martedì 22 aprile 2014

pc 22 aprile - Dopo il 12 aprile, ci serve irradiare su tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità di porsi all'altezza dello scontro con il governo

.....Certo, ci serve un piano di lotta articolato per richiamare in servizio tutte le anime dell'opposizione; anche se non proprio tutte, è bene che qualche opportunista di troppo, qualche denigratore e liquidatore della prima ora si perda.
Ma soprattutto ci serve irradiare su tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità di porsi all'altezza dello scontro con il governo che “non vuole mediazioni” che non siano la demagogia para-dittatoriale messa in mostra tutti i giorni, mentre non solo ci tolgono le case, ma tolgono, come barbari criminali con l'odioso “decreto Lupi”, luce, acqua a chi occupa, come vile violenza anche razzista verso le masse senza casa che sono molto spesso masse immigrate; o che pretende di ridurre il reddito a chi non ne ha e vuole trasformarci tutti in una massa di precari e disoccupati in lotta tra di noi; che a chi chiede case e lavoro risponde che la “democrazia” è la polizia.
Non è dato a chi lotta realmente, a chi vuole fino in fondo rovesciare il jobs act, il governo e lo Stato, crearsi falsi problemi e immergersi in un autodibattito o in una riflessione fatta spesso di presunti “massimi sistemi” - tanta parte del dibattito su “l'Europa” e “fuori dall'Europa” è aria fritta.
Proletari e masse combattono nell'Europa imperialista contro il governo imperialista italiano al servizio dello “spazio al sole” dei padroni italiani e contro il loro Stato.
E' questo che dobbiamo spazzare via con la lotta di classe, la rivolta proletaria e popolare, la rivoluzione proletaria e socialista nel nostro paese....
dal comunicato nazionale di proletari comunisti  PCm Italia

pc 22 aprile - A Istanbul per i prigionieri politici - adesione e partecipazione di proletari comunisti - PCm Italia

  Istanbul 25-27 aprile Symposium Internazionale su carcere e prigionieri politici

Questo appello è disponibile, oltre che in italiano, in francese, tedesco, turco e inglese.
info a cura della commissione soccorso rosso proletario: pcro.red@gmail.com


APPELLO PER UN SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLE CARCERI
I PRIGIONIERI POLITICI NON SONO SOLI, LOTTIAMO PER LA LORO LIBERTÀ!
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI E DI GUERRA!
promuovono e partecipano
Confederazione dei lavoratori dalla Turchia in Europa (ATiK), Comitato Internazionale di Solidarietà coi Prigionieri Politici (UPOTUDAK) Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Germania (ATiF), Federazione dei lavoratori e giovani dalla in Austria (ATİGF), Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Olnada (HTİF), Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Svizzera (İTİF), Confederazione dei lavoratori dalla Turchia in Europa – Gioventù di Muova Democrazia (ATiK-YDG), Confederazione dei lavoratori dalla Turchia in Europa – Donne Nuove (AtiK- YK), Confederazione per I Diritti Democratici in Europa (ADHK), Federazione per i Diritti Democratici in Germania, (ADHF) Federazione per i Diritti Democratici in Svizzera (İDHF), Federazione per i Diritti Democratici in Francia (FDHF), Centro Culturale Cento Fiori , Londra (YÇKM), Federazione per i Diritti Democratici in Austria (ADHF), Movimento democratico delle Donne in Europa (ADKH), Movimento democratico dei Giovani in Europa (ADGH), ALINTERI-Europa, Proletariato Rivoluzionario (Devrimci Proleterya) Un Mondo da Vivere (Yaşanacak Dünya), Comitato di Solidarietà coi Prigionieri Politici (AÖTDK), Confederazione degli Oppressi Rifugiati  in Europa (Aveg-KOM), Federazione dei rifugiati in Germana,(AGİF), Associazione dei Lavoratori Rifugiati a Parigi (ACTİT), Associazione dei Lavoratori Rifugiati in Svizzera (İGİF) Collettivo degli Oppressi Rifugiati in Belgio (BEGK) 
Commissione per un Soccorso Rosso Proletario, PCm Italia

pc 22 aprile - Un operaio Ilva Taranto ci scrive: Fiom parte civile? Ben più che "faccia tosta"...

Colgo l'occasione delle feste pasquali per porgervi i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua e Pasquetta ringraziarvi per gli aggiornamenti continui che mi mandate

Io credo che "faccia tosta" sia ben altre cose; "faccia tosta" lo dico a mia figlia quando nega di non aver fatto una cosa; "faccia tosta" è quasi simpatico, "faccia tosta" anche come "capatosta", come ostinazione a fare qualcosa, a esprimere le proprie idee, a tenere a bada i complimenti. Sicuro di "faccia tosta" serve nella vita per portare a termine le piccole grandi vittorie, "faccia tosta" è colui che nega ad ogni costo anche di fronte a una disarmante evidenza dei fatti
Credo che voi siete stati fin troppo gentili a definirli tali.

Costoro non possono sostituirsi a coloro che riconoscono la malattia, la malattia è insindacabile perchè riconosciuta dalla corporazioni sanitarie che riconoscono indennità e invalidità; la malattia e insindacabile non
possono così strumentalizzarla; loro hanno piuttosto creato le condizioni di sviluppo di malattie affiancando i capetti e il padrone a suo piacimento. E strafatto affinché venissero messi in dubbio pratiche operative, condizioni di lavoro, e incrementare quel sistema schifoso di clientelismo e servilismo sgomitando!!
Ci tengo a sottolineare che con questo non voglio discriminare, sminuire l'operato di pochi Rappresentanti che cercano di fare qualcosa di buono ma arrivato a questo punto l'unica cosa di buono che rimane da fare e gettare la spugna perché poi tutto viene distrutto dai capi dai vertici sindacali che fanno accordi con l'azienda. Non è umano non si può accettare che loro pensino di poter deviare il nostro pensiero in maniera così subdola, schifosa, richiamare l'attenzione usando la malattia di colleghi e cercando di confondersi nella mischia. Assolutamente no! Siete stati fin troppo buoni a chiamarli "faccia tosta".

Paradossalmente però bisogna stringere forte, eventualmente dare qualche schiaffo in testa durante le udienze al segretario e ai legali di questi subdoli sindacati perché nonostante il loro viscido operato alle loro spalle ci sono sempre uomini e persone che oltre al 730 ancora ci credono.
Grazie ancora e buona Pasqua
Il giorno 19/apr/2014, alle ore 13:53, "cobasta"  aveva scritto:
"ILVA taranto - incredibile faccia tosta dei sindacati confederali - vogliono essere parte civile al processo contro padron Riva di cui sono stati complici per decenni.
Le burocrazie sindacali cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione di loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamenti affidabili e da farne interlocutore privilegiato; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodo di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa - quando avrebbero dovuto essere nel processo imputati per concorso...".

pc 22 aprile - Pillole comuniste

Le elezioni nei parlamenti borghesi e negli Enti locali sono in generale il punto più basso della democrazia borghese; soprattutto questo punto basso di coscienza di sè e del sistema in cui vivono lo raggiungono le masse, che in generale contribuiscono, in una commedia degli inganni, ad eleggere gli uomini che le ingannano e fungono da comitato di affari dei loro nemici di classe

da Pillole comuniste - 1 -
8-6-2013

lunedì 21 aprile 2014

pc 21 aprile - 2 OPUSCOLI DELLE DONNE: DALL'ANALISI DELLA REALTA' ALLA NUOVA BATTAGLIA DI CLASSE E DI GENERE

Quali gli effetti della crisi sulla vita delle donne, sulle condizioni di lavoro, nelle fabbriche, sulla loro salute, sul non lavoro, nella famiglia, ecc - attraverso un'analisi dettagliata e una inchiesta tra le operaie; perchè sulla condizione delle donne ogni attacco non è solo materiale ma anche ideologico e colpisce tutta la vita; perchè le lavoratrici devono rompere non una ma mille catene e per questo rappresentano tutti i bi/sogni delle donne; perchè la lotta delle donne rompe il maschilismo nella classe; come questo già vive in alcune lotte delle lavoratrici...

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Un racconto vivo, entusiasmante quasi giorno per giorno di come si è costruito il primo "sciopero delle donne", delle battaglie che ha dovuto affrontare, degli ostacoli che tanti hanno messo sul suo cammino; le decine e decine di iniziative che hanno unito le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, le ragazze dal nord al sud; e poi.... lo "sciopero delle donne" che ha cominciato a mostrare che è necessario e possibile l'intreccio tra lotta di classe e lotta di genere.
Ma ha anche mostrato che il femminismo o è proletario e rivoluzionario o è borghese; che le proletarie o sono femministe, rivoluzionarie o restano schiacciate dal riformismo, dal sindacalismo venato di maschilista; che le rivoluzionarie o sono femministe e proletarie o non potranno mai, al di là delle parole, scatenare la furia della maggioranza delle donne come forza poderosa della rivoluzione e della rivoluzione nella rivoluzione.

CHIEDETE QUESTI OPUSCOLI a: mfpr.naz@gmail.com
SI POSSONO ACQUISTARE ON LINE su http://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

pc 21 aprile - Leggi e richiedi il numero 1 nuova serie di 'proletari comunisti' ora ricevibile integrale anche on line - richiedere a: pcro.red@gmail.com


pc 21 aprile - Verso il 25 aprile e il 1° maggio

Il prossimo 25 aprile saremo in piazza contro il vecchio fascismo come contro il moderno fascismo, contro lo Stato di polizia che invece che lavoro e case dà manganellate e arresti a Roma come ovunque.

Per una nuova Resistenza!

1° maggio  rosso proletario e internazionalista, ovunque siamo e ovunque ci siano proletari, giovani e masse.

proletari comunisti - PCm Italia

pc 21 aprile - contro il Governo Renzi e i suoi provvedimenti

Un governo da combattere sui posti di lavoro. Questo ancora manca ed è importante che il sindacalismo di classe e di massa prenda subito delle iniziative di sciopero e manifestazioni, innanzitutto locali per ora. Nel territorio, nelle piazze, questo vede diversi movimenti in lotta per la casa e il lavoro, NoTAV, ecc. e ha visto l'importante passo in avanti della manifestazione di Roma del 12 aprile.

Contro ogni illusione elettorale e riformista, questo richiede il boicottaggio attivo con iniziative di lotta in occasione delle elezioni europee - sviluppando e rafforzando ora il movimento autonomo di lotta contro, invece, le nuove aggregazioni opportuniste vedi 'Rossa' e altre similari che attaccono l'assedio e gli scontri necessari a Roma; il sindacato di classe che è quello che rompe per davvero il silenzio e la pace sociale, con lotte classiste, vedi quelle della logistica, precari e disoccupati con scioperi e blocchi autonomi ecc; il fronte unito delle masse popolari che ancora è al di la da venire e che si costruisce all'interno della lotta di classe, fuori e contro partiti, sindacati confederali, riformisti e opportunisti

proletari comunisti - PCm Italia

pcro.red@gmail.com Leggi http://proletaricomunisti.blogspot.com

pc 21 aprile - Pillole comuniste

E' difficile in fasi in cui la borghesia e l'opportunismo hanno un pieno dominio ideologico, politico e organizzativo e le masse popolari appaiono accettarlo o si rivolgono a demagoghi e ciarlatani, tenere ferma e solida la posizione ideologica e politica dei comunisti e battersi coerentemente per l'autonomia ideologica e politica del proletariato.
Ma solo essa è garanzia di tenuta e di un futuro possibile e quindi solo essa va preservata con orgoglio e forza.

da Pillole comuniste -1-
4-5-2013

domenica 20 aprile 2014

pc 20 aprile - CONTINUA L'INIZIATIVA DEL FONDAMENTALISMO CATTOLICO CONTRO IL DIRITTO D'ABORTO - BERGOGLIO RINCARA

(da Tavolo 4) - Continua l'iniziativa del fondamentalismo cattolico - che il 10 aprile a Bruxelles ha presentato la raccolta firme "Uno di Noi", dove l'uno è l'embrione che sarebbe già Uno e quindi portatore di diritti e le donne che abortiscono delle assassine- contro il diritto di scelta delle donne in tema di maternità, ma è un attacco a tutto tondo perchè attiene al ruolo che vuole le donne subordinate in famiglia, a svolgere un ruolo di supplente per servizi di cura e assistenza sempre più ridotti al lumicino e\o perchè, quando disponibili, non se ne possono sostenere i costi, sopratutto dentro la crisi, la precarietà del lavoro o il non lavoro. Insomma si vogliono riportare le donne a un Moderno Medioevo. Ecco perchè l'attacco al diritto d'aborto che vede il fondamentalismo cattolico svolgere un ruolo di testa d'ariete e che trova come controaltare l'iniziativa delle istituzioni che in modi diversi tendono ad affermare la centralità della famiglia, l'incentivazione alle nascite-preferibilmente italiani- ma a cui non importa nulla della vita concreta, in primis, delle donne, : perchè simbolicamente rappresenta la libertà di scelta delle donne in tutti i campi della vita, contiene il germe della ribellione e di "tutta la vita deve cambiare", contro l'insopportabilità di una condizione che non ha nulla di naturale.

Dopo le veglie di preghiera davanti agli ospedali e la marcia dei fondamentalisti cattolici NO 194 a Milano che vogliono l'abrogazione della 194, ora il movimento per la vita presenta le firme per il riconoscimento giuridico dell'embrione e si prepara per la manifestazione annuale che si terrà il 4 maggio a Roma, con tanto di convegno "scientifico".

In Italia, il riconoscimento giuridico dell'embrione è già stato introdotto nell' art. 1 della L.40 sulla fecondazione: riconoscimento che, insieme all'obiezione di coscienza prevista nella 194, costituiscono una spada di Damocle concreta contro il diritto d'aborto in questo paese. Per questo nella piattaforma dello sciopero delle donne abbiamo posto la necessità di migliorare la 194 con l' abrogazione, in essa, dell'obiezione di coscienza.

Di seguito un articolo sulla campagna Uno di noi .
mfpr- milano


No all’aborto: la follia oscurantista sfida l’Europa

Attacco frontale ai diritti delle donne: no ai finanziamenti per le attività di tutela della salute riproduttiva, sì al riconoscimento giuridico dell'embrione.

di Cecilia M. Calamani, da Cronache Laiche


Dopo la bocciatura, lo scorso dicembre, di una risoluzione a tutela della salute riproduttiva della donna - che comprendeva il diritto all'aborto sicuro, l'accesso alla contraccezione e la necessità di educazione sessuale per i ragazzi - il parlamento europeo si trova di fronte a una nuova prova che ci farà capire in quale misura l'ultraconservatorismo bigotto sta prendendo piede tra gli scranni del vecchio continente.

Con un'audizione pubblica, il 10 aprile sono state presentate a Bruxelles le firme raccolte nei 28 paesi membri per la campagna
Uno di noi, che chiede all'Unione europea di porre fine al sostegno politico ed economico di attività che potrebbero comportare la distruzione di embrioni umani, inclusa la ricerca sulle cellule staminali embrionali e i servizi di aborto sicuro erogati da organizzazioni non governative nei Paesi in via di sviluppo. Il caposaldo della petizione è la richiesta di riconoscimento giuridico dell'embrione umano, che comporterebbe il diritto «alla vita e dell'integrità» sin dal momento del concepimento.

Nell'attesa della risposta del parlamento europeo, prevista entro il 28 maggio, possiamo provare a capire cosa succederebbe se una simile petizione venisse accolta. Intanto c'è da osservare che l'Italia ha fornito da sola il numero più alto di
firme valide (circa 624mila su un totale di un milione e 700mila, contro le 145mila della Spagna, 83mila della Francia, 138mila della Germania), a dimostrare quanto da noi i sedicenti movimenti "per la vita" siano radicati e attivi. E d'altronde ciò non stupisce, se si pensa che la media degli obiettori di coscienza alla legge 194 sull'interruzione di gravidanza si attesta al 70 per cento su scala nazionale.

Ma veniamo all'embrione e al suo riconoscimento giuridico. La mira è chiara: equiparare l'aborto e la ricerca sugli embrioni in sovrannumero (quelli crioconservati senza alcuna possibilità di impianto) all'omicidio. Perché se l'embrione avesse la dignità giuridica di persona, il suo diritto alla vita si contrapporrebbe a quello della donna di interrompere la gravidanza e tra i due diritti prevarrebbe, come di solito in giurisprudenza, quello del soggetto più debole, l'embrione. Si arriverebbe così al paradosso di una guerra di diritti tra due entità non paragonabili se non nella testa degli integralisti religiosi: un embrione (una persona che ancora non è) e una donna (una persona che è). Ovvio che l'Europa non possa violentare le legislazioni nazionali definendo l'aborto un omicidio, ma chiedere di riconoscere la dignità giuridica dell'embrione è il primo passo, nella testa dei prolife, per togliere alle donne il diritto basilare di decidere sul loro corpo.

Il problema però esiste nei Paesi in via di sviluppo: l'iniziativa Uno di noi prende di mira in particolare i fondi (circa 120 milioni di dollari ogni anno) che l'Ue eroga a organizzazioni non governative per la protezione della salute riproduttiva delle donne. Secondo quanto afferma la Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per l'applicazione legge 194), in questi Paesi muoiono quasi 800 donne al giorno per problemi legati alla gravidanza o al parto. Ecco quindi che chi dice di "difendere la vita" (come se chi è a favore dell'aborto difendesse la morte) in realtà è interessato solo a "difendere" il concepimento, intoccabile per dogma di fede qualsiasi cosa ciò comporti per la madre.

Il ruolo della Chiesa, responsabile di questi deliri antiumanitari che ledono la libertà di scelta e il diritto alla salute delle donne, è enorme e senza scuse. L'11 aprile, il giorno dopo la consegna delle firme a Bruxelles, Bergoglio ha ricevuto in udienza prima i rappresentanti dell'Ufficio internazionale cattolico dell'infanzia e poi quelli del Movimento della vita, una delle associazioni promotrici della campagna Uno di noi. Ai primi ha detto: «Mi sento chiamato a farmi carico di tutto il male che alcuni sacerdoti, abbastanza in numero ma non in proporzione alla totalità, e a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini». Ai secondi, elogiando la loro opera di difesa della vita dal concepimento alla morte, ha citato testualmente il Concilio Vaticano II: «L'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli».

Il messaggio è chiaro. Abusare sessualmente di un bambino è un «male», mentre abortire è un «delitto abominevole». Nonostante la presunta innovazione di Bergoglio, nulla si discosta da ciò che è sempre stato inciso a fuoco nella dottrina cattolica: l'aborto è un peccato talmente grave da meritare la scomunica latae sententiae (ossia d'ufficio) per la donna, mentre la violenza su un bambino, peccato meno grave, si risolve con il pentimento e la preghiera. In altri termini ancora, violare l'infanzia lasciando tracce indelebili per la vita è molto meno grave che distruggere un'entità biologica senza terminazioni nervose. Il prodotto del concepimento vale più di un essere umano, insomma. Più di un bambino, più di una donna, e i prolife diffondono questa "verità" per il mondo con la benedizione del papa. Che poi l'embrione, diventato persona, possa essere abusato per mano di un pastore di anime o morire di parto è solo una spiacevole casualità.

(14 aprile 2014)

pc 20 aprile - L'ARCIVESCOVO DI TARANTO SI SOSTITUISCE A POLITICI E ISTITUZIONI PER RINNOVARE LA RELIGIONE COME "OPPIO"/POTERE SUI POPOLI

(dal blog tarantocontro) L'Arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, fa comizi, sostituendosi ai politici e ai rappresentanti istituzionali, e usa anche la processione dei "Misteri" di venerdì 18 aprile per pacificare la rabbia dei lavoratori e della gente che sta male

Marx diceva che "la religione è
l'oppio dei popoli".
L'Arcivescovo di Taranto,
Filippo Santoro fa di più,
facendone una versione
aggiornata ai tempi della crisi:
la religione è tutto e fa tutto, sostituisce le istituzioni e i 
politici di Taranto, interviene 
sulle situazioni di lavoro, 
sociali in corso, per fare del 
potere della Chiesa l'unico "spendibile"; l'Arc. Santoro ha trasformato
gli stessi riti della settimana santa in interventi politico-ideologici di "indirizzo"
alla gente. 
L'ha fatto in maniera plateale anche Venerdì scorso durante lo svolgimento
della processione dei "misteri". 
Il suo è stato un comizio vero e proprio che ha cercato di toccare vari temi. 
Ne riportiamo sotto degli stralci.

Il suo primo pensiero è andato ai "marò", gli "eroi" mercenari, al servizio dei
grandi armatori, che hanno assassinato due pescatori. 
Poi è passato ai lavoratori che rischiano i licenziamenti, agli operai dell'Ilva che rischiano salute, vita e anche lavoro, a chi si ritrova sempre più povero, poi
alla ripresa dell'azione della grande criminalità a Taranto, alla crisi delle aziende,
ai pescatori, a chi è vittima dell'inquinamento, ai giovani costretti ad emigrare,
al risanamento della città vecchia...
Con un appello e "soluzioni" che sono interne alla funzione di 'oppio dei popoli'
della religione ma che non restano solo a livello sovrastrutturale: "un punto di riferimento noi lo abbiamo è la croce di Cristo, rimedio per il cuore e per tutta
la società" e quindi, la "risposta" è: non essere divisi, non lamentarsi
(protestare), ma riconciliarsi, pregare "per quelli che ci governano: che lo
facciano davvero, che siano saggi, efficienti e che costruiscano il bene comune...". Facendo di fatto un'operazione di pacificazione, di deviazione, 
di diga verso le lotte in corso e future. 
Il tutto condito da un autopropaganda per quello che lui e la sua diocesi stanno facendo.

Un arcivescovo che quindi agisce fino in fondo da Istituzione politica che
interviene e indica la strada: rivolgersi al potere della Chiesa. Lo fa per 
riconciliare le masse con un sistema generale politico/istituzionale 
in crisi; che in questa città raggiunge i livelli più bassi, incapace anche 
di fare il suo vecchio, normale "mestiere".
Il richiamo a Bergoglio dell'Arcivescovo di Taranto (che nel 2015 farà venire a Taranto), non è a caso, ma sottolinea la sintonia dell'azione della Chiesa di
Taranto con quella nazionale.

QUESTA FUNZIONE/SOSTITUZIONE ISTITUZIONALE DELLA CHIESA E'
FORTEMENTE DEVIANTE VERSO I LAVORATORI, I GIOVANI, I DISOCCUPATI,
CHE DEVONO RESPINGERE LE "SIRENE" E COSTRUIRE LA LORO STRADA DI SCONTRO/GUERRA CON I PALAZZI DEL POTERE E CHI LI OCCUPA.

Dal Comizio dell'arcivescovo Santoro:
"...Da un po’ di giorni mi accompagna una riflessione inizialmente amara, ma che gettata nel dolore del Signore, si carica di fiducia e di speranza. Riflettevo che magari il nostro popolo in questo periodo potrebbe scoraggiarsi perché tanti miglioramenti auspicati e invocati tardano ad arrivare, a povertà si aggiunge povertà, a sfiducia altra sfiducia.
Se penso ad esempio che tre anni fa proprio da questo balcone mi appellai perché la situazione dei due marò pugliesi si risolvesse. Speriamo che finalmente presto i nostri Latorre e Girone tornino tra noi. E se passiamo al mondo del lavoro che le cose si complicano ancora di più, come accade ai lavoratori dell’indotto della Marina, che ho visitato interpellando il ministro della difesa e ai quali rinnovo tutta la mia solidarietà. Proprio l’altro ieri nel precetto all’Ilva ho affermato in merito alle nostre complesse problematiche che “nonostante ne siano successe tante, se ne siano scritte e dette molte di più, le cose non sono cambiate di molto. Non basta salvare il salvabile bisogna innovare, cercare strade nuove”. Invito a che non ci siano ulteriori proroghe e ritardi perché la vita non può attendere.
E come non ricordare il piccolo Mimmo di Palagiano, caduto nella strage più sanguinosa accaduta in quel territorio. Che le nostre domande trovino risposta!
Se osservo le richieste senza numero da parte dei nostri poveri, le aziende che stentano o che chiudono, la fila di coloro che perdono il posto di lavoro, è inevitabile che la mia preghiera si fa più intensa.
“Alzo gli occhi verso i monti da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto verrà dal Signore (cfr Sal 120). perché noi siamo sue creature...
(Dio) Chiede però la nostra responsabilità ed il nostro impegno serio. Qualcosa abbiamo visto muoversi per la rigenerazione della Città vecchia e dopo l’assemblea che abbiamo fatto in episcopio, diverse entità si stanno interessando a partire dai bisogni e dalle necessità delle persone che vi abitano e da una visione d’insieme della nostra città. Per dare un segno concreto ieri nella messa, nella cena del Signore del Giovedì Santo, ho fatto la lavanda dei piedi a dodici pescatori della città vecchia...
Badate bene che l’invito costante al perseguimento del bene comune non è un invito di circostanza ma un dovere ed un bisogno per questa Città. Non possiamo continuare ad essere divisi. Né tantomeno possiamo pensare di costruire qualcosa di serio facendo a meno gli uni degli altri, o semplicemente lamentandoci.
Il quadro è drammatico e duro. Gli effetti della crisi si stanno facendo sentire ora nella loro virulenza, ma non possiamo lasciarci inghiottire dalle tenebre...
“Un punto di riferimento noi lo abbiamo è la croce di Cristo, rimedio per il cuore e per tutta la società. La croce come segno di amore infinito totale e gratuito...
Vogliamo lasciarci riconciliare dal Signore e così essere costruttori di solidarietà e di speranza per noi per la nostra città ferita per tutta la nostra società. Ti preghiamo per tutti; particolarmente per gli ammalati, specialmente le vittime dell’ inquinamento, per i disoccupati, per i lavoratori e i bambini. Ti preghiamo per i giovani, che non siano costretti ad emigrare per studiare e per lavorare. Ti preghiamo per quelli che ci governano: che lo facciano davvero, che siano saggi, efficienti e che costruiscano il bene comune...

Filippo Santoro - Arcivescovo Metropolita di Taranto

pc 20 aprile - la mela marcia di alfano

LA MELA MARCIA
Ha ragione il ministro degli Affari interni, Angelino Al Fano: l'Italia è un corpo sano; il problema è che c'è anche tanta brutta gente: tra questi spiccano gli apparati repressivi dello Stato borghese - che rispondono proprio a lui - e lo stesso vice presidente del Consiglio dei ministri che quando apre bocca lo fa solo ed esclusivamente per sparare str...ate.
Che il Diversamente Forzitaliota fosse uno dei pilastri dello schifo che fa il potere borghese non c'era dubbio, ma da venerdì diciotto aprile anche il più sprovveduto degli italiani ha in mano le carte per capire quanto sia indecente il politicante in questione: solo un essere spregevole come lo Zerbino Agrigentino si può permettere di fare affermazioni del tenore di quelle uscite dalla sua bocca.
"Le forze dell'ordine sono un corpo sano: ci sono solo poche mele marce", ha il coraggio di affermare l'Al Fano: né lui, né gli imbrattacarte dei quotidiani borghesi che tacciono su queste farneticazioni, sembrano ricordare tutte le infamie perpetrate - nel corso di centinaia di manifestazioni pacifiche caricate a freddo e senza alcun motivo - dai rappresentanti delle 'forze dell'ordine'.
Genova, 20 aprile 2014

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 20 aprile - A Palermo con Rosalba - corrispondenza da Mfpr Palermo

 
SIT-IN DI COMPAGNE, DONNE, STUDENTESSE IERI 19 APRILE ALL'OSPEDALE DI VILLA SOFIA IN SOLIDARIETA' A ROSALBA, LA GIOVANE DONNA ACCOLTELLATA E QUASI UCCISA DAL SUO EX LA SCORSA SETTIMANA A PALERMO PERCHE' LEI LO AVEVA LASCIATO.
UN' INIZIATIVA DI SOLIDARIETA', DENUNCIA E LOTTA SCATURITA DALL'ASSEMBLEA, PROMOSSA DAL COLLETTIVO ANILLO DE FUEGO, CHE SI SI E' TENUTA GIOVEDI' SCORSO ALL'AULA ROSTAGNO PRESSO IL COMUNE DI PALERMO, IN CUI COME COMPAGNE DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO E LAVORATRICI/PRECARIE SLAI COBAS PER IL S.C. ABBIAMO PARTECIPATO.
ROSALBA E' UN'ALTRA DONNA OFFESA GRAVEMENTE CHE SI AGGIUNGE PURTROPPO AD UN LUNGO ELENCO DI DONNE UCCISE, VIOLENTATE, MOLESTATE, AGGREDITE NEL NOSTRO PAESE... UNA VIOLENZA AMPIA, SISTEMICA CHE E' IL FRUTTO PIU' MARCIO DI QUESTA SOCIETA' CAPITALISTA CHE FACENDO A 360 GRADI DELL'OPPRESSIONE DELLA MAGGIORANZA DELLE DONNE UN SUO CARDINE/BASE SPARGE IN OGNI AMBITO, FAMILIARE, LAVORATIVO, CULTURALE, SESSUALE..., UN HUMUS REAZIONARIO, SESSISTA, MASCHILISTA CHE ALIMENTA LA VIOLENZA SULLE DONNE
UNA SOCIETA' BARBARA CHE NON PUO' ESSERE RIFORMATA MA ROVESCIATA, CONTRO CUI LA MAGGIORANZA DELLE DONNE E' CHIAMATA AD ESSERE IN PRIMA FILA NELLA DOPPIA LOTTA, CONTRO LA DOPPIA VIOLENZA DI CLASSE E DI GENERE.
PER OGNI DONNA STUPRATA, UCCISA, OFFESA SIAMO TUTTE PARTE LESA PER OGNI DONNA OFFESA NON BASTA IL LUTTO PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO IL CORPO DELLE DONNE NON SI TOCCA LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA
ALCUNI TRA GLI SLOGAN LANCIATI DALLE DONNE ALTERNATI AD INTERVENTI AL MEGAFONO PER FARE SENTIRE INNANZITUTTO FORTE LA VICINANZA A ROSALBA MENTRE CI SI SPOSTAVA FACENDO UN BREVE CORTEO DALL'INGRESSO DELL'OSPEDALE VERSO IL REPARTO IN CUI SI TROVA RICOVERATA ROSALBA LA QUALE TRAMITE PERSONALE DELL'OSPEDALE E' STATA AVVISATA DELLA PRESENZA DELLE DONNE E HA FATTO SAPERE DI ESSERE CONTENTA E CHE AVREBBE VOLUTO AFFACCIARSI DALLA FINESTRA.
UN FORTE APPLAUSO E' STATO LANCIATO VERSO DI LEI E VERSO TUTTE LE ALTRE DONNE CHE SONO STATE UCCISE, VIOLENTATE, CHE SONO OPPRESSE...
LA NOSTRA DOPPIA LOTTA DOPPIA E' LUNGA E ARTICOLATA MA CERTAMENTE NON SI FERMA!
COMPAGNE DEL MFPR
LAVORATRICI/PRECARIE SLAI COBAS S.C.

pc 20 aprile - COME PRESENTANO I PADRONI LA LORO "ECONOMIA"

Il Sole 24 Ore all'inizio dell'anno ha fatto una Guida pratica: "Il Dizionario dell'Economia - che cosa cambia dopo la crisi", che contiene definizioni ad usum di parte (capitalista). 
Si tratta, per chi ne ha voglia, di una lettura tutto sommato amena. 
Riportiamo, questa volta, uno stralcio dalla voce in cui viene "spiegato" cosa è il PIL.
Per gli "economisti" borghesi, ci sono solo il capitale, consistente in macchine, locali, materie prime, e il lavoro messo dal padrone che costituisce il "valore aggiunto" e che quindi deve avere un giusto "compenso".
Lo sfruttamento della forza-lavoro, dell'operaio, che produce il plusvalore semplicemente non compare...
  
PIL E VALORE AGGIUNTO

"... Il Pil (prodotto interno lordo) dell'Italia è il valore di tutti i beni e servizi prodotti nel territorio italiano. L'aggettivo lordo indica che dal valore dei beni non è stato sottratto l'ammortamento del capitale, cioè quella quota di macchine e costruzioni che rappresenta l'usura connessa all'uso di quel capitale...
.... cosa è il valore aggiunto. Se il fornaio per produrre il pane compera le "materie prime" (farina, lievito, energia...) per 60 e rivende poi il pane per 130, si dice che il suo "valore aggiunto" è di 70.
Il valore aggiunto corrisponde quindi a ciò che il fornaio ha "aggiunto" al valore di ciò che ha comprato per farne il valore di ciò che ha venduto. 
Corrisponde, quindi, al compenso per il suo lavoro e al compenso per il suo capitale (le macchine, i locali...). Ma anche il valore del lievito che ha comperato ha il suo valore aggiunto: risalendo da ogni prodotto finito alla materia prima, tutti i beni e i servizi alla fine si possono scomporre in termini di valore aggiunto. E allora, per l'economia nel suo complesso, valore aggiunto equivale a Pil: il compenso per il lavoro e il capitale impiegati in Italia è il Pil..."

pc 20 febbraio - Turchia, il divieto del 1° maggio in Piazza Taksim non passerà!

Turchia,vietato il Primo Maggio in Piazza Taksim. I movimenti non ci stanno

taksimIl Prefetto di Istanbul ha negato pochi giorni fa l'autorizzazione a celebrare come solito la ricorrenza del Primo Maggio in Piazza Taksim.
E' la notizia che sta rimbalzando tra social media, network di movimenti e stampa mainstream turchi, dopo che vari sindacati maggioritari e associazioni si sono visti negata la loro rchiesta formale di utilizzo della Piazza, luogo di resistenza e teatro degli episodi conflittuali venuti alla ribalta in tutto il mondo a partire dallo sgombero lo scorso anno degi occupanti dell'adiacente Gezi Park.
Il Prefetto ha rincarato la dose adducendo la motivazione che si starebbe approntando una apposita zona per le manifestazioni, lontano dal centrale quartiere Kadikoy, che verrebbe situata in periferia, nella parte anatolica della città.
Una proposta inaccettabile per i movimenti anti-Erdogan e i partiti della sinistra extraparlamentare, che hanno ribadito la loto intenzione di voler festeggiare il Primo Maggio di Piazza Taksim.
Un Primo Maggio che, contrariamente alle sfilate e ai concertini che regolarmente ne svuotano i contenuti rivendicativi in molti paesi dell'Europa Occidentale, ha significato negli ultimi anni una data centrale per la ripresa della conflittualità sociale.
Una data che, dopo l'affronto del Prefetto - allineato con il Governo centrale - si preannuncia ad alta tensione, anche a seguito del rinnovato fermento sul fronte operaio, con la rivolta che ha avuto luogo ieri a Kutahya, dove i dipendenti licenziati dall'ex azienda nazionale dell'energia, la (fu) Çelikler Seyitömer Elektrik Üretim A.Ş, hanno fronteggiato la polizia per ore fin dentro lo stabilimento, nel tentativo di opporsi alla privatizzazione completa dell'ente e la delocalizzazione forzata dello stabilimento.

pc 20 aprile - VERITA’ E GIUSTIZIA ANCHE NEI PROCESSI, NESSUNA IMPUNITA’ PER I PADRONI ASSASSINI

24 APRILE DALLE ORE 10, A ROMA PRESIDIO A PIAZZA CAVOUR (davanti alla Corte di Cassazione) IN CONCOMITANZA CON LA SENTENZA SUL CASO THYSSENKRUPP, promosso da RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E SUI TERRITORI, dal COMITATO 5 APRILE di Roma e da ex lavoratori Thyssenkrupp.
 

APPELLO A DELEGATI-E DI POSTO DI LAVORO, RLS, ASSOCIAZIONI DI GIURISTI, ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI SINDACALI, FORZE POLITICHE E MOVIMENTI DI LOTTA A PARTECIPARE AL PRESIDIO - ASSEMBLEA E A SOSTENERE LE MOBILITAZIONI SU SALUTE E SICUREZZA.

Noi non dimentichiamo nulla, giustizia per le vittime della strage operaia della Thyssenkrupp di Torino e le loro famiglie.....in occasione della sentenza della Corte di Cassazione sul caso della strage
operaia con 7 morti della Thyssen di Torino, soprattutto per segnalare il forte rischio di un “colpo di spugna” degli effetti della sentenza di primo grado, già ridotta in appello, che potrebbe portare a conclusioni di parziale impunità per i reali responsabili di questa ennesima e grave strage sul lavoro e del lavoro... in caso di ulteriore riduzione dei capi di imputazione nei gradi di merito di giudizio e di sentenza favorevole in Cassazione agli imputati, si creerebbe un pessimo precedente non solo giudiziario, ma un rischio per altre sentenze rilevanti, come quella sempre in Cassazione sul caso ETERNIT di Casale Monferrato o come nei processi in corso per la strage ferroviaria di VIAREGGIO o dell’ILVA di TARANTO…

PRETENDIAMO VERITA’ E GIUSTIZIA ANCHE NEI PROCESSI, NESSUNA IMPUNITA’ PER I PADRONI ASSASSINI e chi protegge il profitto, sulla pelle di chi lavora e sulle loro famiglie.

Riferimento
Comitato 5 aprile circolotlc@hotmail.com, usicons.roma@gmail.com,
sede
presso Associazione Usicons onlus Largo G. Veratti 25 Roma fax 06 77201444
e mail riferimento RETE NAZIONALE bastamortesullavoro@gmail.com, 
sito bastamortesullavoro@domeus.it,

pc 20 aprile - Moretti accusato di strage e rovina Ferrovie passa a Finmeccanica

Subject: SULLA NUOVA NOMINA DI MORETTI: CHI NON PIANGE NON PUPPA...

Il governo Renzi ha definitivamente promosso l'AD delle Ferrovie Moretti ad Amministratore Delegato di Finmeccanica.
Dopo le rinomine di AD delle Ferrovie dei governi Berlusconi e Letta, ora è Renzi a nominarlo in altro incarico.
Moretti, dopo aver vandalizzato il trasporto locale e regionale, oltre ad aver attuato una politica di abbandono della sicurezza in ferrovia, andrà ad occuparsi di difesa e di armamenti.
Un personaggio, questo Moretti, molto protetto e coccolato dal potere e dai palazzi di potere.
Oramai è dato per certo che Moretti sia uno degli "uomini" di Napolitano, tanto che nel 1° anniversario della strage lo fregiò del titolo di cavaliere (?).
Un mese fa Moretti si era lamentato per un possibile ritocco in basso al suo stipendio delle ferrovie di 873.666 euro. Renzi lo aveva immediatamente rassicurato.
Infatti il suo stipendio di AD di Finmeccanica finalmente potrà essere ritoccato in alto. Le indiscrezioni dicono che percepirà 900.000 euro, quindi 27.000 euro in più del precedente.
Moretti, rinviato a giudizio per le 32 Vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, accresce così il suo potere politico, industriale, economico.

assemblea 29 giugno viareggio

pc 20 aprile - FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO CONTRO LA CGIL: “NON DIFENDETE CHI VUOLE SICUREZZA”

“Noi siamo delle tensioni? Guardateci negli occhi. Siamo delle tensioni, noi? Siamo dei papà, delle mamme, che hanno visto i loro figli bruciare vivi, neri, arsi, abbrustoliti. Non dovete, non potete. Noi rigettiamo questa vostra definizione”.
E’ stato un duro atto d’accusa l’intervento di Daniela Rombi, presidente del “Mondo che vorrei“, l’Associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Viareggio (2009), al congresso nazionale della FILT-CGIL.
La sigla sindacale del settore trasporti aveva invitato all’appuntamento anche Mauro Moretti, AD di Ferrovie e imputato per il disastro che ha provocato 32 morti. Le associazioni avevano protestato e allora Moretti aveva dovuto rinunciare al suo intervento.
Ma una nota del FILT-CGIL aveva spiegato questa assenza per le “possibili tensioni locali”.
Da qui la rabbia doppia dei familiari.
“Sono stati licenziati ferrovieri, perché hanno osato parlare di sicurezza” – ha detto la Rombi che nella strage ha perso una figlia di 21 anni, Emanuela – “Pensavo che il sindacato difendesse queste persone, ma sinceramente io non ho visto cosa avete fatto voi per queste persone”.
“Vorrei che per un attimo pensaste ai vostri figli” – ha scandito di nuovo la presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime – “Se andaste a casa e non li trovaste più. Di che cosa avreste paura, dopo? Che cosa avete da perdere dopo? Noi non abbiamo più niente da perdere. Noi purtroppo non abbiamo più i nostri figli: la sera non tornano a casa. Ma noi pretendiamo in ogni luogo e in ogni organizzazione verità, giustizia e sicurezza”.
E ha auspicato che la CGIL “il cui avvocato non si è mai presentato a processo” ritiri la costituzione di parte civile: “Non ne abbiamo bisogno”.

Il video dell’intervento di Daniela Rombi al link:

sabato 19 aprile 2014

pc 19 aprile - ILVA Taranto - incredibile faccia tosta dei sindacati confederali, vogliono essere parte civile al processo contro padron Riva di cui sono stati complici per decenni

 scandalo a taranto

Le burocrazie sindacali di cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con il loro giudizio con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione dei loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri, ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie  sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamente affidabili tanto da farne "interlocutore privilegiato"; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodi di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa, quando avrebbero dovuto essere nel processo come imputati per concorso

Processo Ilva, “Fiom e Cigl parte civile”

Il sindacato dei metalmeccanici ionici e nazionale scende in campo Stefanelli: Siamo da sempre in lotta per difendere la salute umana

Donato Stefanelli, segretario generale Fiom Cgil Taranto
Donato Stefanelli, segretario generale Fiom Cgil Taranto n.c.
La Fiom e la Cgil si costituiscono parte civile nel processo contro l’Ilva di Taranto.
La decisione è stata assunta sia dal sindacato dei metalmeccanici a livello  locale e nazionale, sia dalla Camera del Lavoro di Taranto della Cgil nazionale. “Sono tantissimi i casi che come Fiom con l’avvocato Massimiliano Del Vecchio abbiamo condotto nelle aule del tribunale con diagnosi mediche o perizie epidemiologiche che certificavano quanto le lavorazioni all’interno del siderurgico avessero pesato su carcinomi o mesoteliomi di centinaia di operai dell’Ilva” è quanto ricorda Donato Stefanelli, segretario generale della Fiom Cgil Taranto che annuncia per il prossimo 23 aprile una conferenza stampa in cui saranno spiegate le ragioni della scelta di costituirsi parte civile.