mercoledì 16 luglio 2025

Per capire la questione India - India/Israele/Palestina... internazionalismo

A cura del Comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare in India csgpindia@gmail.com 

 Perché ritengo possibile un attacco comune di Israele e India contro il Pakistan

È un'alleanza ideologica tra due visioni del mondo, Hindutva e sionismo, che condividono un'impostazione apertamente anti musulmana

Dietro la recente escalation tra Israele e Iran non c’è soltanto una rivalità regionale, ma un piano più complesso e pericoloso. Parlando con esperti e colleghi giornalisti pakistani, mi sono trovato di fronte a una teoria inquietante che suggerisce un possibile attacco coordinato di Israele e India contro il Pakistan entro ottobre 2025. Può sembrare fantapolitica, lo riconosco, ma le tracce che ho seguito sono preoccupanti.

Io penso che l’alleanza tra il premier indiano Narendra Modi e il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu vada ben oltre la collaborazione militare. È un’alleanza ideologica tra due visioni del mondo, Hindutva e sionismo, che condividono un’impostazione apertamente anti musulmana. Non è un caso che Modi, nel 2017, sia stato il primo premier indiano a visitare ufficialmente Israele, inaugurando una cooperazione militare che da allora non ha fatto che crescere.

Per capire la questione India - imperialismo e internazionalismo

Info Comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare india - csgpindia@gmail,com

La spesa militare indiana cresce e sceglie “made in Usa”. Opportunità per l’Europa (se lo capisce)

Il rilancio della spesa militare indiana è uno snodo strategico: per gli Stati Uniti rappresenta una carta fondamentale nel contenimento della Cina e nella sostituzione della Russia come fornitore chiave; per l’Europa può essere una straordinaria occasione industriale, a condizione di muoversi con velocità e pragmatismo

La spesa militare indiana è destinata a crescere sensibilmente nei prossimi anni, con effetti geopolitici e industriali di rilievo. Si stima che nel 2025 il bilancio della difesa indiana raggiungerà i 90 miliardi di dollari, consolidando il Paese come terzo acquirente mondiale di armamenti dopo Stati Uniti e Cina. Questa dinamica rappresenta un’opportunità non solo per Washington, ma anche per le industrie europee che sapranno intercettare le nuove esigenze di Nuova Delhi.

A confermare la traiettoria è la visita del ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar al Pentagono pochi giorni fa, dove ha incontrato il segretario alla Difesa Pete Hegseth. L’incontro ha sancito la volontà di rafforzare la cooperazione bilaterale con un accordo decennale di cooperazione difensiva: interoperabilità, esercitazioni congiunte, sviluppo industriale condiviso e co-produzione sono i pilastri di questo piano, che si inquadra perfettamente nella strategia americana di contenimento della Cina nella regione indo-pacifica.

Un alleato per bilanciare Pechino

Washington considera l’India un partner fondamentale per il “balancing act” in Asia. La linea Trump è chiara: rafforzare l’India per contrastare la crescente proiezione cinese, non solo nel Mar Cinese Meridionale ma anche nell’Oceano Indiano. Non è un caso che il Pentagono abbia accelerato i negoziati

India - appuntamento a Trieste anche per noi - l'altra India contro imperialismo, regime di Modi, padroni e governo italiano

A cura del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India csgpindia@gmail.com

“Il porto di Trieste collegherà l’India all’Europa”

Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del 'Dubrovnik Forum' in Croazia: “Organizzeremo anche un grande evento a Trieste per la fine dell'anno per valorizzare il ruolo di questa città"

Antonio Tajani (Foto: Aiello)

“Trieste per noi deve essere il terminale del corridoio che collegherà l'India all'Europa. Trieste è un grande porto, è il porto dell'Europa centrale, quindi l'Italia potrà essere protagonista di questo corridoio Imec". Lo ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del 'Dubrovnik Forum' in Croazia. Lo riporta Ansa. "Ne abbiamo parlato con gli indiani, ne abbiamo parlato anche oggi con i nostri interlocutori dei Balcani e rappresenta veramente una straordinaria opportunità. Organizzeremo anche un grande evento a Trieste per la fine dell'anno per valorizzare il ruolo di questa città", ha aggiunto.

Palestina - Non parlateci di "pace"! - Importante e massima diffusione in tutte le manifestazioni per la Palestina

"Perchè devo fare pace con un assassino che massacra il mio popolo... Non vogliamo pace vogliamo giustizia... io rifiuto questo pace.
...Noi vogliamo vendetta. Vendetta per tutti questi bambini... Questo mondo che piange per un cane, per un gatto, mentre che muoiono bambini non dice nulla. Basta! siamo stanchi dei vostri valori“... Io non ne posso più di vedere tutti questi crimini. Bambini che vengono ammazzati, mentre aspettano la farina...
...Perché l'Occidente che vede tutti questi massacri non dice una parola? Noi vediamo tutte le sere tutte queste donne a piangere i loro figli, i loro mariti...
...tutto questo richiede una rivoluzione! Da parte tutto il mondo.
...La democrazia non esiste da parte vostra... E' la nostra resistenza che vi insegna che cos'è la democrazia,,, 
....Viva la nostra resistenza! Viva le nostre donna. Vivano i nostri uomini. Viva i nostri bambini! Gaza rimarrà viva. Palestina rimarrà viva. Alla fine rimarrà la Palestina!". 

Da interventi di una palestinese nelle manifestazioni di Milano

Quando i governi, i partiti borghesi, i capi dei paesi imperialisti parlano di pace, vogliono continuare ancor di più a portare avanti una guerra imperialista, un genocidio, o essere quantomeno complici di questi massacri quotidiani.
Quando i nostri partiti parlamentari di opposizione, la "sinistra", il nuovo papa burocrate, chi si "indigna" di fronte alle immagini televisive, ecc., parlano di "pace" vogliono solo  continuare a fare la loro tranquilla "opposizione", che non incide di una virgola nell'azione criminale di appoggio a Netanyahu/Trump, nella corsa al riarmo, del governo fascista Meloni.
Questa "pace" vuol dire in realtà più guerra!

Ma quando nelle mobilitazioni per la Palestina, contro le guerre imperialiste, contro il riarmo alcune realtà, compagni, parlano di pace, allora "bisogna mettere mano alla pistola", e in attesa di poter organizzare la "critica delle armi", dobbiamo usare subito le "armi della critica".  

Noi comunisti vogliamo la guerra di classe, la guerra di popolo; noi dobbiamo lavorare non per la pace ma per la sconfitta dell'imperialismo, per il rovesciamento dei governi della guerra, a partire dal nostro governo. 

Non vogliamo "disertare" la guerra imperialista - come scrivono alcuni opportunisti - ma vogliamo e dobbiamo lavorare per la nostra guerra, per la rivoluzione, la guerra di popolo perchè solo essa può mettere fine alla guerra e realizzare, allora sì, una vera pace.

Come scriveva Lenin: "...Non crediamo che la guerra possa concludersi con un semplice «rifiuto», con il rifiuto di singoli individui, di gruppi o di «folle» occasionali. Noi riteniamo che la guerra deve finire e finirà con la rivoluzione in una serie di paesi, cioè con la conquista del potere dello Stato da parte di una classe nuova…" - Lenin, Il significato della fraternizzazione, maggio 1917.

Chiariamo. Che tanta gente, giovani, lavoratori, donne parlano e vogliono la pace, questo è bene; a tanta gente la Palestina, gli orrori di Israele, le farneticazioni di Trump, la marcia verso un moderno fascismo che non vede l'ora di avere un posto nelle nuova guerre di spartizione del mondo, come in Ucraina, in paesi del Medio Oriente, che stanno preparando una nuova guerra imperialista mondiale "a pezzi" (come diceva Bergoglio), stanno aprendo gli occhi, la mente, il cuore. Queste aspirazioni per la pace sono giuste e aiutano il lavoro rivoluzionario, sono l'acqua in cui i comunisti devono operare. 

Ma quando coloro che dovrebbero lavorare per la rivoluzione, per rovesciare i governi della guerra imperialista, usano la parola "pace", allora vuol dire che stanno lavorando per illudere le masse, per soffocarne la ribellione, la presa di coscienza. E costoro sono un ostacolo che va tolto di mezzo.  

Gruppo 8 Forli - Ancora violenza verso i lavoratori e le lavoratrici in lotta - infosolidale

  • Lo stato di polizia è qui tra noi: dobbiamo fare qualsiasi cosa per fermarlo. Riprendiamo il testo pubblicato sul canale telegram "Chrono Vox" di @chronocol.media

    Stamani la polizia ha caricato con violenza gli operai del Gruppo 8 in sciopero da 11 giorni a Forlì contro la delocalizzazione. Tre lavoratori sono stati portati via in ambulanza, una sindacalista del SuddCobas è stata immobilizzata a terra sull’asfalto rovente e la polizia ha utilizzato la tecnica del kettling per bloccare il presidio in via Gramadora.

    🔻 I lavoratori denunciano condizioni di sfruttamento estremo con turni di 90 ore settimanali, lavoro a nero e alloggi di fortuna nella fabbrica. Dopo aver conquistato contratti regolari, ora la ditta in appalto per la multinazionale HTL vuole smantellare tutto per non sostenere i costi di regolarizzazione.

    🔻 Al tavolo di trattativa, l’azienda ha dichiarato di non essere in regola con i contributi e di non poter accedere agli ammortizzatori sociali, proponendo invece trasferimenti fittizi in reparti senza commesse o dimissioni forzate per i lavoratori più vulnerabili.

  • Miscellanea dell'azione genocida e a 360 gradi del sionismo israeliano. La propaganda di Israele entra nei giornali italiani: il caso Avvenire - attacchi ai cristiani e alle chiese a gerusalemme

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    La propaganda di Israele entra nei giornali italiani: il caso Avvenire

    Il governo israeliano sta utilizzando inserzioni pubblicitarie programmatiche per veicolare la propria narrazione all’interno dei siti di informazione italiani. Al centro della campagna c’è un articolo di Avvenire, sponsorizzato senza il consenso della testata.

    A cura di Elisabetta Rosso
    Sulle pagine web di diverse testate giornalistiche italiane è comparso un nuovo banner. Nel titolo si legge: "La sistemica violenza sessuale l'altra arma del 7 ottobre", sotto compare la fotografia di un cimitero con bandiere di Israele piantate nel terreno. Il link rimanda a un articolo di Avvenire nel quale vengono riportati i risultati di un nuovo rapporto del progetto Dinah (gruppo israeliano nato in seguito agli attacchi del 7 ottobre 2023, con l'obiettivo dichiarato di documentare e denunciare le violenze sessuali commesse dai miliziani Hamas). "Lo studio fornisce numerose testimonianze che provano come il gruppo terroristico abbia usato in modo sistematico ed esteso la violenza sessuale come arma durante l’attacco terroristico del 7 ottobre", si legge nel pezzo.

    Quello di Avvenire non è però un semplice articolo, il pezzo infatti è diventato uno strumento della

    Il quadro delle imprese che sono legate a Israele nel rapporto ONU di Francesca Albanese

    Ecco l'elenco delle aziende occidentali citate nel rapporto ONU di Francesca Albanese ("From economy of occupation to economy of genocide"), suddivise per settore di attività e con indicazione delle responsabilità specifiche:

    ### 🔫 1. Industria Bellica e Tecnologica

    - Lockheed Martin (USA): Fornitrice dei caccia F-35, F-15 e F-16 utilizzati per i bombardamenti su Gaza (85.000 tonnellate di bombe) .
    - Leonardo S.p.A. (Italia): Partner nel programma F-35 e produttrice di sistemi radar per droni tramite la sussidiaria Rada Electronic Industries .
    - Elbit Systems (Israele): Fornitrice di droni e sistemi di sorveglianza, con collaborazioni accademiche (es. MIT) .
    - Microsoft, Amazon, Alphabet (Google-USA): Fornitori di servizi cloud e AI per infrastrutture di intelligence israeliane. Contratto da $1.2 miliardi con Israele per gestione dati militari .
    - Palantir Technologies (USA): Sviluppatrice di sistemi AI per targeting militare (tra cui il software "Lavender") .
    - IBM (USA): Gestione del database biometrico per il controllo dei confini e training di personale militare .

    ### 🚜 2. Macchinari Pesanti e Costruzioni

    - Caterpillar (USA): Fornitura di bulldozer blindati usati per demolizioni di case palestinesi .
    - Hyundai (Corea del Sud) e Volvo (Svezia): Fornitori di macchinari per demolizioni e costruzione di insediamenti illegali .
    - Heidelberg Materials (Germania): Fornitura di materiali edili per insediamenti in Cisgiordania .
    - Construcciones Auxiliar de Ferrocarriles (Spagna): Costruzione di tram a Gerusalemme Est collegata a insediamenti illegali .

    ### 💰 3. Settore Finanziario e Investimenti

    - BNP Paribas (Francia) e Barclays (UK): Sottoscrittori di bond del Tesoro israeliano, finanziando l'aumento del 65% del budget militare (2023-2024) .
    - BlackRock e Vanguard (USA): Maggiori investitori in aziende coinvolte (Lockheed Martin, Palantir, Caterpillar) .
    - Allianz (Germania) e AXA (Francia): Detentori di azioni/obbligazioni di aziende legate all'occupazione .

    ### 🏨 4. Turismo e Servizi

    - Airbnb e Booking. com (USA/Paesi Bassi): Pubblicizzazione di alloggi in insediamenti illegali in Cisgiordania. Airbnb applica commissioni fino al 23% .
    - Carrefour (Francia): Apertura di supermercati in insediamenti illegali .

    ### ⚡ 5. Energia e Risorse Naturali

    - Chevron (USA): Fornitore del 70% del gas israeliano, con pipeline che attraversano acque palestinesi .
    - BP (UK) e Glencore (Svizzera): Sfruttamento di giacimenti in acque contestate e fornitura di carbone .
    - Netafim (controllata da Orbia-Messico): Sfruttamento di risorse idriche in Cisgiordania per insediamenti .

    ### 🏛️ 6. Istituzioni Accademiche 

    - MIT (USA): Ricerche congiunte con il Ministero della Difesa israeliano su droni e AI militare . 
    - Technische Universität München (Germania): Progetti finanziati da Horizon Europe con aziende israeliane legate all'occupazione . 

    ### ⚖️ Quadro Giuridico e Raccomandazioni 

    Il rapporto sottolinea che queste aziende violano i Principi Guida ONU su Imprese e Diritti Umani, in particolare: 
    - Mancata due diligence sui rischi legati a crimini internazionali . 
    - Complicità in violazioni del diritto internazionale (occupazione illegale, apartheid, genocidio) . 
    Albanese raccomanda: embargo sulle armi, sanzioni mirate, e azioni legali contro dirigenti . 

    ### 📊 Impatto Economico dell'Occupazione 

    - Il mercato azionario israeliano è cresciuto del 213% (2023-2025), con +$225.7 miliardi di capitalizzazione . 
    - Elbit Systems ha registrato un +27% dei ricavi nel 2024 grazie alle forniture militari . 

    💡 Fonte primaria: Il rapporto integrale è consultabile sul sito dell'[OHCHR](https://www.un.org/unispal/document/a-hrc-59-23-from-economy-of-occupation-to-economy-of-genocide-report-special-rapporteur-francesca-albanese-palestine-2025/) .

    Intervento/volantinaggio alla Stellantis di Melfi dello Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto

      

    Ieri intervento alle due portinerie (B - C) della Stellantis di Melfi.
    Vi era l'entrata degli operai del 2° turno - Mentre il 1° turno era stato sospeso per la giornata di ieri, motivo: per lo sciopero di alcune ditte dell'Indotto i materiali non erano arrivati.
    Come in altre occasioni, questo gli operai l'hanno saputo all'ultimo momento e questa sospensione viene scaricata su di loro con una mancata retribuzione per la giornata di ieri.
    Attenzione, signori padroni, però! Questa fu una delle principali motivazioni che nel 2004 (allora era Fiat Sata) fece scattare i famosi "21 giorni" di sciopero continuo, blocco totale della produzione, blocco/occupazione di tutta la zona intorno alla fabbrica, in cui per 21 giorni non potè passare neanche mezza macchina; una grandissima lotta di unità, compattezza, di forza di tutti gli operai e operaie, che divenne un simbolo anche per le altre fabbriche.  
    Oggi chiaramente la situazione è pesante. Cassintegrazioni ultra flessibili, turni sospesi, ricatti per licenziamenti e trasferimenti, e dentro, meno operai ma più carichi di lavoro, aumento dello sfruttamento, del peggioramento della salute.

    Ma come abbiamo detto ieri parlando con gli operai, non basta lamentarsi, denunciare, OCCORRE RIBELLARSI! E' GIUSTO RIBELLARSI. 
    Proprio la fabbrica di Melfi ha dimostrato che è possibile; che gli operai, i delegati decidano autonomamente di avviare la lotta su una "piattaforma operaia"; una lotta che se si fa, riesce. Anche oggi occorre accendere la scintilla (senza aspettare scioperi scontati/ordinari, una tantum che non incidono, e soprattutto incontri inutili per difendere gli operai, ma fatti per trovare "soluzioni" a governo e padroni). 
     
    IL VOLANTINO DIFFUSO ALLA FABBRICA 

    martedì 15 luglio 2025

    Torino, 18enne fu portato in commissariato perché filmò due agenti con il cellulare: i poliziotti condannati per arresto illegale, falso e calunnia

    L'episodio nel febbraio 2023 al termine di un controllo in un bar. Per loro due anni (l’agente con maggior anzianità) e a un anno e 9 mesi di reclusione: avrebbero costruito ad hoc un verbale per coprirsi

    Il 24 febbraio 2023, al termine di un controllo in un bar, due poliziotti avevano ammanettato e portato al commissariato Mirafiori un diciottenne — ora costituito parte civile con l’avvocato Fabiana Francini — che aveva estratto lo smartphone per filmarli; poi, lo stesso giovane, era stato trattenuto per oltre tre ore, ma era stato rilasciato e l’arresto non era mai stato formalizzato. E il giorno seguente gli agenti avevano trasmesso in Procura un’annotazione a doppia firma dove si accusava il ragazzo di essersi sottratto ai controlli «scavalcando la recinzione del dehors» e di aver ingaggiato una «colluttazione» con quello dei due che lo aveva immobilizzato, provocandogli delle lesioni. Per tutto questo, stamattina (14 luglio), il tribunale di Torino ha condannato i due agenti a due anni (l’agente con maggior

    lunedì 14 luglio 2025

    Il punto sul contratto dei metalmeccanici - Slai cobas per il sindacato di classe

    Le basi su cui si riapre la trattativa - non si profila niente di buono per gli operai metalmeccanici.

    Lo sciopero dei metalmeccanici del 20 giugno ha dimostrato che sulla parola d’ordine del rinnovo del contratto si possono unire nella lotta le fabbriche e sviluppare la potenziale forza della classe operaia settore centrale per bloccare l’economia del paese, e a Bologna 10mila operai in autostrada non sono passati inosservati neanche al governo visto che il giorno dopo ha convocato fim, fiom, uilm e federmeccanica.

    Ma a questo incontro del 21 giugno, come abbiamo scritto in un precedente articolo (https://proletaricomunisti.blogspot.com/2025/06/pc-22-giugno-federmeccanica-respinge-in.html), i sindacati fim, fiom, uilm di fronte all’arroganza dei padroni metalmeccanici invece di dare continuità alla lotta dopo lo sciopero nazionale del 20 giugno, hanno detto “non mettiamo pregiudiziali e aspettiamo convocazione del 26 giugno tra governo Confindustria e cgil, cisl, uil”.

    Così mentre Federmeccanica e Assistal alzano il livello di scontro, riaffermando la loro linea di zero aumenti: “nessuna trattativa sui minimi tabellari se non nell’ambito dell’IPCA al netto degli energetici”, le dichiarazioni dei sindacalisti come Palombella della Uilm cercano una via di fuga illusoria: “Non vogliamo una politicizzazione del rinnovo del contratto nazionale ma chiediamo al Ministro uno strumento che potrebbe contribuire a sbloccare lo stallo: la detassazione degli aumenti salariali – continua – riteniamo positivo l’impegno del Ministro Calderone nel ricercare delle soluzioni nella prossima legge di bilancio, sia per la contrattazione nazionale che aziendale. Vigileremo sul rispetto degli impegni”.

    Ma il punto centrale da sbloccare resta quello degli aumenti del salario, 280 euro nel prossimo triennio,e lo afferma anche Agustin Breda della Rsu Fiom Electrolux opposizione Cgil) che dice in una

    Beretta - Mozione contro il riarmo - E lotta operaia si estende e strappa risultati - info blog https://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com

    SALUMIFICO BERETTA: MOZIONE OPERAIA CONTRO RIARMO E GUERRA E MASSIMA ATTENZIONE CONTRO L’APPALTO E LA REPRESSIONE

    Nella fabbrica che i padroni propagandano con una pressante campagna come un grande successo economico imprenditoriale, di cui si accollano i meriti relegando le operaie al ruolo fuori campo di chi si consuma muscoli nervi e cervello nei reparti a produrre la ricchezza dei padroni, come se fosse un destino immutabile, il messaggio delle mobilitazione è esattamente il contrario: No, la lotta di classe è proprio per conquistare un mondo senza sfruttamento, per questo i padroni da sempre la temono.

     

    Nell’assemblea dell’appalto è stata condivisa la mozione operaia, contro il riarmo e la guerra, di solidarietà alle popolazioni bombardate dall'imperialismo, per la fine del genocidio in Palestina, lavoro non guerra, no al carovita, fondi per il lavoro, salari, sanità, servizi sociali… diffusa alla portineria per tutte le operaie, e spiegata l’attività del sindacato per una presa di posizione dei lavoratori attraverso la mozione, con la sua diffusione, le firme, dove possibile, come un primo passo, o come un passo in avanti, verso la mobilitazione generale, fino allo sciopero generale, contro la guerra dei padroni e il loro governo della guerra, oggi incarnato dal 5% per gli armamenti.

    Due fatti, un accordo sindacale importante per 140 internalizzazioni ad una fabbrica ‘gemella e concorrente’ del Salumificio, la Rovagnati e pure a pochi kilometri di distatnza, una nuova inchiesta della Procura Milanese ‘sui serbatoi di manodopera’ inteso come il sistema degli appalti, questa volta alla Rhenus, hanno attraversato il Salumificio F.lli Beretta nei giorni appena passati, per effetto dei naturali collegamenti, sia attraverso le iniziative e le denunce dello Slai Cobas.