mercoledì 24 maggio 2017

pc 24 maggio - L'ORRIBILE STRAGE DI MANCHESTER USATA DA GENTILONI E MINNITI PER DECIDERE AL G7 UNA INTENSIFICAZIONE DELLA REPRESSIONE

‘L’attacco che ha colpito stanotte Manchester è un attacco all’intera Europa“. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso la sua “vicinanza al popolo britannico”, dopo l’attentato terroristico che ha colpito la città britannica, con l’esplosione fuori dall’arena dopo il concerto di Ariana Grande... Lavoriamo in queste ore perché dal G7 di Taormina arrivi un messaggio, il più possibile forte, di impegno contro il terrorismo. Abbiamo un’occasione per ribadire insieme a Taormina che la vigliaccheria di chi spezza le vite di giovani ragazzi e ragazzi non avrà la meglio sulla nostra libertà”. (Dal fatto quotidiano).

Prima di tutto, l'attacco, questa nuova terribile strage di ragazzi, ragazze, perfino bambine non colpisce "l'intera Europa", non certo gli Stati e i governi imperialisti dell'Europa, non i loro uomini, e tutto l'"esercito" a difesa del loro sistema, ma colpisce giovani, gente normale, masse popolari; con un tragico paragone oggettivo tra chi muore sotto le bombe dell'imperialismo in Siria, in Afghanistan, ecc. e chi muore nel cuore dell'Europa.
Gli Stati imperialisti dell'Europa, i loro rappresentanti si possono stringere la mano con l'Isis, prima loro creatura, foraggiata, finanziata, in funzione anti regimi "non allineati all'imperialismo Usa, europeo" e poi sfuggita di mano.
Non è certo chi nei paesi dipendenti è responsabile delle guerre e delle "soluzioni" alle guerre interne con guerre molto più micidiali, unicamente per mantenere i suoi artigli economici e politici nella zona, che può difendere la gente dei paesi europei dalla "guerra che torna a casa".

Ora, sapendo di mentire, riprenderanno ad attaccare i migranti - che non sono mai centrati con l'Isis (anzi molti dei migranti fuggono, proprio perchè sta l'Isis), e tantomeno con gli attentati.

Ma soprattutto Gentiloni, Minniti, tutto il governo, le forze dell'ordine, i servizi segreti, ora usano in maniera vigliacca questa strage per decidere prima e durante il G7, in nome del "terrorismo", di rafforzare misure repressive, da iper controllo delle persone, che non hanno, non possono certo avere l'effetto di impedire eventuali altri attacchi dell'Isis e dei suoi uomini, ma hanno l'obiettivo molto più concreto di ridurre le libertà democratiche, di agibilità, di manifestazione. E il G7 sarà ora, ancora di più, la sede per decidere piani di occupazione militare stabile delle città europee, di estensione permanente di zone rosse, di aumento degli armamenti anche interni; chiamando a legittimare queste misure, stampa, televisioni, ecc., e creando, proprio loro, nel "ventre della bestia imperialista" quell'humus che a volte devia, verso strade suicide e perdenti, la ribellione di giovani islamici.

Anche questi "difensori dal terrorismo" ci devono far paura!  

pc 24 maggio - A TAORMINA CONTRO I NEMICI DELLA LIBERAZIONE DELLE DONNE - Da Mfpr

Andiamo a Taormina a manifestare contro il G7, per opporre al loro doppio sfruttamento, alla doppia (e spesso, soprattutto per le donne dei paesi oppressi, per le immigrate, tripla, quadrupla) oppressione, alle loro doppie catene, la nostra doppia determinazione a ribellarci e lottare contro questo sistema imperialista, i suoi Stati, i suoi governi, a Taormina rappresentati dai capi dei paesi partecipanti al G7, tra i più nemici della liberazione delle donne, in testa il fascista, razzista, schifoso maschilista, Trump.

Noi donne l'8 marzo, in Italia e in 50 paesi del mondo abbiamo fatto uno storico sciopero delle donne. Uno sciopero che è una sfida verso i padroni, verso i governi, gli Stati, gli uomini che odiano le donne, in cui soprattutto le donne proletarie hanno gridato: tutta la vita deve cambiare! E quando le donne si muovono, hanno sempre una marcia in più, quando le donne prendono coscienza che la propria condizione non è inevitabile, ma frutto di questo sistema capitalista, non tornano indietro e comprendono che la lotta non può essere parziale, ma rivoluzionaria!
Allora, prendetevi paura!

Non andiamo a Taormina per “chiedere”, ai responsabili del moderno medioevo in cui ci costringono a vivere, una realtà fatta di subordinazioni, discriminazioni, negazione del lavoro, dei diritti, di stupri e femminicidi, a chi fa morire di fame milioni di bambini nel mondo, a chi fa strage con le sue bombe di donne e bambini, a chi fa annegare tante vite di migranti nei nostri mari, aggiustamenti in senso “umanitario” di un sistema che di umano non ha nulla. Noi andiamo a dire che alla loro violenza reazionaria è giusto organizzare e opporre la nostra violenza rivoluzionaria!
Non sono certo le donne, che subiscono tutto di questa marcia società imperialista, a poter/dover essere “pacifiste”; per rompere le nostre catene è necessaria una lotta senza tregua, noi donne dobbiamo imporre i nostri diritti con la forza; perchè noi abbiamo mille ragioni e loro sono mille volte fuori dalla storia futura dell'umanità; perchè loro vogliono imporre la “morte” e noi vogliamo la vita; perchè loro “affogano” nelle ricchezze strappate ai popoli e ai proletari che le producono e noi vogliamo un mondo senza guerre, miseria, oppressione, uccisioni delle donne.

Per questo, a Taormina ci sentiamo parte del grande “esercito” delle donne che resistono e combattono in tutto il mondo, con le donne della Palestina, con le rivoluzionarie comuniste turche/curde, del Brasile, Filippine, Perù, ecc., con le tantissime ed eroiche combattenti maoiste in prima fila nella guerra popolare in India.

La ribellione, la lotta delle donne è una forza poderosa della rivoluzione proletaria, per rovesciare questo putrido mondo e per cambiarlo dalla terra al cielo!

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
mfpr.naz@gmail.com

pc 24 maggio - A Palermo la principale manifestazione di 'accoglienza' a TRUMP

 SIT-IN AL CONSOLATO AMERICANO

CONTRO IL G7 DI TAORMINA
RIBELLARSI E' PIU' CHE LEGITTIMO E GIUSTO

20 maggio sit-in presso il Consolato Americano a Palermo
denuncia, volantinaggio, contro-informazione

a sostegno delle guerre di popolo di liberazione 
in India come in tutto il mondo

pc 24 maggio - TRUMP... conoscerlo per evitarlo e combatterlo - Lo speciale di gennaio di proletari comunisti serve a questo

pc 24 maggio - Trump ben accolto a Taranto


pc 24 maggio - FUCK TRUMP - solidali con la protesta popolare negli USA

pc 24 maggio - L'IMPERIALISMO, TRUMP, PARLA DI PACE E RAFFORZA LA GUERRA... - Un contributo di una compagna lavoratrice del Policlinico, dello Slai cobas sc di Palermo

L’INTERVENTO DI TRUMP IN ARABIA SAUDITA: “UNA VERA SPREMUTA DI CUORE…!”
L’IMPERIALISMO, USA IN TESTA, NON SI SMENTISCE MAI, MENTRE PARLA DI PACE, PENSA COME CONTINUARE E RAFFORZARE  LA GUERRA

ORA E SEMPRE, MORTE ALL’IMPERIALISMO!!


Il discorso di due giorni fa del presidente degli Stati Uniti Trump, in Arabia Saudita, non fa altro che confermare la natura assassina e barbara dell’imperialismo; le reali intenzioni dei paesi imperialisti, a cominciare dagli USA, di continuare a seminare guerre, migrazioni di massa, miseria e lutto, in nome del profitto, contro le masse popolari del pianeta. Altro che pace e prosperità!
Mentre parlava di pace, di onorare dio, di milioni di posti di lavoro, del futuro dei giovani e di prosperità per i popoli, Trump esaltava, trionfante, l’affare del secolo, ovvero i 350 miliardi di dollari che il Regno Saudita investirà negli USA, in cambio di un ingente rifornimento di armi e di assistenza militare, con la scusa della lotta al terrorismo.

Trump - contro cui, ricordiamo, aleggia lo spettro dell’impeachment per avere condotto affari sporchi con la mafia russa e trafficanti israeliani di diamanti, in cui è coinvolto anche suo genero - ha avuto la spudoratezza di parlare di lotta tra il “bene e il male”, in cui il bene, sarebbe lui e l’imperialismo, ed il male, il terrorismo e l’Iran, ritenuto quest’ultimo ”causa di tutti i mali del Medio Oriente”.

Ma la cosa altrettanto aberrante e nel contempo grottesca, è il fatto, risaputo da tutti, che l’Arabia

pc 24 maggio - Un compagno marxista-leninista di lunga data di Genova ci ha lasciato - un saluto riconoscente

ADDIO, COMPAGNO LUCIANO
Siamo venuti a conoscenza che, il nove aprile scorso, è mancato il compagno Luciano Bezerédy: genovese, di origini ungheresi, era figlio del comandante partigiano Lorenzo “Castagnetta”, e della staffetta Ines Paglia.
Fondatore del Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista), fu animatore del comitato genovese della Linea Rossa; fino all’ultimo è rimasto sempre fedele ai nostri principi, rifiutandosi di aderire al Partito della Rifondazione Comunista e continuando a curare il sito internet della sua organizzazione.
Oltre ad essere un sincero compagno marxista-leninista – ha collaborato, tra l’altro, più volte con il locale circolo di Proletari Comunisti nella realizzazione di iniziative politiche è stato dirigente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ricoprendo per anni la carica di presidente della sezione del quartiere di Marassi, intitolata a Giuseppe Virginio Arzani “Chicchirichì”.
Addio, compagno Luciano: che la terra ti sia lieve!

Genova, 24 maggio 2017
la Redazione

pc 24 maggio - IMPERIALISMO-CRISI-GUERRA: UNA LEZIONE TEORICA PER ARMARE LA PRATICA - Prof. Giuseppe Di Marco 8 giugno - Taranto

pc 24 maggio - "LO STUDIO RIVOLTO AGLI OPERAI DE L'IMPERIALISMO DI LENIN" - IN LIBRO - UNA NOVITA'!

E' richiedibile il libro "Lo studio rivolto agli operai de L'imperialismo fase suprema del capitalismo di Lenin" che raccoglie i testi della Formazione operaia usciti sul blog.
Ma non si tratta solo di una mera “messa insieme”. La forma di libro permette di seguire il filo, sia in termini di comprensione dell'analisi di Lenin, quanto mai attuale e necessaria arma per capire, avere una valutazione autonoma, di classe, degli avvenimenti odierni - nel libro lo scritto di Lenin non viene solo ripreso ma commentato, per dimostrarne la sua attualità negli sviluppi tumultuosi in corso;  sia per la linea, la lotta critica alle posizioni, presente ora implicitamente ora esplicitamente nei capitoli.
Per come è realizzato il libro, per il suo prioritario scopo: rivolto agli operai, ai giovani, alle donne che vogliono comprendere per trasformare questo mondo, si tratta di una novità, nel panorama sia nazionale che internazionale.
E’ un libro che invitiamo a richiedere (anche da parte di coloro che hanno seguito settimanalmente la Formazione operaia su L'imperialismo on line), a propagandare e a diffondere.
Il libro si può richiedere scrivendo a: pc.rored@gmail.com - 3475301704 - prezzo politico 5 euro.
  
Pubblichiamo di seguito l'indice del libro
 
-Presentazione
-Premessa allo studio de “L’Imperialismo” - 1° parte

martedì 23 maggio 2017

pc 23 maggio - Contro il G7 - contro i signori della crisi e della guerra

COME IL G7 SI PREPARA ALLE PROSSIME GUERRE...

COREA DEL NORD, SIRIA (ASSAD), IRAN, UCRAINA (RUSSIA), ECC. TRA GLI OBIETTIVI STRATEGICI DEI 7 CAPI DI STATO CHE SI RIUNIRANNO A TAORMINA IL 26 e 27 MAGGIO 2017
Ecco alcuni passaggi dei documenti predisposti a Lucca dai ministri degli esteri del G7
Dal “Comunicato Congiunto Finale” della Riunione dei Ministri degli Esteri del G7 - Lucca, 10-11 aprile 2017.

Una collaborazione costante con il settore privato, la società civile, l’accademia ed altri gruppi è anch’essa un elemento fondamentale. Riconosciamo il ruolo importante della società civile, delle aziende che operano nel settore dei social media e dei provider di servizi Internet nel sostenerci volontariamente ad individuare e rimuovere contenuti volti a diffondere la propaganda a favore del terrorismo e dell’estremismo violento. Li incoraggiamo a continuare a rispondere alle richieste legittime di rimozione di tali informazioni, aggiornando e migliorando le condizioni generali di utilizzo, continuando a rafforzare il loro approccio attraverso lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per affrontare l’estremismo violento online.

pc 23 maggio - 26-27 maggio appuntamenti anti G7

VENERDI' 26 MAGGIO, ORE 17:30 ASSEMBLEA POPOLARE CONTRO IL G7 IN PIAZZA MUNICIPIO A GIARDINI

PER L'ACCOGLIENZA NEI PRESSI DI GIARDINI-TAORMINA:

In assenza di qualsiasi risposta dalle istituzioni in merito al problema dell’accoglienza dei manifestanti che vorranno scendere il 26 e 27 Maggio a Giardini ed in assenza di spazi autogestiti o privati che possano dare ospitalità in loco, abbiamo raccolto gli indirizzi di alcuni camping tra i più vicini alla zona per chi volesse farci base. Questi camping distano, al meno, 3 km da Giardini ed è quindi consigliabile spostarsi da essi in macchina per raggiungere i luoghi degli appuntamenti. Sono, però, in paesi regolarmente serviti dalla linea ferroviaria che collega Catania a Messina. Ricordiamo a tutti che il 26 e 27 la stazione di Giardini di tale linea sarà chiusa, mentre al momento risultano aperte e funzionanti le altre della stessa tratta.

Camping Almoetia - via San Marco 19, 95011 Calatabiano (CT) - http://www.campingalmoetia.it/home/
Camping "La Focetta Sicula"
Contrada Siena, 40
98030 - Sant'Alessio Siculo (ME) http://www.lafocetta.it/camping/it/

Camping Paradise Strada Statale 114 km 41 Letojanni (Me) Sicilia http://www.campingparadise.it/


CONTRO IL G7 DEI POTENTI,
SABATO 27 MAGGIO CORTEO CONCENTRAMENTO ORE 15:00 AL TERMINAL BUS DI GIARDINI NAXOS

pc 23 maggio - I padroni si blindano ma non possono evitare la protesta NOTAV a Torino

Vertice blindato all'Unione industriale assediata dai No Tav che lanciano uova

Sono circa 150 che protestano ai quattro angoli dell'edificio

Vertice blindato stamattina all'Unione industriale per la presentazione degli appalti della nuova linea ad alta velocità Torino-Lione, con il direttore di Telt Mario Virano i tecnici e oltre duecento imprenditori potenzialmente interessati ai lavori. All'esterno circa 150 manifestanti No Tav - un paio di pullman sono arrivati dalla Valsusa - si sono dati appuntamento per protestare contro la ferrovia. I contestatori si sono sistemati ai quattro isolati intorno al Centro congressi dell'Unione industriale protetto da un cordone di uomini delle forze dell'ordine.
I manifestanti No Tav hanno lanciato delle uova contro le forze dell'ordine, schierate a protezione della sede dell'Unione industriale. Tre No Tav, tutte donne, hanno superato le transenne trovandosi faccia a faccia con i poliziotti in tenuta anti sommossa.

"Siamo  qui grazie  a Ferrentino che in consiglio regionale ha detto che i No Tav non esistono più e che nessuno  contesta più il Tav" dice  Alberto Perino al microfono durante un corteo improvvisato nelle vie intorno all'Unione Industriale. "Noi siamo qui per dire che siamo in grado di contestare e bloccare un quartiere"

All'interno i lavori si svolgeranno per tutta la giornata all'interno della Sala dei 500 allestita per l'occasione come se fosse un tunnel grazie a un effetto di luci e immagini. I tecnici presenteranno, in fasi successive di lavori, le gare d'appalto - 81 bandi di gara su 12 cantieri operativi - che compongono gli 8,6 miliardi dei lavori suddivisi in gare di taglia accessibile direttamente anche alle piccole e medie imprese. È la prima tappa del road show che tra un mese sarà replicato a Lione in Francia e poi toccherà le capitali europee.

pc 23 maggio - Tunisia - rivolta a Tataouine - corrispondenza esclusiva e foto

Pochi giorni fa il presidente della repubblica Essebsi aveva tuonato dal palazzo di Cartagine che non sarebbero stati tollerati blocchi alla produzione dei settori economici strategici del paese, riferendosi in particolare alle proteste nella regione meridionale di Tataouine 
Era stato inviato l’esercito a presidiare i campi petroliferi su ordine dello stesso Essebsi, che è anche il comandante supremo dell’esercito. Inoltre i media nazionali avevano anche diffuso la notizia che la maggior parte dei membri del sit-in permanente di El Kamour (in pieno deserto n.d.a.) aveva accettato l’ennesima proposta governativa e che solo una minoranza dei manifestanti voleva continuare la protesta a oltranza.
Tutto ciò in un contesto in cui la settimana scorsa lo “stato d’emergenza” è stato rinnovato di un altro mese, “coprendo” grosso modo il periodo di Ramadan che inizierà venerdì, esso prevede maggiori poteri per le forze repressive limitando il diritto di parola e di manifestazione.
In realtà il sit-in permanente non è stato smantellato e i blocchi stradali in tutta la regione e le manifestazioni non si sono fermate

Ricordiamo che la regione desertica di Tataouine è ricca di petrolio e materie prime estratte da multinazionali straniere e joint ventures, i manifestanti chiedono che una parte dei profitti derivanti da queste attività siano utilizzati per offrire posti di lavoro (nella regione c’è un tasso di disoccupazione che supera il 50%) e per la costruzione di infrastrutture e servizi.
La giornata di ieri ha visto affluire rinforzi per le forze di polizia con decine di camionette provenienti da altri governatorati, i manifestanti hanno risposto con manifestazioni notturne in città chiedendo il ritiro di queste nuove forze di polizia.
Come risposta il primo ministro Chahed si è riunito d’urgenza con il ministro degli interni e quello della difesa decidendo di inviare ulteriori rinforzi stavolta della Guardia Nazionale con l’obiettivo di “far riprendere regolarmente la produzione di petrolio e perseguire legalmente i trasgressori”.
Tataouine ha risposto unanime proclamando uno sciopero generale in tutta la regione (eccetto per l’ospedale, i panifici e le scuole in cui si sarebbero tenuti esami) e facendo un appello a raggiungere il sit-in di El Kamour:
la situazione in mattinata è degenerata, le forze repressive e in particolare polizia e guardia nazionale
hanno usato il pugno di ferro provando a sgomberare il sit-in permanente nel deserto a colpi di lacrimogeni e proiettili di gomma e bruciando le tende e i viveri dei manifestanti. Intanto l’esercito teneva come sempre un basso profilo rimanendo a guardia dei pozzi (in Tunisia l’esercito è a forte composizione popolare e generalmente non viene considerato una forza “ostile” dal popolo a differenza della polizia e della guardia nazionale, anche oggi molti militari hanno fraternizzato con i manifestanti). I manifestanti dopo aver resistito, si sono ritirati e diretti verso la sede del governatorato della regione dove anche qui sono stati attaccati duramente e in poche decine di minuti l’ospedale della città si è riempito di giovani intossicati dai gas lacrimogeni.
Contemporaneamente negli scontri, una macchina della guardia nazionale ha investito i manifestanti provocando la morte del giovane Ravi e il grave ferimento di un altro. Alla notizia del decesso del giovane in ospedale i manifestanti hanno fatto irruzione nella sede del governatorato, hanno attaccato la stazione di polizia e quella della guardia nazionale che, dopo essere state evacuate in fretta e furia sono state date alle fiamme e con esse una ventina di veicoli delle forze di polizie. Allo stesso tempo i manifestanti hanno preso nuovamente il controllo del valico di frontiera con la Libia di Dehiba Wazen chiudendolo.
Mentre le notizie di questi eventi trapelavano, si stanno moltiplicando le manifestazioni di solidarietà con gli abitanti di Tataouine in altre regioni e in particolare nella limitrofa Medenine, a Gabès, a Kebili e Douz (dove i sit in si sono dati la forma di coordinamento regionale), a Gafsa e a Kasserine, inoltre una grande manifestazione nella capitale si è diretta verso il ministero dell’interno sito in Avenue Bourguiba l’arteria principale della capitale.
Mentre quindi in tutto il paese si diffonde a macchia d’olio la solidarietà popolare, il Bureau Esecutivo dell’Unione Generale dei Lavoratori Tunisini (UGTT, il principale sindacato) invita i manifestanti a “protestare pacificamente” e a non “attaccare le forze dell’ordine presenti nella regione” senza neanche spendere una parola per il giovane ucciso e le decine intossicati in ospedale, confermandosi ancora una volta una forza ambigua la cui dirigenza è collusa con il regime.
Ad un convoglio di solidali in partenza da Tunisi per Tataouine è stato impedito di partire da un forte schieramento di forze dell’ordine.
Il rapido moltiplicarsi di manifestazioni di solidarietà dalle caratteristiche combattive e da semi-rivolta fa pensare che l’ennesima morte per mano di uomini in divisa faccia precipare la situazione del paese in un nuovo stato di rivolta come successo due anni fa dopo gli eventi di Kasserine. In molti oggi hanno paragonato gli eventi di Tataouine con quanto successo 6 anni fa a Sidi Bouzid e in molti continuano a essere convinti che 6 anni fa in realtà non è avvenuta nessuna rivoluzione…

pc 23 maggio - Brasile repressione e resistenza

Brasil - lucha contra Temer - A Nova democracia

-Imágenes de la heroica resistencia de las masas a la violencia de la PM en el acto: Fuera Temer (video)



Jornal La Nueva D emocracia - En las siguientes imágenes, cientos de jóvenes se resisten bravamente a la violencia de la policía del Estado fascista en el acto por la deposición del gerente Michel Temer ocurrido el 18 de mayo en Río de Janeiro. Con palos, piedras y fuegos artificiales, manifestantes se enfrentaron a las tropas de represión del viejo Estado y no se intimidaron ante el aparato de guerra del enemigo para reprimir la manifestación.

pc 23 maggio - Iniziative in Germania per il 50° anniversario della rivolta di Naxalbari in diverse città tedesche

Informe sobre las actividades en la República Federal Alemana (RFA) en el Día de Acción con motivo del 50 Aniversario del Levantamiento de Naxalbari

Con motivo del Día Internacional de Acción por el 50 aniversario del levantamiento de Naxalbari, se realizaron diferentes actividades en varias ciudades de diferentes Estados federados del norte, este, sur y oeste de la RFA. Así que la campaña internacional se convirtió en una verdadera campaña nacional. Muchos de los nuevos compañeros participaron en la campaña. El efecto de la campaña se resalta por el hecho de que varios grupos del movimiento revolucionario publicaron declaraciones sobre el tema, p. ej. La Rote Ruhr Crew, PerspektiveOnline y Revolutionärer Aufbau BRD (Construcción Revolucionaria RFA). Allí se destacó la necesidad de la reconstitución del Partido Comunista en este país, la Guerra Popular en la India -como arma de combate contra el revisionismo- y el del mundo.

550 JahreNaxalbari Hamburg 1 internacionalismo proletario. 50 JahreNaxalbari Hamburg 2

50 JahreNaxalbari Ruhrgebiet
 50 Jahre Naxalbari Bremen 250 JahreNaxalbari Berlin 2
50 Jahre Naxalbari Bremen 3

50 Jahre Naxalbari Bremen 4

En Rostock se realizaron pinturas murales.
50 años de Naxalbari Rostock
50 JahreNaxalbari Rostock
En Hamburgo y Nuremberg, el 19 de mayo se celebraron los eventos informativos sobre el

pc 23 maggio - A sostegno della lotta dei prigionieri politici palestinesi a Milano

Mercoledì 24 maggio ore 18,00 presidio a sostegno dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame


sciopero prigionieri palestinesi
Dal 17 aprile oltre 1500 detenuti palestinesi sono in sciopero della fame all’interno delle galere israeliane. Da più di un mese subiscono violenze e torture per cercare di fermarne la lotta e la determinazione mentre le manifestazioni di solidarietà verso gli scioperanti, che si svolgono nei territori palestinesi, vengono attaccate con enorme violenza dai blindati dell’esercito di occupazione israeliano, il tutto nel silenzio vile e complice dei media italiani e di tutto l’occidente.
presidio unitario a sostegno dei prigionieri in sciopero della fame, mercoledì 24 maggio alle ore 18 davanti alla sede RAI di C.so Sempione.
CONTRO L’OCCUPAZIONE SIONISTA E TUTTI I SUOI SOSTENITORI!
A FIANCO DEI PRIGIONIERI IN LOTTA!


pc 23 maggio - Iniziativa a Milano a sostegno della guerra popolare in india in occasione del 50th anniversario della rivolta di Naxalbari e contro il G7 di Taormina

info ufficiosa dai compagni di proletari comunisti Milano

All'iniziativa presenti proletari comunisti, Carc, Fronte palestina ed altre compagne e compagni rivoluzionari e progressisti

E' stato fatto un escursus storico dalla rivolta di Naxalbari ad oggi, e
della lotta avviata da Mazmundar contro il revisionismo e l'abbandono
della via della rivoluzione come unica via per l'emancipazione degli
oppressi.

E' stato sottolineato che nonostante la dura repressione di
allora la scintilla di Naxalbari vive nella guerra popolare guidata dal
partito maoista. E' stato messo in risalto come la gp in india sia un
faro e riferimento dei popoli del mondo contro le guerre imperialiste,
unica via che da risposte e soluzioni alle aspirazioni delle masse,

in una fase in cui i cosiddetti grandi si riuniscono e preparano nuove
guerre, interne e esterne, di rapina e oppressione. 

Quindi solidarizzare con la gp, le campagne per Saibaba, i prigionieri politici e
gli operai della Maruti, significa lottare contro il proprio imperialismo (sono
stati ricordati le "similitudini" tra la repressione in India e Italia e
non solo) e questo significa anche contrastare i loro piani come il G7
di Taormina o il ddl Minniti. 

E' stato sottolineato lo stato di povertà teorico/pratica delle realtà milanesi che non hanno detto, e non dicono, nulla sul G7, sinonimo di opportunismo e diserzione dalla guerra di
classe.


Dibattito, domande, hanno evidenziato alcuni aspetti: 
1) interesse per una realtà poco conosciuta,  e voglia di approfondire; 
2) il riconoscimento di un lodevole "lavoro" nel mettere al
centro la teoria e prassi maoista e del movimento comunista
internazionale;

3) la repressione e l'ascesa di governi moderno
fascisti, in India come in Italia, Usa, ecc, non sono un segnale di forza
ma di debolezza che devono ispirare ottimismo e fiducia; 

4) saper parlare a tutti, dagli intelletuali ai sinceri democratici, alle masse, per
contrastare la guerra di bassa intensità che cerca di creare
divisione-sfiducia nella prospettiva rivoluzionaria

pc 23 maggio - Informazione internazionalista da tutto il mondo in lingua originale - maoistroad.blogspot.com

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lunedì 22 maggio 2017

pc 22 maggio - In India dal 23 al 29 maggio settimana di celebrazione della rivolta di Naxalbari