martedì 2 giugno 2026

pc 2 giugno - Padroni assassini a Bassano del Grappa - Migranti usa e getta: lavoratore indiano sfruttato a nero e scaricato in strada dopo infortunio - denuncia lotta organizzazione!

Cade da 3 metri mentre lavora in nero: gli imprenditori non lo soccorrono e lo abbandonano in strada

di Repubblica

L'episodio nel vicentino. Il 56enne è stato trovato in una pozza di sangue

Si è ferito cadendo dal tetto di un capannone in un maneggio in cui era impiegato a nero, ma invece di soccorrerlo i titolari lo hanno scaricato in strada. A due anni dalla morte di Satnam Singh, il bracciante morto dopo essere stato abbandonato davanti a casa con accanto il braccio che il macchinario gli aveva falciato, il copione si ripete a Bassano del Grappa. Una coppia di imprenditori, un uomo di 56 anni e la compagna di 48, titolari di un maneggio in provincia di Vicenza, giovedì sera un lavoratore indiano, regolarmente residente in Italia, è stato trovato gravemente ferito non lontano dall’ospedale.

A dare l’allarme, una chiamata anonima di una sedicente passante... a telefonare era stata la titolare dell’azienda agricola, che insieme al marito lo aveva poco prima scaricato in strada. Confuso, provato, l’uomo ai soccorritori di aver avuto un incidente mentre si trovava al lavoro in un maneggio della zona, senza riuscire però a precisare ulteriori dettagli.

Accompagnato immediatamente in ospedale, l'uomo è stato portato nel reparto di chirurgia per via delle fratture riportate e ricoverato con una prognosi di 60 giorni. Sul caso è stata aperta un’inchiesta, affidata ai carabinieri che sono rapidamente risaliti ai titolari del maneggio, dove l’uomo lavorava da alcuni giorni senza alcun tipo di contratto. A incastrare i due, denunciati per omissione di soccorso e lesioni colpose, alcune tracce di sangue trovate nell’auto.

"Quando deliberatamente i datori di lavoro manomettono i sistemi di sicurezza per andare più veloci, quando non garantiscono pienamente la sicurezza e un lavoratore si ferisce, parliamo di tentato omicidio", sottolinea il segretario generale della Uil Veneto Roberto Toigo, commentando la vicenda. "Trattare un essere umano come merce da utilizzare e poi gettare sul ciglio di una strada quando si fa male è la negazione violenta di ogni diritto e della stessa dignità umana”, attacca la segretaria nazionale della Flai, Silvia Guaraldi. “Questo orrore è il prodotto diretto di un sistema che si regge sulla vulnerabilità, sul ricatto occupazionale e sull'indifferenza imperante. Il Governo – sottolinea - deve intervenire subito: servono ispezioni a tappeto, il potenziamento degli organi di controllo e l'applicazione rigorosa della legge 199 contro lo sfruttamento e il caporalato".

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