martedì 31 ottobre 2023
pc 31 ottobre - A scuola è vietato parlare della Palestina - Tentativo in corso di repressione verso professori
lunedì 30 ottobre 2023
pc 30 ottobre - Il parlamento approva il decreto Caivano
Non bastava che nel decreto Caivano (sul quale il Csm ha segnalato ieri diverse criticità) il governo avesse già inserito un inasprimento sanzionatorio per lo spaccio di stupefacenti di «lieve entità», portando la pena minima da 6 mesi a un anno e quella massima da 4 a 5 anni di reclusione, e arrivando a prevedere anche l’arresto per i minorenni in caso di flagranza di reato, oltre che il Daspo da scuola e università. Ieri la destra è andata decisamente oltre. Nel corso della seduta delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato dedicata alla conversione in legge del decreto, è passato un emendamento di Fd’I riformulato dal governo che inasprisce le pene per le fattispecie dei reati di «lieve entità» se commessi più volte, sia pure con un impatto meno devastante di quello inizialmente presentato dal senatore Marco Lisei (Fd’I).
L’EMENDAMENTO 3BIS al decreto Caivano approvato ieri sera nelle Commissioni interviene sul comma 5 dell’articolo 73 del Dpr 309/90, il Testo unico degli stupefacenti, aggiungendo in calce la frase: «Chiunque commette uno dei fatti previsti dal primo periodo («coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna» stupefacenti, ndr) è punito con la pena di reclusione da 18 mesi a 5 anni e la multa
pc 30 ottobre - Presidio a Ravenna per la Palestina
Presidio per la Palestina a Ravenna, un centinaio di persone, molti immigrati e molti giovani tra di essi, tante bandiere palestinesi e cartelli. Gli interventi hanno denunciato i crimini israeliani a Gaza e la disinformazione dei media. Nel mio intervento ho valorizzato le mobilitazioni in Italia e nel mondo a sostegno del popolo palestinese, denunciando il sostegno dei governi imperialisti ai nazisionisti israeliani, la denuncia del nostro governo che appoggia il governo degli assassini israeliani. Ho portato lo striscione e diffuso una quindicina di copie di Controinformazione rossoperaia. I giovani immigrati e giovanissimi sono stati in prima fila, sono intervenuti e lanciato slogan "Free, free Palestine"
pc 30 ottobre - Alcuni commenti alla Controinformazione rossoperaia di venerdì 27 ottobre
Comunque tornando a noi mi diceva che è bellissimo ascoltarvi.
Ma finché ci sarà gente che grida all’ingiustizia e non si fa piegare, nessuna lotta sarà vana .. Hasta la victoria siempre !
Dal ricercatore Fabrizio Chiodo: Le analisi vostre sempre lineari e rigorose. Da sempre rimarcando la causa primaria di ognuna delle oppressioni descritte. E per uno scienziato comunista le vostre analisi sono quindi sempre condivisibili totalmente.
domenica 29 ottobre 2023
pc 29 ottobre - Sosteniamo la resistenza palestinese! Un drammatico appello da Gaza, 29 ottobre 2023
Una corrispondenza di Giuditta Brattini, la cooperante italiana dell’Associazione “Gazzella” che è ancora presente nella Striscia.
Sotto il volantino diffuso a Roma
pc 29 ottobre - Lo stato imperialista e il governo francese di Macron avanzano nel moderno fascismo e stato di polizia per reprimere e prevenire le rivolte dei quartieri popolari
in via di traduzione
Quatre mois après les émeutes, le gouvernement dévoile des nouvelles mesures et affiche une image de fermeté
Malgré quelques nouveautés sur la justice des mineurs et la responsabilisation des parents, les mesures annoncées par la première ministre, Elisabeth Borne, sont pour certaines des redites, pour d’autres de simples pistes de réflexion.
L’Elysée voulait prendre le temps de la réflexion et de l’écoute avant de répondre sur le fond aux émeutes qui ont secoué le pays pendant huit jours aux mois de juin et juillet à la suite de la mort de Nahel M., jeune homme de 17 ans tué par un policier lors d’un contrôle à Nanterre, le 27 juin.
Jeudi 26 octobre, en fin d’après-midi, dans le grand amphithéâtre de la Sorbonne, à Paris, devant un parterre de quelque 250 maires dont les villes ont été touchées par les violences urbaines de l’été, Elisabeth Borne a pris la parole pour présenter une série de mesures destinées à « réaffirmer l’autorité
pc 29 ottobre - Gli scioperi degli operai Usa hanno vinto anche alla Stellantis - Seguire l'esempio anche in Italia
Da Sole 24 ore
Il United Auto Workers e Stellantis hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto di lavoro. Lo riportano i media americani citando alcune fonti, secondo le quali l’intesa è simile a quella raggiunta nei giorni scorsi da Ford.
L’accordo, che deve ancora essere ratificato dai lavoratori, lascia solo la General Motors senza intese con il sindacato. Il compromesso potrebbe porre fine a uno sciopero di sei settimane di oltre 14.000 lavoratori negli stabilimenti di assemblaggio Stellantis nel Michigan e nell’Ohio e nei magazzini di ricambi in tutta la nazione.
Secondo le prime notizie la maggior parte dei punti principali dell’accordo con Ford verranno riproposti anche per Stellantis. Il patto Ford prevede un aumento generale dei salari del 25% nei prossimi 4 anni e mezzo per i lavoratori degli stabilimenti di assemblaggio, con un aumento dell’11% una volta ratificato l’accordo. I lavoratori riceveranno anche una retribuzione basata sul costo della vita che porterebbe gli aumenti a oltre il 30%, con i profili più rilevanti negli stabilimenti di assemblaggio che guadagnerebbero più di 40 dollari l’ora.
L’intesa di Stellantis prevede inoltre, a livello industriale, il mantenere aperto l’impianto di motori a Trenton, in Michigan, e produrre una nuova vettura nello stabilimento in Illinois.
Con gli accordi di Ford e Stellantis sale la pressione su General Motors, l’unica casa automobilistica di Detroit a non aver ancora chiuso la partita con il United Auto Workers. Il Uaw per la prima volta nella sua storia ha deciso di scioperare contemporaneamente a tutte e tre le case di Detroit e di farlo progressivamente. Il numero degli impianti coinvolti nello stop è stato infatti annunciato di settimana in settimana, giocando sull’effetto sorpresa e aumentando la pressione sulle società.
pc 29 ottobre - All'insegna di "Dio/Patria/Famiglia" il governo Meloni ha fatto un anno
La Meloni, la sua stampa, i suoi giornali - pressoché tutti ormai allineati col governo - ha glorificato un anno di cambiamenti, di problemi risolti e così via.
La realtà è ben diversa per i proletari, i lavoratori, le lavoratrici, i precari, i disoccupati, le loro famiglie, i territori dal nord al sud, pensiamo al sud, innanzitutto, veramente nulla è cambiato: più disoccupazione, meno servizi sociali, più precarietà, più povertà, pensiamo alle periferie delle grandi città abbandonate a sè stesse, senza servizi sociali, nella disoccupazione, nel degrado, da Caivano ai quartieri periferici di Milano, di Torino, ecc. Pensiamo alle vertenze dei lavoratori, dall'Ilva alla Stellantis e alle tante piccole, medie vertenze che giacciono nel “Palazzo delle ombre” del Mimit per trovare una soluzione. Certo, anche i governi di prima non le hanno affatto risolte. La differenza è che questo governo non ha nessuna intenzione di risolverle se non a favore dei padroni: mani libere ai padroni, soldi ai padroni perché "sono i padroni che salvano il lavoro, che salvano l'Italia".
Ma i padroni di cui parla la Meloni sono quelli che hanno affossato l'Italia per i loro profitti, peraltro neanche reinvestiti nell'industria ma portati nella grande finanza, portati all'estero nei paradisi fiscali, conservati nel lusso, e nello stesso tempo non pagando niente di tasse, con evasione fiscale delle grandi ricchezze che è arrivata a cifre che pronunciarle è sempre un dato al ribasso.
Questo governo ha fatto un anno al servizio dei padroni, di questo si può vantare. Per il resto non ha risolto neanche lontanamente alcun problema se non quello delle “famiglie”, Ecco, la concezione della famiglia. Ma quali famiglie? Le grandi famiglie, le grandi lobby, le grandi consorterie, di cui questo governo è espressione - pensate alla Santanchè ministro di questo governo che i provvedimenti che fa sono a tutela delle sue ricchezze, delle sue evasioni fiscali, dei suoi imbrogli, peraltro sotto l'ombra della magistratura.
Sotto questo punto di vista, questo governo è come gli altri, fa gli interessi dei padroni, ma è peggio degli altri, operai, lavoratori, precari, disoccupati, compagni.
Tanti compagni continuano a dire la sciocchezza che “tutti i governi sono uguali”. Certo, tutti i governi sono uguali, c'era bisogno di voi per dirlo? Il problema di chi è compagno è però di spiegare la natura di ogni singolo governo per formare la coscienza degli operai, dei lavoratori, per costruire una lotta mirata, non per travestire da marxismo frasette qualunquiste.
La Meloni parla di "Dio, Patria e Famiglia". Noi non siamo cattolici, né religiosi, siamo comunisti, proletari, e quindi non abbiamo mai fatto sconti all'ipocrisia della Chiesa, grande, media e piccola, e abbiamo sempre attaccato e combattuto le gerarchie ecclesiastiche, compagne di strada del sistema capitalista.
Ma se ci fosse un Dio, che cosa dovrebbe dire del governo Meloni?
Pensate a come Meloni tratta i migranti, con disprezzo, pensate ai bambini sulle spiagge di Cutro o a quelli che riempiono i barconi che arrivano dal mondo impossibile in cui vivono, con viaggi impossibili e tanti muoiono. Ebbene, la Meloni non vede l'ora di cacciarli, di farli affogare nel mare. Questo sarebbe Dio? E questa è la concezione di Dio che ha la Presidente dei Consiglio, la sua cosca al governo e la classe dominante che la sostiene, compresa la grande stampa, compresa la televisione?
Dio è trattare in quella maniera i poveri? Considerati poveri fessi, poveri che non si sanno adattare alle leggi del capitalismo e del mercato - "se siete poveri è colpa vostra” - fino a togliergli anche i quattro soldi del reddito di cittadinanza, sino a dire che il salario minimo sarebbe un danno all'economia nazionale, in una situazione in cui 5 milioni di operai, lavoratori, precari, tantissime donne lavoratrici sono al di sotto di 7/8 € all'ora pur facendo spesso lavori faticosi, umilianti, costruiti all'insegna dell'umiliazione. Ebbene, questo governo, il governo Meloni, li disprezza, li tratta come "pezze da piedi".
Patria. Per la Meloni "Patria" sono i militari, le spese militari, i poliziotti, ecc. Questa è la "Patria", questi difenderebbero la Patria; mentre le masse popolari sfruttate e oppresse che non ci stanno sarebbero antipatriottiche. La Patria della Meloni è la Patria di Biden. Per questa servetta, sempre in viaggio, sempre belante al servizio di qualsiasi potente: va in India e lecca il culo a Modi, va in America e lecca il culo a Biden, va in Egitto e lecca il culo ad Al Sisi - un massacratore, un dittatore - va in Israele e lecca il culo ai mostri al potere in quel paese, la Patria è la patria di tutti i fascisti di sempre: del Mussolini impettito a Piazza Venezia che vendeva il paese ai nazisti, dando al nostro paese la pagina storica più umiliante, più disastrosa della sua storia, cui solo la lotta partigiana, la lotta armata dei partigiani ha potuto in qualche maniera sottrarla.
La Patria della Meloni è la Patria del Grande Capitale, delle ricchezze del sistema industriale. I profitti dei padroni sono la Patria, i profitti dell'industria bellica sono la Patria, i soldati mandati dal Libano ai Balcani, i soldati mandati a fare da retrovia della guerra imperialista in Ucraina: questa è la Patria.
I proletari, le masse popolari, certo sono nati in questo paese, ci tengono a questo paese, è questo paese che vogliono giusto e prospero, in cui ci sia lavoro, salute, casa, diritti, futuro, democrazia, libertà, amore, ma lo vogliono come parte di un esercito mondiale di proletari di tutto il mondo che vuole la stessa cosa.
Noi lavoriamo per un mondo in mano al popolo, ai proletari, alle masse popolari, in tutto il mondo unito, fraterno, quindi senza patria, confini, razze che distruggono la vita delle persone e le trasformano in bestie.
Sulla famiglia, dovremmo mettere una pietra sopra. Ma pensate la famiglia Meloni. In un'altra trasmissione abbiamo parlato di famiglia Adams, ma la famiglia Adams è sicuramente meglio! Personaggi squallidi, brutte persone, pilotate a governare il paese. Pensate al compagno della Meloni, un “rattuso”, un piccolo uomo, sempre lì a guardare se si può mettere la mano nel culo a qualcuno. Ecco, questo era il compagno della Meloni di sempre. Ora che questo piccolo uomo ha "scatasciato" in televisione, forse pilotato da Mediaset che vuole in qualche maniera ricattare la stessa Meloni - “non mi toccare i soldi di papà”, dice Marina Berlusconi, altrimenti ti mando Striscia la notizia sotto casa - l'ha pubblicamente mollato. Ma questo ha messo ancora in luce il verminaio che è la famiglia Meloni; un verminaio con i suoi personaggi di secondo piano, di sottocultura - pensate al cognato, quel Lollobrigida, che parla di “sostituzione etnica”, di alimentazione dei poveri che è una buona perché è sana, ecc., cioè un imbecille, uno che se lo incontri al bar diresti: ma quanto è stupido quell’uomo; eppure ora è un Ministro, uno dei plenipotenziari. Pensate alla sorella della Meloni, una che due parole insieme non le abbiamo mai sentite pronunciare in nessun contesto, anzi, all'ultima celebrazione di Fratelli d'Italia è stato detto: “mia sorella non parlerà”, perché se apre bocca, è un danno anche alla Meloni.
Ecco, pensate a questo squallido mondo, che la crisi politica sociale - e la sinistra del nostro paese, che fa schifo - ha potuto pilotare con la legge elettorale-truffa al governo del paese, e Meloni ha potuto fare della sua famiglia il centro pratico della gestione del governo e del potere. Ecco, la famiglia, questa è la famiglia.
Ma il governo Meloni vuol parlare di famiglia, a chi ce l'ha realmente, con una campagna che dice: fate figli, fate figli per la Patria, fate figli per farli essere sfruttati, per farli essere disoccupati, per farli diventare soldati. Fate figli anche se non avrete asili, fate figli che non potrete mantenere. La donna deve fare i figli, stare in casa, ammazzarsi di lavoro, cucinare eccetera, eccetera; accettare il puttanaio delle famiglie normali e qualche volta essere anche uccisa nella bella famiglia. E’ questa la famiglia della Meloni.
I provvedimenti per la famiglia, quindi sono in realtà per la natalità, con quelle misure assurde: “se fai il terzo figlio non pagherai niente all'asilo, se fai un secondo devi avere 6.000 € di reddito per avere un posto all'asilo, è così via. E non sono figli la gran massa di studenti universitari che riempiono le università e che per alloggiare devono pagare 700 € per un posto letto e che per fortuna si stanno ribellando?
"Dio, Patria e Famiglia" in bocca a Meloni sono il manifesto ideologico del peggio del peggio, Mille volte dovremmo preferire un governo borghese normale rispetto al fascismo straccione riproposto in forme moderne dalla Meloni.
Quindi la cacciata del governo Meloni, liberare almeno il governo e una parte del Parlamento da questa feccia umana è un obiettivo politico che i proletari e le masse popolari devono avere al centro della loro mobilitazione. E non gli devono essere rotte le scatole da chi gli dice che “tutti i governi sono uguali”, guai a parlare di fascismo e di Meloni; questi sono mosche cocchiere che con argomenti forbiti e di sinistra vogliono depotenziare la lotta politica dei proletari e delle masse popolari.
Bisogna fare un'analisi approfondita dei provvedimenti economici del governo e questo sarà fatto nelle prossime edizioni di Controinformazione rossoperaia; come dovremmo anche tornare su ciò che sta diventando la giustizia in mano a ministri come Nordio in cui i corrotti non devono essere mai più toccati, i corrotti devono avere tutte le garanzie possibili, mentre il povero che finisce nelle spirali della legge deve essere rinchiuso nelle carceri e dev’essere buttata la chiave, per non parlare di chi si oppone che deve essere seppellito vivo nelle carceri, cancellando leggi e diritti umani, cancellando norme internazionali.
E che dire poi del sistema che si vuole instaurare rispetto all'utilizzo dei fondi del Pnrr, una montagna di soldi che deve passare attraverso mille tangenti, lobby, per finire nelle tasche dei soliti noti o di quelli meno noti, ma che sono legati alla cricca politico-affaristica della Meloni per fare opere inutili, come il Ponte sullo stretto, purché giri la moneta e tutti coloro che sono capaci di mettere mani alle leggi con trucchi e trucchetti, con avvocati e commercialisti, devono incassarsi questi soldi, salvo, qualcuno, essere preso con le mani nella marmellata, ogni tanto.
Nessun provvedimento di questo governo è a favore dei proletari e masse popolari, ma neanche a favore di uno sviluppo sociale e politico di questo paese, di opere necessarie, di servizi utili, basti pensare alla devastazione ambientale, territoriale, basti pensare a ciò che succede quando c'è un'alluvione, un terremoto, un palazzo che cade. Ecco, nulla c'è per questo! Tutto, invece, a finanziare un sistema morente che si regge con le flebo costituite dai soldi dello Stato che socializza le perdite, e mette i soldi per salvare i profitti e il sistema del Capitale.
Le lotte operaie, proletarie che pure ci sono vanno certamente sostenute. Ma veramente si pensa di risolvere un qualsiasi problema senza eliminare questi governi e ogni governo dei padroni? Senza rovesciare la piramide, per cui un piccolo gruppo mangia sulla pelle di tutto il popolo?
Anche i proletari, le masse popolari, quelle organizzate, più coscienti, a volte sembrano mosche in un bicchiere, si agitano, si agitano, ma non guardano al di là del loro naso.
Per favore, compagni operai! E' tempo di guardare a un cambiamento radicale, questo cambiamento radicale si chiama sciopero generale, lotta sociale, rivolta sociale, ma si chiama soprattutto Rivoluzione, una Rivoluzione per mettere fine all'orrore senza fine che ci stanno servendo su un piatto e che propagandano, cioè ci vendono "merda" e dicono che è un dolce prelibato!
A tutto questo dobbiamo reagire con la ribellione e la rivoluzione. La Rivoluzione è un cammino, è una marcia, è un sentiero tortuoso, ma si guadagna molto di più a fare un giorno da leoni che mille anni da pecora. E i proletari e le masse popolari non possono essere pecore in un branco di lupi.
pc 29 ottobre - Comunicato del Partito Comunista (Maoista) dell'Afghanistan su Palestina
traduzione ufficiosa perfezionabile
A sostegno del movimento di resistenza palestinese e in solidarietà
alle vittime del terremoto della provincia di Herat, Afghanistan
Sono trascorsi venti giorni dai barbari crimini dell'esercito israeliano occupante a Gaza, durante i quali circa 7.000 persone sono state uccise e oltre 15.000 ferite. Continuano gli incessanti raid aerei dell’esercito israeliano invasore a Gaza, sostenuto dagli imperialisti. Recentemente, paesi imperialisti come Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Francia, Germania e Italia hanno chiesto congiuntamente di sostenere il “diritto di Israele all’autodifesa contro il terrorismo”, che è di per sé una manifestazione dell’apice della brutalità e della barbarie del paese del sistema imperialista obsoleto che governa il mondo.
Il Partito Comunista (Maoista) dell’Afghanistan condanna la repressione in corso e il continuo massacro del popolo palestinese da parte dell’esercito israeliano sionista, sostenuto dagli imperialisti e dai loro agenti. Questa repressione è un altro esempio lampante della natura secolare dell’imperialismo che impone un dominio e uno sfruttamento ininterrotti sulle nazioni e sui popoli attraverso l’oppressione.
L'escalation della crisi del sistema imperialista globale intensifica tutte le contraddizioni all'interno di questo sistema. La rivalità tra le potenze imperialiste (imperialismo russo e social-imperialismo cinese) contro il radicato imperialismo americano, insieme ai loro attacchi sempre più brutali contro le nazioni e i popoli oppressi per mantenere i loro imperi, amplifica e rafforza la resistenza e la lotta dei popoli
pc 29 ottobre - Torino. Fuori fascisti e polizia dall’università: no al governo del manganello!
da Cambiare Rotta Torino- estratti
Oggi dei fatti gravissimi sono accaduti all’università di Torino. La polizia ha caricato gli studenti per proteggere l’iniziativa dei fascisti in Università. Un gesto inaccettabili che sdogana ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine e la violenza condotta contro gli studenti, nei luoghi della formazione e verso le mobilitazioni che si stanno creando....
Questi fatti non sono isolati, ma si inseriscono nella cornice del trattamento riservato agli studenti dal governo del manganello: un atteggiamento che spalanca le porte alle derive e alle forze reazionarie e fasciste nelle nostre università e nella società tutta.
A partire dalla legittimazione del FUAN, riammesso da dietro la porta dalle università d’Italia dopo
sabato 28 ottobre 2023
pc 28 ottobre - "Una folla oceanica oggi ha attraversato in corteo le strade di Roma"
Mentre i media diffondevano inutili allarmismi si sfilava compatti al grido di Palestina libera.
https://fb.watch/nZdKFUkk_l/ - New York
https://fb.watch/nZdNBcqKnM/ - Sarajevo
https://fb.watch/nZdR1t0P94/ - Londonpc 28 ottobre - Anche Palermo in piazza
In corteo diverse centinaia
Buona diffusione del nostro volantino "Ma quale orrore?"
Apprezzato il comunicato mfpr dalle ragazze palestinesi e non solo
Portata dai compagni di proletari comunisti la denuncia di Israele, dell'imperialismo ma anche e fortemente si attacca il governo Meloni; mentre nei comizi finali blindati si denuncia Israele e Usa ma non l'Italia.
pc 28 ottobre - La polizia blocca i pullman "Democrazia modello Israele"
All’ingresso di Roma, la polizia sta fermando tutti i pullman dei partecipanti alla manifestazione nazionale per la Palestina, sequestrano gli striscioni e vogliono l’elenco dei passeggeri
A Roma Sud la polizia ha fermato 7 pullman provenienti da Napoli e ha fatto una prima perquisizione, strappando 2 cartelli con su scritto "le fake news uccidono e deumanizzano" e "Israele criminale". Quindi hanno trattenuto tutti i compagni per 2 ore, fino all' arrivo della Digos che ha sequestrato 2 striscioni
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