da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 25.05.26
L’annuncio del prossimo piano industriale per quanto riguarda Cassino non è arrivato, anzi, già si sapeva da qualche giorno che sarebbe stato disatteso,
quindi si sono presi pure un po' di tempo.
Effettivamente non solo non c’è questo piano industriale, ma non è in calendario, questa mi è sembrata la novità perché è legato a questa ipotesi che lo potrebbero prendere i cinesi, quindi vuol dire che la situazione è realmente vaga.
Sì, molto, perché da che c'erano le prospettive di un probabile acquirente che poteva essere la Dongfeng, a questo punto sono saltati questi incontri perché hanno preferito investire in Francia e non qui in Italia.
Ma oggi hanno partecipato i sindacati di Cassino a questa cosiddetta call che ha fatto Elkann?
Non ho la certezza se quale sindacalista abbia partecipato, penso che qualche rappresentanza nazionale dovrebbe aver partecipato, anche la FIOM ha emesso un comunicato che sostanzialmente dice che non c'erano le prospettive per Cassino.
Ma a livello di operai c'era attesa con qualche speranza?
Sì, era molto atteso questo giorno, infatti molti si aspettavano che il 21 venisse emanato il piano industriale per quanto riguarda Cassino, invece poi c’è stata la delusione più totale, sull'annuncio del rafforzamento e di un piano per gli altri siti come Pomigliano e Melfi hanno escluso Cassino, ma non solo, anche Maserati e questo la dice lunga sulle prospettive, quindi le possibili aperture, adesso, sono diverse, potrebbero puntare su un indebolimento ancora maggiore del sito di Cassino, fino a portarlo poi alla chiusura e questo ha creato maggior dubbi nella testa degli operai.
Voi state sempre lavorando al minimo quando ho capito?
Allora, con lo stabilimento di Cassino lo possiamo dividere in due frazioni: lo stampaggio che riguarda lo stampaggio a freddo, stampaggio a caldo e stampaggio plastico. L'altro polo all’interno dello stesso stabilimento è la lastratura e il montaggio che stanno lavorando pochissimo, addirittura 1-2 giorni a settimana, a differenza del polo dove c'è lo stampaggio che produce anche per Sevel, qui ci sono i 21 turni, la cassa integrazione c'è poco e niente, quindi c'è pure questa cosa ambigua nello stesso sito.
In termini di numeri tra i due siti che numeri ci sono?
Considera che nello stabilimento di Cassino siamo 2.400 operai di cui una gran parte è in cassintegrazione, mentre c'è quella fetta dei reparti di stampaggio che è un migliaio più o meno tra tutti e tre i reparti, lavora, potenzialmente al 50%, però se dobbiamo esaminare la statura montaggio i rapporti sono più alti.
Tu pensi che la delusione si possa trasformare in mobilitazione?
Questo è difficile dirlo e pure da farsi, perché nel frattempo non è mai stato curato quell'aspetto che rafforzasse la coscienza operaia, sono stati sempre fuori dallo stabilimento, non è stato semplice avere un contatto con gli operai e poter rafforzare questo rapporto per elevare questa coscienza di classe, però un po' di mormorii ci sono da parte di qualche sindacato che ancora riprende quella linea, come la CUB per esempio.
Dopo che non hanno dato sul momento nessuna prospettiva, almeno una assemblea generale dovrebbero fare, mettere in campo qualche iniziativa, perché siccome il piano è comunque in divenire, movimenti nel piano vi possono essere se i lavoratori si mobilitano. Non si chiude un sito come Cassino di colpo, almeno imbrogliami ma non mi puoi tenere proprio fuori dal piano generale dopo che hai caricato di soluzioni - tutte abbastanza eventuali - tutti gli altri siti.
Io spero che comunque ci sia quella parte sana del sindacalismo confederale, perché comunque in ogni sindacato c'è una testa e c'è una sinistra e speriamo che ci sia quella parte di sinistra che spinga a prendere una posizione più chiara, un po' più schietta e preparare il terreno a eventuali lotte, perché non sappiamo effettivamente cosa ci diranno da qui ai prossimi mesi, può darsi che arriveremo a dicembre e ci annunceranno poi una chiusura, quindi ci potremmo aspettare una cosa del genere. Quindi sarebbe il momento di cominciare a guardare pure oltre al proprio orticello
Questo mi pare proprio necessario perché altrimenti con una pseudo pacificazione che possono realizzare verso gli altri stabilimenti con questa aspettativa, effettivamente si rischia di essere ancora più abbandonati di prima, quindi veramente bisogna far di tutto per farsi sentire subito, in maniera che il messaggio a Stellantis e ai loro amici interni al sindacato arrivi forte chiaro, che non si può mica aspettare e trasformare questa situazione in una vera e propria agonia dello stabilimento.
Io credo che adesso il prossimo passo che dovremmo fare noi operai più avanzati, sarà proprio quello di spingere le rappresentanze sindacali a prendere una posizione un po' più chiara, ma già sarebbe molto fargli organizzare un'assemblea.
Se si riesce a fare un'assemblea generale, io credo che quelli che tu chiami la “parte sana” possa avere un effettiva voce ed egemonia poi sull'intero stabilimento, proprio perché i fatti alla fine gli danno ragione. Però l'assemblea è un passaggio indispensabile perché noi la stiamo vedendo quasi da semestre a semestre all'Ilva in cui in qualche maniera si sono create le circostanze per assemblee generali, le cose si sono veramente mosse e non sono andati in direzione della parte non sana che sindacato pilotava. Lo stesso è stato a Melfi perché proprio l'assemblea di qualche settimana fa si è trasformata in una protesta massiva degli operai, c'è stato un operaio che ha cominciato dicendo non rispondete più nemmeno al telefono e questo ha trovato un’ovazione di tutti gli altri lavoratori e l'assemblea si è immediatamente riscaldata per la circostanza che finalmente i lavoratori erano stati messi insieme in assemblea e non era continuata quella circolazione di informazioni per sigla o per reparti che è poco incisiva per far sentire la voce dei lavoratori invece quando hanno messo insieme tutti i lavoratori le cose sono andate in tutt'altra direzione e questo a Cassino mi sembra un passaggio decisivo altrimenti effettivamente la situazione può realmente peggiorare proprio perché l'intenzione di chiudere non proprio Cassino ma tutto il piano di ristrutturazione è in generale un piano a perdere per diversi stabilimenti e poi scavando dentro cose del piano si vede che i tempi sono molto differenziati, che alcune variabili sono legate all'andamento effettivo del mercato, quindi si cade in una palude di stabilimento per stabilimento di cui difficilmente se ne esce vivi ma soprattutto non ne uscirebbe vivo Cassino.
Sì, perché ad oggi è l'unico sito che è stato totalmente depotenziato che lascia intendere che la strada che si andrà a percorrere i prossimi mesi, la preoccupazione è quella di ulteriore depotenziamento, quindi riuscire a incentivare porterebbe lo stabilimento a 2000 unità. Quattro anni fa nel periodo di Renzi lasciava intendere già questo con 1800 esuberi che è ancora oggi nel sito di Cassino dichiarano 1800 esuberi, quindi in un momento in cui ci sono esuberi vuol dire per loro ancora previsti tagli, questo è chiaro, lo hanno detto proprio in tutte le lingue.
Pensate di fare un volantino a caldo o aspettate che ci sia qualcosa?
La Fiom già è uscita un proprio volantino, ha già preso una posizione in merito quindi hanno fatto capire che bisogna già organizzarsi, a muoversi perché non ci sarà più tempo quando arriverà nel piano definitivo che magari prevederà la cosa peggiore per questo sito, anche noi come operai possiamo organizzare un volantinaggio.
Questo mi sembra un passaggio proprio inevitabile che forse può effettivamente essere una scintilla in positivo rispetto anche a livello di pressione che i lavoratori possono esercitare verso le organizzazioni sindacali.
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