giovedì 4 giugno 2026

pc 4 giugno - boicottare Israele al mondiale di calcio - boicottare il Mondiale targato Trump/infantino

 

Rajoub: «Israele non viene cacciato dalla Fifa, colpa di Infantino»

Jibril Rajoub, presidente della federazione di calcio palestinese. Foto ANSA/EPA/BOB FRID
Jibril Rajoub, presidente della federazione di calcio palestinese – ANSA/EPA/BOB FRID

L’occasione per puntare i riflettori su Gaza e la Palestina è stata il Derby dei Campioni: una serata di sport, solidarietà e beneficenza a favore di organizzazioni umanitarie che aiutano la Striscia e altre realtà locali e internazionali. Venerdì sera una selezione di cantanti, artisti e leggende del football italiano ha sfidato allo Stadio Maradona di Napoli la Nazionale di calcio palestinese giunta in Italia con una formazione composta di calciatrici e calciatori insieme. «Non è stata solo una partita di calcio, ma una grande occasione di incontro tra culture, sport e solidarietà», spiega Emanuela Belcuore a nome di tutta la compagine organizzativa che ha compreso, tra gli altri, il Comune di Napoli e l’Ambasciata di Palestina. Mentre i riflettori illuminavano la partita, sulle tribune si è parlato di calcio e dello sport palestinese sotto occupazione israeliana, dei bombardamenti a tappeto su Gaza che hanno distrutto le infrastrutture sportive e ucciso centinaia di atleti, allenatori e addetti ai lavori.

Jibril Rajoub oggi è il presidente della Federazione calcio della Palestina (e prima delle Forze di sicurezza preventiva dell’Anp). Da anni chiede con forza che Israele sia bandito dalle competizioni internazionali. E punta il dito contro il presidente della Fifa Gianni Infantino.

Presidente Rajoub, qual è la condizione del calcio e dello sport a Gaza e in Cisgiordania dopo due anni e mezzo di offensive militari israeliane?
Gli attacchi israeliani hanno distrutto o danneggiato gravemente tutte le strutture sportive nella Striscia di Gaza, non si è salvato nulla. 456 persone appartenenti al mondo del calcio, parlo di giocatori, arbitri e dirigenti, sono state uccise. Altre migliaia sono state ferite dai bombardamenti. In Cisgiordania gli israeliani hanno paralizzato tutte le attività calcistiche e impediscono a calciatori e allenatori di spostarsi da una città all’altra. Ciò coinvolge anche i palestinesi di Gerusalemme Est che vogliono praticare il calcio e partecipare ai campionati in Cisgiordania. I giocatori e i club cisgiordani non riescono in alcun modo ad andare a Gerusalemme. Per questi e tanti altri motivi Israele deve essere mandato via subito dall’Uefa e dalla Fifa, esattamente come è stato fatto per altri Stati che hanno commesso crimini. Israele vieta ai palestinesi anche il diritto allo sport mentre i suoi atleti hanno le porte aperte ovunque. Ci sono allenatori, giocatori e sportivi israeliani che hanno partecipato e addirittura promosso il genocidio. Eppure vengono accolti senza problemi all’estero. Club di calcio delle colonie israeliane nei Territori palestinesi occupati sono finanziati dalla Uefa e dalla Fifa. Tutto ciò è in sopportabile, illegale, contrario all’etica della Fifa.

La Fifa non ha mai accolto questa richiesta palestinese, appoggiata da vari paesi.
È così. La Federazione internazionale non fa nulla. Ed è scandaloso, ci sono tutti gli elementi per agire e non si fa un passo in avanti. Il presidente (della Fifa) Gianni Infantino è il responsabile di questa situazione, ha messo la Federazione in una posizione di stallo. Infantino e la Fifa devono prendere una decisione chiara e netta, non possono e non devono sottrarsi all’applicazione di regole che valgono per tutti. Devono proteggere i palestinesi e i loro diritti e impedire a Israele le violazioni e gli abusi che sta commettendo. Lo ripeto da lungo tempo, Infantino deve cambiare il suo atteggiamento e agire come ha fatto in altri casi. In 24 ore ha estromesso la Russia. Invece non muove un passo quando di mezzo c’è Israele. Non ci vuole molto a capirlo, Infantino fa ciò che vuole Trump. Tutto il mondo è contro Israele, il giudizio su ciò che accade in Palestina è di fatto unanime, eppure i palestinesi non riescono a vedere passi in avanti nei procedimenti che hanno avviato.

Infantino a metà febbraio era negli Usa alla presentazione del Board of peace, il Consiglio per la pace per Gaza di Trump. E aveva fatto delle promesse.
Ma di quale Consiglio della pace parlano, a Gaza non c’è la pace. Israele bombarda ogni giorno e ogni giorno vengono uccisi palestinesi. Il signor Infantino non doveva mettersi in mezzo, non doveva entrare nelle vicende di Gaza, è inutile e dannoso promuovere iniziative vaghe mentre la gente di Gaza vive in condizioni catastrofiche. E comunque chi deve ricostruire i campi da calcio è la Federazione palestinese. Con risorse adeguate le autorità palestinesi agiranno per fare gli interessi della nostra gente avviando la ricostruzione in generale e di conseguenza anche nel calcio e lo sport.

Israele seguendo varie strade si sta annettendo la Cisgiordania che ha occupato nel 1967.
Tutto ciò che gli israeliani hanno in mente è illegale e inaccettabile, ma non riusciranno a raggiungere il loro obiettivo. Stanno facendo, e non ho problemi ad affermarlo, ciò che negli anni ‘40 fecero i dittatori in Europa. Ma non possono distruggere il popolo palestinese, noi resistiamo e resisteremo sempre all’oppressione. Israele è un pericolo per la pace in Medio oriente in tutto il mondo. E il mondo non può restare a guardare.


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