lunedì 7 settembre 2026

Sulla lunga lotta delle precarie coop sociali di Palermo Slai Cobas sc - Un bilancio che va oltre Palermo


La lotta
delle lavoratrici e lavoratori Assistenti igienico-personale nelle scuole, precari delle cooperative sociali a Palermo, guidata dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, rientra nel mondo del lavoro/precariato del sud di questo paese, una lotta inserita all'interno delle dinamiche complessive dello scontro capitale-lavoro, in cui lo Stato borghese con i suoi corollari (Città Metropolitana, Regione Siciliana) utilizza le esternalizzazioni per smantellare i servizi pubblici, abbattere il costo del lavoro e frammentare la classe lavoratrice.

Questi lavoratori e lavoratrici, per anni esternalizzati a cooperative sociali pagate dall'ex Provincia (oggi Città Metropolitana), si sono trovati davanti da un lato ai pesanti tagli ai fondi da parte della Regione Siciliana, dall'altro alle riforme statali (come il D.Lgs 66/201 7) che hanno tentato di scaricare le mansioni di cura e igiene degli alunni disabili direttamente sui collaboratori scolastici statali (il personale ATA), nel tentativo di eliminare le figure specialistiche esterne.

Il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni nel "terzo settore" a Palermo (servizi sociali, assistenza scolastica, pulizie, manutenzione) ha creato negli anni un grande bacino di precariato ricattabile, spesso incastrato in un gioco allo scaricabarile tra Regione, Città Metropolitana, Comuni e i diversi governi e giunte borghesi che si sono succeduti negli anni e le cooperative stesse.

La vertenza degli assistenti specializzati nelle scuole superiori palermitane rientra nella privatizzazione che avanza della scuola pubblica. Lo Stato, attraverso riforme bipartisan

Ex Ilva, “licenziamenti indotto, è solo l’inizio”

Conf stampa sindacati - info - la posizione dello slai cobas

Prima ancora che si spenga la fabbrica, rischia di spegnersi una parte del lavoro che le ruota intorno. Sono 2.500 i  lavoratori dell’indotto ex Ilva per i quali Aigi ha annunciato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. È il nuovo fronte della vertenza che oggi ha portato Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb a presentarsi insieme, nella sede dei metalmeccanici di Taranto, per chiedere di fermare le procedure e soprattutto per sollecitare al  governo una risposta sul futuro dell’acciaieria. 

La conferenza stampa congiunta si è svolta alla vigilia di due giornate decisive: l’8 settembre il confronto a Palazzo Chigi e il 9 settembre l’udienza sulla richiesta di sospensiva della chiusura dell’area a caldo. Due appuntamenti dai quali il  sindacato si attende una svolta, perché l’incertezza sul destino produttivo dello stabilimento si sta già trasformando in una minaccia concreta per l’occupazione delle aziende dell’appalto.

Il primo bersaglio delle organizzazioni sindacali è stato proprio Aigi. «Chiediamo ad Aigi di ritirare immediatamente i licenziamenti e di attendere l’incontro di martedì a Palazzo Chigi», ha detto Luigi Bennardi, segretario della Uilm Taranto. La richiesta, ha spiegato, è arrivata dopo che le organizzazioni sindacali avevano chiesto alle associazioni datoriali di «soprassedere con l’invio delle procedure e delle informative per il licenziamento collettivo».

Lavoro

Aigi, invece, ha deciso di andare avanti. Una scelta che per i sindacati rappresenta «una fuga in avanti»,

Emergenza carovita e inflazione

Gravità straordinaria per i consumatori italiani ed europei

I recenti dati resi noti dall’Istat tratteggiano un quadro di estrema gravità per le famiglie italiane ed europee: l’inflazione ad agosto in Italia accelera al 3,3% su base annua, toccando il picco più alto da settembre 2023.

A spingere questa pericolosa fiammata è lo shock dei beni energetici non regolamentati, saliti al +16,9% (+2,8% rispetto a luglio), unito ai rincari travolgenti dei carburanti che vedono il gasolio da trasporto al +26,7% (+5,2% su base mensile) e la benzina al +16,3%.

Con il gasolio da riscaldamento schizzato al +31,7% (+10,6% rispetto a luglio) e l’elettricità sul mercato libero arrivata al +17,9%, i costi fissi domestici e la spesa quotidiana per i beni ad alta frequenza d’acquisto (+4,3%) stanno erodendo drasticamente il potere d’acquisto di salari e pensioni, trascinando i consumatori verso un impoverimento sistemico.

Non va meglio in Europa: la Spagna ad agosto ha toccato un’inflazione al 4,5%, la Francia al 2,7%,

domenica 6 settembre 2026

Manifesto per la giornata internazionalista di solidarietà e lotta India

India - settimana di solidarietà con i prigionieri politici in India 6/13 settembre - Giornata internazionale 26 settembre


Du 6 au 13 septembre, Justice for Prisoners Kerala appelle à faire de cette période une semaine de solidarité avec les prisonniers politiques, qui s’achèvera le 13 septembre, journée commémorant le martyre de Jatin Das. Révolutionnaire indien engagé contre la domination coloniale britannique, Jatin Das mourut le 13 septembre 1929 après 63 jours de grève de la faim dans la prison de Lahore, où il réclamait de meilleures conditions de détention et la reconnaissance de droits pour les prisonniers politiques. Cette journée est depuis associée à la lutte pour les droits et la dignité des prisonniers politiques en Inde.

Germania - proteste e blocchi contro la Rheinmetall - Colonia caricate dalla polizia

Allemagne : 2 000 antimilitaristes résistent à la répression policière à Cologne

À Cologne, environ 2 000 personnes ont participé le 5 septembre à la manifestation de clôture du camp Rheinmetall Entwaffnen, malgré une importante répression policière. La manifestation a été encerclée pendant plus de six heures, tandis que les forces de l’ordre ont procédé à des coups, des arrestations et des contrôles d’identité. Selon les secouristes, plus de 200 manifestants ont été blessés, dont 22 ont nécessité une prise en charge médicale, tandis que l’accès des secours au cortège encerclé aurait été entravé.

Malgré ces violences, les manifestants ont maintenu leur mobilisation et multiplié les gestes de solidarité et de résistance : chants et slogans dans le cortège encerclé, rassemblements spontanés pour soutenir les personnes retenues et nouvelles manifestations dans le centre-ville. La journée clôturait une semaine d’actions antimilitaristes contre l’industrie de l’armement et la militarisation, marquée notamment par des blocages de sites liés à Rheinmetall et à la Bundeswehr.

Allemagne : Des antimilitaristes bloquent une caserne malgré des violences policières

Jeudi 3 septembre, plus de 200 militants antimilitaristes ont bloqué l’accès à la caserne Lüttich à Cologne, siège du Bundesamt für Personalmanagement der Bundeswehr, chargé notamment du recrutement et de la gestion du personnel militaire. La police a procédé à l’évacuation en frappant les personnes rassemblées, notamment en donnant des coups de pied, en procédant à des étranglements et en plaquant des gens au sol. En effet, certains manifestants ont été traînés par terre ou maintenus au sol par plusieurs agents.

Une militante a perdu connaissance pendant environ une minute et demie alors que des policiers la traînaient au sol. Malgré son état, les policiers lui auraient refusé l’accès aux secouristes et n’auraient pas fait intervenir d’autre aide médicale. D’autres personnes ont été blessées, dont une hospitalisée. Les personnes évacuées ont ensuite fait l’objet de mesures d’identification policière. La répression a également visé les secours et la presse : les équipes médicales ont été empêchées d’accéder aux manifestants, y compris à certaines personnes blessées, tandis que des journalistes ont été tenus à distance et empêchés de filmer certaines interpellations.

Malgré cette répression, le blocage a permis de perturber pendant plusieurs heures l’accès à l’un des principaux centres de recrutement et de gestion du personnel des forces armées allemandes à Cologne. L’action s’inscrit dans le cadre du sommet Rheinmetall Entwaffnen, un rassemblement antimilitariste organisé à Cologne et dans la région, qui donne lieu à plusieurs journées d’actions contre le réarmement et la militarisation. La multiplication de ces mobilisations, malgré les interventions policières, témoigne également du développement d’un mouvement antimilitariste en Allemagne, capable de mener des actions de blocage contre les infrastructures militaires et l’industrie de l’armement.

India’s Modi says armed Maoists are fading, but warns threat remains from ideological supporters

NEW DELHI (AP) — Indian Prime Minister Narendra Modi said on Saturday that India’s decades-long Maoist insurgency was nearing its end but warned that the country now faced a new battle against what he called “dimagi Naxals,” or people who align with the movement’s ideology.

In his address to the nation on India’s 79th Independence Day from the ramparts of New Delhi’s 17th-century Mughal-era Red Fort, Modi said Maoist violence was “breathing its last” after years of security operations against the insurgency, once described by Indian authorities as the country’s biggest internal security threat.

Also known as the Naxalite movement, it challenged state authority across large swaths of central and eastern India for decades, leaving thousands of civilians, rebels and security personnel dead.

“We have succeeded in getting rid of armed Naxals in the jungles, but ‘dimagi Naxals’ (intellectual Naxals) are looking for opportunities to create violence and unrest,” Modi said. “They have to be identified and isolated.”

Martedi riprende ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - ripartiamo da Bari e dalla autocelebtrazione del governo Meloni

Accordo Cina-Libia: un altro colpo messo a segno dal socialimperialismo cinese

La Libia nel mese di luglio ha aderito alla proposta della Cina di entrare nel CIPS- Cross-Border Interbank Payment System, il sistema cinese di pagamento internazionale che consente di effettuare transazioni direttamente in yuan, riducendo il ricorso a banche che fanno da intermediarie e soprattutto riducendo la dipendenza dal dollaro USA nelle transazioni finanziarie internazionali, nonché tempi e costi.

Si tratta di un altro colpo messo a segno dal socialimperialismo cinese contro il sistema essenzialmente dominato dagli  Stati Uniti chiamato SWIFT gestito come arma contro i nemici, usata per escludere dal circuito le banche (e gli Stati) non graditi, coloro che non si adeguano alla politica americana, usata da Trump, insieme ai dazi, in questi ultimi anni.

Al CIPS, che la Cina ha lanciato nel 2015, aderiscono già oltre 200 organismi e continua ad allargarsi. La Libia è l’ultima in ordine di tempo.

L’accordo, come sempre accade in questi casi, è pieno di frasi formali sugli effetti positivi per i due paesi, e infatti nel comunicato ufficiale, si parla di avvio di una nuova fase di "vera partnership strategica" tra le due banche centrali; è certo comunque che l’accordo serve a facilitare i rapporti economici e commerciali, riducendo, come detto, la dipendenza dal dollaro statunitense nelle operazioni finanziarie internazionali e rendendo più rapidi i trasferimenti di denaro, e secondo la Banca centrale libica, questa misura renderà più semplici le operazioni, soprattutto per commercianti, importatori e piccole imprese.

La Cina ha aggiunto il tassello Libia alla sua espansione imperislista mondiale, che tocca