NoTav in Val di Susa, gli scontri in diretta: assalto a Chiomonte, il bilancio è di 60 feriti e quattro mezzi delle forze dell'ordine a fuoco. Bloccati per ore treni e autostrada
Il corteo che apre il festival dell'Alta Felicità, circa 20 mila persone, si è diviso in vari spezzoni. Cinquecento manifestanti mascherati hanno invaso il cantiere. A fuoco due camionette dei carabinieri. A Bruzolo fermata dai manifestanti fino alle 18 la linea ferroviaria
Cirio: «Danno alle imprese e all'immagine del Piemonte»
Si unisce alle reazioni il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio,
secondo cui gli eventi di oggi sono «Un attacco alle istituzioni e un
danno gravissimo ai cittadini, alle imprese e all'immagine del
Piemonte». Alle forze dell'ordine il governatore esprime poi «profonda
gratitudine, insieme alla piena solidarietà della Regione Piemonte, per
il coraggio e la professionalità con cui, ancora una volta, hanno difeso
la sicurezza e la legalità».
La condanna si estende intanto a tutto l'arco parlamentare. «Condanno senza se e senza ma le violenze - dichiara Angelo Bonelli,
deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde -.
Si tratta di azioni assolutamente inaccettabili, che non hanno alcuna
giustificazione e che contribuiscono soltanto ad alimentare un clima di
tensione. La difesa del territorio, dell'ambiente e dei diritti delle
comunità si afferma con la mobilitazione democratica e con la non
violenza». Il leader di Azione Carlo Calenda parla a sua volta
di «Escalation quotidiana di violenza da parte dell'estrema sinistra
antagonista» e annuncia che «Nessuna contiguità di amministratori
e parlamentari con questi delinquenti che agiscono a viso coperto può
essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa».
Tra le dichiarazioni a caldo anche quella di Calogero Mauceri, Presidente dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione:
«L'opera prosegue e si conferma un’infrastruttura strategica, da
portare avanti nel rispetto del confronto istituzionale e del dialogo
con i territori. Episodi di violenza e intimidazione non fermeranno il
percorso avviato a favore dei territori e delle comunità locali».
»Ribadiamo
l'importanza strategica della Tav, non solo per il territorio torinese e
piemontese, ma per l’intera economia nazionale, perché è in grado di
avvicinarci ulteriormente all’Europa - scrivono Cisl e Filca-Cisl di Torino -. Intervenire con fermezza contro chi vuole di fatto negare il futuro a questo Paese».
Meloni: «Attacco allo Stato, chi serve Italia non sarà lasciato solo»
«Chi
lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze
dell'ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato. A
Chiomonte, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati
bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia
solidarietà e quella del governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo», così sui social la presidente del Consiglio Giorgia
Meloni.
I numeri del sindacato
«Gli antagonisti sono riusciti a entrare nel cantiere di Chiomonte. Il piazzale antistante il tunnel è stato invaso da centinaia di violenti che hanno dato vita a una vera e propria azione di guerriglia, incendiando quattro mezzi di servizio, due dei Carabinieri e due della Guardia di finanza. Il bilancio dei feriti tra le forze dell'ordine al momento è di circa 60, ma il numero è ancora provvisorio e purtroppo è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore». Ad affermarlo è Domenico Pianese, segretario generale del Coisp. Fonti della Guardia di Finanza, a cui apparteneva uno dei mezzi dati alle fiamme, parlano invece di una decina di feriti, «destinati a salire».
Val di Susa, ripartono i treni
«Dalle ore 18.15 - fanno sapere dalla Rete Ferroviaria Italiana - sulla linea Modane-Torino la circolazione ferroviaria, precedentemente sospesa tra Bussoleno e Borgone a causa della presenza di manifestanti in prossimità dei binari è ripresa». La linea è però ancora fortemente rallentata, con ritardi fino a 120 minuti, rallentamenti e cancellazioni.
Tregua dopo gli scontri
Sembrano calare di intensità adesso gli scontri al cantiere di Chiomonte. Uno spezzone del corteo starebbe facendo ritorno all'area del Festival Alta Felicità a Chiomonte, dove molti passeranno la notte nel campeggio. Non c'è ancora un bilancio ufficiale della giornata ma al momento non si registrerebbero feriti.
Fermi anche i treni da e per Torino
Risultano soppressi al momento alcuni treni in partenza da Bardonecchia per Torino nelle prossime ore. Secondo le ultime informazioni la linea tra Bardonecchia e Salbertrand sarebbe sospesa per la presenza di un gruppo di circa 350 manifestanti sui binari a Bruzolo, vicino al cantiere di San Didero. «Avvisiamo che la circolazione è sospesa fra Bussoleno e Borgone per un intervento delle forze dell'ordine nella stazione di Bruzolo», si legge sul tabellone della stazione di Bardonecchia. Istituito un servizio bus fra Bussoleno e Avigliana.
Due mezzi delle forze dell'ordine in fiamme
Risultano due adesso le camionette dei carabinieri date alle fiamme durante l'assalto ancora in corso al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, in Val di Susa. Al momento non si sa se ci siano feriti. La questura segnala il lancio di diverse molotov contro la polizia all’interno del cantiere. Un altro fronte si è aperto su un sentiero sopra il cantiere dove la polizia ha caricato più volte un gruppo di manifestanti diretti al cantiere.
Avanza il «blocco nero», chiusa l'autostrada
Il «blocco nero» di manifestanti incappucciati continua ad avanzare nel cantiere di Chiomonte,
mentre si registrano più roghi attivi al suo interno. Gli
incappucciati, sarebbero circa cinquecento, sono tutti vestiti di nero e
indossano caschi e maschere antigas. Stanno lanciando pietre e
bottiglie e sparano bombe carta e razzi, anche con mortai
artigianali. Tra di essi, a quanto si apprende, sarebbero presenti anche degli stranieri, in particolare francesi.
Un gruppo di un centinaio di manifestanti del «Corteo verso i cantieri
della devastazione», camuffati, è stato bloccato dalla polizia tra due
rivi mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per impedire che arrivasse a ridosso del cantiere.
Intanto la concessionaria autostradale Sitaf rende noto che, per motivi di ordine pubblico, è stata chiusa l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est.
No Tav: l'assalto al cantiere di Chiomonte. Una camionetta dei Carabinieri in fiamme
Guerriglia a Chiomonte
Un gruppo di varie decine di manifestanti, il «blocco nero» di antagonisti incappucciati che guidava quello spezzone di corteo, è riuscito a entrare dopo vari tentativi nel cantiere dell'Alta Velocità a Chiomonte. Una camionetta dei Carabinieri è in fiamme mentre le forze dell'ordine stanno arretrando davanti ad attacchi su più fronti.
Attacco a Chiomonte
È iniziato poco dopo le 16 l'attacco di una parte dei manifestanti partiti dal Presidio dei Mulini al Cantiere per l'Alta velocità di Chiomonte. Gli antagonisti, oltre un migliaio, arrivati con diversi percorsi tra la strada principale e i sentieri nei boschi, hanno usato dei flessibili per aprire un varco ed entrare. La polizia risponde con i lacrimogeni. I manifestanti stanno tenendo attacchi su più fronti per tenere occupata la polizia.
Primi scontri in Val di Susa
Sale la tensione alla marcia No Tav in corso in Val di Susa. Alcune centinaia di attivisti hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell'ordine schierate a protezione del cantiere del San Didero. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno risposto con un lancio di lacrimogeni. Le tensioni sono durate circa venti minuti. Un gruppo più numeroso di incappucciati, diviso a sua volta in due tronconi, sta cercando di raggiungere il presidio dei Mulini presso il cantiere di Chiomonte. Ci sarebbero migliaia di persone nei boschi impegnate a dirigersi verso la zona. Secondo gli organizzatori i partecipanti sono in tutto ventimila. Un terzo spezzone del corteo ha raggiunto invece Salbertrand in auto nella tarda mattinata. Qui i manifestanti hanno attuato quello che definiscono la «battitura» delle barriere a aprotezione del cantiere.
Compaiono manifestanti a volto coperto
Procede, il corteo No Tav in Val di Susa. Una carovana di auto partita alle 11 da Susa ha raggiunto intanto il cantiere di Salbertrand. Tra i manifestanti un gruppo, a Pradonio, nei pressi di Susa, si è allontanato dalla manifestazione principale per mascherarsi, altri avrebbero indossato passamontagna e bandane coperti dalla vegetazione e da ombrelli. Sono state anche coperte con buste della spesa le telecamere di videosorveglianza presenti sulla strada. Dopo una breve pausa per ricompattarsi il corteo diretto ai Mulini è ripartito, ora in testa compaiono due scudi e un blocco nero di manifestanti a volto coperto.
Verso il presidio sotto il diluvio: «Siamo 20 mila»
Piove intensamente sulla tradizionale marcia No Tav nell'ambito del Festival dell'Alta Felicità in Val di Susa, partita poco fa da Borgata 8. Mentre uno spezzone del corteo di migliaia di persone si dirige verso Susa, un altro sta salendo al presidio dei Mulini. «Siamo 20 mila», annunciano gli organizzatori.
In marcia verso Giaglione
Il corteo, composto da migliaia di persone e più partecipato rispetto agli scorsi anni, non si dirige verso Susa ma ha imboccato la strada per Giaglione.
Tre francesi allontanati dalla polizia
Nei momenti che hanno preceduto la manifestazione, la polizia ha individuato tre cittadini di nazionalità francese, provenienti dalla Francia,
mentre a bordo di un'auto percorrevano la statale 24. Sottoposti a un
controllo, nascondevano nel vano portabagagli numerosi artifici
pirotecnici, fumogeni e petardi, tronchesi, un flessibile alimentato da due batterie, cesoie e ulteriori strumenti, indumenti e materiali idonei al travisamento, caschi, maschere, occhiali, bombolette e spray, benzina e altri liquidi oltre a numerose sim separate dai rispettivi telefoni cellulari. Nei confronti dei tre, il Tribunale di Torino ha convalidato i provvedimenti
del questore di esecuzione dell'allontanamento immediato dal territorio dello Stato per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
«Oggi vogliamo fermare la Tav»
È partita da Borgata 8 dicembre, cuore del Festival dell'Alta Felicità, la tradizionale marcia No Tav. «Dopo dieci anni di lotte continuiamo con questa esperienza che ogni anno riunisce decine di migliaia di giovani e persone da tutta Italia – spiegano gli attivisti –. Davanti alla distruzione della nostra terra ci contrapponiamo. Abbiamo capito come lottare, dobbiamo usare tutti i mezzi e le capacità che abbiamo a disposizione. Oggi vogliamo fermare la Tav, in autunno torneremo a scuola a lottare per il nostro futuro. La Val di Susa ci ha insegnato a lottare. Siamo qua anche per ricordare la morte di Fakir, un omicidio di Stato».
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