martedì 19 gennaio 2021

pc 19 gennaio - SULLA CRISI DI GOVERNO IN CORSO - un breve commento

Per ora alla Camera Conte ha ottenuto la fiducia  ma Conte, l'insieme del governo, con un ruolo di protagonismo del PD di Zingaretti, si è spostato verso istanze di Renzi e del centro destra, per ora in particolare sull'assegnazione delle poltrone eventualmente rimaste vuote.

In ogni caso, anche se dovesse avere i numeri al Senato, ciò che caratterizzerà i prossimi mesi del governo, sarà un'accentuazione delle misure a favore del padronato, dei ceti medi e piccoli imprenditoriali, commercianti, ristoratori, e un peggioramento di provvedimenti che attaccano condizioni e diritti dei lavoratori e delle masse popolari. 

Il ruolo di Renzi era e resta quello di minare e sabotare per conto del centro destra a guida Salvini il governo dall'interno.... e su questo ci è in parte comunque riuscito, con la grande stampa e TV che ne hanno amplificato il ruolo.

Comunque finisca questa crisi, non cambia quello che dobbiamo fare noi: 

lavorare per lo sviluppo dell'azione del proletariato e delle forze di opposizione politica e sociale proletaria 

sviluppare la lotta politica e sociale verso una nuova polarizzazione che apra la strada all'avanzamento politico e sociale.

lottare contro l'attuale governo con l'obiettivo anche di ottenere risultati concreti e rafforzare il movimento di lotta

Altre linee e soluzioni, qualunque siano le ragioni per cui vengano avanzate, servono ai padroni e alle forze fascio-populiste dentro e fuori il parlamento.

proletari comunisti

19-1-2021

pc 19 gennaio - La lotta nazionale e internazionale contro l'impero Mittal lanciata da Taranto con un dossier - info pcro.red@gmail.com

pc 19 gennaio - Nuovi processi a febbraio contro lavoratori e lavoratrici dello Slai cobas sc e militanti di proletari comunisti - Costruiamo iniziative di solidarietà e lotta

pc 19 gennaio - Verso lo sciopero del 29 gennaio - i proletari già in lotta chiamano la classe operaia e tutti i lavoratori a prendere nelle proprie mani la lotta contro padroni, governo, stato del capitale

pc 19 gennaio - I proletari indiani nel nostro paese alzano la bandiera dell'internazionalismo nei fatti - Slai cobas per il sindacato di classe Brescia/Bergamo

pc 19 gennaio - L'imperialismo USA a un nuovo snodo... Gli effetti in USA, nel mondo e in Italia della nuova presidenza - cominciamo a parlarne seriamente

pc 19 gennaio - Centenario del PC d'Italia - 21 gennaio - Unità dei comunisti - 'prima di unirsi bisogna delimitarsi' fuori dal pantano del revisionismo, dell'opportunismo di destra e di 'sinistra'-


 

lunedì 18 gennaio 2021

pc 18 gennaio - Speciale India - 1 - La grande lotta dei contadini indiani - verso la giornata del 26 - marcia su Nuova Delhi

La protesta dei contadini in India

Migliaia di contadini si sono riversati nella capitale dell’India, Nuova Delhi, stringendola in un vero e proprio assedio, tra novembre e dicembre dello scorso anno, per protestare contro le nuove tre leggi sull’agricoltura che il governo ha emanato a settembre 2020.

Una protesta mai vista per dimensioni, come infatti ammettono diversi mezzi di informazione: “Le proteste sono la più grande mobilitazione di sempre dei contadini…”

Già dopo la promulgazione delle tre leggi nere, come le chiamano i contadini, erano cominciate le proteste nei vari Stati che compongono l’Unione Indiana, soprattutto negli stati del nord del Paese, Punjab, Rajasthan, Haryana, Uttar Pradesh occidentale… e dopo uno sciopero generale del 25 Settembre indetto per tutta l’India (Bharat Bandh) la protesta si è estesa anche a tutto  l’Uttar Pradesh, al Karnataka, Tamil Nadu, OdishaKerala, Uttarakhand e parti del Maharashtra e del Madhya Pradesh; ma dall’inizio di novembre le masse contadine organizzate raccolte in oltre 40 grandi “sindacati”, non avendo avuto alcuna risposta dal governo, hanno deciso di spostare la protesta direttamente nella città sede del governo.

I motivi della contestazione delle tre leggi nere sono chiari e semplici, come chiara è diventata a tutti la

pc 18 gennaio - Tunisia in fiamme - comunicato ELKADEHINES - in via di traduzione

pc 18 gennaio - Tunisia in fiamme - corrispondenza ultimi 3 giorni in via di traduzione

 

Riots continue for the 6th day: 600 arrests throughout the country, demonstrations against government and demanding the release of the arrested attacked by police in the capital and in the city of Sousse

During the night between the 17th and the 18th of January riots continue and multiply throughout the country, from the north (Bizerte, Tunis, Sousse) to the west and the centre (Kef, Siliana, Sbeitla, Gafsa and Sfax). When curfew starts thousand of people, mainly youth, goes out to the streets organizing blockade with tires on fire and attacking police and big markets. Especially in the proletarian neighborhood of Ettadhamen in the capital, clashes were very intense last night where proletarian youth attacked the police with fireworks and stones and police used heavy armored trucks (see the videos here 1 & 2). In the tenth anniversary of people’s uprising against Ben Ali regime, the new generations still suffer from unemployment and bad life conditions pushing a big numbers of them to leave the country searching for a better life in Europe. Mainstream media and politicians in the past few days labelled the angry youth as “vandals” and “criminals” speaking about a dark hand behind these riots. These are just stupid attempts to criminalize and to confuse the people that after the pandemic is getting in worse life conditions and after the government decided by decree a 4 days total lockdown starting from the 14th of January (the anniversary of the Ben Ali escape) the people couldn’t stop the anger. Moreover the aggression against a young shepherd in Siliana and the destroying of a small kiosk owned by a young handicapped woman in the phosphate mine town of Gafsa, both by the police, augmented the protests and the anger and the solidarity from other society sectors and organizations like UGET (Tunisian Students General Union) that issued a statement of fully support to night riots and asking to his cadres to join protest in order to bring out the government and the reactionaries in the parliament. In Siliana as in other town repression was harsh (watch the video here). In Jelma (Sidi Bouzid region) people scuffled with police also putting forward two specific problems: the often lack of water in the town houses and the extreme retard to accomplish the work for the local hospital.

The regime widened political repression also to political revolutionary activists and people in general who support the protests by websites, blogs and social medias such as Houssem el Yousfy and Ahmed Graham, arrested both in Ben Arous (Region of Big Tunis) yesterday. The latter has been put in Mornaguia jail today and a tribunal session has been fixed for next week.

Activist and blogger Farouk Nasri was arrested yesterday in his house in Kasserine.

The 18th morning demonstrations were organized in Tunis and Sousse against Mechichi government and demanding the release of the 600 people and the political militants arrested until now. Slogans were lunched such as “No fear, the streets belong to us”, “Freedom for the arrested” “Ghannouchi (head of Muslim Brotherhood party of Ennahdha and head of the parliament) serial killer”, “Mechichi/Ghannouchi traitor we come to search for you at daylight”, “They attack our people and they stole our country”. The demonstrations in Tunis and Sousse were both attacked by police, especially in Tunis (watch demonstration video here) police tried to stop the demonstrators when they reached the central Avenue Bourguiba (watch the video here), after a small confrontation, the demonstration entered in the Avenue and headed to the arab Medina (old town) but meanwhile some demonstrators were arrested, among them political activist Hamza Nasri was bring to a police station at first, but after he was moved to an unknown place. Until now the protesters with a lawyer are outside the police station asking news for the comrade.

Political activists and Tunisian revolutionary movement side by side to the proletarian youth don’t afraid this new wave of political repression and are launching new struggles in the upcoming days affirming that 10 years ago Ben Ali fell down but the police and old state regime is still there.

pc 18 gennaio - Tunisia in fiamme - Nel decimo anniversario della Rivolta Popolare in Tunisia avanza la Restaurazione. Ciò che serve è una Rivoluzione di Nuova Democrazia e la Guerra Popolare!

Nel decimo anniversario della Rivolta Popolare in Tunisia avanza la Restaurazione. Ciò che serve è una Rivoluzione di Nuova Democrazia e la Guerra Popolare!

Il decimo anniversario della caduta del regime di Ben Ali in Tunisia (14 gennaio 2011) assume un significato particolare e chiarificatore del bilancio da trarre da quell’evento così importante per le masse popolari tunisine, arabe e non solo.

La borghesia compradora tunisina attualmente rappresentata dal governo Mechichi (sostenuto dai reazionari islamisti di Ennahda, da quelli laicisti della diaspora post-RCD di Tahya Tounes e Qalb Tounes e dai socialdemocratici della Corrente Democratica e del Partito del Popolo) utilizzando la scusa della pandemia ha di fatto vietato le manifestazioni previste per il decennale della Rivolta Popolare e della caduta del regime di Ben Ali, decretando un lockdown di 4 giorni a partire proprio dal 14 gennaio, associato ad un coprifuoco dalle 16:00 alle 6:00 del mattino. Sono inoltre stati sospesi tutti i corsi in scuole e università di ogni ordine e grado fino al 24 gennaio. Il decreto governativo sottolinea inoltre, per non lasciare dubbi, che sono vietate tutte le manifestazioni in questo periodo.

È evidente il tipo di scelta politica governativa da un lato volta ad esorcizzare lo spettro della rivolta che si manifesta continuamente negli scioperi e blocchi stradali nei quattro angoli del paese da dieci anni a questa parte proprio fino a questi giorni; dall’altro rappresenta un ulteriore conferma  all’analisi fornita dalle forze rivoluzionarie marxiste-leniniste-maoiste in tempi non sospetti, che la Rivolta Popolare tunisina del 2010/2011, con l’apertura della fase della costituente e successiva approvazione della nuova costituzione nel 2013 è entrata in una fase di Restaurazione progressiva in cui mese dopo

pc 18 gennaio - Tunisia - nel pieno della rivolta popolare in atto le forze comuniste rivoluzionarie si uniscono - Dichiarazione congiunta

 Dichiarazione congiunta in occasione del 14 gennaio

Sono passati dieci anni dall'eroica epopea guidata dalle masse popolari dal 17 dicembre 2010 al 14 gennaio 2011, una rivolta contro l'ingiustizia, la corruzione e la tirannia a cui sono state sottoposte per decenni, spinte dal desiderio di liberazione, giustizia sociale e dignità nazionale.

Dieci anni di regno della coalizione di classe fantoccio reazionaria, durante i quali si sono succeduti nove governi che hanno lavorato al servizio del colonialismo e delle forze del saccheggio e hanno cospirato per sperperare la sovranità nazionale e svendere la ricchezza del popolo e tradire il sangue dei martiri e dei feriti e distruggere ogni speranza di una vita libera e dignitosa e spianando la strada alla corruzione diffusa e all'insediamento del terrorismo e al dominio oscuro dell'Islam politico che ha portato il nostro popolo a soffrire a causa del povertà, carestia, emarginazione, disoccupazione, repressione delle libertà, violazione della giustizia e sabotaggio dell'economia e della società, che hanno richiamato le stesse caratteristiche e fattori che hanno portato alla rivolta del nostro popolo dieci anni fa e al suo sacrificio di centinaia di martiri e feriti, e ciò che ha spinto le masse popolari a rinnovare la lotta con un torrente di movimenti, di proteste, sit-in, scioperi e manifestazioni si sono diffusi in tutte le regioni del paese e che hanno deciso all'unanimità di abbattere il sistema antipopolare e il colonialismo

E mentre i partiti firmatari e le forze politiche sottostanti registrano questi fatti e caratteristiche con uno spirito patriottico responsabile, esprimono quanto segue:

1- un caloroso benvenuto a tutte le lotte intraprese dalle masse popolari ovunque e in tutti

pc 18 gennaio - Verso il 100° della fondazione del PC in Italia - manifesto e iniziativa nazionale

pc 18 gennaio - In occasione dell'insediamento di Biden - streaming proletari comunisti - ore 17.30 20 gennaio

pc 18 gennaio - INDIA/ITALIA: 9 PIAZZE POPOLARI HANNO UNITO CENTINAIA DI OPERAI, LAVORATORI DELLA LOGISTICA, GIOVANI, PROTAGONISTI DI UNA DOMENICA ROSSA DI SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA, NEL SOSTEGNO ALLA GRANDE LOTTA DEI CONTADINI IN INDIA

IN ASSEDIO DA OLTRE 40 GIORNI A NUOVA DELHI, IN UNO SCONTRO FRONTALE CON IL GOVERNO FASCISTA INDU DI MODI, PER LA CANCELLAZIONE DELLE LEGGI SULL’AGRICOLTURA CHE LI GETTEREBBE NELLA FAME E NELLA MISERIA SCHIACCIATI DAI GRANDI GRUPPI MULTINAZIONALI.

GOVERNO, CHE DI RECENTE HA EMANATO LE LEGGI SUL LAVORO PER LICENZIAMENTI FACILI, TAGLIO DEI SALARI, PRECARIETÀ, CHE HANNO PORTATO AL GIGANTESCO SCIOPERO DI 250 MILIONI DI LAVORATORI DEL 26 NOVEMBRE, CHE HA DATO FORZA AI CONTADINI PER INIZIARE L’ASSEDIO

NELLE PIAZZE LA DENUNCIA DELLE FALSE TRATTATIVE PER ROMPERE IL FRONTE DI LOTTA, DELLA MAGISTRATURA CHE FIANCHEGGIA MODI CONTRO I CONTADINI, DELLA REPRESSIONE CONTRO CHI LOTTA

BELLE PIAZZE CHE GUARDANO ‘ALL’INDIA COME AD UN ESEMPIO’

CHE SI SONO ANIMATE CON L’AZIONE DELLE DONNE CHE DALLE FATICHE DEI CAMPI SI SONO PRESE IL POSTO IN PRIMA FILA NELLE MOBILITAZIONI,

CHE HANNO RICORDATO IL SACRIFICIO DELLE DECINE DI CONTADINI CHE IN QUESTO DURO ASSEDIO SONO GIÀ MORTI

UNA MOBILITAZIONE QUELLA DEL 17 CHE È SOLO AGLI INIZI, GUARDANDO AL 26 GENNAIO, GIORNATA DELL’INDIPENDENZA NAZIONALE, CON LA CALATA DEI CONTADINI A NUOVA DELHI CHE IL GOVERNO VUOLE IMPEDIRE, MA CHE ‘SI DEVE FARE’ PERCHÈ SOLO LA LOTTA PAGA.









pc 18 gennaio - SCUOLA: Solidarizziamo con le azioni di protesta degli studenti contro la chiusura delle scuole

Mentre anche il Comitato Tecnico Scientifico dice che il livello di contagiosità nelle scuole è insignificante, il governo continua a voler tenere chiuse le scuole! A questo si aggiunge ciò che oramai sanno tutti: oggettivamente in questo anno circa il governo non ha fatto niente per superare questo problema e gli studenti rivendicano giustamente “più spazi, più trasporti, più assunzioni, più sicurezza, più soldi…”. E tamponi e vaccini per tutti, medici nelle scuole… aggiungiamo noi.

Le scuole non sono solo chiuse “per incompetenza” come dicono i cartelli degli studenti, ma per scelta! Il governo non risponde alle richieste degli studenti e delle famiglie, ma risponde alle richieste e alle pressioni dei padroni che vogliono continuare a tenere le fabbriche aperte…

***

La protesta degli studenti milanesi contro la didattica a distanza

Sugli ingressi del provveditorato catene, lucchetti e il cartello "Chiuso per incompetenza"

aggiornato alle 09:2818 gennaio 2021

AGI- Un blitz notturno per mettere catene simboliche all'ufficio scolastico regionale di Via Polesine a Milano. Prosegue così la protesta degli studenti contro la didattica a distanza imposta alle superiori

pc 18 gennaio - CINA: Operai seppelliti in una miniera d’oro da 8 giorni!

Non si sa che fine abbiano fatto decine di operai, mentre un gruppo è riuscito a fare arrivare notizie…

Nella Cina imperialista che annuncia di aver superato i 15mila miliardi di Prodotto Interno Lordo, confermandosi al secondo posto, dal punto di vista economico, dopo gli Stati Uniti, si continua a morire come nelle miniere o nelle fabbriche dell’Ottocento, in realtà come dall’Ottocento si continua a morire sui posti di lavoro: è di qualche giorno fa la notizia di operai morti per il troppo lavoro, oggi si chiama “karoshi”, con una parola giapponese, la morte per il troppo lavoro; nel giugno 1863, scrive Marx nel Capitale, i quotidiani londinesi riportarono un pezzo con il titolo “sensazionale” “Morte da semplice sovraccarico di lavoro”, si trattava di una ragazza di venti anni! È proprio questo l’“orrore civilizzato” di cui parla Marx!

Senza mettere fine prima possibile al sistema capitalista/imperialista, la classe operaia di tutto il mondo sarà costretta a contare i propri morti e sopportare questo orrore.

***

In Cina minatori intrappolati da 8 giorni, ma ora si spera

Gli operai, dispersi dal 10 gennaio dopo un'esplosione, sono riusciti a far arrivare un messaggio: "Non smettete di cercarci". Al lavoro 450 soccorritori. Sotto accusa la società mineraria che per 30 ore ha taciuto dell'incidente, senza l'allarme.

aggiornato alle 14:0118 gennaio 2021

© STR/AFP/CNS - Una squadra di soccorritori si dirige verso l'ingresso della miniera di Qixia, in Cina

domenica 17 gennaio 2021

pc 18 gennaio - Cosa è successo ai tempi del Covid-19 nelle carceri italiane? Una puntata di Report, da non perdere

Lunedì 18 gennaio su Rai3 alle 21.20: il servizio di Report sulle carceri. Cosa è successo a marzo? Tante le testimonianze raccolte da Bernardo Iovene a Modena, Opera, Rebibbia, San Gimignano, Napoli.
 
 

pc 18 gennaio - L'internazionalismo agente di proletari comunisti

Domani esce People's March in edizione italiana - voce dei maoisti indiani - edizione italiana 

- articolo speciale sulla grande lotta in India

17 gennaio - OGGI LA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALISTA DEI LAVORATORI A FIANCO DELLA GRANDE LOTTA DEI CONTADINI IN INDIA

17.01.2021: 

ORE 15.00 BRESCIA PIAZZA VITTORIA

ORE 15.00: CHIARI, TELGATE, CALCINATE, COLOGNO, CIVIDATE AL PIANO, GORLAGO, TRESCORE BALNEARIO,

NELLE PIAZZE DAVANTI AI COMUNI,

con il rispetto delle misure anti contagio, distanziamento e mascherine