, scendano in piazza, cosa che ancora non avviene. Non avviene a Palermo, dove pure noi ci siamo, non avviene ancora nelle altre città, mentre sappiamo per certo che la base di Sigonella è già in azione in questo intervento. Sappiamo pure della documentata denuncia preventiva e in campo di Antonio Mazzeo, un ricercatore e attivista del movimento che svolge un lavoro permanente assolutamente necessario per armare di dati e fatti documentati l'azione contro la guerra e non solo contro la guerra, ma in solidarietà con la Palestina, eccetera.
Quindi in realtà l'Italia è già in guerra, è già in guerra perché questo governo appoggia in toto l'azione


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