mercoledì 3 dicembre 2014

pc 3 dicembre - NAPOLI, GLI STUDENTI CONTRO LA REPRESSIONE DEI PRESIDI - POLIZIA E CARABINIERI A DIFESA DELLA "BUONA SCUOLA"DI RENZI

(dal CAU)

Scuola e università si mobilitano contro repressione e per il diritto allo studio

Giornata movimentata oggi (lunedì 1° dic.) a Napoli. Ben due appuntamenti hanno visto protagonisti le studentesse e gli studenti della città.
All'ingresso dell'ITIS Giordani, con 300 studenti dell'Istituto e molti studenti di altre scuole superiori di Napoli, abbiamo convocato per questa mattina un presidio per rispondere all'assurdo attacco portato avanti dai capi di istituto delle scuole di Napoli supportato dalla criminalizzazione mediatica dei quotidiani locali contro le mobilitazioni e le occupazioni degli studenti che da mesi si oppongono al Piano Scuola del Governo Renzi.

La punta di quest'ondata repressiva si è toccata proprio con la Preside del Giordani che, qualche giorno fa, è stata la protagonista di alcune incredibili dichiarazioni rilasciate a Il Mattino e La Repubblica in cui accusava gli studenti di essere “manovalanza” di “cellule” esterne alle scuole, gruppi di fomentatori pronti solo allo scontro di piazza, un corpo estraneo agli studenti “per bene” e privo di reali rivendicazioni politiche.
Contemporaneamente eravamo con tanti altri studenti universitari all'ingresso dell'Adisu dell'Orientale, dove avevamo un incontro con la dirigenza dell'azienda per il diritto allo studio, concordato con i membri del Cda durante l'ultimo Consiglio d'Amministrazione. Da mesi, infatti, denunciamo le condizioni assurde del bando d'accesso allo studentato di via Brin: prezzi elevatissimi, pochi posti, regolamento da caserma, isolamento logistico e una clausola ricattatoria che obbliga i fuorisede borsisti ad accettare l'alloggio per ricevere la borsa di studio, pena il declassamento a pendolare e la perdita di quanto gli spetterebbe di diritto secondo le condizioni reddituali e di residenza. A questo si aggiunge un silenzio delle rappresentanze studentesche nel Cda dell'ADISU che, in tutte queste puntate, e meno che mai oggi, non si sono schierati davanti al resto del Consiglio-né in altre maniere- al fianco di chi ha portato delle richieste legittime e giuste.
In entrambe le situazioni ci siamo trovati davanti allo stesso scenario.
Al Giordani solo la determinazione degli studenti ha impedito l'ingresso della celere all'interno del cortile della scuola. La preside, infatti, dopo le dichiarazioni fasciste contro chi si è mobilitato nelle ultime settimane con cortei, assemblee e una pioggia di occupazioni per fermare la riforma della scuola voluta dal governo Renzi, impaurita dalla presenza di tantissimi studenti si è sottratta a qualsiasi possibilità di dialogo e ha immediatamente chiamato le forze dell'ordine, intervenute di lì a poco con ben 4 mezzi blindati.
Dall'altra parte della città ci siamo visti sbarrare l'accesso all'Adisu da un doppio cordone di carabinieri e digos che ci ha impedito di incontrare il Direttore e di portare in quella sede le nostre rivendicazioni, tanto che quando abbiamo legittimamente provato ad entrare, siamo stati presi a calci e allontanati malamente dai carabinieri in assetto antisommossa.
Insomma, due episodi che per quanto diversi mostrano chiaramente qual è la risposta che in questo momento le istituzioni di questo paese intendono dare a chi semplicemente pretende che vengano rispettati i propri diritti, a chi si batte per una scuola e un'università che siano accessibili a tutti e non privilegio di pochi fortunati “meritevoli”. D'altronde, tutto l'autunno non ha fatto altro che dimostrarci questo: chiunque si è mobilitato e ha provato a organizzarsi contro Jobs Act e Buona Scuola, ha ricevuto in risposta soltanto manganelli e denunce. Tutto questo non riuscirà a intimidirci e a frenare la nostra rabbia.
Continueremo a opporci a questo Governo e ai suoi provvedimenti, a chi cerca di metterci a tacere, a chi vorrebbe vederci accettare passivamente il peggioramento delle nostre vite, la distruzione del nostro presente e del nostro futuro.

Ci vogliono divisi e flessibili, ci avranno uniti e inflessibili!

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