lunedì 24 febbraio 2020

pc 24 febbraio - Libertà per Nicoletta Dosio, ma anche dibattito per la lotta comune contro la repressione - Un commento

Per la compagna Nicoletta Dosio - con due parole sulla sua lettera, rivolte a tutto il movimento No Tav
Abbiamo letto le vibranti parole che Nicoletta Dosio ha rivolto ai suoi compagni di lotta del movimento No Tav in occasione della riunione di Bussoleno del 15 febbraio. Il suo rimarcare il carattere “non negoziabile” degli obiettivi del movimento e la necessità di non fare passi indietro, nonostante la repressione dello stato, sono di lezione per tutti. E cogliamo l'occasione per rinnovarle la nostra fraterna solidarietà, il nostro impegno a raccogliere il suo spirito militante e rinnovare la denuncia contro il suo arresto e la sua detenzione.
Qualche parola, ora, sulla sua proposta in materia di lotta alla repressione condensata in alcuni passaggi della sua lettera: “I decreti e le leggi-sicurezza – afferma Nicoletta - devono essere prontamente aboliti, e la mobilitazione per la loro cancellazione deve andare di pari passo con la richiesta della cosiddetta 'amnistia sociale': senza l'abolizione degli uni, l'altra non sarebbe che un palliativo temporaneo”. E più avanti: “L'amnistia, lungi dal segnare un punto di arrivo con un patto di pacificazione, deve essere un punto di

pc 24 febbraio - Combattere il carcere - convegno a Napoli - massimo sostegno


foto di Combattere il carcere.

pc 24 febbraio - Dal "centro" del focolaio: per dire stop al panico, che i provvedimenti presi più che risolvere alimentano; per una corretta contro/informazione sia verso chi in sanità ci lavora e chi in ospedale ci entra...

Da un lavoratore dello Slai Cobas sc INT
Testimonianze; analisi di alcuni provvedimenti; informativa tossica dei media
1) stamani un lavoratore di Codogno ai microfoni di Radio Popolare ha denunciato il fatto che nel momento del caso 0 era venuto a contatto, e non solo lui, con chi aveva trattato i pazienti potenzialmente contagiati, finito il loro lavoro sono tornati a casa senza che gli venisse fatto il tampone.
Cosa significa questo? Che un provvedimento radicale - gravoso - (come quello di isolare la zona del focolaio) ma necessario, andava fatto subito e non "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati". Questo, siamo sicuri, lavoratori e popolazione l'avrebbero accettato, anche a denti stretti, se informati correttamente;
2) come testimoniato sia dall'infettivologo del Sacco, Zambelli, che dal primario di Codogno, Scanzi, si mette in evidenza in primis l'abnegazione-dedizione del personale medico e infermieristico (che non solo sono in quarantena, ma reperibili 24h su 24); la complessità delle operazioni (bardarsi con

pc 24 febbraio - LAVORATORI DELLO SLAI COBAS SC DELLA SANITA' DI MILANO SI ATTIVANO

Informativa di un compagno di Milano dello Slai cobas per il sindacato di classe operante nell'Istituto Tumori: 
L'ALTRAFACCIA DELLA MEDAGLIA NELLE STRUTTURE SANITARIE E LA NECESSITA' DELLA VOCE E AZIONE DEI LAVORATORI DEI SINDACATI DI BASE 

"Già stamattina al lavoro all'Istituto Tumori è stato un delirio con contrasti con una infermiera; questa come tanti, purtroppo, hanno le idee confuse ma comunque tendono a schierarsi con l'azienda, che non solo non ha dato informativa al pubblico ma nemmeno al personale che lavora in Istituto. Cosa ancor più grave è la carenza di materiali, in primis mascherine e in particolare quelle col doppio filtro che sono le uniche efficaci in casi di infezioni, infezioni virulente e nel maneggio-smaltimento-cura coi pazienti in terapia chemioterapica; mascherine che per i tagli alla sanità pubblica sono scarse nei reparti, ma che dovrebbero essere date in dotazione anche ai pazienti in quanto in un ospedale oncologico sono immunodepressi e quindi ad altissimo rischio (il terzo caso di morte di ieri pomeriggio è proprio una donna malata oncologica). 
In istituto il sindacato di base Sgb due giorni fa aveva mandato un "suggerimento/sollecitazione" all'amministrazione a dare corso ad informativa all'utenza e ai lavoratori, cosa che invece l'azienda non ha fatto, e solo oggi (ieri) dopo un mezzo casino che ho montato (con i medici che mi hanno appoggiato) si è visto il dirigente dell'ufficio personale infermieristico e Oss venuto a controllare come era la situazione e stasera la direzione medica farà un comunicato. 
C'è la necessità che i sindacati di base, in particolare quelli operanti negli ospedali, strutture

pc 24 febbraio - Genova - La Cgil di Genova allo sbando a fronte dell'iniziativa del Collettivo portuali contro la guerra

L'immagine può contenere: una o più persone


Ieri al varco Etiopia c'era il CALP e i suoi delegati FILT CGIL.
Alcuni fra loro non hanno potuto partecipare per la mancanza di una copertura sindacale legittima, vista l'importanza del rispetto dello statuto della CGIL e la storia dei portuali genovesi che da sempre sposano gli ideali di pace e mai a favore del traffico di armi nel porto di Genova.

Si è giunti allo sbando! Si, perché invece di supportare i suoi delegati, si pensa a correre al capezzale

pc 24 febbraio - Partita la campagna per il patto di unità d'azione contro repressione e decreti sicurezza a Palermo

Nella prima riunione tenutasi il 19 alla sede dello Slai cobas presenti PC e compagni singoli di orientamento comunista, presenti rappresentanti lavoratori Slai cobas per il sindacato di classe, in particolare quelli colpiti dalla repression e l'avvocato dell'ufficio legale Slai cobas sc Palermo

Nella riunione abbiamo posto la necessità della parola d’ordine dell’abolizione dei decreti sicurezza da iniziare a concretizzare subito, necessità urgente per contrastare il salto di qualità del governo precedente e attuale  con un  salto di qualità nell’opposizione politica e sociale (solo a Palermo ci sono migliaia di denunciati e li dobbiamo raccogliere in una specie di “maratona” come è stato detto all’assemblea nazionale  che si è tenuta a Roma l’8 febbraio per un patto d’azione, su cui si è data informazione… noi rappresentiamo in questo momento per esempio 24 lavoratori e lavoratrici rinviati a giudizio per interruzione di pubblica gara in un palazzo del potere prima dell’approvazione dei decreti sicurezza, che avranno un processo che inizierà il 27 marzo dove i giudici potranno essere

pc 24 febbraio - Lettera aperta dello Slai cobas per il sindacato di classe - coordinamento nazionale

Cari compagni,

l'assemblea di Roma dell'8 febbraio ha posto buone basi per una campagna nazionale unificata contro i decreti sicurezza e repressione delle lotte proletarie,
ma siamo tutti convinti che se non si dà continuità con assemblee sul territorio, iniziative di lotta è difficile che essa riesca a innescare un percorso di unità e ricomposizione politica e sociale, necessario per costruire un movimento prolungato in grado di raccogliere le forze disponibili e farle lavorare insieme per un periodo non temporaneo - almeno a partire dai temi che uniscono.

Tocca innanzitutto a chi questa proposta ha lanciato fare il passo ulteriore - una calendarizzazione nazionale di assemblee, una eventuale giornata di lotta.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe, in particolare là dove è presente al sud Puglia - Taranto - Lecce, a Palermo è disponibile a convocare questo tipo di assemblee condividendole con i compagni e organismi  presenti a Roma o che a livello locale possono essere interessati.

Ma serve una griglia un piano nazionale condiviso che dia il senso del movimento e e del percorso.
Ci aspettiamo quindi una proposta e una indicazione su cui lavorare per i prossimi due mesi.

Un saluto di lotta

Slaicobas per il sindacato di classe - coord. naz
Taranto  3475301704

pc 24 febbraio - Coronavirus - Nessuna sospensione dell'attività sindacale e politica - Ora più che mai serve l'orientamento politico e sindacale dei lavoratori e delle masse popolari

L'esistenza delle ordinanze governative e regionali rendono naturalmente difficile se non impossibile convocare riunioni pubbliche all'aperto, per cui bisogna promuovere riunioni pubbliche al chiuso con avviso internet - dando riferimenti politici e organizzativi praticabili dai lavoratori e masse popolari.
MA NESSUNA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITA' SINDACALE, ANZI FARNE DI PIU' E SPECIFICA. 

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
24 febbraio 2020

Indicazioni per Milano 
Prendere contatti con altri compagni, lavoratori che a Milano/Lombardia lavorano nella sanità
Proporre una presa di posizione.
I sindacati di base devono esprimersi e intervenire dove è possibile.
Scendere in campo e aiutare le masse a capire e agire, ad essere protagoniste, non passive esecutrici di ordinanze istituzionali.
Smascherare lo stato della sanità lombarda.

Chiaramente, niente allarmismo, ma precauzione. Ci fidiamo del governo fino ad un certo punto, sia nell'esagerazione che nella sottovalutazione.

Il riferimento politico classista della nostra azione è il comunicato apparso su questo blog che riproponiamo


pc 23 febbraio - CORONAVIRUS IN ITALIA - IL COMPITO DEI COMUNISTI

Circa le notizie non abbiamo da aggiungere per ora altro, oltre quello che stiamo sentendo in televisione o leggendo sui mass media, internet.
Fermo restando che ancora non c'è una risposta al "buco nero" della conoscenza su come è iniziata questa propagazione in Italia, del perchè si è passati da un giorno all'altro a decine di casi, cosa è sfuggito su questo che ora fa dell'Italia il primo paese d'Europa di ammalati di Coronavirus.

La questione che vogliamo affrontare è cosa diciamo e facciamo noi, i comunisti, in questa situazione.
Perchè noi consideriamo che i comunisti, di fronte a delle emergenze che toccano le masse, devono dire e agire, per quello che è possibile, per le poche forze che esprimono, non stare solo a guardare, a registrare. I comunisti prendono posizione come reparto cosciente, d'avanguardia della classe e delle masse popolari.

La prima questione è di avere anche una conoscenza autonoma della situazione. Su questo i compagni, compagne, che operano nel campo della sanità, della scienza, devono cercare di acquisire conoscenze dirette, comprenderle da un punto di vista materialistico dialettico, e restituirle alle masse.
Anche sul fronte della sanità, della medicina, i comunisti devono avere la concezione/rotta che le masse, quando possono esprimersi, sono la vera scienza e conoscenza e la "soluzione".
Vale sempre la concezione maoista del "rosso ed esperto": anche su questo terreno occorre legare la lotta di classe alla capacità di medici, scienziati, giovani ricercatori, operatori sanitari, addetti ai lavori di usare la scienza (sia pur borghese), le loro conoscenze al servizio del popolo.

Perchè, prima di tutto, non dobbiamo dimenticare che anche questo del Coronavirus è un terreno di lotta di classe.
Le masse devono essere sottratte alla sola informazione, propaganda e azione dei governi, degli Stati, per saper discernere, separando la realtà oggettiva dall'uso che la borghesia fa anche del Coronavirus per i suoi interessi: nella fase iniziale, utilizzando i dati che venivano dalla Cina per usarli come vampiri nella guerra interimperialista contro l'espansionismo cinese; poi per nascondere le tragiche "normalità" di emergenze sanitarie di tutti i giorni (ci sono molti più ammalati e morti per l'inquinamento ambientale, per infortuni sul lavoro, per tumori, influenze, per la mala sanità, per il taglio o il costo delle cure, strutture sanitarie, ecc. ecc.), e, quindi, per nascondere costantemente che "tu, imperialismo, sei la causa della malattia", sia perchè le politiche, gli interventi, le leggi non hanno in calendario il benessere delle masse, ma la "salute" del profitto del capitale, sia perchè l'imperialismo nella sua corsa a strappare superprofitti, mercati, fonti energetiche, invece di sviluppare distrugge le forze produttive (in primis con guerre, miseria, sfruttamento intensivo della terra, ambiente), e distrugge la prima e principale forza produttiva, i lavoratori, le masse popolari, e la scienza, la tecnica, la medicina al servizio del benessere dell'umanità.
In questo senso, da un lato Stati, governi imperialisti non possono debellare sacche arretrate di vita di settori delle masse; dall'altra, nel marciume imperialista, tornano malattie che si pensava debellate o si sviluppano di nuove. La caratteristica di questa epidemia è che non viene dai paesi del Terzo Mondo, ma è fino in fondo figlia delle cittadelle imperialiste. Non si può, quindi, scaricarne le colpe sui popoli "arretrati", ma è l'imperialismo avanzato il "focolaio".
L'imperialismo cerca disperatamente e inutilmente di bloccare la circolazione dei migranti, ma non può bloccare la circolazione delle malattie. E l'imperialismo si mostra come il "gigante dai piedi di argilla": la sua economia mondiale può essere messa in crisi da una semplice malattia infettiva.

Ma guardiamo l'altra faccia della medaglia. Anche questa questione del Coronavirus, pur nel dramma, sta mettendo in luce che sono gli uomini, le donne impegnati sul terreno della scienza, della ricerca, della sanità che stanno dando delle risposte e soluzioni; così come che è possibile in pochissimo tempo costruire ospedali, organizzare la vita di città, ecc. - ma se le masse ne sono protagoniste e non che devono subire.

I comunisti, quindi, è ai proletari e alle masse che si devono rivolgere, che devono attivare.
Gli appelli del governo a non farsi prendere dalla paura, a non amplificare, sia pur legittimi, sono effettivi se le masse sono protagoniste e non passive, in attesa di notizie e provvedimenti.

Su questo, d'altra parte, il nostro paese ha una grande tradizione ed esperienza, i comitati sorti durante terremoti, disastri "naturali", la mobilitazione di masse, del rosso e dell'esperto ha contribuito ad affrontare emergenze.

I comunisti devono, quindi, attivarsi, portare tra i proletari e le masse la giusta informazione, lettura della realtà; contrastare la logica di "isolamento" individuale, pretendere l'intervento dello Stato, misure d'emergenza sanitarie, appoggiarle quando sono giuste, combatterle quando sono sbagliate.

MC
proletari comunisti/PCm

pc 24 febbraio - info: La minaccia dei coronavirus - Una spiegazione scientifica

di Simon Makin/Scientific American
Fotografia al microscopio elettronico del coronavirus che causa la SARS © Agf/Callista Images 
L'epidemia attualmente in corso è causata dal virus 2019-nCoV, appartenente alla famiglia dei coronavirus, che comprende ceppi all'origine sia del comune raffreddore sia della letale SARS. I ricercatori stanno cercando di capire come evolvono questi patogeni e che cosa rende leggere oppure gravi le malattie che provocano.
Il nuovo coronavirus del 2019 (2019-nCoV) responsabile dell'epidemia in corso – che l'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato emergenza sanitaria pubblica internazionale – prende il nome dalla famiglia di virus a cui appartiene. Il termine "coronavirus" poteva essere inizialmente sconosciuto a molti, ma la maggior parte di noi

pc 24 febbraio - 2010-2018. Tutti i tagli al servizio sanitario nazionale imposti dall'Unione europea

La Stampa: «Le strutture ci sono, servirebbero più posti letto. Ma se il numero di infezioni aumenta rapidamente il sistema attuale potrebbe anche non reggere».- 37 miliardi € tagliati al SSN, col risultato che oggi l'Italia spende il 31,3% in meno di quanto non facciano gli altri paesi occidentali;

- 2 miliardi di € tagliati al personale sanitario;
- ulteriore riduzione del rapporto di di infermieri per 1.000 abitanti, già tra i più bassi d'Europa, che è stato portato a 5,6 contro gli 8,4 della media europea;
- 42.888 professionisti a tempo indeterminato in meno, una riduzione del 6,2% (in alcune regioni il taglio complessivo è stato del 16,3%);
- aumento dell'età media dei medici, che è passata dai 43,5 anni del 2001 ai 50,7 del 2017;
- ulteriore riduzione del rapporto di posti letti per 1.000 abitanti, che è passato dai 3,9 del 2007 (già sotto la media UE di 5,7) ai 3,2 del 2017 (quello stesso anno il numero di posti letto in strutture per cure a lungo termine è stato di 4,2 per 1.000 abitanti, contro i 9,8 della Francia, gli 11,5 della Germania e gli 8,2 nel Regno Unito

domenica 23 febbraio 2020

pc 23 febbraio - Ravenna: risposta immediata antifascista alle scritte sui simboli della Resistenza

da Ravenna24ore: "Neanche 24 ore dopo le scritte neofasciste nella serata di venerdì, sul sacrario, che era stato prontamente ripulito durante la giornata, è apparso uno striscione di risposta. La scritta è un chiaro avvertimento antifascista, con riferimento a un noto canto popolare partigiano: “Fascista attento! Ancora soffia il vento!”
 L'ANPI- Sezione Fuschini, insieme con la Casa delle Donne e l'UDI,  al Ponte degli Allocchi

pc 23 febbraio - ZAIA PRESENTA DATI TRUCCATI SUI MORTI SUL LAVORO

Posted by 
Fra Zaia e la Cgil del Veneto è guerra sul numero dei morti sul lavoro. Il primo usa dati falsi per dimostrare che nella sua regione, il Veneto, la situazione migliora. I secondi, con i dati INAIL alla mano, denunciano una realtà ben diversa, ma provano così anche la loro incapacità a fronteggiare questa strage operaia.
Fra Zaia e la Cgil del Veneto è guerra sul numero dei morti sul lavoro. Il primo usa dati falsi per dimostrare che nella sua regione, il Veneto, la situazione migliora. I secondi, con i dati INAIL alla mano, denunciano una realtà ben diversa, ma provano così anche la loro incapacità a fronteggiare questa strage operaia.
Caro Operai Contro,
abituato a spararle grosse tanto che i suoi elettori non gli chiedono conto come mai, dopo 17 anni il Mose non sia ancora in funzione, nonostante i 6 miliardi di denaro pubblico costato finora, Luca Zaia presidente leghista della regione Veneto, stavolta ha cacciato la balla truccando i dati degli operai morti sul lavoro. Facendoli sparire anche da morti, dimostrando un grande rispetto nei loro

Leggi e fai circolare testo sul Coronavirus

pc 23 febbraio - Oggi assemblea a Parigi per preparare la grande marcia della solidarietà antifascista/antirazzista/antirepressione del 21 marzo


Marche des solidarités le 21 mars !
Quand

Le 21 mars aura lieu la 3e édition de la marche des solidarités, regroupant des collectifs de luttes contre les violences policières et des collectifs de sans papiers. Rendez-vous à 14h place de l’Opéra.
Quand des jeunes des quartiers populaires ont été tués par la police je n’ai rien dit. Je n’étais pas noir ou arabe.
Quand un père de famille chinois a été tué chez lui par la police je n’ai rien dit. Je n’étais pas asiatique.
Quand des jeunes musulmanes ont été exclues de l’école, agressées dans les rues à cause de leur

pc 23 febbraio - Repressione fascista in India - il caso del Prof. C Kaseem in Telangana - info a cura ICSPWI csgpindia@gmail.com

in via di traduzione

23 organizzazioni: Civil Liberties Committee, Telangana Praja Front (Telangana People’s Front), Telangana Vidyarthi Vedika (TVV) , Chaitanya Mahila Sangham ( CMS), Tudum Debba ( Adivasi rights organisation), Kula Nirmulana Porata Samithi (KNPS – organisation working for the annihilation of caste)criminalizzate perchè considerate organizzazioni di fronte guidare e riferentesi al Communist Party of India – Maoist.

 FREE KASEEM ! LIBERDADE PROFESOR KASEEM!

This note was received from Manikranth Ch, a second-year student at Hindu College, Delhi University – ed.
If filling my pen with the tears of Telangana people is treason, then i am prepared for such treason.” ­ – Dr. C Kaseem
Crackdown on intellectuals and rights activists, fake encounters by the police are very usual in the state of Telangana. The current anti-people Telangana Rashtra Samithi (TRS) led government is following the age old textbook rules of previous governments of unbifurcated Andhra Pradesh  to suppress the pro-people dissent. The recent crackdown on various people’s organisations in Telangana started in mid-October. Almost everybody were charged under the draconian Unlawful Activities (Prevention) Act or the UAPA.

City Police commissioner of Hyderabad in a press conference issued a statement claiming that 23 organisations including Civil Liberties Committee, Telangana Praja Front (Telangana People’s Front), Telangana Vidyarthi Vedika (TVV) , Chaitanya Mahila Sangham ( CMS), Tudum Debba ( Adivasi rights organisation), Kula Nirmulana Porata Samithi (KNPS – organisation working for the annihilation of caste) are frontal organisations of the banned Communist Party of India – Maoist.
All these organisations are vocal against the anti-people policies of the state and central government. It is very evident that these organisations questioned the atrocities on adivasis, dalits, women and oppressed minorities.
Very recently, the Telangana police charged Prof. C Kaseem with UAPA. Dr. Kaseem teaches at the

pc 23 febbraio - Sciopero contro Petrobas in Brasile - una info corrispondenza

Huelga en Petrobras: una Magnífica Lucha de la Clase Obrera

pc 23 febbraio - L'indecente balletto intorno ai decreti-Salvini - dopo Roma... quando cominciamo?

Da un testo - estratti - a firma SI.COBAS e altri

...Una vera, forte campagna per la cancellazione dei decreti-sicurezza Salvini e Minniti e per la depenalizzazione dei reati collegati alle lotte sociali, sindacali e politiche è tutta davanti a noi, al di là della buona riuscita della iniziativa dell'8 febbraio. Sulla sua effettiva messa in atto si misurerà la coerenza di tutti tra il dire e il fare...

Al governo Conte-bis dal giorno in cui è nato è stata attribuita l'intenzione, o almeno il compito, di mettere mano ai decreti-sicurezza scritti da Salvini su dettatura dei boss della logistica e di altre bande del padronato. Se ne è sentite di tutti i tipi: cambiarli, superarli, stravolgerli, abolirli, cancellarli – i due ultimi termini sono stati rilanciati anche dalla vuota demagogia dei portavoce delle sardine. Fatto sta che 6 mesi dopo sono ancora lì, intatti. La ministra Lamorgese si è vantata perfino di avere espulso dall'Italia più immigrati irregolari del predecessore - il che è vero. Dunque su questo fronte c'è, ad oggi, piena continuità tra il Conte-uno e il Conte-bis, che anzi è più operativo e efficiente del

pc 23 febbraio - CORONAVIRUS IN ITALIA - IL COMPITO DEI COMUNISTI

Circa le notizie non abbiamo da aggiungere per ora altro, oltre quello che stiamo sentendo in televisione o leggendo sui mass media, internet.
Fermo restando che ancora non c'è una risposta al "buco nero" della conoscenza su come è iniziata questa propagazione in Italia, del perchè si è passati da un giorno all'altro a decine di casi, cosa è sfuggito su questo che ora fa dell'Italia il primo paese d'Europa di ammalati di Coronavirus.

La questione che vogliamo affrontare è cosa diciamo e facciamo noi, i comunisti, in questa situazione.
Perchè noi consideriamo che i comunisti, di fronte a delle emergenze che toccano le masse, devono dire e agire, per quello che è possibile, per le poche forze che esprimono, non stare solo a guardare, a registrare. I comunisti prendono posizione come reparto cosciente, d'avanguardia della classe e delle masse popolari.

La prima questione è di avere anche una conoscenza autonoma della situazione. Su questo i compagni, compagne, che operano nel campo della sanità, della scienza, devono cercare di acquisire conoscenze dirette, comprenderle da un punto di vista materialistico dialettico, e restituirle alle masse.
Anche sul fronte della sanità, della medicina, i comunisti devono avere la concezione/rotta che le masse, quando possono esprimersi, sono la vera scienza e conoscenza e la "soluzione".
Vale sempre la concezione maoista del "rosso ed esperto": anche su questo terreno occorre legare la lotta di classe alla capacità di medici, scienziati, giovani ricercatori, operatori sanitari, addetti ai lavori di usare la scienza (sia pur borghese), le loro conoscenze al servizio del popolo.

Perchè, prima di tutto, non dobbiamo dimenticare che anche questo del Coronavirus è un terreno di lotta di classe.
Le masse devono essere sottratte alla sola informazione, propaganda e azione dei governi, degli Stati, per saper discernere, separando la realtà oggettiva dall'uso che la borghesia fa anche del Coronavirus per i suoi interessi: nella fase iniziale, utilizzando i dati che venivano dalla Cina per usarli come vampiri nella guerra interimperialista contro l'espansionismo cinese; poi per nascondere le tragiche "normalità" di emergenze sanitarie di tutti i giorni (ci sono molti più ammalati e morti per l'inquinamento ambientale, per infortuni sul lavoro, per tumori, influenze, per la mala sanità, per il taglio o il costo delle cure, strutture sanitarie, ecc. ecc.), e, quindi, per nascondere costantemente che "tu, imperialismo, sei la causa della malattia", sia perchè le politiche, gli interventi, le leggi non hanno in calendario il benessere delle masse, ma la "salute" del profitto del capitale, sia perchè l'imperialismo nella sua corsa a strappare superprofitti, mercati, fonti energetiche, invece di sviluppare distrugge le forze produttive (in primis con guerre, miseria, sfruttamento intensivo della terra, ambiente), e distrugge la prima e principale forza produttiva, i lavoratori, le masse popolari, e la scienza, la tecnica, la medicina al servizio del benessere dell'umanità.
In questo senso, da un lato Stati, governi imperialisti non possono debellare sacche arretrate di vita di settori delle masse; dall'altra, nel marciume imperialista, tornano malattie che si pensava debellate o si sviluppano di nuove. La caratteristica di questa epidemia è che non viene dai paesi del Terzo Mondo, ma è fino in fondo figlia delle cittadelle imperialiste. Non si può, quindi, scaricarne le colpe sui popoli "arretrati", ma è l'imperialismo avanzato il "focolaio".
L'imperialismo cerca disperatamente e inutilmente di bloccare la circolazione dei migranti, ma non può bloccare la circolazione delle malattie. E l'imperialismo si mostra come il "gigante dai piedi di argilla": la sua economia mondiale può essere messa in crisi da una semplice malattia infettiva.

Ma guardiamo l'altra faccia della medaglia. Anche questa questione del Coronavirus, pur nel dramma, sta mettendo in luce che sono gli uomini, le donne impegnati sul terreno della scienza, della ricerca, della sanità che stanno dando delle risposte e soluzioni; così come che è possibile in pochissimo tempo costruire ospedali, organizzare la vita di città, ecc. - ma se le masse ne sono protagoniste e non che devono subire.

I comunisti, quindi, è ai proletari e alle masse che si devono rivolgere, che devono attivare.
Gli appelli del governo a non farsi prendere dalla paura, a non amplificare, sia pur legittimi, sono effettivi se le masse sono protagoniste e non passive, in attesa di notizie e provvedimenti.

Su questo, d'altra parte, il nostro paese ha una grande tradizione ed esperienza, i comitati sorti durante terremoti, disastri "naturali", la mobilitazione di masse, del rosso e dell'esperto ha contribuito ad affrontare emergenze.

I comunisti devono, quindi, attivarsi, portare tra i proletari e le masse la giusta informazione, lettura della realtà; contrastare la logica di "isolamento" individuale, pretendere l'intervento dello Stato, misure d'emergenza sanitarie, appoggiarle quando sono giuste, combatterle quando sono sbagliate.

MC
proletari comunisti/PCm

pc 23 febbraio - Valerio Verbano vive nell'antifascismo, di massa, militante, rivoluzionario di oggi

Cinquemila in piazza a Roma

Un corteo lungo, combattivo fino all’arrivo e che ha declinato in molti modi l’antifascismo come senso comune condiviso, militante, permanente e non disponibile a essere strumentalizzato come spauracchio solo in campagna elettorale. In diversi interventi dal camion e in uno spezzone è stata più volte richiamata la richiesta di scarcerazione per Nicoletta Dosio e i No Tav.

Anche quest’anno, questo quarantesimo anniversario, la manifestazione che ricorda l’omicidio di Valerio Verbano ucciso dentro casa quasi davanti ai genitori, ha visto una enorme partecipazione. Alemo cinquemila persone hanno sfilato per un lungo percorso che ha attraversato i quartieri di Valmelaina, Tufello e Montesacro concludendosi in Piazza Sempione dove c’è stato un affollato concerto. Visibili in piazza tre generazioni politiche: i compagni di Valerio, i giovanissimi studenti medi che sentono l’omicidio di quelo loro coetaneo come una ferita aperta anche per loro, le generazione di mezzo, forse quella più dolorosa, più piegata dal “buco” di memoria storica, pià sensibile al senso della sconfitta e più incerta.
Nel corteo le foto di Nicoletta Dosio e gli slogan per la sua liberazione e la fine dell’accanimento contro gli attivisti NO TAV

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO 

pc 23 febbraio - Strage nazista ad Hanau, col beneplacito delle polizie europee - un commento

Il fascismo è un crimine, non un’opinione. Non è una “reazione” all’aggressione altrui, è una mentalità inumana da estirpare, pena una lista di stragi senza fine.
Quanto avventuto da Hanau, in Germania, ieri sera, è solo una delle manifestazioni più pezzenti di questa ideologia merdosa. Un uomo tedesco di 43 anni, di simpatie neonaziste, tale Tobias Rathjen, è entrato in due diversi locali della città frequentati sopratutto da cittadini originari di altri paesi non europei, aprendo il fuoco a casaccio contro chiunque si trovasse davanti.
Poi è tornato a casa sua, ha ammazzato anche la madre e si è suicidato. Bilancio provvisorio: 11 morti e diversi feriti.
Non è il “gesto di una pazzo”. E’ la sintesi di un’ideologia senza futuro.
Questo tizio ha infatti lasciato anche il suo messaggio finale, in cui spiega che bisogna annientare «certi popoli la cui espulsione dalla Germania non è più possibile».
Al contrario di quanto raccontato dai leader della destra fascista europea, senza troppe distinzioni, secondo cui sarebbe in fondo “facile” ripristinare una “purezza etnica” della popolazione residente nei paesi europei, c’è quasi una resa all’inevitabilità del cambiamento.
Ma invece di assumere razionalmente il mutamento, e quindi prospettare modalità di vita e relazione adeguate alla “novità”, l’ideologia reazionaria e razzista resta inchiodata al sogno impossibile del “ritorno alle origini”. E diventa coscientemente teoria dello sterminio di decine di milioni di persone che ormai abitano stabilmente i paesi europei.
Su questo gli Stati e le varie polizie sono stati fin qui silenti o complici dei nazifascisti. In buona parte perché il personale condivide quell’ideologia funerea.
Non stiamo parlando solo dell’Italia, in cui l’identità di vedute tra fascisti militanti e “forze dell’ordine” è da sempre manifesto e addirittura esibito (non si contano più le testimonianze che riferiscono di foto o busti del “dice” nei commissariati e nelle caserme).
Anche in Germania il legame tra polizia, servizi segreti e neonazisti è storicostrettissimoinestricabileLa “sottovalutazione” della loro pericolosità è di fatto la normalità con cui le “forze dell’ordine” guardano alle attività dei fascisti. Le poche operazioni di contrasto avvengono sempre dopo casi clamorosi, come l’omicidio del presidente del distretto di Kassel, il democristiano Walter Luebcke.
Operazioni che sembra fatte “controvoglia”, per non dare eccessivamente nell’occhio, solo per tranquillizzare…
Facciamo anche l’esempio italiano. Anzi, limitiamoci soltanto ad una regione, e solo nell’ultimo mese.
A Mondovì, in Piemonte, a gennaio qualcuno verga la scritta infame “Juden Hier” sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia Beccaria, morta ormai da molti anni. Scandalo mediatico, subito virato al solo antisemitismo (come se nei lager nazisti non fossero morti anche milioni di antifascisti e zingari), grande cagnara per un paio di giorni,promessa di indagini “severe” da parte di polizia e magistratura.
Pochi giorni dopo, a Torino, una mano simile scrive ‘Crepa sporca ebrea’ davanti alla porta di Maria Bigliani, di origine ebraica, figlia di una staffetta partigiana. Scandalo mediatico, subito virato al solo antisemitismo, grande cagnara per un paio di giorni, promessa di indagini “severe” da parte di polizia e magistratura.
A stretto giro, sempre a Torino, Maria Grazia Sestero, figlia di un partigiano del quartiere Vanchiglia, si è trovata sul campanello un biglietto recante slogan nazisti. Scandalo mediatico, subito virato al solo antisemitismo (anche se in questo caso si tratta di soli partigiani), grande cagnara per un paio di giorni, promessa di indagini “severe” da parte di polizia e magistratura.
Torino, pochi giorni dopo, una stella di David è comparsa sulla porta della casa di Marcello Segre, attivolo nel volontariato, insieme alla scritta “Jude”, “ebreo“. Scandalo mediatico, “pericolo antisemitismo”, grande cagnara per un paio di giorni, promessa di indagini “severe” da parte di polizia e magistratura.
Il risultato? Nulla di nulla. Nessun indagato, nessun volto o corpo intravisto da nessuna telecamera… Eppure abbiamo ormai imparato che soprattutto nelle grandi città non ci sono più angoli che sfuggano all’occhio di migliaia di telecamere, piazzate da Comune, dalle polizie (ne abbiamo molte, qui da noi…), da semplici negozianti, ecc.
Torino non è esattamente una masseria di campagna…
Invece qualcosa si è potuto verificare. Ma di segno opposto.
Proprio a Torino, il 13 febbraio, presso il Campus Einaudi dell’Università, si sta tenendo un convegno su “Fascismo, colonialismo, foibe”. Tra i relatori anche Moni Ovadia, intellettuale di noteovle livello, uomo di spettacolo, antifascista. E orgogliosamente, ma non disciplinatamente, ebreo.
Un gruppetto di fascisti del Fuan si affaccia nel piazzale antistante l’aula dove si tiene il convegno e inizia a volantinare. Gli antifascisti presenti ovviamente reagiscono alla provocazione, ma la polizia li carica per difendere il “loro diritto” a disturbare un’iniziativa antifascista.
Non vogliamo dire che certamente in quel manipolo di fascisti ci fosse magari anche qualcuno di quelli che nei giorni precedenti aveva fatto le scritte antipartigiane e antisemite, anche se ci sembra molto probabile.
Quello che è certo, invece, è che la polizia protegge i fascisti anche quando questi stanno minacciando antifascisti – anche ebrei – in un pubblico convegnoE anzi sottopone a fermo giudiziario, identificazione, denuncia, ecc, chi difende il proprio diritto a discutere liberamente.
Vi serve qualcosa di più chiaro per capire perché i fascisti, ovunque in Europa, si sentono liberi di agire fino a teorizzare lo sterminio dei “non ariani” e cercare – anche nel piccolo cabotaggio individuale – di realizzarlo? E che, quindi, l’Unione Europea non è affatto un “argine” contro il risorgere del fascismo ma la sua incubatrice?
da contropiano