sabato 20 settembre 2025

pc 20 settembre - “Armi e affari con Israele, così l’Italia è complice del genocidio a Gaza”

Da Il Fatto quotidiano

Intervista all’attivista palestinese Omar Barghouti, co-fondatore del movimento internazionale BDS, ovvero “Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni”.

La Commissione europea ha proposto di congelare il libero scambio con Israele e di sanzionare due ministri estremisti del governo israeliano, ma è improbabile che nazioni come la Germania e l’Italia sostengano le sanzioni contro Israele. Cosa vorrebbe dire al primo ministro italiano, Giorgia Meloni?

Il governo italiano è complice del genocidio di Israele. Nonostante le sue dichiarazioni, l’Italia è ancora coinvolta nelle esportazioni militari a Israele, in diretta violazione delle sue responsabilità legali, in base alla decisione della Corte Internazionale di Giustizia, secondo cui Israele sta “plausibilmente” commettendo un genocidio. Oggi, con la commissione delle Nazioni Unite Independent International Commission of Inquiry – che è arrivata alla conclusione che Israele sta effettivamente commettendo un genocidio – l’Italia è ancora più coinvolta, come partner di Israele, nei crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Decine di esperti eminenti di diritti umani hanno chiaramente affermato che Paesi terzi, inclusa l’Italia, per rispettare la decisione della Corte Internazionale di Giustizia del luglio del 2024, devono “cancellare o sospendere le relazioni economiche, gli accordi commerciali e le relazioni accademiche con Israele che possano contribuire alla sua presenza illegale e al regime di apartheid nei territori occupati della Palestina” e “imporre un embargo totale sulle armi a Israele”. Oggi, proprio come lo stato di Israele e i suoi leader responsabili dell’apartheid, anche l’Europa coloniale e i suoi leader si sentono tutti troppo potenti per preoccuparsi che un giorno verranno perseguiti per il loro ruolo nel genocidio di Israele, trasmesso in diretta streaming. Ma dovrebbero ricordare che anche la Germania era estremamente potente nei primi anni ’40!

Ci sono opinioni diverse sul boicottaggio di Israele a livello accademico e sulla sua messa al bando dalle competizioni sportive, ma il suo movimento BDS supporta questo tipo di boicottaggio. Perché lo ritiene importante?

Israele ha sempre usato l’accademia, la cultura, gli sport per ripulire [fare whitewashing, ndr] i suoi crimini contro i palestinesi. Questa tendenza è aumentata notevolmente dopo il lancio del nostro movimento BDS nel 2005, come Israele stesso ha ammesso: manda i suoi artisti, i suoi scrittori, registi e

sportivi a mostrare la “faccia più bella” di Israele, nella convinzione che il problema di Israele sia la sua immagine nel mondo, non i crimini che commette, e che il problema sia che Israele sta perdendo la guerra della propaganda e quindi dovrebbe spendere centinaia e centinaia di milioni di dollari per combatterla. È per questo che Israele spende pro capite per la propaganda più di qualsiasi altra nazione. E dunque la cultura, lo sport, l’accademia si addicono a questa guerra della propaganda, perché Israele ha tanti crimini da ripulire, incluso il genocidio attualmente in corso. Come ha scritto l’antropologa israeliana contro il colonialismo, Maya Wind, nel suo libro pubblicato l’anno scorso, tutte le istituzioni accademiche israeliane sono profondamente complici nella progettazione, nell’implementazione, nella giustificazione e nel whitewashing dei crimini di Israele contro i palestinesi: l’apartheid, l’occupazione militare e il genocidio. Le arti e lo sport vengono usate per ripulirli e Israele lo ammette apertamente. Dopo ogni massacro manda in giro i suoi team di ciclisti o calciatori per fare whitewashing: è per questo che il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni nella sfera culturale, sportiva e accademica sono estremamente importanti, soprattutto oggi, con il genocidio in corso. E stanno guadagnando consenso mainstream, come dimostra Hollywood: oggi BDS è diventato mainstream.

C’è un grande supporto per il popolo palestinese in Italia, ma molti tendono a credere che di fronte a un genocidio, i cittadini ordinari sono senza potere. Qual è l’aiuto pratico più efficace che la gente normale può dare al popolo palestinese in questi giorni?

In Italia – un Paese quasi democratico – i cittadini, in particolare, hanno una responsabilità morale di agire per mettere fine alla complicità del governo italiano, delle aziende e delle istituzioni italiane nel genocidio in corso. Quando i palestinesi sono d’accordo sul fatto di invitare il mondo a boicottare, disinvestire e sanzionare Israele a livello mondiale – incluso il boicottaggio contro le istituzioni accademiche, culturali e sportive che sono complici – non chiedono l’elemosina: noi chiediamo una solidarietà concreta. Ma prima di tutto, chiediamo di smettere di essere complici, di non fare del male: è un profondo obbligo morale... Molti in Italia hanno espresso la loro solidarietà concreta e di conseguenza diversi consigli comunali e regionali hanno iniziato a tagliare i rapporti con Israele che commette un genocidio. Clienti della Coop hanno aderito al boicottaggio, tifosi sportivi hanno protestato appassionatamente contro il whitewashing di Israele nello sport. Le campagne del BDS per un embargo militare stanno ottenendo un notevole supporto in Italia, inclusi molti parlamentari, e le nostre campagne contro le aziende italiane complici, che sono penalmente responsabili di aiutare e assistere Israele nel genocidio, stanno esercitando pressioni crescenti. È chiaro che milioni di italiani possono fare e fanno molto per mettere fine alla profonda complicità dell’Italia nei crimini di Israele contro i palestinesi. È sufficiente? Assolutamente no. Abbiamo bisogno di molta più pressione, del potere del popolo, di grandi coalizioni per costringere lo Stato, le aziende e le istituzioni a rispettare i loro obblighi legali e porre fine alla loro complicità nel genocidio perpetrato da Israele e nel regime di apartheid coloniale che dura da 77 anni.

Nel suo rapporto più recente la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, ha avuto il coraggio di denunciare il ruolo delle aziende private nell’aiutare e assistere Israele nel genocidio. Sulla base della sua esperienza, questo rapporto ha ispirato i cittadini ordinari ad agire e boicottare quelle aziende?

Il rapporto di Albanese è stato un altro punto di svolta. [Albanese, ndr] ha denunciato il livello di complicità delle aziende e dei loro dirigenti nel trarre profitti, consapevolmente e volontariamente, dall’occupazione militare, dall’apartheid e dal genocidio di Israele. Ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo ad aumentare la pressione popolare su quelle aziende... 

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a Francesca Albanese e ci sono tentativi di approvare leggi federali che puniscano chi critica Israele, soprattutto chi invita al boicottaggio, disinvestimento e alle sanzioni, come BDS. E il Regno Unito ha messo al bando gli attivisti non violenti di Palestine Action. Lei si aspetta una grave repressione della libertà di espressione e di associazione nelle democrazie occidentali per difendere Israele a ogni costo?

Non chiamerei le democrazie occidentali vere ‘democrazie’. Molte di loro sono quasi-democrazie, di fatto guidate da oligarchi, alcune di loro hanno inclinazioni fasciste, come l’Italia, l’Ungheria, l’Austria e la Germania, con un massiccio autoritarismo. Come ho detto nel corso delle mie conferenze sul movimento BDS, gli Stati Uniti e molti dei governi europei hanno represso le proteste degli studenti, e altre forme di solidarietà con la lotta di liberazione dei palestinesi, in modo così brutale da aver dimostrato chi sono realmente. Sono più democratici, diciamo, di Paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, ma questo non vuol dire molto! La complicità pervasiva e perversa dell’Occidente coloniale, e la genealogia della rappresentazione e del trattamento dei palestinesi di Gaza come “animali umani” da parte di Israele, possono essere ricondotte alla secolare storia della disumanizzazione e della sottomissione coloniale, se non addirittura dello sterminio, delle nazioni non europee da parte degli europei e degli euro-americani. L’establishment egemonico occidentale – inclusi i governi, le aziende, le università, i media mainstream, ecc. – non stanno solo attivamente rendendo possibile il genocidio di Israele, in parallelo, stanno anche disperatamente e duramente cercando di mettere a tacere ogni difesa dei diritti dei palestinesi, per privarci della nostra capacità collettiva di agire, di esprimerci, di resistere e di fermare il genocidio...

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