Certamente tutto un pò di questo. Ma la sostanza è che il governo Meloni ci ha messo la faccia su questa sentenza. Ha espresso il proprio comando, la propria violenza oppressiva e repressiva contro chi come Mohammad, Raed, Yaser e Ryiad ha dedicato la propria vita, sacrificandola insieme a quella delle loro famiglie che rimangono orgogliosamente al loro fianco, per il popolo palestinese.
Questa sentenza del riesame risuona dello stridio delle unghie sul vetro della realtà accusando i nostri fratelli di aver aiutato e supportato i figli di 9 combattenti che loro sottolineano "martiri" ammantando questo termine di sospetto. Miserabili ignoranti, a Gaza chiunque muoia sotto le bombe, per fame, malattie o combattendo è un martire.
I partigiani della nostra Resistenza erano e sono chiamati martiri e fate bene i conti perchè
sono più di 15.000 gli orfani che i nostri fratelli hanno aiutato in questi anni senza guardare chi fossero e cosa facessero i loro genitori nè se siano morti sotto le bombe o combattendo contro l'occupazione sionista.Noi tutte e tutti a Milano e in tutta Italia abbiamo supportato quegli orfani. Noi come realtà, noi come singoli, noi senza differenza di ruoli come tutte le migliaia di donne e uomini che alla luce del sole hanno contribuito economicamente e con la massima empatia e condivisione. Noi, la Milano palestinese che non ha mai messo di scendere in piazza. Noi tutte e tutti siamo "colpevoli" come loro di stare dalla parte del popolo palestinese e ne siamo orgogliosi, anzi vogliamo urlare e sbattervi in faccia questo nostro orgoglio.
QUESTA E' UNA SENTENZA POLITICA al di là di ogni prova, al di là di ogni testimonianza, al di là di ogni formale rispetto del diritto. La storia dei movimenti di lotta ci racconta che che questo è già accaduto e che la repressione è un dato costante del sistema economico, politico e sociale capitalista. Ma se qualcosa abbiamo imparato è che se stessimo zitti ci seppelirebbero e, con il nostro silenzio, saremmo complici della repressione. DOBBIAMO ALZARE LA VOCE, dobbiamo chiedere a tutte e tutti di schierarsi a ogni livello. Dobbiamo prendere esempio dal popolo palestinese, dal suo SUMUD, dalla sua tenacia, dal suo attaccamento alla vita, alle radici, alla propria identià, dalla Resistenza. Non lasciare soli Mohammad, Raed, Yaser e Ryiad è un dovere etico oltre che politico e umano.
Domani ci troviamo alle 17,30 in San babila per preparare in piazza insieme uno striscione collettivo per la loro liberazione.
A domani in tante e tanti.
Mohammad, Raed, Yaser e Ryiad LIBERI SUBITO!!
Con la Palestina nel cuore!
Le compagne e i compagni del Csa Vittoria
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