Sono 4 giorni di proteste, il popolo albanese si è rivoltato contro il mega-investimento da 1,4 miliardi di dollari del genero sionista di Trump, Jared Kushner, e di Ivanka Trump, per un lussuoso progetto turistico legato a Israele su terreni protetti in Albania.
A Tirana i manifestanti hanno circondato l'edificio del Ministero dell'Interno con filo spinato.
InsideOver
"L'Albania è una discarica, una terra inquinata. Con questo progetto porteremo 4 miliardi di dollari a Valona e diventerà il fiore all’occhiello del Mediterraneo. Ripulitevi dal veleno della guerra informativa online. Buona giornata".
Queste parole accompagnano un video postato su Instagram dal Primo Ministro albanese, Edi Rama, che mostra una vera e propria discarica a cielo aperto nei pressi di Valona, nella stessa area destinata a ospitare il controverso progetto immobiliare promosso dal genero e dalla figlia di Donal Trump, Jared Kushner e Ivanka Trump.
Il post del premier albanese rafforza la sua posizione sul maxi investimento contro cui si stanno mobilitando la popolazione civile e organizzazioni ambientaliste.
Solo pochi giorni prima, Rama aveva dichiarato: ”Non c’è alcuna possibilità che gli investimenti si fermino finché ricoprirò questa carica. Investiranno 4 miliardi di euro. Sarà la perla del Mediterraneo".
Il progetto, sviluppato dalla società Zvërnec South Adriatic Development, prevede la costruzione di circa 1.000 ville sul litorale, strutture alberghiere e un nuovo aeroporto internazionale.
L’iniziativa è collegata ad Affinity Partners, il fondo di private equity guidato da Jared Kushner.
Migliaia di cittadini e numerose organizzazioni ambientaliste hanno espresso preoccupazione per il possibile impatto del resort sul delicato ecosistema dell’area di Vjosa-Narta, considerata una delle zone naturalistiche più sensibili dell’Albania.
Le proteste si sono estese in diverse città del Paese con lo slogan "L'Albania non è in vendita".
Secondo i manifestanti, il governo sta presentando come un progetto di interesse nazionale un resort di lusso destinato principalmente a una clientela facoltosa, con benefici economici limitati per le comunità locali e vantaggi concentrati nelle mani di grandi investitori internazionali.
La procura speciale anticorruzione albanese, SPAK, ha confermato l’apertura di un’indagine sul caso.
Gli accertamenti si concentrano sulle modifiche che avrebbero cambiato lo status di tutela e la proprietà dei terreni nell’area costiera di Vjosa-Narta, modifiche che avrebbero reso possibile la realizzazione del complesso turistico.





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