domenica 13 ottobre 2019

pc 13 ottobre - Milano: chiusura Settimana Rossa alla manifestazione No CPR. foto del corteo



dai balconi appare una bandiera con falce e martello


pc 13 ottobre - manifesto nazionale proletari comunisti - ultima versione - affiggere, trasmettere far circolare


pc 13 ottobre - info da Rojava

Alors que l’État turc avait annoncé avoir pris le contrôle de Serekanye (Ras al-Ain) hier après-midi, la situation laisse apparaître ce dimanche matin que les Forces Démocratiques Syriennes ont repris le contrôle de la ville. Les gangs de djihadistes avaient effectivement pris le contrôle d’une bonne partie de la ville alors que les combattants YPG/YPJ étaient retranchés dans le quartier industriel, avec notamment le QG des YPG (c’est à Serekanye que la guérilla a été fondée en 2012). L’aviation turque a bombardé sans relâches, mais la contre-attaque aura payé. Des dizaines de djihadistes de “l’Armée Nationale Syrienne” (les supplétifs de la Turquie) ont été tués. Une dizaine de combattants internationalistes est toujours en première ligne face à l’envahisseur, comme en témoigne la vidéo plus bas.
Au cinquième jour de l’offensive, la Turquie en est toujours au même point, le contrôle des villages avoisinants Serekanye et Tal Abyad. La ville toute proche, Suluk, viendrait d’être prise par les forces coloniales. Pour ces deux seules villes 130.000 civils ont été déplacés. Les djihadistes à la solde de la Turquie se sont illustrés hier par deux massacres de civils dont les images ont été partagées sur internet et sont particulièrement insoutenables.



pc 13 ottobre - Gilets Noirs in lotta in francia

in via di traduzione

Gilets Noirs : la lutte pour des papiers contre les patrons voyous continue




Le 11 octobre, à Paris, les travailleurs migrants, avec ou sans papiers, et leurs soutiens travailleurs de tous horizons ont continué et appuyé la lutte contre Elior, monopole français des services (restauration, nettoyage…). Rassemblés devant le Stade Charléty, où une délégation allait rencontrer les chiens de garde de l’entreprise pour des discussions, les Gilets Noirs ont expliqué les raisons de cette lutte.
Premièrement, Elior et ses dirigeants sont des patrons voyous : comme tous les patrons, ils exploitent, et usent de la main d’oeuvre la plus précaire et la moins chère parmi les prolétaires : les prolétaires immigrés, souvent sans papier. Bien que très peu d’entre eux travaillent pour Elior, les Gilets Noirs ont immédiatement saisi cette lutte contre Elior par solidarité de classe et action commune contre les patrons sur tous les plans.
Deuxièmement, Elior et ses dirigeants ont fait des promesses qu’ils ne tiennent pas. Après avoir assuré des ouvriers qu’ils auraient des papiers rapidement (CERFA etc), Elior les a en réalité licencié. Pour la réintégration immédiate et les papiers pour toutes et tous les employés d’Elior, la lutte est nécessaire.
Troisièmement, les Gilets Noirs se positionnent contre la régularisation par le travail, qui revient à dire “Seuls ceux qui travaillent ont le droit à des papiers.”. Tout ce qui est arraché dans la lutte contre Elior est au service de l’ensemble des travailleurs sans-papiers en particulier, et des travailleurs en général, contre l’exploitation et le pouvoir actuel de la bourgeoisie qui décide conjointement en préfecture et dans les entreprises du destin de milliers de personnes qui travaillent et produisent des millions.

Ainsi, la délégation des Gilets Noirs est revenue vers les soutiens rassemblés avec la nouvelle que l’équipe d’Elior n’avait pas donné suite aux discussions. La lutte se poursuit donc vers de nouvelles actions contre la direction d’Elior.

la cause du peuple

pc 13 ottobre - alla kermesse del M5stelle di napoli.. i lavoratori whiirlpool in lotta trattati come cani

qui tu non puoi entrare...

M5S, protesta dei dei lavoratori Whirlpool a Italia 5 stelle: bloccati ai cancelli

M5S, protesta dei dei lavoratori Whirlpool a Italia 5 stelle: bloccati ai cancelli

Hanno dei cartelli in cui promettono battaglia: 'Napoli non molla'. Una trentina di lavoratori Whirlpool dello stabilimento di Napoli, che rischia di chiudere i battenti, è raccolta in presidio davanti ai cancelli di Italia 5 Stelle, la kermesse grillina che quest'anno celebra il decennale a Napoli.

"Non ci fanno entrare", lamentano i lavoratori rimasti fuori in segno di protesta, "i 5 Stelle ci lasciano fuori". Uno di loro se la prende anche con Luigi Di Maio: "lo abbiamo osannato quando era al Mise e ora ci lascia qui fuori...".

Qualcuno ritenta di imboccare il cancello, ma non molla il cartello della protesta. Così viene prontamente bloccato da agenti della Digos, che all'Adnkronos spiegano: "hanno un presidio, hanno chiesto e gli è stato concesso questo. E' per questo che sono fuori, dentro non possono.

pc 13 ottobre - 100 milioni di spese miltiari al giorno, 890 milioni di armi alla Turchia

pc 13 ottobre - Info sull'incontro MODI - XI PING - un commento nei prossimi giorni

India-Cina: Modi-Xi, continua il dialogo tra due potenze rivali con interessi convergenti
Nuova Delhi, 10 ott 12:00 - (Agenzia Nova) - Con uno scarno comunicato il ministero degli Esteri di Nuova Delhi ha annunciato ieri che, su invito del primo ministro dell’India, Narendra Modi, il presidente della Cina, Xi Jinping, sarà in visita a Chennai, nello Stato indiano del Tamil Nadu, domani e dopodomani, 11 e 12 ottobre, per il secondo vertice informale, dopo quello del 27 e 28 aprile 2018 nella città cinese di Wuhan. Il summit “fornirà ai due leader l’opportunità di proseguire la loro discussione su questioni generali di rilevanza bilaterale, regionale e globale e di scambiare opinioni sull’approfondimento della Closer Development Partnership”. Ancora più essenziale la nota della portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Hua Chunying, che, nella stessa giornata, ha annunciato l’imminente viaggio di Xi in India per il vertice informale con Modi e poi in Nepal, su invito della presidente della Repubblica nepalese, Bidhya Devi Bandari. In India si stanno completando i preparativi, con imponenti misure di sicurezza: diecimila agenti saranno schierati nell’area interessata dall’evento.

Come è consuetudine, trattandosi di un vertice informale, non c’è da attendersi un ordine del giorno ufficiale, una dichiarazione congiunta o la firma di accordi. I leader delineeranno il quadro generale,

pc 13 ottobre - ELEZIONI IN TUNISIA: URNE DISERTATE DAI GIOVANI CHE SFIDUCIANO PARTITI DI GOVERNO E ISTITUZIONALI

da tunisieresistant

Le tanto attese elezioni legislative tunisine dello scorso 6 ottobre hanno spiazzato e deluso le aspettative di alcuni. Dagli imperialisti ai riformisti che per motivi diversi foraggiano da anni il mito della “transizione democratica tunisina” come “unico esempio di democrazia in un paese arabo”.
Innanzitutto il bassissimo tasso di partecipazione popolare ha delegittimato la consultazione elettorale stessa, infatti tra i 7 milioni di tunisini aventi diritto dentro e fuori il paese solo il 40% ha votato mentre il 60% si è astenuto.
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Come mostra la carta tematica le punte più alte di affluenza si sono avute nelle regioni del Sahel (anche se la legenda è fuorviante perché in realtà il tasso più elevato è stato del 50,42% a Ben Arous, nessun governatorato ha sfiorato il 60%), nelle regioni interne e meridionali (escluse Touzer e Kebili che hanno avuto livelli da Sahel) il tasso di affluenza è stato tra il 20 e il 40 per cento degli aventi diritto. Rimandiamo l’analisi delle condizioni geografiche del voto al nostro precedente articolo (apri il link).
Rispetto alle precedenti elezioni del 2014 per quanto concerne l’affluenza vi è stato un turn over di

pc 13 ottobre - Palermo al corteo cittadino per il popolo Kurdo e contro l'invasione assassina di Erdogan/Turchia

La settimana rossa a Palermo l'abbiamo conclusa con la partecipazione al corteo cittadino a sostegno del popolo Kurdo e contro l'invasione assassina di Erdogan/Turchia in Siria 













Buona diffusione del volantino richiesto da tante persone e di copie del giornale speciale di pc sull'attuale governo

pc 13 ottobre - La NATO serve ai padroni: Conte aumenta le spese per la coalizione militare terrorista a guida USA

pc 13 ottobre - Per evitare di dare risposte sui rubli alla Lega e sul ruolo del nazifaccendiere Savoini, Salvini si inventa morsi alle orecchie


Salvini e la storia (falsa) del detenuto che ha morso l’orecchio di un agente

Matteo Salvini ha raccontato sui social e in tv una bufala: la storia dell’aggressione a un agente della polizia penitenziaria da parte di un detenuto straniero sarebbe completamente inventata. In realtà, come ha chiarito sia il diretto interessato sia il sindacato di polizia Sappe, si è trattato di un incidente: l’ispettore è stato colpito accidentalmente in seguito al lancio di un fornello.
12 OTTOBRE 2019  fanpage

Durante l'ultima puntata di ‘Di Martedì' su La7, dello scorso 8 ottobre, Matteo Salvini ha mostrato una foto: "Un banalissimo orecchio di un agente della polizia penitenziaria preso a morsi da un detenuto nordafricano, mi sono rotto le palle che i nostri uomini della sicurezza vengano aggrediti da delinquenti che arrivano dall'altra parte del mondo", questa la sua denuncia.
Giovanni Floris gli aveva posto una domanda sui suoi rapporti con Savoini, e sul caso della presunta tangente offerta dai russi per finanziare la campagna elettorale della Lega. Ma Salvini ha sapientemente evitato di rispondere, spostando l'attenzione sul suo documento fotografico, che a suo dire era una prova di un'aggressione subita da un agente della polizia penitenziaria nel carcere di San Gimignano, carcere finito già sotto i riflettori nelle scorse settimane, in seguito alla notizia della sospensione di quattro agenti penitenziari, avvenuta nell’ambito di un’indagine che ha interessato 15 poliziotti. La denuncia in quel caso era partita da alcuni detenuti, in merito a presunti pestaggi avvenuti all’interno del carcere.
Ma la notizia del morso, rilanciata poi da Salvini sui suoi canali social, si è rivelata una bufala: si sarebbe infatti trattato solo di un incidente, come ha confermato il segretario regionale del Sappe Donato Capece. Il detenuto avrebbe infatti lanciato un un fornello a gas all'interno della sua cella, come reazione rabbiosa all'impossibilità di effettuare una telefonata non prevista, che gli era stata già negata in precedenza. L'agente aggredito, colpito quindi per sbaglio, è stato trasportato all'ospedale Le Scotte di Siena, dove i medici gli hanno dato 12 punti di sutura.
La sorella della persona aggredita è stata la prima a smascherare la versione dei fatti diffusa dall'ex ministro dell'Interno. La donna, Francesca Miranda, ha spiegato su Facebook come sono andate davvero le cose: "Ancora una volta questo individuo si è dimostrato un opportunista di cui l'Italia non ha bisogno. È di mio fratello quell'orecchio. Ispettore nel carcere di San Gimignano è stato colpito da un fornello lanciato attraverso lo spioncino della cella. Non sai neanche di cosa si tratta, ma usi le disgrazie di chi rischia la vita, lavorando per lo Stato, mentre tu rubi i soldi agli italiani. Sparisci, vergogna di chi lavora!".

pc 13 ottobre - L'imperialismo italiano arma l'esercito del boia Erdogan ed è complice del massacro del popolo kurdo

Tutte le armi che l’Italia esporta in Turchia
L'Italia dal 2015 al 2018 ha ricevuto autorizzazioni per l'esportazione di 890,6 milioni di euro di armi verso la Turchia
10 Ott. 2019
Di Madi Ferrucci tpi

Tutte le armi che l’Italia vende alla Turchia
Il 9 ottobre è partita l’offensiva della Turchia contro i curdi in Siria, i primi attacchi sono stati effettuati con degli F16, i caccia sono decollati dalla base di Diyarbakir, nel sud-est del paese, e hanno colpito Ras al Ayn, una delle località abbandonate dai soldati statunitensi, nel nord est della Siria. Nei prossimi interventi potrebbero essere utilizzate altre armi e il timore è che anche l’Italia possa diventare “indirettamente complice” del massacro.

L’Italia dal 2016 al 2018  ha ricevuto autorizzazioni per l’esportazione di  761,8 milioni di euro di armamenti verso la Turchia. 362 milioni solo nell’ultimo anno. A certificarlo è la relazione di Camera

pc 13 ottobre - Immagini dalla manifestazione di solidarietà di Bari

Anche l’Italia e le sue industrie belliche armano le truppe del regime fascista e massacratore turco di Erdogan contro le popolazioni kurde e la loro lotta di liberazione

pc 13 ottobre - La Settimana Rossa a Taranto

La Settimana Rossa a Taranto è stata un passo importante per affermare in questa città la natura di questo governo in tutti i suoi aspetti e l’azione di Proletari Comunisti/PCm Italia e il suo giornale come riferimento per ricostruire la forza politica e sociale dei lavoratori e delle masse popolari necessaria alla lotta contro questo governo.
Non è stato posta in questa settimana rossa la battaglia contro la falsa opposizione fascio-populista di Salvini che invece sarà un tema importante della continuità dellavoro nei prossimi mesi e in particolare dopo la manifestazione dell’opposizione di destra 19 ottobre e le elezioni in Umbria.26 ottobre
Era importante a Taranto arrivare  tutti, in maniera visibile. 
Per questo siamo partiti dalle scritte murali e dall’affissione.
Le scritte murali sono state fatte con il semplice concetto che vogliamo affermare: questo del PD/5Stelle è un governo dei padroni.
Le scritte sono state fatte in punti diffusi della città dove molti proletari e cittadini potessero vederle. 
Così pure estesa è stata l’affissione della locandina generale che conteneva l’insieme del programma della settimana rossa a Taranto
Il secondo giorno vi è stata una partecipata assemblea di lavoratori e lavoratrici, presenti quasi tutti gli attivisti dei cobas dei lavoratori precari e degli appalti comunali; era importante in questa occasione non solo denunciare il governo ma anche dare uno strumento a questi lavoratori perché cominciassero la lotta contro questo governo rispetto alle parole d’ordine che questo governo sta usando. Per questo a questra assemblea è stato proposto a tutti i lavoratori di fare un Ordine del giorno che contenesse la richiesta del salario minimo a 9 euro nette all’ora. Questa rivendicazione non è raggiungibile attraverso la pura lotta sindacale per la contrarietà dei padroni e dei sindacati confederali, mentre rientra benissimo in quelle misure possibili che il governo prende pressato dalle istanze della lotta dei lavoratori. In questo senso è giusto che questi settori di lavoratori rivendichino, fuori dalla contrattazione, una legge che stabilisca un salario minimo ad una cifra di base superiore a quella che hanno attualmente e che non potranno far crescere né con la lotta aziendale né con la normale contrattazione nazionale in mano ai sindacati confederali. 
Naturalmente questa rivendicazione fatta al governo ha lo scopo di smascherare il governo e portare questi settori di lavoratori alla lotta politica e sociale fuori dai sindacati confederali, partendo da subito nel quadro della partecipazione  allo sciopero generale contro il governo del 25 ottobre  promosso principalmente dal Si.cobas a cui noi aderiamo e partecipiamo. 
Tutta la piattaforma di questo sciopero non è puramente sindacale ma contiene quegli elementi politici della necessaria via della trasformazione della lotta economica in lotta politica.
Per questo è importante che la settimana rossa abbia coinvolto tutti i rappresentanti dei cobas.

Il terzo e quarto giorno sono stati dedicati ai comizi alle due portinerie dell’ArcelorMittal. 
Comizi che non hanno avuto niente della pura agitazione né sono stati di carattere sindacale, ma esplicitamente fatti da proletari comunisti, con striscioni, bandiere e giornale; ed è la prima volta che questo avviene all’ArcelorMittal 

I contenuti di questi comizi costituiscono la linea di massa politica nelle fabbriche di Proletari Comunisti/PCm Italia, popolarizzata a livello di massa e tenendo conto degli attuali livelli di coscienza degli operai.
I dati di attenzione a questi comizi sono stati verificati sull’immediato dai giornali diffusi 50 copie in fabbrica  ed è positivo che ad una di queste portinerie l’attenzione e l’ascolto dei lavoratori sia stato più largo, e non solo di passaggio, e che sia stato possibile parlare con gli operai ottenendo consenso su alcune delle cose che dicevamo e raccogliendo le loro considerazioni sui temi.

Nei comizi di fabbrica e anche nella manifestazione centrale del venerdì abbiamo accentuato la battaglia in corso contro la riforma demagogica reazionaria del taglio dei parlamentari, un anello chiave della marcia moderno fascista o lascia le masse preda della denuncia populista e anch’essa reazionaria dei 5Selle che pesa tanto in passato e in futuro nel risultato elettorale di questo partito tra i lavoratori.
perché su questo tra gli operai e in ampi settori del movimento e d’avanguardia non c’è comprensione ed è una riforma che o si sottovaluta, quando invece si dimostrerà essere

Il venerdì e il sabato sono stato dedicati all’intervento nelle scuole e nei quartieri e soprattutto al presidio in piazza Immacolata al centro di Taranto.
Alle scuole è stato possibile fare un’affissione mirata nelle scuole, con locandine specifiche della settimana rossa. Questo ha avuto l’attenzione degli studenti, soprattutto dei compagni studenti. Così come sono stati posti due visibili striscioni del Mfpr che hanno raccolto l’attenzione.



 Importante e seguita è stata la riproposizione dei comizi fatti alla fabbrica e  la raccolta delle firme sulla petizione “Io accolgo” per l’abolizione dei Decreti sicurezza.


La cosa principale di esso è stata la prima iniziativa pubblica in città di solidarietà al popolo curdo, è stato bello che si sia avvicinato un attivista kurdo per ringraziarci per quello che stavamo facendo


Al quartiere Tamburi buona presenza dell'azione della settimana rossa per le vie del quartiere e alle scuole dove le famiglie sono in lotta sulla questione inquinamento 

sabato  manifestazione a Bari sotto il consolato Turco per i curdi, a cui non potevamo mancare– Info sulla manifestazione di Bari

I giorni della settimana rossa sono stati anche la prima opportunità per lanciare lo sciopero del 25 ottobre, che unirà la continuità dei temi della settimana rossa con la piattaforma nazionale dello sciopero del 25. Un’assemblea dei lavoratori convocata per il 17 deciderà le forme dello sciopero e l’eventuale manifestazione centrale.

proletari comunisti/Taranto

pc 13 ottobre - Sviluppare la lotta in Europa contro l'invasione del Rojava da parte della dittatura fascista turca - ATIK

in via di traduzione
Let’s Raise the Struggle in Europe against the Rojava Invasion of the Fascist Dictatorship!
In result of the long-term threats of Recep Tayyip Erdogan - “If no security zone is established in Syria, we may have to open the doors” - and a series of negotiations, especially with Russia and Iran, the permission to the Turkish fascism was given to enter the territory of Syria. After Trump pulled back US troops from the border region with the announcement: “Our war was with ISIS. We defeated ISIS and now it is time for others to fight”, the fascist turkish state quickly completed its military preparations and launched the “Operation Peace Spring” on 9 October 2019.
Those with common interests agree on attacks against the public!
In the market war of the imperialists in the Middle East, thousands of people lost their lives in Afghanistan, Libya, Iraq and Syria, while millions of people were forced to leave their lands. The

pc 12 ottobre - Sabato mattina si è chiusa alle scuole la settimana Rossa a Bergamo

Iniziativa tra gli studenti con al centro la solidarietà alla resistenza del popolo Kurdo contro l'imperialismo italiano, amico del massacratore Erdogan