mercoledì 31 agosto 2016
pc 31 agosto - Riprende il blog internazionalista MAOISTROAD
pc 31 agosto - Scioperi indetti dai maoisti in India contro le atrocità commesse dalle forze di sicurezza del regime di Modi
Communist Party of India (Maoist) has called for a
‘Bastar bandh’ on Saturday to protest alleged atrocities committed by
security forces on tribal women and girls in the restive Bastar region
of Chhattisgarh. The bandh call has been given by the south sub-zonal
bureau of the CPI (Maoist). “The fascist BJP government, led by Raman
Singh, is committing inhuman atrocities on Bastar tribals in the name of
anti-Maoist operations in Bastar. Every single day, the police and
security forces are attacking villages in Bastar in the name of search
operations, and plundering villagers’ houses, beating up common
civilians, and sexually abusing tribal women and young girls. The BJP
government and the RSS are running a fascist police regime in Bastar,”
said the banned outfit in a press release sent to The Hindu .
giovedì 25 agosto 2016
Bikini e burkini, quando il patriarcato nega la libertà
Commento da un nostro compagno che vive e lavora in Tunisia
Da settimane imperversa un dibattito indotto sul tema burkini/bikini alimentato dalla condotta delle autorità amministrative e di polizia francesi.
La giustificazione é ancora una volta la "laicità" intesa alla francese quindi un esasperato laicismo che si abbatte non su tutti i cittadini ma solo su quelli di serie B ovvero i non cristiani, i non bianchi, i non "francesi" se per francese intendiamo il cittadino bianco, cristiano e non di origine extraeuropea.
La "laica" Francia con tutto il proprio apparato ideologico e militare attacca ancora una volta e in particolare la libertà delle donne.
La borghesia imperialista francese pretende che le masse popolari di fede musulmana, che da decenni vivono in Francia, lavorano, contribuiscono al pubblico risparmio pagando le tasse, non debbano essere libere di professare la propria fede.
L'hijab (il velo che copre la testa ma non il viso) é un simbolo religioso che le donne musulmane indossano al pari di una catenina con crocifisso, una donna musulmana puo' disporre del proprio corpo e sentirsi più a proprio agio coprendosi (eccetto mani, piedi e viso).
I valori occidentali si conformano alla struttura della società capitalista in cui la tendenza é quella alla mercificazione di tutto o quasi, compreso il corpo delle donne che deve essere sempre disponibile e ad uso e consumo del maschio.
Quindi laicità fa rima con nudità.
Andare in una spiaggia nella laica Francia coprendo il proprio corpo non é quindi conforme ai valori occidentali e "laici", al contrario dubitiamo che una donna in bikini ma indossante un crocifisso sia oggetto dello zelo della polizia francese di questi giorni.
![]() |
| polizia francese obbliga una donna musulmana a spogliarsi del burkini. La foto gira recentemente in rete con la didascalia "Francia, 2016, non perdoneremo mai" |
Una donna dovrebbe essere libera di andare in spiaggia come meglio crede, in bikini o burkini, disponendo del proprio corpo, infatti finché non interviene lo stato, che a tutte le latitudini rimane patriarcale, il dibattito attuale non si sarebbe neanche posto. Negli ultimi servizi giornalistici sulla questione, ragazze in burkini stanno tranquillamente in spiaggia accanto a ragazze in bikini senza la pretesa di dare lezioni morali ed etiche.
In Tunisia, il paese in cui vivo e lavoro, sta avvenendo qualcosa di simile che in Francia.
In alcune spiagge del paese le ragazze vanno in spiaggia come meglio credono, chi col bikini, chi col burkini, chi con pantaloncini e magliettina.
![]() |
| Giocatrici delle squadre di beach volley femminile egiziana e italiana alle ultime olimpiadi brasiliane |
Nelle ultime settimane è successo che in alcuni hotel di Hammamet sia stato vietato il burkini, per non offendere il sentimento di "laicità" del turista occidentale, contemporaneamente in alcune spiagge di Nabeul la polizia ha intimidito delle ragazze tunisine perché indossavano il bikini che a detta loro non era rispettoso nei confronti delle famiglie frequentanti la spiaggia.
In tutti questi casi, dalla Francia alla Tunisia, dalla spiaggia pubblica in entrambi i paesi all'hotel turistico, é lo stato patriarcale e maschilista che dice alle donne come devono vestirsi conformemente alla morale dell'uomo-padrone.
Il patriarcato a certe latitudini prende la forma del laicismo esasperato in altre del fondamentalismo religioso: in entrambi i casi sono dinamiche subite dalle donne.
Il braccio armato dello stato é ugualmente odioso sia se intima a scoprirsi che se fa il contrario nel nome di una "moralità" imposta alle donne.
Ugualmente odiose le "femministe" borghesi occidentali al servizio dell'Occidente che in nome di questa "laicità" esultano di fronte alla violenza poliziesca in Francia contro le donne musulmane inneggiando alla "libertà".
Queste donne "libere" pensano che una donna musulmana sia direttamente costretta ad indossare un hijab, al contrario di una ragazza occidentale che invece é "totalmente libera", nonostante sia cresciuta in un contesto di incitamento alla mercificazione del proprio corpo, e mostra sempre piu le proprie grazie rispettosa della "laicità".
I comportamenti sociali sono sempre socialmente determinati, in una società non libera dallo sfruttamento e in cui la donna e ancor più assoggettata dal patriarcato, sia in Francia che in Tunisia come anche in Italia ecc., la libera scelta "individuale"é sempre relativa e mai assoluta.
É sicuro pero' che la supposta libertà individuale tanto propugnata dagli esegeti della società attuale è incompatibile con l'imposizione poliziesca.
Queste finte femministe dovrebbero preoccuparsi di più del fatto che nella società di cui difendono i valori, cresce sempre più il fenomeno del femminicidio e della violenza contro le donne: proprio qualche giorno fa nell'Italia cattolica, una ragazza é stata gambizzata dal fratello per aver indossato una minigonna e non aver obbedito al divieto di farlo da parte di quest'ultimo.
Questo sistema discriminante che attacca tutto cio' che non rientra nei canoni occidentali di "libertà" e "democrazia" semina vento e raccoglie tempesta.
Ad ogni azione (leggi repressione di stato) corrispondono periodicamente rivolte popolari da Parigi a Londra, da Stoccolma alle metropoli americane.
Noi come sempre tifiamo rivolta, sperando che il sistema oppressivo venga colpito dagli oppressi e dagli sfruttati che non si facciano deviare e confondere da finte e facili "soluzioni" come potrebbe essere l'islam politico nella sua versione salafita rappresentata ultimamente da Daech.
CON PROFONDO DOLORE ESPRIMIAMO FORTE SOLIDARIETA' ALLE POPOLAZIONI TERREMOTATE
CON PROFONDO DOLORE ESPRIMIAMO FORTE SOLIDARIETA' ALLE
POPOLAZIONI DELLE REGIONI DEL CENTRO-ITALIA COLPITE DAL
GRAVISSIMO TERREMOTO...
MA NON POSSIAMO ESIMERCI DAL DENUNCIARE ANCORA CHE LA
GRAN PARTE DELLE MORTI E DELLE DISTRUZIONI PER LE MASSE
POPOLARI SONO CAUSATE DALLE POLITICHE DEI GOVERNI CHE
TAGLIANO SEMPRE SULLE SPESE PER LA SICUREZZA E SALUTE
DELLE POPOLAZIONI, SUI MEZZI DI SOCCORSO CHE ARRIVANO
SEMPRE IN RITARDO...
MENTRE QUANDO ACCADONO QUESTE DISGRAZIE PADRONI E LORO RAPPRESENTANTI NEL GOVERNO SI "SFREGANO LE MANI" SUL
SANGUE DEI MORTI AL PENSIERO DEI PROFITTI E RUBERIE SULLA "RICOSTRUZIONE".
QUANTO RISULTANO IPOCRITE LE PAROLE DI CORDOGLIO DI
RENZI E COMPAGNIA CHE FINO A IERI CON LA MERKEL DELLA
GERMANIA E CON HOLLANDE DELLA FRANCIA DISCUTEVANO DI POTENZIARE INVECE LE POLITICHE PER LA GUERRA
IMPERIALISTA/DIFESA DELL'EUROPA, PER LA "CRESCITA ECONOMICA",
CIOE' PIU' SOLDI PER I PADRONI INVECE CHE PER LAVORO E
SPESE SOCIALI, E LEGGI SEMPRE PIU' ANTIOPERAIE E ANTIPOPOLARI,
CON ATTACCHI SEMPRE PIU' PESANTI AI DIRITTI SOCIALI, DI
IMMIGRATI, PER CONTINUARE CON LE LORO POLITICHE RAZZISTE
E MODERNO FASCISTE, RIBANDENDO SU QUESTO LA
"COLLABORAZIONE" COL REGIME FASCISTA GENOCIDA
ERDOGAN/TURCHIA...
MA SOLO LA DENUNCIA NON PUO' BASTARE...
OCCORRE LOTTARE E ORGANIZZARSI DI CONSEGUENZA E IN OGNI
BATTAGLIA SPECIFICA CHE SI PORTA AVANTI, GUARDARE ALLA
LOTTA PIU' GENERALE CONTRO IL GOVERNO DEI PADRONI E DEI
PROFITTI DEL CAPITALE PER CUI LA VITA DELLE MASSE POPOLARI
NON CONTA PROPRIO NULLA.
SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE PALERMO
SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE - COORDINAMENTO NAZIONALE
24 AGOSTO 2016
POPOLAZIONI DELLE REGIONI DEL CENTRO-ITALIA COLPITE DAL
GRAVISSIMO TERREMOTO...
MA NON POSSIAMO ESIMERCI DAL DENUNCIARE ANCORA CHE LA
GRAN PARTE DELLE MORTI E DELLE DISTRUZIONI PER LE MASSE
POPOLARI SONO CAUSATE DALLE POLITICHE DEI GOVERNI CHE
TAGLIANO SEMPRE SULLE SPESE PER LA SICUREZZA E SALUTE
DELLE POPOLAZIONI, SUI MEZZI DI SOCCORSO CHE ARRIVANO
SEMPRE IN RITARDO...
MENTRE QUANDO ACCADONO QUESTE DISGRAZIE PADRONI E LORO RAPPRESENTANTI NEL GOVERNO SI "SFREGANO LE MANI" SUL
SANGUE DEI MORTI AL PENSIERO DEI PROFITTI E RUBERIE SULLA "RICOSTRUZIONE".
QUANTO RISULTANO IPOCRITE LE PAROLE DI CORDOGLIO DI
RENZI E COMPAGNIA CHE FINO A IERI CON LA MERKEL DELLA
GERMANIA E CON HOLLANDE DELLA FRANCIA DISCUTEVANO DI POTENZIARE INVECE LE POLITICHE PER LA GUERRA
IMPERIALISTA/DIFESA DELL'EUROPA, PER LA "CRESCITA ECONOMICA",
CIOE' PIU' SOLDI PER I PADRONI INVECE CHE PER LAVORO E
SPESE SOCIALI, E LEGGI SEMPRE PIU' ANTIOPERAIE E ANTIPOPOLARI,
CON ATTACCHI SEMPRE PIU' PESANTI AI DIRITTI SOCIALI, DI
IMMIGRATI, PER CONTINUARE CON LE LORO POLITICHE RAZZISTE
E MODERNO FASCISTE, RIBANDENDO SU QUESTO LA
"COLLABORAZIONE" COL REGIME FASCISTA GENOCIDA
ERDOGAN/TURCHIA...
MA SOLO LA DENUNCIA NON PUO' BASTARE...
OCCORRE LOTTARE E ORGANIZZARSI DI CONSEGUENZA E IN OGNI
BATTAGLIA SPECIFICA CHE SI PORTA AVANTI, GUARDARE ALLA
LOTTA PIU' GENERALE CONTRO IL GOVERNO DEI PADRONI E DEI
PROFITTI DEL CAPITALE PER CUI LA VITA DELLE MASSE POPOLARI
NON CONTA PROPRIO NULLA.
SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE PALERMO
SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE - COORDINAMENTO NAZIONALE
24 AGOSTO 2016
mercoledì 24 agosto 2016
come sempre nell'ultima settimana di agosto proletari comunisti si riunisce per programmare la nuova stagione politica
a fine a gosto con la ripresa di proletaricomunisti quotidiano on-line aricoli e risoluzione della riunione di agosto
da fine agosto RITORNO DI PROLETARI COMUNISTI - QUOTIDIANO ON LINE
Da fine agosto torna il blog quotidiano di proletari comunisti, voce
della costruzione del Partito Comunista maoista in Italia, voce
dell'internazionalismo marxista, leninista, maoista nel mondo,
strumento per la guerra di classe, arma critica e lotta per rovesciare il governo Renzi,
per combattere l'imperialismo e la guerra,
per trasformare le lotte quotidiane in lotte rivoluzionarie.
strumento per la guerra di classe, arma critica e lotta per rovesciare il governo Renzi,
per combattere l'imperialismo e la guerra,
per trasformare le lotte quotidiane in lotte rivoluzionarie.
martedì 23 agosto 2016
RENZI IL BUGIARDO DICE "ANCHE SE PERDO IL REFERENDUM, ELEZIONI NEL '18"
Diciamo a tutti i sostenitori del NO: non sarà un referendum che lo seppellirà...
RENZI SU 'REPUBBLICA': "ORA LA RIFORMA DEI CONTRATTI"
Finalmente, diciamo noi. Perchè è tempo che la lotta contrattuale e la lotta sindacale più generale si trasformi in lotta politica reale, con buona pace del sindacalismo collaborazionista.
1° settembre sul quotidiano comunista on line la posizione e la proposta dello Slai cobas per il sindacato di classe - "che le scintille accendino la prateria!"
1° settembre sul quotidiano comunista on line la posizione e la proposta dello Slai cobas per il sindacato di classe - "che le scintille accendino la prateria!"
LA FESTA DELL'UNITA' E' LA FESTA DEL REGIME DELL'AVVENTURIERO MODERNO FASCISTA RENZI - PARTIGIANI CACCIATI
Sulla natura moderno fascista di Renzi mentre tra le masse spesso la cosa è chiarissima, non lo è per la confusa e arretrata sinistra falso comunista e opportunista parlamentare.
E' un tema di fondo della denuncia politica di questo autunno sul quotidiano comunista on line.
E' un tema di fondo della denuncia politica di questo autunno sul quotidiano comunista on line.
FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE!
Oggi questa fogna a cielo aperto è Chianciano - raduno Casapound autorizzato dal sindaco bastardo!
REGENI - AL SISI/RENZI: IL GIOCO SCOPERTO DI COMPLICI E ASSASSINI AL SERVIZIO DEI PADRONI, AL SERVIZIO DELL'IMPERIALISMO
Cerca e riprendi nelle mani lo speciale "Giulio Regeni" contenuto nel penultimo numero di proletari comunisti stampato, i cui contenuti torneranno ad essere approfonditi nella ripresa del quotidiano comunista on line.
LA NOSTRA IMMENSA RABBIA E DOLORE PER CIO' CHE AVVIENE NELLA TURCHIA DELL'ORRORE DI ERDOGAN. AMORE E SOLIDARIETA' PER LE MASSE CURDE COLPITE E PER TUTTE LE VITTIME DEI FEROCI ASSASSINI
Il crocevia turco, una battaglia internazionale e internazionalista. Con i rivoluzionari turchi e curdi, in Turchia, in Europa, nel nostro paese.
SI SFALDA IL GOVERNO FANTOCCIO IN LIBIA, GLI IMPERIALISTI INVASORI, AGGRESSORI, ASSASSINI, CON L'ITALIA DI RENZI IN PRIMA FILA DEVONO AFFONDARE NEL PANTANO CHE LORO STESSI HANNO CREATO
Sul quotidiano comunista on line da fine agosto: ...e venne il tempo di "guerra alla guerra" nel nostro paese.
A FOGGIA SI LOTTA CONTRO LO SCHIAVISMO E IL RAZZISMO, CONTRO LO SFRUTTAMENTO DI PADRONI E GOVERNO - MASSIMA SOLIDARIETA' ALLA LOTTA! BRAVA VERONICA
A fine agosto resoconti, inchiesta, interviste sul quotidiano comunista on line
L'EUROPA DI RENZI, MERKEL, HOLLANDE E' L'EUROPA IMPERIALISTA, E' L'EUROPA ANTIOPERAIA, ANTIPOPOLARE, ANTIMMIGRATI, E' L'EUROPA DELLO STATO DI POLIZIA, DELLA REPRESSIONE
Si riuniscono sulla 'Garibaldi' una nave da guerra perchè hanno paura delle manifestazioni e perchè è la guerra la natura della loro politica!
Da fine agosto analisi-critica e battaglia su tutti i fronti nel quotidiano comunista on line.
Da fine agosto analisi-critica e battaglia su tutti i fronti nel quotidiano comunista on line.
VERSO IL RITORNO DI PROLETARI COMUNISTI - QUOTIDIANO ON LINE
Da fine agosto torna il blog quotidiano di proletari comunisti, voce della costruzione del Partito Comunista maoista in Italia, voce dell'internazionalismo marxista, leninista, maoista nel mondo,
strumento per la guerra di classe, arma critica e lotta per rovesciare il governo Renzi,
per combattere l'imperialismo e la guerra,
per trasformare le lotte quotidiane in lotte rivoluzionarie.
strumento per la guerra di classe, arma critica e lotta per rovesciare il governo Renzi,
per combattere l'imperialismo e la guerra,
per trasformare le lotte quotidiane in lotte rivoluzionarie.
martedì 16 agosto 2016
La storia di un comandante fellega tunisino: un racconto di "ieri" importante per l'oggi
Abbiamo
avuto l'occasione di ascoltare un racconto particolare da una giovane
studentessa universitaria tunisina. Jihen proviene da Madenine, una
città rurale dell'estremo sud tunisino e capoluogo dell'omonimo
governatorato; attingendo dalle memorie di vari membri familiari ci
racconta la storia di suo nonno: Mohamed Ben Ali Bin Abdel Latif, un
guerrigliero della Resistenza tunisina, il movimento noto come quello
dei fellega.
Il
racconto di Jihen per noi é solo l'inizio di una più ampia e
necessaria ricerca per riscoprire una storia in parte dimenticata e
in parte stravolta dalla storiogrqfia ufficiale in cui il protagonista é stato il popolo tunisino
in lotta per la propria libertà.
Mohamed Ben Ali Bin Abdel Latif nacque
intorno al 1903 e
visse a Oued Essedr, governatorato di Medenine nel sud della
Tunisia.
Intorno
all'età di 20 anni si unisce insieme ai suoi figli alla Resistenza
anti-coloniale fellega contro l'occupazione francese in quella
regione.
La vulgata
ufficiale parla dell'esistenza del movimento di Resistenza
guerrigliero Fellega in Tunisia nel biennio 1952-1954, in realtà si
sono verificati episodi di resistenza armata nelle aree più
sottosviluppate del paese e in particolare nelle regioni di
Kasserine, Gafsa, Kef, Douz e Gabes sin dalla firma del Trattato del
Bardo che sancisce l'occupazione francese nel paese nel 1881.
A più
riprese ci saranno rivolte armate in queste regioni durante il primo
decennio del secolo scorso, durante la prima guerra mondiale, e negli
anni '40 contro le truppe alleate anglo-francesi che liberarono il
paese dall'occupazione nazi-fascista ma che a loro volta vessarono le
popolazioni locali in quelle aree e cercarono di arruolare forzatamente gli abitanti nelle truppe alleate.
In questo
quadro storico combatté Mohamed, uno dei tanti patrioti tunisini
"dimenticati"; essere venuti a conoscenza della sua storia
é un primo piccolo passo importante per conoscere meglio
l'esperienza della Resistenza tunisina, molto utile e al servizio del
futuro di questo paese più di quanto si possa pensare, soprattutto
in tempi di "rivoluzione" tradita in cui si ergono statue
che guardano al passato per affermare lo status quo contrapponendosi
al cambiamento sociale che cova sotto la cenere.
Come tutte
le forze di resistenza che devono fronteggiare un nemico meglio
organizzato ed equipaggiato, Mohamed organizza con ingegno il proprio
gruppo.
Ad esempio
per ricevere e nascondere le munizioni delle armi utilizzava i
cammelli ai quali veniva somministrato il cibo con dentro le
munizioni che venivano quindi trasportate al sicuro nelle loro pance.
Il gruppo
era composto in media da 50 guerriglieri, l'età media dei
combattenti era compresa tra i 20 e i 30 anni, le armi provenivano
principalmente dai gruppi di resistenza libici precedentemente legati
all'ormai defunto Omar Mokhtar, il capo della Resistenza
anti-italiana e anti-fascista in Libia.
In base al
numero dei guerriglieri disponibili si sceglieva l'obiettivo, tra cui
vi erano principalmente caserme (vicino Ben Guardane o la caserma di
Medenine) e posti di blocco.
Dopo le
prime azioni di guerriglia nella zona, che avvenivano principalmente
la notte, i francesi iniziano ad indagare sull'identità di Mohamed.
La ricerca
non é facile, durante il giorno Mohamed si finge invalido, i
francesi sono invece alla ricerca di un baldanzoso capo
guerrigliero...
Infine i
francesi riescono a individuarlo tramite un infiltrato che ha il
compito di eliminarlo avvelenandone il cibo. Ma Mohamed era solito
fare mangiare prima il proprio cibo ai suoi cani, per precauzione. Il
tentativo di assassinio quindi fallisce.
La potenza
occupante organizza allora dei rastrellamenti a cui sfugge spesso
sconfinando in Libia unendosi ai gruppi armati libici e partecipando
con i suoi uomini ad azioni contro i militari nazi-fascisti che
stazionavano nei pressi del confine tunisino-libico.
Tra la
Resistenza anti-coloniale libica e quella tunisina vi era quindi una
stretta collaborazione.
Una volta
che le truppe francesi scoprirono la sua identità, diedero fuoco
alla sua casa ma lui riusci a fuggire. I francesi trovano solo la
moglie e il figlio che dopo qualche intimidazione vengono comunque
lasciati in pace.
Mohamed
combatte la sua ultima battaglia a Mareth il 27 Ottobre 1956, in
campo aperto infiggendo gravi perdite al nemico ma in cui perdono la
vita molti patrioti tra cui il fratello.
La battaglia
é stata combattuta pochi mesi dopo l'indipendenza formale, e altre
simili vi sono state negli anni successivi fino al 1961 in seguito al
rifiuto del governo francese di abbandonare alcune basi militari
strategiche.
Tornando
alla battaglia di Mareth, in quest'ultima presero parte diversi
gruppi fellega, non solo quello locale di Mohamed e corpi di fanteria
del neonato esercito tunisino formato principalmente da membri
tunisini dell'esercito francese a cui Bourguiba aveva ordinato da di disertare al fine di formare il nuovo esercito nazionale.
Mohamed
muore 5 anni dopo l'indipendenza dopo essersi ritirato a vita privata
non partecipando attivamente alla politica del nuovo partito al
potere il Neo-Destour.
Dal racconto
emergono alcuni dati interessanti, due in particolare:
- Il
ruolo attivo delle donne nella Resistenza anti-coloniale tunisina.
Le donne in
alcune occasioni hanno combattuto armi in pugno per difendere i
propri quartieri e villaggi in occasione dei rastrellamenti quando
erano assenti gli uomini. In combattimento si travestivano da uomini
per non subire ritorsioni durante i successivi rastrellamenti e le
rappresaglie facendo credere alla potenza coloniale che solo gli
uomini erano attivi nella guerriglia.
Anche la
moglie di Mohamed, Dhawya, partecipo' attivamente alla Resistenza.
Questo
elemento é molto importante e necessita di essere approfondito
soprattutto alla luce dei recenti rigurgiti reazionari e
conservatori, di cui si fanno interpreti militanti di gruppi salafiti
e membri della polizia, che vorrebbero relegare la donna tunisina in
casa o incatenarla a dubbi "principi morali" di natura
patriarcale.
- Il
disarmo dei fellega ottenuta l'indipendenza (formale) dalla Francia.
Dopo
l'indipendenza il nuovo esercito tunisino repubblicano fondato da
Bourguiba requisisce le armi ai fellega la cui maggioranza non
diventerà parte integrante del nuovo esercito.
Cio' è
legato alla visione politica strategica di Bourguiba di collocare la
Tunisia nel campo occidentale subordinando gli interessi popolari e
nazionali a quello delle potenze imperialiste in particolare Francia
(una volta risolte le scaramucce inerenti alla "sovranità
territoriale" conclusasi nel 1963 con l'evacuazione dei francesi
da Bizerte) e USA.
Esclusi
questi episodi, l'indipendenza tunisina é avvenuta per via
"pacifica" grazie anche alle vicende internazionali che
investivano la Francia e in particolare l'accanita resistenza delle
colonie nella vicina Algeria e nella lontana Indocina francese (attuale
Vietnam, Laos e Cambogia).
La Francia
preferi concentrarsi su due colonie più importanti ancor più avendo
delle "rassicurazioni" da parte di Bourguiba circa la futura collocazione internazionale della Tunisia.
Il popolo
tunisino in ultima analisi é stato aiutato molto dal popolo algerino
e dai popoli dell'allora Indocina francese.
Al contrario
il nuovo stato tunisino "indipendente" non ricambierà il
favore al popolo algerino, arrivando anche ad osteggiare l'FLN
algerino mobilitando il proprio esercito al confine algerino per non
inimicarsi l'ex madrepatria francese.
Con i dovuti
distinguo storici e contestuali, impossibile non pensare al
parallelismo con la Resistenza Antifascista italiana, disarmata dal
nuovo governo italiano post-bellico e dallo stesso PCI che da li a
poco cambierà natura.
Ma qui vale
sempre, in ogni tempo e in ogni luogo, la famosa massima di Mao-Tse-Tung:
"senza esercito popolare il popolo non avrebbe niente".
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