giovedì 28 aprile 2011

pc 28 aprile - Ungheria neonazista... pericoloso focolaio d'infezione a livello europeo

Questi ultimi fatti, insieme alle diffuse notizie stampa confermano che quello che sta succedendo in Ungheria è la punta estrema del moderno fascismo come caratteristica generale dei regimi in formazione in tutta Europa.
Questo richiede chiarezza e mobilitazione a livello nazionale e internazionale.
Proletari comunisti - PCm Italia è ben consapevole di tutto questo, per questo costruiamo una azione di denuncia e di azione immediata e di costruzione di una scadenza sulla questione Ungheria nazionale - forse già a luglio - e internazionale - primi di ottobre - che dovrà necessariamente sfociare in un appuntamento europeo in Ungheria
info sulla questione
maoistroad@gmail.com

In Ungheria come in Italia.

Gruppi paramilitari hanno organizzato ronde e campi di addestramento per 'ristabilire l'ordine' e costringere i rom a lasciare le loro case.
Una violenta rissa fra rom ed estremisti di destra è avvenuta la notte scorsa nel comune di Gyoengyoespata, a ottanta chilometri da Budapest, dove ronde squadriste e un campo di addestramento degli attivisti nei giorni scorsi hanno causato tensione. Tanto da costringere trecento fra donne e bambini ad abbandonare venerdì scorso il campo per paura. Sono tornati a casa domenica sera. Un'ottantina di rom ha reagito aggredendo in un tafferuglio cinque estremisti di Vederoe (Forza di difesa), un'organizzazione paramilitare vicina al partito di estrema destra Jobbik. La polizia ha circondato l'abitato e ha fermato una decina di persone. Quattro i feriti di cui uno grave. Secondo alcuni testimoni, la rissa è cominciata dopo che alcuni estremisti del campo di addestramento hanno lanciato pietre contro le case di rom durante una delle ronde quotidiane che da marzo queste milizie di volontari fanno nel comune per "ripristinare l'ordine", intimidendo i rom che formano una consistente comunità nel villaggio di 2.800 abitanti. La polizia circonda da stamane il comune e non lascia più entrare gli estremisti. Molte famiglie rom si preparano a sloggiare: vogliono lasciare il comune temendo per la loro sicurezza. Il garante dei diritti delle
minoranze, Ernoe Kallai, ha chiesto un incontro col ministro dell'interno e il premier, Viktor Orban, ritenendo responsabili della situazione anche le forze dell'ordine. Jobbik respinge ogni responsabilità: "Se oggi in Ungheria esiste un terrore dei rom è il risultato di 20 anni di lassismo", dice in un comunicato. Il governo da parte sua accusa le organizzazioni civiche di gonfiare il caso e creare un scandalo internazionale. Una protesta contro le provocazioni razziste è indetta per
stasera nel centro di Budapest.
da 'operaicontro'

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