Al-Dameer | aldameer.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
16/04/2026
In occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi
L'Associazione Al-Dameer per i diritti umani - Gaza celebra venerdì 17 aprile, la Giornata dei prigionieri palestinesi. Questa ricorrenza giunge in un momento in cui le forze di occupazione israeliane continuano ad adottare politiche sistematiche di tortura e trattamenti crudeli, inumani e degradanti nei confronti dei prigionieri e dei detenuti palestinesi, in flagrante violazione di tutte le norme giuridiche e umanitarie. Tali pratiche includono percosse gravi e ripetute, la negazione deliberata di cure mediche, la malnutrizione e l'imposizione di condizioni di detenzione estreme che aggravano le malattie e contribuiscono alla diffusione di epidemie tra i detenuti, rappresentando una grave minaccia per la loro vita.
Al-Dameer ha documentato, attraverso testimonianze dirette e dichiarazioni giurate verificate di detenuti ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane o recentemente rilasciati, molteplici modelli e forme di violazioni gravi e sistematiche che costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nei confronti di prigionieri e detenuti.
Nello stesso contesto, i tentativi di promulgare quella che viene definita la "Legge sulla pena di morte per i prigionieri" costituiscono un'escalation altamente pericolosa volta a legalizzare l'uccisione di prigionieri e detenuti, in palese violazione dei principi del diritto internazionale umanitario e delle norme sui diritti umani, in particolare delle disposizioni della Quarta Convenzione di Ginevra.
Tali politiche e pratiche rappresentano una chiara rinuncia agli obblighi della potenza occupante ai sensi del diritto internazionale, una sfida alla volontà della comunità internazionale e un grave indebolimento del sistema internazionale dei diritti umani e dei suoi principi fondamentali.
Secondo le statistiche delle organizzazioni che si occupano delle questioni relative ai detenuti, il numero di prigionieri e detenuti nelle carceri israeliane ha superato i 9.600, tra cui 75 donne e 350 bambini, la maggior parte dei quali è rinchiusa nelle carceri di Megiddo e Ofer. Il numero dei detenuti amministrativi ha raggiunto quota 3.442 - rappresentando la percentuale più elevata tra tutte le categorie - a cui si aggiungono 1.250 detenuti classificati come "combattenti illegali". Va sottolineato che queste cifre non includono tutti i detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza rinchiusi nei campi militari dell'esercito di occupazione.
In questa occasione, l'Associazione Al-Dameer per i diritti umani esprime la sua piena solidarietà ai prigionieri e ai detenuti palestinesi e ribadisce il proprio sostegno alle loro giuste richieste di libertà e rilascio. L'organizzazione conferma inoltre il proprio impegno costante nel difendere la loro causa a livello internazionale, regionale e locale, attivando meccanismi di protezione internazionale e presentando appelli urgenti ai Relatori Speciali delle Nazioni Unite, in particolare a quelli che si occupano del diritto alla vita, della tortura e della detenzione arbitraria. Continua inoltre a collaborare con le agenzie delle Nazioni Unite, i parlamenti e le organizzazioni internazionali per esortarli ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali nei confronti della difficile situazione dei prigionieri.
Di conseguenza, l'Associazione Al-Dameer per i diritti umani chiede:
- Alle Alte Parti contraenti della Quarta Convenzione di Ginevra di adempiere ai propri obblighi legali e di adottare misure efficaci per garantire la protezione dei prigionieri e dei detenuti palestinesi.
- Alla Corte penale internazionale di avviare immediatamente indagini approfondite sui crimini commessi contro i detenuti palestinesi, in primo luogo le politiche di uccisione, negligenza medica e legislazione discriminatoria.
- Al Comitato Internazionale della Croce Rossa di sostenere il proprio mandato umanitario intensificando le visite nei luoghi di detenzione e garantendo la fornitura delle cure mediche e sanitarie necessarie ai detenuti.
- Agli organismi internazionali, le ONG, i difensori dei diritti umani e le persone di coscienza in tutto il mondo di intensificare gli sforzi di solidarietà con i prigionieri, esercitare pressioni sui propri governi affinché assumano posizioni concrete e ampliare le attività di sensibilizzazione davanti alle ambasciate e alla sede delle Nazioni Unite, al fine di costringere la potenza occupante a rispettare il diritto internazionale e garantire i diritti dei prigionieri e dei detenuti.
Associazione Al-Dameer per i diritti umani - Gaza
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Appelli urgenti rivolti da Al-Dameer ai Relatori Speciali delle Nazioni Unite in merito all'escalation delle violazioni commesse dalle forze di occupazione israeliane nei confronti dei prigionieri e dei detenuti palestinesi.
Al-Dameer | aldameer.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
17/04/2026
L'Associazione Al-Dameer per i diritti umani a Gaza ha presentato due appelli urgenti al Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, nonché al Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati. Ciò avviene in occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi, celebrata venerdì 17 aprile, alla luce del grave deterioramento delle condizioni dei prigionieri e dei detenuti palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.
Nei suoi appelli urgenti, l'organizzazione ha espresso profonda preoccupazione per le gravi violazioni subite dai prigionieri, in particolare alla luce dell'escalation delle politiche punitive e delle misure arbitrarie adottate dalle autorità di occupazione. Tra queste figurano maltrattamenti, negligenza medica, isolamento e privazione delle visite dei familiari e dei beni di prima necessità.
Al-Dameer ha affermato di aver ottenuto testimonianze e rapporti documentati che indicano come tali pratiche possano equivalere a tortura e trattamenti inumani, costituendo una chiara violazione della Convenzione contro la tortura, delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale in materia di diritti umani.
L'organizzazione ha inoltre spiegato che le violazioni documentate comprendono varie forme di tortura fisica e psicologica, tra cui percosse violente, incatenamento prolungato, posizioni di stress, isolamento prolungato e privazione del sonno. A ciò si aggiungono la negligenza medica deliberata e condizioni di detenzione disumane caratterizzate da sovraffollamento, malnutrizione e mancanza di un'assistenza sanitaria adeguata.
L'organizzazione ha inoltre presentato casi individuali allarmanti, tra cui quello di un detenuto affetto da cancro a cui è stata negata la cura e che è stato sottoposto a tortura durante la detenzione, e quello di un altro detenuto sottoposto a violenti interrogatori sul campo che hanno comportato percosse, umiliazioni e detenzione prolungata in condizioni disumane, il che riflette un modello ricorrente di gravi violazioni.
Nei suoi appelli urgenti, Al-Dameer ha invitato i Relatori Speciali delle Nazioni Unite ad agire immediatamente per proteggere i prigionieri palestinesi, esercitare pressioni sulle autorità di occupazione affinché pongano fine a tali violazioni, garantire che essi siano trattati in conformità con gli standard internazionali e assicurare il rilascio di tutti i prigionieri.
L'organizzazione ha inoltre affermato che continuerà a documentare e monitorare le violazioni contro i prigionieri e i detenuti palestinesi e persisterà nel coinvolgere i meccanismi internazionali competenti per garantire l'assunzione di responsabilità da parte dei responsabili e la giustizia per le vittime.
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