Sabato, 13 Settembre 2014 08:33
- Davide Rosci - Mauro Gentile
E' nostra intenzione portare alla luce quanto realmente accaduto in quella giornata di riscossa popolare e l'obbiettivo che ci poniamo è di stimolare una nuova discussione
Percorriamo la strada
Quanto successo il 15 ottobre 2011 a Roma è una vicenda che nessun giornale ha mai avuto il coraggio di raccontare realmente e della quale nessun giornalista ha mai voluto fare inchiesta perchè troppo scomoda. E' risultato conveniente sbattere il “mostro” in prima pagina e chiudere gli occhi dinanzi alla gestione
Noi, a Roma, il 15 ottobre del 2011 c'eravamo e non ci vergognamo di nulla così come non rinneghiamo la resistenza di piazza. Durante una giornata studiata a tavolino dai funzionari addetti alla gestione
Azioni criminose che hanno prodotto diverse decine di feriti, più o meno gravi, delle quali imedia
Ci dicono che abbiamo assaltato il blindato, ma sanno di mentire. Noi ricordiamo benissimo la camionetta dei Carabinieri lanciata a folle velocità contro i manifestanti inermi e ricordiamo altrettanto bene il momento in cui si è schiantata contro il marciapiede provocandone di fatto la rottura. Abbiamo visto con i nostri occhi il carabiniere Tartaglione, che fino ad un istante prima aveva messo a rischio la vita di moltissime persone, allontanarsi dalla camionetta senza che nessun manifestante infierisse contro di lui. Di questi comportamenti non ne ha parlato nessuno, è stata sufficiente la reazione della folla, che stava per essere travolta e che ha dato alle fiamme il blindato vuoto, per far passare
Questa è la cruda realtà e siamo consapevoli che mai nessun giudice sarà disposto ad ascoltarla, lo sappiamo benissimo e ne prendiamo atto. Oggi paghiamo la nostra resistenza, la nostra leggittima difesa, con accuse fasciste come devastazione e saccheggio (reato incostituzionale che punisce non la condotta specifica ma l'insieme di fatti accaduti quel giorno a Roma) e pesantissime quali resistenza pluriaggravata e tentato omicidio, mentre viene garantita impunità alle forze dell'ordine nonostante i crimini commessi; la stessa impunità di cui usufruiscono politici corrotti e collusi con le mafie. Loro si che devastano i territori e saccheggiano le nostre vite!
Da 29 mesi, agli arresti, resistiamo al giustizialismo del tribunale della borghesia imperialista ed in questo periodo abbiamo sofferto carcere, diritto alla salute negato, torture psicologiche, intimidazioni e minacce, perchè abbiamo deciso di continuare
Noi non chiediamo compassione o altro, a testa alta e lottando come sempre affronteremo il nostro destino, però da oggi non accetteremo mai più che un giudice si permetta di sentenziare la nostra sorte e che lo faccia in nome del popolo italiano.
No, noi non ci stiamo! In nome del popolo italiano non dovrà essere pronunciata mai più una sentenza fascista perchè il popolo italiano, al contrario di un giudice compiacente e dalla memoria corta, ha deciso con la Guerra di Resistenza che tutto ciò che era stato il fascismo, e quindi anche il reato di Devastazione e Saccheggio, non dovesse più esser presente nell'Italia liberata dai Nostri Partigiani.
Questa è la voce di due Compagni che hanno deciso di non fare un passo indietro e che sanno di non poter riuscire da soli nell'intento di vincere una battaglia troppo grande per chiunque e pertanto chiediamo a tutti gli Antifascisti (singoli individui, movimenti antagonisti, organizzazioni politiche e sindacati conflittuali) di non lasciarci soli e di lanciare un'assemblea nazionale per mettere in atto strategie di lotta unitaria contro la repressione, contro il Codice Rocco e a sostegno di tutti coloro, i fratelli NO TAV in primis, che pagano con arresti e denunce i propri, i nostri, ideali di libertà e giustizia sociale.
Per
la libertà dei movimenti, per Chucky, per i condannati del G8 di Genova
e per chi prima di noi ha combattuto il fascismo. Resistenza!
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