martedì 20 settembre 2016

pc 20 settembre - ALLA TENARIS DALMINE LO SCIOPERO PER LA MORTE DELL'OPERAIO ALL'ILVA SI ALLUNGA A 8 ORE

MERCOLEDI 21 SETTEMBRE SCIOPERO DI 8 ORE
PER TUTTI I TURNI E REPARTI TENARIS DALMINE

Due morti terribili, due morti diverse che colpiscono tutti gli operai. Con cause e responsabilità
differenti che devono essere denunciate e combattute, apertamente ogni giorno.
Piacenza, magazzini della logistica, ABD ELSALM assassinato dalla mano dei padroni, mentre
sciopera contro lo sfruttamento. LA REPRESSIONE FINO ALL'ASSASSINIO PER CHI
LOTTA!!!

Ilva di Taranto, GIACOMO CAMPO stritolato da un impianto 'fermo per manutenzione'!!! IL
PROFITTO PER I PADRONI È FINO ALLA MORTE, produrre in meno tempo, con meno operai
ad ogni costo.

Nella logistica, un settore quasi sconosciuto, di cui dopo Piacenza tutti parlano, i cosiddetti facchini
sono decine di migliaia e sono schiacciati dal sistema neoschiavista delle cooperative. Si stanno
ribellando, organizzati in maggioranza nei sindacati di classe e di base. La lotta è sempre più guerra di classe e i fatti di grave repressione sono quotidiani. Non c'è vertenza senza cariche della polizia contro scioperi e picchietti, con aggressioni alle manifestazioni da parte di squadristi, come è successo anche al nostro corteo dei lavoratori delle coop Cisa, a Calcinate, 15 giorni fa.

I dati ufficiali INAIL ci dicono che dal 1/1 2016 al 31/7/2016 ci sono stati 516 lavoratori morti!
Nella stessa Tenaris Dalmine troviamo tutte le condizioni che mettono in pericolo la salute e la
sicurezza degli operai. Gli accordi sindacali firmati da Fiom Fim Uilm e delegati, con centinaia di
esuberi, segnano un costante smantellamento della fabbrica. Cig e contratti di solidarietà usati per
rendere flessibile il lavoro e preparare nuovi esuberi. Spostamenti continui, turni flessibili e aumento
dei carichi individuali per tappare i vuoti di organico. Produrre in meno tempo e con meno operai e
sempre più precari, ad ogni costo. Ogni reparto, a partire dall'acciaieria ne è segnato.
Il dovere per gli operai non è lavorare in queste condizioni, sotto organico! Il dovere per gli operai è di battersi contro questi accordi perché vengano stracciati, per il rilancio della fabbrica, per salvare i posti di lavoro, per la sicurezza e i diritti degli operai. Per cominciare a cambiare serve una mobilitazione per una manutenzione tempestiva e nuove assunzioni!
Servono come minimo 50 assunzioni immediate per rafforzar gli organici!

Per questo scioperiamo, ma senza organizzazione e sindacato di classe non c'è cambiamento, non c'è
vittoria. Anche la nostra esperienza nei magazzini della logistica conferma che questi lavoratori, solo
quando sono entrati in massa nello SLAI COBAS per il Sindacato di Classe, hanno cominciato ad
essere forti e a contare. È la strada anche per tutti gli operai anche alla Tenaris/Dalmine.

SLAI COBAS per il Sindacato di Classe
vai Marconi 1 Dalmine sindacatodiclasse@gmail.com

Sebastiano Sabbio 3355244902 Cristian Acciaieria 3487560893
http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.it
facebook: slai cobas per il sindacato di classe

Lunedì 26/9 ore 20.30 incontro per iscritti e simpatizzanti, alla nostra sede a Dalmine con i
delegati della logistica di Brignano Kamila/Italtrans/Agorà, dove oltre 200 lavoratori con lo
Slai Cobas sc, stanno resistendo da mesi, con una dura lotta, ai soprusi delle cooperative.

pc 20 settembre - La guerra sporca in Libia e in Irak dell'imperialismo italiano

La guerra segreta dell’Italia: forze speciali in Libia e Iraq. 
Decine di membri dei reparti speciali in prima linea. Ma il Parlamento è all’oscuro
Isis, la guerra segreta dell’Italia: forze speciali in Libia e Iraq. Ma il Parlamento è all’oscuro di tutto
La guerra all’Isis l’Italia la fa ma non lo dice. Operazioni militari segrete condotte dalle forze speciali e decise dal governo all’insaputa del parlamento, missioni che ufficialmente non esistono e che quindi vanno categoricamente smentite fino alla loro conclusione, fino a quando non arriva il conferimento ufficiale di medaglie e onorificenze. È accaduto dieci anni fa per l’operazione “Sarissa” della Task Force 45 in Afghanistan, decisa e sempre negata dal governo Prodi. Sta

pc 20 settembre - ILVA TARANTO mercoledì presidi alle portinerie e al tribunale - Slai cobas per il sindacato di classe



pc 20 settembre - Oggi a Napoli corteo per gli operai Fiat Pomigliano licenziati

pc 20 settembre - Torna a uscire con un REPRINT "La Nuova Bandiera" rivista teorica del PC maoista - Italia - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 20 settembre - FCA SATA Melfi - gli operai appendici del mercato


Quando il mercato tira sfruttamento intensivo, quando  il mercato rallenta

OPERAI IN CASSA INTEGRAZIONE

Redazione di Operai Contro, alla FCA di Melfi stanno distruggendo centinaia di giovani operai. I ritmi sono elevatissimi, Marchionne parla di vendite, ci hanno fatto produrre troppo e ora ci […]

...I ritmi sono elevatissimi, Marchionne parla di vendite, ci hanno fatto produrre troppo e ora ci mettono in CIG

Diverse centinaia di addetti alla “linea Punto” dello stabilimento di Melfi (Potenza) di Fca – dove si produzioni 500X e Jeep Renegade – saranno collocati in cassa integrazione ordinaria dal 26 settembre al 7 ottobre

con la  collaborazione dei sindacati  confederali metalmeccanici

Uilm di Basilicata giustificano Marchionne: “Nello stabilimento di Melfi sono state prodotte milioni di “Punto”, in diverse versioni: un’auto che oggi, dopo oltre un decennio, rappresenta un prodotto “maturo” e secondo la Uilm è “prossima alla dismissione”.

lunedì 19 settembre 2016

pc 19 settembre - L'ASSASSINIO DI ABD ELSALAM DEVE SEGNARE UNA LINEA DI DEMARCAZIONE


L'assassinio a Piacenza dell'operaio egiziano, Abd Elsalam, deve segnare una linea di demarcazione nella battaglia degli operai della logistica e di tutti gli operai e lavoratori, che sta diventando sempre più una guerra di classe.

La lotta contro questa morte deve far preoccupare i padroni, lo Stato e influire sui rapporti di forza. O gli operai elevano lo scontro e impongono passi indietro che permettano migliori condizioni alla loro lotta; o padroni, Stato, magistratura, polizia, stampa servile punteranno ad usare questo omicidio per attaccare di più tutti i lavoratori, la loro lotta, per impaurire e dare un colpo decisivo agli operai e alle loro organizzazioni sindacali di base.

La lotta, quindi, degli operai della logistica per forza deve estendersi, unirsi ed elevarsi, per far pagare caro questo assassinio e mettere in difesa padroni e Stato, imponendo e strappando anche risultati.

Dobbiamo elevare la denuncia che di guerra di classe si tratta, in cui da un lato c'è un fronte compatto tra cooperative, grande aziende commerciali, polizia, Istituzioni, governo e dall'altra vi deve essere il fronte unitario dei lavoratori che chiamano attorno a sè tutti coloro che possono e vogliano sostenere la lotta; e soprattutto che alla guerra di classe dei padroni occorre attrezzarsi per fare la guerra di classe degli operai.

pc 19 settembre - ILVA Taranto - l'assassinio del giovane operaio domanda una rivolta operaia e popolare in fabbrica e in città - dal blog tarantocontro

Ilva la vergognosa e indecente spiegazione dei padroni sulle cause della morte del giovane operaio, ennesima morte per il profitto dei padroni

La ricostruzione ufficiale della tragedia di stamane, resa dall’Ilva:
Un nastro trasportatore, non si sa per quale forza materiale o sovrannaturale, fermato per rendere in sicurezza le operazioni di manutenzione (c’era stato un danno)
E’ quanto scrive l’azienda nel documento appena giunto in redazione:
“Nella mattinata di oggi, intorno alle 7, durante le attività di ripristino di un nastro trasportatore esterno all’altoforno 4, si è verificato un incidente che ha coinvolto Giacomo Campo, 25 anni, dipendente della ditta esterna Steel Service.
Il nastro, risultato danneggiato a seguito di un taglio longitudinale, era stato fermato nella notte per consentire l’intervento di riparazione.
Come da procedura aziendale, il nastro è stato preventivamente messo in sicurezza ed è stato privato di alimentazione elettrica. Nonostante l’applicazione di tutte le misure di sicurezza, durante le attività di rimozione del materiale ferroso che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall’operatore con un tubo aspirante, il nastro si è attivato e lo ha trascinato.
Attualmente sono incorso accertamenti per approfondire le cause dell’incidente.
L’azienda esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Giacomo Campo e a tutti i suoi cari”.


(Da un precedente comunicato dello Slai cobas: Una situazione grave che prima o poi avrebbe portato a un infortunio)
...Nei giorni scorsi vi è stata una denuncia pubblica, riportata dai giornali locali, da parte dell'Usb dell'Ilva, a cui poi è si aggiunta la denuncia anche di Rsu dei sindacati confederali, sul fatto che da tempo all'Ilva c'è una situazione scandalosa e pericolosa per la sicurezza e la salute degli operai, in cui insieme alla mancanza di tanti attrezzi, pezzi di ricambio necessari per lavorare, mancano anche i minimi Dispositivi di Protezione Individuali (Dpi).
Queste denuncie sono realissime, da tempo all'Ilva c'è una situazione in cui ogni giorno gli operai rischiano.
LE RSU HANNO PER LEGGE TUTTO IL DIRITTO-DOVERE DI ANDARE OLTRE LA DENUNCIA
La fornitura e l'uso dei Dpi sono esplicitamente previsti nel TU 81/08: "...attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art.74 comma 1 Titolo III del D.Lgs.81/08)". Questi sono obbligatori!.

Se le Rsu Usb e confederali  non si assumono le loro responsabilità, che ci stanno a fare?!
poi ci vogliono scioperi a oltranza e non fermi di poche ore.

Allora, che siano gli operai ad autotutelarsi. A fermarsi a fronte di pericoli concreti per la loro sicurezza. Lo Slai cobas sarà al loro fianco!




USB ATTACCA: Non è stata una fatalità!
Secondo Francesco Rizzo, USB Taranto, “l’incidente di questa mattina presso lo stock house quattro dell’afo quattro non è una fatalità. È stata una vera e propria mancanza di rispetto delle regole della sicurezza”. Secondo Usb  si sarebbe dovuto “aspettare l’arrivo dei mezzi per la messa in sicurezza del tamburo. Tutto era fermo e spento ma si è deciso di iniziare con mezz’ora di anticipo. Questo per sottolineare ancora una volta come nell’Ilva di Taranto manchino regole e rispetto sulla sicurezza. Accuse gravissime sulle quali siamo certi la Procura verificherà e approfondirà" 

Lo Slai Cobas sc esprime il suo dolore e rabbia per la morte del giovane operaio in ILVA.
Si tratta di un assassinio annunciato, i cui colpevoli sono i commissari Ilva e il governo Renzi.

E' ora di una forte lotta generale!
Questa morte ci tocca tutti!!!

SLAI COBAS psc

Ilva, ennesimo incidente mortale BASTA MORIRE PER IL LAVORO!

Un altra vita operaia spezzata all'ilva Taranto
Muore un operaio all'afo 4
Siamo vicini alla famiglia

Basta con il lavoro che costa la vita per la produzione per il profitto
Fermare subito tutta la fabbrica
Vogliamo lotta ad oltranza contro i gestori della fabbrica e il governo che li ha messi

Solidarietà
Cambiamento

Operai, lavoratori, precari, disoccupati dello Slai Cobas Taranto

Oggi Taranto piange!!!

E di cosa stiamo parlando? La solita morte di un 25enne che in quella fabbrica aveva riposto i sogni e il futuro di chi aveva ancora da percorrere la strada della propria vita!!!
Stato colpevole ma ancora piu' colpevole chi tace, chi non denuncia, chi non si ribella a questo stato di cose...
Morire a 25 anni è un pugno allo stomaco. Operai unitevi, ribellatevi, non vi rendete complici di una giustizia che non esiste, di parole e non fatti ..... RIBELLATEVI!

Gli operai precari per lo Slai Cobas psc dell'appalto Pasquinelli, nonchè Ancora Service, si uniscono a questo immenso dolore e all'unisono chiedono Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro.... e la loro lotta continua ed appoggia tra le lacrime la vostra lotta.

Operai urliamo assieme il nostro dolore e obblighiamoli a rispettare le nostre vite.
Noi siamo forza lavoro e ingrossiamo i loro culi con i profitti ma in cambio ci danno morte

Ciao Giacomo

R.L. operaia precaria Pasquinelli

pc 19 settembre - Via i soldati italiani dalla Libia - via il governo della guerra - morte all'imperialismo USA-EUROPEO-ITALIANO E ALLE SUE TRUPPE

Che i colpi assestati alla missione militare in Libia spengano i loro sorrisi assassini e guerrafondai

...In Libia gli interessi dell'imperialismo dei vari Stati sono evidenti: il capitalismo italiano con l’Eni è in Tripolitania con tre giacimenti di petrolio e due di gas; il capitalismo della Gran Bretagna con la British Petroleum è presente nella regione centro-orientale, quello francese della Total è nella zona di Sirte e di al-Sharara. A questi si aggiungono la Repsol (Spagna),  Wintershall (Germania)  Occidental, Conoco Phillips, Marathon, Hess (Stati Uniti), Suncor e Petro-Canada (Canada),OMV (Austria)…


In Italia il  ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha dichiarato che le operazioni non hanno interessato l’Italia né dal punto di vista della logistica né per il sorvolo del territorio nazionale, ma una parte della stampa italiana ha denunciato che alla prima ondata di bombardamenti su Sirte aveva preso parte anche un drone Usa Reaper decollato dalla base di Sigonella, in Sicilia.
,,, inoltre Pinotti ha affermato che “…l’Italia è pronta a considerare positivamente l’eventuale utilizzo delle basi italiane e il sorvolo per le operazioni aeree degli alleati impegnati nel conflitto in Libia su richiesta del governo di accordo nazionale libico”.
... le forze armate libiche del generale Khalifa Haftar di Tobruk del  Libyan National Army  (che controlla la Libia orientale e che ha l’appoggio  di Stati stranieri, come l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti), hanno conquistato, praticamente senza combattere,  il controllo dei porti petroliferi di Sidra e Ras Lanuf, porti dai quali viene esportato il petrolio libico,  sottraendone il controllo al governo di “unità nazionale” di Sarraj sostenuto dall'Onu. Sembra che le guardie che dovevano proteggere i siti petroliferi abbiano rinunciato a qualsiasi resistenza e non abbiano aperto il fuoco. Il governo di Sarraj ha annunciato una controffensiva per la riconquista dei porti petroliferi....
sulla nuova operazione italiana in Libia e intanto partono dall’Italia 100  paracadutisti del 186esimo reggimento della Folgore. Il costo totale dell’operazione saranno  circa 10 milioni di euro, che verranno stanziati nel decreto e  che si aggiungono ai “500mila euro già stanziati dal governo italiano per le operazioni di sminamento umanitario a Sirte”.
La nuova guerra targata imperialismo italiano si chiama  missione ‘Ippocrate’ e, ancora una volta come nelle guerre che l’hanno preceduta, si ammanta di umanità. E’ una missione “umanitaria”, sottolinea a più riprese Pinotti.  Missione chiamata ‘Ippocrate’, dal nome del padre della medicina, proprio per cercare di occultarne il carattere militare . “65 tra medici e infermieri, 135 a fare da supporto logistico tra manutenzione dei mezzi, comunicazione, amministrazione, mensa, ecc; 100 come force protection”, cioè i parà. Sempre Pinotti ammette “la situazione sul terreno è molto instabile: non si può dire che Haftar abbia il controllo sulla Mezzaluna petrolifera, né che non lo abbia. Diciamo che ci sono dei contrasti…” 
da un testo pervenuto del PCdA

Per comprendere quello che sta succedendo in tutti gli scacchieri del mondo e il ruolo generale dell'imperialismo italiano leggi su

pc 19 dicembre - Arresti a Taranto per la corruzione nella Marina Militare, ora arrivare a La Spezia - Sono i militari, all'ombra del ministri dell Difesa, il centro della corruzione!

Inchiesta a Taranto sulla Marina militare «Indagate anche a Spezia»

Il ministro della Difesa e L’ammiraglio Giuseppe DeGiorgi durante la cerimonia di avvicendamento al vertice della Marina Militare.(Roma 22 Giugno 2016). Ora, un’ inchiesta tarantina sembra arrivare in Liguria
Il ministro della Difesa Pinotti e L’ammiraglio Giuseppe DeGiorgi durante la cerimonia di avvicendamento al vertice della Marina Militare.(Roma 22 Giugno 2016). Ora, un’ inchiesta tarantina sembra arrivare in Liguria

La Spezia - Dici Marina Militare, e pensi a Spezia. E ogni volta che una Procura indaga sulla Marina, il nome della città rispunta. Sempre. Era già successo nel caso delle presunte “spese folli” del capo di stato maggiore della Marina, De Giorgi.
Dossier anonimi, all’attenzione della Procura di Potenza, sostengono che l’ammiraglio – che smentisce - avesse preteso modifiche milionarie su una fregata in allestimento alla Fincantieri del Muggiano. E vive a Lerici, l’alto ufficiale Ernesto Nencioni, che si sarebbe dimesso per protesta.

pc 19 settembre - Basta morte migranti - iniziative solidali Italia-Francia al confine - Imperialismo assassino!

Mentone, ricordato giovane migrante morto vicino al confine : "Non si sa chi sia"

Mentone, ricordato giovane migrante morto vicino al confine : "Non si sa chi sia"

Gli attivisti italiani e  francesi: non si sa chi sia né che cosa gli sia capitato

Una trentina di persone ha partecipato a Mentone alla manifestazione nata per volontà di un gruppo di cittadini francesi che hanno voluto rendere omaggio al giovane migrante morto, lo scorso 6 settembre, mentre tentava di raggiungere la Francia bypassando la frontiera con Ventimiglia (Imperia). "Il corpo del giovane - ha detto Teresa Maffeis dell' associazione francese Adn - è stato trovato ai piedi del viadotto autostradale di Sainte-Agnès. Non si sa cosa sia successo e nemmeno il punto esatto dove è caduto: le indagini sono in corso e il silenzio sulla vicenda è totale. Sappiamo solo che un giovane è morto e un altro è in coma in un ospedale della Costa Azzurra e questo è un fatto gravissimo: ogni giorno ci sono persone che rischiano la vita per raggiungere amici o parenti in Europa".

Fiori e scritti sono stati deposti ai piedi di una pianta di ulivo all'incrocio tra il boulevard de Garavan e l'avenue Blasco Ibanez, il luogo scelto per ricordare un uomo che ha perso la vita mentre da Ventimiglia cercava di spostarsi altrove. "Siamo alle spalle della stazione ferroviaria di Garavan", ha dichiarato Martine Landry dell'associazione "Ligue des droits de l'homme", "Dai treni che giungono dall'Italia la polizia fa scendere le persone con la pelle scura. Abbiamo scelto questo ulivo per ricordare un uomo che è morto cercando di raggiungere una meta, cosa che a tanti altri è permesso fare tranquillamente con il treno, per esempio, a pochi passi da qui"."Avevamo chiesto di poter mettere una foto del ragazzo, ma non è stato possibile", ha spiegato la Landry, "Di lui non si conosce nemmeno il nome".

pc 19 settembre - LA "FILOSOFIA" DEI PADRONI DELLE COOPERATIVE DELLA LOGISTICA

Riportiamo sotto alcune frasi dall'atto di difesa dei padroni delle cooperative del Consorzio Cisa di Bergamo denunciati dallo Slai cobas sc per il licenziamento di alcuni operai della logistica, perchè sono sintomatiche della concezione che hanno e che mettono normalmente in pratica i padroni delle cooperative della logistica:
Questi osano "indignarsi" quando si mostra la realtà vera che i padroni, da quelli grandi, a capo della catena degli appalti, ai medi e piccoli, vogliono invece stravolgere, nascondere, per negare lo sfruttamento che proprio in queste cooperative assume sempre più forme schiavistiche verso lavoratori prevalentemente immigrati.
Vogliono nascondere che padroni e operai non stanno affatto nella stessa barca, ma fanno parte di due classi contrapposte, in cui "loro" conseguono i profitti e "noi" (gli operai) devono subire condizioni di lavoro sempre peggiori e precarie per garantire questi profitti, subire un'organizzazione del lavoro che vuole gli operai sempre disponibili, orari di lavoro, turni, uso selvaggio della loro vita, e su cui gli operai (i cosiddetti "soci di cooperativa") non possono e non devono decidere nulla...
Questi padroni e padroncini presentano la micidiale catena dell'appalto e subappalto, che per gli operai significa rischio del posto di lavoro, passaggi a condizioni peggiori di lavoro, e anche rischi di sicurezza, ecc., come una sorta di "catena benefica di Sant'Antonio", in cui le copperative hanno la "missione" di "distribuire occasioni di lavoro a centinaia di soci lavoratori".
Vogliono nascondere - ma non possono riuscirci - che tutto questo inevitabilmente si deve tradurre, e si traduce, in lotta di classe (che loro chiamano "forme aggressive").

DALL'ATTO DI DIFESA:
"...dalla documentazione in atti (quella presentata dall'avvocato dello Slai cobas sc - ndr) si rileva un'approssimazione (che) lungi dal costituire una mera svista operata dal redattore dell'atto introduttivo, costituisce da un punto di vista semantico, uno stratagemma per creare, nel lettore, una "scena teatrale" secondo la quale ci saremmo "noi" (i lavoratori sfruttati) ed un "loro" i padroni, chiunque essi siano e comunque siano organizzati..."
Ancora: "tale condotta è anche più grave là dove si pensi che gli odierni ricorrenti sono tutti soci di cooperative a prevalente finalità mutualistica... quindi partecipano anche alla vita sociale e alle scelte organizzative della stessa... le Cooperative (con la catena degli appalti- ndr) hanno la possibilità di distribuire occasioni di lavoro a centinaia di soci lavoratori, così realizzando il fine ultimo mutualistico peculiare di ciascuna società cooperativa...".
E poi: (i lavoratori) "...si sono affiliati allo Slai cobas per ottenerne tutela secondo le forme ordinariamente "aggressive" (per usare un eufemismo) tipiche di questo sindacato...".

pc 19 settembre - OPERAI DELLA LOGISTICA DI BERGAMO: IL BANGLADESH E' QUI

(Da un comunicato dello Slai cobas sc di Bergamo) - Il Bangladesh è qui, non solo perché molti lavoratori immigrati, costretti a lasciare il loro paese d'origine, tanti anche dal Bangladesh, hanno trovato occupazione nella bergamasca, ma perché le condizioni di brutale sfruttamento che subiscono con il sistema degli appalti alle cooperative, anche nelle aziende locali, seguono la stessa logica di quella imposta

pc 19 settembre - LA CORRUZIONE DEI VERTICI UIL E' SISTEMICA AI SINDACATI FILOPADRONALI E GOVERNATIVI - LO STATO NON PUO' FARE GIUSTIZIA, SPETTA AI LAVORATORI FARSELA...

PROCESSO VERTICI UIL: "CROCIERE E GIOIELLI CON I SOLDI DEL SINDACATO" - Accuse al segretario Barbagallo e al suo predecessore Angeletti.

A differenza di quanto dichiarano anche settori di lavoratori avanzati (per es. i ferrovieri di "Ancora in marcia") questa non può essere considerata una "brutta notizia che apre inquietanti interrogativi sul ruolo del sindacato "istituzionalizzato".
Questa è, purtroppo, una notizia di "ordinaria amministrazione" - tanti altri furti di soldi dei lavoratori sono stati fatti e non vengono fuori. Certo, speriamo fortemente, che per questa centesima di notizia, questi ladri vengano pesantemente condannati. Ma non tanto ci crediamo...
Nè ora si aprirebbero "inquietanti interrogativi sul ruolo del sindacato...". Quanto è venuto fuori (tempo fa stessa cosa per la Cisl) è frutto della natura sistemica di servi dei padroni e del governo dei padroni che hanno da tempo questi sindacati confederali - e i servi imitano, anche male, i padroni... Sarebbe da meravigliarsi se, al contrario, ci fosse onestà in vertici sindacali che ogni giorno svendono i lavoratori, e si fanno soldi su soldi, carriere su questo.
Il più grande furto è quello legale che questi sindacati confederali fanno verso i salari dei lavoratori, barattandoli per poltrone, potere, vite nel lusso, ecc.
Quindi non si tratta di “distorsioni dell'operato di questi vertici sindacali”, ma di condizione strutturale, legata alla loro politica quotidiana; che da parte dei lavoratori, delle loro rappresentanze di base non possono essere cambiate, estirpate, come se fossero un bubbone in un corpo che va salvato
Sono i sindacati confederali nella loro interezza che vanno attaccati da parte dei lavoratori, sindacati in cui anche i delegati, la base attiva si abbevera a questo andazzo di corruzione, favoritismi, e cerca di sfruttarne le briciole.
La democrazia è cacciare dai posti di lavoro questo sindacati perchè sono un cancro alla necessaria costruzione di un sindacato di classe.

pc 19 settembre - VIAREGGIO:IL "BOLLETTINO PREZZI" DELLA MACELLERIA FERROVIARIA

DISASTRO FERROVIARIO » IL PROCESSO

VIAREGGIO. «In questa tabella possiamo osservare il bollettino prezzi della macelleria Era», dichiara senza neppure alzare la voce - tanto forti risuonano queste parole - il pubblico ministero Salvatore Giannino. Pomeriggio di ieri,

Polo fieristico di Lucca, l’argomento sul tavolo è il dispositivo chiamato detettore anti svio. Che l’Era (Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria) non ha ancora oggi dichiarato obbligatorio sui carri che trasportano merci pericolose. Installare o meno il sistema che si accorge che il treno sta deragliando e ne arresta la marcia è ancora lasciato all’adozione volontaria delle singole imprese ferroviarie.

Con buona pace della task force che la stessa Era ha mandato in giro tra Europa

domenica 18 settembre 2016

pc 18 settembre - Sulla manifestazione di Piacenza: PERCHE' SIA SOLO L'INIZIO...


ALL'INIZIO DEL CORTEO L'AZIONE DIRETTA DEI LAVORATORI SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE CHE LANCIANO L'APPELLO A TUTTI I LAVORATORI DEI MAGAZZINI PER UNIRE LE LOTTE FINO ALLA VITTORIA E FAR PAGARE CARO QUESTO CRIMINE AI PADRONI








pc 18 settembre - A Palermo il sindaco Orlando porta avanti una proposta di legge fascista e reazionaria contro i posteggiatori che in maggioranza sono immigrati, chiedendone l'arresto

Ecco che il sindaco Orlando a Palermo che si vanta molto di dire che lui è per l'integrazione e l'accoglienza, attacca i posteggiatori abusivi che in maggioranza sono immigrati. Chiede che la legge contro di essi sia modificata per portarla all'arresto dai sei mesi ad un anno se beccati due volte in fragranza di reato, ed addirittura da uno a tre anni se coinvolti minorenni. Quando sappiamo bene che in realtà chi fa il posteggiatore che sia palermitano o immigrato lo fa per bisogno, perché questo sistema fatto da criminali che sfruttano le masse popolari non garantisce un lavoro. Invece il signor Orlando giustifica il fatto dicendo che dietro ci sta la criminalità organizzata, ma se il problema è quello, arrestare il pesce piccolo non ha senso. Ma diventa solo una scusa per reprimere le masse popolari in gran parte immigrati che non riescono a trovare un lavoro e riuscire a sopravvivere.

La proposta è assolutamente fascista e razzista da parte del sindaco, che nella repubblica di oggi (giornale cartaceo) dice di aver accolto la richiesta di un gruppo

pc 18 settembre - In rivolta migranti minori in un centro di "accoglienza" a Palermo

L'accoglienza dei migranti verso cui Renzi dice che "dal mare devono essere certamente salvati"  è quella di renderli poi prigionieri nei centri di "accoglienza" a lungo, senza documenti e in condizioni spesso invivibili? 
Le rivolte dei migranti contro tutto questo sono più che giuste e legittime!
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17/09/2016

Rissa in un centro di accoglienza per migranti minori a Palermo
E’ scoppiato il finimondo questa mattina nel centro di accoglienza per migranti in via Messina Marine a Palermo. I minori che si trovano nella struttura hanno iniziato a protestare contro le assistenti che si trovano nel centro, tutte giovani, e le hanno bloccate in alcune stanze. Sono intervenute nella struttura numerosi volanti della polizia. Cinque minori sono stati bloccati e portati in questura. Alcuni di questi avrebbero picchiato anche alcuni poliziotti. Dopo un lungo intervento la situazione è stata riportata alla calma.
Non è la prima volta che i questo centro si verificano rivolte. Così come anche nell’altro di via Monfenera.Sono strutture al limite che ospitano tanti minori, spesso volte anche più di quello consentito. La mancanza di fondi a queste strutture e le scarse dotazioni creano sempre tensioni tra gli ospiti.
La protesta legata anche alle lunghe attese per i documenti e al ritardo del pagamento del ticket giornaliero.
Sicilianews

pc 18 settembre - Dal Vertice NATO di Varsavia al Vertice di Bratislava: le contraddizioni/collusioni interimperialiste sulla questione migranti con il ricatto dei paesi dell'Est

Riportiamo un articolo dal giornale di proletari comunisti  “SPECIALE VERTICE NATO - IMPERIALISMO E’ GUERRA! 
per richiederlo scrivi a: pcro.red@gmail.com

I PAESI DELL'EST
Tornando alle decisioni del Vertice Nato, va considerato che esse portano a compimento un altro dei processi di cambiamento nell'assetto internazionale, quello della completa trasformazione reazionaria dei paesi dell'Est, divenuti tutti ormai dominati non solo dal capitalismo selvag-
gio asservito all'imperialismo Usa ed europeo, ma anche da dittature fascio-naziste che ne fanno punta di diamante del processo di fascistizzazione dell'intera Europa e truppe di prima linea nella contesa interimperialista.

Ciò che avviene da tempo in Polonia, in Ungheria e progressivamente in tutti gli

pc 18 settembre - La riforma degli ospedali in Sicilia, in cui spunta anche il MUOS, "preoccupa" Crocetta in vista delle prossime elezioni

In Sicilia la riforma degli ospedali, dettata dal governo antiproletario e antipopolare Renzi/Lorenzin, che nei fatti significa un nuovo attacco pesante alle masse popolari con la chiusura di centri ospedalieri che sono oggi punti-chiave soprattutto per le popolazioni delle province, l'abolizione o il ridimensionamento di reparti, considerati di eccellenza vedi per esempio per le cure oncologiche, il licenziamento di centinaia di lavoratori in tutta la regione, è diventata uno dei punti centrali in questi giorni per il governo Crocetta, in vista del "nuovo" teatrino elettorale verso cui la borghesia al potere si sta preparando. Nel 2017 in Sicilia infatti ci saranno prima  le elezioni del Sindaco e poi quelle del Presidente della Regione. 

E tale riforma diventa un punto in agenda così importante per Crocetta, al fine di tenere la "stabilità e credibilità " del governo contro il pericolo di un rimpasto, tanto sia da prendere tempo sulla riforma annunciata, come oggi dice in un'intervista su La