martedì 14 aprile 2026

pc 14 aprile - "Noi non possiamo, non dobbiamo consentire che la legge sulla pena di morte ai prigionieri palestinesi venga riconosciuta e accettata"

Intervento dell'Avvocata Antonietta Ricci al presidio di Taranto

Era dai tempi della Germania nazista che non veniva approvata una legge che stabiliva la pena di morte nei confronti di un popolo. Una legge fondata sulla discriminazione etnica non si vedeva a 80 anni in Occidente. Quando nella Knesset hanno con orgoglio alzato e mostrato il cappio il governo israeliano ha mostrato definitivamente la sua natura; l'ha mostrata però in modo legale anche se di fatto non aveva bisogno di una nuova legge per uccidere, torturare i palestinesi.

Violenza e suprematismo, queste sono le basi della legge approvata dal governo israeliano. Una legge che in modo chiaro ha stabilito che la vita dei palestinesi non vale niente rispetto a quella degli israeliani. Dal momento in cui qualsiasi palestinese che ponga in essere un atto che tende a disconoscere lo stato di Israele è automaticamente condannato a morte.

Il popolo israeliano invece gode di un'impunità, un'impunità che si estende anche all'omicidio. Di certo

il promotore di questa legge è stato Ben Gvir, il quale sui social fa sempre dichiarazioni di tortura, di uccisione nei confronti del popolo palestinese, senza timore. E così è stato fatto ora.

Di fronte a questa legge la reazione del mondo occidentale è stata molto debole, perché Francia, Germania, Inghilterra hanno semplicemente detto che è una legge che discrimina. Il nostro ministro degli esteri ha detto in modo quasi innocente che c'è qualcosa che non va nella legge.

In realtà è una legge che ha legalizzato l'apartheid dal momento in cui ha stabilito che solo per i palestinesi vale la pena di morte per impiccagione.

Il fatto è però che Israele non ha certo bisogno di una legge per garantirsi l'impunità, perché gli attacchi in Cisgiordania dei coloni, contro le famiglie palestinesi anche con bambini, sono quotidiani. Non hanno bisogno di una legge. Questa legge ha uno scopo. quella di testare la comunità internazionale. Israele ha messo alla prova il mondo occidentale. Anche subito dopo il 7 ottobre del 2023 il primo attacco che sferrò lo Stato di Israele fu proprio contro un ospedale di livello internazionale, di cure importanti. Perché l'ha fatto? L'ha fatto per valutare le reazioni del mondo occidentale.

Il mondo non disse nulla, l'ha lasciato fare da quel momento in poi, ha legittimato un attacco sempre maggiore che è sotto gli occhi di tutti

Anche questa legge sulla pena di morte ha questo scopo, ovvero quella di provocare, di vedere come reagisce il mondo occidentale ad una legge che gli dà il diritto di uccidere solo e soltanto i palestinesi. Ebbene la reazione è stata flebile. Ma non deve essere così, perché ora veramente abbiamo raggiunto un livello ancora superiore di aggressività e di uccisione.

Per questo di fronte a questa legge non possiamo rimanere inermi né possiamo consentire ad uno Stato criminale di mettere in atto i propri crimini, di legittimarli e di giustificarli, perché lo Stato di Israele di fronte al mondo sta commettendo crimini senza pagare nessuna conseguenza.

Noi non possiamo, non dobbiamo consentire che una legge del genere venga riconosciuta e accettata.

Ci chiediamo dove sono finiti tutti quelli che fino a pochi giorni fa durante il referendum si vantavano di tutelare i diritti civili, i diritti costituzionali. Dove sono finiti ora? Ora che si permette ad Israele di compiere un crimine legalizzato?

Più alta deve essere la nostra reazione e più alta l'opposizione e la denuncia dei crimini dello Stato di Israele.

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