lunedì 25 ottobre 2010

pc quotidiano 25 ottobre - al convegno di viareggio sulla strage ancora impunita

L'associazione "il mondo che vorrei" e l'"assemblea 29 giugno", la coscienza civile di chi lotta per la giustizia e la verità per la strage di Viareggio, ha organizzato un convegno nella sala Barsanti della Croce Verde di Viareggio il 23/24 ottobre. Per non dimenticare e perchè non abbia più a ripetersi.

La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro che ha condotto anche su questo una campagna nazionale e che ha partecipato con una delegazione alla manifestazione nell'anniversario di questa strage, ha partecipato al Convegno e ne ha dato notizia nel proprio blog e nella mailing list della rete.

L'intento di questo convegno è quello di creare una rete tra i comitati nati dalle stragi, da Viareggio a Linate, L'Aquila, Torino, Crevalcore, S. Giuliano di Puglia, Livorno e altre, per dare vita ad una sorta di "Comitato dei comitati" che le colleghi e che ne sia la voce.

Il convegno è iniziato con la solidarietà a Cira, la madre di Daniele Franceschi, il ragazzo di Viareggio ucciso nelle carceri francesi dalla brutalità poliziesca, che avrebbe partecipato al Convegno se non avesse avuto l'impegno di portare la sua battaglia a Roma e con il saluto di M. Caprilli della Croce Verde.

Daniela Rombi, presidente dell' associazione "il mondo che vorrei" ha introdotto il convegno di sabato 23 con al centro la sicurezza nei trasporti (il tema di domenica 24 sarà l'incontro dei comitati delle vittime delle stragi) e per la ricerca della verità sulla strage, la lotta contro la prescrizione, contro il processo breve, un'amnistia camuffata che ha fatto dire al PG di Firenze, Deidda, che presiede l'inchiesta, all'inaugurazione dell'anno giudiziario: "e chi lo dirà ai padri e alle madri di Viareggio che hanno perso ragazzi di 18-20 anni che lo Stato rinuncia ad accertare la verità solo perchè il processo si è rivelato complicato e difficile?". I comitati vogliono una corsia preferenziale, vogliono conoscere i nomi degli indagati, attaccano Moretti che per risanare i bilanci dell'azienda ha tagliato sulla sicurezza, hanno fatto approvare la "legge Viareggio" per i risarcimenti alle famiglie e si battono per la costituzione parte civile delle stesse (nel processo penale, la persona offesa non può partecipare attivamente al processo se è stata risarcita). Hanno portato la loro voce al parlamento europeo a Bruxelles.

L' intervento di una ferroviera dell' "assemblea 29 giugno" ha contestato i concetti di "fatalità", dell'"errore umano" sugli incidenti sul lavoro (Crevalcore, Circumvesuviana, "porte killer"), quando le aziende perseguono il profitto e la sicurezza per loro è un costo. La strage è stata causata dal processo di privatizzazione e di deregolamentazione (licenziamenti, stazioni eliminate, smantellamento dei controlli di verifica, dismissioni delle Officine Grandi Riparazioni, repressione degli rls ...) del duo Moretti-Matteoli.

Poi gli altri interventi programmati: la testimonianza di un lavoratore ustionato in una piattaforma petrolifera in Libia, quella del comitato di Novara (Trecate, da dove è partito il vagone della morte) che ha organizzato blocchi e altre forma di protesta, quella di 2 giornalisti di Varese e del Canton Ticino impegnati nell'informare i cittadini sulla mancanza di sicurezza nelle ferrovie, un dirigente del sindacato ORSA, del comitato (oggi fondazione) di Linate, la testimonianza di un ex capotreno vittima di una "porta killer", quella di Medicina Democratica (che si costituirà parte civile al processo) sullo stress psicologico di coloro che hanno subito o hanno assistito ad eventi gravi, infine l'intervento di un dirigente della filt-cgil.

Il dibattito è stato aperto da Dante De Angelis, sospeso per rappresaglia per avere espresso solidarietà agli operai di Melfi, che ha valorizzato il lavoro dei comitati nati dalle tragedie perchè manca la fiducia nello Stato, ed è continuato con l'intervento di un assessore di Lucca, di un rls trenitalia.

A questo punto c'è stato l'intervento della Rete nazionale, un intervento "politico", che ha denunciato il profitto dei padroni e il loro sistema come causa delle morti sul lavoro e tra la popolazione, la giustizia negata nei tribunali (l'esempio di Ravenna per la morte di Luca Vertullo), il fascismo dei padroni che passano come rulli compressori sull'opposizione degli operai e l'attività del governo che ne è espressione che peggiorano la condizione dei lavoratori e che fa aumentare il rischio sicurezza, le campagne nazionali della Rete, la campagna immigrati. L'intervento della Rete si è concluso con l'invito ai comitati di partecipare alla sentenza del processo Thyssen a Torino.

Ha chiuso il dibattito un compagno della Rete disarmiamoli contro gli F35 a Cameri.

primo resoconto

domenica 24 ottobre 2010

pc quotidiano 24 ottobre - SIAMO CONTROCORRENTE!

APPELLO

L'UCCISIONE DI SARAH STA METTENDO IN EVIDENZA VARI ASPETTI.

L’assurdo circo mediatico che si è costruito intorno.
Questo da un lato ha fatto diventare una vicenda, che affonda della guerra di bassa intensità contro le donne ed è parte nella condizione di vita, sociale di tante ragazze, un talk show, un brutto film giallo (“Avetrana nn è Hollywood” è la scritta comparsa giorni fa su un muro del paese); a questo punto, resa la morte di Sarah uno spettacolo da “grande fratello”, non è più reale, non deve più provocare emozioni, rabbia, ribellione, ma morbosa curiosità, facendo volutamente un’operazione di capovolgimento: non si parte dalla vicenda personale per comprenderne le ragioni sociali, ma si cancellano di fatto le ragioni sociali e tutto si riduce a scandagliare i particolari.
Dall’altro, soprattutto dalle televisioni nazionali che in alcuni giorni tra Tg e trasmissioni di bassa psicologia e ancora più squallidi dibattiti hanno fatto delle ‘no stop’, la vicenda di Avetrana è stata usata strumentalmente per nascondere, coprire, far sparire altri problemi reali, altri importanti avvenimenti; finchè hanno potuto l’hanno usata per nascondere cosa accadeva a Terzigno, per mettere in terza/quarta notizia la grande manifestazione del 16 ottobre, e via dicendo, l’uccisione di Sarah è stata seconda solo al ‘Lodo Alfano’; le televisioni nazionali e anche alcuni giornali si sono buttati a man bassa su Avetrana, e il Tribunale felici di poter usare un “diversivo”, e come una dittatura hanno imposto a milioni di persone di parlare solo di questo, di pensare solo a questo, di concentrare l’attenzione della gente sul particolare, per non interessarsi al generale della loro condizione e della stessa condizione delle donne.
Dall’altro ancora, come un “grande fratello” ha costruito una situazione, soprattutto ad Avetrana, in cui la stessa gente è come se si trova dentro un film, in cui deve dire, e dice, quello che le televisioni, i giornalisti vogliono che dica; questo ha creato una situazione di individualizzazione della gente, spezzando la spinta comune prevalente dei primi giorni; questo sistema da circo mediatico prima ha creato una situazione da “turismo macabro” e poi indica nella popolazione di Avetrana il principale responsabile.
Questo talk show è di fatto un’applicazione del fascismo mediatico berlusconiano; è un’operazione contro le donne, contro la popolazione; è impedire di pensare, di capire, soprattutto di unirsi e ribellarsi.

La famiglia come moderno medioevo.
L’uccisione di Sarah è di fatto una forte denuncia, smascheramento della famiglia e in questo è da scagliare come arma contro questo sistema sociale, il governo, la Chiesa che invece sempre più esaltano la “sacra famiglia”, i ruoli in essa di oppressione e subordinazione delle donne, di difesa della famiglia, il ruolo dell’uomo che deve essere quello di “comando”, direzione della famiglia (tanto che lì dove questo si discosta anche di poco, fa notizia scandalistica – e anche qui la vicenda di Avetrana è esemplare: i giornali, le televisioni, ora mostrano lo zio assassino come “schiavizzato” dalle donne di casa, solo perché forse faceva due piatti).
La morte di Sarah affonda fino in fondo in questa realtà e concezione della famiglia, chiusa, oppressiva, da difendere verso l’esterno anche quando è barbarie e morte.
Una famiglia che è una catena, in cui se cade uno cadono tutti e per questo bisogna restare uniti a reggerla, a difenderne l’”onorabilità”.
Una famiglia che soprattutto per le donne, ma anche per i giovani, è un moderno inaccettabile medioevo, che tiene prigioniere, devia energie che invece devono liberarsi.
Ma questo è possibile solo se le donne, i giovani si ribellano e lottino contro i veri responsabili di questo moderno medioevo, Stato, governo, chiesa, padroni.

La morte di Sarah non è una vicenda privata, è parte della condizione di tante ragazze.
E’ frutto della vita di tantissime ragazze, soprattutto al sud, fatta a volte di vuoto, di soppressione ma anche spesso di deviazione dei desideri di un mondo diverso, libero, ricco, per imporre falsi, deviati bisogni individuali, invece di trovare le ragioni comuni di ribellione e di lotta.
La svolta giudiziaria e l'arresto di Sabrina, non cambia il discorso di fondo e in un certo senso rafforza la nostra denuncia sulla condizione delle ragazze; mostra la realtà, che dietro ogni uccisione delle donne vi è l'intera condizione delle donne fatta comunque di oppressione sia di vita, ma anche ideologica, perfino quando si trattasse di una donna che uccide un'altra donna; che dietro ogni violenza e uccisione vi sono cause sociali e vi è un sistema capitalista, di cui il patriarcalismo/maschilismo (nelle sue varie forme), con i suoi falsi valori e sentimenti individualistici, è un'ideologia fondamentale e costitutiva e per questo anche dominante e deviante a volte della coscienza delle stesse ragazze/donne.

Per questo l’MFPR sta intervenendo controcorrente in questa triste storia, soprattutto per allargare il suo significato e far emergere da un’altra uccisione di una ragazza un fatto e una risposta nuova: la ribellione, l’unità delle donne, la lotta.
Al funerale l’Mfpr è andata con uno striscione: “Per Sarah è giusto ribellarci – basta con le uccisioni e le violenza contro le donne”; nei prossimi giorni andrà sia al Tribunale che ad Avetrana a dire “Basta con il circo mediatico. L’uccisione di Sarah non è un talk show”.
Andrà a Taranto, nelle scuole a dire alle ragazze, alle donne “la morte di Sarah non è un fatto privato ma è parte della nostra condizione di vita e della nostra necessità di lotta”

Il 25 novembre chiama tutti sia a livello locale che nazionale a rendere la morte di Sarah come la uccisione e violenze sessuali di tante ragazze e donne, troppe, una forte “arma” contro questo sistema sociale da moderno medioevo, per costruire le forze per rovesciarlo.

SU QUESTO SCENDIAMO IN PIAZZA E MANIFESTIAMO
A TARANTO O DOVUNQUE E’ POSSIBILE.


Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

pc quotidiano 24 ottobre - si acutizza lo scontro nel partito comunista del nepal unificato - maoista

Noi i maoisti italiani autentici - noi proletari comunisti -PCm -Italia siamo contro la linea revisionista di Battarai-Prachanda


Kathmandu: I maoisti hanno deciso di separare i documenti politici preparati dai tre massimi leader - Presidente Pushpa Kamal Dahal e i VicePresidenti Mohan Baidya ed il Dott. Baburam Bhattarai - al plenum del partito, prevista per il 14 novembre nel distretto di Gorkha, per il dibattito e la discussione. Una riunione dei principali funzionari dell’ufficio ha preso una decisione in tal senso di recente.

L'ultima riunione del comitato centrale del partito aveva deciso che il presidente Dahal avrebbe preso in considerazione i pareri espressi nei documenti separati preparati da Baidya e Bhattarai e ne avrebbe preparato uno nuovo per la presentazione al plenum. Come deciso, i due vicepresidenti presenteranno i loro documenti presso il plenum se non sono soddisfatti del nuovo documento di Dahal. "I leader hanno deciso di presentare i documenti separati al plenum dato che è più democratico", ha detto il membro maoista del Politburo Narayqan Sharma.

In passato presidente del partito, Dahal, ha messo insieme le linee prodotte da Baidya e Bhattarai, ma questa volta entrambi i leader hanno fortemente spinto per la propria linea e sono contro la "fusione di idee".

"Il plenum esaminerà tutte le linee avanzata dai leader. La linea che otterrà la maggioranza sarà la linea ufficiale del partito, mentre i punti di vista che saranno in minoranza saranno inoltre registrati nella storia del partito", ha detto Sharma, che è vicino a Baidya.

I leader dicono che il plenum, previsto per il 14 novembre a Gorkha, ha un significato speciale dato che Baidya e Bhattarai si preparano a sfidare nuovo documento di Dahal.

"Sia Baidya che Bhattarai sono contrari alla diluizione delle loro opinioni, e hanno finora respinto l'idea di fonderle", ha detto un leader vicino a Bhattarai.

Con il plenum partito che si avvicina, i leader maoisti hanno intensificato gli sforzi per conquistare i quadri di partito.

I leader vicini a Dahal, Baidya Bhattarai sono occupati in riunioni con i quadri del partito a Kathmandu e nei distretti per consolidare i loro gruppi.

I diversi documenti presentati dai tre leader nella ultima riunione del Comitato Centrale sono stati inviati ai comitati di distretto e di Stato.

Dahal ha la sua influenza nei distretti di Sindhupalchowk, Nuwakot, Kavre, Chitwan, Rukum, Morang e Dang, tra gli altri, mentre Bhattarai gode il sostegno della maggioranza a Dolakha, Rupandehi, Bara, Parsa, Makawanpur, Pachthar e Taplejung. Allo stesso modo, Baidya ha influenza nella maggior parte dei distretti del maoista Magarat e Bheri-Karnali.

I primi tre leader maoisti sono ai ferri corti sulla linea generale del partito e la scelta del nemico principale. Bhattarai è per istituzionalizzare le conquiste politiche fatte finora e il completamento del processo di pace, mentre Baidya è per l'avvio di una "rivolta popolare" che realizzi gli obiettivi politici comunisti. La posizione di Dahal è vaga, nel migliore dei casi; egli è per la preparazione del terreno per una rivolta immediata e portare avanti il processo di pace contemporaneamente.

Inoltre, Dahal e Baidya sono per dichiarare l’India come principale nemico del partito, mentre per Bhattarai è il "feudalesimo interno" il nemico principale.

pc quotidiano 24 ottobre - i nuovi maoisti alla testa delle lotte operaie in Cina


China Labour Bulletin, 22 ottobre 2010

Un noto attivista del lavoro è stato condannato il 20 ottobre a tre anni di carcere per aver "raccolto una folla al fine di sabotare l'ordine sociale", secondo quanto riferiscono i media.

Zhao Dongmin è stato arrestato il 19 agosto dello scorso anno dopo aver organizzato più di 380 lavoratori provenienti da circa 20 imprese statali (SOE) per formare un gruppo dei diritti del lavoro con il compito di sorvegliare e controllare la ristrutturazione delle imprese statali, e segnalare corruzione e abusi di potere.

Il Congresso dell’Unione dei rappresentanti per la difesa dei diritti di Shaanxi è stato ufficialmente bandito dal governo municipale di Xi'an, il 27 luglio, dopo che Zhao ha scritto una lettera aperta per protestare contro il Consiglio di Stato, i comitati comunali, provinciali e centrale del Partito comunista cinese. E 'stato arrestato 18 giorni dopo.

Dal suo arresto, il caso di Zhao è stato ripreso da un gruppo sempre più grande di sostenitori, molti dei quali condividono le sue idee politiche di sinistra. Zhao era il capo del Gruppo di studio del pensiero di Mao Zedong di Shaanxi, uno dei numerosi gruppi maoisti in Cina, che cercano la restaurazione di una società più egualitaria, equa e giusta.

Più di 50 studiosi hanno firmato una petizione in questo mese affermando che Zhao non solo era innocente, ma aveva svolto un servizio meritorio e che il suo arresto è un’offesa per le leggi e gli organizzatori sindacali.

La condanna di Zhao a tre anni di reclusione è in alto alla scala per gli attivisti del lavoro. A differenza di un decennio fa, quando condanne a cinque o dieci anni non erano rare, al giorno d'oggi le autorità tendono ad usare minacce, molestie e la detenzione a breve termine piuttosto che i processi penali e carcere per sopprimere i gruppi di lavoro e gli attivisti. Si tratta forse della fedeltà maoista di Zhao, che ha portato alla sua condanna relativamente pesante in questa occasione.

pc quotidiano 24 ottobre - India..senza tregua avanza e colpisce la guerra popolare maoista


I ribelli maoisti frequentemente colpiscono convogli della polizia indiana che attraversano le loro roccaforti
Una potente esplosione di una bomba innescata dai maoisti ha ucciso almeno sei poliziotti e ferito molti altri nell'India orientale.

Le vittime arrivano dopo che una mina nascosta ha colpito i veicoli della polizia su un piccolo ponte nel distretto di Sheohar del Bihar, come riporta lal DPA.

L'incidente si presenta alla fine di un processo elettorale durato un mese per scegliere l'assemblea legislativa dello stato nella regione instabile.

La sicurezza è stata rafforzata e centinaia di truppe supplementari sono state dispiegate in diversi distretti in tutto lo stato.

L’attività maoista è ora diffusa in 20 dei 28 stati indiani. Il Bihar è uno dei diversi stati nella parte orientale e centrale dell’India, dove gruppi i maoisti sono attivi.

I ribelli, che sono sostenuti da gruppi tribali e contadini senza terra, hanno lottato contro lo Stato e il governo centrale per molti anni. Oltre 6.000 persone sono morte in scontri connessi ai maoisti negli ultimi tre decenni.

Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha detto che i maoisti sono la più grave minaccia alla sicurezza interna del Paese.

pc quotidiano 24 ottobre: LA SAME CHIEDE ALLA FIOM PROVVEDIMENTI CONTRO I LAVORATORI IN LOTTA, PER FAR PASSARE UN ACCORDO TIPO POMIGLIANO.


"Continua il braccio di ferro tra la Same Deutz-Fahr e la Rsu Fiom, protagonista del lancio di uova marce contro la sede Cisl di Treviglio il 30 settembre scorso. Dopo avere sospeso le relazioni una settimana fa, la società della famiglia Carozza ha nuovamente scritto al sindacato chiedendo questa volta una «verifica interna finalizzata all'adozione di provvedimenti» contro i responsabili dell'accaduto. Paradossalmente la richiesta è indirizzata anche al segretario provinciale Eugenio Borella che, pur senza lanciare uova, aveva partecipato al corteo dei lavoratori Same.
Come per il documento di venerdì, anche la nuova strategia viene condivisa dalla Confindustria Bergamo, che non a caso firma il documento attraverso il proprio direttore generale Guido Venturini. In fabbrica la risposta è stata un nuovo sciopero di mezz'ora, questa volta articolato con modalità a scacchiera in modo da paralizzare l'attività produttiva.
Di certo la Same si sta prendendo un bel rischio, in termini di conflittualità interna. I suoi lavoratori sono talmente politicizzati e oltranzisti, che per lo stesso segretario provinciale della Cgil - non della Fiom - partecipare alle assemblee di fabbrica rappresenta un supplizio periodico. Quando viene indetto uno sciopero per esempio di due ore, tanto per non sbagliare alla Same ne fanno quattro. Ogni iniziativa di protesta trova sicura partecipazione, la solidarietà per i colleghi di altre
fabbriche in crisi viene sempre garantita e lo striscione della fabbrica di trattori campeggia in tutte le manifestazioni sindacali degne di tale nome.
Per nulla morbidi, i dipendenti che stanno con la Fiom rappresentano per di più la netta maggioranza anche in termini assoluti, con circa 600 tesserati su 1.250 addetti, il 67% delle preferenze nelle ultime elezioni Rsu e dodici delegati su 22 nel consiglio di fabbrica, la cui scadenza naturale sarà tra un anno, nel settembre del 2011. Tenere fuori dal confronto aziendale tutta questa gente, non sarà come succhiare una caramella e di sicuro i Carozza ci hanno pensato ben sopra.
Per dare forza alla propria posizione, cosa può fare la Same? Stipulare accordi con organizzazioni (Fim Cisl e Uilm Uil) che oggi rappresentano il 33% dei dipendenti? Andare in Serbia (India?) come ipotizzò la Fiat di Pomigliano? Sfidare anche la giustizia (articolo 28) in un ricorso per
comportamento antisindacale? Direttamente interpellata, ieri la società ha preferito non affrontare argomenti di questo tipo. Possiamo comunque affermare che la discussione in atto - fino al congelamento delle relazioni con la Fiom - non è così distante dalla piattaforma di Pomigliano, per
quanto meno estremizzata: anche la Same vorrebbe introdurre un «pacchetto assenteismo» e un monte ore di straordinari cui attingere senza necessità di contrattazione, 40 ore a Treviglio contro le 140 chieste da Marchionne. Se passerà la linea aziendale, dopo il terzo giorno di assenza e in base a un meccanismo progressivo, il premio di risultato potrà venire eroso fino al 75% in caso di malattia, infortunio, congedi parentali, eccetera. Come detto, l'azienda ha scelto la linea del silenzio, ma secondo fonti sindacali la penalità scatterebbe anche in caso dei cosiddetti congedi per articolo 104, relativi a famiglie con gravi disabilità a carico, secondo cui è ora l'Inps a farsi carico delle retribuzioni; e sarebbe in discussione anche il giorno di permesso che viene oggi assicurato ai donatori di sangue, appunto dopo il prelievo Avis. Per quanto riguarda gli straordinari, occorre invece rifarsi al pacchetto concordato prima della crisi che prevedeva sempre un monte di 40 ore, con una maggiorazione del salario pari al 75 per cento.
Invece alla Same oggi la crisi si sente. Gli impiegati, per esempio, rimangono a casa tutti i venerdì per un piano di ferie comandate, l'organico è sceso di 200 unità rispetto al 2009 e la produzione giornaliera calata da cento a 67 trattori. Nel bene - sempre secondo fonti sindacali - l'acquisizione di una commessa dal Nord Africa garantirebbe invece la piena attività per tutto il mese di ottobre, in cui non verrà quindi richiesta nuova cassa integrazione ordinaria. Nel 2009, dopo 5 anni consecutivi di crescita del fatturato, il gruppo ha chiuso il bilancio con un fatturato di 876,4 milioni (-28,1% annuo) e un ebit sceso da 54 milioni a 6,5 milioni di euro".

(Dal Giornale di Bergamo - 22 ottobre 2010)

sabato 23 ottobre 2010

pc quotidiano 23 ottobre - nuovo licenziamento repressivo alla Maserati

Eugenio Scognamiglio, delegato RSU FIOM della Maserati di Modena, licenziato
ingiustamente, reintegrato dal giudice, ma costretto dall'azienda a restare
fuori dalla fabbrica. La storia è sempre la stessa: per la FIAT la Costituzione
non esiste e la sentenza di un giudice vale meno che niente.
Eugenio sono mesi che combatte con questa pesantissima condizione. L'altro
ieri ha minacciato di buttarsi giù dal tetto della fabbrica.
Facciamolo sentire meno solo.
Per inviare messaggi di solidarietà: Fax Fiom Modena: 059/583350
Un abbraccio Eliana

Vi giro il comunicato con cui i suoi compagni spiegano la vicenda:

SOLIDARIETÀ AD EUGENIO SCOGNAMIGLIO
RSU FIOM MASERATI LICENZIATO POLITICO

Ieri mattina, Eugenio Scognamiglio, Rsu Fiom della Maserati di Modena nonché
licenziato politico ha compiuto un gesto dimostrativo estremo. Dato che,
nonostante il giudice gli abbia riconosciuto il diritto ad essere reintegrato
sul posto di lavoro, la Maserati gli nega tale diritto, Eugenio ha deciso di
salire sul tetto della Maserati, minacciando di buttarsi di sotto se non fosse
stato rimesso a lavorare. Dopo un'ora di tensioni e trattative Eugenio è sceso
ed è stato condotto da un operatore del 118 all'ospedale. È bene che si sappia
che Eugenio, esattamente come i delegati licenziati a Melfi, percepisce lo
stipendio ma non lavora e questa è l'umiliazione più grande. Essere colpiti
nella propria dignità di operaio. Questo è il vero volto della Fiat al di là di
ogni ipocrisia. Ridurre un operaio ad una disperazione tale da minacciare di
togliersi la vita perchè non gli vengono riconosciuti i propri diritti. La
Direzione Aziendale Maserati è la responsabile morale unica di questa
situazione! Si vuole colpire ed umiliare chiunque decida di alzare la testa,
esattamente come ha fatto Eugenio a dicembre del 2008 quando guidò uno sciopero
di 5 giorni in Maserati contro il licenziamento di 112 precari.

È ora che tutti i lavoratori alzino la testa, è ora di dire basta a questi
continui soprusi e vessazioni che padroni e governo stanno imponendo alla
classe operaia di questo paese. I compagni di Eugenio gli sono vicini.
Chiediamo a tutti i lavoratori di questo paese di fare altrettanto.

Mandate fax di solidarietà ai seguenti indirizzi:

Fax Maserati: 059/222867
Fax Fiom Modena: 059/583350

I compagni di Eugenio

pc quotidiano 23 ottobre - è morto Rosario D'alessandro un portavoce della lotta per il lavoro a napoli- un saluto militante

I MOVIMENTI AREA NORD ( scampia vela gialla---idea nord miano) HANNO APPRESO CON ESTREMO DOLORE LA PREMATURA SCOMPARSA DI ROSARIO D' ALESSANDRO , PORTAVOCE DEL MOVIMENTO CENTRO STORICO , COMPAGNO ESEMPLARE NELLA STRENUANTE LOTTA X IL LAVORO, MA SOPRATUTTO UOMO DI GRANDE UMILTA' . TUTTO IL NOSTRO CORDOGLIO VA ALLA FAMIGLIA DI ROSARIO, E' CON GRANDE CONVINZIONE CHE DICIAMO CHE IL NOME DI ROSARIO RESTERA' PER SEMPRE IMPRESSO NELLA STORIA DEI MOVIMENTI DI LOTTA NAPOLETANI MA SOPRATUTTO RESTERA' INDELEBILMENTE NEI NOSTRI CUORI E' NEI CUORI DI QUEI DISOCCUPATI CHE L' HANNO CONOSCIUTO....CIAO ROSARIO DOLCE COMPAGNO

da indymedianapoli

pc quotidiano 23 ottobre - ancora cariche e scontri, ma la popolazione resiste a terzigno



oggi iniziativa di solidarietà a taranto ore 18 piazza immacolata
slaicobas per il sindacato di classe taranto

pc quotidiano 23 ottobre - alla Fiat sata Melfi - la fiat di marchionne apre il fuoco sugli operai

La Fiat disdice l'accordo e chiede di ridurre la durata delle pause a Melfi
Dal primo febbraio 2011 si passerà da due interruzioni da 20 minuti ciascuno a tre
pause da 10 minuti

MILANO - La Fiat ha comunicato la disdetta, con decorrenza dal 31 gennaio 2011, per
lo stabilimento Sata di Melfi degli accordi sulla metrica del lavoro, cioè
sull'organizzazione ed i tempi del lavoro, indicando che l'attuale metodo Tmc2 verrà
sostituito con il nuovo sistema ergonomico Ergo-Uas, lo stesso modello che entrerà in
vigore a Pomigliano. L'azienda ha inoltre convocato i sindacati per il 9 novembre per
un tavolo specifico al Giambattista Vico.


IL NUOVO SISTEMA - Tale sistema ergonomico, considerato migliorativo dall'azienda,
permette di ridurre le pause: dalle attuali due pause di 20 minuti ciascuna si
passerà ad un regime di tre pause di 10 minuti ciascuna, nell'arco del turno di
lavoro. La prestazione lavorativa viene quindi aumentata di 10 minuti.

Redazione online


licenziamenti repressivi, intensificazione dello sfruttamento, neo schiavismo operaio
arrivano alla fgrande alla fiat sata e rendono chiaro perchè si è attaccato frontalmente lo sciopero contro l'aumento dei ritmi e perchè si vuole decapitare gli operai dei loro delegati e stroncare con la forza il dissenso di massa- attualmente organizzato nella Fiom
tutto questo avviene con un ruolo attivo e ben orchestrato di fim-uilm-fismic-ugl
arriva allla sata un nuovo scontro tipo Pomigliano e la sfida di marchionne va raccolta
sin dai primi di novembre

proletari comunisti
24-10-2010

venerdì 22 ottobre 2010

uno speciale di proletari comunisti in uscita all'inizio della prossima settimana

Alcuni importanti temi della lotta di classe in corso non sono stati adeguatamente trattati dal blog, perchè prepariamo per il prossimo week end uno speciale:
- Roma e dopo Roma
- Fiat, a che punto sono le due colline? Quella dei padroni e quella degli operai?
- la rivolta di Terzigno
- Francia uno sciopero prolungato combinato con la ripresa della rivolta giovanile

Preparatevi a leggerlo e diffonderlo nelle diverse forme.

Proletari comunisti
22 ottobre 2010

pc quotidiano 22 ottobre -nuova retata contro i giovani indipendentisti baschi -solidarietà


La Policía española detiene a 14 jóvenes independentistas en una operación desarrollada en Euskal Herria y Catalunya. Se les acusa de recomponer SEGI.

La Policía española ha detenido a más de catorce jóvenes independentistas, a los que acusa de recomponer Segi, en una operación iniciada a las tres de la madrugada y desarrollada en Euskal Herria y Catalunya. Anuncian que en la macrorredada se incomunicará a una veintena de personas.

GARA

BILBO-. Desde el comienzo de la operación ordenada por el juez Fernando Grande Marlaska se están produciendo registros de domicilios y lonjas relacionados con los más de catorce jóvenes arrestados, que se encuentran incomunicados, según ha indicado el movimiento pro amnistía.

Las detenciones se han producido en Barcelona, Bizkaia, Araba, Nafarroa y Gipuzkoa, aunque aún no ha trancendido ni el número ni la identidad de los arrestados en este último herrialde,

En Bizkaia se ha detenido a Xabat Morán Ruiz, Ikoitz Arrese Otegi, Ruben Villa Esnaola, Xabier Vidaurre Sanz, Imanol Beristain Gutiérrez, Irati Tobar Eguskitza, y Endika Pérez Gómez. En Araba han arrestado a Ilazki de Robles y Emiio Yus y en Barcelona, donde estudia, a la arabarra Marina Sagastizabel.

La Policía ha cargado contra las personas que daban apoyo a Morán y han golpeado, al menos, a una de ellas con las porras.

En Nafarroa, los arrestados son Ibon Esteban, en Errotxapea; Egoi Irisarri (Donibane), e Imanol Salinas y Xabier Arina, detenidos ambos en Burlata, según ha indicado el movimiento pro amnistía.

Irisarri y Arina son dos de los jóvenes incluidos en las "listas negras", relación que recoge nombres de jóvenes que han sido inculpados en declaraciones realizadas en régimen de incomunicación en dependencias policiales, presentadas hace dos años en Nafarroa. Ambos se mostraron dispuestos a comparecer ante el juez.

Salinas fue juzgado hace tres semanas en la Audiencia Nacionaal española y se encuentra a la espera de la sentencia.

Marlaska ordenó en noviembre del pasado año otra gran redada contra los jóvenes de la izquierda abertzale.

Al igual que en aquella ocasión, el juez ha autorizado la entrada en domicilios y locales de distinto tipo, desde bajeras hasta gaztetxes. Ha transcendido que los policías han entrado ya en viviendas de Bolueta, Galdakao y Portugalete, así como en una lonja y la herriko de Deustu.

Preocupación por el estado de los detenidos

Tras mostrar su preocupación por el estado en el que puedan encontrarse los detenidos, el movimiento pro amnistía subraya que el Ejecutivo español se mantiene en su "ciega apuesta por la represión".

"Ante los pasos políticos que se están dando en Euskal Herria, las detenciones, torturas, cárcel, dispersión y prohibición constituyen la respuesta de Madrid", constata, antes de subrayar que se quiere debilitar al movimiento independentista por medio de la represión

pc quotidiano 22 ottobre - Napoli...Inaccettabile la distinzione tra "buoni" e "cattivi"...

studenti e disoccupati: un'unica lotta!
Giovedì 21 Ottobre 2010 14:10 cau .In merito alle dichiarazioni lette su alcuni giornali
Ieri è stata una bella giornata di lotta, migliaia di studenti sono scesi in piazza, in maniera autorganizzata, dimostrando che la repressione non li ha spaventati, ma piuttosto rafforzati nella loro convinzione che sia giusto e necessario battersi per decidere del proprio futuro.

Riteniamo inaccettabile e pericolosa la distinzione tra buoni (studenti) e cattivi (disoccupati) fatta oggi sui giornali a proposito della giornata di ieri, la criminalizzazione delle lotte è una pratica inaccettabile da qualsiasi parte provenga.


Esprimiamo massima solidarietà ai compagni dei movimenti dei disoccupati colpiti dalla repressione ancora una volta per il solo crimine di aver preteso lavoro e giustizia sociale.

pc quotidiano 22 ottobre - Napoli 5000 in piazza - 20 Ottobre: 5000 in piazza. Abbiamo iniziato per non fermarci!

20 Ottobre LA NOSTRA RISPOSTA ALLA LORO VIOLENZA!



5 mila studenti medi ed universitari insieme ai movimenti sociali e politici della città, hanno sfilato da P.zza del Gesù fino al Palazzo della Regione a Santa Lucia dove stati ricevuti in delegazione dal capo staf dell'Assesore all'Istruzione.

Dietro lo striscione "I DIRITTI NON SI ARRESTANO....ARRESTIAMO LA RIFORMA!" gli studenti sono tornati in piazza per manifestare, ancora una volta, contro la Riforma di scuole ed università e contro i tagli al diritto allo studio.
Un corteo contro la Riforma, ma anche una risposta forte ed unitaria alla gestione dell'ordine pubblico (mai come in questo caso "disordine pubblico") messa in atto dalla Questura di Napoli durante il corteo di studenti medi, universitari e precari della scuola dello scorso 15 ottobre.

Come ormai noto in città, la DIGOS quel giorno ha scatenato una vera e propria caccia all'uomo nelle strade adiacenti alla Questura, tra l'indignazione di passanti e commercianti, colpendo ripetutamente gli studenti con calci, pugni e manganelli, sequestrando per mezz'ora due studenti nel portone di un palazzo e arrivando a procedere all'arresto di un giovane precario della ricerca.

Una vicenda che doveva concludersi con una "sentenza esemplare", come anticipato sulle pagine di un noto quotidiano della città dal nuovo Questore Giuffrè, e che invece si è risolta con un nulla di fatto in Tribunale: “Carenza di prove”, “assoluta contraddittorietà da parte della pubblica accusa”, “dichiarazioni degli ispettori della DIGOS non riscontrabili nei fatti”, questa la pronuncia del giudice sulle accuse di lesioni, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale rivolte a Salvatore.

A chi vuole studenti e lavoratori ridotti al silenzio e chiusi in casa, abbiamo risposto riempiendo di nuovo le strade della città, ribandendo che vogliamo il blocco di questa Riforma e la riapertura dei finanziamenti ai servizi che garantiscono il diritto allo studio per tutti (mense, borse universitarie, residenze, libri e trasporti gratuiti per gli studenti).

Ora lo sa anche l'Assessorato regionale all'Istruzione, gli studenti riscalderanno ancora l'autunno insieme a lavoratori, lavoratori precari, disoccupati e sfruttati della nostra città.

THE FUTURE IS UNWRITTEN! IL FUTURO E' TUTTO DA SCRIVERE!

STUDENTI MEDI ED UNIVERSITARI NAPOLETANI

pc quotidiano 22 ottobre - Make School Not War, Si alla Scuola No alla Guerra

soldi per la scuola si devono trovare tagliando la scuola militare.


In queste settimane le mobilitazioni contro i programmi che introducono nella scuola forme di addestramento militare (in particolare Mini-naja e Allenati per la vita) sono state molto importanti, diffuse sul territorio e partecipate da decine di migliaia di studenti nei cortei dell'8 ottobre. In particolare a Milano hanno anche costretto alcuni dei protagonisti a fare marcia indietro (come nel caso dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo), prefiguranso il fatto che si può vincere questa battaglia.
Per questo lanciamo un appello per una mobilitazione che inizi dal mondo della scuola ma coinvolga tutti coloro che sono contro la guerra che sempre più diviene globale e permanente, attraversa le nostre vite e distrugge interi paesi. Costruiamo una mobilitazione di tutti coloro che vogliono un futuro di solidarietà e antirazzismo, atraverso la cultura e la globalizzazione dei diritti, non attraverso la militarizzazione in casa e le bombe nel resto del mondo. Una mobilitazione che sarà portata avanti in forme molteplici, da collettivi studenteschi e organizzazioni dei lavoratori di scuola e università, associazioni e reti contro la guerra o che operano concretamente per la pace in Italia o nei paesi in cui si combatte, mezzi di informazione libera che non vogliono sottoporsi alla censura che sempre accompagna gli eserciti e le armi.
Facciamo del 4 novembre, all'interno di questa campagna, una giornata in cui scendere in piazza, mentre si celebrano le forze armate, per dire che ciò di cui abbiamo bisogno non è la guerra ma l'istruzione, non è il futuro di potenza nucleare (civile e militare), ma il ritiro delle truppe in Afghanistan.

28 ottobre ore 19.00 @ Cantiere presentazione della campagna Make School Not War

4 novembre in piazza Cairoli (MI) ore 9.30 corteo.

A seguire molte altre mobilitazioni.

pc quotidiano 22 ottobre - contro le popolazioni in rivolta a terzigno solo la repressione

ULTIM’ORA; MANTOVANO RISOLVE IL PROBLEMA DELLE PROTESTE A TERZIGNO:
EVERSIONE!
http://www.pugliantagonista.it/openarea/terzigno.htm


22 ottobre le agenzie di stampa riportano le dichiarazioni di Mantovano su
Terzigno:
LE PROTESTE? Fatte a fini eversivi!I Manifestanti antidiscarica? Appartenenti
al filone dell’area antagonista e anarco-insurrezionalista!!!

…Si mormora che tra le anarco-insurrezionaliste di Boscoreale che questa
mattina portavano grandi immagini della Madonna della neve incitandola a
salvarli dal percolato, alcuni solerti uomini dei servizi di sicurezza giurano
di aver intravisto tra esse il fantasma di Maria Soledad Rosas.
COSA CI ASPETTIAMO DA QUESTA SVOLTA ???
Coniata la parola magica “Eversione” ora si attende il coro di solidarietà dei
partiti del centro-sinistra nei confronti dell’operato del Ministero dell’
interno e delle forze dell’ordine e si chiederà immediatamente che i
manifestanti siano perseguibili per i reati di devastazione e saccheggio a fini
eversivi dell’ordine pubblico, degli ordinamenti costituzionali dello Stato
attraverso atti ad impedire le funzioni del governo e delle istituzioni
locali, attentato alla salute pubblica e attentato delle libertà economiche e
del diritto di impresa, in particolare dei proprietari delle cisterne piene di
liquidi sconosciuti che si recavano a sversare sotto la scorta delle forze dell’
ordine il loro contenuto.
Sono imputazioni che insieme al reato di banda armata e quello di porto di
materiale esplodente e da guerra . benzina, tric-trac, fumogeni, fuochi d’
artificio, costeranno a coloro che saranno imputati diversi ergastoli e decenni
di processi.
Nel frattempo, a fronte dell’allarme eversione, l’Esercito sarà messo
sotto pressione con la richiesta di invio di uomini e mezzi particolarmente
attrezzato per le scorte ai convogli Una partita di VTLM Freccia che il
generalissimo La Russa aveva destinata all’Afghanistan sarà approntata in
fretta in furia per essere ripitturata in bianco con grandi scritte “mondezza-
escort”.
Molto probabilmente si chiederà di istituire un tribunale speciale a
Poggioreale che giudichi gli eversivi.
Tutti i partiti “dell’arco parlamentare” si dichiareranno pronti a fronte al
pericolo eversione con l’accettare che si creino strutture simili in tutte le
regioni dove fenomeni eversivi come quelli di Terzino potrebbero accadere ed
in particolare le regioni del Sud , Puglia in testa, candidate ad ospitare
centrali nucleari, discariche incontrollate, rigassificatori, centrali a
carbone, a biomasse , inceneritori, impianti fotovoltaici selvaggi. Ecc e che
molto probabilmente saranno oggetto dell’attenzione di eversivi e inarco-
insurrezionalisti pronti anche a plastiche e interventi di cambio di sesso per
travestirsi da casalinghe, nonne antidiscariche , padri disperati…

La redazione di Pugliantagonista.it

22 ottobre 2010


__________ Informazione NOD32 5553 (20101021) __________

Questo messaggio � stato controllato dal Sistema Antivirus NOD32
http://www.nod32.it

pc quotidiano 22ottobre - gli squali del profitto delle coop "rosse":



Dopo la partecipazione al bando per l'autostrada da 3 miliardi di dollari in Libia (riservato alle imprese italiane sulla base del "trattato d'amicizia" del 2008 tra Berlusconi e Gheddafi), dopo l'interesse al nucleare, all'Alta Velocità e al ponte sullo Stretto di Messina, la CMC (Legacoop) si è aggiudicata l'appalto per realizzare a Sigonella un megacomplesso per le attività di manutenzione dei Global Hawk, un'opera d'«importanza strategica» per gli interessi USA in Europa, Africa e Medio oriente.

Riportiamo un articolo

*Marchio Legacoop sui Global Hawk delle forze armate USA*

* *

di /Antonio Mazzeo/

/ /

/ /

Codice etico zero ma milioni e milioni di euro fatturati con le Grandi Opere dal devastante impatto ambientale (Ponte sullo Stretto, TAV, Quadrilatero Marche-Umbria, ecc.) e finanche con la nuova base dell'esercito USA al Dal Molin di Vicenza. Ma l'appetito vien mangiando e con l'autunno è giunta una commessa che fa tramontare irrimediabilmente l'immagine "sociale" della CMC - Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna, l'azienda leader del settore costruzioni della Lega delle Cooperative. Il 24 settembre 2010, il Comando d'ingegneria navale del Dipartimento della Marina militare degli Stati Uniti d'America ha assegnato alla società ravennate i lavori per realizzare a Sigonella un megacomplesso per le attività di manutenzione dei Global Hawk, i sofisticati aerei di spionaggio telecomandati delle forze armate USA e NATO, buona parte dei quali destinati ad operare dalla base siciliana. La CMC avrà tempo 820 giorni per completare quella che è stata definita dal Pentagono come un'opera d'«importanza strategica» per gli interessi USA in Europa, Africa e Medio oriente. Il Dipartimento della difesa ha dovuto sostenere un faticoso braccio di ferro con il Congresso per ottenere l'autorizzazione a realizzare il cosiddetto /Global Hawk ACFT Maint Facility Sigonella Sicily/. La richiesta è stata accolta solo a fine 2009: 31 milioni e 300mila i dollari posti in budget ma la CMC, contractor di fiducia del Pentagono, ha ritenuto conti alla mano di poter fare tutto e bene con metà dei fondi a disposizione. Il contratto firmato è di "soli" 16 milioni e 487mila dollari.

Secondo il bando di gara pubblicato dal Comando d'ingegneria navale per l'Europa, l'Africa e l'Asia sud-orientale (NAVFAC EURAFSWA), il nuovo complesso per i famigerati Global Hawk sarà composto da «un hangar con una superficie di 5.700 metri quadri e quattro compartimenti per le attività di manutenzione, riparazione ed ispezione dei velivoli senza pilota». «L'hangar -- si legge nella scheda tecnica predisposta dall'US Air Force - sarà composto da una struttura di acciaio, costruzioni in muratura, tetto con giunture metalliche, pavimenti in cemento, infrastrutture varie, pavimentazioni e reti per la comunicazione.
Saranno necessarie la demolizione dell'esistente vano test motori così come le operazioni di bonifica ambientale. È inoltre prevista l'installazione di generatori elettrici, sistemi idrici, anti-incendio e di controllo anti-intrusione ed anti-terrorismo».

Ancora più dettagliata la descrizione delle finalità operative dell'infrastruttura. «Il velivolo Global Hawk richiede uno spazio coperto per gli interventi del personale specializzato, utilizzabile in qualsiasi momento, che garantisca le ispezioni standard, una migliore manutenzione dei sistemi di approvvigionamento carburanti, il riparo delle componenti aeree, le operazioni pre-volo così come quelle di miglioramento e modificazione di ordine tecnico. L'hangar assicurerà un'area per i depositi di macchinari e per supportare la manutenzione delle infrastrutture, ricevere componenti aeree, eseguire le operazioni di carico e stoccaggio ed ospitare gli spazi per gli uffici e i centri amministrativi». Il Complesso di Sigonella sarà in grado di intervenire simultaneamente su quattro Global Hawk.

Il primo dei velivoli senza pilota in dotazione all'Air Force è giunto in Sicilia una ventina di giorni fa; altri due dovrebbero atterrare entro la fine di quest'anno. Stando alle previsioni dei general manager della Northrop Grumman, l'azienda produttrice, entro il 2013-2014 Sigonella ospiterà sino ad una ventina di aerei-spia. Oltre all'US Air Force, anche l'US Navy è intenzionata a installare nella base i Global Hawk ordinati nell'ambito del nuovo programma di sorveglianza aereo-marittima BAMS, mentre la NATO prevede di trasferire in Sicilia 8 Global Hawk nella versione "Block 40" per il nuovo sistema di sorveglianza terrestre alleato AGS (Alliance Ground Surveillance), i cui centri di Comando e controllo saranno installati proprio a Sigonella.

Nella grande base militare siciliana la CMC è ormai di casa ininterrottamente dall'ottobre 1996, quando ottenne dal Dipartimento della Difesa i lavori del cosiddetto piano "Mega II" consistenti nella «demolizione e ricostruzione di 4 edifici a NAS 1, e d'infrastrutture aeroportuali e nuovi edifici amministrativi a NAS 2», per un valore complessivo di 88,5 miliardi di vecchie lire. In quell'occasione i vertici d'Impregilo - altro grande colosso delle costruzioni ed odierno partner della coop nei lavori per il Ponte di Messina - denunciarono che la CMC si era aggiudicata la gara con un'offerta di 2 miliardi e mezzo di lire superiore alla propria. «La Marina militare USA che ha commissionato l'opera, ha scelto noi premiando la qualità del progetto che prevede un costo superiore a quello proposto da altre imprese concorrenti. Gli americani, insomma, hanno avuto fiducia nella nostra affidabilità», fu la risposta dell'allora ed odierno presidente della società ravennate Massimo Matteucci, neoeletto presidente del consiglio di sorveglianza del Consorzio Cooperative Costruzioni CCC di Bologna, il socio CMC nei lavori per la nuova base di Vicenza.

Da allora il flusso di denaro USA nelle casse della CMC è stato inarrestabile. Stando alle stime del Pentagono, nel solo periodo compreso tra il 2000 e il 2007, alla CMC sono stati assegnati lavori per
193 milioni e 144mila dollari, tutti a Sigonella. All'interno della stazione NAS1 ad esclusivo uso statunitense, la coop "rossa" ha realizzato nel 2002 il Centro commerciale /Commissary and Navy Exchange/ (importo 20,7 milioni di euro, designer l'/Ing. A Bortolazzi Consulting Srl/ di Ferrara): 45.000 metri quadri di superficie, un parcheggio per
374 posti auto, decine di negozi con differenti offerte di merci (fiori, libri, prodotti di bellezza, gioiellerie, materiali fotografici, elettrodomestici, ecc.), un'ampia area di ristorazione, centro computer, uffici amministrativi, ecc..

A partire del 2005 alla CMC sono stati assegnati invece i lavori per il piano "Mega III", importo 76,3 milioni di euro, consistenti nella «realizzazione a NAS1 e NAS2 di strade, parcheggi, piazze, aree attrezzate a verde, sei edifici polifunzionali, un complesso sportivo e ricreativo, una cappella per le funzioni religiose, una nuova centrale telefonica, gli uffici di sicurezza della Marina USA, un'infrastruttura adibita a ristorante e club, una scuola materna ed un asilo nido, un centro amministrativo e due /Community Building/ dotati di clinica veterinaria, ufficio postale, centro giovanile, agenzia turistica e biblioteca». Nel gennaio 2008 la CMC di Ravenna ha pure concluso i lavori del cosiddetto "Mega IV" (/Multiple Buildings Naval Air Station/), realizzando una scuola all'interno di NAS1 e altri 7 edifici con varie destinazioni d'uso, prevalentemente uffici ed officine, nell'area aeroportuale di NAS2. L'ammontare delle opere è stato di 59,5 milioni di euro.

La CMC di Ravenna ha pure tentato d'inserirsi, sino ad ora con poca fortuna, nel grande business dei complessi turistico-immobiliari e dei villaggi destinati al personale USA di stanza a Sigonella. Nel sito web della /Koyné Progetti Srl/ di Ravenna, si accenna alla stesura nel 2005
- per conto della coop di costruzioni - del «layout preliminare del "Residence Saia di Roccadia"». Nove palazzine-alloggio circondate dal verde e campi sportivi nel territorio dei comuni di Lentini e Carlentini perché i militari d'oltreoceano possano vivere con il massimo confort le licenze dai teatri di guerra africani e mediorientali.


prolcomra

pc quotidiano 22 ottobre - Ravenna: lo stato sociale lo pagano i soci delle coop sociali! E' ora dello sciopero!

I lavoratori delle coop sociali di Ravenna sono a rischio stipendio per il "buco" di 9 milioni e 543 mila euro del Consorzio dei servizi sociali.
Questa situazione non è certo inattesa ma evidenzia il marciume di tutto un sistema di gestione dello stato sociale in questa provincia di cui, ancora una volta, a pagare i costi sono i lavoratori delle coop.
Questo sistema è ben oliato da anni: il comune di "sinistra" vanta come "fiori all'occhiello" i servizi sociali erogati; le coop, i cui dirigenti spesso sono dello stessa componente politica di chi amministra il comune, sono la forma di questa gestione del privato sociale per conto delle amministrazioni e, nonostante la cronicità dei ritardi sui pagamenti delle convenzioni, fanno lavorare i propri soci-lavoratori senza alcuna garanzia. E, fino ad oggi, non hanno mai alzato la voce per pretendere il rispetto dei termini dei pagamenti.
Che l'opposizione di destra oggi alza la voce su questo non deve illudere i lavoratori: le elezioni locali sono alle porte e per questo all'improvviso rompono il silenzio complice!
Ieri le cooperative hanno mandato avanti i propri soci a seguire il dibattito in consiglio comunale,
perchè ormai il "re è nudo" e di fronte alla voragine del bilancio comunale oggi cominciano a
preoccuparsi. Ma fino a ieri sono stati al gioco, accettando che le banche pagassero gli stipendi
mancanti per i ritardi degli enti e i lavoratori-soci si pagassero gli interessi passivi alle banche. Che, con un salario da fame come quello del contratto delle coop sociali (voluto dalle centrali e accettato dai confederali), è un'ulteriore batosta.
Ma la musica può cambiare.
Ora è necessario che si faccia sentire la voce dei lavoratori, indipendente da coop, politici, confederali.
E' necessario uno sciopero nei servizi gestiti dall'ex consorzio. Per farlo è necessario che i lavoratori comincino ad autorganizzarsi con lo Slai Cobas per il sindacato di classe.

SLAI Cobas per il sindacato di classe

Sede provinciale: Ravenna Tel: 339/8911853
e mail: cobasravenna@libero.it

giovedì 21 ottobre 2010

pc quotidiano 21 ottobre - fiat sata - il lurido verme della FISMIC in tribunale

notizia stampa

MELFI - Il segretario nazionale della Fismic, Roberto Di Maulo, ha
testimoniato nel corso della seconda udienza sul ricorso presentato dalla
Fiat contro il reintegro dei tre operai (di cui due delegati della Fiom)
licenziati nello scorso mese di luglio.
La testimonianza di Di Maulo era stata richiesta dai legali della Fiat dopo
che il rappresentante della Fismic aveva rilasciato un'intervista al
settimanale «Panorama» in cui aveva detto che «nello stabilimento di Melfi
la Fiom aveva creato un clima di intimidazione». Entrando in Tribunale, Di
Maulo ha detto che racconterà «come sempre la verità che mi è stata
riportata dalle mie persone di fiducia. Non ho mai parlato e mai mi
permetterei di parlare di sabotaggio. È una frase che mi è stata attribuita.
Credo che quella notte ci siano stati comportamenti volti a fare avere allo
sciopero un valore più grande di quello che avrebbe avuto con la normale
astensione dal lavoro». Secondo quanto si è appreso, oggi il Giudice del
lavoro, Amerigo Palma, ascolterà anche delegati della Uilm, della Fim, dell'Ugl
e della stessa Fismic, «che - ha spiegato Di Maulo - avevano firmato un
documento di solidarietà, insieme agli altri delegati, ma solo per Marco
Pignatelli, l'unico privo di tutele sindacali e quindi più esposto; quel
documento - ha concluso Di Maulo - non era teso a scagionare nessuno».


la fismic e il suo segretario e la sua struttura sono spie al servizio del
padrone e questo sindacato nel quadro della divisione dei compiti del
sindacalismo di marchionne neocorporativo assolve appunto al ruolo di
polizia interna e spie
è quindi giusto e legittimo isolare, denunciare e colpire questo sindacato,
espellerlo dalle fabbriche e chiudere le sue sedi
si tratta di difendere a livello di massa e con le masse le libertà
sindacali e il posto di lavoro di chi lotta in fabbrica

slai cobas per il sindacato di classe
puglia basilicata
21 ottobre 2010

pc quotidiano 21 ottobre - subito in piazza in solidarietà con le popolazioni di terzigno in lotta contro il governo e lo stato delle discariche

proletari comunisti invita tutti i compagni, le sedi di proletari comunisti, tutte le forze proletarie comuniste e rivoluzionarie a solidarizzare attivamente con le popolazioni in lotta attaccate con polizia e blindati
solidarizziamo con la resistenza popolare ovunque e in tutte le manifestazioni già organizzate, organizziamo presidi e ogni forma di lotta anche davanti a questure e prefetture
via il governo dello stato di polizia !

proletari comunisti
ro.red@libero.it
21 ottobre 2010