Lo facciamo nel 70° della strage perché quanto successo alla cerimonia di commemorazione è lo specchio da un lato del sistema capitalista e dall'altro l'avanzare della "guerra" e del razzismo ai lavoratori, i migranti, a livello globale lanciata dai governi reazionari e fascisti e in particolare dal fascista governo Meloni. E quanto successo a Marcinelle ne è la spiegazione. Partiamo dalla contestazione a La Russa e l'attacco alla CGIL:
Marcinelle, scontro tra FdI e Cgil: i belgi voltano le spalle a La Russa
La cerimonia a 70 anni dalla strage. Fidanza: vergogna, stava leggendo il messaggio di Mattarella. Meloni si associa. Ma Landini nega: «Non siamo stati noi». E un sindacato rivendica il gesto
quì emergono alcune questioni: 1) il messaggio di Mattarella, che di fatto rivendica quell'accordo
(infame), ma che è l'essenza della concezione del capitale, in cui gli operai sono una merce scambiata con altra merce il carbone in questo caso, che ci dice che questo sistema considera meno di niente la vita operaiae tutto questo ci porta al secondo punto; 2) la destra fascista si appunta questa concezione e prassi nella sua applicazione interna
La protesta prima della cerimonia, i sindacati di spalle e lo scontro sulla Cgil: cosa è successo a Marcinelle
E Landini flirta con il sindaco (anti Meloni)
La Cgil sporca il ricordo di Marcinelle. Meloni: “Gesto grave e vergognoso”
Il centrodestra all’attacco di Landini e Schlein: "Prendano le distanze dai loro colleghi belgi”
che tradotto significa rivendicare le politiche razziste, caporalato di stato e impunità per i padroni. E questo lo possiamo vedere in parallelo con quello che era la situazione degli operai italiani, ma non solo, e delle loro famiglie
e questo non lo vediamo nei cantieri; nei campi; dove i nostri fratelli di sangue provenienti dall'Africa-dall'Est Europa-dall'Asia, che fuggono dalla miseria e le guerre imperialiste che opprimono i popoli? Lo vediamo e come e a testimonianza di ciò riportiamo una intervista di un minatore che a Marcinelle ha lavorato
Documento 5
Intervista ad un minatore italiano in Belgio
1.Ho lavorato trent’anni nelle miniere di carbone. Cioè abbiamo lavorato per trent’anni insieme ai topi, perché sotto la miniera era pieno di topi, però nello stesso tempo era proibito ammazzare i topi, perché gli ingegneri, i direttori ci avevano spiegato direttamente che in caso di pericolo, in caso di grisù, di gas, il topo scappava via, e il topo scappava via, andava sempre nella parte dove c’è un po’ di aria. E allora ci avevano spiegato gli ingegneri che noi dovevamo seguire i topi.
2.Io mi ricordo benissimo che avevo vent’anni quando son partito. A Milano nella Caserma Sant’Ambrogio, là erano presenti i dottori italiani e i dottori belgi; siamo rimasti per tre giorni e due notti nella Caserma Sant’Ambrogio a Milano per passare le visite. Io ho visto tanti di quei miei compagni piangere perché non erano stati idonei al duro lavoro delle miniere e dovevano tornare indietro, malgrado che in quei tempi qualcuno avesse venduto anche i lenzuoli e le coperte per poter affrontare quel viaggio della disperazione.
3.Il primo giorno che siamo scesi sottoterra francamente c’è stato un po’ di brivido, specialmente quando siamo entrati nell’ascensore. Io mi ricordo ci stava un friulano e ha chiesto all’ingegnere: – Io devo entrare lì dentro? Ha detto – Sì. – E quella corda quanto è lunga? – Quella corda è lunga 1.500 metri Ha preso la rampa, l’ha consegnata all’ingegnere e ha detto: – Tieni, se vuoi scendere scendi te, che io non scendo.
Fonte: intervista a Lucio Parrotto, minatore in Belgio, Rai3, La Grande Storia, 29.1.2018, Italiani con la valigia,
e ora passiamo all'altra questione: 3) la contestazione, giusta e sacrosanta del FgtB, al fascista La Russa e l'ignobile posizione di Landini
che mostra come la Cgil e il suo riferimento politico, PD, non solo hanno abbondonato la difesa dei diritti dei lavoratori ma anche di aver fatto carta straccia dei valori della Resistenza Partigiana di cui oggi c'è necessità
Marcinelle, FdI pubblica una foto e attacca la Cgil: “Esponenti di spalle durante l’intervento di La Russa”. Meloni: “Vergognoso”. Ma a rivendicare il gesto è un sindacato belga
Il segretario generale Landini aveva subito replicato all'accusa: "Fidanza deve aver preso un colpo di sole".
«Ci siamo voltati di spalle perché siamo antifascisti»
Mario Di Vito
Marcinelle 1956 - 2026 La contestazione a La Russa. Meloni accusa la Cgil, che nega. Rivendica la Fgtb. Il Partito del lavoro: «La memoria non si negozia»
Vincent Pestiau, segretario regionale del sindacato belga Fgtb di Charleroi ha rivendicato l’azione compiuta da un gruppo di lavoratori belgi in occasione della presenza di un fascista di nome Ignazio La Russa.
“Tutti i compagni dell’Fgtb si sono girati, perché noi siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi Fratelli d’Italia è un partito di estrema destra. Noi siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro presenza non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l’immigrazione italiana”, ha detto il compagno Pestiau.
da questo punto di vista occorre riprendere l'internazionalismo proletario verso la via per cambiare lo stato di cose presenti e per questo riprendiamo Marx e Engels:
Marx e Engels nel Manifesto del partito comunista:«il proletario è senza proprietà, il moderno lavoro industriale, il moderno asservimento al capitale, identici in Francia, come in Inghilterra, in America come in Germania lo hanno spogliato di ogni carattere internazionale».

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