martedì 30 giugno 2026

pc 30 giugno - Evoca - Electrolux: contro il caldo e lo sfruttamento padronale le lavoratrici, i lavoratori non ci stanno e lottano - Una battaglia giusta da estendere


martedì 30 giugno 2026

EVOCA PER L'EMERGENZA CALDO SCIOPERO INDETTO DALLO SLAI COBAS SC

 

Non vogliamo essere un fenomeno per i titoli dei giornali vogliamo ribellarci non essere condannati a produrre così difendiamo salute e sicurezza in fabbrica anche dal caldo

Le ordinanze, dove ci sono, sono indirizzate sostanzialmente a chi lavora esposto direttamente al sole. Dal 1 luglio entrerà in vigore un decreto per finanziare la cassa integrazione per condizioni climatiche estreme sia per l’agricoltura che per l’industria. Ma è un decreto del governo Meloni, quello attento a non ostacolare ‘gli imprenditori che producono’. Già depotenziato dimezzando da 33 a 15 i già pochi milioni stanziati nel 2025 e’ debole di fronte ai padroni che non vogliono fermare le linee e usano ogni mezzo per mandare avanti la produzione.

Invece le operaie e gli operai nei reparti, sulle linee di montaggio, sanno bene come sia pericolosa ‘la normalità della produzione’ come i capannoni diventano forni, trappole di umidità soffocanti ed i ritmi di lavoro devastanti.

Ma con i loro comunicati copia incolla delegati e loro sindacati condividono le preoccupazioni dell’azienda per ogni piccolo fermo che possa ritardare la macchina del profitto.

Tant’è che mentre le operaie hanno inziato a scioperare per l’emergenza caldo/umidità con Slai Cobas, negli ultimi comunicati sindacali parlano di incontri RSU/Azienda, di problemi produttivi, di piani per gli orari estivi per l’anno prossimo, di distributori di gelati a pagamento… da mettere nei reparti che nessuno ha chiesto.

Dimostrando quanto siano lontani dalla condizione di sfruttamento operaia

delegati e sindacati Fiom Fim Uilm nel loro complesso e qui in particolare. Ciechi persino ai casi di buon esempio di lotta che pure arrivano anche dalle loro file.

Il caldo è un’emergenza perché il sistema di sfruttamento del capitale ha raggiunto un livello di distruzione e saccheggio enorme dell’insieme della natura. L’emergenza caldo è sempre più normalità anno dopo anno e questa andata di calore è stata ampiamente annunciata.

Ma per affrontarla servono ancora gli scioperi operai!

Per ribellarsi, per organizzarsi, per cambiare.

L'azienda non risponde alle rivendicazioni, il caldo e lo sfruttamento continuano, lo sciopero pure a sostegno delle richieste Slai Cobas  e delle lavoratrici.

Un incontro urgente che Slai Cobasa per un piano di prevenzione caldo, a partire dall’esperienza e dalle proposte operaie, per sconfiggere la logica di emergenza dove ‘si fa qualcosa' quando al salire (annunciato) delle temperature si manifestano i malumuri nei reparti.

Quindi per interventi immediati e strutturali, a aprtire dalla distribuzione di sali; acqua fresca in quantità sufficienti, visto che i distributori ‘da ufficio’ nelle aree break all'atto pratico risultano non dimensionati per erogare in tempi contingentati la quantità di acqua fresca richiesta; riposizionamento delle sonde termiche dei raffrescatori tra le linee, in modo che percepiscano la stessa temperatura e umidità delle operaie: manutenzione per rendere gli impianti di condizionamento sempre efficienti e pronti all’uso; un programma per pause extra retribuite e riduzione della velocità delle linee per l’emergenza caldo/umidità. 

Da ForlìToday

Caldo estremo in fabbrica: braccio di ferro all'Electrolux, i lavoratori disertano i turni

L'azienda rifiuta la richiesta di stop nelle ore più torride. Il sindacato passa all'azione: "Condizioni proibitive, mancano persino i raffrescatori"


Redazione 29 giugno 2026

Alta tensione nello stabilimento Electrolux di Forlì, dove l'ondata di calore che sta interessando la regione ha innescato una dura protesta sindacale. A fronte dell'allerta meteo, la Rsu Fiom Cgil ha richiesto formalmente la sospensione dell'attività lavorativa nelle ore pomeridiane, ricevendo però un diniego dall'azienda. Una chiusura che ha spinto i rappresentanti dei lavoratori a promuovere un'azione in “autotutela”, invitando il personale a non entrare in fabbrica o a posticipare l'inizio dei turni.

La Rsu Fiom Cgil, in un comunicato, denuncia la situazione: “Alla richiesta Rls di sospendere l'attività nelle ore più calde (12-18) per queste due giornate estreme, come indica anche la medicina del lavoro e le circolari Inps, la risposta dell'azienda per mail è stata che non ci sono motivi”. Il sindacato punta il dito contro le condizioni proibitive all'interno dei reparti produttivi, citando persino un malore occorso al Rspp durante il rilevamento delle temperature. Nel mirino anche la dotazione tecnologica dello stabilimento forlivese, definito come “l'unico stabilimento del gruppo che non ha adottato i raffrescatori affidandosi a ventilatori giudicati completamente insufficienti”.

La Rsu ribadisce la propria posizione: “Viste le alte temperature, l’allerta emanata dalla protezione civile e il sito Arpae che mette Forlì sotto bollino arancione e rosso, oggi e i prossimi giorni, stante che abbiamo chiesto all’azienda di coprire con Cigo, come da circolari Inps, ma la direzione non ha dato risposte positive... E' promossa un'azione in autotutela per la giornata di oggi, lunedì, dalle 12”.

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