mercoledì 1 luglio 2026

pc 1 luglio - Ministri imbroglioni truccano i dati dei morti sul lavoro

 

Morti lavoro: i numeri sbagliati della ministra

di Carlo Soricelli (*)

Dichiarazioni istituzionali della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone diffondono una narrazione parziale basata esclusivamente sui dati INAIL (sostenendo un calo negli ultimi quattro anni) mentre i dati reali – raccolti e storicizzati dall’«Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro» – mostrano una realtà opposta. Escludendo i soli confini delle denunce protocollate e calcolando la totalità delle vittime reali (incluso il lavoro nero e i non assicurati a INAIL), i decessi complessivi registrano un incremento del 15% rispetto alle cifre ministeriali e con ben altri numeri: 558 morti sui luoghi di lavoro al 30 giugno che superano i 750 con l’ “itinere”.

Qui sotto il Report dei primi sei mesi.

La foto del povero giovane portapizza Andrea Salvati morto due giorni fa. Andrea era in regola ministra Calderone? e dunque sarebbe tra i “suoi” morti?

Report «Vittime sul lavoro nei primi 6 mesi 2026»

Al 30 giugno 2026, lo scenario dei decessi legati al lavoro in Italia mostra un quadro drammatico, con una forte incidenza dei settori legati alla movimentazione e all’agricoltura.

I Numeri Complessivi

  • Morti sui luoghi di lavoro: 554 vittime registrate dall’inizio dell’anno.
  • Totale con “In Itinere” e altre categorie “invisibili”: Il dato parziale (aggiornato a maggio) tocca già quota 761 vittime.
  • Media storica di riferimento (2025): Ogni 24 ore sono morti in media 3,95 lavoratori (sabati e domeniche inclusi).

I Settori Più Colpiti

Il report evidenzia una particolare criticità per due categorie specifiche, che insieme rappresentano una quota enorme dei decessi sui luoghi di lavoro.

1. Schiacciati da Trattore (Agricoltura)

  • Vittime nel 2026 (parziale): 82 morti.
  • Confronto con il 2025: Nel corso di tutto l’anno precedente i decessi erano stati 144. La proiezione a metà anno mostra che il trend rimane altissimo e drammatico.
  • Contesto: Il fenomeno colpisce spesso sia i lavoratori agricoli professionali sia i coadiuvanti o pensionati, legandosi strettamente al tema delle “vittime fragili”.

2. Autotrasportatori

  • Vittime nel 2026 (parziale): 93 morti.
  • Confronto con il 2025: Nel 2025 il totale era stato di 169 decessi. L’autotrasporto si conferma la categoria singola con il più alto numero di vittime in questi primi sei mesi.
  • Fattori di rischio: Questa categoria risente enormemente dei ritmi di lavoro serrati, della stanchezza e delle problematiche stradali, aggravando anche il bilancio dei decessi nei tratti autostradali regionali.

Altre Categorie Monitorate

  • Karoshi (da superlavoro): 51 vittime (rispetto alle 111 totali del 2025).
  • Infortuni domestici: 36 vittime (81 nel 2025).
  • Taglialegna: 21 vittime (raggiunto già il totale dell’intero 2025).

Identikit delle Vittime: Anzianità e Vulnerabilità

  • Le Vittime Fragili: Gli ultra-sessantenni e ultra-settantenni deceduti sono ben 179, rappresentando il 32% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’Osservatorio correla direttamente questo dato alle riforme pensionistiche che hanno allungato l’età lavorativa anche per mansioni usuranti e pericolose (come, appunto, gli autotrasportatori), dove la prontezza dei riflessi, la vista e l’udito possono essere ridotti.
  • Lavoratori stranieri vittime in loco: 103 morti (pari a circa il 18,6% del totale dei decessi registrati direttamente sul posto di lavoro).
  • Rischio reale: Questo balzo rispetto al dato parziale precedente conferma in modo matematico che il rischio di mortalità per i lavoratori stranieri è più che doppio rispetto ai colleghi italiani, se rapportato alla percentuale effettiva di occupati nel tessuto produttivo.

  • Genere: Le donne registrano un’incidenza minore di decessi direttamente “in loco”, ma subiscono un forte impatto nei casi in itinere, spesso a causa del forte stress legato alla conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia.

Geografia della Strage (Top Regioni)

L’analisi territoriale dell’Osservatorio computa nei dati regionali anche i decessi avvenuti nei rispettivi tratti autostradali:

  1. LOMBARDIA: 75 sui luoghi di lavoro (101 con in itinere). Province principali: Brescia (23), Bergamo (12), Milano (10), Mantova (10).
  2. VENETO: 66 sui luoghi di lavoro (91 con in itinere). Province principali: Treviso (18), Vicenza (11), Verona (10), Padova (10), Venezia (10).
  3. TOSCANA: 47 con in itinere (Lucca registra 10 vittime).
  4. CAMPANIA: 46 sui luoghi di lavoro (63 con in itinere). Provincia principale: Napoli (17), Salerno (10).
  5. EMILIA-ROMAGNA: 37 sui luoghi di lavoro (54 con in itinere). Provincia principale: Bologna (8).
  6. PIEMONTE: 37 sui luoghi di lavoro (49 con in itinere). Provincia principale: Torino (26).

Analisi delle Cause Politiche e Strutturali

L’Osservatorio individua precise responsabilità legislative e strutturali dietro l’andamento di questi dati:

  • Estensione dell’Età Pensionabile (Legge Fornero): Ha costretto al lavoro in mansioni ad alto rischio persone anziane con fisiologici acciacchi o minori riflessi.
  • Liberalizzazione degli Appalti a Cascata (Normativa 2023): Viene stimato un incremento del 15% dei decessi, specialmente nei settori dell’edilizia e dell’autotrasporto, a causa della frammentazione dei controlli. Un caso simbolo citato è il cantiere Esselunga di Firenze (5 morti con 56 aziende coinvolte nel subappalto).
  • Precarizzazione e tutele (Jobs Act 2015): Viene calcolato un aumento storico dei decessi del 43% a seguito della rimozione delle tutele dell’Articolo 18.
  • Coinvolgimento Pubblico: Viene evidenziato come 3 delle ultime 6 grandi stragi sul lavoro siano avvenute in aziende a partecipazione statale (i casi di Brandizzo nelle ferrovie, Suviana con Enel e Cavenzano con Eni).

 

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