La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro
scrive...
La denuncia delle disumane condizioni di sfruttamento, del moderno schiavismo, che portano i lavoratori immigrati a morire nei luoghi di lavoro e restare per sempre "invisibili", senza diritti, è stata gridata forte proprio dagli stessi proletari immigrati dal palco della manifestazione nazionale autorganizzata degli immigrati del 17 ottobre dell'anno scorso ed è state presente nelle mobilitazioni del primo marzo.La Rete ha portato il proprio contributo al Congresso, presentando una mozione per proporre una campagna nazionale autorganizzata su immigrati e morti sul lavoro (che veda la partecipazione di un ampio fronte, da chi si impegna contro le morti sul lavoro al movimento antirazzista. Abbiamo chiarito che sulla sicurezza sul lavoro è necessaria una campagna specifica e abbiamo, per questo, fatto conoscere la nostra esperienza.
La mozione della Rete per la sicurezza sul lavoro è stata fatta propria da uno dei tavoli tematici con cui si sono svolti i lavori: quello sul lavoro/sindacalismo che ha proposto al Congresso l'organizzazione di una giornata di lotta nazionale con sciopero su una piattaforma generale per la rottura netta tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; una campagna per la sicurezza sul lavoro; la lotta contro il lavoro nero e lo sfruttamento, contro il razzismo che divide i lavoratori e per una piena parità di diritti, salario, pensioni; per il reddito minimo garantito per tutti; per il libero accesso ai concorsi pubblici senza l'obbligo della cittadinanza.
Ora, come Rete, dobbiamo impegnarci assieme ai comitati immigrati per la riuscita di una campagna con almeno tre iniziative di rilievo nazionale . Le iniziative sono da costruire con i comitati immigrati . Pensiamo comunque una al nord (milano -coop brembio, origgio/varese, turate, corteolona, ortomercato, via padova e cie; o brescia -dov'è riuscito lo sciopero del 1 marzo, una al centro pensiamo possa essere svolta a massa carrara e una al sud che potrebbe coincidere con la due giorni nazionale dei comitati immigrati a carattere seminariale in giugno a Reggio Calabria
Le iniziative proposte prevedono assemblee, mozioni da firmare nei luoghi di lavoro, presidii sit-in, presentazione libri (penso per es. a Berizzi, Morte a 3 euro. Nuovi schiavi nell'Italia del lavoro), sono disponibilei e possibili uno spettacolo teatrale di attricecontro, "madama cie", film "come un uomo sulla terra" (l'altra faccia della politica razzista di questo governo: le atrocità degli accordi con la Libia) ecc
Rete nazionale per sicurezza sui posti lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com
mailinglist
bastamortesullavoro@domeus.it
07/05/2010
Appello inviato agli immigrati:
Ai lavoratori immigrati,
al Congresso dei Comitati immigrati del 24-25 a Roma è stato deciso di realizzare una campagna sulla sicurezza sul posto di lavoro per i lavoratori immigrati. Gli infortuni sul lavoro ai danni dei lavoratori stranieri in Italia aumentano di anno in anno: 124.828 nel 2005 (13,3% sul totale nazionale), 129.303 nel 2006 (13,9%), 140.785 nel 2007 (15,4%) e 143.561 nel 2008 (16,4%) con 189 casi mortali. Sono dati INAIL del 2010 che presumono la regolarità del rapporto di lavoro e che tutti gli infortuni vengano denunciati. Ma sappiamo che la realtà non è così.
E' una campagna necessaria perchè su questo tema non c'è stata ancora una mobilitazione specifica in Italia che denunci la condizione di "invisibilità" nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne, dei lavoratori immigrati e che lotti per la difesa dei diritti, a partire da quelli della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e della dignità di esseri umani che lavorano e faticano e non di moderni schiavi sfruttati per il profitto dei padroni italiani.
Con la manifestazione del 17 ottobre dello scorso anno, con la recente rivolta di Rosarno e lo sciopero del 1° Marzo, i lavoratori immigrati hanno ribadito proprio questo e intendono andare avanti a testa alta per non essere ricacciati nell'"invisibilità" dell'oppressione quotidiana.
Come Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro ci battiamo contro la guerra "incivile" ai lavoratori che il padronato porta avanti, con i governi loro amici e, oggi ancora più, con il governo Berlusconi-Bossi.
Ai padroni non gli basta averci rubato i salari, negato i diritti nei luoghi di lavoro dove l'unica "legge" è la dittatura padronale, dopo averci condannati ad una precarietà senza fine, ma hanno creato le condizioni perchè andare a lavorare è come andare in guerra. Profitti e vita, salute, degli operai sono una contraddizione.
Ma la condizione dei lavoratori immigrati è ancora peggiore perchè umiliata dal razzismo di stato che incita ai peggiori istinti xenofobi tra le masse per dividere, ricattare e sfruttare meglio con salari inferiori, precarietà e lavoro nero, senza ammortizzatori sociali, senza stato sociale. Il legame permesso di soggiorno-contratto di lavoro è la sintesi del moderno schiavismo.
Per questo abbiamo partecipato come Rete al Congresso degli immigrati portando il nostro contributo -una mozione che riproponiamo al termine di questo appello- sulla battaglia contro le morti sul lavoro dei proletari immigrati.
Il 1° Congresso dei comitati immigrati ha detto chiaramente che l'unità con i proletari italiani è l'unica strada che rende più forti gli sfruttati.
E' ora di percorrerla seriamente assieme.
Siamo dello stesso sangue, appartenenti alla stessa classe oppressa.
Dobbiamo preparare una mobilitazione nazionale per l'autunno e raccogliere le forze e le adesioni necessarie per farla riuscire.
Come Rete vi proponiamo almeno tre iniziative di rilievo nazionale per i prossimi 2 mesi. Una al nord (Milano, Brescia?), una al centro (Massa Carrara?) e una al sud (potrebbe coincidere con la due giorni nazionale dei comitati immigrati a carattere seminariale in luglio a Reggio Calabria).
Realizziamole assieme con assemblee, mozioni da firmare nei luoghi di lavoro, presentazione libri, spettacoli teatrali,film.
Mozione proposta
Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
Immigrazione e morti sul lavoro
Il supersfruttamento, lo schiavismo, il ricatto del lavoro in ogni condizione provoca sempre più morti di operai immigrati, nei cantieri, nelle fabbriche, nelle campagne.
Quando muoiono nessuno se ne occupa, spesso non hanno familiari vicino, sono alla mercé della legge del padrone.
È ora di mobilitarsi
Costruiamo una campagna nazionale autorganizzata con l'adesione e la partecipazione di tutte le realtà impegnate nella lotta contro le morti sul lavoro, la precarietà, lo sfruttamento, per i diritti dei proletari contro il razzismo, le leggi anti-immigrati e i lager CIE.
Per adesioni, info, materiali:
Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com
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martedì 11 maggio 2010
pc quotidiano 11 maggio - appello di red block
dal foglio di maggio di red block traiano l'appello ai giovani ribelli
visita il sito www.redblock-it.blogspot.com
Organizzare i giovani ribelli, costruire il partito comunista rivoluzionario!
Le ultime immagini provenienti dalla Grecia ci ricordano ancora una volta quanto questo sistema sociale ed economico chiamato
capitalismo sia superato e non abbia ragion d’essere.
L’attuale crisi si traduce in licenziamenti, taglio dello stato sociale e quindi limitazioni di diritti, tutto in nome del profitto
delle banche e di quel pugno di capitalisti che vive da parassiti sulle spalle di miliardi di lavoratori.
Alcuni manifestanti ad Atene mostravano un grande striscione rosso con su scritto “Marx aveva ragione”, noi aggiungeremmo
che anche Lenin e Mao avevano ragione…
A tutti quegli economisti e sociologi borghesi che alla caduta del Muro di Berlino cianciavano di “fine della storia” e “fine
delle ideologie” e che assicuravano l’opinione pubblica che questo è il migliore dei mondi possibili e che pensare ad un'altra
società è pura utopia, a questa putrida propaganda dei servi di regime si contrappone adesso la realtà dei fatti:
siamo davanti una nuova crisi ciclica del capitalismo (come già aveva analizzato Marx nel 1848), le condizioni generali della
popolazione mondiale peggiorano progressivamente, in un sistema multipolare quale quello delineatosi dopo l’89 scoppiano
continuamente guerre per ridefinire gli equilibri mondiali tra le potenze imperialiste che cercano di conquistare nuovi mercati
a discapito di altre potenze (le famose contraddizioni interimperialistiche di cui parlava Lenin) , i popoli del mondo e i lavoratori
via via stanno perdendo fiducia nella classe dominante nei vari paesi. Questi elementi sono la causa dell’intensificarsi
delle lotte di liberazione nazionale e delle resistenze contro l’attacco del capitale ai diritti delle masse popolari.
Guardiamo ad esempio alle lotte operaie in Francia e nell’Est Europa che crescono e assumono caratteri sempre più radicali.
“Fin qui tutto bene”, partendo dal principio ineluttabile che “la storia la fanno le masse” e che “il motore della storia è la lotta
di classe”, passiamo adesso al lato soggettivo della questione, quello che ci riguarda in prima persona come rivoluzionari in
generale e comunisti in particolare: abbattere il sistema e non “migliorarlo”, in questo senso davanti alla crisi del sistema
non siamo per trovare delle soluzioni per fare uscire il sistema dalla crisi, ovvero allungarne l’agonia aspettando la
prossima inevitabile crisi ma di “bastonare il cane che affoga”.
La questione fondamentale è organizzare i soggetti sociali che rappresentano la forza motrice del cambiamento ( i
lavoratori in lotta, i giovani e le donne che si ribellano ecc.) : il nuovo che contrasta e spazza via il vecchio.
La storia delle rivoluzioni proletarie del secolo scorso nonché le attuali Guerre Popolari dimostrano che senza una salda organizzazione
e ideologia i movimenti rivoluzionari non vincono.
Le rivoluzioni proletarie vittoriose del secolo scorso non avrebbero mai potuto vincere senza tale organizzazione rivoluzionaria
qual è il Partito Comunista; quando la classe lavoratrice ed il popolo sono organizzati dal loro partito niente è impossibile
e anche i giganti imperialisti vengono schiacciati da popoli che a mala pena sopravvivono in condizioni estreme come successo
nella Guerra del Vietnam per citare un esempio emblematico.
Le Guerre Popolari che in India,Perù,Filippine avanzano e fanno salti da gigante non esisterebbero se non ci fossero Partiti
Comunisti Maoisti a guidarle cosi come i movimenti rivoluzionari in Nepal, Turchia e Nord Kurdistan. Senza una salda ideologia
rivoluzionaria vediamo che misera fine fanno movimenti come L’ANP in Palestina, le LTTE in Sri Lanka, Tupac Amaru
in Perù o l’EZLN in Chiapas che o vengono sconfitti sul campo dal nemico o si vendono ad esso entrando a far parte del
“circuito politico istituzionale”e in entrambi i casi lasciando il campo libero a movimenti fondamentalisti religiosi in primis
quelli islamici.
$ei paesi imperialisti i giovani sono attaccati quotidianamente dal sistema su vari fronti: economico negandogli un futuro
tranne quello di precarietà permanente, sociale negandogli spazi e relegando larghe masse di giovani proletari in periferie
fredde e prive degli essenziali diritti sociali e cultura che diventa sempre più un privilegio per i figli della borghesia.
Ma i giovani rispondono scendendo in piazza radicalmente per contrastare le controriforme sociali attuate dalla borghesia e i
summit dei potenti che si incontrano periodicamente ( G8, NATO ecc) per ratificare le decisioni della borghesia circa lo sfruttamento
di risorse mondiali, sono i giovani che a migliaia si scontrano con la polizia non chinando la testa contro chi vuole
negare loro il futuro.
Anche in questi Paesi è necessario avere una prospettiva rivoluzionaria strategica che è quella di rovesciare questo sistema e
crearne uno nuovo prendendo in mano il potere organizzando il partito rivoluzionario dei lavoratori, della gioventù proletaria
e delle donne ribelli.
Per questo è necessario passare da una fase di lotta spontanea ad una organizzata, combattendo tutte quelle tendenze
politiche, come l’area dei disobbedienti,dell’autonomia operaia e dell’anarchismo, che nel nostro paese propugnano “la lotta
per la lotta”, negano la necessità di costruire l’organizzazione rivoluzionaria. Questi compagni che spesso lottano genuinamente
contro il sistema e a cui va il nostro rispetto, oggettivamente allontano le masse dall’obiettivo svilendone anche la
combattività lottando in una maniera fine a se stessa.
Per noi la via da seguire è quella di organizzare i giovani proletari dei quartieri popolari e gli studenti ribelli
saldando le loro lotte con quelle della classe operaia con il fine della costruzione del partito comunista rivoluzionario
in Italia che darà l’avvio al movimento rivoluzionario
per abbattere questo sistema putrido e gettarlo nella pattumiera della storia.
Spesso quando si affronta il tema dell’ antifascismo con gli studenti e i lavoratori ci sentiamo ripetere sempre la
stessa frase: ognuno ha diritto di pensare quello che vuole, ognuno ha diritto di parola.
Questo pensiero diffuso è frutto del lavaggio del cervello mediatico che quotidianamente sdogana e riabilita il
fascismo tramite il revisionismo storico ad esempio.
Noi ci chiediamo, chi facendo questa affermazione si definisce "democratico" si sofferma a pensare per un solo
istante perchè è sacrosanto che un fascista non abbia diritto di parola?
Evidentemente il lavaggio di cervello ha il sopravvento...
E allora rispondiamo noi ai “democratici”: il fascismo ti priva di ogni diritto, compreso il diritto di pensiero e
quello di parola, allora tu che ti definisci "democratico", tu che non ti definisci antifascista perchè credi che gli
antifascisti siano dei violenti che picchiano i fascisti come se fosse una guerra tra bande, tu che parli tanto di
"democrazia" perchè non difendi il tuo pensiero dal fascismo che avanza e blocchi ogni fascista che cerca di fare
propaganda delle sue idee razziste e fasciste?
$oi siamo antifascisti e ci opponiamo a qualsiasi forma di fascismo, sia che venga dai palazzi dello Stato
che dalle fogne.
Il fascismo vero e proprio oggi è rappresentato dallo Stato non dalle organizzazioni neofasciste come Casapound
e Forza Nuova, questi sono dei servi, sono solo la manovalanza fascista guidata come marionette da chi sta al
governo. E' il governo che emana leggi razziste e fasciste come il pacchetto sicurezza che criminalizza gli immigrati
e aumenta il grado di militarizzazione dei nostri territori, quello che ci reprime ideologicamente per mezzo
dei mass media, lo stesso governo che reprime le lotte sociali dei lavoratori e dei giovani per mezzo dello stato di
polizia e che continua a reprimere nelle carceri i giovani che si ribellano e i militanti politici rivoluzionari che
combattono tutta la vita per un futuro migliore.
Se si parla di antifascismo dunque il primo nemico è lo stato.
Noi lottiamo contro lo stato e alla violenza della polizia assassina che uccide nelle piazze come successo a Carlo
Giuliani e dentro le carceri come il caso Cucchi rispondiamo con la violenza rivoluzionaria. Alla manovalanza
fascista, ai servi Casapound e Forza Nuova, alle loro azioni squadriste contro antifascisti, immigrati, omosessuali
e lesbiche e chiunque sia considerato diverso da loro rispondiamo con la violenza di rivoluzionaria.
La violenza rivoluzionaria e non la violenza sterile fine a se stessa e autoreferenziale , noi siamo comunisti
e lottiamo tra e con le masse popolari, con i lavoratori e con i giovani spiegando il motivo per cui è necessario
"organizzarsi" per ribellarsi contro un sistema che ci reprime, ci sfrutta e ci uccide.
Per concludere, l'antifascismo deve essere inteso a 360 gradi:
1. aspetto militante: vietare qualsiasi spazio ai fascisti che cercano di prendersi le nostre piazze propagandando il
fascismo;
2. aspetto culturale: lottare contro il revisionismo storico e l'intenzione da parte del governo di riabilitare nei libri
di storia la figura di Mussolini e del fascismo;
3. aspetto sociale: lavorare tra le masse smascherando il vero fascismo ovvero quello rappresentato dallo stato,
portarle a conoscenza dei rapporti tra organizzazioni neofasciste e istituzioni, educare all'antirazzismo.
Si è antifascisti se si sviluppano questi tre aspetti l'uno legato all'altro.
Red Block è tra quelle organizzazioni che lo scorso 6 Febbraio hanno costituito durante un’assemblea
nazionale a Napoli la rete nazionale antifascista. Lo scorso 17 Aprile si è tenuto il secondo
incontro a Brescia e a distanza di 2 mesi le presenze sono aumentate di gran lunga:
presenti realtà dal nord al sud, da Trieste a Palermo.
La rete nazionale antifascista lavora sui 3 aspetti suddetti (militante,culturale e sociale) nonché
sviluppando un lavoro volto a contrastare la repressione dello stato di polizia italiano.
A Palermo i fascisti non si sono mai radicati in maniera strutturata come in altre città, questo ha portato il
movimento antifascista palermitano a cullarsi fin troppo abbassando la guardia.
A causa dell’appoggio statale e della propaganda razzista, le nuove destre avanzano in tutto il territorio italiano
e anche la nostra città ha visto l’avanzare di organizzazioni neofasciste come Forza $uova e Casapound.
Fino a due anni fa Forza $uova appariva sporadicamente nelle piazze e sembrava che non esistesse,
oggi invece può contare tranquillamente sull’appoggio di un modesto numero di militanti che fanno iniziative
pubbliche nella loro sede, presidi nelle piazze, campagne antiabortiste negli ospedali e commemorazioni
al duce e altri porci fascisti sempre in piazza. Sempre due anni fa arriva Blocco studentesco a Palermo e
nel frattempo,partendo da una base molto modesta, sono cresciuti anche loro. Ancor più di fronte all’evolversi
delle nuove destre e delle politiche fasciste del governo, Red Block ha continuato ha lanciare l’appello a
tutte le forze antifasciste a fare fronte unito contro il fascismo a livello nazionale e nelle varie città, puntando
alla costruzione delle RAF (reti antifasciste).
Su spinta della rete nazionale antifascista di cui facciamo parte fin dall’inizio, anche in città abbiamo iniziato
un percorso comune d’informazione e lotta antifascista (ancora in fase iniziale) con altre realtà antifasciste
che ha portato in un primo momento ad organizzare due iniziative antifasciste il 24-25 Aprile (24 sit-in
informativo, 25 corteo antifascista),una campagna d’informazione all’interno delle scuole e stiamo lavorando
per la costruzione di una due giorni antifascista il 21-22 Maggio.
I fascisti cercano in un modo o nell’altro di entrare a tutti i costi nelle scuole e nelle facoltà.
Laddove sono presenti i nostri compagni c’è sempre stata informazione antifascista e qualora i fascisti hanno provato
a fare volantinaggi o a lavorare all’interno delle nostre scuole e facoltà hanno sempre trovato la risposta dei
militanti di Red Block che oltre a denunciare chi sono i fascisti li cacciano fisicamente.
Di Recente questo avviene all’interno del Liceo Classico Umberto I:
Il mese scorso un militante di casapound tentò di prendere la parola durante un’assemblea d’istituto, un nostro
compagno giustamente non gli ha permesso di parlare attaccandolo dialetticamente e fisicamente per buttarlo fuori
dall’aula. Nonostante ci siano una decina di studenti vicini a Casapound nessuno si è permesso ad intervenire contro
il nostro compagno. Gli studenti hanno accolto positivamente questo gesto e hanno espresso tutto il loro appoggio.
Pochi studenti vicini all’area dei centri sociali o al pacifismo becero dei “preti”di socialismo rivoluzionario
invece hanno dato del “bullo” al compagno di Red Block dimostrando la loro vera natura: antifascisti a parole, sbirri
di movimento nei fatti.
Dopo qualche giorno l’Umberto I si è trasformato in un campo di battaglia aperto. I fascisti si presentano e fanno
incursioni in massa con caschi in mano, c’è stata una rissa a colpi di bottiglie e caschi e ancora le assemblee d’istituto
sono una giornata di lotta preannunciata con presenza stabile della digos. La battaglia continua...
Alcuni compagni sono molto arretrati e non comprendono la necessità di costruire fronti comuni contro il fascismo
che avanza sotto forma di RAF (Reti Antifasciste). Certi compagni si cullano pensando di essere “autosufficienti” o
mettendo in prima piano la propria identità a discapito dell’unità delle forze antifasciste. Ciò è un male e fa un
favore al nemico che invece avanza quasi indisturbato.
Red block fa appello a tutti i giovani antifascisti ad organizzarsi ed unirsi alla
lotta contro il fascismo che avanza. Costruire RAF ovunque!
$on restare a guardare, contro il fascismo non un passo indietro!
Contattateci a: redblock@alice.it
redblock-studenti@libero.it
I GIOVA$I GRECI E I LAVORATORI SI RIBELLA$O I$SIEME CO$TRO
IL SISTEMA CAPITALISTA.
Negli ultimi mesi abbiamo visto come il sistema
capitalista sia ormai in piena crisi a livello globale.
Eminente il caso della Grecia che è sull’orlo della
bancarotta. Il premier greco Papandreou ha concluso
un accordo con l’Ue e il Fmi e ha dichiarato che
“dovranno essere fatti grandi sacrifici”. Ma chi dovrà
veramente compiere tali sacrifici? Ovviamente
le masse proletarie, che si troveranno ad affrontare
condizioni ancor più dure: come tagli salariali che
sicuramente renderanno ancora più precarie le condizioni
di vita dei lavoratori e delle loro famiglie.
Già da qualche settimana il premier ha imposto alla
popolazione misure drastiche come il taglio della
tredicesima e della quattordicesima l’aumento dell’iva
sui prodotti in commercio, una sovrattassa su
sigarette e alcolici,e l’aumento del costo della benzina.
Giustamente i lavoratori e i giovani hanno risposto subito con forti proteste e scioperi che hanno bloccato le
città per diversi giorni; contestano un governo che non li rappresenta e che fa gli interessi dei padroni. L’attuale
governo di sinistra, formatosi dopo che le proteste di piazza hanno fatto cadere quello precedente di destra,sotto
il quale è stato ucciso a sangue freddo il giovane compagno Alexis Grigoropoulus da un servo in divisa , si è fin
da subito presentato come difensore del popolo ma ha avuto lo stesso stampo del governo precedente. Infatti i
giovani e i lavoratori giustamente stanno protestando con tutte le loro forze e con tutta la rabbia e l’odio per chi
difende i ricchi borghesi e abbandona i proletari alla disoccupazione e miseria. Governo che dopo i tre impiegati
morti nella Marfin bank addossano subdolamente la colpa ai manifestanti scesi in piazza per protestare,anche
con l’uso dei media che seguono le ordinanze del governo. Tutto ciò non fa altro che affermare come la Grecia
sia un stato moderno fascista, anche con l’uso delle forze dell’ordine che cercano di fermare le proteste utilizzando
la ferocia e la brutalità generalizzata. La risposta immediata dei proletari è la giusta violenza contro le forze
dell’ordine che hanno attaccato e tentato di fermare le più grandi manifestazione degli ultimi 30 anni con mezzo
milione di persone in corteo tra studenti e lavoratori che dopo tanti anni combattono di nuovo insieme,compatti e
decisi a contrastare un sistema che provoca solo fame, miseria e lutto
Gli studenti e i lavoratori sono legittimati ad utilizzare la violenza per ribellarsi contro i
padroni e coloro che li difende!
Contro Il Capitalismo sempre più Violenza!!
Contro il capitalismo in crisi fare come in Grecia!
Sostenere i contadini poveri, le popolazioni tribali e i lavoratori sotto attacco dall’operazione militare “Green
Hunt” del governo indiano che vuole espropriarli delle loro terre e risorse.
Sostenere il Partito Comunista Indiano (maoista) che dirige la Guerra Popolare e quotidianamente infligge duri
colpi al nemico e resiste all’operazione militare genocida del governo indiano.
il comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India si va organizzando in diverse città italiane, un
appuntamento di presentazione nazionale è previsto per il 29 maggio a Milano, a Palermo ci sarà l’appuntamento
di presentazione del comitato locale il 27 Maggio, per ulteriori informazioni contattaci.
Email: redblock@alice.it
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Organizzare i giovani ribelli, costruire il partito comunista rivoluzionario!
Le ultime immagini provenienti dalla Grecia ci ricordano ancora una volta quanto questo sistema sociale ed economico chiamato
capitalismo sia superato e non abbia ragion d’essere.
L’attuale crisi si traduce in licenziamenti, taglio dello stato sociale e quindi limitazioni di diritti, tutto in nome del profitto
delle banche e di quel pugno di capitalisti che vive da parassiti sulle spalle di miliardi di lavoratori.
Alcuni manifestanti ad Atene mostravano un grande striscione rosso con su scritto “Marx aveva ragione”, noi aggiungeremmo
che anche Lenin e Mao avevano ragione…
A tutti quegli economisti e sociologi borghesi che alla caduta del Muro di Berlino cianciavano di “fine della storia” e “fine
delle ideologie” e che assicuravano l’opinione pubblica che questo è il migliore dei mondi possibili e che pensare ad un'altra
società è pura utopia, a questa putrida propaganda dei servi di regime si contrappone adesso la realtà dei fatti:
siamo davanti una nuova crisi ciclica del capitalismo (come già aveva analizzato Marx nel 1848), le condizioni generali della
popolazione mondiale peggiorano progressivamente, in un sistema multipolare quale quello delineatosi dopo l’89 scoppiano
continuamente guerre per ridefinire gli equilibri mondiali tra le potenze imperialiste che cercano di conquistare nuovi mercati
a discapito di altre potenze (le famose contraddizioni interimperialistiche di cui parlava Lenin) , i popoli del mondo e i lavoratori
via via stanno perdendo fiducia nella classe dominante nei vari paesi. Questi elementi sono la causa dell’intensificarsi
delle lotte di liberazione nazionale e delle resistenze contro l’attacco del capitale ai diritti delle masse popolari.
Guardiamo ad esempio alle lotte operaie in Francia e nell’Est Europa che crescono e assumono caratteri sempre più radicali.
“Fin qui tutto bene”, partendo dal principio ineluttabile che “la storia la fanno le masse” e che “il motore della storia è la lotta
di classe”, passiamo adesso al lato soggettivo della questione, quello che ci riguarda in prima persona come rivoluzionari in
generale e comunisti in particolare: abbattere il sistema e non “migliorarlo”, in questo senso davanti alla crisi del sistema
non siamo per trovare delle soluzioni per fare uscire il sistema dalla crisi, ovvero allungarne l’agonia aspettando la
prossima inevitabile crisi ma di “bastonare il cane che affoga”.
La questione fondamentale è organizzare i soggetti sociali che rappresentano la forza motrice del cambiamento ( i
lavoratori in lotta, i giovani e le donne che si ribellano ecc.) : il nuovo che contrasta e spazza via il vecchio.
La storia delle rivoluzioni proletarie del secolo scorso nonché le attuali Guerre Popolari dimostrano che senza una salda organizzazione
e ideologia i movimenti rivoluzionari non vincono.
Le rivoluzioni proletarie vittoriose del secolo scorso non avrebbero mai potuto vincere senza tale organizzazione rivoluzionaria
qual è il Partito Comunista; quando la classe lavoratrice ed il popolo sono organizzati dal loro partito niente è impossibile
e anche i giganti imperialisti vengono schiacciati da popoli che a mala pena sopravvivono in condizioni estreme come successo
nella Guerra del Vietnam per citare un esempio emblematico.
Le Guerre Popolari che in India,Perù,Filippine avanzano e fanno salti da gigante non esisterebbero se non ci fossero Partiti
Comunisti Maoisti a guidarle cosi come i movimenti rivoluzionari in Nepal, Turchia e Nord Kurdistan. Senza una salda ideologia
rivoluzionaria vediamo che misera fine fanno movimenti come L’ANP in Palestina, le LTTE in Sri Lanka, Tupac Amaru
in Perù o l’EZLN in Chiapas che o vengono sconfitti sul campo dal nemico o si vendono ad esso entrando a far parte del
“circuito politico istituzionale”e in entrambi i casi lasciando il campo libero a movimenti fondamentalisti religiosi in primis
quelli islamici.
$ei paesi imperialisti i giovani sono attaccati quotidianamente dal sistema su vari fronti: economico negandogli un futuro
tranne quello di precarietà permanente, sociale negandogli spazi e relegando larghe masse di giovani proletari in periferie
fredde e prive degli essenziali diritti sociali e cultura che diventa sempre più un privilegio per i figli della borghesia.
Ma i giovani rispondono scendendo in piazza radicalmente per contrastare le controriforme sociali attuate dalla borghesia e i
summit dei potenti che si incontrano periodicamente ( G8, NATO ecc) per ratificare le decisioni della borghesia circa lo sfruttamento
di risorse mondiali, sono i giovani che a migliaia si scontrano con la polizia non chinando la testa contro chi vuole
negare loro il futuro.
Anche in questi Paesi è necessario avere una prospettiva rivoluzionaria strategica che è quella di rovesciare questo sistema e
crearne uno nuovo prendendo in mano il potere organizzando il partito rivoluzionario dei lavoratori, della gioventù proletaria
e delle donne ribelli.
Per questo è necessario passare da una fase di lotta spontanea ad una organizzata, combattendo tutte quelle tendenze
politiche, come l’area dei disobbedienti,dell’autonomia operaia e dell’anarchismo, che nel nostro paese propugnano “la lotta
per la lotta”, negano la necessità di costruire l’organizzazione rivoluzionaria. Questi compagni che spesso lottano genuinamente
contro il sistema e a cui va il nostro rispetto, oggettivamente allontano le masse dall’obiettivo svilendone anche la
combattività lottando in una maniera fine a se stessa.
Per noi la via da seguire è quella di organizzare i giovani proletari dei quartieri popolari e gli studenti ribelli
saldando le loro lotte con quelle della classe operaia con il fine della costruzione del partito comunista rivoluzionario
in Italia che darà l’avvio al movimento rivoluzionario
per abbattere questo sistema putrido e gettarlo nella pattumiera della storia.
Spesso quando si affronta il tema dell’ antifascismo con gli studenti e i lavoratori ci sentiamo ripetere sempre la
stessa frase: ognuno ha diritto di pensare quello che vuole, ognuno ha diritto di parola.
Questo pensiero diffuso è frutto del lavaggio del cervello mediatico che quotidianamente sdogana e riabilita il
fascismo tramite il revisionismo storico ad esempio.
Noi ci chiediamo, chi facendo questa affermazione si definisce "democratico" si sofferma a pensare per un solo
istante perchè è sacrosanto che un fascista non abbia diritto di parola?
Evidentemente il lavaggio di cervello ha il sopravvento...
E allora rispondiamo noi ai “democratici”: il fascismo ti priva di ogni diritto, compreso il diritto di pensiero e
quello di parola, allora tu che ti definisci "democratico", tu che non ti definisci antifascista perchè credi che gli
antifascisti siano dei violenti che picchiano i fascisti come se fosse una guerra tra bande, tu che parli tanto di
"democrazia" perchè non difendi il tuo pensiero dal fascismo che avanza e blocchi ogni fascista che cerca di fare
propaganda delle sue idee razziste e fasciste?
$oi siamo antifascisti e ci opponiamo a qualsiasi forma di fascismo, sia che venga dai palazzi dello Stato
che dalle fogne.
Il fascismo vero e proprio oggi è rappresentato dallo Stato non dalle organizzazioni neofasciste come Casapound
e Forza Nuova, questi sono dei servi, sono solo la manovalanza fascista guidata come marionette da chi sta al
governo. E' il governo che emana leggi razziste e fasciste come il pacchetto sicurezza che criminalizza gli immigrati
e aumenta il grado di militarizzazione dei nostri territori, quello che ci reprime ideologicamente per mezzo
dei mass media, lo stesso governo che reprime le lotte sociali dei lavoratori e dei giovani per mezzo dello stato di
polizia e che continua a reprimere nelle carceri i giovani che si ribellano e i militanti politici rivoluzionari che
combattono tutta la vita per un futuro migliore.
Se si parla di antifascismo dunque il primo nemico è lo stato.
Noi lottiamo contro lo stato e alla violenza della polizia assassina che uccide nelle piazze come successo a Carlo
Giuliani e dentro le carceri come il caso Cucchi rispondiamo con la violenza rivoluzionaria. Alla manovalanza
fascista, ai servi Casapound e Forza Nuova, alle loro azioni squadriste contro antifascisti, immigrati, omosessuali
e lesbiche e chiunque sia considerato diverso da loro rispondiamo con la violenza di rivoluzionaria.
La violenza rivoluzionaria e non la violenza sterile fine a se stessa e autoreferenziale , noi siamo comunisti
e lottiamo tra e con le masse popolari, con i lavoratori e con i giovani spiegando il motivo per cui è necessario
"organizzarsi" per ribellarsi contro un sistema che ci reprime, ci sfrutta e ci uccide.
Per concludere, l'antifascismo deve essere inteso a 360 gradi:
1. aspetto militante: vietare qualsiasi spazio ai fascisti che cercano di prendersi le nostre piazze propagandando il
fascismo;
2. aspetto culturale: lottare contro il revisionismo storico e l'intenzione da parte del governo di riabilitare nei libri
di storia la figura di Mussolini e del fascismo;
3. aspetto sociale: lavorare tra le masse smascherando il vero fascismo ovvero quello rappresentato dallo stato,
portarle a conoscenza dei rapporti tra organizzazioni neofasciste e istituzioni, educare all'antirazzismo.
Si è antifascisti se si sviluppano questi tre aspetti l'uno legato all'altro.
Red Block è tra quelle organizzazioni che lo scorso 6 Febbraio hanno costituito durante un’assemblea
nazionale a Napoli la rete nazionale antifascista. Lo scorso 17 Aprile si è tenuto il secondo
incontro a Brescia e a distanza di 2 mesi le presenze sono aumentate di gran lunga:
presenti realtà dal nord al sud, da Trieste a Palermo.
La rete nazionale antifascista lavora sui 3 aspetti suddetti (militante,culturale e sociale) nonché
sviluppando un lavoro volto a contrastare la repressione dello stato di polizia italiano.
A Palermo i fascisti non si sono mai radicati in maniera strutturata come in altre città, questo ha portato il
movimento antifascista palermitano a cullarsi fin troppo abbassando la guardia.
A causa dell’appoggio statale e della propaganda razzista, le nuove destre avanzano in tutto il territorio italiano
e anche la nostra città ha visto l’avanzare di organizzazioni neofasciste come Forza $uova e Casapound.
Fino a due anni fa Forza $uova appariva sporadicamente nelle piazze e sembrava che non esistesse,
oggi invece può contare tranquillamente sull’appoggio di un modesto numero di militanti che fanno iniziative
pubbliche nella loro sede, presidi nelle piazze, campagne antiabortiste negli ospedali e commemorazioni
al duce e altri porci fascisti sempre in piazza. Sempre due anni fa arriva Blocco studentesco a Palermo e
nel frattempo,partendo da una base molto modesta, sono cresciuti anche loro. Ancor più di fronte all’evolversi
delle nuove destre e delle politiche fasciste del governo, Red Block ha continuato ha lanciare l’appello a
tutte le forze antifasciste a fare fronte unito contro il fascismo a livello nazionale e nelle varie città, puntando
alla costruzione delle RAF (reti antifasciste).
Su spinta della rete nazionale antifascista di cui facciamo parte fin dall’inizio, anche in città abbiamo iniziato
un percorso comune d’informazione e lotta antifascista (ancora in fase iniziale) con altre realtà antifasciste
che ha portato in un primo momento ad organizzare due iniziative antifasciste il 24-25 Aprile (24 sit-in
informativo, 25 corteo antifascista),una campagna d’informazione all’interno delle scuole e stiamo lavorando
per la costruzione di una due giorni antifascista il 21-22 Maggio.
I fascisti cercano in un modo o nell’altro di entrare a tutti i costi nelle scuole e nelle facoltà.
Laddove sono presenti i nostri compagni c’è sempre stata informazione antifascista e qualora i fascisti hanno provato
a fare volantinaggi o a lavorare all’interno delle nostre scuole e facoltà hanno sempre trovato la risposta dei
militanti di Red Block che oltre a denunciare chi sono i fascisti li cacciano fisicamente.
Di Recente questo avviene all’interno del Liceo Classico Umberto I:
Il mese scorso un militante di casapound tentò di prendere la parola durante un’assemblea d’istituto, un nostro
compagno giustamente non gli ha permesso di parlare attaccandolo dialetticamente e fisicamente per buttarlo fuori
dall’aula. Nonostante ci siano una decina di studenti vicini a Casapound nessuno si è permesso ad intervenire contro
il nostro compagno. Gli studenti hanno accolto positivamente questo gesto e hanno espresso tutto il loro appoggio.
Pochi studenti vicini all’area dei centri sociali o al pacifismo becero dei “preti”di socialismo rivoluzionario
invece hanno dato del “bullo” al compagno di Red Block dimostrando la loro vera natura: antifascisti a parole, sbirri
di movimento nei fatti.
Dopo qualche giorno l’Umberto I si è trasformato in un campo di battaglia aperto. I fascisti si presentano e fanno
incursioni in massa con caschi in mano, c’è stata una rissa a colpi di bottiglie e caschi e ancora le assemblee d’istituto
sono una giornata di lotta preannunciata con presenza stabile della digos. La battaglia continua...
Alcuni compagni sono molto arretrati e non comprendono la necessità di costruire fronti comuni contro il fascismo
che avanza sotto forma di RAF (Reti Antifasciste). Certi compagni si cullano pensando di essere “autosufficienti” o
mettendo in prima piano la propria identità a discapito dell’unità delle forze antifasciste. Ciò è un male e fa un
favore al nemico che invece avanza quasi indisturbato.
Red block fa appello a tutti i giovani antifascisti ad organizzarsi ed unirsi alla
lotta contro il fascismo che avanza. Costruire RAF ovunque!
$on restare a guardare, contro il fascismo non un passo indietro!
Contattateci a: redblock@alice.it
redblock-studenti@libero.it
I GIOVA$I GRECI E I LAVORATORI SI RIBELLA$O I$SIEME CO$TRO
IL SISTEMA CAPITALISTA.
Negli ultimi mesi abbiamo visto come il sistema
capitalista sia ormai in piena crisi a livello globale.
Eminente il caso della Grecia che è sull’orlo della
bancarotta. Il premier greco Papandreou ha concluso
un accordo con l’Ue e il Fmi e ha dichiarato che
“dovranno essere fatti grandi sacrifici”. Ma chi dovrà
veramente compiere tali sacrifici? Ovviamente
le masse proletarie, che si troveranno ad affrontare
condizioni ancor più dure: come tagli salariali che
sicuramente renderanno ancora più precarie le condizioni
di vita dei lavoratori e delle loro famiglie.
Già da qualche settimana il premier ha imposto alla
popolazione misure drastiche come il taglio della
tredicesima e della quattordicesima l’aumento dell’iva
sui prodotti in commercio, una sovrattassa su
sigarette e alcolici,e l’aumento del costo della benzina.
Giustamente i lavoratori e i giovani hanno risposto subito con forti proteste e scioperi che hanno bloccato le
città per diversi giorni; contestano un governo che non li rappresenta e che fa gli interessi dei padroni. L’attuale
governo di sinistra, formatosi dopo che le proteste di piazza hanno fatto cadere quello precedente di destra,sotto
il quale è stato ucciso a sangue freddo il giovane compagno Alexis Grigoropoulus da un servo in divisa , si è fin
da subito presentato come difensore del popolo ma ha avuto lo stesso stampo del governo precedente. Infatti i
giovani e i lavoratori giustamente stanno protestando con tutte le loro forze e con tutta la rabbia e l’odio per chi
difende i ricchi borghesi e abbandona i proletari alla disoccupazione e miseria. Governo che dopo i tre impiegati
morti nella Marfin bank addossano subdolamente la colpa ai manifestanti scesi in piazza per protestare,anche
con l’uso dei media che seguono le ordinanze del governo. Tutto ciò non fa altro che affermare come la Grecia
sia un stato moderno fascista, anche con l’uso delle forze dell’ordine che cercano di fermare le proteste utilizzando
la ferocia e la brutalità generalizzata. La risposta immediata dei proletari è la giusta violenza contro le forze
dell’ordine che hanno attaccato e tentato di fermare le più grandi manifestazione degli ultimi 30 anni con mezzo
milione di persone in corteo tra studenti e lavoratori che dopo tanti anni combattono di nuovo insieme,compatti e
decisi a contrastare un sistema che provoca solo fame, miseria e lutto
Gli studenti e i lavoratori sono legittimati ad utilizzare la violenza per ribellarsi contro i
padroni e coloro che li difende!
Contro Il Capitalismo sempre più Violenza!!
Contro il capitalismo in crisi fare come in Grecia!
Sostenere i contadini poveri, le popolazioni tribali e i lavoratori sotto attacco dall’operazione militare “Green
Hunt” del governo indiano che vuole espropriarli delle loro terre e risorse.
Sostenere il Partito Comunista Indiano (maoista) che dirige la Guerra Popolare e quotidianamente infligge duri
colpi al nemico e resiste all’operazione militare genocida del governo indiano.
il comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India si va organizzando in diverse città italiane, un
appuntamento di presentazione nazionale è previsto per il 29 maggio a Milano, a Palermo ci sarà l’appuntamento
di presentazione del comitato locale il 27 Maggio, per ulteriori informazioni contattaci.
Email: redblock@alice.it
redblock-studenti@libero.it
Blog:
redblock-it.blogspot.com
pc quotidiano 11maggio grecia- iniziativa a taranto
GRECIA
Gli operai e le masse popolari non vogliono pagare la crisi dei padroni e delle banche
E’ giusto ribellarsi! in Grecia..come in Italia!
Martedì 17 mag. ore 18 v. Rintone, 22 TARANTO
Voci e testi dalla Grecia in lotta
video/dibattito
c/o slai cobas per il sindacato di classe
Gli operai e le masse popolari non vogliono pagare la crisi dei padroni e delle banche
E’ giusto ribellarsi! in Grecia..come in Italia!
Martedì 17 mag. ore 18 v. Rintone, 22 TARANTO
Voci e testi dalla Grecia in lotta
video/dibattito
c/o slai cobas per il sindacato di classe
lunedì 10 maggio 2010
pc quotid 9-10 maggio Nepal scontri sotto i palazzi del governo
Masse organizzate dai maoisti e polizia al servizio del governo illegittimo si sono scontrati ieri durante il blocco di Singha Durbar, sede del governo; ci sono stati feriti e si è parlato di tre morti, i veicoli governativi sono stati attaccati...
nel resto del paese tutti gli uffici amministrativi di 75 distretti sono stati bloccati.
Il primo ministro ha chiamato nuovamente i maoisti al tavolo dei negoziati. I maoisti hanno affermato che i negoziati possono riprendere solo se il primo ministro si dimette.
Comunque la decisione di sospendere lo sciopero generale dopo 5 giorni, presa dalla leadership del PCU maoista Prachanda, ha creato notevole dissenso nella base maoista e si è parlato di manifestazioni da organizzare nei confronti della direzione del Partito; la direzione ha confermato che si intende proseguire comunque nelle manifestazioni e nel movimento di massa.
Una riunione del gruppo dirigente del PCUm deciderà nelle prossime ore il programma della continuità delle proteste.
Sosteniemo la rivoluzione nepalese.
proletari comunisti
nel resto del paese tutti gli uffici amministrativi di 75 distretti sono stati bloccati.
Il primo ministro ha chiamato nuovamente i maoisti al tavolo dei negoziati. I maoisti hanno affermato che i negoziati possono riprendere solo se il primo ministro si dimette.
Comunque la decisione di sospendere lo sciopero generale dopo 5 giorni, presa dalla leadership del PCU maoista Prachanda, ha creato notevole dissenso nella base maoista e si è parlato di manifestazioni da organizzare nei confronti della direzione del Partito; la direzione ha confermato che si intende proseguire comunque nelle manifestazioni e nel movimento di massa.
Una riunione del gruppo dirigente del PCUm deciderà nelle prossime ore il programma della continuità delle proteste.
Sosteniemo la rivoluzione nepalese.
proletari comunisti
pc quotid 9-10 maggioNapolitano e l’orgoglio nazionale
…
In occasione della visita alla Ansaldo Energia a Genova nel contesto dei
festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia il presidente
Napolitano ha uno scatto d’orgoglio per quanto ha fatto la sua classe, la
borghesia, in questi anni.
Siccome ha età ed esperienza si ricorda che certe cose le diceva il fascismo e
quindi deve precisare, giustificare e cambiare le parole: “Ora che il
nazionalismo [leggi fascismo] con le sue degenerazioni e tragedie è alle nostre
spalle possiamo limpidamente anche incitare noi stessi ad avere un po’ più di
orgoglio”, cioè, esattamente come faceva il fascismo, per spingere la nazione a
diventare forte e produrre sempre di più, e infatti è orgoglioso “della nostra
industria, di ciò che produciamo” e preso dall’enfasi continua ad inorgoglirsi
per la “grande storia industriale e manifatturiera del paese… e rimane un punto
fermo e una tradizione da rinnovare e da rendere più competitiva per restare
nel mercato globale”; in tempi di crisi, il saggio Napolitano, ricorda ai
padroni della sua classe che devono battersi per rimanere competitivi nel mondo
e non perde occasione per fare i complimenti ai dirigenti dell’Ansaldo
Guarguaglini e Zampini, come la Cgil li fa a Marchionne, per aver recuperato
“la piena autonomia creativa e costruttiva… di un’azienda che solo dieci anni
fa in pochi pensavano potesse sopravvivere.” Per non parlare dell’orgoglio,
tutto militarista e fascista, delle imprese militari italiane all’estero!
Poi si accorge che in quella fabbrica ci sono anche persone vestite con tute
e dice che “talvolta ci si dimentica della classe operaia”, e a ricordarglielo
ancor meglio purtroppo è stato ancora una volta un operaio di 62 anni morto
perché caduto dal tetto della stazione marittima di Genova mentre lavorava
proprio per organizzare i festeggiamenti del Presidente, il quale ha appreso
con “costernazione”… ha “espresso il suo cordoglio sincero alla famiglia…” e ha
continuato con i festeggiamenti…
“C’è poco da festeggiare” dice la Lega che in maniera strumentale, a nome dei
padroni del nord, fa pressione nei confronti di una parte della borghesia
chiedendo ancora una volta il federalismo e minacciando la secessione…
“Uscite sgangherate” dice Napolitano battendo bonariamente la mano sulla
spalla di questi borghesi rozzi, e ci pensa lui a ripetere con forza che le
riforme ci vogliono ma che devono essere condivise…
C’è poco da festeggiare fanno intendere alcuni “borghesi illuminati” come il
direttore del quotidiano La Repubblica, Scalfari, o l’ex garante della privacy,
Rodotà, perché il Presidente della Repubblica Napolitano, che acquisisce a mano
a mano anche un linguaggio moderno fascista, li preoccupa, dato che firma tutte
le leggi Berlusconi, ed è per questo che parlano senza peli sulla lingua di
costruzione del regime; infatti, a proposito, per esempio, della legge sulle
intercettazioni Rodotà dice “se verrà approvata sarà fatto un passo pericoloso
verso un mutamento di regime. I regimi non cambiano solo quando si è di fronte
ad un colpo di Stato o ad una rottura frontale. Mutano pure per effetto di una
erosione lenta, che cancella principi fondativi di un sistema…”; “Questa
operazione sostanzialmente eversiva…”; “stiamo per essere traghettati verso un
regime di miserabili arcana imperii, di un segreto assoluto posto a tutela di
simoniaci commerci di qualsiasi bene, di corrotti e corruttori, di faccendieri
e di veri criminali…” Stiamo per essere traghettati… Napolitano è il Caronte
attuale di questo processo…
C’è poco da festeggiare soprattutto per la classe operaia “di cui talvolta ci
si dimentica”, per le masse proletarie che devono fare tesoro della propria
storia per riprendere in mano il proprio destino e farla finita con questo
sistema sociale marcio, marcio, marcio…
In occasione della visita alla Ansaldo Energia a Genova nel contesto dei
festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia il presidente
Napolitano ha uno scatto d’orgoglio per quanto ha fatto la sua classe, la
borghesia, in questi anni.
Siccome ha età ed esperienza si ricorda che certe cose le diceva il fascismo e
quindi deve precisare, giustificare e cambiare le parole: “Ora che il
nazionalismo [leggi fascismo] con le sue degenerazioni e tragedie è alle nostre
spalle possiamo limpidamente anche incitare noi stessi ad avere un po’ più di
orgoglio”, cioè, esattamente come faceva il fascismo, per spingere la nazione a
diventare forte e produrre sempre di più, e infatti è orgoglioso “della nostra
industria, di ciò che produciamo” e preso dall’enfasi continua ad inorgoglirsi
per la “grande storia industriale e manifatturiera del paese… e rimane un punto
fermo e una tradizione da rinnovare e da rendere più competitiva per restare
nel mercato globale”; in tempi di crisi, il saggio Napolitano, ricorda ai
padroni della sua classe che devono battersi per rimanere competitivi nel mondo
e non perde occasione per fare i complimenti ai dirigenti dell’Ansaldo
Guarguaglini e Zampini, come la Cgil li fa a Marchionne, per aver recuperato
“la piena autonomia creativa e costruttiva… di un’azienda che solo dieci anni
fa in pochi pensavano potesse sopravvivere.” Per non parlare dell’orgoglio,
tutto militarista e fascista, delle imprese militari italiane all’estero!
Poi si accorge che in quella fabbrica ci sono anche persone vestite con tute
e dice che “talvolta ci si dimentica della classe operaia”, e a ricordarglielo
ancor meglio purtroppo è stato ancora una volta un operaio di 62 anni morto
perché caduto dal tetto della stazione marittima di Genova mentre lavorava
proprio per organizzare i festeggiamenti del Presidente, il quale ha appreso
con “costernazione”… ha “espresso il suo cordoglio sincero alla famiglia…” e ha
continuato con i festeggiamenti…
“C’è poco da festeggiare” dice la Lega che in maniera strumentale, a nome dei
padroni del nord, fa pressione nei confronti di una parte della borghesia
chiedendo ancora una volta il federalismo e minacciando la secessione…
“Uscite sgangherate” dice Napolitano battendo bonariamente la mano sulla
spalla di questi borghesi rozzi, e ci pensa lui a ripetere con forza che le
riforme ci vogliono ma che devono essere condivise…
C’è poco da festeggiare fanno intendere alcuni “borghesi illuminati” come il
direttore del quotidiano La Repubblica, Scalfari, o l’ex garante della privacy,
Rodotà, perché il Presidente della Repubblica Napolitano, che acquisisce a mano
a mano anche un linguaggio moderno fascista, li preoccupa, dato che firma tutte
le leggi Berlusconi, ed è per questo che parlano senza peli sulla lingua di
costruzione del regime; infatti, a proposito, per esempio, della legge sulle
intercettazioni Rodotà dice “se verrà approvata sarà fatto un passo pericoloso
verso un mutamento di regime. I regimi non cambiano solo quando si è di fronte
ad un colpo di Stato o ad una rottura frontale. Mutano pure per effetto di una
erosione lenta, che cancella principi fondativi di un sistema…”; “Questa
operazione sostanzialmente eversiva…”; “stiamo per essere traghettati verso un
regime di miserabili arcana imperii, di un segreto assoluto posto a tutela di
simoniaci commerci di qualsiasi bene, di corrotti e corruttori, di faccendieri
e di veri criminali…” Stiamo per essere traghettati… Napolitano è il Caronte
attuale di questo processo…
C’è poco da festeggiare soprattutto per la classe operaia “di cui talvolta ci
si dimentica”, per le masse proletarie che devono fare tesoro della propria
storia per riprendere in mano il proprio destino e farla finita con questo
sistema sociale marcio, marcio, marcio…
pc quotid 9-10maggio Palermo Comune spazzatura
Palermo è sempre più invasa da montagne di rifiuti, l’immondizia è ovunque, nella strade, davanti le scuole, gli ospedali e non si salvano neanche i quartieri cosiddetti bene, in certe vie non si riesce a passare neanche con le automobili, i cassonetti sono così stracolmi che spariscono alla vista e in tanti angoli della città spuntano come funghi minidiscariche a cielo aperto.
La raccolta differenziata è un miraggio, le campane sono pochissime e così strapiene che la gente di alcuni quartieri, dove il Comune ha deciso di farla partire, non sa poi dove deve andare a buttare i sacchetti .
E la notte da mesi ormai è un vero e proprio bollettino di guerra, con cumuli di immondizia e cassonetti incendiati in tanti quartieri.
Su tutto incombe sempre più mi naccioso il problema della discarica di Bellolampo il cui limite di utilizzo delle vasche oramai è stato superato e a cui ora si è aggiunto l’allarme percolato: il 5 febbraio scorso, infatti, durante un controllo dei carabinieri, è stato scoperto un putrido lago causato appunto dal percolato prodotto dai rifiuti di diversa natura. Il grave pericolo è che possa avere intaccato in profondità il terreno con la conseguenza di espandersi rischiando di inquinare le falde acquifere.
La città è praticamente al collasso e le istituzioni che fanno???
Il sindaco Cammarata dice che "Il problema della raccolta dei rifiuti a Palermo può e deve essere risolto: i problemi economici di Amia sono stati superati… La città deve tornare pulita come era fino a pochi giorni fa, prima che il problema del pretrattamento (adesso risolto) determinasse il rallentamento della raccolta. Se la Regione manderà i mezzi, come si è impegnata a fare, in tempi rapidissimi Palermo sarà pulita".
“La città deve tornare pulita come era fino a pochi giorni fa” ma siamo all’improvviso rincretiniti tutti??? Ma d’alt ronde il sindaco così impegnato com’è tra l’ennesima festa e inaugurazione di turno come potrebbe accorgersi del mare di spazzatura che sta sommergendo Palermo!
E mentre Comune e Regione continuano da settimane ad accapigliarsi tra di loro rimpallandosi le responsabilità circa il mancato arrivo di nuovi cinque autocompattatori che per il sindaco farebbero sparire in pochissimi giorni la spazzatura dalle strade della città, peccato però che i mezzi siano fermi da mesi nei depositi dell’Ato Simeto per una denuncia per frode comunitaria, a livello nazionale la settimana scorsa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è inte rvenuto, sostenuto pienamente dal suo fido compare Bertolaso, con una misura d’urgenza ad hoc: la firma di un’ordinanza con la quale è stato prorogato fino al prossimo 31 maggio lo smaltimento dei rifiuti presenti a Bellolampo, senza il pretrattamento previsto per legge.
Misura ad hoc? Certamente ma abusando ancora del potere di stato e rendendo legale l’illegalità come avvoltoi politici contro la salute e sicurezza dei cittadini assolutamente a rischio con la bomba ad orologeria di Bellolampo pronta a scoppiare da un momento all’altro: grazie a queste “misure eccezionali” nella discarica si sta formando un vero e proprio grattacielo d i spazzatura che rischia ora di cadere verso le pendici abitate della collina trasformandosi in una vera e propria pioggia di munnizza sulla testa della gente!!!
E in questi giorni sono anche spuntati in alcune strade dei cassonetti con dei grandi adesivi in cui sono raffigurate delle ali, forse sperano in un miracolo, che la “munizza” sparisca prendendo il volo da sola, come qualcuno ha scritto in internet!
La spazzatura che innanzitutto deve sparire è qu ella che sta dentro i palazzi del potere borghese
Ribellarsi contro tutto questo è legittimo e necessario!
do237
La raccolta differenziata è un miraggio, le campane sono pochissime e così strapiene che la gente di alcuni quartieri, dove il Comune ha deciso di farla partire, non sa poi dove deve andare a buttare i sacchetti .
E la notte da mesi ormai è un vero e proprio bollettino di guerra, con cumuli di immondizia e cassonetti incendiati in tanti quartieri.
Su tutto incombe sempre più mi naccioso il problema della discarica di Bellolampo il cui limite di utilizzo delle vasche oramai è stato superato e a cui ora si è aggiunto l’allarme percolato: il 5 febbraio scorso, infatti, durante un controllo dei carabinieri, è stato scoperto un putrido lago causato appunto dal percolato prodotto dai rifiuti di diversa natura. Il grave pericolo è che possa avere intaccato in profondità il terreno con la conseguenza di espandersi rischiando di inquinare le falde acquifere.
La città è praticamente al collasso e le istituzioni che fanno???
Il sindaco Cammarata dice che "Il problema della raccolta dei rifiuti a Palermo può e deve essere risolto: i problemi economici di Amia sono stati superati… La città deve tornare pulita come era fino a pochi giorni fa, prima che il problema del pretrattamento (adesso risolto) determinasse il rallentamento della raccolta. Se la Regione manderà i mezzi, come si è impegnata a fare, in tempi rapidissimi Palermo sarà pulita".
“La città deve tornare pulita come era fino a pochi giorni fa” ma siamo all’improvviso rincretiniti tutti??? Ma d’alt ronde il sindaco così impegnato com’è tra l’ennesima festa e inaugurazione di turno come potrebbe accorgersi del mare di spazzatura che sta sommergendo Palermo!
E mentre Comune e Regione continuano da settimane ad accapigliarsi tra di loro rimpallandosi le responsabilità circa il mancato arrivo di nuovi cinque autocompattatori che per il sindaco farebbero sparire in pochissimi giorni la spazzatura dalle strade della città, peccato però che i mezzi siano fermi da mesi nei depositi dell’Ato Simeto per una denuncia per frode comunitaria, a livello nazionale la settimana scorsa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è inte rvenuto, sostenuto pienamente dal suo fido compare Bertolaso, con una misura d’urgenza ad hoc: la firma di un’ordinanza con la quale è stato prorogato fino al prossimo 31 maggio lo smaltimento dei rifiuti presenti a Bellolampo, senza il pretrattamento previsto per legge.
Misura ad hoc? Certamente ma abusando ancora del potere di stato e rendendo legale l’illegalità come avvoltoi politici contro la salute e sicurezza dei cittadini assolutamente a rischio con la bomba ad orologeria di Bellolampo pronta a scoppiare da un momento all’altro: grazie a queste “misure eccezionali” nella discarica si sta formando un vero e proprio grattacielo d i spazzatura che rischia ora di cadere verso le pendici abitate della collina trasformandosi in una vera e propria pioggia di munnizza sulla testa della gente!!!
E in questi giorni sono anche spuntati in alcune strade dei cassonetti con dei grandi adesivi in cui sono raffigurate delle ali, forse sperano in un miracolo, che la “munizza” sparisca prendendo il volo da sola, come qualcuno ha scritto in internet!
La spazzatura che innanzitutto deve sparire è qu ella che sta dentro i palazzi del potere borghese
Ribellarsi contro tutto questo è legittimo e necessario!
do237
pc quotid 9-10 maggio L'uovo del serpente si chiama revisionismo storico
La storia usata per fini politici, rivisitata sistematicamente (meglio, manipolata senza alcuna consistenza storiografica) per riprendersi la rivincita su chi, prima, li aveva sconfitti e, dopo, gli aveva fatto prendere una "grande paura". La Resistenza partigiana e le lotte rivoluzionarie degli anni '70 rimangono sempre un problema da rimuovere per la borghesia italiana, un'ostacolo a finire il lavoro da parte di chi, come il governo Berlusconi-Bossi, oggi vuole costruire un regime di moderno fascismo, strutturato nella sostanza come quello storico della dittatura aperta Un processo bipartisan quello del giorno della memoria condivisa. Rivolto alla società tutta ma, in particolare, alle nuove generazioni, per ripetere ossessivamente mai più lotta partigiana, mai più ribellione armata contro lo stato che deve restare la sola istituzione che monopolizza la forza e la violenza di una sola classe, quella dei padroni.
Così iI revisionismo storico continua l'opera di restaurazione del dominio borghese partita dal dopoguerra, da Portella della Ginestra, a Scelba, Tambroni, a piazza Fontana, alla stazione di Bologna, dal G8 di Genova fino al presente. Da Salò ad Arcore. La stessa politica con altri mezzi. E a un governo che sa usare bene la propaganda anticomunista per fare crescere il consenso, la borghesia oggi affida le sue speranze, nascosta dietro il paravento della democrazia.
Così l'uovo del serpente si schiude, penetra tra le classi spargendo il veleno revisionista e imporreil pensiero unico borghese nel corpo sociale.
Non c'è differenza tra il revisionismo di destra e quello di "sinistra".
Il presidente della Repubblica Napolitano dà inizio alle cerimonie della giornata della memoria e poi a seguire la propaganda revisionista in ogni città.
A Ravenna, per esempio, in una fase storica che vede la ripresa della violenza neofascista in tutto il paese, il sindaco Matteucci (PD) ha infangato gli antifascisti "rendendo omaggio" nel parco del quartiere operaio ANIC al compagno Walter Rossi e al fascista Mario Zicchieri, "vittime degli anni di piombo".
E, da parte sua, il consigliere regionale del Pdl, Bazzoni, "ha reso omaggio ai martiri delle stragi partigiane di Codevigo", come scrivono i giornali locali, per gettare fango sull'azione dei partigiani di Bulow contro gli le "vittime innocenti" repubblichine e terroristi delle brigate nere.
Tutti sullo stesso piano nel nome di una presunta pacificazione sociale parlano del passato ma pensano alla lotta politica di oggi.
Non v'illudete, lorsignori, i crimini della borghesia non si cancellano.Ci sono poderosi anticorpi oggi organizzativamente deboli ma strategicamente sempre forti che sono l'ideologia del proletariato e la storia del suo cammino per l'emancipazione. Per schiacciare la testa al serpente.
prolcomra@gmail.com
10/05/2010
domenica 9 maggio 2010
pc quotid 9-10 maggio Basta vite spezzate dalla violenza di Stato nelle carceri
Nelle galere di questo sistema un'altro suicidio, un detenuto bulgaro di 33 anni si e’ impiccato oggi con un lenzuolo nel carcere di San Vittore a Milano. Il 25°, 100° se contiamo ultimi 18 mesi.
1.579 prigionieri negli ultimi dieci anni non hanno resistito alla condizione disumana del carcere dove non c'è nessun rispetto per i diritti umani e della salute psicologica e fisica dei detenuti. Soprusi, isolamento, carcere duro, pestaggi, morti "sospette".
Suicidi di stato come quello della compagna Diana.
Morti di Stato perchè il governo Berlusconi ha dichiarato una presunta “emergenza nazionale” e ha trovato nell'autorità giudiziaria e nella stampa asservita gli strumenti per riempire le carceri di compagni, di proletari, di immigrati, di tanti cittadini come Cucchi, Bianzino e tanti altri. Per questo governo si può uscire dal carcere solo morti. E intende costruirne ancora dopo avere creato l'allarme del sovraffollamento, 18 nuove carceri e 47 nuovi padiglioni da affiancare a “strutture carcerarie già esistenti” (cioè sezioni speciali per i detenuti a cui applicano il 41 bis). E niente personale di supporto psicologico e sanitario. Il Piano carceri non lo prende nemmeno in considerazione.
"Lo Stato deve fare lo Stato e assicurare la legalità", ha affermato Berlusconi il capo della legalità che collude con le cupole di mafiosi, che comprende ministri corrotti e e copre e rivaluta fascisti vecchi e nuovi , Berlusconi, mentre intanto l'autorità giudiziaria manda in libertà il costruttore Anemone, al vertice della "cricca" delle grandi opere bertolasiane-berlusconiane, grande amico del Vaticano e dei servizi segreti, il benefattore dell'ex ministro Scajola,dopo 3 mesi- uscito dal carcere per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Così come il suo compare Della Giovampaola.
C'è davvero bisogno di un'altra giustizia, quella proletaria!
prolcomra@gmail.com
09/05/2010
pc quotid 9-10 maggio FINISCE IL CONGRESSO DELLA CGIL DEVE COMINCIARE IL LAVORO PER IL SINDACATO DI CLASSE
La Cgil uscita dal congresso ha il volto molto più simile a quello di cisl e uil.
La svolta a destra è stata "coerentemente" su tutti i terreni:
Sul piano politico è l'accettazione del nuovo modello contrattuale "condiviso", del farsi carico della crisi, a cui la cgil deve rispondere più di prima con "grande senso di responsabilità nazionale", lanciando una grande disponibilità al governo, a cui chiede solo saggezza (sic!) rispetto agli attacchi ai diritti dei lavoratori.
Sul piano programmatico è la parola fine ad una opposizione ai piani padronali e governativi che arrivi a differenziarsi e a non firmare comunque e ad ogni costo accordi e contratti; col discorso che la cgil è "una forza troppo grande per stare all'angolo ed essere subalterna", Epifani lancia un pesante monito, il compito prinmcipa del sindacato è contrattare, "non si può fare un conflitto troppo lungo senza arrivare ad un accordo" comunque sia. Basta con la lotta come arma centrale e principale dei lavoratori "abbiamo fatto contratti senza conflitto" - ricorda soddisfatto Epifani; basta, quindi, col sindacato di lotta - viva i tavoli di contrattazione!
Sul piano del riferimento di classe e sociale della Cgil: questo congresso ha volutamente cancellato gli operai, contrapponendo demagogicamente e strumentalmente, le donne, gli immigrati (non presi come operai), i pensionati, ecc.
Sul piano organizzativo, dei principi statutari, introducendo nello statuto la nuova regola che affida al solo direttivo confederale la decisione di deliberare su accordi e piattaforme di settore; una cancellazione in termini di principio della democrazia di base, in termini pratici è la risposta per mettere la "Fiom all'angolo" (come scrive soddisfatto il Sole 24 Ore), per impedire in futuro che emergano ancora aspetti di anomalia Fiom. Una revisione dello Statuto che, al di là degli effetti interni - già la possibilità effettiva di democrazia era vanificata - mostra la disponibilità di questa cgil a revisionare anche lo Statuto dei Lavoratori.
Gli esiti del voto sia sul documento politico che su Epifani - circa l'87% - mostra che non si tratta di un vertice cattivo e di una base modificabile; ma che la svolta a destra è della stragrande maggioranza della cgil.
Uan cgil che si presenta al padronato e al governo praticamente in ginocchio e con le mani tese; una cgil che contribuisce oggettivamente al rafforzamento della politica antioperaia.
E' ora il tempo che gli operai, le lavoratrici, i lavoratori tutti sia quelli iscritti alla cgil che non, non aspettino più, non si limitini solo a lamentarsi. Ma lavorare politicamente e praticamente per un nuovo sindacato di classe, fondato sull'organizzazione di base nelle fabbriche e sui posti di lavoro e sulla lotta di classe.
La svolta a destra è stata "coerentemente" su tutti i terreni:
Sul piano politico è l'accettazione del nuovo modello contrattuale "condiviso", del farsi carico della crisi, a cui la cgil deve rispondere più di prima con "grande senso di responsabilità nazionale", lanciando una grande disponibilità al governo, a cui chiede solo saggezza (sic!) rispetto agli attacchi ai diritti dei lavoratori.
Sul piano programmatico è la parola fine ad una opposizione ai piani padronali e governativi che arrivi a differenziarsi e a non firmare comunque e ad ogni costo accordi e contratti; col discorso che la cgil è "una forza troppo grande per stare all'angolo ed essere subalterna", Epifani lancia un pesante monito, il compito prinmcipa del sindacato è contrattare, "non si può fare un conflitto troppo lungo senza arrivare ad un accordo" comunque sia. Basta con la lotta come arma centrale e principale dei lavoratori "abbiamo fatto contratti senza conflitto" - ricorda soddisfatto Epifani; basta, quindi, col sindacato di lotta - viva i tavoli di contrattazione!
Sul piano del riferimento di classe e sociale della Cgil: questo congresso ha volutamente cancellato gli operai, contrapponendo demagogicamente e strumentalmente, le donne, gli immigrati (non presi come operai), i pensionati, ecc.
Sul piano organizzativo, dei principi statutari, introducendo nello statuto la nuova regola che affida al solo direttivo confederale la decisione di deliberare su accordi e piattaforme di settore; una cancellazione in termini di principio della democrazia di base, in termini pratici è la risposta per mettere la "Fiom all'angolo" (come scrive soddisfatto il Sole 24 Ore), per impedire in futuro che emergano ancora aspetti di anomalia Fiom. Una revisione dello Statuto che, al di là degli effetti interni - già la possibilità effettiva di democrazia era vanificata - mostra la disponibilità di questa cgil a revisionare anche lo Statuto dei Lavoratori.
Gli esiti del voto sia sul documento politico che su Epifani - circa l'87% - mostra che non si tratta di un vertice cattivo e di una base modificabile; ma che la svolta a destra è della stragrande maggioranza della cgil.
Uan cgil che si presenta al padronato e al governo praticamente in ginocchio e con le mani tese; una cgil che contribuisce oggettivamente al rafforzamento della politica antioperaia.
E' ora il tempo che gli operai, le lavoratrici, i lavoratori tutti sia quelli iscritti alla cgil che non, non aspettino più, non si limitini solo a lamentarsi. Ma lavorare politicamente e praticamente per un nuovo sindacato di classe, fondato sull'organizzazione di base nelle fabbriche e sui posti di lavoro e sulla lotta di classe.
ai compagni - proletari comunisti risoluzione
A tutti i compagni,
si è tenuta la riunione centrale di proletari comunisti con all'odg
-il primo maggio internazionalista e l'uscita della rivista internazionale
MAOIST ROAD, in edizione italiana la VIA MAOISTA
-il quotidiano comunista in versione blog
-le campagne politiche in Italia
-la linea di massa nelle lotte operaie e proletarie
1-l'uscita di 'Maoist Road' segna una tappa importante nel lavoro per
ricostruire il Movimento rivoluzionario internazionalista. La battaglia da
noi iniziata nel 1° maggio 2006 con il meeting a Parigi sulla rivolta delle
banlieus e lo spezzone maoista internazionale con i compagni francesi e turchi, proseguita con il meeting sempre a Parigi sul moderno fascismo
dopo l'elezione di Sarkozy, e successivamente con il meeting sul Maggio francese '68 e l'esperienza dei maoisti nei paesi imperialisti e infine
con il meeting sulla costruzione dei partiti comunisti maoisti tenutosi a Parigi a
fine gennaio 2010, ha portato a creare le condizioni ideologiche politiche e
pratiche per avanzare nell'obiettivo della rivista internazionale e nell'aggregazione delle organizzazioni che svolgendo un lavoro e un percorso similare potessero costituire l'ossatura centrale di questo secondo passo nella battaglia nel movimento comunista internazionale.
Il messaggio di questo 1° Maggio, sottoscritto da compagni francesi,turchi, indiani-naxalbari e canadesi costituisce la base attuale di questo passo.
Questa base comprende il sostegno alle guerre popolari, le campagne politiche a sostegno della GP in India e a sostegno della rivoluzione nepalese. Comprende anche la battaglia per lo sviluppo del Soccorso Rosso Proletario internazionale in particolare nell'ambito dei paesi imperialisti come compito dei partiti e organizzazioni mlm per porre i maoisti in un ruolo di prima fila in questa battaglia contro la repressione, gli Stati di polizia, il moderno fascismo, a sostegno dei
prigionieri politici nelle carceri imperialiste.
Decisivo per il successo dell'impresa MAOIST ROAD è la diffusione e affermazione
della rivista nel nostro paese nelle file delle avanguardie proletarie, nel
movimento comunista e rivoluzionario.
Questo obiettivo viene perseguito con la propaganda attiva e anche nell'ambito del lancio di due campagne: quella a sostegno della GP in India - intersecata con il sostegno alla rivoluzione nepalese - e quella per il 19 giugno.
Lanceremo le attività, le assemblee per la costituzione ovunque del Comitato internazionale a sostegno della GP in India, a partire da una riunione aperta il 29 maggio a Milano; nello stesso tempo rilanciamo e sosteniamo la campagna per una manifestazione di rilievo nazionale il 19 giugno a Milano.
2-il quotidiano comunista blog ci offre uno strumento per mettere al centro della nostra attività la lotta politica e l'azione da propagandisti, agitatori, organizzatori collettivi per la costruzione del partito comunista di tipo nuovo, reparto d'avanguardia organizzato della classe operaia, il partito comunista mlm, il PCm.
Indispensabile al successo politico ideologico di questa battaglia è la continuità dell'uscita bimensile di 'Proletari comunisti' giornale di approfondimento e 'La Nuova Bandiera' rivista ideologica-teorica politica quadrimestrale. Torneranno a uscire rispettivamente entro giugno ed entro l'estate.
Organizzeremo la presenza in fabbrica del quotidiano blog sia in forma di giornale murale, sia in forma di stampa diffusione di una selezione degli articoli.
3-Il quotidiano blog, la rivista 'La Nuova Bandiera', la rivista internazionale 'Maoist road', i classici e gli opuscoli sono strumenti per la nascita e costruzione dei circoli di proletari comunisti, essenzialmente circoli operai e sopratutto strumenti di formazione dei compagni, nei circoli e nelle organizzzazioni Red Block e Mfpr;
così come sono strumenti di dibattito e di conquista nell'ambito del movimento comunista italiano, secondo la linea di lotta-unità-trasformazione.
4-Il nostro lavoro di massa ha al centro le lotte operaie e proletarie, l'antifascismo-antirepressione-antirazzismo, il movimento delle donne e della gioventù, l'internazionalismo.
In tutti questi campi il nostro metodo di lavoro di massa è quello del primato delle lotte e dell'orientamento e direzione di esse; il sistema organizzativo delle reti come fronte sui temi specifici guidato da una linea specifica unica, affermata con il sistema dell'unità-lotta tra le due linee.
Sul fronte delle lotte operaie e proletarie, le iniziative nazionali principali che vogliamo sostenere sono:
l'assemblea nazionale dei disoccupati-precari a Napoli il 21 maggio, che
tocca tutti i settori di lavoro precario;
la campagna per una iniziativa nazionale contro il piano Fiat e la chiusura
di Termini Imerese;
la continuità dell'attività della Rete nazionale per la sicurezza sui posti
di lavoro e delle sue battaglie.
Questa attività nazionale è saldamente combinata con una azione sistematica in alcune fabbriche del nostro paese condotta sia come Slai cobas per il sindacato di classe che come Proletari comunisti, in particolare all'Ilva-appalto Ilva Taranto, alla Fiat Termini Imerese e fabbriche gruppo Fiat, alla Dalmine e fabbriche bergamasche, ai Cantieri Navali di Palermo, all'Enichem, Marcegaglia, altre eventuali fabbriche in lotta in cui riusciamo a intervenire.
Questa estate sarà dedicata ad affrontare i contenuti ed esiti dei congressi
CGIL-Fiom e dei sindacati di base per aggiornare la nostra proposta strategica e tattica per il sindacato di classe.
Sosteniamo e lavoriamo per sviluppare la rete antifascista nazionale facendo leva sui giovani e intrecciando l'antifascismo con l'antirazzismo, la repressione, la proposta del soccorso rosso proletario, ecc;
sosteniamo i contenuti e programmi della 2 giorni di Taranto del mfpr;
conduciamo le campagne di informazione e solidarietà internazionalista.
Tutta questa attività di massa è finalizzata a far avanzare la lotta politica per il rovesciamento del governo Berlusconi, per contrastare il regime moderno fascista, poliziesco e presidenzialismo dittatoriale in formazione, per affermare l'esigenza di un governo operaio e popolare che possa aprire la strada attraverso una rivoluzione al potere nelle mani degli operai e dei lavoratori e a una società socialista.
La tappa attuale di questo lavoro è formare e costruire il partito, formare i compagni, porli alla testa della lotta e dell'organizzazione di massa, sviluppare i tre strumenti della rivoluzione proletaria.
Fare delle città in cui siamo e in cui possiamo essere presenti degli esempi, delle basi, dei punti di riferimento locali e nazionali di questo lavoro.
Proletari comunisti
1 maggio 2010
si è tenuta la riunione centrale di proletari comunisti con all'odg
-il primo maggio internazionalista e l'uscita della rivista internazionale
MAOIST ROAD, in edizione italiana la VIA MAOISTA
-il quotidiano comunista in versione blog
-le campagne politiche in Italia
-la linea di massa nelle lotte operaie e proletarie
1-l'uscita di 'Maoist Road' segna una tappa importante nel lavoro per
ricostruire il Movimento rivoluzionario internazionalista. La battaglia da
noi iniziata nel 1° maggio 2006 con il meeting a Parigi sulla rivolta delle
banlieus e lo spezzone maoista internazionale con i compagni francesi e turchi, proseguita con il meeting sempre a Parigi sul moderno fascismo
dopo l'elezione di Sarkozy, e successivamente con il meeting sul Maggio francese '68 e l'esperienza dei maoisti nei paesi imperialisti e infine
con il meeting sulla costruzione dei partiti comunisti maoisti tenutosi a Parigi a
fine gennaio 2010, ha portato a creare le condizioni ideologiche politiche e
pratiche per avanzare nell'obiettivo della rivista internazionale e nell'aggregazione delle organizzazioni che svolgendo un lavoro e un percorso similare potessero costituire l'ossatura centrale di questo secondo passo nella battaglia nel movimento comunista internazionale.
Il messaggio di questo 1° Maggio, sottoscritto da compagni francesi,turchi, indiani-naxalbari e canadesi costituisce la base attuale di questo passo.
Questa base comprende il sostegno alle guerre popolari, le campagne politiche a sostegno della GP in India e a sostegno della rivoluzione nepalese. Comprende anche la battaglia per lo sviluppo del Soccorso Rosso Proletario internazionale in particolare nell'ambito dei paesi imperialisti come compito dei partiti e organizzazioni mlm per porre i maoisti in un ruolo di prima fila in questa battaglia contro la repressione, gli Stati di polizia, il moderno fascismo, a sostegno dei
prigionieri politici nelle carceri imperialiste.
Decisivo per il successo dell'impresa MAOIST ROAD è la diffusione e affermazione
della rivista nel nostro paese nelle file delle avanguardie proletarie, nel
movimento comunista e rivoluzionario.
Questo obiettivo viene perseguito con la propaganda attiva e anche nell'ambito del lancio di due campagne: quella a sostegno della GP in India - intersecata con il sostegno alla rivoluzione nepalese - e quella per il 19 giugno.
Lanceremo le attività, le assemblee per la costituzione ovunque del Comitato internazionale a sostegno della GP in India, a partire da una riunione aperta il 29 maggio a Milano; nello stesso tempo rilanciamo e sosteniamo la campagna per una manifestazione di rilievo nazionale il 19 giugno a Milano.
2-il quotidiano comunista blog ci offre uno strumento per mettere al centro della nostra attività la lotta politica e l'azione da propagandisti, agitatori, organizzatori collettivi per la costruzione del partito comunista di tipo nuovo, reparto d'avanguardia organizzato della classe operaia, il partito comunista mlm, il PCm.
Indispensabile al successo politico ideologico di questa battaglia è la continuità dell'uscita bimensile di 'Proletari comunisti' giornale di approfondimento e 'La Nuova Bandiera' rivista ideologica-teorica politica quadrimestrale. Torneranno a uscire rispettivamente entro giugno ed entro l'estate.
Organizzeremo la presenza in fabbrica del quotidiano blog sia in forma di giornale murale, sia in forma di stampa diffusione di una selezione degli articoli.
3-Il quotidiano blog, la rivista 'La Nuova Bandiera', la rivista internazionale 'Maoist road', i classici e gli opuscoli sono strumenti per la nascita e costruzione dei circoli di proletari comunisti, essenzialmente circoli operai e sopratutto strumenti di formazione dei compagni, nei circoli e nelle organizzzazioni Red Block e Mfpr;
così come sono strumenti di dibattito e di conquista nell'ambito del movimento comunista italiano, secondo la linea di lotta-unità-trasformazione.
4-Il nostro lavoro di massa ha al centro le lotte operaie e proletarie, l'antifascismo-antirepressione-antirazzismo, il movimento delle donne e della gioventù, l'internazionalismo.
In tutti questi campi il nostro metodo di lavoro di massa è quello del primato delle lotte e dell'orientamento e direzione di esse; il sistema organizzativo delle reti come fronte sui temi specifici guidato da una linea specifica unica, affermata con il sistema dell'unità-lotta tra le due linee.
Sul fronte delle lotte operaie e proletarie, le iniziative nazionali principali che vogliamo sostenere sono:
l'assemblea nazionale dei disoccupati-precari a Napoli il 21 maggio, che
tocca tutti i settori di lavoro precario;
la campagna per una iniziativa nazionale contro il piano Fiat e la chiusura
di Termini Imerese;
la continuità dell'attività della Rete nazionale per la sicurezza sui posti
di lavoro e delle sue battaglie.
Questa attività nazionale è saldamente combinata con una azione sistematica in alcune fabbriche del nostro paese condotta sia come Slai cobas per il sindacato di classe che come Proletari comunisti, in particolare all'Ilva-appalto Ilva Taranto, alla Fiat Termini Imerese e fabbriche gruppo Fiat, alla Dalmine e fabbriche bergamasche, ai Cantieri Navali di Palermo, all'Enichem, Marcegaglia, altre eventuali fabbriche in lotta in cui riusciamo a intervenire.
Questa estate sarà dedicata ad affrontare i contenuti ed esiti dei congressi
CGIL-Fiom e dei sindacati di base per aggiornare la nostra proposta strategica e tattica per il sindacato di classe.
Sosteniamo e lavoriamo per sviluppare la rete antifascista nazionale facendo leva sui giovani e intrecciando l'antifascismo con l'antirazzismo, la repressione, la proposta del soccorso rosso proletario, ecc;
sosteniamo i contenuti e programmi della 2 giorni di Taranto del mfpr;
conduciamo le campagne di informazione e solidarietà internazionalista.
Tutta questa attività di massa è finalizzata a far avanzare la lotta politica per il rovesciamento del governo Berlusconi, per contrastare il regime moderno fascista, poliziesco e presidenzialismo dittatoriale in formazione, per affermare l'esigenza di un governo operaio e popolare che possa aprire la strada attraverso una rivoluzione al potere nelle mani degli operai e dei lavoratori e a una società socialista.
La tappa attuale di questo lavoro è formare e costruire il partito, formare i compagni, porli alla testa della lotta e dell'organizzazione di massa, sviluppare i tre strumenti della rivoluzione proletaria.
Fare delle città in cui siamo e in cui possiamo essere presenti degli esempi, delle basi, dei punti di riferimento locali e nazionali di questo lavoro.
Proletari comunisti
1 maggio 2010
international inform
PCm Italy informs
with comrades of PCFm,after Paris Meeting 30-31 january, on our proposition before, , during eand after meeting we have realized the number zero of a new international revew MAOIST ROAD (la via maoista, la vie maoiste, el sendero maoista ) for debate in international communist mouvement, and within this, in International Revolutionary Mouvement. It needs this revew after the collapse of "a world to win" and crisis of Rim, but it is not a new revue in the space of Rim. It is adressed in all communist marxist-leninist-maoist mouvement and it is opean to debate with parties and organisations that want to debate and work with marxist-leninist-maoist parties and organisationsin class struggles and international-internationalist campaigns. The number 0 is dedicated at Paris Meeting 30-31 january as example of this approach: the PCR canada, the maoist turkish party, the PCI ml India-naxalbari that have signed a joint declaration in May first are now the potential redaction and partecipants for Maoist Road, but also english comrades and others want to see if this revew can absolve an important task.
Good, now it issues in italian, french and english in this months after in spanish and other languages, then we prepare the number 1 with all parties and organisations
on important questions in our mouvement: Maoism, parties and war' peoples in the wordl against elettoralism, modern fascism in imperialist countries against opportunism and new revisionist line, economic crisis and class struggles against economism and pretty bourgeois revolutionary tendencies,
Nepal question against revisionism and dogmatism leftism, support India war people and not only against war agains people campaign, international proletarian red relief
as important task for international communist mouvement.
We await a strong support for this initiative.
PCm-italy
9 may 2010
proletari comunisti - newspaper in italy - political voice of italian maoists that built PCm party - now is in restyling. the new number two-monthly edition issues in may-june
la nuova bandiera - the new flag - n°4 ideological and teorical revue is issued only in italian, a selection of articles will be traslated in english for august
the number 5 also issues in august
with comrades of PCFm,after Paris Meeting 30-31 january, on our proposition before, , during eand after meeting we have realized the number zero of a new international revew MAOIST ROAD (la via maoista, la vie maoiste, el sendero maoista ) for debate in international communist mouvement, and within this, in International Revolutionary Mouvement. It needs this revew after the collapse of "a world to win" and crisis of Rim, but it is not a new revue in the space of Rim. It is adressed in all communist marxist-leninist-maoist mouvement and it is opean to debate with parties and organisations that want to debate and work with marxist-leninist-maoist parties and organisationsin class struggles and international-internationalist campaigns. The number 0 is dedicated at Paris Meeting 30-31 january as example of this approach: the PCR canada, the maoist turkish party, the PCI ml India-naxalbari that have signed a joint declaration in May first are now the potential redaction and partecipants for Maoist Road, but also english comrades and others want to see if this revew can absolve an important task.
Good, now it issues in italian, french and english in this months after in spanish and other languages, then we prepare the number 1 with all parties and organisations
on important questions in our mouvement: Maoism, parties and war' peoples in the wordl against elettoralism, modern fascism in imperialist countries against opportunism and new revisionist line, economic crisis and class struggles against economism and pretty bourgeois revolutionary tendencies,
Nepal question against revisionism and dogmatism leftism, support India war people and not only against war agains people campaign, international proletarian red relief
as important task for international communist mouvement.
We await a strong support for this initiative.
PCm-italy
9 may 2010
proletari comunisti - newspaper in italy - political voice of italian maoists that built PCm party - now is in restyling. the new number two-monthly edition issues in may-june
la nuova bandiera - the new flag - n°4 ideological and teorical revue is issued only in italian, a selection of articles will be traslated in english for august
the number 5 also issues in august
sabato 8 maggio 2010
pc quotid 8 maggio- chi pagherà l'emergenza crisi ?
Le convulse vicende che scuotono i mercati finanziari, con epicentro in Grecia, scuotono ora tutta l'Europa.
Il legame sempre più instanteo e globalizzato del sistema capitalista-imperialista mostra tutta la sua portata nel termometro centrale di borse e mercati finanziari.
Speculatori... si certo ma come punta di iceberg di un insieme grande e fragile nello stesso tempo.
E' la crisi...bellezza!
C'è tempo per l'analisi dettagliata che nel generale colga il particolare.
Ora bisogna cogliere il senso e gli effetti immediati.
Quello che decidono nei vertici di emergenza sono sostegni alle banche e al capitale e scaricamento sui proletari e masse popolari, attraverso manovre correttive e provvedimenti di emergenza centrati fondamentalmente sul taglio della spesa pubblica, quella sociale - sanità prima di tutto - e quella in salari, stipendi, pensioni prima di tutto, con effetti recessivi quindi ancora licenziamenti e taglio del precariato nel pubblico prima di tutto.
Ordine pubblico, militare, nucleare non si toccano, anzi ..., così come sono fuori gioco per Governi di centro destra come di centrosinistra e padroni, tasse ai ricchi, politiche antievasione fiscale, taglio del costo della politica corrotta ecc.
Bene... procedete....avanti verso la esportazione della 'tragedia greca'.
Noi siamo per l'approfondimento della crisi, per lo scontro sociale, bisogna
costruire nella crisi lotte, sindacalismo di classe, opposizione sociale, ma ancor più partito proletario rivoluzionario, per difendersi e attaccare, per puntare al cambiamento e al rivolgimento necessario di parte proletaria e popolare.
Nella dichiarazione congiunta del 1 maggio sottoscritta da proletari comunisti-PCm Italia e per ora dai comunisti marxisti-leninisti-maoisti francesi,canadesi,turchi indiani-naxalbari si scrive:
"Sempre più per avanzare e rafforzarsi il movimento operaio e popolare ha bisogno di un'organizzazione rivoluzionaria e di una strategia rivoluzionaria per rovesciare la borghesia (e tutte le classi dominanti) e conquistare il potere.
Finchè il proletariato non sarà al potere, è illusorio pensare che la sua sorte possa migliorare!"
ecco appunto quello che volevamo dire e fare..facendo
proletari comunisti
8 maggio 2010
Il legame sempre più instanteo e globalizzato del sistema capitalista-imperialista mostra tutta la sua portata nel termometro centrale di borse e mercati finanziari.
Speculatori... si certo ma come punta di iceberg di un insieme grande e fragile nello stesso tempo.
E' la crisi...bellezza!
C'è tempo per l'analisi dettagliata che nel generale colga il particolare.
Ora bisogna cogliere il senso e gli effetti immediati.
Quello che decidono nei vertici di emergenza sono sostegni alle banche e al capitale e scaricamento sui proletari e masse popolari, attraverso manovre correttive e provvedimenti di emergenza centrati fondamentalmente sul taglio della spesa pubblica, quella sociale - sanità prima di tutto - e quella in salari, stipendi, pensioni prima di tutto, con effetti recessivi quindi ancora licenziamenti e taglio del precariato nel pubblico prima di tutto.
Ordine pubblico, militare, nucleare non si toccano, anzi ..., così come sono fuori gioco per Governi di centro destra come di centrosinistra e padroni, tasse ai ricchi, politiche antievasione fiscale, taglio del costo della politica corrotta ecc.
Bene... procedete....avanti verso la esportazione della 'tragedia greca'.
Noi siamo per l'approfondimento della crisi, per lo scontro sociale, bisogna
costruire nella crisi lotte, sindacalismo di classe, opposizione sociale, ma ancor più partito proletario rivoluzionario, per difendersi e attaccare, per puntare al cambiamento e al rivolgimento necessario di parte proletaria e popolare.
Nella dichiarazione congiunta del 1 maggio sottoscritta da proletari comunisti-PCm Italia e per ora dai comunisti marxisti-leninisti-maoisti francesi,canadesi,turchi indiani-naxalbari si scrive:
"Sempre più per avanzare e rafforzarsi il movimento operaio e popolare ha bisogno di un'organizzazione rivoluzionaria e di una strategia rivoluzionaria per rovesciare la borghesia (e tutte le classi dominanti) e conquistare il potere.
Finchè il proletariato non sarà al potere, è illusorio pensare che la sua sorte possa migliorare!"
ecco appunto quello che volevamo dire e fare..facendo
proletari comunisti
8 maggio 2010
pc quotid 8 maggio Filippine, la guerriglia maoista in azione
I guerriglieri maoisti del Nuovo Esercito del Popolo, NPA, diretto dal Partito Comunista delle Filippine hanno 'arrestato' il candidato sindaco Roberto Luna ed altri 3 suoi collaboratori a Lingig, nella provincia di Suringao a quattro giorni dalle elezioni.
L'azione ha portato anche al recupero di armi dalla polizia che lo scortava.
Luna è stato arrestato perchè accusato di appropriazione di terre e corruzione dal tribunale del popolo della zona controllata dal Governo rivoluzionario.Luna è anche indagato per gli assassini del precedente sindaco nonche per altri crimini anche dai tribunali ufficiali per ricatto, falsificazione di atti ufficiali e corruzione
pc quotid 8 maggio Nepal. Prachanda sospende lo sciopero
Dopo la grandiosa manifestazione di 500.000 persone del 1 maggio, e' cominciato dal 2 maggio lo sciopero generale indetto dai maoisti nepalesi per costringere il governo illegittimo, sostenuto da tutti i partiti reazioneari, dall'India e dall'imperialismo, a rispettare gli impegni di varare la nuova Costituzione entro il termine del 28 maggio. Lo sciopero ha paralizzato in maniera estesa il paese, vi sono stati diversi scontri a Katmandù e in altre città del Nepal.
Governo e stampa reazionaria hanno aizzato settori della popolazione contro lo sciopero, prendendo a pretesto i disagi che ne sono venuti in materia di approvvigionamenti, trasporti ecc.
Nella giornata di ieri Prachanda leader del PCU maoista ha annunciato la sospensione dello sciopero, confermando le manifestazioni per oggi e domani, così come il proseguimento del movimento di massa dell'attuale fase.
La posizione dei maoisti italiani, rappresentati da Proletari Comunisti-PCm italia
sulla situazione in Nepal in questa fase è stata espressa dalla Dichiarazione Congiunta sottoscritta per il Primo maggio, sottoscritta dai maoisti italiani, francesi, canadesi, turchi, indiani-naxalbari e che dice
...In Nepal la situazione evolve sempre più verso lo scontro tra il campo rivoluzionario (diretto dal Partito Comunista del Nepal Unificato maoista) e il campo reazionario.
Dopo 10 anni di guerra popolare e 4 anni di processo di pace il paese è ai limiti di un nuovo conflitto decisivo. Chi vincerà questo conflitto determinerà se sarà il campo del popolo o il campo della borghesia a dirigere il paese.
Vi è ugualmente il rischio di intervento straniero da parte dell'India sostenuta dagli USA.
Noi dobbiamo sostenere la rivoluzione in Nepal perchè essa si oppone all'imperialismo.....
In un meeting tenutosi il 13 marzo con i maoisti francesi, in contemporanea con un incontro promosso dai maoisti nepalesi con forze sostenitrici in Europa, è stato deciso e comunicato ai compagni nepalesi, solidarietà e impegno in una campagna di mobilitazione nazionale e internazionale il 28 maggio, ove gli eventi precipitassero.
Proletari Comunisti- PCm Italia sostiene la rivoluzione nepalese, sostiene i maoisti nel PCUmaoista del Nepal, ma non condivide le posizioni ideologiche-teoriche politiche attuali espresse da Prachanda.
proletari comunisti
8maggio2010
Governo e stampa reazionaria hanno aizzato settori della popolazione contro lo sciopero, prendendo a pretesto i disagi che ne sono venuti in materia di approvvigionamenti, trasporti ecc.
Nella giornata di ieri Prachanda leader del PCU maoista ha annunciato la sospensione dello sciopero, confermando le manifestazioni per oggi e domani, così come il proseguimento del movimento di massa dell'attuale fase.
La posizione dei maoisti italiani, rappresentati da Proletari Comunisti-PCm italia
sulla situazione in Nepal in questa fase è stata espressa dalla Dichiarazione Congiunta sottoscritta per il Primo maggio, sottoscritta dai maoisti italiani, francesi, canadesi, turchi, indiani-naxalbari e che dice
...In Nepal la situazione evolve sempre più verso lo scontro tra il campo rivoluzionario (diretto dal Partito Comunista del Nepal Unificato maoista) e il campo reazionario.
Dopo 10 anni di guerra popolare e 4 anni di processo di pace il paese è ai limiti di un nuovo conflitto decisivo. Chi vincerà questo conflitto determinerà se sarà il campo del popolo o il campo della borghesia a dirigere il paese.
Vi è ugualmente il rischio di intervento straniero da parte dell'India sostenuta dagli USA.
Noi dobbiamo sostenere la rivoluzione in Nepal perchè essa si oppone all'imperialismo.....
In un meeting tenutosi il 13 marzo con i maoisti francesi, in contemporanea con un incontro promosso dai maoisti nepalesi con forze sostenitrici in Europa, è stato deciso e comunicato ai compagni nepalesi, solidarietà e impegno in una campagna di mobilitazione nazionale e internazionale il 28 maggio, ove gli eventi precipitassero.
Proletari Comunisti- PCm Italia sostiene la rivoluzione nepalese, sostiene i maoisti nel PCUmaoista del Nepal, ma non condivide le posizioni ideologiche-teoriche politiche attuali espresse da Prachanda.
proletari comunisti
8maggio2010
pc quotidiano 8maggio PER LIBERARTI, TI REPRIMO!
Dopo i Sindaci di Varallo e Novara anche il Sindaco leghista, Claudio Corradino di Cossato nel Biellese, avvia la caccia alle donne che vestono il burqa. "Chi sarà sorpreso a muoversi a volto coperto sarà multato con una sanzione amministrativa che varia da 25 a 500 euro".
Alcuni,alcune anche da sinistra pensano che tutto sommato queste normative, come la legislazione in Belgio, in Francia, è una strada necessaria per combattare l'oppressione delle donne costrette dai loro uomini, dalla religione a dover nascondersi col burqa.
Andassero a chiederlo a quelle donne, se vogliono essere liberate da un'oppressione con un'altra oppressione/repressione!
Andassero a chiederlo alla donna che, dopo questa delibera del Sindaco, è stata chiusa in casa dal marito e se prima usciva coperta oggi non esce più!
Come mai tutta questa spinta di "libertà", di "emancipazione" da parte di sindaci che sono gli stessi che impediscono alle donne di decidere della propria maternità e del proprio corpo?
CHI HA PAURA DELLA RIBELLIONE DIRETTA DELLE DONNE, DELLE IMMIGRATE, con o senza burqa?
Come diceva una vignetta anni fa: "vengono a toglierci il burqa, ma almeno il corpo ce lo possiamo tenere?...".
MFPR.
Alcuni,alcune anche da sinistra pensano che tutto sommato queste normative, come la legislazione in Belgio, in Francia, è una strada necessaria per combattare l'oppressione delle donne costrette dai loro uomini, dalla religione a dover nascondersi col burqa.
Andassero a chiederlo a quelle donne, se vogliono essere liberate da un'oppressione con un'altra oppressione/repressione!
Andassero a chiederlo alla donna che, dopo questa delibera del Sindaco, è stata chiusa in casa dal marito e se prima usciva coperta oggi non esce più!
Come mai tutta questa spinta di "libertà", di "emancipazione" da parte di sindaci che sono gli stessi che impediscono alle donne di decidere della propria maternità e del proprio corpo?
CHI HA PAURA DELLA RIBELLIONE DIRETTA DELLE DONNE, DELLE IMMIGRATE, con o senza burqa?
Come diceva una vignetta anni fa: "vengono a toglierci il burqa, ma almeno il corpo ce lo possiamo tenere?...".
MFPR.
pc quotidiano 8 maggio CGIL, UN CONGRESSO ANTIOPERAIO
Prosegue il congresso della cgil caratterizzato da mani tese verso Confindustria, governo e Cisl e Uil; dalle blindature contro ogni dissenso - Epifani ha subito richiamato all’ordine la platea: vietato contestare!; ma soprattutto da una linea programmaticamente e organizzativamente antioperaia.
Il “piano straordinario triennale” sul lavoro, non risponde affatto all’emergenza lavoro che ogni giorno si fa più drammatica, con decine di migliaia di operai, lavoratori, lavoratrici che perdono il lavoro. Su questo nessun obiettivo, nessuna richiesta al padronato, alla presidente della Confindustria – come sarebbe normale per qualsiasi sindacato - affinché blocchino licenziamenti, cassintegrazione, riassumano gli operai messi fuori dai posti di lavoro, a fronte dell'aumento nelle fabbriche e nei vari posti di lavoro dei carichi e ritmi di lavoro di straordinari oltre ogni ragionevole limite, di condizioni di lavoro da supersfruttamento soprattutto per gli operai immigrati; a fronte di un uscita dalla crisi fatta tutta sulla pelle dei lavoratori e senza perdere un centesimo dei profitti capitalistici, ma anzi, in particolare per il grande padronato, trovando nella crisi un’opportunità per rilanciare i profitti imponendo condizioni peggiori e tagli al costo del lavoro.
Nel merito il “piano straordinario” consisterebbe in: stimoli fiscali agli investimenti in ricerca, innovazione e formazione - vale a dire, riduzione del carico fiscale alle imprese; allentamento del patto di stabilità degli Enti locali - una richiesta di via libera a opere infrastrutturali, che senza neanche dire quali, come, in una situazione in cui proprio in questi lavori sta uscendo fuori il marcio più pesante, è come fare dello spirito ad un funerale; sblocco del turn over nella pubblica amministrazione, nelle scuole, nelle università – di fatto una misera richiesta che oggettivamente contrasta con la richiesta di assunzione fatta dalle migliaia di precari che sono stati già stati tagliati nella scuola e università, con la necessità di numerose assunzioni nella sanità, e di internalizzazione dei precari che da anni vi lavorano, ecc.
Marcegaglia apprezza sulla riduzione del carico fiscale, sulle aperture verso il nuovo modello contrattuale, e verso contratti flessibili.
Ma è soprattutto sul piano organizzativo - dove la linea di Epifani sta decisamente vincendo (83%) al di là della burocratica, inutile opposizione interna - che il congresso della cgil dà un chiaro segnale che non tollererà più il dissenso. “la Cgil deve uscire dal congresso più unita di quanto vi è entrata”, ha dichiarato Epifani. Un segnale che è chiaramente un aut aut verso gli iscritti Fiom, verso i delegati di base, non tanto verso i vertici che più che rispondere con minacce impotenti “…continueremo la nostra battaglia” (Cremaschi) o con pietose richieste di “sottoporre ad una consultazione diffusa” (Podda) le aperture della Cgil al nuovo modello contrattuale, non fanno.
Il problema è più sostanziale. Nella Cgil la classe operaia non ha più diritto di voce, non parliamo di pesare, le sue rivendicazioni non devono avere possibilità di affermarsi.
Nessuno, che non abbia i paraocchi, che vuole vedere comunque la “sinistra” anche quando il socialfascismo avanza nel sindacato (vedi il Carc), può non rendersi conto che questo congresso della Cgil ha sancito anche visivamente la sua natura antioperaia. Le poche voci di delegati operai, comunque selezionati, sono mosche bianche in un congresso che ai nemici storici e attuali della classe operaia mette i tappeti d’oro e ai lavoratori mette la museruola.
Il “piano straordinario triennale” sul lavoro, non risponde affatto all’emergenza lavoro che ogni giorno si fa più drammatica, con decine di migliaia di operai, lavoratori, lavoratrici che perdono il lavoro. Su questo nessun obiettivo, nessuna richiesta al padronato, alla presidente della Confindustria – come sarebbe normale per qualsiasi sindacato - affinché blocchino licenziamenti, cassintegrazione, riassumano gli operai messi fuori dai posti di lavoro, a fronte dell'aumento nelle fabbriche e nei vari posti di lavoro dei carichi e ritmi di lavoro di straordinari oltre ogni ragionevole limite, di condizioni di lavoro da supersfruttamento soprattutto per gli operai immigrati; a fronte di un uscita dalla crisi fatta tutta sulla pelle dei lavoratori e senza perdere un centesimo dei profitti capitalistici, ma anzi, in particolare per il grande padronato, trovando nella crisi un’opportunità per rilanciare i profitti imponendo condizioni peggiori e tagli al costo del lavoro.
Nel merito il “piano straordinario” consisterebbe in: stimoli fiscali agli investimenti in ricerca, innovazione e formazione - vale a dire, riduzione del carico fiscale alle imprese; allentamento del patto di stabilità degli Enti locali - una richiesta di via libera a opere infrastrutturali, che senza neanche dire quali, come, in una situazione in cui proprio in questi lavori sta uscendo fuori il marcio più pesante, è come fare dello spirito ad un funerale; sblocco del turn over nella pubblica amministrazione, nelle scuole, nelle università – di fatto una misera richiesta che oggettivamente contrasta con la richiesta di assunzione fatta dalle migliaia di precari che sono stati già stati tagliati nella scuola e università, con la necessità di numerose assunzioni nella sanità, e di internalizzazione dei precari che da anni vi lavorano, ecc.
Marcegaglia apprezza sulla riduzione del carico fiscale, sulle aperture verso il nuovo modello contrattuale, e verso contratti flessibili.
Ma è soprattutto sul piano organizzativo - dove la linea di Epifani sta decisamente vincendo (83%) al di là della burocratica, inutile opposizione interna - che il congresso della cgil dà un chiaro segnale che non tollererà più il dissenso. “la Cgil deve uscire dal congresso più unita di quanto vi è entrata”, ha dichiarato Epifani. Un segnale che è chiaramente un aut aut verso gli iscritti Fiom, verso i delegati di base, non tanto verso i vertici che più che rispondere con minacce impotenti “…continueremo la nostra battaglia” (Cremaschi) o con pietose richieste di “sottoporre ad una consultazione diffusa” (Podda) le aperture della Cgil al nuovo modello contrattuale, non fanno.
Il problema è più sostanziale. Nella Cgil la classe operaia non ha più diritto di voce, non parliamo di pesare, le sue rivendicazioni non devono avere possibilità di affermarsi.
Nessuno, che non abbia i paraocchi, che vuole vedere comunque la “sinistra” anche quando il socialfascismo avanza nel sindacato (vedi il Carc), può non rendersi conto che questo congresso della Cgil ha sancito anche visivamente la sua natura antioperaia. Le poche voci di delegati operai, comunque selezionati, sono mosche bianche in un congresso che ai nemici storici e attuali della classe operaia mette i tappeti d’oro e ai lavoratori mette la museruola.
pcquotidiano 8 maggio - onore a Guler Zere
con tristezza, rebbia, odio contro il regime fascista turco, sostenuto dall'imperialismo USA,Italia apprendiamo dall'ASP la notizia che
Güler Zere è morta.
Güler Zere si è spenta oggi verso le 16:50 (ora turca) nel quartiere di Armutlu ad Istanbul, dopo aver combattuto a lungo contro un cancro alla bocca.
Prigioniera politica per 14 anni a causa della sua militanza nel movimento marxista DHKP-C (Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo), è morta per l’incuria delle Autorità penitenziarie e dell'Istituto di medicina legale che hanno l’hanno lasciata agonizzare in prigione, lentamente, sebbene sapessero che poteva essere liberata per motivi di salute.
L'anno scorso, dopo quattro mesi di una intensa campagna per la sua liberazione, l'opinione pubblica progressista turca ed internazionale aveva costretto le Autorità turche a liberarla.
Il 6 novembre 2009, Güler beneficierà infatti della grazia presidenziale proprio in virtù di queste pressioni democratiche.
Uscita da prigione, partecipò subito alle iniziative di solidarietà con i prigionieri malati organizzati ogni venerdì nella via Istiklal ad Istanbul.
Ma il mese scorso, il suo stato di salute si è improvvisamente deteriorato.
In una delle ultime lettere, scriveva tra l’altro: "mi hanno lasciato andare ormai prossima alla morte. Hanno usurpato il mio diritto alla vita concedendomi il diritto a morire fuori. Non lo dimenticherò.
E dire che ci sono ancora prigionieri malati."
Güler è morta all’età di 38 anni, il cuore pieno di amore e di speranza in un futuro migliore, circondata dei suoi amici e compagni.
7 maggio 2010
Fonte: Halkinsesi TV, Milliyet, NTV.
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Güler Zere è morta.
Güler Zere si è spenta oggi verso le 16:50 (ora turca) nel quartiere di Armutlu ad Istanbul, dopo aver combattuto a lungo contro un cancro alla bocca.
Prigioniera politica per 14 anni a causa della sua militanza nel movimento marxista DHKP-C (Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo), è morta per l’incuria delle Autorità penitenziarie e dell'Istituto di medicina legale che hanno l’hanno lasciata agonizzare in prigione, lentamente, sebbene sapessero che poteva essere liberata per motivi di salute.
L'anno scorso, dopo quattro mesi di una intensa campagna per la sua liberazione, l'opinione pubblica progressista turca ed internazionale aveva costretto le Autorità turche a liberarla.
Il 6 novembre 2009, Güler beneficierà infatti della grazia presidenziale proprio in virtù di queste pressioni democratiche.
Uscita da prigione, partecipò subito alle iniziative di solidarietà con i prigionieri malati organizzati ogni venerdì nella via Istiklal ad Istanbul.
Ma il mese scorso, il suo stato di salute si è improvvisamente deteriorato.
In una delle ultime lettere, scriveva tra l’altro: "mi hanno lasciato andare ormai prossima alla morte. Hanno usurpato il mio diritto alla vita concedendomi il diritto a morire fuori. Non lo dimenticherò.
E dire che ci sono ancora prigionieri malati."
Güler è morta all’età di 38 anni, il cuore pieno di amore e di speranza in un futuro migliore, circondata dei suoi amici e compagni.
7 maggio 2010
Fonte: Halkinsesi TV, Milliyet, NTV.
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venerdì 7 maggio 2010
pc quotid 7 maggio -manifestazione per la grecia a napoli
Un'iniziativa proposta e autoconvocata d'urgenza da una serie di compagni e compagne dei movimenti e dei sindacati di base napoletani si è tenuta oggi a napoli sotto il consolato greco
dalla convocazione
......Gli scioperi e la rivolta dei lavoratori e della popolazione greca contro il piano lacrime e sangue imposto dal capitale finanziario internazionale dimostra però a tutti che è possibile ribellarsi a chi vuole far pagare ai precari, ai disoccupati, agli studenti, ai lavoratori i costi di una "crisi" su cui si continua impunemente a speculare.
Quando anche i portuali del Pireo e i lavoratori del settore elettrico forzano i cordoni della polizia intorno al Parlamento che stava approvando il piano di "Austerity", dimostrano di aver capito perfettamente la posta in palio:
accettare i piani di deflazione economica, il blocco dei salari e la distruzione del welfare, significa stringersi da soli intorno al collo il cappio di chi continua a privatizzare i profitti e socializzare le perdite per remunerare la rendita e la speculazione.
I governi e le Istituzioni transnazionali che hanno allargato la spesa pubblica a dismisura per soccorrere le Banche in crisi di liquidità e di fiducia, ora assaltano il welfare greco (ed europeo in generale) per comprimere invece la spesa e garantire la solvibilità del debito pubblico nei confronti di quegli stessi capitali finanziari (che magari hanno usato i soldi statali per nuove operazioni speculative contro i paesi da cui li hanno ricevuti...).
Un meccanismo perverso in cui la debolezza dell'economia reale alimenta gli appetiti speculativi che a loro volta peggiorano la crisi stessa.
Ma La "crisi" non è un evento "naturale": è una crisi del loro sistema e delle loro regole, votate a penalizzare le enormi potenzialità emancipative del lavoro vivo e a porre sempre più l'economia reale di interi paesi sotto il giogo della finanziarizzazione e delle banche.
Ora che la crisi si approfondisce anche nel resto d'Europa e i predatori della finanza minacciano nuove aggressioni, diventa decisiva la solidarietà tra le classi subalterne in tutto il continente! L'alternativa è tra costruire una nuova intelligenza solidale della rivolta e del comune cambiamento nella scena euromediterranea oppure subire la prevedibile esplosione delle tensioni nazionalistiche e delle guerre tra poveri che garantiscono gli interessi dei soliti noti!
Perciò manifestare oggi vicinanza a chi sciopera e si rivolta in Grecia non è solo solidarietà, ma un atto di saggezza. E di apprendistato...
NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!
Compagne e compagni napoletani
dalla convocazione
......Gli scioperi e la rivolta dei lavoratori e della popolazione greca contro il piano lacrime e sangue imposto dal capitale finanziario internazionale dimostra però a tutti che è possibile ribellarsi a chi vuole far pagare ai precari, ai disoccupati, agli studenti, ai lavoratori i costi di una "crisi" su cui si continua impunemente a speculare.
Quando anche i portuali del Pireo e i lavoratori del settore elettrico forzano i cordoni della polizia intorno al Parlamento che stava approvando il piano di "Austerity", dimostrano di aver capito perfettamente la posta in palio:
accettare i piani di deflazione economica, il blocco dei salari e la distruzione del welfare, significa stringersi da soli intorno al collo il cappio di chi continua a privatizzare i profitti e socializzare le perdite per remunerare la rendita e la speculazione.
I governi e le Istituzioni transnazionali che hanno allargato la spesa pubblica a dismisura per soccorrere le Banche in crisi di liquidità e di fiducia, ora assaltano il welfare greco (ed europeo in generale) per comprimere invece la spesa e garantire la solvibilità del debito pubblico nei confronti di quegli stessi capitali finanziari (che magari hanno usato i soldi statali per nuove operazioni speculative contro i paesi da cui li hanno ricevuti...).
Un meccanismo perverso in cui la debolezza dell'economia reale alimenta gli appetiti speculativi che a loro volta peggiorano la crisi stessa.
Ma La "crisi" non è un evento "naturale": è una crisi del loro sistema e delle loro regole, votate a penalizzare le enormi potenzialità emancipative del lavoro vivo e a porre sempre più l'economia reale di interi paesi sotto il giogo della finanziarizzazione e delle banche.
Ora che la crisi si approfondisce anche nel resto d'Europa e i predatori della finanza minacciano nuove aggressioni, diventa decisiva la solidarietà tra le classi subalterne in tutto il continente! L'alternativa è tra costruire una nuova intelligenza solidale della rivolta e del comune cambiamento nella scena euromediterranea oppure subire la prevedibile esplosione delle tensioni nazionalistiche e delle guerre tra poveri che garantiscono gli interessi dei soliti noti!
Perciò manifestare oggi vicinanza a chi sciopera e si rivolta in Grecia non è solo solidarietà, ma un atto di saggezza. E di apprendistato...
NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!
Compagne e compagni napoletani
pc quotidiano 7maggio grave repressione antioperaia a foggia
Una gravissima operazione repressiva è stata realizzata a Foggia contro i lavoratori in lotta per il salario e il lavoro... quattro operai della raccolta dei rifiuti urbani sono stati arrestati il 30 aprile in un blitz mattutino effettuato dalla Digos su ordinanza di custodia cautelare del gip del Tribunale di Foggia Enrico Di Dedda.
Proletari Comunisti esprime la massima solidarietà e invita a una forte denuncia e mobilitazione solidale
riprendiamo dalla denuncia dei compagni di Foggia, impegnati nella costruzione del Soccorso Rosso
...I quattro lavoratori sono accusati di essere i promotori della protesta dei dipendenti della Cooperativa Fiore Service e Daunia Ambiente, organizzata in difesa del posto di lavoro perso dopo che il Comune non ha rinnovato l’appalto da parte dell’azienda municipalizzata dei rifiuti, l’ Amica.
Le accuse sono di minacce aggravate, danneggiamento, furto, violenza privata, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Trentanove loro colleghi sono indagati solo per gli ultimi due reati.
I quattro sono anche accusati del furto delle chiavi dei camion della spazzatura (una trentina di automezzi) e di aver minacciato autisti e dirigenti dell’Amica.
Le accuse sono riferite alle giornate dell’8, 9 e 10 aprile scorsi, in cui in segno di protesta è stata bloccata la raccolta della spazzatura in città ed è stato effettuato un picchetto ai cancelli dell’Amica, sgomberato con le pesanti cariche degli agenti della Digos e del reparto Prevenzione Crimine.
Tre di loro sono agli arresti domiciliari e uno con obbligo di dimora. È così che hanno trascorso il Primo Maggio questi lavoratori! è così che passa il divieto di sciopero! E chi sciopera viene anche perseguito penalmente!
È chiaro adesso a cosa serva l’aumento delle forze di polizia, di telecamere ad ogni angolo di strada, a cosa servono le ronde a piedi e a cavallo, giustificate con l’allarme criminalità!
Ma chi sono i veri criminali? I lavoratori che lottano per la sopravvivenza o i corrotti e mafiosi che finora hanno speculato sui miliardi di buco divisi tra il Comune e l’Amica in tutti questi anni? Le affermazioni del questore di Foggia Bruno D’Agostino nel definire i lavoratori che nelle scorse settimane hanno partecipato alla protesta e al blocco della raccolta dei rifiuti a Foggia sono esemplificative: “Un gruppo di delinquenti che, col pretesto della difesa del posto di lavoro, ha commesso reati gravi reati”.
Ma quale criminalità!? Siamo stufi di disoccupazione e repressione! Vogliamo lavoro non polizia!
È con la repressione che i padroni e i loro servi rispondono alla crisi che avanza e porta con sé più licenziamenti, ricatto e sfruttamento!
Ma i lavoratori non devono farsi intimorire dalla repressione! La cittadinanza ha saputo riconoscere e rispettare il loro lavoro ed è per questo che è con loro!
Solidarietà alla lotta degli operai della nettezza urbana!
Libertà per gli operai arrestati!
Solidarietà ai lavoratori indagati e alle loro famiglie!
Proletari Comunisti esprime la massima solidarietà e invita a una forte denuncia e mobilitazione solidale
riprendiamo dalla denuncia dei compagni di Foggia, impegnati nella costruzione del Soccorso Rosso
...I quattro lavoratori sono accusati di essere i promotori della protesta dei dipendenti della Cooperativa Fiore Service e Daunia Ambiente, organizzata in difesa del posto di lavoro perso dopo che il Comune non ha rinnovato l’appalto da parte dell’azienda municipalizzata dei rifiuti, l’ Amica.
Le accuse sono di minacce aggravate, danneggiamento, furto, violenza privata, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Trentanove loro colleghi sono indagati solo per gli ultimi due reati.
I quattro sono anche accusati del furto delle chiavi dei camion della spazzatura (una trentina di automezzi) e di aver minacciato autisti e dirigenti dell’Amica.
Le accuse sono riferite alle giornate dell’8, 9 e 10 aprile scorsi, in cui in segno di protesta è stata bloccata la raccolta della spazzatura in città ed è stato effettuato un picchetto ai cancelli dell’Amica, sgomberato con le pesanti cariche degli agenti della Digos e del reparto Prevenzione Crimine.
Tre di loro sono agli arresti domiciliari e uno con obbligo di dimora. È così che hanno trascorso il Primo Maggio questi lavoratori! è così che passa il divieto di sciopero! E chi sciopera viene anche perseguito penalmente!
È chiaro adesso a cosa serva l’aumento delle forze di polizia, di telecamere ad ogni angolo di strada, a cosa servono le ronde a piedi e a cavallo, giustificate con l’allarme criminalità!
Ma chi sono i veri criminali? I lavoratori che lottano per la sopravvivenza o i corrotti e mafiosi che finora hanno speculato sui miliardi di buco divisi tra il Comune e l’Amica in tutti questi anni? Le affermazioni del questore di Foggia Bruno D’Agostino nel definire i lavoratori che nelle scorse settimane hanno partecipato alla protesta e al blocco della raccolta dei rifiuti a Foggia sono esemplificative: “Un gruppo di delinquenti che, col pretesto della difesa del posto di lavoro, ha commesso reati gravi reati”.
Ma quale criminalità!? Siamo stufi di disoccupazione e repressione! Vogliamo lavoro non polizia!
È con la repressione che i padroni e i loro servi rispondono alla crisi che avanza e porta con sé più licenziamenti, ricatto e sfruttamento!
Ma i lavoratori non devono farsi intimorire dalla repressione! La cittadinanza ha saputo riconoscere e rispettare il loro lavoro ed è per questo che è con loro!
Solidarietà alla lotta degli operai della nettezza urbana!
Libertà per gli operai arrestati!
Solidarietà ai lavoratori indagati e alle loro famiglie!
pc quotidiano 7 maggio - processo avni er a bari
l'udienza di oggi a bari che si sarebbe dovuta pronunciare sulla richiesta di asilo politico di avni è stata rinviata al 18 maggio per assenza degli avvocati di difesa
un presidio di oltre 40 compagni si è tenuto davanti al tribunale
info sulla vicenda avini er www.avni-zeynep.net
un presidio di oltre 40 compagni si è tenuto davanti al tribunale
info sulla vicenda avini er www.avni-zeynep.net
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