mercoledì 8 gennaio 2020

pc 8 gennaio - Dal Movimento NOMUOS - La base di Sigonella coinvolta nell'attacco USA all'Iran

Sembra ormai certo che la base Usa di Sigonella ha avuto un ruolo nell’atto criminale di guerra degli Usa nei confronti del generale Soulemani, uno dei principali leader del governo iraniano.

Nonostante la segretezza dell’operazione è possibile ricostruire la dinamica dell’attacco partendo da alcuni elementi.
Il drone MQ9 – Reaper con cui è stato effettuato l’attacco copre una distanza di 1550 miglia, equivalenti a 1850 chilometri. La distanza tra Sigonella e Bagdad è di 2680 km in linea d’aria. Questo escluderebbe un ponte diretto dalla Sicilia e rende più plausibile l’utilizzo di una delle tante basi per droni ospitate intorno all’area mediorentiale (Kuwait, Emirati Arabi, Qatar e lo stesso Iraq). Alcune fonti in particolare suggerirebbero la partenza dal Qatar.
Possiamo per questo sentirci assolti? Nemmeno per sogno.
Almeno dal 2016 la base siciliana infatti ospita i nuovi MQ9Almeno dal 2016 la base siciliana infatti ospita i nuovi MQ9, aggiornamento del MQ1, con il benestare del governo italiano. Ciononostante lo stato italiano ha posto alcuni vincoli all’utilizzo degli aerei senza pilota attraverso degli accordi bilaterali approvati con le comunicazioni 135/11/4^ Sez. del 15 settembre 2012 e 135/10063 del 17 gennaio 2013.
Questi vincoli prevederebbero la necessaria informazione da parte degli Usa del governo italiano. Comunicazione che, apprendiamo da svariate fonti di stampa, non è mai avvenuta.
Ancora una volta chi ci governa si dimostra il servo sciocco degli interessi imperialisti del governo

pc 8 gennaio - Sabato manifestazione a Torino per liberare Nicoletta, per liberare tutte e tutti

Appello NOTAV Ci vediamo a Torino! Ore 13,30 Piazza Statuto
Condanne assurde con pene gonfiate a piacimento e senza i benefici di rito come la condizionale anche per chi è incensurato.
Da tempo sulla vicenda della Torino Lione la politica di qualsiasi colore ha perso, grazie alla nostra resistenza, e ha lasciato mano libera alla magistratura che lavora con metodo a colpirci individualmente per cercare di spaventare tutti e tutte.
E bene ricordare che nel caso di Nicoletta e di altri 11 notav, le condanne commutate sono pene altissime, senza benefici e nella maggior parte dei casi verso persone che reggevano uno striscione o parlavano ad un megafono.
Richieste esagerate fino ai 3 anni di reclusione, passate a 1 per Nicoletta e 2 per gli altri, come se fossimo ad un’asta.
A breve si potrebbero aprire le porte del carcere per gli altri No Tav ed è per questo che Nicoletta ha

pc 8 gennaio - Passa quasi sotto silenzio la morte di un giovane operaio alla Sevel

Il 2 gennaio a Chieti, operaio di 29 anni muore schiacciato da un macchinario alla Sevel di Atessa. Stava lavorando alla manutenzione


Si chiamava Christian Perilli e aveva 29 anni l’operaio morto venerdì mattina alla Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, schiacciato da un supporto di ferro di un impianto robotico. Il giovane veniva da Pignataro Interamna, in provincia di Frosinone, ed era impiegato della ditta esterna Sinergia, che si occupa di manutenzione degli impianti. L’operaio stava realizzando un intervento per conto della Comau, società del gruppo Fca. La Sevel è una joint venture tra Fca e Psa.
L’incidente è avvenuto dopo mezzogiorno nel reparto lastratura, la cui area è stata transennata e posta sotto sequestro dal pubblico ministero Serena Rossi.  In quei giorni la Sevel era chiusa per le ferie natalizie ed erano in corso i lavori di manutenzione alle linee di produzione.
 Christian Perilli, originario della provincia di Frosinone, è morto schiacciato da un elevatore che movimenta le fiancate sinistre del Ducato e che gli è caduto addosso mentre stava sostituendo un tirante... stava effettuando alcuni interventi di manutenzione in lustratura ed era un dipendente della Comau, un ditta esterna ex gruppo Fiat. In questi giorni, infatti, la fabbrica è chiusa per le festività natalizie. ATESSA.
Sono sei le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Cristian Terilli, il 28enne operaio di una ditta esterna rimasto schiacciato da un elevatore mentre faceva manutenzione nello stabilimento Sevel di Val di Sangro. Si tratterebbe di responsabili di Fca e delle ditte Comau, società del gruppo che si occupa di impiantistica tecnologica e robotica, e Sinergia, di cui Terilli era dipendente.
Cristian Terilli aveva 28 anni Cristian Terilli aveva 28 anni
A questa società, che ha la sede operativa a Piedimonte San Germano (Frosinone) e quella legale a Napoli, la Comau ha subappaltato l’intervento di manutenzione alla Sevel di Atessa. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati nella giornata di ieri. Un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare i propri consulenti e prendere parte all’autopsia che si terrà martedì 7 gennaio, alle 10, nell’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. La Procura di Lanciano (pm Serena Rossi) ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha affidato gli esami necroscopici al medico legale Domenico Angelucci. La morte del giovane manutentore di Pignataro Interamna, nel Frusinate, ha destato cordoglio e indignazione in tutta Italia.

leggi anche: Cristian Terilli, 28 anni, il lavoratore morto alla Sevel Tragedia alla Sevel, muore a 28 anni lavoratore ditta esterna Giovane del Frusinate schiacciato da un elevatore nel settore lastratura. 
Un’altra vittima sul lavoro ad appena tre giorni dall’inizio del nuovo anno. Una morte che fa ancora più male poiché il 28enne era sposato e padre di due bambini di 2 e 6 anni. ntervento di manutenzione alla Ute (Unità tecnologica elementare) 1, nel reparto Lastratura. Stava sostituendo i tiranti di un elevatore che movimenta le fiancate sinistre del Ducato. Pochi minuti dopo le 12.30 la tragedia. Un castelletto di traslazione si è staccato e gli è caduto addosso. 

pc 8 gennaio - Lo sfruttamento operaio in una sentenza alla Sevel di Atessa

Sentenza n. 111/2019 del 23/09/2019, scaricabile al seguente link: https://static-www.cityrumors.it/wp-content/2019/09/img20190923_16370381.pdf



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pc 8 gennaio - La Spezia: «Sessanta navi militari contengono amianto»

È quanto emerge da una relazione elaborata dalla Marina. Fibra presente negli impianti di riscaldamento e sale mense

La Spezia - Sessanta delle 136 navi militari ancora in servizio contenenti amianto, sono dislocate alla Spezia. La fibra è ancora all’interno degli impianti, delle caldaie, o di parti comuni come le sale mense. La città, che vanta il tristissimo primato di vittime per patologie correlate all’esposizione all’amianto, si conferma al centro di un problema gravissimo. Anni e anni di lavorazioni cantieristiche civili e militari, senza alcuna protezione, hanno già portato troppe morti. E ciononostante l’attenzione spezzina al problema appare modesta, fatte salve poche eccezioni.
Le cifre compaiono nella relazione della Marina Militare, pubblicata dal Fatto Quotiano, e sono emerse dopo l’emendamento con cui i 5 Stelle hanno ottenuto di estendere alle navi militari 12 milioni di euro destinati alle bonifiche. E i conti non tornano. Nel 2012, rispondendo ai parlamentari Radicali, la Marina disse che le navi con amianto erano 155, di cui oltre 30 già tutte bonificate, più 70

martedì 7 gennaio 2020

pc 7 gennaio - Turchia/carceri: a fianco degli artisti rivoluzionari del Grup Yorum contro la repressione fascista del regime di Erdogan



Membro del Grup Yorum in carcere inizia il digiuno fino alla morte
retekurdistan
5 gennaio 2020
L’artista del gruppo musicale Grup Yorum incarcerato in Turchia, Ibrahim Gökçek, è entrato in un digiuno fino alla morte. Dal 1 marzo 2019 complessivamente cinque membri del gruppo musicale di sinistra Grup Yorum sono in sciopero della fame. Tre di loro sono in carcere, tra cui anche Ibrahim Gökçek, che si trova nell’istituto di pena di Silivri a Istanbul. Gökçek ora ha reso noto di aver trasformato la sua azione in un digiuno fino alla morte. Ha iniziato il digiuno fino alla morte venerdì scorso, nel 200° giorno di sciopero della fame.
L’avvocato di Gökçek, Hüseyin Bogatekin dell’associazione dei giuristi libertari (ÖHD), rispetto alle condizioni del suo cliente ha dichiarato: „Ibrahim ha avuto grosse difficoltà a presentarsi al nostro ultimo incontro perché non riusciva quasi a camminare. Ha perso molto peso. Il suo volto è molto scavato. Ha problemi anche a parlare perché la sua bocca si secca rapidamente. La debolezza fisica si vede molto chiaramente.“

Nonostante le sue condizioni, il suo cliente sarebbe intenzionato a continuare l’azione fino a quando non ci sarà risposta a tutte le richieste degli scioperanti. I membri del Grup Yorum con la loro azione chiedono la liberazione dei componenti del loro gruppo in carcere, la revoca degli ordini di arresto e la fine del divieto di fare spettacoli in pubblico per il loro gruppo.

pc 7 gennaio - Nicoletta Dosio: «No a richieste di grazia che riguardino solo me»

Sono invece favorevole, in linea di principio, a un provvedimento generalizzato di «amnistia sociale» che riguardi i reati connessi ai comportamenti (come le occupazioni abusive di alloggi) dettati dall’aggravamento della povertà prodotto dalla crisi economica negli ultimi anni.

pc 7 gennaio - Sardegna - “No alla guerra imperialista”, sit-in davanti alla base di Decimomannu.





pc 7 gennaio - ArcelorMittal dal blog Tarantocontro - AFO 2 e lotta operaia - info

EX ILVA - Afo 2 continua . intanto operai in Cigs scendono in lotta

Afo 2 - il tribunale decide per la continuità concedendo una proroga della facoltà d'uso
per noi la questione non cambia - dobbiamo lottare ora contro il piano Mittal Governo e da parte nostra come abbiamo già detto appoggiamo intanto tutte le iniziative di lotta - vedi l'odierna dei cassintegrati AS -
promuoviamo dal 10 una settimana di chiarimento e indicazione agli operai in tutte le portinerie che porti a una iniziativa generale di lotta


Taranto, operai ex Ilva bloccano l'accesso all'Eni: autocisterne ferme all'esternox Ilva, 

i lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria che nelle intenzioni del governo sarebbero le prime vittime sacrificali della resa ai voleri di Mittal. USB ha chiamato tutti alla lotta davanti ai cancelli della raffineria Eni contestando al governo la mancanza del rinnovo dei provvedimenti a sostegno del reddito dei lavoratori in cassa integrazione.
Venerdi 10 gennaio è convocata una nuova assemblea dei lavoratori Ilva As per decidere come proseguire la mobilitazione.

Taranto, operai ex Ilva bloccano l'accesso all'Eni: autocisterne ferme all'esterno
- Un gruppo di lavoratori dell'Ilva in amministrazione straordinaria aderenti all'Usb ha occupato dalle prime luci del mattino la bretella stradale tra il siderurgico ArcelorMittal e la raffineria Eni, nei pressi del varco mezzi pesanti, bloccando l'accesso ai cancelli.


Protestano per il mancato rifinanziamento dell'integrazione salariale per oltre duemila cassintegrati. Hanno occupato la sede stradale con alcune auto. Sul posto ci sono anche pattuglie della polizia. Sono in cassa integrazione i 1.600 lavoratori rimasti all'Ilva in amministrazione straordinaria e attualmente in Cigs e i lavoratori ArcelorMittal in cassa ordinaria (per un massimo di 1.273 operai la Cigo è stata prorogata il 30 dicembre per altre 13 settimane).

... si chiede il rifinanziamento dell'integrazione salariale al 10% per i cassintegrati e l'apertura di un tavolo di discussione sul Dl Taranto.

Giovedi 9 gennaio ore 17,30 presso Slai cobas sc via Livio Andronico, 47 il piano della settimana di mobilitazione Ilva - per non "morire di attesa"! 



pc 7 gennaio - NO alla guerra contro l'Iran - manifestazioni in USA

Dopo l'assassinio mirato del generale Qassem Suleimani, capo della Quds, forza armata delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, da parte dell'imperialismo USA a guida Trump, una nuova guerra del Golfooggi contro l'Iran- è all'ordine del giorno
E' importante segnalare che negli USA un nuovo movimento contro la guerra sta muovendosi e sta organizzando cortei e iniziative.
Il 5 gennaio in più di 80 città si sono svolte manifestazioni per dire "NO alla guerra contro l'Iran" e per il ritiro degli Stati Uniti dall'Iraq.




In un comizio a Los Angeles è stato detto: "siamo in grado di costruire un paese senza miliardari, dove affrontiamo le vere guerre - le guerre di povertà, razzismo e militarismo. Queste sono le guerre a cui si preoccupano i lavoratori. Il vero nemico sono proprio qui a casa".

Il 25 gennaio si stanno preparando proteste contro una nuova guerra in Medio Oriente. 



Combattere il proprio imperialismo è il primo dovere di chi è dalla parte dei popoli, dei lavoratori, contro la propria borghesia. 
Invece sovranisti, fascisti e tutta questa feccia similare che si riempie la bocca di "popolo" ma che spinge per la difesa degli interessi nazionali sono i servi dell'imperialismo. 
... il proletariato è ora che si attrezzi a combattere la propria guerra contro la borghesia imperialista, il suo Stato, i suoi governi.

pc 7 gennaio - ROSARNO 2010-2020: DIECI ANNI DI LOTTE E DI RESISTENZE. DIECI ANNI DI VIOLENZE, REPRESSIONE E ABUSI DELLA POLIZIA

Oggi, 7 gennaio 2020, sono dieci anni dalla rivolta di Rosarno. Da quel giorno non solo l'Italia intera venne a conoscenza delle condizioni di vita e di lavoro delle persone immigrate presenti nei ghetti e nelle case abbandonate delle campagne calabresi (e non solo). Ma soprattutto, a partire da quel momento, si è andato articolando un forte e radicato percorso di autorganizzazione e di lotta delle donne e degli uomini immigrati presenti in quei territori, che nel tempo ha avuto il merito di raggiungere importanti risultati e di tenere alta l'attenzione su questioni cruciali come la gestione dei flussi migratori e l'organizzazione del lavoro, cercando sempre di coinvolgere anche la componente autoctona. Come ben sappiamo sono stati anche dieci anni di violenze inaudite, morti, omicidi,

pc 7 gennaio - 15 ANNI FA... 7 GENNAIO 2005

Il disastro ferroviario di Crevalcore. Alle ore 12.45 a Bolognina di Crevalcore (a 30 km da Bologna) scontro frontale tra il treno merci proveniente da Bologna e l’interregionale partito da Verona. Persero la vita 17 persone: 5 ferrovieri e 12 viaggiatori.
50 i feriti, di cui alcuni molto gravi. Lo scontro frontale sulla linea a binario unico fu devastante. Le prime due carrozze dell’interregionale si accartocciarono, stritolando e frantumando i corpi ...
Come si concluse il processo? Moretti assolto, l'unico colpevole, Vincenzo di Biase, il macchinista deceduto.
Una sentenza vigliacca, assolutoria e sottomessa ai poteri forti, di condanna con chi aveva perso la vita.
Sappiamo come andarono le cose a Crevalcore e nelle aule di quel Tribunale, come sappiamo, fino ad oggi, come sono andate le cose a Viareggio e nelle aule di 1° grado e d'Appello.
La solidarietà, l'unità, la lotta, la mobilitazione permanente e sistematica, sono elementi e requisiti che, a differenza di Crevalcore e di tante altre stragi impunite e dimenticate, non devono consentire il ripetersi di simili misfatti di natura politica, istituzionale e processuale.
COORDINAMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI AUTOCONVOCATI PER L'UNITA' DELLA CLASSE

mercoledì 1 gennaio 2020

pc 1 gennaio - Mobilitazione e Lettera dal carcere di Nicoletta Dosio

L'AQUILA

MILANO
TORINO AL CARCERE A MEZZANOTTE
                                                             
NICOLETTA DAL CARCERE
"Sto bene, sono contenta della scelta che ho fatto perché è il risultato di una causa giusta e bella, la lotta NoTav che è anche la lotta per un modello di società diverso e nasce dalla consapevolezza che quello presente non è l’unico dei mondi possibili.
Sento la solidarietà collettiva e provo di persona cosa sia una famiglia di lotta. L’appoggio e l’affetto che mi avete dimostrato quando sono stata arrestata, e le manifestazioni la cui eco mi è arrivata da lontano, confermano che la scelta è giusta e che potrò portarla fino in fondo con gioia.
Parlo di voi alle altre detenute e ripeto che la solidarietà data a me è per tutte le donne e gli uomini che queste mura insensate rinchiudono.
In questo stesso carcere ci sono anche altri cari compagni, Giorgio, Mattia e Luca che sento più che mai vicini ed abbraccio.
Un abbraccio ed un bacio a tutte e tutti voi.
Siamo dalla parte giusta.
Avanti NoTav!"

pc 1 gennaio - India - Il PCI (maoista) denuncia il regime fascista di Modi per l'attacco alle proteste contro la legge di cittadinanaza antimussulmana


       in via di traduzione

CPI Maoist Denounce Fascist Modi Regime For Attacks On Protestors Against CAA

Kozhikode: CPI (Maoist) has alleged that the Modi-Amit Shah-Yogi axis, with the help of the corporates, is trying to soak in blood the agitation against the Citizenship (Amendment) Act (CAA).
In a statement, Jogi, the spokesperson of the Western Ghats special zonal committee of the Maoists, said the fascist regime has resorted to an unheard-of practice of attaching the properties of the agitators.
He said that all communication channels have been blocked and prohibition orders have been imposed with the intention of keeping the people in the dark on the oppressions. People who believe in fraternity and pluralism have joined the massive agitation against the law. “It is a welcome movement against the hidden agenda of the Sangh Parivar,” the statement said.
The country as a whole has risen to the occasion to deal with the extraordinary situation. The current controversy is also a subtle move to divert the attention from the acute economic crisis the country is facing.
Jogi said students have a significant role in spreading the agitation throughout the country. All those who question the regime are being branded as anti-nationals, he said.
The statement said that the CAA was not meant for ejecting Muslims alone. “The Act is reminiscent of the ethnic cleansing carried out by the Nazis and the Zionists,” Jogi said. Maoists called upon the people of all sections to open new war fronts to force the government to withdraw the CAA.

pc 1 gennaio - Le proteste a Tunisi contro Erdogan

TÚNEZ: Protestas contra la visita del satrapa Erdogan.

Protesta contra Erdogan en Túnez: ¡Ladrón y terrorista!
Activistas de la sociedad civil organizaron una manifestación frente a la embajada turca en Túnez en protesta por el presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, quien visitó la ciudad hace cuatro días, el 25 de diciembre.
Los manifestantes protestaron contra la participación del estado turco en la crisis de Libia y pidieron a Túnez que mantenga su actitud imparcial.
Los activistas afirmaron que Erdogan intentó hacer de Túnez un cómplice de sí mismo en Libia.
La Oficina del Presidente de Túnez, por otro lado, declaró que el acuerdo entre Turquía y el Líbano no se discutió durante la reunión, y agregó que Túnez nunca será parte de ninguna alianza.
A pesar de la negativa, los activistas tunecinos protestaron por la «intervención turca» en Libia. Al pedir una solución negociada en Libia, la multitud señaló que el país ya ha sufrido grandes pérdidas y daños debido a las intervenciones extranjeras.
Una pancarta exhibida por los manifestantes representaba al presidente turco con una barba y sangre similar al ISIS, definiéndolo como «ladrón y terrorista».
El estado turco está comprometido en una cooperación militar concentrada con el gobierno islamista de Libia, con sede en Trípoli. Se espera que el parlamento de Turquía, controlado por Erdogan, apruebe un mandato de acción militar para Libia en enero.
Fuente: ANF

pc 1 gennaio - Manifesto nazionale proletari comunisti per Nicoletta