giovedì 12 novembre 2015

pc 12 novembre - Sciopero contro la buona scuola il 13 novembre

Il manifesto del corteo di Torino!

Il manifesto del corteo di Napoli!

pc 12 novembre - Lotta studentesca contro il nuovo ISEE, dopo Napoli, Firenze, Palermo

Firenze. Studenti contro il nuovo ISEE irrompono nella sede del PD. Tensione con la polizia

  • da infoautl
2015-11-11_firenze_studenti_vs_pdOggi pomeriggio al termine di un assemblea di ateneo sulla questione del nuovo ISEE, gli studenti presenti si sono diretti in corteo dal Polo di Novoli alla sede provinciale del Partito Democratico a Ponte di Mezzo per pretendere risposte sul taglio alle borse di studio e l’esclusione di centinaia di studenti dalle case dello studente in seguito alla riforma renziana.
Giunti sul posto gli studenti sono entrati a spinta dentro la sede costringendo ad un confronto il segretario metropolitano Incatasciato, che ha giustificato le mosse del suo partito con la scusa della mancanza di risorse e la logica dei sacrifici necessari.
I presenti hanno ribadito con forza che “le risorse ci sono, e basterebbe smettere di finanziare guerre e grandi opere per trovare i soldi per garantire a tutti il diritto allo studio”.
Passati pochi minuti, non solo il segretario ha provato a chiudersi nella sua stanza al grido di “vergogna vergogna!”, sottraendosi al confronto con i borsisti esclusi dalle case dello studente, ma ha fatto anche intervenire il personale della DIGOS giunto prontamente a difesa del partito della nazione e dei suoi rappresentanti. Una volta entrati, i poliziotti con arroganza e prevaricazione, hanno spinto malamente fuori gli studenti, ferendo una ragazza, e minacciando di negare l’autorizzazione al corteo per lo sciopero della scuola che si svolgerà venerdì.
Gli universitari si sono, quindi, diretti in corteo verso il Polo di Novoli, dove un’assemblea partecipata ha espresso la volontà di non accettare nessun divieto sul corteo.
Dopo le occupazioni delle scuole da parte degli studenti medi, l’occupazione della sede del PD degli universitari mostra come la mobilitazione per il diritto allo studio stia crescendo e diventando sempre più forte in vista dello sciopero del mondo dell’istruzione dove studenti, insegnanti, comitati e genitori in lotta contro il caro-scuola e l’art.5 scenderanno in piazza per ribadire la necessità di un “istruzione critica, gratuita e di massa”.

Da Firenze dal basso

"Studenti contro il nuovo ISEE" occupano la mensa
studenti contro isee palermoStamattina un centinaio di studenti
della piattaforma “Studenti contro
il nuovo ISEE Palermo” si sono
riuniti in sit-in davanti gli uffici
dell'ERSU in viale delle Scienze
e hanno, in seguito, occupato la
mensa universitaria, garantendo
pasti gratuiti per tutti gli studenti
 presenti. Le azioni promosse
stamattina sono l'espressione della
rabbia di tutti quegli studenti che
ogni giorno si vedono sottrarre diritti e possibilità e che decidono di lottare, di porsi

pc 12 novembre - FORMAZIONE OPERAIA: Effetti delle macchine sull'operaio... Il prolungamento della giornata lavorativa

Il “prolungamento della giornata lavorativa” è tra quegli “effetti immediati dell’industria meccanica sull’operaio” contro cui gli operai hanno storicamente scatenato la guerra…

Le macchine, abbiamo visto, “sono il mezzo più potente per aumentare la produttività del lavoro ossia per accorciare il tempo di lavoro necessario alla produzione di una merce,” ma “in quanto depositarie del capitale esse diventano, da principio nelle industrie di cui si impadroniscono direttamente, il mezzo più potente per prolungare la giornata lavorativa al di là di ogni limite naturale. Esse creano da un lato condizioni nuove che mettono il capitale in grado di lasciar briglia sciolta a questa sua tendenza costante, dall’altro creano motivi nuovi per istigare la sua brama di lavoro altrui.”

“In sè e per sè il mezzo di lavoro diventa un perpetuum mobile industriale che continuerebbe ininterrottamente a produrre, se non si imbattesse in determinati limiti naturali dei suoi aiutanti umani: la loro debolezza fisica e la loro volontà a sè. Come capitale e in quanto tale la macchina automatica ha consapevolezza e volontà nel capitalista; il mezzo di lavoro è quindi animato dall’istinto di costringere al minimo di resistenza il limite naturale dell’uomo, riluttante ma elastico.”

L’allungamento della giornata lavorativa serve al capitalista, dice Marx, perché la macchina si consuma ed egli cerca di recuperare il valore della macchina nel periodo più breve possibile. Ma a proposito di logorio Marx puntualizza che se una macchina per esempio lavora per 7 anni e mezzo per 16 ore al giorno e un’altra macchina per 15 anni e 8 ore al giorno hanno fatto sì la stessa produzione ma “nel primo caso il valore della macchina sarebbe riprodotto con rapidità due volte maggiore che non nel secondo caso, e il capitalista avrebbe ingoiato per mezzo della macchina nel corso di 7 anni e mezzo la stessa quantità di pluslavoro che altrimenti in 15.

pc 12 novembre - Mentre in Francia/Calais i migranti si rendono "invisibili" ristrutturando "l'immagine della città" con un luna-park, in Italia/Sicilia negli hotspot si mettono in atto distinzioni arbitrarie tra migranti "economici" e rifugiati, espulsioni lampo, metodi ingannevoli... Spazzare via la falsa accoglienza imperialista con la lotta rivoluzionaria

Il governo francese propone un mese di accoglienza e l’esame della richiesta di asilo agli stranieri accampati nella cittadina, purché vadano lontano dalla zona. Hanno già accettato 850 su 6.000. Per rilanciare l’immagine il comune pensa a un parco divertimenti da 270 milioni

10 novembre 2015
“Invisibilizzare” e “disperdere”: è la nuova strategia della Francia per gli accampamenti di migranti nella città e nei dintorni di Calais. Come rivela il quotidiano online Médiapart, il governo propone loro di usufruire di un mese di ospitalità in uno dei centri allestiti sul territorio francese, a patto che si allontanino dalla zona e decidano di inoltrare la domanda d’asilo sul territorio francese.
Lo scorso 1 novembre il giudice del tribunale amministrativo di Lille, sollecitato da varie associazioni e Ong attive nella zona, aveva ordinato al prefetto del Pas de Calais e al comune di Calais di adottare delle misure d’urgenza in favore dei circa 6.000 stranieri che stazionano nell’area circostante la cittadina in attesa del momento favorevole per attraversare la Manica, denunciando la grave situazione d’emergenza. “In ragione di un accesso manifestamente insufficiente all’acqua potabile e ai bagni, e a causa dell’assenza di servizi per la rimozione dei rifiuti, la popolazione del campo è di fronte a una presa in carico insufficiente rispetto ai bisogni elementari e si trova esposta al rischio d’insalubrità”, aveva scritto il magistrato nell’ordinanza, parlando di “un’offesa grave al diritto di non subire trattamenti inumani e degradanti”.
Secondo Médiapart, circa 850 migranti avrebbero già accettato di abbandonare la zona. Alcuni sarebbero stati inviati a le Bouches-du-Rhône (a sud del paese), altri verso la zona di La Guerche-de-Bretagne in Ille-et-Vilaine. In tutta la Francia le prefetture si sarebbero mobilitate per convincere i comuni ad accettare la nuova proposta di “accoglienza” voluta dal ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve. Lo stesso ministro, che ha già militarizzato l’area di Calais accrescendo da 1.125 a 1.760  le unità delle forze dell’ordine dispiegate nella zona, continua a tenere la linea dura sulla frontiera nord. Come ha affermato lo scorso 2 novembre il direttore della polizia di frontiera francese David Skully, “il ministro ci ha detto: zero passaggi significa zero passaggi. Soprattutto sotto al tunnel della Manica, la facoltà di poter passare così è quasi nulla ad oggi”.
Sempre riguardo Calais, da qualche giorno è spuntata un’altra proposta avanzata da Natacha Bouchart, sindaco della cittadina e senatrice del partito dell’ex presidente francese Sarkozy: quella di costruire un parco di attrazioni dal nome “Heroic Land” da 275 milioni di euro per “ristrutturare” l’immagine della città. In questi giorni si sta discutendo se aprire un dibattito pubblico sulla questione.
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Il racconto dall’interno del centro di Pozzallo di un operatore di Medici senza frontiere: distinzioni arbitrarie tra migranti economici e richiedenti protezione internazionale, espulsioni lampo, metodi ingannevoli per ottenere le impronte, informativa inesistente sui diritti. “Siamo disorientati, quello che accade è raccapricciante”
06 novembre 2015
ROMA – Distinzioni arbitrarie tra migranti economici e richiedenti protezione internazionale, espulsioni lampo, metodi ingannevoli per ottenere le impronte, poche informazioni ai profughi sui loro diritti e il loro destino.

mercoledì 11 novembre 2015

pc 11 novembre - Senza sosta il boia Erdogan ha iniziato un attacco su ampia scala bombardando la città curda di Silvan (Farqin in curdo) mentre i militari turchi stanno minando in diversi punti il confine col Rojava

Oggi a Silvan elicotteri dell'esercito turco hanno bombardato i civili nei quartieri Tekel, Konak e Mescit.

Appello da Silvan: Non rimanere in silenzio sulla brutalità

Continuano gli attacchi delle forze armate Turche contro la popolazione di Silvan nel 7° giorno di coprifuoco. Le forze speciali sparano bombe su aree al di fuori delle zone dichiarate “militari”, ovvero sottoposte a coprifuoco. Gli attacchi si sono intensificati giorno per giorno. Al momento non riesce ad arrivare nessuna notizia dai due quartieri sotto i bombardamenti.
Nei quartieri di Mescit, Tekel e Konak (ancora sotto assedio) corrente elettrica acqua, internet e telefono sono tagliati da una settimana. I malati ed i feriti dagli attacchi non possono essere portati in ospedale per essere curati. Un colpo di mortaio e missili sparati da unità speciali hanno preso di mira Via Gazi nel quartiere di Cami, causando gravi danni in molte case e luoghi di lavoro nella zona.
Pezzi del colpo di mortaio hanno colpito anche la casa della famiglia Çiçek, lasciando Mehmet Emin Çiçek (65 anni) ferito.
L’operazione messa in campo a Silvan dal dittatore Erdogan ha provocato fino ad ora l’uccisione di 4 persone, mentre altre decine sono rimaste ferite.

La parlamentare di HDP di Batman Ayşe Acar Başaran ha invitato l’opinione pubblica internazionale a rompere il silenzio sulla brutalità delle forze dello stato a Silvan distretto di Amed. Mentre prosegue per il settimo giorno il coprifuoco e l’assedio da parte delle forze di sicurezza a Silvan,gli attacchi odierni da parte dei corpi speciali hanno provocato la morte di un civile ed il ferimento di altri due.
La parlamentare di HDP di Batman Ayşe Acar Başaran ha parlato sulla situazione del distretto.La parlamentare di HDP ha sottolineato che oggi le forze di polizia hanno aperto il fuoco su una caffetteria al di fuori della zona del coprifuoco nei tre quartieri,a seguito della quale un civile è morto e altri due sono rimasti feriti.

“Come può la gente essere soggetta a tale atrocità a causa della dichiarazione di autogoverno? Questa equa richiesta della gente sarà replicata dai carri armati? Il presidente sta parlando ogni giorno di un cambio di regime e da voce al suo desiderio di un sistema presidenziale esecutivo.. Stiamo ponendo un assedio attorno al suo palazzo e uccidiamo le persone in rifiuto a questa sua richiesta? L’opinione pubblica internazionale deve vedere la brutalità del governo dell’AKP.I curdi rimangono sotto un’enorme accerchiamento e soffrono uccisioni a Silvan. Le gente attende la morte da intensi bombardamenti e fuoco di artiglieria. Le organizzazioni internazionali devono vedere gli sviluppi e venire a Silvan. Se su questa vicenda prosegue il silenzio presto potremmo soffrire un grande dolore.

La parlamentare di HDP di Batman Ayşe Acar Başaran ha anche criticato la stampa per aver chiuso un occhio sulle atrocità a Silvan e nell’avere fallito nel riportare la giusta richiesta delle popolazioni di autogoverno.
Başaran ha sottolineato che lo stato turco non sarà mai in grado di spezzare la resistenza, ne di far fare passi indietro alla popolazione di Silvan mobilitando i carri armati e le forze di artiglieria.

pc 11 novembre- "Modi, non sei il benvenuto": con un'enorme immagine sul parlamento inglese si prepara la manifestazione di domani a Londra

Un messaggio forte e chiaro contro questo criminale fascista al servizio delle multinazionali 


pc 11 novembre - La Roma del Giubileo una città da combattere e boicottare!

Il movimento di lotta per la casa denuncia

.La Roma del Giubileo che si prepara a ricevere milioni di pellegrini e a rimanere per un anno intero sotto i riflettori del mondo, è una metropoli agitata e nervosa, ribollente di problemi ed emergenze, scossa da guerre di potere.
Già da qualche mese, infatti, la capitale è stata commissariata de facto e messa in mano dei superprefetti. Un uomo forte al comando a cui il governo centrale ha affidato le redini del governo cittadino, allo scopo di ripulire le strade dalle sue contraddizioni più visibili, normalizzare la città, placare insofferenze e conflitti: un giro di vite già ampiamente esplicitato attraverso la restrizione del diritto a manifestare, gli sgomberi delle occupazioni, la precettazione dei lavoratori dei servizi fino alla definizione di provvedimenti disciplinari e di licenziamenti, la militarizzazione della città.
Un modello in cui lo strapotere degli apparati di polizia e magistratura diviene l’emblema di un governo dalla parte della classe dominante e dei poteri forti, che affronta le grandi questioni sociali sempre più esclusivamente in termini di ordine pubblico: l’esecuzione manu militari di sfratti e sgomberi; l'attacco ai diritti, anche quelli acquisiti; le periferie sempre più abbandonate a scapito di un centro – vetrina.

Ci troviamo di fronte a un Giubileo gestito come “occasione” al servizio di potenti interessi; un giubileo che corrisponderà per parte ad una campagna elettorale dove la contesa che avrà per oggetto la città di Roma costruendo di un blocco dell’ordine fondato sul razzismo da seminare nel popolo alimentando odio contro i migranti per raccogliere malumori e voti affermando una sicurezza da difendere ed affermare a mano armata. 

pc 11 novembre - Renzi, al servizio dei padroni di ENI e di Finmeccanica, coopera con la reazionaria e sanguinaria monarchia saudita per gli interessi imperialisti dell'Italia

Il re saudita Salman e il primo ministro Renzi durante l'incontro al Al-Yamamah Palac
Renzi si inchina ai frustatori di Riyad

10 nov 2015

Il premier italiano, in visita in Arabia Saudita, preme per fare affari con la monarchia wahabbita campione della violazione dei diritti civili, sociali e politici basilari e sponsor di gruppi estremisti musulmani. Un Paese che, da marzo, è in prima fila nella devastante guerra yemenita

Chiara Cruciati    il Manifesto

Roma, 10 novembre 2015, Nena News – «Una volta che l’Italia è ripartita, il nostro obiettivo è renderla più solida nel mondo». Matteo Renzi usa il cantiere della nuova metropolitana di Riyadh per riproporre il ritornello dell’uscita dalla crisi. La visita ufficiale del primo ministro – accompagnato, guarda caso, dall’ad di Eni Descalzi e da quello di Finmeccanica Moretti – a re Salman ha un forte valore simbolico: se l’Italia è in cerca del suo posto al sole nel mondo, uno dei più proficui è sicuramente l’Arabia saudita. Un paese con cui – dice l’entourage del premier – discutere di business

pc 11 novembre - INTERVISTA ALL'OPERAIA DELLA FCA-SATA DI MELFI: PINA IMBRENDA, PROMOTRICE DELLA CAMPAGNA CONTRO LE TUTE BIANCHE

L'11 DICEMBRE LE LAVORATRICI DELLO SLAI COBAS per il sindacato di classe E DEL MFPR SARANNO ALLE PORTINERIE DELLA SATA DI MELFI
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Qual'è la situazione alla Sata?
"Alla Sata, passate le pause, è passato di tutto. Ma occorreva ripartire, cominciare a far vedere che c'eravamo, dare fiducia.
Noi pensavamo, a differenza della segreteria Fiom (Pina con altri operai Sata - tra cui 2 dei tre ex licenziati - è parte della sinistra Fiom: Il sindacato è un'altra cosa - ndr) che era necessario prima fare gli scioperi esterni per farci nuovamente riconoscere dalle operaie e operai, che esistevamo. Poi abbiamo fatto anche gli scioperi interni che sono riusciti.
Ad agosto abbiamo fatto lo sciopero in verniciatura per le condizioni insopportabili di caldo (in verniciatura i condizionatori ci sono ma non mettono l'acqua refrigerante). Mentre in lastratura abbiamo fatto l'”uscita di sicurezza” perchè all'interno vi erano 40° ed era pericoloso per la salute lavorare; questo ci ha permesso anche di superare l'ostacolo della Fiom che non voleva che noi dichiarassimo sciopero.
Sia in Verniciatura che in Lastratura abbiamo ottenuto per il periodo estivo di emergenza un aumento delle pause.
Questo ha dimostrato che se ti dai da fare, acquisti fiducia.

Raccontami come è andata sulla questione tute
La questione della macchiatura della tuta è cominciata a diventare un problema di tante operaie e quasi quotidiano. Fino ad allora, anche se c'era non se ne parlava. In Basilicata le donne hanno ancora riserva a parlare su certi temi. Per questo all'inizio anche io non ero convinta. Poi vi è stato un episodio in particolare che ha fatto superare i dubbi. Vi erano le operaie che per non uscire con la tuta macchiata rimanevano chiuse nei bagni, poi dovevano chiamare il capo per avere un'altra tuta, questi lo diceva ad un altro, che quando veniva con la tuta cominciava a dire in presenza di tutti: per chi è...? Quindi, tutti sapevano...

Come è la reazione degli operai a questa iniziativa?
L'iniziativa che stiamo facendo ha cambiato l'atteggiamento verso le operaie anche degli operai. Prima quando si parlava dei problemi delle donne vi era un atteggiamento di sottovalutazione, di vederli, anche da parte dei delegati, come problemi secondari, al massimo da essere inseriti in un punto delle richieste all'azienda, ora invece è diverso. E' stata la mobilitazione diretta delle operaie a far cambiare le cose.
Abbiamo scelto di affrontare la questione della tuta anche per incastrare la Fiat su una cosa su cui non può dire niente.

Come sta andando la campagna?
Abbiamo cominciato in due a raccogliere le firme sulla tuta. Ma via via vedevamo che tutte le operaie firmavano. Venivano loro a chiederci di firmare. Noi, perchè fosse una cosa seria anche per le operaie, abbiamo voluto che mettessero a fianco della firma il numero del tesserino identificativo. E l'hanno messo senza difficoltà.
Dopo abbiamo consegnato le firme alla Fiat, che finora non ha risposto.
Le abbiamo consegnate anche alla Fiom Basilicata, proprio il giorno in cui è venuto Landini. Ma anche qui silenzio.
Solo dietro richiesta nostra il segretario della Cgil ci ha dato una mano a far pubblicare un articolo sul Il Quotidiano della Basilicata. Il giorno dopo abbiamo saputo che l'azienda ci voleva dare le culotte...
Dopo questo primo articolo ho provato direttamente ad insistere verso la stampa nazionale. Repubblica ha risposto.
Abbiamo cominciato la raccolta firme anche alla Fiat di Termoli, Pratola Serra, Sevel.

Avete ricevuto appoggio a livello nazionale?
Ho ricevuto telefonate da tutt'Italia, meno in un primo tempo che dalla Fiom. La consigliera delle pari opportunità della Basilicata e quella del Governo hanno fatto loro la nostra istanza; la consigliera del governo ha fatto un documento, che è stato trasmesso e letto a Rai-Radio1, e ha fatto una lettera/appello alla direzione Fiat, perchè accolga le nostre istanze.
Solo dopo la Fiom è intervenuta, ponendo alla Fiat l'alternativa: o cambio della tuta o non assegnarcela, ma questo darebbe all'azienda una via d'uscita.
Ora la Fiom cerca di appropriarsi della nostra iniziativa, ma per affossarla.
Negli altri stabilimenti sta facendo la raccolta di firme senza che le operaie mettano il numero identificativo.
La Fiom non ha delegate donne, l'unica sono io, che sono in contrasto con la Fiom, infatti la Fiom sta cercando di mandare avanti un'altra operaia iscritta Fiom con l'intento di sostituirmi.

A livello parlamentare. devo dire che Barozzino (l'altro operaio delegato Fiom licenziato e ora parlamentare di Sel) ha fatto un'interrogazione parlamentare, ha parlato di tutto e la tuta è stata semplicemente uno dei tanti punti. Tutti possono parlare delle tute ma non queste persone, che quando noi abbiamo lottato sulle pause non ci hanno dato copertura politica. Ora che stiamo facendo l'iniziativa sulla tuta, guarda caso, parlano delle pause, dei carichi di lavoro, ma solo per mettere in ombra la nostra iniziativa.
Hanno avuto un atteggiamento migliore alcune senatrici del Pd e del M5S.

Qual'è il valore di questa battaglia?
Questa iniziativa sulla tuta ha permesso di riparlare delle donne alla Sata, ha riaperto la questione.
Le operaie l'hanno vista come una questione di dignità.

pc 11 novembre - VIETATO IL CORTEO DEL 20 NOVEMBRE A ROMA - Noi non accettiamo questo divieto, dichiara la USB

Roma, 06/11/2015
La decisione della questura di Roma di vietare il corteo del 20 novembre in occasione dello sciopero generale del lavoro pubblico promosso da USB contro la Legge di stabilità 2016 va respinta con forza e con indignazione profonda. Non solo perché impedisce il libero esercizio della libertà di manifestare sancito dalla nostra Costituzione, da ciò che rimane della nostra Costituzione, ma perché adduce argomenti che fanno immediatamente scattare campanelli d'allarme se possibile ancora più minacciosi.

L'ordinanza di divieto, utilizza una direttiva del 2009 della Prefettura di Roma, riconfermata nel giugno scorso, frutto di un accordo con le forze politiche e sindacali della Capitale, ovviamente senza

pc 11 novembre - Livorno: Una grande giornata di lotta per tutti i lavoratori degli appalti pubblici!

(Da Clash City Workers)

I lavoratori, che operano per la maggioranza nei servizi socio-assistenziali -sanitari, da tempo denunciavano la mancata applicazione della clausola di salvaguardia sociale. In particolare il recente rinnovo di alcuni appalti, mettendo in pericolo la continuità occupazionale dei lavoratori, ha destato profonda preoccupazione in centinaia se non migliaia di dipendenti delle cooperative sociali.

Ma cos’è la clausola sociale?
La maggior parte dei servizi pubblici sono in realtà – già da tempo – privati, cioè affidati a società o cooperative che di fatto li gestiscono per trarne un profitto. Allo scadere dell’appalto, l’amministrazione pubblica di riferimento del servizio indice un’altra gara d’appalto. Molti lavoratori pensano che se la cooperativa di cui sono dipendenti perdesse l’appalto, anche loro perderebbero irrimediabilmente il posto di lavoro. Questa evenienza – calcolando che generalmente le gare d’appalto vengono

pc 11 novembre - Da Napoli lotta e denuncia sulla situazione nell'università

foto di Ex OPG Occupato - Je so' pazzo.
Sarà colpa della crisi? Delle tasse sempre più alte?
Della mancanza di strutture adeguate che assistano gli studenti durante il percorso universitario?
Dei continui tagli all’istruzione?
Di una possibilità di prospettive future che questo sistema universitario non è in grado di darci?
Ma se c’è un problema rilevante e assai negativo per l'Italia è quello del rapporto tra giovani e università: basti pensare che solo nell'ultimo anno le università italiane hanno perso 71mila iscritti:un vero e proprio disastro! E non a caso quello che colpisce è il dato aggregato per area geografica che evidenzia come il crollo sia concentrato tutto negli atenei meridionali. Ad aggravare ancora di più questa situazione ci sono alcune novità che rendono più amaro l’inizio di questo nuovo anno

pc 11 novembre - Tenacemente in lotta i cassintegrati Fiat di Pomigliano

Dopo i suicidi avvenuti a Nola i lavoratori inscenano il finto suicidio dell'A.D. Marchionne con tanto di testamento dove lo stesso chiedeva il reintegro in fabbrica dei 316 deportati nel rapporto confino di Nola. Tutto ciò per impedire o per lo meno frenare questo impulso omicida Per colpa della crisi e della troppa cassa integrazione.
"Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche, e senza considerazione di frontiere."

Il comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat nonostante la ferocia degli attacchi padronali non si è arreso!....
Il fondamento del diritto di satira è da rinvenirsi non solo nell'art.21 della tutela delle espressioni artistiche e culturali in genere.

COMITATO DI LOTTA CASSAINTEGRATI E LICENZIATI FIAT.
SI COBAS FIAT POMIGLIANO.

pc 11 novembre - Usa: “più navi da guerra nel Mediterraneo, più militari in Europa” e in ogni scenario aumentano i fattori di guerra


Usa: “più navi da guerra nel Mediterraneo, più militari in Europa”
Notizia di queste ore è che le massime autorità militari statunitensi hanno proposto al proprio governo di aumentare significativamente il numero di soldati presenti in Europa e di perfezionare l'addestramento delle truppe in modo che siano pronte “ad affrontare le potenziali minacce provenienti dalla Russia”. È quanto sarebbe emerso, almeno stando alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, durante un forum che si è tenuto nel fine settimana (in concomitanza con il 26° anniversario della caduta del Muro di Berlino) a Simi Valley, in California, tra diversi leader dell’Esercito e della Difesa, che

pc 11 novembre - L'unica 'alternativa al capitalismo e all'imperialismo è rovesciare i governi in ogni paese, per questo la rivoluzione e l'unica soluzione, il resto e socialdemocrazia nazionale elettorale

Una alternativa a euro, Unione Europea, Nato. Possiamo provarci

Una alternativa a euro, Unione Europea, Nato. Possiamo provarci             
Assemblea nazionale sabato 21 novembre a Roma per dire No a euro, Unione Europea e Nato, per discutere e dare seguito alla PIATTAFORMA SOCIALE PER IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA E LA PACE
Oggi tutti i governi europei, nessuno escluso, praticano le politiche di austerità, di attacco ai diritti sociali e del lavoro, di criminalizzazione dei poveri nativi e migranti,  di restrizione della democrazia.
La  breve stagione di eresia della Grecia si è per ora conclusa con la resa di quel governo

pc 11 settembre - Palestina, grande dolore e grande rabbia contro il nemico sionista e l'imperialismo e per non essere riusciti a intraprendere un'altra strada per la liberazione del popolo palestinese

Qalqiliya, una giovane palestinese è uccisa dalle forze israeliane mentre impugna un coltello. In borsa, la lettera che annuncia il suicidio

Cisgiordania.
Martedì mattina, al check-point di Qalqiliya, nei pressi dell’insediamento illegale di Alfei Menashe, una giovane palestinese di 24 anni, Rasha Ahmad Hamed ‘Oweissi, è stata uccisa dai soldati israeliani, mentre si avvicinava impugnando un coltello. Nella borsa aveva una lettera (vedi allegato) in cui annunciava il suicidio.
La città è circondata dal Muro dell’Apartheid con un check-point controllato dalle forze israeliane.
La lettera di suicidio: “Il ringraziamento sia reso a Dio, i migliori auguri e saluti. Cara madre, non so che cosa stia accadendo. So solo che ho raggiunto la fine della strada. E questa è la strada che ho scelto in piena coscienza, a difesa della mia terra, dei giovani e delle giovani. Non sopporto più ciò che vedo. Tuttavia ciò che so è che non lo tollererò più. Famiglia, padre, fratelli, perdonatemi per tutto. So solo che vi amo davvero, in particolare il mio fidanzato. Perdonatemi, non ho altro che il mio cammino, e sono dispiaciuta per questo addio”.
Rasha non ha tentato di attaccare nessuno. Testimoni hanno riferito che ella non ha posto minaccia alcuna. Semplicemente è rimasta in piedi, tenendo un coltello e aspettando che i soldati le sparassero.
Diversi recenti attacchi dei “coltelli” dei Palestinesi contro gli Israeliani si sono rivelati organizzati dalle forze israeliane dopo che queste avevano ucciso persone inermi e che non rappresentavano alcun pericolo.
Rasha è l’80a persona a essere uccisa dalle forze israeliane dal 1° ottobre.

http://www.infopal.it/qalqiliya-una-giovane-palestinese-e-uccisa-dalle-forze-israeliane-mentre-impugna-un-coltello-in-borsa-la-lettera-che-annuncia-il-suicidio/

pc 11 novembre - La lotta dei contadini nel Salento - una informazione necessaria

DISSECCAMENTO ULIVI  SALENTO
APPELLO UNITARIO

M. MARTINA
Ministro Mipaaf
M. EMILIANO
Presidente Regione Puglia
M. BARBA
Presidente Comitato scientifico nazionale
G. SILLETTI
Commissario delegato

Il  Salento subisce  da diversi anni la più grave catastrofe ambientale ed economica della sua storia recente, dalle cause e dinamiche ancora non ben definite: il disseccamento rapido degli ulivi-Codiro; inoltre esso è danneggiato  da discutibili provvedimenti istituzionali  della  strategia di contrasto, imposti dall’alto,

I sottoscritti, impegnati nella difesa e nella promozione del territorio e dei suoi interessi economici e sociali:

-ritengono
che vadano riconsiderate  con urgenza alcune misure  del Piano governativo-commissariale, anche perché ritenute inefficaci a fermare il contagio (a meno di trasformare  il Salento in un deserto

pc 11 novembre - La Regione Liguria in mano a Toti, una consorteria di spartizione dei soldi pubblici tra di loro

I super cococo di Toti: alla ex segretaria di Emilio Fede 140 mila euro l'anno

I super cococo di Toti: alla ex segretaria  di Emilio Fede 140 mila euro  l'anno

Tra i consulenti bagnini e gestori di sale scommesse, e c'è anche la professoressa che la Lega attaccò perchè troppo di sinistra
La storica segretaria di Emilio Fede, la professoressa amica degli intellettuali dell'estrema sinistra, il bagnino dell'assessore, il gestore di sale scommesse, il capogruppo leghista in consiglio comunale. Fedele alla sua promessa di prendere decisioni in tempi brevi, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in sei mesi di governo ha stipulato 21 consulenze nei confronti di altrettanti collaboratori esterni. Alcune sorprendenti: per gli importi in ballo ma anche perle tipologie dei prescelti.
Presenta entrambe le caratteristiche il primo contratto in assoluto, stipulato il 26 giugno, 15 giorni dopo l'insediamento della giunta di centro destra.

Parliamo di Roberta Rosa Ferraro, milanese, storica segretaria dello storico direttore del Tg4 Emilio Fede. La Ferraro compare nel libro di memorie del giornalista e lo definisce l'unico direttore in grado

pc 11 novembre - La TAV in Val Susa, la condanna del Tribunale dei Popoli: "Cittadini estromessi e ingannati"

Tav, la condanna del Tribunale dei Popoli: "Cittadini estromessi e ingannati"

Al centro il magistrato francese Philippe Texier che ha letto il dispositivo

Ad Almese la "sentenza", dopo quattro giorni di dibattiti, letta dal magistrato francese Philippe Texier: "Nostri delegati in visita al cantiere sono stati trattati come delinquenti"

Ieri pomeriggio, nella sala del teatro Magnetto di Almese, davanti a una platea di centinaia di fedelissimi della lotta al supertreno, il presidente della Corte ha letto la “sentenza” dopo quattro giorni di dibattiti e di testimonianze, raccolte però solamente dall’accusa perché nessuno degli «imputati» ha accettato di partecipare al processo. «Il Tribunale permanente dei popoli dichiara che in Valsusa si sono violati i diritti fondamentali dei cittadini - ha detto Philippe Texier, magistrato onorario della Corte suprema di Cassazione francese, leggendo il dispositivo - attraverso la diffusione di informazioni contenenti falsità riguardo all’utilità dell’opera e dell’impatto ambientale, con l’esclusione dalla partecipazione dei cittadini e la criminalizzazione della protesta attraverso pratiche amministrative, legislative, giudiziarie, di polizia, che includono anche la persecuzione penale e l’uso sproporzionato della forza». Oltre mezz’ora di lettura toccando tutti i temi più cari al movimento: intervallato da scroscianti applausi della platea, Texier ha dichiarato colpevoli la società italo- francese incaricata di realizzare l’opera, Telt; l’ormai dismesso Osservatorio, che è servito per «ingannare le comunità locali» dando l’illusione di essere coinvolte nel processo decisionale; il governo, che ha approvato leggi e disposizioni affinché il Tav fosse finanziato e programmato; e «l’Unione europea che non ha risposto agli appelli della popolazione, ha accettato in maniera acritica la posizione dell’Italia e ha partecipato al finanziamento del tunnel». Texier ha spiegato che membri della delegazione del Tribunale sono stati in visita al cantiere e sono stati trattati «come potenziali delinquenti». «Gli effetti della militarizzazione dell’area sulla vita quotidiana - ha concluso il Tribunale sono stati enormi, come incalcolabile è il danno morale rappresentato dal fatto di dover continuamente esibire i documenti ed essere sottoposti all’arbitrarietà della forza pubblica».

pc 11 novembre - Torino/Marò l'intelligenza delle persone insultata da Fassino sindaco servile e di regime

Marò insultati da un quadro", è polemica Fassino: "L'opera non  rappresenta la città"

"Quel quadro insulta i marò", è polemica a Torino. Fassino: "Non rappresenta la città"

"Quel quadro non rappresenta il sentimento della città". Risponde così, in Consiglio comunale, il sindaco torinese Piero Fassino alle polemiche su un'opera esposta a "Paratissima", una delle kermesse patrocinate dal Comune della Settimana dell'arte contemporanea. Il quadro, intitolato "Maro'nna de Latorre pendente della giustizia e maro'nna del VII Girone infernale" realizzato da Javier Scordato per Groshgrup, un "laboratorio creativo italo-albanese-argentino", raffigura i due marò Girone e Latorre come due madonne con fucile in mano e teschi ai propri piedi. A scatenare il caso è stato il consigliere comunale Maurizio Marrone di Fratelli d'Italia: "Esigo le scuse pubbliche del sindaco Fassino ai marò, alle loro famiglie e a tutti gli Italiani offesi da quest'immondizia ideologica spacciata per cultura con patrocini pubblici". Il chiarimento è arrivato: Fassino ha dichiarato che "Ferma restando la libertà d'espressione, l'opera non corrisponde al sentimento di Torino, che in più occasioni ha espresso vicinanza ai nostri marò, auspicando una soluzione che permettesse di riportarli a casa prima possibile"