A quasi tre mesi
dalla frana a Niscemi lunga circa 4 chilometri, mentre il sindaco assegna solo 25 alloggi alle famiglie sfollate che
devono pagare l’affitto! che adesso sono circa 700 (erano 1600 ma è stata
ridotta la zona rossa e tante famiglie sono rientrate nelle loro case), il procuratore
di Gela Vella ha iscritto nel registro degli indagati ben 4 presidenti della
Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani nel
complesso, fino ad ora, di 13 indagati tra cui i capi della Protezione civile
regionale dal 2010 al 2026: Calogero Foti e Salvatore Cocina (attuale capo
della protezione civile siciliana!), i direttori generali della Regione
Vincenzo Falgares, il direttore regionali Salvo Lizio, e Maurizio Croce, Sergio
Tuminello, Giacomo Gargano e il responsabile dell'Ati che doveva eseguire le
opere di mitigazione del rischio comportato dalla frana appaltate a inizio
2000.
E i fondi che erano stati stanziati, dice un articolo dell’Ansa
di ieri, circa 12 milioni, sono ancora
nelle casse della Regione! I fondi saranno pure nelle casse, ma gli stipendi e
gli onorari per tutti gli esperti sono sicuramente stati pagati!
L’indagine durerà a lungo, visto che, come dice il
procuratore Vella, questa è solo la prima parte, alla quale ne seguiranno altre
due, e quindi si presume che anche il numero di politici ed esperti coinvolti, aumenterà.
In ogni caso ciò che di sicuro è cresciuto in questi mesi è la sofferenza e la condizione precaria delle
famiglie ancora sfollate, anche se di fatto fino a quando non si metterà in sicurezza tutta la zona, nessuno a Niscemi potrà dirsi tranquillo.E in questo momento non è tranquillo nemmeno Musumeci, uno
dei massimi responsabili di questo disastro sia come presidente di Regione che
come attuale ministro della protezione civile!!! Anche se dichiara
pubblicamente, come fanno tutti i politici indagati del resto, “… sono sereno,
schiena dritta e testa alta” come si addice ad un fascista, mentre però mette a
disposizione dell’altra fascista Meloni le sue dimissioni che la Meloni, secondo
lei probabilmente per non perdere ulteriormente la faccia, le ha rifiutate!
A proposito della Meloni dobbiamo ricordare che aveva detto
che entro il 30 aprile la questione del disastro ambientale sarà risolta! Ma fino
a questo momento i soldi “stanziati” e cioè ancora sulla carta sono sempre i
150 milioni iniziali, cioè bruscolini…
Mentre si aspetta che il procuratore di Gela che aveva fatto
affermazioni pesanti, importanti e impegnative e cioè che non guarderà in
faccia nessuno a qualsiasi livello questi possa (o possano) essere, continui ad
essere coerente con le sue affermazioni, le famiglie di Niscemi e tutti i niscemesi
non possono aspettare i tempi e soprattutto i modi dell’azione del governo sia
a livello nazionale che locale, non possono fidarsi affatto di politici
corrotti che fanno passerelle e promesse, dalla Meloni a Musumeci e Schifani, che
di sicuro non mantengono, come dimostrano questi 30 anni dalla prima frana.
La frana di
Niscemi e il destino della sua popolazione, come altri disastri in giro per l’Italia,
sono una ulteriore spinta ad una lotta generale per la cacciata di questo governo.
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