mercoledì 23 aprile 2014
martedì 22 aprile 2014
pc 22 aprile - Dopo il 12 aprile, ci serve irradiare su tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità di porsi all'altezza dello scontro con il governo
.....Certo, ci serve un piano di lotta
articolato per richiamare in servizio tutte le anime
dell'opposizione; anche se non proprio tutte, è bene che qualche
opportunista di troppo, qualche denigratore e liquidatore della prima
ora si perda.
Ma soprattutto ci serve irradiare su
tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità
di porsi all'altezza dello scontro con il governo che “non vuole
mediazioni” che non siano la demagogia para-dittatoriale messa in
mostra tutti i giorni, mentre non solo ci tolgono le case, ma
tolgono, come barbari criminali con l'odioso “decreto Lupi”,
luce, acqua a chi occupa, come vile violenza anche razzista verso le
masse senza casa che sono molto spesso masse immigrate; o che
pretende di ridurre il reddito a chi non ne ha e vuole trasformarci
tutti in una massa di precari e disoccupati in lotta tra di noi; che
a chi chiede case e lavoro risponde che la “democrazia” è la
polizia.
Non è dato a chi lotta realmente, a
chi vuole fino in fondo rovesciare il jobs act, il governo e lo
Stato, crearsi falsi problemi e immergersi in un autodibattito o in
una riflessione fatta spesso di presunti “massimi sistemi” -
tanta parte del dibattito su “l'Europa” e “fuori dall'Europa”
è aria fritta.
Proletari e masse combattono
nell'Europa imperialista contro il governo imperialista italiano al
servizio dello “spazio al sole” dei padroni italiani e contro il
loro Stato.
E' questo che dobbiamo spazzare via con
la lotta di classe, la rivolta proletaria e popolare, la rivoluzione
proletaria e socialista nel nostro paese....
dal comunicato nazionale di proletari comunisti PCm Italia
pc 22 aprile - A Istanbul per i prigionieri politici - adesione e partecipazione di proletari comunisti - PCm Italia
Istanbul 25-27 aprile Symposium Internazionale su carcere e prigionieri politici
Questo appello è disponibile, oltre che in italiano, in francese, tedesco, turco e inglese.
info a cura della commissione soccorso rosso proletario: pcro.red@gmail.com
promuovono e partecipano
info a cura della commissione soccorso rosso proletario: pcro.red@gmail.com
APPELLO PER UN SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLE CARCERI
I PRIGIONIERI POLITICI NON SONO SOLI, LOTTIAMO PER LA LORO
LIBERTÀ!
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI E DI GUERRA!
Confederazione dei lavoratori dalla
Turchia in Europa (ATiK), Comitato Internazionale di Solidarietà coi
Prigionieri Politici (UPOTUDAK) Federazione dei lavoratori dalla Turchia in
Germania (ATiF), Federazione dei lavoratori e giovani dalla in Austria (ATİGF),
Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Olnada (HTİF), Federazione dei
lavoratori dalla Turchia in Svizzera (İTİF), Confederazione dei lavoratori
dalla Turchia in Europa – Gioventù di Muova Democrazia (ATiK-YDG), Confederazione
dei lavoratori dalla Turchia in Europa – Donne Nuove (AtiK- YK), Confederazione
per I Diritti Democratici in Europa (ADHK), Federazione per i Diritti
Democratici in Germania, (ADHF) Federazione per i Diritti Democratici in
Svizzera (İDHF), Federazione per i Diritti Democratici in Francia (FDHF), Centro
Culturale Cento Fiori , Londra (YÇKM), Federazione per i Diritti Democratici in
Austria (ADHF), Movimento democratico delle Donne in Europa (ADKH), Movimento
democratico dei Giovani in Europa (ADGH), ALINTERI-Europa, Proletariato
Rivoluzionario (Devrimci Proleterya) Un Mondo da Vivere (Yaşanacak Dünya), Comitato
di Solidarietà coi Prigionieri Politici (AÖTDK), Confederazione degli Oppressi
Rifugiati in Europa (Aveg-KOM), Federazione
dei rifugiati in Germana,(AGİF), Associazione dei Lavoratori Rifugiati a Parigi
(ACTİT), Associazione dei Lavoratori Rifugiati in Svizzera (İGİF) Collettivo degli
Oppressi Rifugiati in Belgio (BEGK)
Commissione per un Soccorso Rosso
Proletario, PCm Italia
pc 22 aprile - Un operaio Ilva Taranto ci scrive: Fiom parte civile? Ben più che "faccia tosta"...
Colgo l'occasione delle feste pasquali per porgervi i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua e Pasquetta ringraziarvi per gli aggiornamenti continui che mi mandate
Io credo che "faccia tosta" sia ben altre cose; "faccia tosta" lo dico a mia figlia quando nega di non aver fatto una cosa; "faccia tosta" è quasi simpatico, "faccia tosta" anche come "capatosta", come ostinazione a fare qualcosa, a esprimere le proprie idee, a tenere a bada i complimenti. Sicuro di "faccia tosta" serve nella vita per portare a termine le piccole grandi vittorie, "faccia tosta" è colui che nega ad ogni costo anche di fronte a una disarmante evidenza dei fatti Credo che voi siete stati fin troppo gentili a definirli tali. Costoro non possono sostituirsi a coloro che riconoscono la malattia, la malattia è insindacabile perchè riconosciuta dalla corporazioni sanitarie che riconoscono indennità e invalidità; la malattia e insindacabile non possono così strumentalizzarla; loro hanno piuttosto creato le condizioni di sviluppo di malattie affiancando i capetti e il padrone a suo piacimento. E strafatto affinché venissero messi in dubbio pratiche operative, condizioni di lavoro, e incrementare quel sistema schifoso di clientelismo e servilismo sgomitando!! Ci tengo a sottolineare che con questo non voglio discriminare, sminuire l'operato di pochi Rappresentanti che cercano di fare qualcosa di buono ma arrivato a questo punto l'unica cosa di buono che rimane da fare e gettare la spugna perché poi tutto viene distrutto dai capi dai vertici sindacali che fanno accordi con l'azienda. Non è umano non si può accettare che loro pensino di poter deviare il nostro pensiero in maniera così subdola, schifosa, richiamare l'attenzione usando la malattia di colleghi e cercando di confondersi nella mischia. Assolutamente no! Siete stati fin troppo buoni a chiamarli "faccia tosta".
Paradossalmente però bisogna stringere forte, eventualmente dare qualche schiaffo in testa durante le udienze al segretario e ai legali di questi subdoli sindacati perché nonostante il loro viscido operato alle loro spalle ci sono sempre uomini e persone che oltre al 730 ancora ci credono.
Grazie ancora e buona Pasqua
Il giorno 19/apr/2014, alle ore 13:53, "cobasta" aveva scritto:
"ILVA
taranto - incredibile faccia tosta dei sindacati confederali - vogliono
essere parte civile al processo contro padron Riva di cui sono stati
complici per decenni.Le burocrazie sindacali cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione di loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamenti affidabili e da farne interlocutore privilegiato; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodo di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa - quando avrebbero dovuto essere nel processo imputati per concorso...".
pc 22 aprile - Pillole comuniste
Le elezioni nei parlamenti borghesi e negli Enti locali sono in generale il punto più basso della democrazia borghese; soprattutto questo punto basso di coscienza di sè e del sistema in cui vivono lo raggiungono le masse, che in generale contribuiscono, in una commedia degli inganni, ad eleggere gli uomini che le ingannano e fungono da comitato di affari dei loro nemici di classe
da Pillole comuniste - 1 -
8-6-2013
da Pillole comuniste - 1 -
8-6-2013
lunedì 21 aprile 2014
pc 21 aprile - 2 OPUSCOLI DELLE DONNE: DALL'ANALISI DELLA REALTA' ALLA NUOVA BATTAGLIA DI CLASSE E DI GENERE
Quali gli effetti della crisi sulla vita delle donne, sulle condizioni di lavoro, nelle fabbriche, sulla loro salute, sul non lavoro, nella famiglia, ecc - attraverso un'analisi dettagliata e una inchiesta tra le operaie; perchè sulla condizione delle donne ogni attacco non è solo materiale ma anche ideologico e colpisce tutta la vita; perchè le lavoratrici devono rompere non una ma mille catene e per questo rappresentano tutti i bi/sogni delle donne; perchè la lotta delle donne rompe il maschilismo nella classe; come questo già vive in alcune lotte delle lavoratrici...
Un racconto vivo, entusiasmante quasi giorno per giorno di come si è costruito il primo "sciopero delle donne", delle battaglie che ha dovuto affrontare, degli ostacoli che tanti hanno messo sul suo cammino; le decine e decine di iniziative che hanno unito le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, le ragazze dal nord al sud; e poi.... lo "sciopero delle donne" che ha cominciato a mostrare che è necessario e possibile l'intreccio tra lotta di classe e lotta di genere.
Ma ha anche mostrato che il femminismo o è proletario e rivoluzionario o è borghese; che le proletarie o sono femministe, rivoluzionarie o restano schiacciate dal riformismo, dal sindacalismo venato di maschilista; che le rivoluzionarie o sono femministe e proletarie o non potranno mai, al di là delle parole, scatenare la furia della maggioranza delle donne come forza poderosa della rivoluzione e della rivoluzione nella rivoluzione.
CHIEDETE QUESTI OPUSCOLI a: mfpr.naz@gmail.com
SI POSSONO ACQUISTARE ON LINE su http://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
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Un racconto vivo, entusiasmante quasi giorno per giorno di come si è costruito il primo "sciopero delle donne", delle battaglie che ha dovuto affrontare, degli ostacoli che tanti hanno messo sul suo cammino; le decine e decine di iniziative che hanno unito le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, le ragazze dal nord al sud; e poi.... lo "sciopero delle donne" che ha cominciato a mostrare che è necessario e possibile l'intreccio tra lotta di classe e lotta di genere.
Ma ha anche mostrato che il femminismo o è proletario e rivoluzionario o è borghese; che le proletarie o sono femministe, rivoluzionarie o restano schiacciate dal riformismo, dal sindacalismo venato di maschilista; che le rivoluzionarie o sono femministe e proletarie o non potranno mai, al di là delle parole, scatenare la furia della maggioranza delle donne come forza poderosa della rivoluzione e della rivoluzione nella rivoluzione.
CHIEDETE QUESTI OPUSCOLI a: mfpr.naz@gmail.com
SI POSSONO ACQUISTARE ON LINE su http://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
pc 21 aprile - Verso il 25 aprile e il 1° maggio
Il prossimo 25 aprile saremo in piazza contro il vecchio fascismo come contro il moderno fascismo, contro lo Stato di polizia che invece che lavoro e case dà manganellate e arresti a Roma come ovunque.
Per una nuova Resistenza!1° maggio rosso proletario e internazionalista, ovunque siamo e ovunque ci siano proletari, giovani e masse.
proletari comunisti - PCm Italia
pc 21 aprile - contro il Governo Renzi e i suoi provvedimenti
Un governo da combattere sui posti di lavoro. Questo ancora manca ed è importante che il sindacalismo di classe e di massa prenda subito delle iniziative di sciopero e manifestazioni, innanzitutto locali per ora. Nel territorio, nelle piazze, questo vede diversi movimenti in lotta per la casa e il lavoro, NoTAV, ecc. e ha visto l'importante passo in avanti della manifestazione di Roma del 12 aprile.
Contro ogni illusione elettorale e riformista, questo richiede il boicottaggio attivo con iniziative di lotta in occasione delle elezioni europee - sviluppando e
rafforzando ora il
movimento autonomo di lotta contro, invece, le nuove aggregazioni opportuniste vedi 'Rossa' e altre similari che attaccono l'assedio e gli scontri necessari a Roma; il sindacato di classe che è quello che rompe per davvero il silenzio e la pace sociale, con lotte classiste, vedi quelle della logistica, precari e disoccupati con scioperi e blocchi autonomi ecc; il fronte unito
delle masse popolari che ancora è al di la da venire e che si costruisce all'interno della lotta di classe, fuori e contro partiti, sindacati confederali, riformisti e opportunisti
proletari comunisti - PCm Italia
pcro.red@gmail.com Leggi http://proletaricomunisti.blogspot.com
pc 21 aprile - Pillole comuniste
E' difficile in fasi in cui la borghesia e l'opportunismo hanno un pieno dominio ideologico, politico e organizzativo e le masse popolari appaiono accettarlo o si rivolgono a demagoghi e ciarlatani, tenere ferma e solida la posizione ideologica e politica dei comunisti e battersi coerentemente per l'autonomia ideologica e politica del proletariato.
Ma solo essa è garanzia di tenuta e di un futuro possibile e quindi solo essa va preservata con orgoglio e forza.
da Pillole comuniste -1-
4-5-2013
Ma solo essa è garanzia di tenuta e di un futuro possibile e quindi solo essa va preservata con orgoglio e forza.
da Pillole comuniste -1-
4-5-2013
domenica 20 aprile 2014
pc 20 aprile - CONTINUA L'INIZIATIVA DEL FONDAMENTALISMO CATTOLICO CONTRO IL DIRITTO D'ABORTO - BERGOGLIO RINCARA
(da Tavolo 4) - Continua l'iniziativa del
fondamentalismo cattolico - che il 10 aprile a Bruxelles ha
presentato la raccolta firme "Uno di Noi", dove l'uno è
l'embrione che sarebbe già Uno e quindi portatore di diritti e
le donne che abortiscono delle assassine- contro il diritto di
scelta delle donne in tema di maternità, ma è un attacco a tutto
tondo perchè attiene al ruolo che vuole le donne subordinate in
famiglia, a svolgere un ruolo di supplente per servizi di cura e
assistenza sempre più ridotti al lumicino e\o perchè, quando
disponibili, non se ne possono sostenere i costi, sopratutto
dentro la crisi, la precarietà del lavoro o il non lavoro.
Insomma si vogliono riportare le donne a un Moderno Medioevo.
Ecco perchè l'attacco al diritto d'aborto che vede il
fondamentalismo cattolico svolgere un ruolo di testa d'ariete e
che trova come controaltare l'iniziativa delle istituzioni che in
modi diversi tendono ad affermare la centralità della famiglia,
l'incentivazione alle nascite-preferibilmente italiani- ma a cui
non importa nulla della vita concreta, in primis, delle donne, :
perchè simbolicamente rappresenta la libertà di scelta delle
donne in tutti i campi della vita, contiene il germe della
ribellione e di "tutta la vita deve cambiare", contro
l'insopportabilità di una condizione che non ha nulla di
naturale.
Dopo le veglie di preghiera davanti agli ospedali e la marcia dei fondamentalisti cattolici NO 194 a Milano che vogliono l'abrogazione della 194, ora il movimento per la vita presenta le firme per il riconoscimento giuridico dell'embrione e si prepara per la manifestazione annuale che si terrà il 4 maggio a Roma, con tanto di convegno "scientifico".
In Italia, il riconoscimento giuridico dell'embrione è già stato introdotto nell' art. 1 della L.40 sulla fecondazione: riconoscimento che, insieme all'obiezione di coscienza prevista nella 194, costituiscono una spada di Damocle concreta contro il diritto d'aborto in questo paese. Per questo nella piattaforma dello sciopero delle donne abbiamo posto la necessità di migliorare la 194 con l' abrogazione, in essa, dell'obiezione di coscienza.
Di seguito un articolo sulla campagna Uno di noi .
mfpr- milano
Dopo le veglie di preghiera davanti agli ospedali e la marcia dei fondamentalisti cattolici NO 194 a Milano che vogliono l'abrogazione della 194, ora il movimento per la vita presenta le firme per il riconoscimento giuridico dell'embrione e si prepara per la manifestazione annuale che si terrà il 4 maggio a Roma, con tanto di convegno "scientifico".
In Italia, il riconoscimento giuridico dell'embrione è già stato introdotto nell' art. 1 della L.40 sulla fecondazione: riconoscimento che, insieme all'obiezione di coscienza prevista nella 194, costituiscono una spada di Damocle concreta contro il diritto d'aborto in questo paese. Per questo nella piattaforma dello sciopero delle donne abbiamo posto la necessità di migliorare la 194 con l' abrogazione, in essa, dell'obiezione di coscienza.
Di seguito un articolo sulla campagna Uno di noi .
mfpr- milano
No all’aborto: la follia oscurantista
sfida l’Europa
Attacco
frontale ai diritti delle donne: no ai finanziamenti per le
attività di tutela
della salute riproduttiva, sì al riconoscimento giuridico
dell'embrione.
di Cecilia M. Calamani, da Cronache Laiche
Dopo la bocciatura, lo scorso dicembre, di una risoluzione a tutela della salute riproduttiva della donna - che comprendeva il diritto all'aborto sicuro, l'accesso alla contraccezione e la necessità di educazione sessuale per i ragazzi - il parlamento europeo si trova di fronte a una nuova prova che ci farà capire in quale misura l'ultraconservatorismo bigotto sta prendendo piede tra gli scranni del vecchio continente.
Con un'audizione pubblica, il 10 aprile sono state presentate a Bruxelles le firme raccolte nei 28 paesi membri per la campagna Uno di noi, che chiede all'Unione europea di porre fine al sostegno politico ed economico di attività che potrebbero comportare la distruzione di embrioni umani, inclusa la ricerca sulle cellule staminali embrionali e i servizi di aborto sicuro erogati da organizzazioni non governative nei Paesi in via di sviluppo. Il caposaldo della petizione è la richiesta di riconoscimento giuridico dell'embrione umano, che comporterebbe il diritto «alla vita e dell'integrità» sin dal momento del concepimento.
Nell'attesa della risposta del parlamento europeo, prevista entro il 28 maggio, possiamo provare a capire cosa succederebbe se una simile petizione venisse accolta. Intanto c'è da osservare che l'Italia ha fornito da sola il numero più alto di firme valide (circa 624mila su un totale di un milione e 700mila, contro le 145mila della Spagna, 83mila della Francia, 138mila della Germania), a dimostrare quanto da noi i sedicenti movimenti "per la vita" siano radicati e attivi. E d'altronde ciò non stupisce, se si pensa che la media degli obiettori di coscienza alla legge 194 sull'interruzione di gravidanza si attesta al 70 per cento su scala nazionale.
Ma veniamo all'embrione e al suo riconoscimento giuridico. La mira è chiara: equiparare l'aborto e la ricerca sugli embrioni in sovrannumero (quelli crioconservati senza alcuna possibilità di impianto) all'omicidio. Perché se l'embrione avesse la dignità giuridica di persona, il suo diritto alla vita si contrapporrebbe a quello della donna di interrompere la gravidanza e tra i due diritti prevarrebbe, come di solito in giurisprudenza, quello del soggetto più debole, l'embrione. Si arriverebbe così al paradosso di una guerra di diritti tra due entità non paragonabili se non nella testa degli integralisti religiosi: un embrione (una persona che ancora non è) e una donna (una persona che è). Ovvio che l'Europa non possa violentare le legislazioni nazionali definendo l'aborto un omicidio, ma chiedere di riconoscere la dignità giuridica dell'embrione è il primo passo, nella testa dei prolife, per togliere alle donne il diritto basilare di decidere sul loro corpo.
Il problema però esiste nei Paesi in via di sviluppo: l'iniziativa Uno di noi prende di mira in particolare i fondi (circa 120 milioni di dollari ogni anno) che l'Ue eroga a organizzazioni non governative per la protezione della salute riproduttiva delle donne. Secondo quanto afferma la Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per l'applicazione legge 194), in questi Paesi muoiono quasi 800 donne al giorno per problemi legati alla gravidanza o al parto. Ecco quindi che chi dice di "difendere la vita" (come se chi è a favore dell'aborto difendesse la morte) in realtà è interessato solo a "difendere" il concepimento, intoccabile per dogma di fede qualsiasi cosa ciò comporti per la madre.
Il ruolo della Chiesa, responsabile di questi deliri antiumanitari che ledono la libertà di scelta e il diritto alla salute delle donne, è enorme e senza scuse. L'11 aprile, il giorno dopo la consegna delle firme a Bruxelles, Bergoglio ha ricevuto in udienza prima i rappresentanti dell'Ufficio internazionale cattolico dell'infanzia e poi quelli del Movimento della vita, una delle associazioni promotrici della campagna Uno di noi. Ai primi ha detto: «Mi sento chiamato a farmi carico di tutto il male che alcuni sacerdoti, abbastanza in numero ma non in proporzione alla totalità, e a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini». Ai secondi, elogiando la loro opera di difesa della vita dal concepimento alla morte, ha citato testualmente il Concilio Vaticano II: «L'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli».
Il messaggio è chiaro. Abusare sessualmente di un bambino è un «male», mentre abortire è un «delitto abominevole». Nonostante la presunta innovazione di Bergoglio, nulla si discosta da ciò che è sempre stato inciso a fuoco nella dottrina cattolica: l'aborto è un peccato talmente grave da meritare la scomunica latae sententiae (ossia d'ufficio) per la donna, mentre la violenza su un bambino, peccato meno grave, si risolve con il pentimento e la preghiera. In altri termini ancora, violare l'infanzia lasciando tracce indelebili per la vita è molto meno grave che distruggere un'entità biologica senza terminazioni nervose. Il prodotto del concepimento vale più di un essere umano, insomma. Più di un bambino, più di una donna, e i prolife diffondono questa "verità" per il mondo con la benedizione del papa. Che poi l'embrione, diventato persona, possa essere abusato per mano di un pastore di anime o morire di parto è solo una spiacevole casualità.
(14 aprile 2014)
di Cecilia M. Calamani, da Cronache Laiche
Dopo la bocciatura, lo scorso dicembre, di una risoluzione a tutela della salute riproduttiva della donna - che comprendeva il diritto all'aborto sicuro, l'accesso alla contraccezione e la necessità di educazione sessuale per i ragazzi - il parlamento europeo si trova di fronte a una nuova prova che ci farà capire in quale misura l'ultraconservatorismo bigotto sta prendendo piede tra gli scranni del vecchio continente.
Con un'audizione pubblica, il 10 aprile sono state presentate a Bruxelles le firme raccolte nei 28 paesi membri per la campagna Uno di noi, che chiede all'Unione europea di porre fine al sostegno politico ed economico di attività che potrebbero comportare la distruzione di embrioni umani, inclusa la ricerca sulle cellule staminali embrionali e i servizi di aborto sicuro erogati da organizzazioni non governative nei Paesi in via di sviluppo. Il caposaldo della petizione è la richiesta di riconoscimento giuridico dell'embrione umano, che comporterebbe il diritto «alla vita e dell'integrità» sin dal momento del concepimento.
Nell'attesa della risposta del parlamento europeo, prevista entro il 28 maggio, possiamo provare a capire cosa succederebbe se una simile petizione venisse accolta. Intanto c'è da osservare che l'Italia ha fornito da sola il numero più alto di firme valide (circa 624mila su un totale di un milione e 700mila, contro le 145mila della Spagna, 83mila della Francia, 138mila della Germania), a dimostrare quanto da noi i sedicenti movimenti "per la vita" siano radicati e attivi. E d'altronde ciò non stupisce, se si pensa che la media degli obiettori di coscienza alla legge 194 sull'interruzione di gravidanza si attesta al 70 per cento su scala nazionale.
Ma veniamo all'embrione e al suo riconoscimento giuridico. La mira è chiara: equiparare l'aborto e la ricerca sugli embrioni in sovrannumero (quelli crioconservati senza alcuna possibilità di impianto) all'omicidio. Perché se l'embrione avesse la dignità giuridica di persona, il suo diritto alla vita si contrapporrebbe a quello della donna di interrompere la gravidanza e tra i due diritti prevarrebbe, come di solito in giurisprudenza, quello del soggetto più debole, l'embrione. Si arriverebbe così al paradosso di una guerra di diritti tra due entità non paragonabili se non nella testa degli integralisti religiosi: un embrione (una persona che ancora non è) e una donna (una persona che è). Ovvio che l'Europa non possa violentare le legislazioni nazionali definendo l'aborto un omicidio, ma chiedere di riconoscere la dignità giuridica dell'embrione è il primo passo, nella testa dei prolife, per togliere alle donne il diritto basilare di decidere sul loro corpo.
Il problema però esiste nei Paesi in via di sviluppo: l'iniziativa Uno di noi prende di mira in particolare i fondi (circa 120 milioni di dollari ogni anno) che l'Ue eroga a organizzazioni non governative per la protezione della salute riproduttiva delle donne. Secondo quanto afferma la Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per l'applicazione legge 194), in questi Paesi muoiono quasi 800 donne al giorno per problemi legati alla gravidanza o al parto. Ecco quindi che chi dice di "difendere la vita" (come se chi è a favore dell'aborto difendesse la morte) in realtà è interessato solo a "difendere" il concepimento, intoccabile per dogma di fede qualsiasi cosa ciò comporti per la madre.
Il ruolo della Chiesa, responsabile di questi deliri antiumanitari che ledono la libertà di scelta e il diritto alla salute delle donne, è enorme e senza scuse. L'11 aprile, il giorno dopo la consegna delle firme a Bruxelles, Bergoglio ha ricevuto in udienza prima i rappresentanti dell'Ufficio internazionale cattolico dell'infanzia e poi quelli del Movimento della vita, una delle associazioni promotrici della campagna Uno di noi. Ai primi ha detto: «Mi sento chiamato a farmi carico di tutto il male che alcuni sacerdoti, abbastanza in numero ma non in proporzione alla totalità, e a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini». Ai secondi, elogiando la loro opera di difesa della vita dal concepimento alla morte, ha citato testualmente il Concilio Vaticano II: «L'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli».
Il messaggio è chiaro. Abusare sessualmente di un bambino è un «male», mentre abortire è un «delitto abominevole». Nonostante la presunta innovazione di Bergoglio, nulla si discosta da ciò che è sempre stato inciso a fuoco nella dottrina cattolica: l'aborto è un peccato talmente grave da meritare la scomunica latae sententiae (ossia d'ufficio) per la donna, mentre la violenza su un bambino, peccato meno grave, si risolve con il pentimento e la preghiera. In altri termini ancora, violare l'infanzia lasciando tracce indelebili per la vita è molto meno grave che distruggere un'entità biologica senza terminazioni nervose. Il prodotto del concepimento vale più di un essere umano, insomma. Più di un bambino, più di una donna, e i prolife diffondono questa "verità" per il mondo con la benedizione del papa. Che poi l'embrione, diventato persona, possa essere abusato per mano di un pastore di anime o morire di parto è solo una spiacevole casualità.
(14 aprile 2014)
pc 20 aprile - L'ARCIVESCOVO DI TARANTO SI SOSTITUISCE A POLITICI E ISTITUZIONI PER RINNOVARE LA RELIGIONE COME "OPPIO"/POTERE SUI POPOLI
(dal blog tarantocontro) L'Arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, fa comizi, sostituendosi ai politici e ai rappresentanti istituzionali, e usa anche la processione dei "Misteri" di venerdì 18 aprile per pacificare la rabbia dei lavoratori e della gente che sta male
Marx diceva che "la religione è
l'oppio dei popoli".
L'Arcivescovo di Taranto,
Filippo Santoro fa di più,
facendone una versione
aggiornata ai tempi della crisi:
la religione è tutto e fa tutto, sostituisce le istituzioni e i
politici di Taranto, interviene
sulle situazioni di lavoro,
sociali in corso, per fare del
potere della Chiesa l'unico "spendibile"; l'Arc. Santoro ha trasformato
gli stessi riti della settimana santa in interventi politico-ideologici di "indirizzo"
alla gente.
l'oppio dei popoli".
L'Arcivescovo di Taranto,
Filippo Santoro fa di più,
facendone una versione
aggiornata ai tempi della crisi:
la religione è tutto e fa tutto, sostituisce le istituzioni e i
politici di Taranto, interviene
sulle situazioni di lavoro,
sociali in corso, per fare del
potere della Chiesa l'unico "spendibile"; l'Arc. Santoro ha trasformato
gli stessi riti della settimana santa in interventi politico-ideologici di "indirizzo"
alla gente.
L'ha fatto in maniera plateale anche Venerdì scorso durante lo svolgimento
della processione dei "misteri".
della processione dei "misteri".
Il suo è stato un comizio vero e proprio che ha cercato di toccare vari temi.
Ne riportiamo sotto degli stralci.
Il suo primo pensiero è andato ai "marò", gli "eroi" mercenari, al servizio dei
grandi armatori, che hanno assassinato due pescatori.
grandi armatori, che hanno assassinato due pescatori.
Poi è passato ai lavoratori che rischiano i licenziamenti, agli operai dell'Ilva che rischiano salute, vita e anche lavoro, a chi si ritrova sempre più povero, poi
alla ripresa dell'azione della grande criminalità a Taranto, alla crisi delle aziende,
ai pescatori, a chi è vittima dell'inquinamento, ai giovani costretti ad emigrare,
al risanamento della città vecchia...
alla ripresa dell'azione della grande criminalità a Taranto, alla crisi delle aziende,
ai pescatori, a chi è vittima dell'inquinamento, ai giovani costretti ad emigrare,
al risanamento della città vecchia...
Con un appello e "soluzioni" che sono interne alla funzione di 'oppio dei popoli'
della religione ma che non restano solo a livello sovrastrutturale: "un punto di riferimento noi lo abbiamo è la croce di Cristo, rimedio per il cuore e per tutta
la società" e quindi, la "risposta" è: non essere divisi, non lamentarsi
(protestare), ma riconciliarsi, pregare "per quelli che ci governano: che lo
facciano davvero, che siano saggi, efficienti e che costruiscano il bene comune...". Facendo di fatto un'operazione di pacificazione, di deviazione,
di diga verso le lotte in corso e future.
della religione ma che non restano solo a livello sovrastrutturale: "un punto di riferimento noi lo abbiamo è la croce di Cristo, rimedio per il cuore e per tutta
la società" e quindi, la "risposta" è: non essere divisi, non lamentarsi
(protestare), ma riconciliarsi, pregare "per quelli che ci governano: che lo
facciano davvero, che siano saggi, efficienti e che costruiscano il bene comune...". Facendo di fatto un'operazione di pacificazione, di deviazione,
di diga verso le lotte in corso e future.
Il tutto condito da un autopropaganda per quello che lui e la sua diocesi stanno facendo.
Un arcivescovo che quindi agisce fino in fondo da Istituzione politica che
interviene e indica la strada: rivolgersi al potere della Chiesa. Lo fa per
riconciliare le masse con un sistema generale politico/istituzionale
in crisi; che in questa città raggiunge i livelli più bassi, incapace anche
di fare il suo vecchio, normale "mestiere".
interviene e indica la strada: rivolgersi al potere della Chiesa. Lo fa per
riconciliare le masse con un sistema generale politico/istituzionale
in crisi; che in questa città raggiunge i livelli più bassi, incapace anche
di fare il suo vecchio, normale "mestiere".
Il richiamo a Bergoglio dell'Arcivescovo di Taranto (che nel 2015 farà venire a Taranto), non è a caso, ma sottolinea la sintonia dell'azione della Chiesa di
Taranto con quella nazionale.
Taranto con quella nazionale.
QUESTA FUNZIONE/SOSTITUZIONE ISTITUZIONALE DELLA CHIESA E'
FORTEMENTE DEVIANTE VERSO I LAVORATORI, I GIOVANI, I DISOCCUPATI,
CHE DEVONO RESPINGERE LE "SIRENE" E COSTRUIRE LA LORO STRADA DI SCONTRO/GUERRA CON I PALAZZI DEL POTERE E CHI LI OCCUPA.
FORTEMENTE DEVIANTE VERSO I LAVORATORI, I GIOVANI, I DISOCCUPATI,
CHE DEVONO RESPINGERE LE "SIRENE" E COSTRUIRE LA LORO STRADA DI SCONTRO/GUERRA CON I PALAZZI DEL POTERE E CHI LI OCCUPA.
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pc 20 aprile - la mela marcia di alfano
LA MELA MARCIA
Ha ragione il ministro degli Affari
interni, Angelino Al Fano: l'Italia è un corpo sano; il problema è che c'è anche
tanta brutta gente: tra questi spiccano gli apparati repressivi dello Stato
borghese - che rispondono proprio a lui - e lo stesso vice presidente del
Consiglio dei ministri che quando apre bocca lo fa solo ed esclusivamente per
sparare str...ate.
Che il Diversamente Forzitaliota fosse uno dei pilastri dello schifo che fa il potere borghese non c'era dubbio, ma da venerdì diciotto aprile anche il più sprovveduto degli italiani ha in mano le carte per capire quanto sia indecente il politicante in questione: solo un essere spregevole come lo Zerbino Agrigentino si può permettere di fare affermazioni del tenore di quelle uscite dalla sua bocca.
"Le forze dell'ordine sono un corpo sano: ci sono solo poche mele marce", ha il coraggio di affermare l'Al Fano: né lui, né gli imbrattacarte dei quotidiani borghesi che tacciono su queste farneticazioni, sembrano ricordare tutte le infamie perpetrate - nel corso di centinaia di manifestazioni pacifiche caricate a freddo e senza alcun motivo - dai rappresentanti delle 'forze dell'ordine'.
Che il Diversamente Forzitaliota fosse uno dei pilastri dello schifo che fa il potere borghese non c'era dubbio, ma da venerdì diciotto aprile anche il più sprovveduto degli italiani ha in mano le carte per capire quanto sia indecente il politicante in questione: solo un essere spregevole come lo Zerbino Agrigentino si può permettere di fare affermazioni del tenore di quelle uscite dalla sua bocca.
"Le forze dell'ordine sono un corpo sano: ci sono solo poche mele marce", ha il coraggio di affermare l'Al Fano: né lui, né gli imbrattacarte dei quotidiani borghesi che tacciono su queste farneticazioni, sembrano ricordare tutte le infamie perpetrate - nel corso di centinaia di manifestazioni pacifiche caricate a freddo e senza alcun motivo - dai rappresentanti delle 'forze dell'ordine'.
Genova, 20 aprile 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti
Alessandria/Genova
pc 20 aprile - A Palermo con Rosalba - corrispondenza da Mfpr Palermo
SIT-IN DI COMPAGNE, DONNE, STUDENTESSE IERI 19 APRILE ALL'OSPEDALE DI VILLA SOFIA IN SOLIDARIETA' A ROSALBA, LA GIOVANE DONNA ACCOLTELLATA E QUASI UCCISA DAL SUO EX LA SCORSA SETTIMANA A PALERMO PERCHE' LEI LO AVEVA LASCIATO.
UN' INIZIATIVA DI SOLIDARIETA', DENUNCIA E LOTTA SCATURITA DALL'ASSEMBLEA, PROMOSSA DAL COLLETTIVO ANILLO DE FUEGO, CHE SI SI E' TENUTA GIOVEDI' SCORSO ALL'AULA ROSTAGNO PRESSO IL COMUNE DI PALERMO, IN CUI COME COMPAGNE DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO E LAVORATRICI/PRECARIE SLAI COBAS PER IL S.C. ABBIAMO PARTECIPATO.ROSALBA E' UN'ALTRA DONNA OFFESA GRAVEMENTE CHE SI AGGIUNGE PURTROPPO AD UN LUNGO ELENCO DI DONNE UCCISE, VIOLENTATE, MOLESTATE, AGGREDITE NEL NOSTRO PAESE... UNA VIOLENZA AMPIA, SISTEMICA CHE E' IL FRUTTO PIU' MARCIO DI QUESTA SOCIETA' CAPITALISTA CHE FACENDO A 360 GRADI DELL'OPPRESSIONE DELLA MAGGIORANZA DELLE DONNE UN SUO CARDINE/BASE SPARGE IN OGNI AMBITO, FAMILIARE, LAVORATIVO, CULTURALE, SESSUALE..., UN HUMUS REAZIONARIO, SESSISTA, MASCHILISTA CHE ALIMENTA LA VIOLENZA SULLE DONNEUNA SOCIETA' BARBARA CHE NON PUO' ESSERE RIFORMATA MA ROVESCIATA, CONTRO CUI LA MAGGIORANZA DELLE DONNE E' CHIAMATA AD ESSERE IN PRIMA FILA NELLA DOPPIA LOTTA, CONTRO LA DOPPIA VIOLENZA DI CLASSE E DI GENERE.PER OGNI DONNA STUPRATA, UCCISA, OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA PER OGNI DONNA OFFESA NON BASTA IL LUTTO PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO IL CORPO DELLE DONNE NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTAALCUNI TRA GLI SLOGAN LANCIATI DALLE DONNE ALTERNATI AD INTERVENTI AL MEGAFONO PER FARE SENTIRE INNANZITUTTO FORTE LA VICINANZA A ROSALBA MENTRE CI SI SPOSTAVA FACENDO UN BREVE CORTEO DALL'INGRESSO DELL'OSPEDALE VERSO IL REPARTO IN CUI SI TROVA RICOVERATA ROSALBA LA QUALE TRAMITE PERSONALE DELL'OSPEDALE E' STATA AVVISATA DELLA PRESENZA DELLE DONNE E HA FATTO SAPERE DI ESSERE CONTENTA E CHE AVREBBE VOLUTO AFFACCIARSI DALLA FINESTRA.UN FORTE APPLAUSO E' STATO LANCIATO VERSO DI LEI E VERSO TUTTE LE ALTRE DONNE CHE SONO STATE UCCISE, VIOLENTATE, CHE SONO OPPRESSE...LA NOSTRA DOPPIA LOTTA DOPPIA E' LUNGA E ARTICOLATA MA CERTAMENTE NON SI FERMA!
COMPAGNE DEL MFPR
LAVORATRICI/PRECARIE SLAI COBAS S.C.
pc 20 aprile - COME PRESENTANO I PADRONI LA LORO "ECONOMIA"
Il Sole 24 Ore all'inizio dell'anno ha fatto una Guida pratica: "Il Dizionario dell'Economia - che cosa cambia dopo la crisi", che contiene definizioni ad usum di parte (capitalista).
Si tratta, per chi ne ha voglia, di una lettura tutto sommato amena.
Riportiamo, questa volta, uno stralcio dalla voce in cui viene "spiegato" cosa è il PIL.
Per gli "economisti" borghesi, ci sono solo il capitale, consistente in macchine, locali, materie prime, e il lavoro messo dal padrone che costituisce il "valore aggiunto" e che quindi deve avere un giusto "compenso".
Lo sfruttamento della forza-lavoro, dell'operaio, che produce il plusvalore semplicemente non compare...
PIL E VALORE AGGIUNTO
"... Il Pil (prodotto interno lordo) dell'Italia è il valore di tutti i beni e servizi prodotti nel territorio italiano. L'aggettivo lordo indica che dal valore dei beni non è stato sottratto l'ammortamento del capitale, cioè quella quota di macchine e costruzioni che rappresenta l'usura connessa all'uso di quel capitale...
.... cosa è il valore aggiunto. Se il fornaio per produrre il pane compera le "materie prime" (farina, lievito, energia...) per 60 e rivende poi il pane per 130, si dice che il suo "valore aggiunto" è di 70.
Il valore aggiunto corrisponde quindi a ciò che il fornaio ha "aggiunto" al valore di ciò che ha comprato per farne il valore di ciò che ha venduto.
Corrisponde, quindi, al compenso per il suo lavoro e al compenso per il suo capitale (le macchine, i locali...). Ma anche il valore del lievito che ha comperato ha il suo valore aggiunto: risalendo da ogni prodotto finito alla materia prima, tutti i beni e i servizi alla fine si possono scomporre in termini di valore aggiunto. E allora, per l'economia nel suo complesso, valore aggiunto equivale a Pil: il compenso per il lavoro e il capitale impiegati in Italia è il Pil..."
Si tratta, per chi ne ha voglia, di una lettura tutto sommato amena.
Riportiamo, questa volta, uno stralcio dalla voce in cui viene "spiegato" cosa è il PIL.
Per gli "economisti" borghesi, ci sono solo il capitale, consistente in macchine, locali, materie prime, e il lavoro messo dal padrone che costituisce il "valore aggiunto" e che quindi deve avere un giusto "compenso".
Lo sfruttamento della forza-lavoro, dell'operaio, che produce il plusvalore semplicemente non compare...
PIL E VALORE AGGIUNTO
"... Il Pil (prodotto interno lordo) dell'Italia è il valore di tutti i beni e servizi prodotti nel territorio italiano. L'aggettivo lordo indica che dal valore dei beni non è stato sottratto l'ammortamento del capitale, cioè quella quota di macchine e costruzioni che rappresenta l'usura connessa all'uso di quel capitale...
.... cosa è il valore aggiunto. Se il fornaio per produrre il pane compera le "materie prime" (farina, lievito, energia...) per 60 e rivende poi il pane per 130, si dice che il suo "valore aggiunto" è di 70.
Il valore aggiunto corrisponde quindi a ciò che il fornaio ha "aggiunto" al valore di ciò che ha comprato per farne il valore di ciò che ha venduto.
Corrisponde, quindi, al compenso per il suo lavoro e al compenso per il suo capitale (le macchine, i locali...). Ma anche il valore del lievito che ha comperato ha il suo valore aggiunto: risalendo da ogni prodotto finito alla materia prima, tutti i beni e i servizi alla fine si possono scomporre in termini di valore aggiunto. E allora, per l'economia nel suo complesso, valore aggiunto equivale a Pil: il compenso per il lavoro e il capitale impiegati in Italia è il Pil..."
pc 20 febbraio - Turchia, il divieto del 1° maggio in Piazza Taksim non passerà!
Turchia,vietato il Primo Maggio in Piazza Taksim. I movimenti non ci stanno
E' la notizia che sta rimbalzando tra social media, network di movimenti e stampa mainstream turchi, dopo che vari sindacati maggioritari e associazioni si sono visti negata la loro rchiesta formale di utilizzo della Piazza, luogo di resistenza e teatro degli episodi conflittuali venuti alla ribalta in tutto il mondo a partire dallo sgombero lo scorso anno degi occupanti dell'adiacente Gezi Park.
Il Prefetto ha rincarato la dose adducendo la motivazione che si starebbe approntando una apposita zona per le manifestazioni, lontano dal centrale quartiere Kadikoy, che verrebbe situata in periferia, nella parte anatolica della città.
Una proposta inaccettabile per i movimenti anti-Erdogan e i partiti della sinistra extraparlamentare, che hanno ribadito la loto intenzione di voler festeggiare il Primo Maggio di Piazza Taksim.
Un Primo Maggio che, contrariamente alle sfilate e ai concertini che regolarmente ne svuotano i contenuti rivendicativi in molti paesi dell'Europa Occidentale, ha significato negli ultimi anni una data centrale per la ripresa della conflittualità sociale.
Una data che, dopo l'affronto del Prefetto - allineato con il Governo centrale - si preannuncia ad alta tensione, anche a seguito del rinnovato fermento sul fronte operaio, con la rivolta che ha avuto luogo ieri a Kutahya, dove i dipendenti licenziati dall'ex azienda nazionale dell'energia, la (fu) Çelikler Seyitömer Elektrik Üretim A.Ş, hanno fronteggiato la polizia per ore fin dentro lo stabilimento, nel tentativo di opporsi alla privatizzazione completa dell'ente e la delocalizzazione forzata dello stabilimento.
pc 20 aprile - VERITA’ E GIUSTIZIA ANCHE NEI PROCESSI, NESSUNA IMPUNITA’ PER I PADRONI ASSASSINI
24 APRILE DALLE ORE 10, A ROMA PRESIDIO A
PIAZZA CAVOUR (davanti alla Corte di Cassazione) IN CONCOMITANZA CON LA
SENTENZA SUL CASO THYSSENKRUPP, promosso da RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA
SUL LAVORO E SUI TERRITORI, dal COMITATO 5 APRILE di Roma e da ex lavoratori
Thyssenkrupp.
APPELLO A DELEGATI-E DI POSTO DI LAVORO, RLS, ASSOCIAZIONI DI GIURISTI, ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI SINDACALI, FORZE POLITICHE E MOVIMENTI DI LOTTA A PARTECIPARE AL PRESIDIO - ASSEMBLEA E A SOSTENERE LE MOBILITAZIONI SU SALUTE E SICUREZZA.
Noi non dimentichiamo nulla, giustizia per le vittime della strage operaia della Thyssenkrupp di Torino e le loro famiglie.....in occasione della sentenza della Corte di Cassazione sul caso della strage
operaia con 7 morti della Thyssen di Torino, soprattutto per segnalare il forte rischio di un “colpo di spugna” degli effetti della sentenza di primo grado, già ridotta in appello, che potrebbe portare a conclusioni di parziale impunità per i reali responsabili di questa ennesima e grave strage sul lavoro e del lavoro... in caso di ulteriore riduzione dei capi di imputazione nei gradi di merito di giudizio e di sentenza favorevole in Cassazione agli imputati, si creerebbe un pessimo precedente non solo giudiziario, ma un rischio per altre sentenze rilevanti, come quella sempre in Cassazione sul caso ETERNIT di Casale Monferrato o come nei processi in corso per la strage ferroviaria di VIAREGGIO o dell’ILVA di TARANTO…
PRETENDIAMO VERITA’ E GIUSTIZIA ANCHE NEI PROCESSI, NESSUNA IMPUNITA’ PER I PADRONI ASSASSINI e chi protegge il profitto, sulla pelle di chi lavora e sulle loro famiglie.
Riferimento
Comitato 5 aprile circolotlc@hotmail.com, usicons.roma@gmail.com,
sede
presso Associazione Usicons onlus Largo G. Veratti 25 Roma fax 06 77201444
e mail riferimento RETE NAZIONALE bastamortesullavoro@gmail.com,
sito bastamortesullavoro@domeus.it,
APPELLO A DELEGATI-E DI POSTO DI LAVORO, RLS, ASSOCIAZIONI DI GIURISTI, ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI SINDACALI, FORZE POLITICHE E MOVIMENTI DI LOTTA A PARTECIPARE AL PRESIDIO - ASSEMBLEA E A SOSTENERE LE MOBILITAZIONI SU SALUTE E SICUREZZA.
Noi non dimentichiamo nulla, giustizia per le vittime della strage operaia della Thyssenkrupp di Torino e le loro famiglie.....in occasione della sentenza della Corte di Cassazione sul caso della strage
operaia con 7 morti della Thyssen di Torino, soprattutto per segnalare il forte rischio di un “colpo di spugna” degli effetti della sentenza di primo grado, già ridotta in appello, che potrebbe portare a conclusioni di parziale impunità per i reali responsabili di questa ennesima e grave strage sul lavoro e del lavoro... in caso di ulteriore riduzione dei capi di imputazione nei gradi di merito di giudizio e di sentenza favorevole in Cassazione agli imputati, si creerebbe un pessimo precedente non solo giudiziario, ma un rischio per altre sentenze rilevanti, come quella sempre in Cassazione sul caso ETERNIT di Casale Monferrato o come nei processi in corso per la strage ferroviaria di VIAREGGIO o dell’ILVA di TARANTO…
PRETENDIAMO VERITA’ E GIUSTIZIA ANCHE NEI PROCESSI, NESSUNA IMPUNITA’ PER I PADRONI ASSASSINI e chi protegge il profitto, sulla pelle di chi lavora e sulle loro famiglie.
Riferimento
Comitato 5 aprile circolotlc@hotmail.com, usicons.roma@gmail.com,
sede
presso Associazione Usicons onlus Largo G. Veratti 25 Roma fax 06 77201444
e mail riferimento RETE NAZIONALE bastamortesullavoro@gmail.com,
sito bastamortesullavoro@domeus.it,
pc 20 aprile - Moretti accusato di strage e rovina Ferrovie passa a Finmeccanica
Subject: SULLA
NUOVA NOMINA DI MORETTI: CHI NON PIANGE NON PUPPA...
Il governo Renzi ha
definitivamente promosso l'AD delle Ferrovie Moretti ad Amministratore Delegato
di Finmeccanica.
Dopo le rinomine di
AD delle Ferrovie dei governi Berlusconi e Letta, ora è Renzi a nominarlo in
altro incarico.
Moretti, dopo aver
vandalizzato il trasporto locale e regionale, oltre ad aver attuato una politica
di abbandono della sicurezza in ferrovia, andrà ad occuparsi di difesa e di
armamenti.
Un personaggio,
questo Moretti, molto protetto e coccolato dal potere e dai palazzi di
potere.
Oramai è dato per
certo che Moretti sia uno degli "uomini" di Napolitano, tanto che nel 1°
anniversario della strage lo fregiò del titolo di cavaliere
(?).
Un mese fa Moretti
si era lamentato per un possibile ritocco in basso al suo stipendio delle
ferrovie di 873.666 euro. Renzi lo aveva immediatamente
rassicurato.
Infatti il suo
stipendio di AD di Finmeccanica finalmente potrà essere ritoccato in alto. Le
indiscrezioni dicono che percepirà 900.000 euro, quindi 27.000 euro in più del
precedente.
Moretti, rinviato a
giudizio per le 32 Vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno
2009, accresce così il suo potere politico, industriale,
economico.
assemblea 29 giugno viareggio
pc 20 aprile - FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO CONTRO LA CGIL: “NON DIFENDETE CHI VUOLE SICUREZZA”
“Noi siamo delle tensioni? Guardateci negli occhi. Siamo delle tensioni, noi? Siamo dei papà,
delle mamme, che hanno visto i loro figli bruciare vivi, neri, arsi,
abbrustoliti. Non dovete, non potete. Noi rigettiamo questa vostra definizione”.
E’ stato un duro
atto d’accusa l’intervento di Daniela Rombi, presidente del “Mondo che vorrei“,
l’Associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di
Viareggio (2009), al congresso nazionale della FILT-CGIL.
La sigla sindacale
del settore trasporti aveva invitato all’appuntamento anche Mauro Moretti, AD di
Ferrovie e imputato per il disastro che ha provocato 32 morti. Le associazioni
avevano protestato e allora Moretti aveva dovuto rinunciare al suo intervento.
Ma una nota del
FILT-CGIL aveva spiegato questa assenza per le “possibili tensioni locali”.
Da qui la rabbia
doppia dei familiari.
“Sono stati
licenziati ferrovieri, perché hanno osato parlare di sicurezza” – ha detto la
Rombi che nella strage ha perso una figlia di 21 anni, Emanuela – “Pensavo che
il sindacato difendesse queste persone, ma sinceramente io non ho visto cosa
avete fatto voi per queste persone”.
“Vorrei che per un
attimo pensaste ai vostri figli” – ha scandito di nuovo la presidente
dell’Associazione dei familiari delle vittime – “Se andaste a casa e non li
trovaste più. Di che cosa avreste paura, dopo? Che cosa avete da perdere dopo?
Noi non abbiamo più niente da perdere. Noi purtroppo non abbiamo più i nostri
figli: la sera non tornano a casa. Ma noi pretendiamo in ogni luogo e in ogni
organizzazione verità, giustizia e sicurezza”.
E ha auspicato che
la CGIL “il cui avvocato non si è mai presentato a processo” ritiri la
costituzione di parte civile: “Non ne abbiamo bisogno”.
Il video
dell’intervento di Daniela Rombi al link:
sabato 19 aprile 2014
pc 19 aprile - ILVA Taranto - incredibile faccia tosta dei sindacati confederali, vogliono essere parte civile al processo contro padron Riva di cui sono stati complici per decenni
scandalo a taranto
Le burocrazie sindacali di cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con il loro giudizio con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione dei loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri, ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamente affidabili tanto da farne "interlocutore privilegiato"; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodi di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa, quando avrebbero dovuto essere nel processo come imputati per concorso
La Fiom e la Cgil si costituiscono parte civile nel processo contro l’Ilva di Taranto.
La decisione è stata assunta sia dal sindacato dei metalmeccanici a livello locale e nazionale, sia dalla Camera del Lavoro di Taranto della Cgil nazionale. “Sono tantissimi i casi che come Fiom con l’avvocato Massimiliano Del Vecchio abbiamo condotto nelle aule del tribunale con diagnosi mediche o perizie epidemiologiche che certificavano quanto le lavorazioni all’interno del siderurgico avessero pesato su carcinomi o mesoteliomi di centinaia di operai dell’Ilva” è quanto ricorda Donato Stefanelli, segretario generale della Fiom Cgil Taranto che annuncia per il prossimo 23 aprile una conferenza stampa in cui saranno spiegate le ragioni della scelta di costituirsi parte civile.
Le burocrazie sindacali di cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con il loro giudizio con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione dei loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri, ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamente affidabili tanto da farne "interlocutore privilegiato"; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodi di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa, quando avrebbero dovuto essere nel processo come imputati per concorso
Processo Ilva, “Fiom e Cigl parte civile”
Il sindacato dei metalmeccanici ionici e nazionale scende in campo Stefanelli: Siamo da sempre in lotta per difendere la salute umana
Donato Stefanelli, segretario generale Fiom Cgil Taranto
n.c.
La decisione è stata assunta sia dal sindacato dei metalmeccanici a livello locale e nazionale, sia dalla Camera del Lavoro di Taranto della Cgil nazionale. “Sono tantissimi i casi che come Fiom con l’avvocato Massimiliano Del Vecchio abbiamo condotto nelle aule del tribunale con diagnosi mediche o perizie epidemiologiche che certificavano quanto le lavorazioni all’interno del siderurgico avessero pesato su carcinomi o mesoteliomi di centinaia di operai dell’Ilva” è quanto ricorda Donato Stefanelli, segretario generale della Fiom Cgil Taranto che annuncia per il prossimo 23 aprile una conferenza stampa in cui saranno spiegate le ragioni della scelta di costituirsi parte civile.
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