martedì 1 luglio 2025

pc 1 luglio - Decreto sicurezza il governo Meloni rilancia...

La marcia da stato di polizia moderno fascista del governo esige la mobilitazione proletaria e popolare, anticapitalista, antifascista antimperialista per la caduta di questo governo

info

DDL Sicurezza: la maggioranza rilancia proponendo nuove forme di impunità per la polizia

Dopo la dura bocciatura della Cassazione al decreto Sicurezza per ragioni di metodo e di merito, la maggioranza rilancia il suo progetto securitario. Fratelli D’Italia ha depositato una proposta di legge che introduce uno “scudo” per le forze dell’ordine, evitando l’iscrizione nel registro degli indagati per chi commette reati nell’esercizio delle funzioni o in legittima difesa. Il testo modifica l’art. 335 del codice di procedura penale: se vi è una causa di giustificazione, il pm non iscrive l’autore nel registro ma ha 7 giorni per effettuare accertamenti preliminari. In parallelo, la Lega chiede un nuovo provvedimento per rafforzare la «tutela processuale» degli agenti, ventilando l’introduzione del taser nelle carceri e proponendo di rivedere il reato di tortura.

A muoversi per primo, venerdì scorso, è stato Galeazzo Bignami, capogruppo di FDI alla Camera, depositando una proposta di legge che prevede una modifica dell’articolo del codice di procedura penale inerente il registro delle notizie di reato. Il testo, firmato anche dal deputato Giovanni Maiorano, è chiaro: se un reato avviene in circostanze che potrebbero configurare una causa di giustificazione – come l’uso legittimo delle armi o l’adempimento di un dovere – il pubblico ministero non dovrà procedere all’iscrizione dell’indagato, ma disporre accertamenti preliminari da concludersi entro sette giorni. Solo se questi accertamenti porteranno a escludere la legittimità dell’azione, si procederà

pc 1 luglio - Gaza: Missile sul café della stampa....I nazi/sionisti vorrebbero oscurare il genocidio

 

di Chiara Cruciati da il manifesto

Un uomo è seduto a gambe incrociate, ha una macchia di sangue sulla camicia e la bocca aperta in una smorfia di dolore. Un tavolino di plastica distrutto lo divide dalla moglie. Lei ha la testa appoggiata su un muretto, è morta. Sullo sfondo si vede il mare, placido testimone di una carneficina. A Gaza, lo dicono tutti, il mare è l’idea di libertà: da quasi due anni è solo un’altra barriera alla salvezza, un muro d’acqua invalicabile.

SONO 33 I PALESTINESI uccisi ieri mattina dal missile israeliano che ha colpito il porto di Gaza City. Ha centrato la caffetteria al-Baqa, sedie di plastica marrone, internet e un tendone per fare ombra: da tempo è il luogo di ritrovo di giornalisti e attivisti, una sorta di co-working al tempo del genocidio. Tra loro c’è il 228esimo reporter palestinese ammazzato dal 7 ottobre 2023, il fotografo e regista Ismail Abu Hatab. Un nome noto a Gaza e fuori: la sua ultima mostra, Between sky & sea, era stata ospitata da una galleria di Los Angeles lo scorso aprile.

La giovane pittrice Frans Al-Salmi aveva ritratto Ismail un mese fa e pubblicato il quadro nel suo portfolio su Instagram, un viaggio dentro i volti di Gaza. Ieri Frans è stata ammazzata alla al-Baqa insieme all’amico. «Corriamo, non sappiamo dove – aveva scritto la pittrice un mese fa – Portiamo con noi ogni ricordo possibile, ci stringiamo ai nostri gatti come fossero le uniche creature viventi di cui possiamo fidarci».

E poi la giornalista Bayan Abu Sultan, ferita nel raid. Nelle foto la si vede con il volto coperto di sangue. Sangue c’è anche sulla maglietta, sopra c’è scritto «Normal is boring», la normalità è noiosa. L’ironia nera palestinese, una delle tante forme di resistenza, necessarie a non impazzire. Intorno a lei e all’enorme cratere, giovani uomini portano via i corpi delle vittime. «Stavo andando al café per usare internet, ero a pochi metri quando c’è stata l’esplosione – racconta alla Bbc il cameraman Aziz Al-Afifi – I miei colleghi erano là, persone che vedo ogni giorno. La scena era orribile: corpi, sangue, urla ovunque».

NON È STATA l’unica strage di ieri. Tredici palestinesi sono stati uccisi, come altri 600 prima di loro, mentre si avvicinavano a uno dei quattro centri della fondazione Gaza Humanitaria Foundation. È successo a Khan Younis, con le stesse identiche modalità denunciate per un mese dai palestinesi e confermate nel fine settimana da un’inchiesta di Haaretz: i soldati sparano sui civili dopo averli attirati nei centri Ghf con la fame che ha raggiunto livelli insopportabili (a Gaza non entrano aiuti, se non quelli Usa, dal 2 marzo scorso).

«La folla era posizionata lontano del centro – racconta il giornalista Hani Mahmoud – Non rappresentava una minaccia. Le persone stavano solo aspettando i pacchi alimentari». Bombardato anche il cortile dell’ospedale Martiri di Al-Aqsa (senza nessun avvertimento preventivo) e due scuole-rifugio, una nel quartiere di al-Tuffah e una in quello di Zeitoun. In totale sono almeno 85 i palestinesi uccisi ieri; il bilancio ufficiale in 20 mesi sale così a 56.500, a cui vanno aggiunti per lo meno 15mila dispersi.


Sono almeno 66 i bambini gazzawi morti di fame dallo scorso 2 marzo. Il dato arriva dal ministero della Sanità di Gaza, ed è in linea con quanto comunicato dall’OMS lo scorso mese, che parlava di almeno 57 bambini morti di fame. Dieci giorni fa, anche l’UNICEF ha lanciato un allarme carestia, sostenendo che 5.119 bambini fra i sei mesi e i cinque anni risultavano ricoverati per malnutrizione acuta, il 150% in più rispetto allo scorso febbraio. Intanto, continuano anche i bombardamenti israeliani nella Striscia. Solo nella giornata di ieri, Israele ha ucciso almeno 80 palestinesi; tra questi, figurano due giornalisti, uccisi in seguito a un bombardamento che ha preso di mira un bar di Gaza City usato come ritrovo per lavorare dagli operatori mediatici.

In questo scenario si arena il negoziato che il presidente Trump dice di aver rilanciato. Ieri il Qatar si è detto impegnato nel raggiungimento di un accordo tra Israele e Hamas ma non ha nascosto le difficoltà. Nonostante – aggiunge Doha – le intenzioni Usa, l’intransigenza israeliana sul fronte umanitario impedisce passi avanti. La distanza resta la stessa: Hamas vuole il ritiro israeliano e il cessate il fuoco permanente, Israele si ferma allo scambio di ostaggi per qualche settimana di tregua. Ne potrebbe parlare Trump con il premier israeliano Netanyahu, dato in visita alla Casa bianca la prossima settimana.

pc 1 luglio - Il coinvolgimento italiano nell’attacco israeliano all’Iran

Italia e Israele da tempo perseguono politiche militari convergenti e concomitanti, e nulla vieta che tali convergenze si siano concretamente manifestate durante l’attacco israeliano all’Iran.

Questo scritto non ha la pretesa di dimostrare incontrovertibilmente la funzione che ha avuto l’Italia nell’attacco israeliano all’Iran, ma cerca di far comprendere al lettore quanto il nostro Paese possa essere stato coinvolto nella guerra israelo-iraniana. Sebbene non vi siano conferme ufficiali, diverse evidenze e analisi potrebbero indicare che l’Italia abbia avuto un ruolo nei primi giorni dell’attacco, fornendo un appoggio indiretto ma significativo a Israele nell’azione contro i siti militari e strategici iraniani nel giugno 2025. Questo supporto non è stato di tipo armato, ma si è esplicitato in ambito tecnologico, logistico, di intelligence e guerra elettronica, sia attraverso strutture NATO che tramite aziende italiane.

Il primo è la guerra elettronica passiva. L’Italia è tra i pochi Paesi europei a disporre di radar passivi e sistemi ELINT di alta qualità. È plausibile che piattaforme italiane, operanti da basi in Iraq o Kuwait, abbiano contribuito alla mappatura delle frequenze radar iraniane, facilitando operazioni di spoofing e accecamento elettronico condotte da Israele. La cooperazione industriale con Leonardo S.p.A. in esercitazioni non è mai mancata. L’industria della difesa italiana ha fornito componenti essenziali per i sistemi di guerra elettronica israeliani: jammer DRFM, radar AESA, sistemi DIRCM. Nel campo

lunedì 30 giugno 2025

pc 30 giugno - Dalla piazza di Milano per la Palestina

 


pc 30 giugno - Dal blog tarantocontro - Marx a Taranto!

 

pc 30 giugno - “Morte all’IDF” e “Libertà per la Palestina” - Impressionante solidarietà al Festival di Glastonbury

https://www.instagram.com/reel/DLfELj9tGLO/?igsh=ZjU0MnBkaDRiamFr

Morte all’esercito israeliano”: polemiche per i cori di una band al festival di Glastonbury

“Morte all’esercito israeliano”: polemiche per i cori di una band al festival di Glastonbury

Il duo punk inglese Bob Vylan ha cantato anche lo slogan “Palestina libera, dal fiume al mare”, . Il tutto in diretta sulla Bbc

La polizia britannica sta esaminando i video del Festival musicale di Glastonbury dopo che sabato il rapper Bobby Vylan ha guidato cori di “morte all’IDF” e “libertà per la Palestina”. La polizia di Avon e Somerset sta valutando se siano stati commessi reati penali. L’ambasciata israeliana e il ministro della Salute britannico Wes Streeting hanno condannato domenica le dichiarazioni. Il governo ha

pc 30 giugno - La Federacciai per l'ex Ilva ha una soluzione: inserirla nell'econonomia di guerra... A questo servirebbe la nazionalizzazione?

Riarmare l'Ilva. L'idea per evitare la chiusura di Taranto e 10mila cassintegrati

Riarmare l'Ilva. L'idea per evitare la chiusura di Taranto e 10mila cassintegrati

  • pc 30 giugno - 30 GIUGNO 1960 - 30 GIUGNO 2025! ORA E SEMPRE RESISTENZA!

     


    Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell’Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere “no” al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l’offesa. Io nego – e tutti voi legittimamente negate – la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova il suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel

    pc 30 giugno - Palermo - contro la stampa borghese complice del genocidio in Palestina - info solidale

    Lanciate pietre, uova e vernice. Giornale di Sicilia nel mirino del corteo pro Palestina

    Dalla stampa - Atti violenti, ingiustificati e intollerabili contro il Giornale di Sicilia nel corso della manifestazione di ieri in segno di solidarietà con la popolazione palestinese e contro la guerra a Gaza. Il corteo, promosso dalla comunità Palestinese e dalla rete solidale cittadina, è partito dal Foro Italico e ha raggiunto Palazzo dei Normanni per contestare la mozione approvata dall’Ars, ritenuta priva di azioni concrete.

    Durante il percorso, alcuni manifestanti non hanno trovato di meglio che lanciare uova, pietre e vernice contro la sede del Giornale di Sicilia in via Lincoln, sostenendo l’inverosimile tesi che «la stampa e i mezzi di informazione sistematicamente oscurano ciò che avviene a Gaza e sono complici del genocidio».

    Il Giornale di Sicilia è stato preso di mira anche per il fatto di avere dato correttamente la notizia, ieri mattina, di una bandiera israeliana bruciata, un gesto rivendicato dal centro sociale Anomalia.
    Gli agenti della Digos hanno avviato gli accertamenti del caso e stanno analizzando le immagini delle telecamere per identificare i responsabili di questa scriteriata protesta.

    pc 30 giugno - Palestina - Sulla parola d'ordine "Due popoli due stati" - Un contributo

    da Raffella Formenti - #iostoconlapalestina - Taranto


    Si gioca al rilancio del mantra "due popoli due stati" e ad ogni rilancio che ne si fa... si stanno riducendo, nei fatti, le dimensioni dello stato immaginario che si " offrirebbe" ai Palestinesi.
    La "pace" con i sionisti e' una tragica illusione.
    La dottrina "due popoli due stati" come soluzione alla "questione Palestinese" e' ritornata a galla dal mare di sangue versato da questo Popolo, dopo il fallimento degli accordi di Oslo sottoscritti da Arafat nel 1993.
    La soluzione dei "due stati" era prevista dagli accordi come approdo del cosiddetto "processo di pace" negoziale che invece non e' mai iniziato perche' Israele ha proseguito imperterrito la colonizzazione dei territori occupati e l'espulsione dei Palestinesi provocando una spirale di rivolte, repressione feroce ed apartheid. E allora, poiche' improbabile l'annessione tout court dei territori e la conseguente naturalizzazione in blocco degli arabi della West Bank come "israeliani", sia pure di serie b, e' piu' fondato supporre che Israele continui il processo di colonizzazione della Cisgiordania, si annetta il territorio delle colonie

    domenica 29 giugno 2025

    pc 29 giugno - Dalla grande manifestazione gay pride in Ungheria - più di 200mila persone - ci arrivano foto, info/commenti

    Il Pride in Ungheria è stato più di una normale Giornata dell’Orgoglio ma un vero atto di rivolta contro il Governo Orban molto al di là dei membri della discriminata comunità LGBTQ+ ungherese. Orban aveva tentato in tutti i modi di vietare il Pride e di far passare i suoi partecipanti come pedofili, agenti dell’Unione Europea e traditori dei valori nazionali. Ci ha provato minacciando anni di galera agli organizzatori e sguinzagliando contro di loro e la comunità le tante bande nazi ungheresi, suo vero e proprio squadrone personale armato. Il risultato è stato il più grande Pride della storia ungherese 














    MA...


    Un commento da un compagno operaio ex Ilva:

    Per quel poco di commenti che leggo sul web noto come una buona parte degli utenti di casa nostra siano dalla parte di un corrotto fascista come Orban. C'è questa strana tendenza da parte di più di qualcuno nel sostenere la negazione dei diritti delle minoranze o delle categorie più vulnerabili piuttosto che la loro affermazione. Forse riesce ad essere di difficile comprensione il fatto che quando le masse conquistano un diritto quel diritto poi è per tutti, e non solo per una classe privilegiata unta dal Signore, mentre quando un diritto lo si perde quel diritto lo perdono tutti.

    Leggere le esternazioni di odio verso determinate categorie mentre nello stesso tempo si lecca il culo ai potenti della Terra continua a farmi star male nonostante dovrei esserci abituato.

    Resta sempre vera l'affermazione di Marx in cui dice che "l'ideologia dominante è quella della classe dominante", e mai come oggi dobbiamo riappropriarci dei suoi insegnamenti, mai come oggi, con la borghesia che domina in ogni pur minimo anfratto della vita di ogni essere umano, tocca comprendere come già 150 e più anni fa egli ci aveva fornito tutte le basi con le quali poter sostenere la lotta contro questi schifosi bastardi disumani e disumanizzanti.

    Il nostro lavoro diviene sempre più complicato, ma come più volte abbiamo constatato l'acutizzazione di queste profonde ingiustizie porta le masse a spostarsi verso la cosa giusta da fare, come sta accadendo da qualche tempo a questa parte con la questione palestinese. A noi allora il compito di permeare nelle menti e nei cuori di chi ancora vacilla nella confusione

    pc 29 giugno - Lavoratori e lavoratrici AvioAero dicono No al riarmo ed al genocidio

    Nel silenzio assordante del governo italiano e dell’Unione Europea assistiamo quotidianamente al massacro in diretta streaming del popolo palestinese.

    Nessuna parola di condanna per chi sta commettendo crimini contro l’umanità!

    In un momento così complicato, l’Europa ed in primis l’Italia, al posto di occuparsi ed utilizzare risorse per aumentare e migliorare servizi collegati all’istruzione, alla sanità pubblica, ai rinnovi dei contratti e di ricerca, spenderà il 5% del PIL in armamenti!!!

    Una decisione scellerata che si tradurrà in un ulteriore impoverimento delle persone con un aumento ed allargamento dei conflitti mondiali!

    Come la FIOM Nazionale anche noi delegati di AVIOAERO Rivalta, non possiamo restare in silenzio.

    pc 29 giugno - 377.000 palestinesi “scomparsi” secondo Harvard

    Il massacro censurato: lo studio che Israele e l’Occidente fanno finta di non vedere

    Avrete senz’altro notato che la conta ufficiale dei morti palestinesi, dopo essere salita vertiginosamente nei primi mesi del massacro (20.000 vittime in circa due mesi, poi 30.000), si è arrestata bruscamente intorno ai 50.000. Da allora, da mesi, non si muove.

    Eppure il genocidio è proseguito, Gaza è stata rasa al suolo in modo più radicale di quanto avvenne a Dresda nel ’45, e la popolazione non ha più ricevuto tregua. La domanda sorge spontanea: com’è possibile che il numero dei morti non cresca, mentre il rumore delle bombe non si ferma?

    Già a luglio 2024, The Lancet aveva provato a rispondere. Una lettera firmata da scienziati internazionali avvertiva che il bilancio reale delle vittime, considerando anche i morti indiretti (per fame, malattia, ferite non curate), poteva superare i 186.000. Una cifra rimossa, archiviata, etichettata

    pc 29 giugno - Miscellanea di guerra

    La Nato presenta il conto: per la difesa sborseremo 445 miliardi in dieci anni

    pc 29 giugno - 29 giugno 2002: Israele bombarda l’Anp a Hebron. OGGI COME IERI ISRAELE STATO FASCISTA, STATO TERRORISTA

     

    Nella notte del 29 giugno 2002 l’esercito israeliano fece saltare in aria la Imara, sede dell’Autorità Nazionale Palestinese nella città di Hebron, costruita negli anni ’30 dal Mandato britannico. Il quartier generale di Hebron era l’edificio pubblico palestinese più grande della città più popolosa (600.000 abitanti) della Cisgiordania.

    Il complesso, dove avevano sede gli uffici dell’Autorità Nazionale Palestinese e della polizia, era sotto assedio ormai da giorni. Dopo l’ingresso dell’esercito israeliano in città 120 persone, che lavoravano nell’edificio, si erano consegnate. All’interno rimanevano solo più 15 uomini. Durante l’assedio i militari avevano tagliato la corrente elettrica, lasciando l’edificio di più di dodicimila metri quadrati nella totale oscurità.

    Per costringere i quindici asserragliati alla resa gli uomini del colonnello Dron Weinberg avevano provato di tutto: dal lancio di razzi dagli elicotteri Apache ai colpi di cannone, dalle ruspe che avevano

    pc 29 giugno - su orban




     Per quel poco di commenti che leggo sul web noto come una buona parte degli utenti di casa nostra siano dalla parte di un corrotto fascista come Orban. C'è questa strana tendenza da parte di più di qualcuno nel sostenere la negazione dei diritti delle minoranze o delle categorie più vulnerabili piuttosto che la loro affermazione. Forse riesce ad essere di difficile comprensione il fatto che quando le masse conquistano un diritto quel diritto poi è per tutti, e non solo per una classe privilegiata unta dal Signore, mentre quando un diritto lo si perde quel diritto lo perdono tutti.

    Leggere le esternazioni di odio verso determinate categorie mentre nello stesso tempo si lecca il culo ai potenti della Terra continua a farmi star male nonostante dovrei esserci abituato.

    Resta sempre vera l'affermazione di Marx in cui dice che "l'ideologia dominante è quella della classe dominante", e mai come oggi dobbiamo riappropriarci dei suoi insegnamenti, mai come oggi, con la borghesia che domina in ogni pur minimo anfratto della vita di ogni essere umano, tocca comprendere come già 150 e più anni fa egli ci aveva fornito tutte le basi con le quali poter sostenere la lotta contro questi schifosi bastardi disumani e disumanizzanti.

    Il nostro lavoro diviene sempre più complicato, ma come più volte abbiamo constatato l'acutizzazione di queste profonde ingiustizie porta le masse a spostarsi verso la cosa giusta da fare, come sta accadendo da qualche tempo a questa parte con la questione palestinese. A noi allora il compito di permeare nelle menti e nei cuori di chi ancora vacilla nella confusione. 

    A domani, che una sana lezione di Marx non può che aiutarci a trovare la soluzione a questi profondi problemi.



    pc 29 giugno - Marx sempre Marx...

    sabato 28 giugno 2025

    pc 28 giugno - Taranto - Lunga e ricca giornata di mobilitazione contro riarmo, guerra, per la Palestina

    Una giornata di mobilitazione lunga e ricca: dall'ex Ilva /appalto, all'assemblea in piazza sotto il Comune delle lavoratrici e lavoratori appalti comunali, quindi, incursioni all'università, ammiragliato/ponte, prefettura, contro l’aggressione guerrafondaia sionista/imperialista Usa/Israele all’Iran e genocida verso il popolo palestinese contro il governo complice Meloni proTrump/Netanyahu/ contro repressione è stato di polizia/contro economia di guerra/carovita

    In serata al centro città assemblea popolare.

    *****

    La giornata è iniziata presto, alle 6 all'ex Ilva. Alla portineria dell'Appalto Acciaierie; volantinaggio, diffusione della mozione operaia contro riarmo, guerra, per la Palestina; cartelli, bandiere, discussioni con gli operai sullo sciopero, trattativa a Roma e sul perchè gli operai devono occuparsi di ciò che succede oltre la fabbrica; e soprattutto un lungo e articolato comizio che ha 
    intrecciato la situazione grave ad Acciaierie/appalto con la situazione generale a livello nazionale e internazionale che vede riarmo, guerre, genocidio in Palestina e l'azione di serva di Trump del governo Meloni, che scarica i costi della guerra sui lavoratori e masse; un comizio seguito, più di altre volte, da un centinaio di operai (senti audio https://tarantocontro.blogspot.com/2025/06/da-appalto-acciaierie-italia-taranto.html). 

    Al Comune

    Verso le 10 la mobilitazione al centro città: in piazza Castello, con le lavoratrici degli asili e rappresentanti dei lavoratori appalto cimitariali, con assemblea in cui insieme alle lotte specifiche per migliori condizioni di lavoro, salari da aumentare, contro la precarietà, vi sono state discussioni e approvazione mozione su riarmo, guerra, Palestina. L'iniziativa era anche collegata alla azione verso il Comune e il nuovo Sindaco perchè i lavoratori e lavoratrici vogliono chiedere al Comune di prendere posizione contro guerra/riarmo/uso Basi militari e i loro effetti su carovita, salari, lavoro, salute e sicurezza, e di unirsi alla decisione della Regione Puglia nel sospendere le relazioni economico-militari con Israele ed esprimere solidarietà al popolo palestinese. Ma il sindaco ha pensato bene di non farsi trovare...

    In contemporanea è avvenuto altro: un'incursione/blitz dentro l'Università di città vecchia, con striscione, volantino, locandine. Sorpresi e infuriati i vigilanti, mentre professori che stavano all'interno hanno accolto positivamente il materiale. Nello stesso tempo il tentativo dei vigilanti di farci uscire si è scontrato con un grosso gruppo di turisti (una cinquantina) che entrando per visitare l'università aono stati molto contenti, interessati e solidali verso la nostra iniziativa.

    Poi ci siamo spostati sul ponte girevole, dove sono stati messi striscioni/cartelli; anche davanti all'Ammiragliato, luogo che da qualche mese viene considerato "zona rossa" dalla Digos. 

    Infine, sempre in mattinata, nuovo incontro in Prefettura per consegnare mozione dei lavoratori e un comunicato nazionale di operatori della Giustizia, firmato anche da avvocate di Taranto che denuncia l'aggressione di Istraele/Trump all'Iran.


    In serata assemblea popolare in piazza Della Vittoria: decine di striscioni, cartelli, volantinaggio della mozione dei lavoratori, e tanti interventi, in particolare, segnaliamo e abbiamo pubblicato, un intervento di un rappresentante palestinese medico di Bari, che in questa occasione non avendo chi lo sostituiva al lavoro ci ha inviato un audio, promettendo di essere fisicamente presente nelle prossime occasioni, e l'intervento di un compagno operaio dell'ex Ilva Taranto che fa una forte denuncia e appello ai lavoratori. Senti dal post: https://tarantocontro.blogspot.com/2025/06/gli-interventi-di-ieri-in-piazza-della.html

    Infine, grazie alla messa a disposizione di un attacco luce da parte di un esercizio vicino, che ringraziamo ancora, e che ha dimostrato anche con questo il sostegno alla solidarietà al popolo palestinese, abbiamo trasmesso dei filmati della Palestina. 

    pc 28 giugno - In azione a Palermo contro guerra imperialista, piani di riarmo del governo Meloni, in solidarietà dalla Palestina all'Iran

    Con rappresentanti di lavoratori e alcuni compagni solidali alla Prefettura a Palermo

    Denuncia e in protesta contro la guerra imperialista, contro i piani di riarmo e il governo Meloni moderno fascista e della guerra, in solidarietà al popolo palestinese, iraniano e a tutti i popoli oppressi.

    Ampio volantinaggio ai tanti automobilisti che passavano davanti la prefettura in una città bloccata e paralizzata dal traffico per un concerto serale, con condivisione anche di quanto scritto e visibile nello striscione. 

    I rappresentanti dei lavoratori hanno poi consegnato un documento indirizzato al Prefetto contenente le ragioni della azione di denuncia e protesta verso un governo quale quello Meloni complice del genocidio del popolo palestinese e guerrafondaio, chiedendo con forza la cessazione dei piani di riarmo, lo stop alle spese militari e all' invio di armi a Stati criminali  come Israele, l' immediato potenziamento delle risorse per lavoro, salari, scuola, sanità, servizi  e non per la guerra




    Il documento consegnato
     al Prefetto di Palermo



    Di mattina al primo turno ai Cantieri Navali volantinaggio e affissione locandine.
    Gli operai che hanno preso il volantino, e con alcuni abbiamo discusso, in diversi ne hanno condiviso  il contenuto, in particolare hanno espresso contrarietà all'aumento delle risorse stanziate dal governo Meloni per il piano di riarmo mentre operai che scioperano per il rinnovo del contratto vengono repressi dalle leggi di questo governo.

    pc 28 giugno - Decreti, provvedimenti sono illegali! - Decreto sicurezza, dalla Cassazione: “Criticità nel metodo e nel merito”

    Contro il decreto sicurezza ci sono state tante manifestazioni - ultima il 21 giugno - e chili di carte di denuncia - Avevamo pienamente ragione. 

    Ma noi vogliamo che l'intero decreto sia bocciato! Non ci accontentiamo certo che vengano solo rimosse le "criticità" più abnormi. E' tutto il decreto nel merito e nel metodo che è illegale.

    E un governo che fa leggi illegali - e questa del Decreto sicurezza non è che l'ultima - se ne deve andare, deve essere rovesciato!

    Dalla stampa:

    La Corte di Cassazione si pronuncia sul decreto sicurezza, evidenziando criticità nel metodo e nel merito. ...la decretazione d’urgenza, le norme troppo eterogenee e le sanzioni sproporzionate rappresentino aspetti problematici che richiedono un’attenta riflessione. Quindi: «severe perplessità anzitutto sulla (in)sussistenza dei presupposti giustificativi per il ricorso alla decretazione d’urgenza, tanto più che neppure il governo proponente si era mai avvalso della facoltà, prevista dall’art. 72 Cost. e dai regolamenti parlamentari, di chiedere l’esame con procedura d’urgenza di quel disegno di legge». «A ciò si aggiunge l’estrema disomogeneità dei contenuti», si legge nella relazione, che «avrebbe richiesto un esame ed un voto separato sulle singole questioni». Si occupa, infatti, di una pluralità di materie vastissime e disparate che non sono tra loro connesse e omogenee: terrorismo, mafia, beni confiscati, sicurezza urbana, tutela delle forze dell’ordine, vittime dell’usura, ordinamento penitenziario, strutture per migranti e coltivazione della canapa. Questa eterogeneità è considerata un ulteriore vizio di legittimità costituzionale per i decreti legge.

    L'Ufficio del Massimario della Suprema Corte denuncia la "disomogeneità" della legge e l'abuso della decretazione d'urgenza in materia penale. Il ministro della Giustizia Nordio: "Incredulo"

    Il documento, di 129 pagine, contiene una bocciatura senza appello del provvedimento-bandiera del governo, a partire dalla scelta di trasformare da un giorno all’altro in decreto legge il “vecchio” ddl Sicurezza, all’esame del Parlamento da oltre un anno, riprendendone i contenuti “quasi alla lettera“. Riportando le critiche già espresse da decine di giuristi, la Cassazione sottolinea l’“evidente mancanza” dei presupposti di “straordinaria necessità ed urgenza” imposti dalla Costituzione, poiché “nessun fatto nuovo è occorso tra la discussione alle Camere del ddl sicurezza e la scelta trasformarlo in un decreto legge dal medesimo contenuto”. Inoltre, viene denunciata la “disomogeneità” dei contenuti della legge (che interviene su settori diversissimi, dalla cannabis light ai poteri dei servizi) e l’abuso della decretazione d’urgenza in materia penale (il decreto introduce 22 tra nuovi reati e aggravanti).

    Nel merito, le criticità riguardano quasi tutti i contenuti del provvedimento. Durissimo in particolare il giudizio sul cosiddetto “scudo” ai servizi, la norma che consente agli agenti sotto copertura di dirigere e organizzare associazioni terroristico-eversive senza commettere reato: si tratta, scrive il Massimario, di “un assoluto inedito, posto che la direzione e organizzazione delle predette associazioni è fenomeno ben diverso, più grave e più pericoloso rispetto alla già sperimentata possibilità di “infiltrazione”. I pericoli del salvacondotto erano già stati denunciati dai familiari delle vittime delle stragi, che hanno definito la norma una “licenza criminale“, ricordando il ruolo ricoperto da frange dei servizi nelle pagine più oscure della nostra storia nazionale.

    Sulla possibilità di far scontare la pena in carcere alle detenute incinte o madri di bambini sotto un