Dalla stampa locale
Corteo fino alla sede dell'Autorità portuale. Tra gli interventi quello della giornalista Maggiori, che ha sollevato il caso Undersec
Tra i primi interventi, quelli della giornalista e attivista faentina Linda Maggiori, che nelle scorse settimane ha sollevato anche il “caso
Undersec”, che vede l’Autorità portuale ravennate collaborare nell’ambito di un progetto europeo con istituzioni israeliane (ne parla nel dettaglio nell’intervista a questo link). Seguono gli interventi tra gli altri delle organizzazioni dei lavoratori portuali di Ravenna e Genova, ma anche associazioni di Ferrara e Bologna.Il corteo è variopinto, gente di tutte le età, alcuni studenti di Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa) guidano i cori, mentre si percorre il breve tratto dalla testata della darsena fino ai cancelli della sede dell’Autorità portuale. Tra i presenti anche l’assessora alla Pace del Comune di Ravenna, Hiba Alif.
Da molte città hanno preso in mano il megafono per raccontare le loro storie e il loro sostegno a Gaza, alla Global Sumud Flotilla e alla Palestina intera. Un esponente palestinese di “Ferrara per la Palestina”, durante il suo lungo intervento dice: «Per citare Francesca Albanese, la Flotilla rappresenta il fallimento delle istituzioni e delle organizzazioni internazionali» – e ancora – «dobbiamo tornare a essere partigiani».
Nel giorno in cui i carri e i blindati israeliani hanno fatto irruzione a Gaza City si sono ritrovate centinaia di persone a Ravenna – da tanti settori e mondi, dai porti, dalle associazioni, dalle organizzazioni studentesche, dal teatro – per unire la loro voce al coro che molti in tutto il mondo stanno intonando: “Free Palestine”.






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