giovedì 16 aprile 2026

pc 16 aprile - Frana di Niscemi: da Musumeci a Schifani... 4 presidenti indagati e un nulla di fatto per gli sfollati!

 A quasi tre mesi dalla frana a Niscemi lunga circa 4 chilometri, mentre il sindaco assegna solo 25 alloggi alle famiglie sfollate che devono pagare l’affitto! che adesso sono circa 700 (erano 1600 ma è stata ridotta la zona rossa e tante famiglie sono rientrate nelle loro case), il procuratore di Gela Vella ha iscritto nel registro degli indagati ben 4 presidenti della Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani nel complesso, fino ad ora, di 13 indagati tra cui i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026: Calogero Foti e Salvatore Cocina (attuale capo della protezione civile siciliana!), i direttori generali della Regione Vincenzo Falgares, il direttore regionali Salvo Lizio, e Maurizio Croce, Sergio Tuminello, Giacomo Gargano e il responsabile dell'Ati che doveva eseguire le opere di mitigazione del rischio comportato dalla frana appaltate a inizio 2000.

E i fondi che erano stati stanziati, dice un articolo dell’Ansa di ieri, circa 12 milioni, sono ancora nelle casse della Regione! I fondi saranno pure nelle casse, ma gli stipendi e gli onorari per tutti gli esperti sono sicuramente stati pagati!

L’indagine durerà a lungo, visto che, come dice il procuratore Vella, questa è solo la prima parte, alla quale ne seguiranno altre due, e quindi si presume che anche il numero di politici ed esperti coinvolti, aumenterà.

In ogni caso ciò che di sicuro è cresciuto in questi mesi è la sofferenza e la condizione precaria delle

famiglie ancora sfollate, anche se di fatto fino a quando non si metterà in sicurezza tutta la zona, nessuno a Niscemi potrà dirsi tranquillo.

E in questo momento non è tranquillo nemmeno Musumeci, uno dei massimi responsabili di questo disastro sia come presidente di Regione che come attuale ministro della protezione civile!!! Anche se dichiara pubblicamente, come fanno tutti i politici indagati del resto, “… sono sereno, schiena dritta e testa alta” come si addice ad un fascista, mentre però mette a disposizione dell’altra fascista Meloni le sue dimissioni che la Meloni, secondo lei probabilmente per non perdere ulteriormente la faccia, le ha rifiutate!

A proposito della Meloni dobbiamo ricordare che aveva detto che entro il 30 aprile la questione del disastro ambientale sarà risolta! Ma fino a questo momento i soldi “stanziati” e cioè ancora sulla carta sono sempre i 150 milioni iniziali, cioè bruscolini…

Mentre si aspetta che il procuratore di Gela che aveva fatto affermazioni pesanti, importanti e impegnative e cioè che non guarderà in faccia nessuno a qualsiasi livello questi possa (o possano) essere, continui ad essere coerente con le sue affermazioni, le famiglie di Niscemi e tutti i niscemesi non possono aspettare i tempi e soprattutto i modi dell’azione del governo sia a livello nazionale che locale, non possono fidarsi affatto di politici corrotti che fanno passerelle e promesse, dalla Meloni a Musumeci e Schifani, che di sicuro non mantengono, come dimostrano questi 30 anni dalla prima frana.

La frana di Niscemi e il destino della sua popolazione, come altri disastri in giro per l’Italia, sono una ulteriore spinta ad una lotta generale per la cacciata di questo governo.

Nessun commento:

Posta un commento