domenica 20 dicembre 2020

pc 20 dicembre - Dallo sciopero nazionale della logistica un messaggio chiaro ai padroni: le nostre vite valgono più dei loro profitti!

Dicembre 20, 2020

DALLO SCIOPERO NAZIONALE DELLA LOGISTICA

UN MESSAGGIO CHIARO AI PADRONI:

LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI LORO PROFITTI!

Lo sciopero nazionale che abbiamo convocato venerdì 18 Dicembre ha avuto un successo che è andato ampiamente oltre ogni più rosea aspettativa.

Le cifre di partecipazione provenienti dalle varie città, e i tantissimi magazzini vuoti sia di lavoratori che di merci, ci porta ad ritenere che senza ombra di dubbio questo sciopero ha ottenuto la più alta partecipazione dall’inizio del periodo pandemico, e forse anche la più alta adesione negli ultimi 2 anni.

Sarebbe impossibile elencare tutte le iniziative di lotta svoltesi il 18 sui singoli magazzini, nelle singole città e sulle varie filiere.

Si tratta di un segnale per noi importantissimo: dopo i mesi del lockdown, in cui anche i facchini sono

pc 20 dicembre - DUE GIORNI A TARANTO DI VASTA E ARTICOLATA MOBILITAZIONE - indetti dal Patto d'azione anticapitalista

Due giornate intense, articolate, difficili, data la situazione generale e quella di Taranto in particolare segnata dalla questione Ilva, ma le forze che fanno parte del Patto, lo Slai cobas per il sindacato di classe, sostenuto dal circolo proletari comunisti, e il Fronte della gioventù comunista hanno fatto un passo in avanti nel rapporto con le masse e nella loro unità, rendendo il Patto un passo irreversibile e pronto ad allargarsi ai lavoratori, ai giovani, alle masse popolari e alle forze sociali e politiche in città che vogliano realmente unirsi e lottare su basi anticapitaliste.

I lavoratori sono stati protagonisti indiscussi della due giorni, unendo questioni della sanità alle questioni del lavoro, della lotta alla precarietà, del salario.


L'assemblea dei lavoratori delle pulizie Amat, organizzata insieme da Slai cobas per il sindacato di classe e Cobas confederazione, che attualmente non fa parte del Patto, ha permesso di riunire le rappresentanze dei lavoratori, superando individualismo e particolarità che finora non hanno permesso ai lavoratori di pesare adeguatamente. L'assemblea ha avuto al centro la questione dell'aumento dell'orario di lavoro, il pagamento degli straordinari per il maggior lavoro di sanificazione dei bus, la dotazione di strumenti e materiali adatti a lavorare in sicurezza; ma soprattutto una forte denuncia del regime di appalti al massimo ribasso, con lavoratori sempre sotto pressione e minacciati di contestazioni quando non si è docili. "Mi sento schiavizzata", ha detto una lavoratrice durante l'assemblea.
Nell'assemblea è stato ribadito che il servizio dei trasporti è un nodo centrale nella lotta alla pandemia, nella riapertura delle scuole; i bus devono essere aumentati, puliti e sanificati più volte, questo deve portare all'aumento dell'orario di lavoro. La decisione è stata unanime: lotta! Presidi subito dopo le feste a Prefettura e Comune e, appena possibile per la procedura dei servizi pubblici essenziali, sciopero e blocco del servizio.
 
Nella stessa mattinata vi è stato un presidio breve ma intenso all'Ospedale Covid "Moscati". Questo presidio è stato preceduto da inchieste e colloqui con medici di base che avevano raccontato diversi aspetti critici della situazione. La loro voce, la loro richiesta, che è quella di tutto il personale sanitario, sono state messe nero su bianco e con cartelli e volantini sono state portate davanti all'ospedale. 
Qui la cosa più importante è stata l'attenzione, l'interesse perchè finalmente organizzazioni sindacali di classe si occupavano della questione. Questo ha portato alcuni dei presenti agli ingressi dell'ospedale, familiari di ricoverati, ad unirsi nella denuncia, a testimoniare le varie gravità della situazione sanitaria che sta portando Taranto ad un primato nazionale di contagiati e di morti. Da questa iniziativa è emersa la proposta di uno sportello aperto specifico che possa permettere a lavoratori della sanità, a cittadini di rivolgersi e farne uno strumento di collegamento e organizzazione.
 
All' l'iniziativa si è concentrata all'appalto, dove grandi cartelli contro l'accordo Governo/ArcelorMittal e con le rivendicazioni operaie, hanno raccolto il consenso e numerose firme degli operai a sostegno della piattaforma. La questione ha toccato anche alcuni sindacalisti confederali attivi che visto l'interesse dei lavoratori sono intervenuti per confrontarsi con gli attivisti Slai cobas.
E' apparsa chiara una diversa valutazione dell'accordo padroni/governo, ma su questo è importante il lavoro che sarà svolto dentro e fuori la fabbrica e le Ditte dell'appalto, da qui allo 

sciopero generale del 29 gennaio.

L'iniziativa centrale si è svolta sabato 19 con un presidio molto partecipato sotto il Comune, che ha visto uniti lavoratrici e lavoratori già impegnati nelle lotte e nelle vertenze: le lavoratrici degli asili, i lavoratori ex Pasquinelli (dell'impianto di selezione per la raccolte differenziata), a cui si sono unite altre lavoratrici degli appalti comunali, dell'appalto Ilva. Gli asili lottano per la internalizzazione, per il protocollo sanitario anti covid sui posti di lavoro - su questi due problemi hanno avviato da stamattina una raccolta di firme che proseguirà in ogni asilo, ma chiaramente, come è già successo, sulla salute: se non c'è sicurezza ci si ferma. I lavoratori ex Pasquinelli vogliono rientrare a lavorare nell'impianto di selezione della differenziata e vogliono essere assunti direttamente nella società Amiu, rompendo una precarietà, di passaggio da ditta a ditta che dura da anni. Qui esiste anche una forte denuncia per la discriminazione contro i lavoratori iscritti allo Slai cobas che privilegia il sindacato di comodo, l'Ugl, per fare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. 

Ma la novità principale della manifestazione sotto il Comune è stato il Patto d'azione anticapitalista per il fronte unico di classe, offerto anche dalla presenza di una forte delegazione del Fronte della gioventù comunista; studenti rossi schierati dietro lo striscione comune: "Lavoro casa salute facciamo pagare la crisi ai padroni" con falce e martello, con interventi che hanno inquadrato l'attuale lotta nella situazione attuale, denunciando i padroni che pensano solo ai profitti e colpiscono studenti e lavoratori e che, quindi, l'appello e l'unità che la manifestazione esprimeva deve essere mantenuta e sviluppata, perchè è e deve essere l'arma vincente per dare forza ai lavoratori nelle singole vertenze e dare forza alle lotte comuni per cambiare non solo le condizioni attuali ma l'intero sistema sociale capitalista. 

Il presidio si è concluso con i prossimi appuntamenti: un'assemblea cittadina subito dopo la Befana, la marcia verso lo sciopero generale del 29 gennaio. 

Interno a questo percorso la particolarità della giornata d'azione delle donne del 15 gennaio, le lavoratrici anche stamattina erano la maggioranza e le più combattive dei lavoratori presenti. 

20 dicembre - BERGAMO: 18/19 dic - 2 giornate di mobilitazione: difendere la vita dei proletari, far pagare la crisi ai padroni

Venerdì 18 dicembre fuori e dentro le fabbriche iniziative per preparare e costruire lo sciopero generale nazionale del 29 gennaio contro padroni e governo.

Con il pesante accordo alla Tenaris Dalmine durante il blocco dei licenziamenti porta avanti i licenziamenti mascherati da "esuberi-volontari" facendo da aprifila a tanti accordi simili. 
Altro che lamenti agli industriali e al governo di mantenere il blocco, fiom fim uilm  stanno concretamente facendo i licenziamenti...

Sabato 19 dicembre al mercato per rappresentare la campagna necessaria per la sanità che deve vedere protagonisti i proletari e i lavoratori, 
non solo per mettere in luce le carenze ma per indicare gli obbiettivi di una mobilitazione popolare. Tra le masse molto forte la denuncia dello scandaloso affarismo nella sanità bergamasca: "non c'è posto... c'è se paghi.... 

sabato 19 dicembre 2020

pc 19 dicembre - GIORNATA D'AZIONE DELLE DONNE/LAVORATRICI A GENNAIO! - Dal blog femminismorivoluzionario

 

Alle lavoratrici, compagne in lotta

Nella 2° assemblea nazionale telematica delle donne/lavoratrici del 19 novembre abbiamo detto: "passare dalla denuncia all'azione" con al centro la piattaforma delle donne/lavoratrici, e abbiamo deciso una "giornata d'azione" a gennaio.
Dopo una verifica, questa "Giornata d'azione" a livello nazionale si terrà il 15 gennaio
Una giornata all'insegna della parola d'ordine "Noi la crisi non la paghiamo le doppie catene unite spezziamo" - contro padroni e governo che scaricano doppiamente sulle donne la loro crisi economica e pandemica, all'interno di un attacco, aumento della condizione di discriminazione, di oppressione, sia pratica

pc 19 dicembre - Giornata nazionale di lotta del Patto di Azione il 18 dicembre anche a Palermo

 Giornata nazionale di lotta il 18 dicembre lanciata dal Patto di Azione anticapitalista per un fronte unico di classe anche a Palermo

Un ampio volantinaggio ai Cantieri Navali al primo turno che ha visto la diffusione agli operai di centinaia di copie del volantino del Patto sulle giornate di mobilitazione del 18 e 19 e attacchinaggio del volantone/locandine in ospedali, scuole, quartieri popolari. 

Un sit-in all'Assessorato regionale Sanità con la partecipazione attiva di delegazioni di operatori sanità del 118 Cobas privato, precari Assistenti igienico personale in lotta da mesi per lavoro e reddito e lavoratrici Ata della scuola Slai Cobas per il sc, precari dello spettacolo,  disoccupati, compagne Mfpr, compagni di proletari comunisti e Pcl.




Continuo megafonaggio con ampia denuncia e volantinaggio in una zona molto trafficata, con diversi automobilisti che hanno chiesto il volantino condividendone il contenuto, in particolare sulla questione del massacro alla sanità pubblica, slogan, striscioni ben visibili, bloccata temporaneamente la strada e le macchine dinnanzi alla risposta negativa di un incontro da parte dell'ufficio di gabinetto dell'Assessore Razza, quello degli scandali sui dati gonfiati dei posti letto nelle terapie intensive per non passare in Sicilia in zona rossa. 







La protesta ha costretto il palazzo a ricevere brevemente la compagna e il compagno dello Slai Cobas sc e del Cobas privato per concordare la calendarizzazione di un incontro dalla prossima settimana sui temi della giornata. 

La forza delle donne lavoratrici sempre in prima linea nella lotta! 


il grido di rabbia  di una lavoratrice precaria  

intervento di una compagna

Un'altra tappa di lotta del percorso di costruzione/rafforzamento innanzitutto del nodo territoriale del Patto inserito nell'ottica nazionale, che deve continuare contro i palazzi del potere, i governi, questo Stato borghese su una  coerente, necessaria e reale linea di classe. 

Le realtà del Patto d’Azione di Palermo

pc 19 dicembre - proletari comunisti invita a una campagna di lettura centrate su Engels con un nuovo 'libricino' inedito in Italia sulla vita di Engels

richiedi a pcro,red@gmail.com

pc 19 dicembre - Un libro non adatto a sindacalisti aziendalisti/ambientalisti piccolo borghesi e sovranisti ' di sinistra' - lo puoi leggere e richiedere a pcro.red@gmail.com


 

pc 19 dicembre - Nepal - lavoratori in lotta organizzati dal PCN(maoista-rivoluzionario) contro il governo guidato dall'ex/maoista... il rinnegato Prachanda


 

pc 19 dicembre - Proseguono nella giornata di oggi le iniziative di denuncia e lotte proletarie indette dal Patto d'azione anticapitalista - nella giornata di domani un ampio resoconto

Bergamo nelle fabbriche e nei quartieri

venerdì 18 dicembre 2020

pc 18 dicembre - L'Aquila: striscione, manifesti e volantinaggio all'ospedale S. Salvatore nell'ambito delle 2 giornate di mobilitazione del Patto d'azione anticapitalista


Per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Per una sanità universale e gratuita

Contro la dirigenza della ASL dell'Aquila, che continua a nascondere le proprie responsabilità sulla gestione dell'emergenza COVID19, anteponendo l'interesse aziendale alla salute pubblica e minacciando i lavoratori della sanità che dicono la verità.

pc 18 dicembre - Visita, leggi, traduci dal blog internazionalista MaoistRoad

Articoli in lingua originale dal cuore della lotta di classe internazionale

ultimi post 

pc 18 dicembre - Un altro libro di cui avremmo parlato nel convegno mancato del 7 novembre - ma presto ne parleremo in una nuova iniziativa

Intanto richiedici, leggi e contribuisci alla presentazione  della rivista 'la Nuova Bandiera ' che contiene gli atti del convegno sull'autunno caldo 69 del dicembre 2019 

Una prima presentazione è avvenuta Milano il 12 dicembre - leggi su questo blog il resoconto

In gennaio presentazione a Palermo in presenza e telematica - data da definire

pc 18 dicembre - I libri di cui avremmo parlato nel convegno mancato di Milano 7 novembre - ma vanno letti e ne riparleremo

pc 18 dicembre - L’orrore della porta accanto dell'imperialismo italiano. Un rapporto sulla rotta balcanica

L’orrore della porta accanto. Un rapporto sulla rotta balcanica

In fuga . “Si cerca di nasconderli sotto il tappeto, come se questi esseri umani fossero polvere” ha detto ieri Nello Sclavo alla conferenza stampa di Grei250, rete di ong medici giornalisti avvocati per i diritti dei migranti

Migranti afgani in Croazia.

Arrivano a Trieste piagati, affamati, terrorizzati. Lungo la rotta balcanica hanno subito pestaggi e ruberie, sono stati riportati in Bosnia una due tre dieci volte; adesso sono qua. A piccoli gruppi, ogni giorno, alla ricerca di un treno che li porti più dentro all’Europa, al nord, via, dove forse c’è una vita possibile anche per loro. I corpi martoriati, solo negli occhi quella scintilla che non si spegne: la speranza, la voglia di vivere.

A Trieste non c’è nulla per chi arriva a piedi, per chi vuole continuare il viaggio, solo i volontari davanti alla Stazione che, ogni pomeriggio, offrono un pasto, una coperta, un paio di scarpe e un primo intervento per curare le ferite. Il Comune, quest’anno, non ha nemmeno organizzato il solito “piano freddo”: chiuso da un anno l’Help Center, chiusi tutti i centri diurni, chi non ha un tetto dorme in strada. O sotto le enormi arcate dell’ex Silos, tra immondizie, ratti, fango ghiacciato.

Quel che succede lungo il confine è ben documentato: migranti restituiti alla Slovenia che li riporta in Croazia che li riporta in Bosnia.

Poco importa se hanno diritto alla protezione internazionale, se fuggono dalla Siria, dall’Afganistan, dall’Iraq. Nessuno permette loro di presentare una domanda, nessuno chiede loro chi siano. 

Migranti in un campo di fortuna in Bosnia.

Quel che succede in Croazia si conosce da anni: brutalità, sevizie, sequestro di qualsiasi cosa, dal

pc 18 dicembre - In tutte le iniziative di lotta, in tutte le manifestazioni serve la voce e l'azione di proletari comunisti


Iniziative politiche di agitazione propaganda sono avvenute l'11 e 12 dicembre in fabbriche e quartieri dove siamo presenti.  
Per tutto il mese di dicembre bisogna portare in ogni lotta e manifestazione il giornale proletari comunisti ele parole d'ordini di proletari comunisti che indicano il fine per cui lavoriamo: 
un altro governo rappresentativo degli operai e delle masse popolareun altro stato fondato sul potere proletario, un'altra società, il socialismo in marcia verso il comunismo.
Obiettivi raggiungibili solo per via rivoluzionaria, praticabile costruendo - nel fuoco della lotta di classe, in stretto legame con le masse - il Partito Comunista/il Fronte Unito/la Forza Combattente



proletari comunisti/PCm Italia
dicembre 2020

pc 18 dicembre - TARANTO ORE 11,30 PRESIDIO ALL'OSPEDALE MOSCATI - NONOSTANTE L'IMPEGNO MASSIMO DI MEDICI, INFERMIERI LA SITUAZIONE PERMANE DRAMMATICA A TARANTO E IN PUGLIA.


Le strutture sanitarie per carenza di personale e di attrezzature a disposizione non sono in grado di reggere la pressione e la richiesta

Medici e personale sanitario lavorano in permanente rischio

Le carenze strutturali fanno diventare gli stessi ospedali fattori di contagio

Non vi l'assistenza domiciliare necessaria, per evitare i ricoveri in ospedale

I medici di famiglia o sono assenti o non vengono attrezzati adeguatamente per l'assistenza a casa

Non vengono fatti i tamponi pur in presenza di sintomi e segnalazione dei medici o vengono fatti con enorme ritardo, portando a ritardi nell'ospedalizzazione e nella possibilità di salvare vite

Non ci sono postazioni sanitarie nei quartieri per uno screening di massa

I malati di altre gravi patologie non possono essere curati come prima o rischiano in ospedale di prendersi il covid

Persone sole in quarantena o malate in casa non hanno assistenza, per spesa, problemi quotidiani

pc 18 dicembre - Due giornate di mobilitazione del patto d'azione anticapitalista - sui posti di lavoro e nelle piazze - al centro la questione della salute e sanità

 alcuni appuntamenti  e testo di convocazione nazionale



BASTA MORTI PER IL PROFITTO

SCIOPERO NAZIONALE DELLA LOGISTICA

Mobilitazione nazionale del Patto d’Azione Anticapitalista

per il Fronte Unico di Classe

18 dicembre

Alessandria: via Venezia 6, ore 14:15 (ASL)

Milano: corso Monforte 31, ore 15:00 (Prefettura)

Brescia: piazza Paolo VI, ore 15:30 (Prefettura)

Modena: viale Martiri della Libertà, ore 10:00 (Prefettura) e piazza Grande, ore 15:00

Roma: ore 17:00 , Pantheon (corteo verso Montecitorio)

Napoli: piazza Plebiscito, ore 12:00 (Prefettura)

Messina: Prefettura, ore 9:30

Palermo: piazza Ziino, ore 10:00 (Assessorato alla Sanità)

19 dicembre

Mestre: piazzetta Coin, ore 10:30

Roncilione (VT): piazza della nave, ore 10:00

Taranto: piazza Castello, ore 10:30 (Municipio)


18/19 dicembre 2020

Ancora in piazza

Per difendere la salute e la vita delle proletarie e dei proletari

Per far pagare ai padroni i costi della crisi

Per milioni di lavoratori, precari e disoccupati la seconda ondata pandemica è stata peggiore della prima: l’Italia è al primo posto in Europa e tra i primissimi nel mondo sia per numero di morti che per rapporto tra contagiati e deceduti.

Mentre il governo Conte, l’opposizione e gli enti locali fingono di litigare tra loro sul Mes ma già inciuciano su come spartirsi – destra, centro e “sinistra” – i proventi del Recovery Plan, due sole cose sono certe: 1) la sanità è posta all’ultimissimo postorispetto alla fiumana di miliardi per le imprese 4.0 e ‘ecologiche’; 2) si fa di tutto per occultare la catastrofe prodotta dal collasso del sistema sanitario frutto di decenni di tagli e di aziendalizzazioni, e il fallimento completo delle misure di prevenzione, orientate più a salvare i profitti che a fronteggiare gli effetti del CoViD-19. Altro che “andrà tutto bene”!

Il programma “anticrisi” dei padroni va delineandosi in maniera sempre più chiara: dopo il “regalone” della Cig elargita ai 4 venti e senza alcuna verifica sull’effettivo stato di crisi aziendale e il “regalino” dei ristori alla piccola e media borghesia, milioni di lavoratori si sono trovati con salari dimezzati, e circa 800 mila precari sono finiti per strada.

Intanto, nelle fabbriche e nei magazzini si continua a lavorare a ritmi infernali, a contagiarsi e a morire, il più delle volte senza il benché minimo strumento di tutela della salute e della sicurezza, per non parlare del personale sanitario stremato da mesi di turni massacranti in cambio di salari da fame.

Le parole del capo della Confindustria maceratese Guzzini “anche se qualcuno morirà, pazienza”, riassumono con freddo cinismo la linea di condotta dell’intero fronte padronale: i loro profitti valgono più delle vite di milioni di proletari e proletarie.

A fronte della catastrofe attuale e della valanga ancor più rovinosa che si preannuncia in primavera, con la fine della moratoria sui licenziamenti coincidente con una terza ondata oramai quasi scontata, occorre qui ed ora rilanciare l’autorganizzazione e la lotta degli sfruttati.

La difesa economica e sanitaria dalla pandemia e dalle altre patologie pandemiche (tumori, morti sul lavoro e patologie cardiocircolatorie oscurate dal Covid) non verrà mai dalle aule istituzionali né tanto meno dai teatrini elettorali, ma passa necessariamente dalla ripresa del protagonismo di classe e da un programma di rivendicazioni centrato sugli interessi autonomi dei proletari e che passi per la costruzione di un vero sciopero generale e di una grande mobilitazione nazionale nelle giornate del 29-30 gennaio:

  • contro la mercificazione della salute, per l’autodifesa della stessa da parte dei lavoratori, per sé e per tutta la popolazione, con l’obbligatorietà dello screening e dei tamponi gratuiti a tutti i lavoratori e i disoccupati e il varo di misure stringenti per la prevenzione dei contagi sui luoghi di lavoro e nei territori;
  • Lavoro stabile e sicuro o salario garantito per disoccupati, precari e cassintegrati;
  • Patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione i cui proventi vanno destinati ai salari e alla spesa sociale;
  • Riduzione drastica e generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario: lavorare meno, lavorare tutti; per il lavoro socialmente necessario;
  • Diritto al lavoro per tutte le donne, contro la precarizzazione e il lavoro a distanza; per il potenziamento dei servizi di welfare, contro la conciliazione tra lavoro domestico ed extra-domestico; per il diritto di aborto assistito e l’autodeterminazione delle donne; contro il sessismo e la violenza sociale e domestica, cresciuti in questa crisi;
  • Libertà di sciopero e abrogazione dei decreti-sicurezza: contro ogni criminalizzazione delle lotte sociali e sindacali;
  • Permesso di soggiorno europeo a tempo indeterminato per tutti gli immigrati e le immigrate; completa equiparazione salariale, di accesso ai servizi sociali e di diritti; abolizione delle attuali leggi italiane ed europee sull’immigrazione e chiusura immediata dei CPR; immediata applicazione della sentenza della Corte di giustizia europea che impone all’INPS di pagare gli assegni familiari anche per i congiunti residenti all’estero.
  • Drastico taglio alle spese militari (un F35 costa quanto 7113 ventilatori polmonari) e alle grandi opere inutili e dannose (quali Tav, Tap, Muos);
  • Contro le politiche di devastazione ambientale e il saccheggio indiscriminato della natura e dell’ecosistema in nome dei profitti e della speculazione;
  • Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzione di personale docente e non docente per garantire la salute nelle scuole e, appena possibile, la didattica in presenza. Abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, programmi di formazione pagati a salario pieno. Critica della cultura, dell’arte e della scienza al servizio del profitto;
  • Blocco immediato degli affitti, dei mutui sulla prima casa e di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) per i disoccupati e i cassintegrati; blocco a tempo indeterminato degli sgomberi per tutte le occupazioni a scopo abitativo.
  • Revoca di qualsiasi progetto di “Autonomia differenziata”, che penalizza i proletari e i lavoratori del Sud;
  • Amnistia e misure alternative per garantire la salute di tutti i proletari e le proletarie detenuti.

PATTO D’AZIONE ANTICAPITALISTA

PER IL FRONTE UNICO DI CLASSE

pc 18 dicembre - Le posizioni di proletari comunisti su manovre nel governo - fondi europei - pandemia

Riprendiamo tre testi recenti pubblicati sul blog in attesa degli aggiornamenti e approfondimenti contenuti nel nuovo numero di proletari comunisti - che uscirà come numero doppio a gennaio

Renzi e il governo

E' in corso una manovra politica attivata da Renzi per mettere in crisi l'attuale governo, per conto e interesse del centro destra e di un settore dei padroni, con utilizzatore finale Salvini. In palio oltre che il governo, c'è il controllo dei Ministeri chiave e la gestione dei fondi europei. 
Se questa manovra va a buon fine avremmo un governo ancora più a destra in tutte le sue forme possibili: rimpasto del governo Conte, allargamento della maggioranza, unità nazionale, nuove elezioni.
Proletari comunisti è per l'intensificazione della lotta sulla base degli interessi dei proletari e delle masse, espresse parzialmente dalla piattaforma del Patto d'azione contro questo governo, per ottenere risultati concreti e impedire l'ulteriore scaricamento della crisi economica e della pandemia sui proletari e sulle masse popolari.
Siamo per la polarizzazione della lotta di classe, siamo contro ogni governo dei padroni. 

E' importante che questo orientamento caratterizzi la vera opposizione politica e sociale a padroni e governo, epurata da ogni sovranismo, populismo di sinistra che fanno parte non del nostro campo ma del campo dell'avversario di classe. 

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fondi europei - mes ecc

Non abbiamo dubbi che l'azione di questo governo comporta che i fondi europei in arrivo con il Recovery fund ed eventuale Mes verranno utilizzati in gran parte da padroni e banche per tutelare i loro interessi e i loro profitti, e non sono in grado di impedire lo scaricamento della crisi economica e pandemica sui proletari e le masse popolari.

Ciò non toglie che essi debbano essere terreno della lotta di classe e in particolare terreno della lotta sociale, alzando il tiro delle rivendicazioni operaie e popolari, in particolare dalle istanze espresso dalla piattaforma del Patto d'azione anticapitalista, oggetto di due giornate di mobilitazione il 18 e 19 dicembre, con al centro soprattutto la sanità, la salute e la sicurezza sui posti di lavoro, a fronte della permanenza/aggravarsi della pandemia. 
E ancor più della costruzione del difficile sciopero generale del 29 gennaio '21, indetto dall'Assemblea nazionale dei lavoratori combattivi. Uno sciopero che deve avere l'obiettivo di portare dei risultati concreti a casa e di dare un segnale generale all'intero movimento dei lavoratori e delle masse popolari. 

Consideriamo tutte le posizioni anti Mes nel movimento di opposizione al governo ispirate dal sovranismo e dal riformismo. Il loro risultato non è in nessuna maniera a favore delle masse popolari, ma unicamente a dare valenza e giustificazione ai rapporti di forza nell'Europa imperialista, e in particolare alle sue espressioni più reazionarie, espresse da un lato dai cosiddetti "paesi frugali", sostanzialmente ostili all'uso dei fondi europei verso Italia, ecc., e dall'altro dall'estrema destra sovranista dei governi, Polonia, Ungheria che vogliono i soldi ma continuare nella loro marcia fascista, condizionando l'intera Europa su questa strada. 

I proletari e le masse popolari nel nostro paese devono fare una lotta all'interno di questo paese contro il nostro governo e lavorare per costruire nella lotta l'unità internazionale e internazionalista contro tutti i governi dei paesi imperialisti, dalla Germania alla Francia, alla Grecia, alla Polonia, ecc. 

le misure del governo per fronteggiare la pandemia

Queste misure sono chiaramente a favore degli affari di commercianti, ristoratori, medi e piccoli padroni - tenuto conto che i grandi padroni non sono stati mai toccati da provvedimenti restrittivi in questa seconda fase. 
Esse, infatti, non si spiegano altrimenti se non per questa ragione. Le pressioni di ottobre di commercianti e ristoratori, dei loro rappresentanti politici nel governo e nel parlamento hanno pagato, prima i ristori, poi le aperture quasi indiscriminate

I lavoratori, gli studenti potevano fare e fanno decine di proteste, manifestazioni, lotte per la difesa della salute, per lavorare e studiare in sicurezza, per misure effettive e immediate di incremento di trasporti, di aumento delle strutture sanitarie e scolastiche, di assunzioni nella sanità e nella scuola, ecc. ecc., non è successo e non succede nulla; i lavoratori protestano, scioperano, lottano per difendere, aumentare il salario, per integrare una cassintegrazione che lo riduce al 50%, per protocolli reali di sicurezza sui posti di lavoro, non hanno alcuna risposta (se non briciole - pensiamo ai bonus - offensive, indegne e vessatorie, il cui uso è nella maggiorparte dei casi sempre a favore delle vendite dei commercianti); 
i commercianti grandi e piccoli invece, sono stati subito accontentati. 
SI TRATTA SPUDORATAMENTE DI MISURE DI CLASSE, che miglioreranno gli affari dei padroni e padroncini e peggioreranno la situazione sanitaria.

I provvedimenti dell'ultimo Dpcm, le deroghe che via via si stanno facendo di orari di aperture di

pc 18 dicembre - La grande lotta dei contadini in India si trasforma in assedio alla capitale New Delhi

 In spagnolo in via di traduzione

INDIA: Asedio campesino a la Capital de la India (Revolución Obrera)

 

En la India, el segundo país más poblado del planeta con 1.352 millones de habitantes y la quinta economía más grande a nivel mundial, sufre hambre extrema la cuarta parte de su población.

No sin razón el pasado 26 de noviembre, una huelga política nacional de 250 millones de trabajadores, paralizó la banca y la industria del carbón, mineral de hierro y del acero; el transporte en puertos, trenes y buses; la salud y el comercio informal. La huelga taponó por un

pc 18 dicembre - Turchia - attacco alla sede del partito di Erdogan ad opera dai guerriglieri TIKKO/TKP/ML

TURCHIA:  Pendik Istanbul

dal sitio web de Yeni Demokrasi:

http://www.yenidemokrasi10.net/tkp-ml-militants-rake-akp-office-with-gunfire-in-istanbul-pendik.html

 El 7 de diciembre, militantes del TKP / ML atacaron la oficina del AKP en Pendik-Kurtköy. En la declaración realizada, se indica que la acción se atribuyó a los guerrilleros TİKKO que fueron martirizados en Dersim.
“Los camaradas Nubar, Asmin, Rosa, Deniz, Muharrem, Özgür son nuestro juramento de luchar, nuestra conciencia de pedir cuentas. Continuaremos haciendo crecer esta lucha, que continúa a costa de la vida, desde nuestro liderazgo hasta nuestros combatientes en todos los campos. Nuestros mártires son la garantía de nuestra victoria, el nombre de la insistencia en la Guerra Popular en el camino hacia la Revolución Democrática Popular. Pedimos cuentas por nuestros mártires hoy, como lo hicimos ayer, ¡y lo haremos! "