Stellantis Melfi, si riparte dalla ds7
Ma evidentemente, riempite le Concessionarie, e visto anche il mercato, a questo punto ci sarebbe una leggera flessione di Compass. E così la Ds7 sarebbe diventata l’auto su cui puntare nell’immediata ripartenza dopo le ferie estive. “Ci è giunta voce, tramite voci sindacali, che entro fine agosto, c’è una precisa richiesta dei vertici aziendali di produrre più Ds7”, così, sottovoce, la nostra fonte. “Non sappiamo se ci sia una richiesta del mercato, ma crediamo piuttosto che sia un obiettivo dei vertici aziendali”.
E così, a prova di smentita, si ripartirà dalla Ds 7, con l’avvio dei turni sulla linea. Difficile capire quante ne passavano ogni giorno, difficile fornire altri dettagli, al momento. Sicuramente non saranno tantissime. “50 a turno”, al massimo, si sbilancia la nostra fonte. La consegna del silenzio, è la strada
maestra della multinazionale, in questi tempi così complessi per l’Automotive. Ripartire dalle voci, dalle indiscrezione fatte passare sotto banco da ambienti sindacali, è l’unica via possibile. Ritmo di lavoro a “150 auto a turno” e “numerose” Ds7, sono gli unici spifferi che emergono, con la imminente ripartenza. Ferie quasi finite. È massima attenzione sui 5 modelli elettrici e ibridi (Compass, Ds8, Ds7, Lancia Gamma e Alfa Romeo) su cui poggia il futuro di Stellantis, a MelfiCisl... la ripartenza deve segnare soprattutto il passaggio dagli annunci ai risultati concreti. Dopo le discussioni sul piano industriale, sui nuovi modelli e sugli investimenti destinati a Melfi, il banco di prova sarà rappresentato dalle vetture effettivamente prodotte, dalla crescita dei volumi e dal lavoro garantito non soltanto ai dipendenti Stellantis, ma anche all’intero indotto.
La situazione resta infatti complessa. Proprio dal 17 agosto entra in vigore la proroga del contratto di solidarietà fino al 31 dicembre 2026, misura che coinvolgerà circa 4.400 lavoratori. Attorno al polo di San Nicola ruotano complessivamente circa 9 mila occupati, considerando fabbrica e aziende collegate, numeri che spiegano perché il futuro dello stabilimento venga considerato una questione che va ben oltre i confini della Basilicata

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