mercoledì 24 giugno 2026

pc 24 giugno - Massima solidarietà agli operai Sudd Cobas aggrediti al picchetto a Seano (Prato). Ferito un operaio pakistano

Sudd Cobas: “Il nostro presidio attaccato dai padroni dei pronto moda e dai caporali”. Polizia in forze

Dopo l'annuncio di cento licenziamenti, e la comunicazione della chiusura dell'attività da parte dei padroni, continua a salire la tensione tra l'azienda di spedizioni e il sindacato di base. E intanto il tribunale fissa un'udienza il 16 luglio.

PRATO: CENTINAIA DI PERSONE PORTANO SOLIDARIETA’ AL PICCHETTO DOPO L’AGGRESSIONE DI 250 PADRONCINI ALLA ACCA DI SEANO (https://www.radiondadurto.org/2026/06/24/prato-centinaia-di-persone-portano-solidarieta-al-picchetto-dopo-laggressione-di-250-padroncini-alla-acca-di-seano/)





Un operaio pakistano ferito da un camion che gli è passato sui piedi, un imprenditore cinese portato in questura, altro caos, altre proteste con centinaia di persone, scambio di accuse tra Sudd Cobas, Acca srl e Sg Trasporti. Nel mezzo centinaia di scatoloni pieni di merce che deve essere spedita dai pronto moda. Sale ancora la tensione dopo gli ultimissimi fatti che si sono susseguiti oggi, martedì 23 giugno con l’intervento della polizia arrivata in forze e con caschi e giubbotti in via Copernico a Seano, pronta ad entrare in azione in caso di necessità. Tensione alle stelle. Da giorni il sindacato autonomo sta presidiando le sedi della Acca, a Seano e in via Ghisleri a Prato, dopo l’annuncio della chiusura dell’attività di spedizioni e il licenziamento di un centinaio di operai. Un presidio ininterrotto, giorno e notte, per evitare che i carichi di merce partano lo stesso e che la chiusura non sia soltanto una scusa per azzerare i diritti di quei lavoratori regolarizzati dopo la dura vertenza dei mesi scorsi. Già domenica un paio di carichi erano stati bloccati: una iniziativa che aveva fatto infuriare la Sg Trasporti che aveva sottolineato di non avere collegamenti con la Acca srl e di aver ricevuto direttamente dai clienti la merce da spedire a Bari. “Per noi la Acca era un hub di spedizioni – la precisazione – non potendo più garantire il servizio, abbiamo dovuto spostare le operazioni di carico in mezzo alla strada”. Cosa che è nuovamente accaduta oggi e anche stavolta il tentativo di far partire la merce è stato stoppato dai sindacalisti e dagli attivisti che hanno filmato tutto con il telefonino per documentare quanto stava succedendo. “Abbiamo intercettato il carico in via Ghisleri e quando siamo intervenuti i camion sono stati fatti allontanare. Un operaio è stato investito è ora è all’ospedale”. L’uomo, pachistano di 45 anni, ha riportato ferite in seguito ad un furgone che gli è passato sopra i piedi.

Il caos è scoppiato davanti alla sede principale della Acca, a Seano, dove diversi imprenditori cinesi si sono presentati già nella mattina per ritirare la loro merce, stoccata nel magazzino, e spedirla attraverso altre società. Qui il presidio di Sudd Cobas che chiede il ritiro dei licenziamenti: “Il lavoro c’è, perché chiudere? Per spostare il lavoro da un’altra parte”? La replica dei proprietari delle merci arrivata tramite gli avvocati: “Noi non c’entriamo nulla con la Acca, vogliamo recuperare quanto è nostro e procedere alle spedizioni con altri vettori”. Il sindacato risponde: “La logistica Acca organizza I padroni dei pronto moda per attaccare lo sciopero”. E ancora: “Quello che sta succedendo a Seano è gravissimo – dice Luca Toscano – è un assalto organizzato al picchetto dei lavoratori,pianificato dall’azienda e a cui stanno partecipando esclusivamente padroni dei pronto moda e caporali. Decine di loro sono addirittura entrati dentro il magazzino e stanno smistando la merce. Tra gli assalitori e le persone che stanno lavorando nel magazzino ora non c’è nemmeno un operaio di Acca. A sostituire i lavoratori in sciopero dentro il magazzino sono i padroni dei pronto moda. Stanno provando a rappresentare quanto sta succedendo come una questione etnica. sappiamo bene che il loro interesse è solo e soltanto verso la merce che lo sciopero per tutelare posti di lavoro alla Acca sta fermando. Negli ultimi mesi i lavoratori cinesi stanno iniziando a unirsi al nostro sindacato per farla finita con lavoro nero, turni di 12 ore e sfruttamento. È finito il tempo della paura e di una narrazione comoda solo a chi in questi anni ha fatto soldi sulla pelle degli operai pakistani, africani, cinesi, bangladesi. Sul posto, da ore, polizia e ambulanze. La voce di cosa sta avvenendo in via Copernico si è diffusa così in fretta che in pochissimo tempo sono arrivate circa trecento persone e sono iniziati scioperi di solidarietà in decine di aziende del distretto. Una mobilitazione spontanea in risposta a quello che Sudd Cobas non ha tardato a definire “un assalto al picchetto”.


Nessun commento:

Posta un commento