L’Accordo di programma per la reindustrializzazione dell’area ex Fiat di Termini Imerese, tanto richiesto da politici e sindacati, sembra in dirittura d’arrivo. C’è una “bozza”, ha detto l’assessore, di Accordo, che dovrebbe essere finanziato con 70 milioni di euro di soldi pubblici, e che è stato al centro dell’incontro che si è tenuto l’altro ieri: a quanto si legge il “tavolo” era abbastanza pieno! “Al tavolo, convocato dall'assessore Tamajo, hanno partecipato i tre commissari della ex Blutec (Giuseppe Glorioso, Fabrizio Grasso, Andrea Bucarelli), l'assessore regionale al lavoro, Nuccia Albano, il dirigente del dipartimento attività produttive Carmelo Frittitta, il commissario della Zes Sicilia occidentale Carlo
martedì 14 febbraio 2023
lunedì 13 febbraio 2023
pc 13 febbraio - "Guerra, salari da fame, repressione: costruiamo l'opposizione di classe al governo Meloni!"
Intervento dello Slai cobas sc di Bergamo all’assemblea telematica del Si.cobas del 12.02
Salutiamo tutti i compagni le organizzazioni e i lavoratori presenti a questa assemblea. Abbiamo partecipato nello spirito che sia necessario estendere ed elevare la mobilitazione dato che la lotta contro la guerra inter-imperialista è una delle lotte più concrete e importanti in questo momento.
Per non parlare che c’è una politica imperialista del nostro governo di espansionismo, basta vedere l’attivismo del governo Meloni in Algeria ed Egitto.
Per questa battaglia contro la guerra imperialista e anche su come portare avanti l’obbiettivo che si diceva nell’introduzione: "pace agli oppressi e guerra agli oppressori", bisogna partire da un problema
pc 13 febbraio - "Fermare l’escalation bellica mondiale"- Un'assemblea alla GKN - L'intervento di proletari comunisti
Un centinaio di compagne e compagni ha partecipato ieri all’assemblea "Fermare l’escalation bellica mondiale" tenutasi nella fabbrica occupata GKN.
Nel mattino vi sono state una serie di relazioni di organizzazioni politiche e sociali già partecipanti a un precedente convegno contro la guerra imperialista Sono seguite quelle di Insorgiamo Bologna, Comitato No Base Coltano, Calp Genova e, registrato, un intervento dal meeting internazionale di Francoforte per il Trans-national Social Strike.
Tutte le relazioni si sono interrogate sul perché al momento le forze scese contro la guerra su una posizione coerentemente antimperialista e di classe sono ancora troppo ristrette e non in grado di
pc 13 febbraio - La corsa agli armamenti nell'attuale tendenza alla guerra inter imperialista mondiale - info
India, 13 mld dollari di armamenti dalla Russia in 5 anni

L'India ha importato dalla Russia circa 13 miliardi di dollari di armamenti nell'arco degli ultimi cinque anni, e Nuova Delhi ha già collocato ulteriori ordini per un valore pari a circa 10 miliardi di dollari.
Lo ha dichiarato Dmitrij Shugayev, direttore del Servizio federale di cooperazione tecnico-militare della Russia. Il funzionario ha spiegato che l'India è il primo acquirente mondiale di sistemi d'arma russi, e rappresenta da sola circa il 20% del portafoglio degli ordini esteri dell'industria della difesa russa.
pc 13 febbraio - Un milione in piazza Spagna per difendere la sanità pubblica - info
Protesta nella Regione di Madrid
Diverse centinaia di migliaia di persone, per gli organizzatori un milione, hanno marciato oggi a Madrid durante una nuova manifestazione in difesa del sistema sanitario pubblico nella regione della capitale spagnola, minato da mesi dalla mancanza di personale e mezzi.
I manifestanti, tra cui molti operatori sanitari, si sono radunati al suono di tamburi e fischietti in diversi punti della capitale spagnola prima di convergere verso il municipio, con striscioni e slogan: “La salute non si vende, si difende”.pc 13 febbraio - Assemblea a Palermo contro la guerra imperialista info sul dibattito
Stiamo discutendo da giorni la necessità di dovere agire come lavoratori e lavoratrici contro questa guerra interimperialista che avanza ormai da un anno, questa assemblea è il luogo in cui lanciamo la proposta/azione di un comitato di lavoratori, lavoratrici, precari, disoccupati contro la guerra imperialista e contro il nefasto ruolo attivo che il governo italiano da Draghi all’attuale governo Meloni porta avanti e oggi rafforza in questa guerra al servizio degli interessi dei padroni capitalisti scaricandone gli effetti in termini di guerra interna alla nostra condizione di vita… I lavoratori e lavoratrici dello Slai che si sono detti d’accordo sono la base naturale costitutiva di questo comitato ma esso vuole essere uno strumento largo, dinamico che possa raggiungere altri lavoratori, lavoratrici, operai, precari… da lavoratori, lavoratrici che lottano ad altri lavoratori, ad altri precari, ad altre donne ai giovani per portare un messaggio netto e chiaro su questa guerra e fare schierare innanzitutto lavoratori, gli operai che ogni giorno subiscono il lavaggio del cervello ideologico, politico, pratico del governo sulla necessità/giustezza di questa sporca guerra, dell’economia di guerra e per provare a mobilitarci attraverso ogni forma possibile contro la guerra imperialista collegandoci anche con altre realtà che già lottano contra la guerra, oggi sono qui presenti rappresentanti del Comitato No Muos di Palermo e Assemblea No guerra, ma per i lavoratori, i proletari c’è la necessità ogni giorno sempre più urgente di un orientamento di classe e di un’azione di classe…domenica 12 febbraio 2023
pc 12 febbraio - Il Pg della Cassazione: “togliamogli il 41bis” - Stiamo a vedere intensificando la mobilitazione
Il Pg della Cassazione: “togliamogli il 41bis”
di Osservatorio RepressioneIl sostituto procuratore generale della Cassazione Piero Gaeta ha chiesto la revoca del 41bis per l’anarchico in sciopero della fame ormai da oltre 110 giorni.
Una richiesta che cambia le carte in tavola e che potrebbe portare ad una soluzione della situazione il 24 febbraio prossimo, quando l’anarchico e i suoi legali si troveranno davanti la Corte di Cassazione, che dovrà esprimersi sulla richiesta di revoca del carcere duro.
Secondo il Pg una misura così restrittiva non è più necessaria. E la strada potrebbe essere quella indicata dal capo della Dna Giovanni Melillo nel suo parere: l’alta sorveglianza con censura, misura sufficiente a contenere un “eventuale pericolo”.
Intanto Flavio Rossi Albertini, legale di Alfredo Cospito, ha scritto al carcere di Opera per avere conferma del trasferimento del suo assistito all’ospedale San Paolo dal momento che «sono venuto a conoscenza della notizia non dall’istituto bensì dai giornalisti che l’hanno appresa da una nota ministeriale».
Una
riprova, insomma, che “gli atti” della magistratura milanese vengono
“depositati in redazione”, invece che nelle sedi istituzionali.
La risposta dal carcere è stata una “conferma” alla notizia con l’informazione che il sostituto processuale potrà visitarlo lunedì 13 febbraio in ospedale e che anche il medico di parte potrà vederlo con modalità concordate con la Direzione del carcere e con l’ospedale.
pc 12 febbraio - Prosegue la lotta di massa in Perù e la repressione del governo reazionario e golpista di Boluarte
Pérou: 50 blessés dans une manifestation anti-gouvernementale

La marche jeudi à Juliaca, au sud du Pérou, en hommage aux 18 civils qui ont trouvé la mort, il y a mois, dans les manifestations réclamant la démission de la présidente Dina Boluarte, a fait près d’une cinquantaine de blessés. Les affrontements ont commencé quand les protestataires ont tenté de pénétrer au sein de l’aéroport Inca Manco Capac à Juliaca (1.300 km au sud de Lima), où des manifestants ont été tués il y a un mois. La police a usé ce jeudi de balles et de gaz, causant des blessures, des fractures, des intoxications et des insuffisances respiratoires chez 23 personnes. Trois des blessées sont des mineurs âgés de 17, 15 et 11 ans, ce dernier présentant une blessure par par balle à la jambe gauche. La police nationale péruvienne a indiqué sur Twitter que 25 policiers ont été blessés lors de ces affrontements à l’aéroport.
pc 12 febbraio: Alfredo Cospito trasferito all’ospedale San Paolo di Milano. Scontri alla manifestazione di Milano
Dal report "a caldo" dei compagni di proletari comunisti di Bergamo/Milano:
"Corteo combattivo, circa un migliaio, che si è trovato subito di fronte un massiccio spiegamento di forze dell'ordine; il corteo ha proseguito con interventi e determinazione fino a uno sbarramento di scudi della polizia per tentare di impedirne l’avanzata verso un grande incrocio per il centro. Sono seguite non azioni per disperderlo viste le forze ma di inseguimento con tentativi di chiuderlo in più punti, per fermare gruppi di manifestanti, ma senza riuscirci, visto che il corteo ha tenuto fino alla fine anche grazie al prodigarsi dei compagni di mantenere unito la testa e la coda del corteo e quindi la sua compattezza fino alla fine sui Navigli.
Nel corteo diffusione volantino, bandiere e striscione su "Meloni-Nordio…estendere le mobilitazione". Mentre alla partenza nella piazza lasciato lo striscione del Soccorso Rosso proletario: "Fuori Cospito dal 41bis solidarieta'".
da Osservatorio repressione
Alfredo Cospito, in sciopero della fame da 115 giorni, è stato trasferito questo pomeriggio dal carcere di Opera all’ospedale San Paolo di Milano, in una delle stanze riservate ai detenuti in 41 bis. Alfredo sembrerebbe essere stato ricoverato nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale milanese su indicazione dei medici. Secondo il medico di parte rischia un edema celebrale.
Le critiche condizioni di salute di Alfredo Cospito erano state già segnalate da Andrea Crosignani, medico di parte che lo aveva visitato proprio questo sabato mattina nel carcere di Opera. “Pesa 71 chili ed è a rischio di edema cerebrale e aritmie cardiache potenzialmente fatali.” E’ quanto ha riferito Crosignani all’avvocato Flavio Rossi Albertini dopo la visita effettuata oggi. Ma Alfredo “è determinato ad andare avanti con la protesta. E’ lucido e cammina sulle proprie gambe. Anche se ho cercato di convincerlo a riprendere il potassio per ridurre il rischio di queste aritmie. I parametri tengono ma basta poco perchè la situazione precipiti senza dei segni particolari di allarme”.
Intanto sempre a Milano centinaia di persone sono partite in corteo da piazza XXIV Maggio per sostenere Alfredo Cospito, l’esponente anarchico detenuto nel carcere milanese di Opera in regime di 41bis, in sciopero della fame ormai da 115 giorni. Si sono verificati momenti di tensione con la polizia, con almeno quattro cariche.
A mantenere accesa la protesta anche la linea dura da parte del Ministro della Giustizia Nordio. Sono state rese note le motivazioni del rigetto alla revoca del 41 bis firmato dal Ministro della giustizia. Nordio ha sostenuto nel suo diniego che lo sciopero della fame di Cospito sia una forma di protesta violenta perchè ha detto ‘il corpo è la mia arma’. “Il corpo di Alfredo Cospito è divenuto il catalizzatore che serviva all’azione strategica del detenuto che chiedeva unità di intenti e obiettivi pur lasciando a ciascuna formazione la libertà e l’autodeterminazione in relazione alla tipologia di atti da compiere” ha sostenuto Nordio aggiungendo che “le condizioni di salute di Cospito non sono tali da incidere in maniera significativa sulla sua rilevante pericolosità sociale e non sono idonee a giustificare l’adozione del domandato provvedimento di revoca anticipata del regime differenziato previsto dal 41bis”
sabato 11 febbraio 2023
pc 11 febbraio: I 100 giorni del governo Meloni e il nostro che fare
Il bilancio dei 100 giorni del governo Meloni mostra cosa è questo governo, la sua continuita' con i governi precedenti, e in particolare col governo Draghi e la sua specificita', differenza.
Sulla guerra le armi inviate, i fondi stanziati e sottratti alla sanita', alla scuola, al lavoro, ai sostegni sociali sono arrivati a cifre altissime; Draghi sicuramente aveva iniziato, ma il governo Meloni nella sua misera smania di mostrarsi fedele e più "realista del re" verso gli Usa/Nato e di non farsi mettere da parte dagli altri paesi in Europa, è andata avanti come un treno, Alle armi ci ha aggiunto il segno identitario fascista arrivando a proporre l'addestramento all'uso delle armi nelle scuole e La Russa il ripristino della leva obbligatoria;
Meloni e suoi ministri, in primis Crosetto, sono diventati dei viaggiatori/piazzisti indefessi, per scambiare armi, sostegno ai regimi, come la Libia, e le vite dei migrati con affari, e profitti nel nord Africa, soprattutto per l'ENI.
Ma questo governo è andato chiaramente oltre: riducendo al massimo la miseria del Reddito di cittadinanza, attaccando volgarmente i disoccupati, i poveri, e liberalizzando ogni peggioramento dei rapporti di lavoro voluto e fatto dai padroni
Ma la caratteristica di questo governo non è l’economia, ma sono le azioni, le concezioni da moderno fascismo.
pc 11 febbraio - Elezione regionali nella Lombardia fabbrica di armi e sede dell'arsenale Nato
La Lombardia della borghesia imperialista quella della pandemia trasformata in strage, della crisi dove aumentano i profitti e le persone sotto la soglia di povertà, che ora si aggrava con l’economia di guerra scaricata sui proletari con lavoro precario, morti sul lavoro, sanità privata, aumento dello sfruttamento e del caporalato, inquinamento e devastazione del territorio.
Con Fontana/Salvini che annunciano pure la possibilità di una centrale nucleare per dare energia e difendere l’economia dei padroni.
Mentre il PD da un lato difende l’invio di armi del governo Meloni come “dolorosa necessità” e dall’altro parla di aprire una via diplomatica usata come propaganda elettorale per la ricostruzione.
Nonostante quanto affermano le belle anime ex Cgil come Mario Agostinelli (porto Alegre-social forum), non è con il voto a Majorino che si mette un granello nell’ingranaggio della guerra e secondo noi neanche Unione popolare con la sua candidata alle regionali Ghidorzi che si professa "Radicale, ma non ideologica”, quando il problema è proprio ideologico: anche perchè non ci può essere pace e giustizia sociale senza “distruggere le classi ed edificare il socialismo” e quindi senza la guerra degli oppressi contro gli oppressori, per cui il problema non è solo no alla Nato.Il problema non è la difesa o il miglioramento del sistema "democratico" Europeo ma la mobilitazione operaia e popolare contro il governo della guerra che difende gli interessi dei padroni imperialisti italiani, Leonardo, Eni, etc.
Per questo serve rafforzare la strada per un fronte unico di classe contro guerra e carovita, alternativo alle illusioni riformiste, pacifiste e elettorali. Ne parliamo sabato all’assemblea proletaria Anticapitalista del 18 febbraio a Roma.
Dalla stampa:
L'Ucraina, l'Europa e la lobby degli armamenti di Pierfrancesco Majorino
Credo si debba insistere sulla strada politica e diplomatica come quel tentativo esplicitamente “disperato” per guadagnare una tregua, avviare un processo di pace e procedere, un giorno, verso la ricostruzione
La guerra di Putin sta producendo morte e distruzione. L’invasione a cui si assiste è molto di più un
pc 11 febbraio: Borgo Mezzanone: "Sappiamo chi è Stato...". Comunicati del Comitato Lavoratori delle Campagne
Ennesimo incendio a Borgo Mezzanone
Dopo la morte di Queen e Ibrahim la notte del 23 gennaio, giorni fa a Borgo Mezzanone è divampato un incendio che ha distrutto una baracca. Nonostante gli abitanti dell'ex pista abbiano chiamato i soccorsi, questi non sono mai arrivati. La persona che ci viveva ha perso la casa e i documenti che lì custodiva ed è attualmente in ospedale perché si è bruciata la mano e ferita una parte del volto. Questa è la quotidianità per chi vive in queste condizioni, soprattutto in inverno dove nell'insediamento di Borgo Mezzanone l'elettricità salta ogni due ore ed è impossibile trovare un modo per scaldarsi. Ma questo è noto a tutti da un po', nonostante le sfilate istituzionali e para-istituzionali arrivino soltanto quando ci scappa il morto.
La soluzione perché nessuno viva e muoia in queste condizioni è permettere che tutt abbiano i documenti e di conseguenza possano anche avere una casa. Non è difficile capirlo, e chi silenzia e reprime le lotte di chi chiede questo da anni è complice di questo sistema di morte e sfruttamento. Adesso basta
Comitato Lavoratori delle Campagne
Borgo Mezzanone: Sappiamo chi è Stato, giù le mani da chi vive nei ghetti.
Come sempre accade in questi casi, le prime reazioni alla notizia dell’ennesima morte in un ghetto sono
pc 11 febbraio: Dalla ex Fca di Pomigliano una buona notizia
ANNULLATI I TRASFERIMENTI DI 316 OPERAI, IN PREVALENZA ISCRITTI SLAI COBAS, NEL REPARTO CONFINO DI NOLA
pc 11 febbraio: Il Governo Meloni precarizza il lavoro: liberalizzazioni dei contratti a termine e straordinari non pagati
Da Assembleaproletariaanticapitalista
febbraio 11, 2023
delegati e lavoratori indipendenti Pisa
Il Governo Meloni, passato il Festival di San Remo che da decenni ha effetti catalizzanti sull'opinione pubblica, porterà in Parlamento un decreto sul lavoro.
Alcune anticipazioni le abbiamo avute nei decreti già approvati con il ritorno del voucher, ora con un apposito emendamento al Milleproproghe veniamo a conoscenza della volontà di andare oltre i 24 mesi per gli interinali.
Il Governo Conte aveva avuto almeno il merito, nella prima stagione governativa del grillismo, di introdurre non solo il RdC, pur con mille limiti e imperfezioni che non abbiamo per altro mai occultato,
venerdì 10 febbraio 2023
pc 10 febbraio - Venezia, occupata la facoltà di Lettere dell'Università Ca' Foscari in solidarietà al Alfredo Cospito
Venezia, dopo una partecipata assemblea, nella serata di ieri, è stata occupata la sede di San Sebastiano (Lettere) contro il 41 bis in solidarietà ad Alfredo.
pc 10 febbraio - Anche all'Università Statale occupazione a fianco di Alfredo e contro la repressione
Occupata la Statale di Milano in solidarietà ad Alfredo Cospito
Ieri mattina una cinquantina di studenti dell’Università Statale di Milano hanno occupato una parte dell’edificio di via Festa del Perdono in solidarietà alla lotta di Alfredo Cospito contro il 41bis e l’ergastolo ostativo.
Dopo varie mobilitazioni cittadine – ultima sotto il carcere di
Opera dov’è recluso Alfredo – anche l’università insorge in solidarietà
alla lotta di Alfredo che ormai da più di cento giorni sta portando
avanti lo sciopero della fame per chiedere l’immediata abolizione del
regime del 41 bis e dell’ergastolo ostativo.
Il 41bis è una vera e
propria tortura, perché le condizioni di detenzione che impone sono
inutili vessazioni contro i detenuti che la subiscono, volte ad
annichilire queste persone sia da un punto di vista fisico che
psicologico.
Per questo motivo come studenti della Statale abbiamo
deciso di non restare in silenzio e dar vita a una
pc 10 febbraio: Continua la mobilitazione per Alfredo Cospito, Taranto. L'intervento di proletari comunisti. Alfredo: "Hanno deciso di tumularmi in un sarcofago".
Presidio rappresentativo e combattivo questa mattina sotto la prefettura, in continuità della intensa campagna in corso a Taranto con iniziative al Tribunale e al carcere nei giorni scorsi e come prima risposta all’infame decisione ‘assassina’ del ministro Nordio di rigettare la richiesta di annullamento del 41bis per Alfredo.
L
‘obiettivo oggi era imporre un incontro in Prefettura per portare fin
dentro i palazzi la campagna - l’incontro c’è stato con una delegazione
dei rappresentanti dell’assemblea autoconvocata a cui si è aggiunta
Amnesty International. Sono state consegnate le firme raccolte al
Tribunale, l’appello nazionale degli intellettuali in circolazione a
livello nazionale:"fuori Cospito dal 41bis abolizione del 41bis e
dell’ergastolo ostativo", mentre sotto di
susseguivano gli interventi di denuncia dei partecipanti.
A ogni presidio stanno crescendo le realtà organizzate che si uniscono alla campagna.
Slai cobas per il sindacato di classe
Da Repubblica
Carcere di Milano Opera, Alfredo Cospito legge le sei pagine del provvedimento del ministro Carlo Nordio e dice: "Me lo aspettavo. Hanno deciso di tumularmi in questo sarcofago di cemento". In una Montecitorio deserta lo racconta il suo avvocato Flavio Rossi Albertini che aggiunge: "La fine di Alfredo è quasi scontata".
Secondo Rossi Albertini, "da Nordio arriva una motivazione debole perché non affronta la qualità


















