martedì 23 novembre 2010

pc quotidiano 23 novembre - Roma storie di ordinario razzismo

Sono passate circa tre settimane da quando denunciavamo (www.senzaconfine.org) uno dei recenti episodi di cui eravamo stati testimoni presso la Questura di Roma, in particolare alla sala profughi, dove decine di asilanti si mettono in fila la mattina presto per poter presentare la domanda di protezione internazionale. Oggi sentiamo il bisogno di scrivere una nota per dare conto della situazione a distanza di tre settimane.


Mehmet, il ragazzo kurdo che non era riuscito a presentare domanda, quel giorno ha avuto finalmente avuto modo di farla. Anche un altro ragazzo kurdo che era con lui quel giorno, è riuscito a presentare la domanda il giorno successivo, con le scuse della stessa agente di polizia che glielo aveva impedito il giorno precedente. Nei giorni seguenti abbiamo ascoltato altri richiedenti asilo al nostro sportello che ci hanno detto di aver ricevuto un trattamento corretto e cortese.


Siamo contenti di questo cambiamento: il nostro intento era solo quello di far rispettare i diritti delle persone, che da tempo ci riferivano di una situazione fuori controllo. Una delegazione di Senzaconfine, del CIR, di Casa dei Diritti sociali, ASGI Lazio, Save The Children e Lab53 ha potuto incontrare il Dirigente dell'ufficio stranieri Dott. Improta, insieme ai suoi collaboratori; durante tale incontro abbiamo ricevuto l'impegno a far sì che episodi del genere non avranno a ripetersi, e soprattutto che tutte le domande di asilo verranno recepite, come prevede la legge. Rimangono purtroppo aperte altre questioni che abbiamo sollevato, e che riguardano la vivibilità della stessa sala profughi, in genere molto affollata: l'assenza di bagni funzionanti che costringe all'utilizzo di bagni chimici all'esterno, l'assenza di un numeratore eliminacode, l'assenza di condizionatori.


Siamo soddisfatti dell'attenzione e del sostegno che tante associazioni e cittadini ci hanno mostrato in tale occasione, e soprattutto della risposta dell'ufficio immigrazione della Questura; lo riteniamo un piccolo ma importante passo verso il rispetto delle persone, che non devono essere trattate in maniera differenziata perchè stranieri. Da parte nostra continueremo a sostenere i cittadini immigrati e i richiedenti asilo al nostro sportello, e a monitorare la situazione, ma ci auguriamo che in un tempo non lontano il nostro lavoro volontario non serva più, perchè le persone saranno messe nelle condizioni di poter gestire le loro richieste in maniera completamente autonoma, trovando interpreti e operatori competenti e cortesi. Più l'intermediazione con gli uffici istituzionali risulta faticosa e difficile, più si alimenta difatti il mercato degli speculatori che offrono i loro servizi facendoseli ben retribuire, profittando dello stato di necessità di chi ha dovuto magari lasciare il proprio paese in fretta e furia, senza mezzi. Per non parlare della normativa: maggiori sono le difficoltà poste alla regolarità, maggiore sarà il mercato delle carte false, come hanno mostrato in maniera così chiara i lavoratori immigrati saliti sulla gru a Brescia, muratori, operai, lavoratori insomma tutti costretti a fingersi colf e a pagare un finto datore di lavoro (che vive di rendita) per poter semplicemente lavorare alla luce del sole.


Roma, 22 novembre 2010


Per Senzaconfine: Alessia Montuori, Caroline Chamolt, Natasha Silverio, Bianca Benvenuti, Sarah Di Giglio, Valeria Paone



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