giovedì 20 agosto 2026

Femminicidi - Ne polizia, ne carabinieri, ne governo potranno mai difenderci - Organizziamo Collettivi di donne contro femminicidi, stupri - dal blog femminismorivoluzionario

Tania Terrin, 39 anni è stata strangolata la sera di Ferragosto nella sua abitazione di Camponogara, nel Veneziano, dall’ex compagno Dino Keber, 43 anni, residente a Dolo. 

Vi era stato un precedente episodio di violenza. Ad aprile Keber aveva tentato di strangolare Tania. La donna aveva presentato una querela ai carabinieri, corredata da un certificato medico. A giugno il questore di Venezia aveva emesso nei confronti dell’uomo solo un ammonimento ufficiale - nonostante fosse già noto alle forze dell'ordine, aveva anche un precedente specifico, un'aggressione nei confronti della compagna risalente ad aprile, su cui la Procura aveva aperto un procedimento per maltrattamenti e lesioni dopo la denuncia di lei. 
Aveva già mandato in ospedale quattro donne prima di lei.

«Sette o otto volte siamo state dai carabinieri - dice la madre di Tania - Mia figlia l’ha anche querelato. Doveva starle distante ma poi al massimo dopo un mese ritornava a farsi vivo»

La passività della polizia, che sapeva ma aveva emesso solo un "ammonimento" (una sorta di "pacca sulle spalle") che non poteva avere nessun effetto frenante, è di fatto complicità.

Come è una aperta complicità/stimolo ai femminicidi (6 donne uccise dal 15 agosto, più aggressioni) l'humus istituzionale fascista che legittima e incita al maschilismo, che considera il femminicidio solo uno dei tanti normali crimini, che cerca di riprodurre rapporti patriarcalisti e gli uomini non potendoli imporre per il rifiuto oggi delle donne, le uccidono, che peggiora la condizione di vita generale delle donne che diventano oggetto di "attenzione" dei mass media solo quando muoiono o per il problema della "crisi di natalità".

Gli interventi di questo governo, fascista, razzista, sessista, i cui uomini e donne al potere sono una evidente rappresentazione anche personale di questo clima, concezioni, non sono una soluzione, neanche parziale, ma sono il PROBLEMA.

La lotta contro i femminicidi, stupri, contro gli uomini che odiano le donne, non può quindi non essere legata alla lotta, principale, contro questo governo, questo Stato.

Organizziamo collettivi di donne ovunque è possibile, collettivi ribelli, combattenti, che siano pericolosi per uomini, forze dell'ordine, governo.

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