mercoledì 15 aprile 2026

pc 15 aprile - "Vi è una marcia inarrestabile verso una guerra mondiale" - Intervento di proletari comunisti

Siamo in un mondo capitalista/imperialista fatto ormai di genocidi, massacri e tutti si preparano alla guerra e gli unici che si arricchiscono sono le grandi industrie belliche, i grandi capitalisti, i grandi finanzieri.

La questione è come sfuggita di mano, vi è una marcia inarrestabile verso una guerra mondiale e sembra che nessuno li possa fermare.

Il governo Meloni partecipa, è complice di questa politica guerrafondaia. Meloni sostiene la sua politica con i decreti di sicurezza che servono per colpire le manifestazioni, in primo luogo le grandi manifestazioni che hanno riguardato la Palestina, la guerra.

In Italia abbiamo avuto grandi mobilitazioni, un milione di persone a Roma contro il genocidio in Palestina; abbiamo avuto anche un massiccio pronunciamento popolare in occasione del referendum contro il governo che viola la Costituzione ed è asservito agli interessi dell'imperialismo americano e dei sionisti israeliani.

Questo dimostra che noi non stiamo fermi. Ma serve una lotta più grande e continua rispetto alla marcia

guerrafondaia. Le guerre si possono fermare solo con la mobilitazione dei popoli. Non ci sono governi buoni e governi cattivi, purtroppo li stiamo vedendo tutti all'opera e tutti sono sulla stessa barca, la barca dei ricchi, dei signori della guerra.

Quindi occorre che siano i proletari, i lavoratori, i cittadini a far sentire la loro voce su tutto.

Ma innanzitutto dobbiamo far sentire la voce di quei popoli, delle loro organizzazioni, della resistenza perché dobbiamo rappresentare coloro che non hanno voce, che non hanno spazio e che vengono criminalizzati, denigrati, denunciati sui giornali dei padroni e del governo. Hamas viene sulla stampa indicato come “terrorista”. A parte il fatto che questa cosa del “terrorismo” è grottesca, chi butta bombe su bombe ogni giorno sulle popolazioni sarebbe una persona per bene, mentre i popoli che si ribellano e chiaramente si difendono o anche attaccano sono “terroristi” a prescindere; Hamas è la forza di resistenza maggioritaria nel popolo palestinese, a Gaza ha vinto in maggioranza le elezioni, e quindi è il legittimo rappresentante insieme alle altre organizzazioni della resistenza del popolo palestinese.

Hamas dice che l'approvazione definitiva da parte del Parlamento israeliano, la Knesset, della cosiddetta legge per l'esecuzione dei prigionieri palestinesi riflette la natura sanguinaria dell'occupazione e il suo approccio basato sull'uccisione e sul terrorismo smaschera la falsità delle sue ripetute affermazioni di civiltà e di impegno nei confronti dei valori umani. Questa legge fascista incarna la mentalità da bande criminali assetate di sangue e costituisce un pericoloso procedente che minaccia la vita dei prigionieri eroici all'interno delle carceri. Questa decisione ribadisce il disprezzo dell'occupante e dei suoi leader per il diritto internazionale nonché la loro indifferenza verso tutte le norme umanitarie.

Chiediamo, dice Hamas, alla comunità internazionale, ai popoli liberi del mondo, alle organizzazioni umanitarie e per i diritti umani, in particolare alle Nazioni Unite e alla Croce Rossa, di intervenire con urgenza per fermare questa violazione criminale e garantire la protezione dei nostri prigionieri dall'oppressione e dall'occupazione. Il nemico sionista e i suoi leader sono criminali. Non dimentichiamo che Netanyahu è stato giudicato colpevole di genocidio e di crimini contro l'umanità, non dai palestinesi, ma dalla Corte Penale Internazionale, che non è fatta né di palestinesi né di “terroristi”. Si tratta di giudici come tutti gli altri che in questa occasione hanno emesso questa sentenza in nome delle leggi del diritto internazionale.

Quando i criminali possono condannare a morte coloro che si ribellano a uno Stato, a un'occupazione, a bombardamenti, a invasioni, a genocidi, mentre loro non vengono mai condannati. Questa è l'inversione non solo dei diritti, ma del significato stesso, delle parole giustizia, diritto, umanità.

Quindi siamo incondizionatamente dalla parte di Hamas che chiede alla comunità internazionale, di contribuire a fermare la mano assassina del regime israeliano.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina conferma che l'approvazione da parte della cosiddetta Knesset israeliana di una legge per giustiziare i prigionieri costituisce una pericolosa deriva criminale che rientra nella politica sistematica di sterminio praticata dall'occupazione contro il nostro popolo. Se c'è un regime a cui assomiglia lo stato israeliano è il regime nazista e per quanto possa dispiacere, per non dire scandalizzare, che chi è stato vittima dell'olocausto sia diventato come i loro carnefici, però questo ormai sta avvenendo.

Lo stato di Israele è uno stato di tipo nazista, il suo governo attua nella realtà, una pratica sia verso i popoli sia all'interno, di tipo nazista. Per questo l'opposizione alla pena di morte per i prigionieri palestinesi è una questione generale che riguarda tutti i paesi e il diritto internazionale.

Anche nelle prigioni italiane ci sono dei prigionieri politici palestinesi che vengono giudicati e condannati in questo paese, dove non hanno commesso alcun reato, ma sulla base delle carte fornite dallo stato di Israele. E' come se Israele comandasse sulla giustizia italiana quando si tratta di prigionieri politici palestinesi. Questa questione è stata posta in rilievo dalla stessa Cassazione che ha nei giorni scorsi disposto l'archiviazione del procedimento a carico di altri palestinesi nel nostro paese impegnati nelle attività di solidarietà con il popolo e negli aiuti umanitari nei confronti della popolazione di Gaza, ma che questo governo infame ha arrestato.

Si tratta dello stesso governo che ha lasciato libero e ha mandato in Libia con l'aereo di Stato un carnefice, uno stupratore, una persona ricercata dalla Corte di giustizia internazionale per crimini di guerra come Al Masri. Mentre si usano i guanti bianchi per un torturatore libico, si tengono nelle prigioni dei palestinesi accusati di essere appartenenti alla resistenza legittima e necessaria del popolo palestinese.

La liberazione dei prigionieri palestinesi in Italia è parte della lotta di solidarietà con la resistenza e su questo stiamo facendo qualcosa, stiamo facendo manifestazioni.

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