giovedì 28 aprile 2011

pc 28 aprile - i padroni assassini della thyssen non ci stanno..

Non solo sono degli assassini vigliacchi ma - dopo essere stati condannati con pene giuste ed equilibrate, come quelle pronunciate la sera di venerdì 15 aprile dalla seconda sezione della Corte d'assise presso il tribunale di Torino presieduta dalla dottoressa Maria Iannibelli - hanno anche il coraggio di lamentarsi.
Marco Pucci, uno dei dirigenti della Thyssenkrupp Acciai Speciali terni - condannato ad anni tredici e mesi sei di reclusione, per essere stato riconosciuto colpevole dei reati di omicidio con colpa cosciente, incendio ed omissione dolosa di cautele antinfortunistiche - ha la faccia come il c... di scrivere una lettera all'Ansa nella quale, invece di almeno chiedere perdono per ciò che ha fatto, va al contrattacco.
Scrive, il dirigente dell'area commerciale e del marketing della Thyssenkrupp, di essere vittima di un enorme errore giudiziario, che lui (poverino!) quando si recò a Torino dopo il massacro dei sette lavoratori ricevette parole di comprensione (ma non specifica da parte di chi!), ed insinua persino che se lo stesso incidente fosse capitato in una fabbrica italiana sarebbe stato trattato diversamente.
Chi scrive ha seguito tutte le fasi del processo (quelle aperte al pubblico, non essendo iscritto all'Ordine dei giornalisti) mentre questo 'signore' è stato presente, forse, ad una decina di udienze in tutto.
Probabilmente per questo motivo non è a conoscenza del fatto che la suprema Corte di cassazione - come ha ricordato più volte il pm Raffaele Guariniello - ha stabilito che, in casi come quello trattato, la responsabilità è da ritenersi dell'intero cda dell'azienda.
Come già detto, il Pucci era consigliere delegato del board della Thyssenkrupp: pertanto ha solo da stare zitto, ed accettare serenamente la giusta condanna inflittagli.

Torino, 28 aprile 2011




Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

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