Dalla Rivista marxista-leninista-maoista "La Nuova Bandiera" - Numero speciale sul centenario della nascita del PCI - ampi stralci
1 - La questione dei “pesci nell'acqua”, del legame politico/militare.
”Da “il libretto rosso della resistenza”: “Le formazioni partigiane non dispongono di basi di operazioni, di retrovie, di accantonamenti stabili, ma vivono spostandosi continuamente e con l'aiuto delle popolazioni. Di conseguenza la condizione essenziale per il loro successo è la solidità dei loro legami con la popolazione ed in particolare con gli operai, i contadini e i lavoratori. “I partigiani sono nel nostro paese come il pesce nel fiume. Il fiume può vivere senza pesci, ma i pesci?” Ecco perchè è necessario che la lotta partigiana,la guerriglia, sia strettamente collegata con la lotta politica, corrisponda alla situazione, alle condizioni, agli interessi, al grado di sviluppo del movimento delle larghe masse dei lavoratori e sia da esse appoggiata”.
“Non erano – dice l'abate di Pradt – né le battaglie, né gli scontri ad esaurire le forze francesi, ma le incessanti molestie provocate da un nemico invisibile, che se inseguito, spariva nella massa del popolo, dal seno della quale riappariva immediatamente dopo con forze rinnovate. Il leone della favola tormentato a morte da una zanzara...” (C. Marx – F. Engels, “Nex York Daily Tribune”, 30 ottobre 1854).
Prima questione: Il legame con le masse, il loro appoggio in rapporto all'azione dei comunisti. Una cosa è legame e appoggio nella lotta sindacale, una cosa nel lavoro politico, una cosa nell'azione militare. Di questo i comunisti ne devono essere coscienti. L'appoggio nell'azione militare non deve “cullarsi” sul legame nell'azione sindacale – questo può essere la base, ma non è di per sé determinante; occorre che coloro che appoggiano sappiano quale lavoro stanno appoggiando - e possono essere masse/uomini differenti; così come cambia la “cintura di protezione”.
Seconda questione: il legame politico/militare. ...Nessuna azione politica, neanche quella armata può
non raccogliere, essere l'espressione più conseguente degli interessi delle masse, dei loro bisogni, e in questo corrispondere “alla situazione, alle condizioni, agli interessi, al grado di sviluppo del movimento delle larghe masse dei lavoratori e sia da esse appoggiata”.Questo chiama i comunisti non solo a non slegarsi mai dai bisogni delle masse, ma anche ad elevare la coscienza, comprensione della situazione, del grado di sviluppo del movimento, dei rapporti di forza, quando sono favorevoli e quando sfavorevoli, dei sentimenti delle masse, dell'odio delle masse, per capire quando e come - questa è la cosa più difficile. Serve sempre la comprensione delle “due colline”, non solo di una: quella del nemico e quella delle masse. Questa comprensione incide enormemente nella vittoria o nella sconfitta.
Da LNB: “Il rapporto tra politico e militare, la concezione della politica in funzione e come direzione della guerra, è necessario per capire, per esempio, dove è meno possibile un'immediata repressione, capire quali obiettivi sulla base dei sentimenti delle masse, che siano chiari e comprensibili alle masse, nel loro livello di rapporto tra classe e Stato, valutare possibili azioni e controazioni del nemico nella classe, il potenziale consenso e avversione; evitare azioni che possano far entrare in campo tutte le forze dell'avversario, ecc.”...
Dall'altro, il legame politico/militare non va banalizzato, sempre messo sullo stesso piano. Il “militare” nelle fasi di gp/insurrezione ha una sua centralità. E quindi richiede scienza specifica.
Scrive Lenin su “Proletari”, n. 7, 10 luglio 1905: “Consideriamo l'arte militare, Nessun socialdemocratico che conosca almeno un poco la storia, che abbia imparato qualcosa da Engels, grande conoscitore di quell'arte, ha dubitato mai dell'enorme importanza delle cognizioni militari, dell'enorme importanza della tecnica militare e dell'organizzazione militare come strumento di cui le masse popolari si servono per risolvere i grandi conflitti storici”.
Di questa scienza la Resistenza ci ha fornito un bagaglio enorme. Vi è stata un “teoria” ricca e articolata delle azioni partigiane e dei Gap e Sap nelle città, che tocca ogni aspetto, dal più complesso al più semplice; che chiaramente non servono come una sorta di vademecum da applicare oggi, ma servono come metodo: occuparsi di tutto, fino a come tu devi vestirti, come muoverti... – Noi su questo abbiamo cominciato a dire qualcosa (LNB) per il lavoro nei paesi imperialisti, esso va assimilato, fatto agire da oggi, imparare a fare facendo e con l'ideologia dello scopo prioritario oggi la costruzione di un nucleo di quadri. Rapporto distruzione/costruzione, destrutturazione (film Fatma – essere invisibile, anonima per la borghesia).
Chiaro, che stiamo parlando di un “militare” al servizio della rivoluzione proletaria, in cui ideologia e la politica, il legame con le masse sono parte integrante e determinante; ma, come il sindacale ha le sue “leggi”, anche il lavoro militare rivoluzionario ha le sue “leggi” - pur avendo i comunisti che lavorano nel fuoco della lotta di classe in stretto contatto con le masse, accumulato esperienza nella battaglia quotidiana.
Leggi che - come dice Marx in “Neue Rheinische Zeitung, n. 261, 1° aprile 1849: “...Un popolo che vuole conquistare l'indipendenza non deve limitarsi ai mezzi di guerra 'ordinari'. L'insurrezione di massa, la guerra rivoluzionaria, la guerriglia dappertutto, sono gli unici mezzi con i quali un piccolo popolo può vincere uno più grande, con i quali un esercito più debole può far fronte ad un esercito più forte e meglio organizzato...” - sono differenti da quelle dello Stato borghese, perchè hanno come protagonisti i figli del proletariato e del popolo e hanno uno scopo totalmente diverso e sono guidate dalla politica e dall'ideologia...
3 – il rapporto partito/direzione spontaneità delle masse.
Qui due aspetti. Primo: Lenin dice ne “La guerra partigiana”: “non le azioni partigiane disorganizzano il movimento, ma la debolezza del partito che non sa prendere nelle sue mani la direzione di queste azioni”...
Soprattutto agli inizi delle azioni armate contro i nazisti vi sono state azioni spontanee. Questo è inevitabile anche in una nuova Resistenza. Ma ciò che c'è da condannare è la debolezza dei comunisti, di essere arretrati invece che avanzati. Nello stesso tempo va respinta una linea che esalta la spontaneità, di fatto per negare la direzione e il partito (vedi la descrizione che fa della Resistenza Renzo del Carria in “Proletari senza rivoluzione”). Questa descrizione è falsa, senza il Partito comunista non ci sarebbe stata la Resistenza.
Il rapporto partito/direzione – spontaneità è anche spontaneità/Direzione, nel senso che i comunisti imparano e sanno mettere a frutto la spontaneità; “non inventare forme di lotta, ma generalizzare, organizzare, rendere coscienti i metodi di lotta di classe rivoluzionaria che sorgono spontaneamente nel corso stesso del movimento... il marxismo si istruisce alla scuola pratica delle masse e non pretende di fare “la lezione” alle masse”; “Nei paesi imperialisti bisogna prestare grande attenzione alle rivolte della gioventù, dei quartieri popolari, dei movimenti di lotta territoriali, dei migranti...mai la loro critica è alla rivolta, mai contrappongono alla rivolta la “vera guerra popolare” o la “vera lotta rivoluzionaria”; ma sempre il loro sforzo, la loro critica, l'analisi dei limiti riguarda la forma non organizzata, disordinate di esse”.
4 – Analisi delle città, della composizione di classe, questione del fronte.
E' chiaro che la situazione è cambiata dalla Resistenza. La nuova resistenza oggi è soprattutto nelle città (non certo nelle montagne) ma le città presentano altrettanti luoghi dove per lo Stato è più difficile entrare, restare (le cosiddette Banlieues, le periferie, la nuova generazione di figli di immigrati), dove i comunisti possono “ritirarsi”, essere conosciuti dalle masse e cland. alla borghesia. Oggi la “guerriglia” è più valida e fattibile nelle città metropolitane.
C'è un peso minore delle fabbriche, in particolare nel nord, ma si è di molto allargata la massa dei lavoratori sfruttati, le masse precarie, impoverite, c'è la questione dei migranti; cioè si è allargato, esteso il fronte che la classe operaia deve unire e dirigere. “Tutto ciò aumenta le potenzialità rivoluzionarie nei paesi imperialisti, ma solo nella misura in cui il proletariato forte del concetto maoista di 'popolo' costruisce la sua direzione e la sua rivoluzione come gp”.
La borghesia, lo Stato svolge un ruolo differente, più complesso, usa la repressione ma ha anche più armi per il “controllo”. Ma anche su questo i principi non cambiano, cambia la loro concretizzazione: immagine fissa, internet vuol dire più controllo ma anche più esposto a rischi, a tecnica nera/tecnica rossa, ma anche combinazione dei più avanzati strumenti con strumenti vecchi, artigianali, su cui la Resistenza ha dato tanti esempi.
5 - Strategia della trasformazione non dell'attesa:
intreccio lotte economiche/lotte politiche, sciopero politico/lavoro per l'insurrezione. “Il P lavora per assumere la direzione di tutto ciò che può essere rivoluzionario e indirizzato verso l'insurrezione, sfrutta le contraddizioni... le emergenze insurrezionali e tutti gli elementi di destabilizzazione...”. Questo riguarda anche la fase di costruzione del partito. Qui ed ora occorre la trasformazione collettiva e individuale; non rimandare ad un momento x.
6 – Resistenza è guerra civile
Oggi questo aspetto è anche maggiore, perchè l'azione del moderno fascismo, insieme alla repressione aperta verso le lotte sindacali e sociali che escono fuori dai limiti imposti e dalle forze accettate da padroni, governi, Stati, ha nel controllo mass mediatico, internet, “culturale” uno strumento principale, per seminare e unire sull'humus reazionario, per aizzare settori di popolazione contro altre. Su questo non basta affatto una politica di smascheramento, convinzione, serve l'azione di forza, di "distruzione" tra le masse, servono i rapporti di forza, la violenza proletaria e rivoluzionaria. Anche su questo la Resistenza insegna: nessun moralismo, ma scienza mlm.
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