Sì
e gli inizi sono contraddittori. Ma secondo me il punto è anche quanto
la popolazione lavoratrice e studentesca resti mobilitata, continui a
fare pressioni affinché le promesse elettorali siano mantenute e restino
attive quelle organizzazioni dal basso indipendenti che hanno sostenuto
la volata di Magyar. In politica interna il programma del nuovo
Governo, per le condizioni in cui si trovava l’Ungheria, è progressista:
Sul tema immigrazione ... la legge proposta è
meno rigida di quella di Orbán anche se non quanto quella europea. In
politica estera l’abbraccio all’Unione Europea e alla Nato potrebbe
essere alla lunga mortale ma i precedenti abbracci a Putin e Trump erano
sicuramente tossici ed è un bene che si siano allentati. Il modo in cui
la maggioranza degli ungheresi vivono ora nell’entusiasmo, nella festa
liberatoria e nella speranza fa simpatia ed è emozionante (e io credo che un clima come questo aiuti
sempre la lotta di classe e possa generare voglia di partecipazione e,
quando servirà, di lotta. Certo la speranza di vedere processi realmente
rivoluzionari in Europa è lunga, difficile ma imprevedibile e
l’Ungheria, in questo senso, è ancora all’anno zero. Ma secondo me la
rivolta elettorale di massa in Ungheria contro un durissimo regime autoritario è un segnale positivo ... Orban sembrava imbattibile e invece gli ungheresi sono riusciti a liberarsene (anche se solo elettoralmente) e ora meritano di festeggiare.Un altro segnale positivo ? Dopo tanti anni finalmente a Debrecen si
tornerà a festeggiare il Primo Maggio. Non ancora con una manifestazione
politica ma con un grande ritrovo pubblico all’aperto...
Nessun commento:
Posta un commento