Per lo sciopero generale del 29 maggio abbiamo fatto una campagna che ha toccato principalmente le fabbriche, in particolare la Tenaris Damine, tutti i reparti e turni oltre che le imprese esterne.
Siamo andati una prima volta con un volantino doppio, da un lato l'indizione con la piattaforma con le motivazioni dello sciopero e l'altro con le indicazioni più generali del contesto della guerra imperialista che collegava appunto la questione della guerra, del genocidio alla questione delle condizioni di vita e sfruttamento degli operai nei posti di lavoro; una seconda volta spiegando ulteriormente con una locandina più sintetica la questione del perché questo sciopero è e deve essere un passo avanti per organizzarsi in autonomia e contro le posizioni dei sindacati collaborazionisti che stanno a guardare la situazione (crisi, guerra, etc) ma anche di quelli autoreferenziali come la USB che è presente alla Tenaris Damine.
Questo è servito oltre a fare chiarezza su queste posizioni sbagliate, a raccogliere elementi che dicono che c'è questa esigenza tra gli operai dell'unità, di raccogliere le forze; quindi queste posizioni autoreferenziali in questo contesto sono ancora più dannose. Parlando con i lavoratori, c’è bisogno di chiarezza e di schieramento sul campo.
Interventi poi alla Same, alla Beretta e anche alla Montello. In particolare alla Montello si è parlato con delegate e attiviste per riprendere l’attività e costruire un'assemblea per far ripartire l'attività sindacale necessaria ma collegata alla situazione più generale e alle mobilitazioni necessarie.
Giovedì alle ore 17 c'è stato un presidio che hanno chiamato per Cuba anche a Bergamo e siamo comunque intervenuti portando anche qui la situazione della mobilitazione, dello sciopero e della repressione: i popoli si prendono la mano chiedono unità cosi come gli operai.
Il
giorno dello sciopero siamo andati al corteo di Milano, come
necessaria manifestazione pratica dell’appello delle associazioni
palestinesi all’unità dei sindacati e delle forze politiche e
sociali.
Questo però nella realtà è avvenuto parzialmente, sia da parte dell’area
Palestina, sia come presenza effettiva dei lavoratori e sindacati di base. Il resto alcuni gruppi
Questo è lo stato della situazione che segna aspetti positivi e limiti della battaglia per legare lavoratori e Palestina, governo. C’è ancora molta strada da fare.
La nostra partecipazione con striscione e intervento finale ha portato le questione che mancavano: come il discorso dell'internazionalismo, della guerra, dello stato di polizia, e della natura fascista del governo Meloni.
il 29 a Bergamo nel pomeriggio c’è stata l’iniziativa lanciata dalla Rete Bergamo x la Palestina nei pressi della fabbrica Battagion. (piccola fabbrica che produce miscelatori dual use venduti ad Israele per produrre polveri da sparo).
La proposta da noi sostenuta, perche’ meglio avrebbe restituito il significato dello sciopero del 29, di un presidio la mattina alla Prefettura dei lavoratori e della solidarietà ProPal, come identificazione dello scontro con il governo, proposta prima avanzata anche dalla Cub, è stata osteggiata per ragioni opposte a favore del presidio pomeridiano alla Battagion visto in alternativa, fino al ‘ritiro’ da parte della Cub stessa della sua proposta. Sminuendo pure il significato della protesta per la nuova ondata di denunce per i fatti dal 25 aprile al 3/8 ottobre.
Nel nostro intervento abbiamo posto soprattutto l'importanza dello sciopero come elemento indispensabile della crescita della forza della lotta anche per la Palestina, repressione.
SLAI COBAS per il sindacato di classe - Dalmine

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