Rajoub: «Israele non viene cacciato dalla Fifa, colpa di Infantino»
Terra rimossa Intervista al presidente della federazione di calcio palestinese

L’occasione per puntare i riflettori su Gaza e la Palestina è stata il Derby dei Campioni: una serata di sport, solidarietà e beneficenza a favore di organizzazioni umanitarie che aiutano la Striscia e altre realtà locali e internazionali. Venerdì sera una selezione di cantanti, artisti e leggende del football italiano ha sfidato allo Stadio Maradona di Napoli la Nazionale di calcio palestinese giunta in Italia con una formazione composta di calciatrici e calciatori insieme. «Non è stata solo una partita di calcio, ma una grande occasione di incontro tra culture, sport e solidarietà», spiega Emanuela Belcuore a nome di tutta la compagine organizzativa che ha compreso, tra gli altri, il Comune di Napoli e l’Ambasciata di Palestina. Mentre i riflettori illuminavano la partita, sulle tribune si è parlato di calcio e dello sport palestinese sotto occupazione israeliana, dei bombardamenti a tappeto su Gaza che hanno distrutto le infrastrutture sportive e ucciso centinaia di atleti, allenatori e addetti ai lavori.
Jibril Rajoub oggi è il presidente della Federazione calcio della Palestina (e prima delle Forze di sicurezza preventiva dell’Anp). Da anni chiede con forza che Israele sia bandito dalle competizioni internazionali. E punta il dito contro il presidente della Fifa Gianni Infantino.
Presidente Rajoub, qual è la condizione del calcio e dello
sport a Gaza e in Cisgiordania dopo due anni e mezzo di offensive
militari israeliane?
Gli attacchi israeliani hanno distrutto o danneggiato gravemente tutte
le strutture sportive nella Striscia di Gaza, non si è salvato nulla.
456 persone appartenenti al mondo del calcio, parlo di giocatori,
arbitri e dirigenti, sono state uccise. Altre migliaia sono state ferite
dai bombardamenti. In Cisgiordania gli israeliani hanno paralizzato
tutte le attività calcistiche e impediscono a calciatori e allenatori di
spostarsi da una città all’altra. Ciò coinvolge anche i palestinesi di
Gerusalemme Est che vogliono praticare il calcio e partecipare ai
campionati in Cisgiordania. I giocatori e i club cisgiordani non
riescono in alcun modo ad andare a Gerusalemme. Per questi e tanti altri
motivi Israele deve essere mandato via subito dall’Uefa e dalla Fifa,
esattamente come è stato fatto per altri Stati che hanno commesso
crimini. Israele vieta ai palestinesi anche il diritto allo sport mentre
i suoi atleti hanno le porte aperte ovunque. Ci sono allenatori,
giocatori e sportivi israeliani che hanno partecipato e addirittura
promosso il genocidio. Eppure vengono accolti senza problemi all’estero.
Club di calcio delle colonie israeliane nei Territori palestinesi
occupati sono finanziati dalla Uefa e dalla Fifa. Tutto ciò è in
sopportabile, illegale, contrario all’etica della Fifa.
La Fifa non ha mai accolto questa richiesta palestinese, appoggiata da vari paesi.
È così. La Federazione internazionale non fa nulla. Ed è scandaloso, ci
sono tutti gli elementi per agire e non si fa un passo in avanti. Il
presidente (della Fifa) Gianni Infantino è il responsabile di questa
situazione, ha messo la Federazione in una posizione di stallo.
Infantino e la Fifa devono prendere una decisione chiara e netta, non
possono e non devono sottrarsi all’applicazione di regole che valgono
per tutti. Devono proteggere i palestinesi e i loro diritti e impedire a
Israele le violazioni e gli abusi che sta commettendo. Lo ripeto da
lungo tempo, Infantino deve cambiare il suo atteggiamento e agire come
ha fatto in altri casi. In 24 ore ha estromesso la Russia. Invece non
muove un passo quando di mezzo c’è Israele. Non ci vuole molto a
capirlo, Infantino fa ciò che vuole Trump. Tutto il mondo è contro
Israele, il giudizio su ciò che accade in Palestina è di fatto unanime,
eppure i palestinesi non riescono a vedere passi in avanti nei
procedimenti che hanno avviato.
Infantino a metà febbraio era negli Usa alla presentazione
del Board of peace, il Consiglio per la pace per Gaza di Trump. E aveva
fatto delle promesse.
Ma di quale Consiglio della pace parlano, a Gaza non c’è la pace.
Israele bombarda ogni giorno e ogni giorno vengono uccisi palestinesi.
Il signor Infantino non doveva mettersi in mezzo, non doveva entrare
nelle vicende di Gaza, è inutile e dannoso promuovere iniziative vaghe
mentre la gente di Gaza vive in condizioni catastrofiche. E comunque chi
deve ricostruire i campi da calcio è la Federazione palestinese. Con
risorse adeguate le autorità palestinesi agiranno per fare gli interessi
della nostra gente avviando la ricostruzione in generale e di
conseguenza anche nel calcio e lo sport.
Israele seguendo varie strade si sta annettendo la Cisgiordania che ha occupato nel 1967.
Tutto ciò che gli israeliani hanno in mente è illegale e inaccettabile,
ma non riusciranno a raggiungere il loro obiettivo. Stanno facendo, e
non ho problemi ad affermarlo, ciò che negli anni ‘40 fecero i dittatori
in Europa. Ma non possono distruggere il popolo palestinese, noi
resistiamo e resisteremo sempre all’oppressione. Israele è un pericolo
per la pace in Medio oriente in tutto il mondo. E il mondo non può
restare a guardare.
Nessun commento:
Posta un commento